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De Sisti segna e Chinaglia ordina di bruciare le maglie

Derby!

Domenica 4 Dicembre 2016 si gioca il derby stracittadino fra Roma e Lazio.

Derby profondamente radicato nella città di Roma e che, nel corso degli anni, ha avuto molte sfaccettature, non solo sportive , ma anche sociali, politiche.

Un derby sentitissimo dai tifosi e, una volta, anche da quei calciatori che si identificavano nella maglia indossata, al punto di considerarla una seconda pelle.

Il calcio è fatto di goal, serpentine, parate, gesti atletici.
Ma anche di aneddoti, di curiosità.7475romalazio-asa

Attenzione, ora qualcuno lo potrebbe prendere per uno sfottò, sopratutto i tifosi laziali.
Ma non è così.

Sopratutto non in questo clima che, come purtroppo ho ascoltato, per qualcuno il “derby è andare in guerra”!

Quanto mi accingo a narrare è la prova comprovata che allora, quando si indossava una maglia, si indossava una seconda pelle.

Che la parola “bandiera” era, allora, qualcosa di tangibile.

E che, anche con gesti estremi come questi, che paiono folkloristici, invero si dimostrava l’amore per una squadra, una città, i propri tifosi.

Che Giancarlo “Picchio” De Sisti e Giorgio”Long John” Chinaglia lo erano, eccome bandiere!

E lo dico da romanista…in questo caso, onore a Long John!

Giorgio Chinaglia
Giorgio Chinaglia

Il derby del 1974-75

Si giocava l’ottava giornata della stagione 1974 – ’75, era il 1° dicembre 1974.

“Picchio” era rientrato a Roma dopo nove anni ed uno scudetto a Firenze con i viola, fortemente voluto dal “Barone” Liedholm al suo primo ciclo in giallorosso.

Giorgio Chinaglia era l’alfiere della Lazio, fresca campione di Italia, una squadra stupenda di cavalli di razza ribelli, sapientemente domati dal quel grande maestro di calcio che era Tommaso Maestrelli.

Re Cecconi contrastato da Rocca
Re Cecconi contrastato da Rocca

Per la Roma la vittoria nella stracittadina in campionato latitava da un po’.
Vincere contro i cugini che si erano aggiudicati il loro primo titolo l’anno precedente fu una soddisfazione che diede nuove energie e contribuì al rilancio della società presieduta in quegli anni da Gaetano Anzalone.

La Lazio, che l’anno precedente aveva dominato il torneo, in quel match era apparsa troppo disunita, nervosa e tatticamente poco disciplinata.

Gli uomini di Liedholm, che nelle prime sette giornate del torneo avevano raccolto solo 4 punti precipitando nelle zone basse della classifica, con l’affermazione sui biancocelesti inaugurarono una serie di sei vittorie consecutive.

Il gol di De Sisti
Il gol di De Sisti

Quella sfilza di successi contribuì a rilanciare le ambizioni della Roma che concluse la stagione con un ottimo terzo posto dietro a Juve e Napoli e sopra ai cugini.

Nota a parte per l’arbitro Luigi Agnolin, uscito tra gli applausi del pubblico dell’Olimpico per aver diretto in maniera perfetta la gara.

Le parole di De Sisti, le maglie bruciate di Chinaglia

“Per questo gol valeva la pena ritornare a Roma, raramente ho provato una gioia così grande…” queste le parole di Giancarlo De Sisti, autore del gol – partita, raggiante per aver contribuito in maniera decisiva alla vittoria giallorossa nel derby.

Il capitano Giorgio Chinaglia, al termine del derby, obbligò i suoi compagni a bruciare le magliette con cui erano scesi in campo ed erano stati sconfitti.

Per questo gol valeva la pena di ritornare a Roma - parole di De Sisti
Per questo gol valeva la pena di ritornare a Roma – parole di De Sisti

 

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