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L’evoluzione della democrazia

Ad ogni alba dei tanti tempi storici vissuti dall’uomo spesso le tirannidi non arrivavano a godersi i tramonti. Questo accadeva poiché qualche altra tirannide decideva che era ora di prendesi il posto ed assicurare un ricambio della classe politica e dirigenziale altrimenti difficile da ottenere. Il tutto molto più democraticamente di quanto si possa pensare, perché chiunque, svegliandosi dall’alba al tramonto, aveva la possibilità di decidere tale ricambio. In effetti, questo gioco infinito delle parti, è stato l’antesignano del grillesco “uno vale uno”. La caratteristica principale di questa democratica successione al comando era che il popolo il più delle volte la subiva, in Egitto così come nella Grecia di Pericle, nella Roma dei senatori e così via attraversando l’intero arco della storia.

Pericle e il governo di Atene
Pericle e il governo di Atene

Laddove non funzionasse il mercimonio del voto di scambio ,un ben più misero, dell’oro o dell’argento, metallo,il ferro, riusciva perfettamente dimostrando che non è tanto la moneta che ha valore ma la mano che la porge. Quindi troviamo un susseguirsi di storici ricambi effettuati da pochi, a lor dire, nell’interesse dei molti. Soggetti, questi secondi,il cui unico compito era di continuare a procreare, seminare, pagare le tasse e morire. Ma, ad un certo punto qualcosa si muove, prendendo una piega non prevista. Arriva il secolo dell’Illuminismo! E’ il 1784 quando Kant declina “Illuminismo è l’uscita dell’uomo dallo stato di minorità che egli deve imputare a se stesso. Minorità è l’incapacità di valersi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Imputabile a se stesso è questa minorità, se la causa di essa non dipende da difetto d’intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di far uso del proprio intelletto senza essere guidati da un altro. Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza! È questo il motto dell’Illuminismo. ». Questo sconvolge tutti i piani di coloro che sono destinati, in tutto il mondo, a decidere, democraticamente le sorti dei popoli e i primi effetti si osservano alla fine del 1700 con la Rivoluzione Francese!

bastiglia
bastiglia

E’ il popolo stavolta a decidere democraticamente la messa a bando del sistema vigente di comando. Via la monarchia, via la nobiltà, via il clero, un taglio netto (nel senso letterale della parola) e oplà! Rien ne va plus, les jeux sont faits!

Patibolo
Patibolo

Per la prima volta viene coinvolta una grossa parte del popolo, sia tra i nuovi elettori che fra gli spodestati. In pochi mesi la classe politica e dirigenziale subisce un vero ricambio, e in alcuni casi la novità della cosa fa perdere la testa a chi non è abituato a simili riforme radicali. E a volte non solo a questi! Ma siamo nel secolo dell’Illuminismo e chi per secoli è riuscito a imporre la sua democrazia non può guardare indifferente a questo cambiamento senza porvi soluzione. E anche chi era ora al potere non poteva non sentirsi preoccupato, poiché allora chi citava San Giovanni decollato non avrebbe minimamente pensato di trovare un santo patrono al check- in dell’Air France!No, così non si poteva andare avanti e bisognava al più presto ripristinare forme democratiche di governo, ma soprattutto di successione . Così venne inventato il diritto al voto. Fu sostituita alla lama il legno, al vessillo la scheda, alla trincea il seggio. Il popolo venne quindi disarmato di forza bruta, rivestito di candida speranza, ammantato di pensiero filosofico, e dopo averlo vestito da baldracca,inculato nei modi e nei fatti. democraziaVenne di fatto reinventata la democrazia che , in effetti, non era altro che una tirannide controllata. La quale esplicava la sua funzione nel non consentire che qualunque asino che ragliasse, svegliandosi presto al mattino, potesse comandare. Venne fatto credere che con un semplice segno si potesse esercitare un comando sulla classe dirigente. Dopo un periodo di sperimentazione, la classe politica e dirigente capì che tale metodo era talmente semplice,proficuo e innocuo che prima gli ignoranti (nel senso di persone che non sapevano leggere e scrivere) e poi persino le donne ( da sempre,ignobilmente, fuori dalle scelte politiche) furono accettate ad esercitare questo che fu definito, pomposamente ,diritto. Al quale venne aggiunto un aggettivo: universale. Sarebbe bastato ragionare sull’aggettivo per capire come, normalmente, ciò che è universale (vedi diluvio) non è che faccia tanto bene! Intanto i lumi dell’illuminismo si erano spenti, ci aveva pensato Edison sostituendoli con le sue lampadine e i primi sintomi furono sulle menti del popolo che, ubriacato di proclami, filosofia e strane parole senza senso come democrazia, uguaglianza, diritti etc, cadeva in uno stato onirico di assuefazione. Oggi l’arma del popolo è una matita ma il temperamatite per affilarla è sempre in mano ai potenti di turno, così come secoli fa essi detenevano l’uso della lama. Platone

Abbiamo per scudo una scheda e per trincea un seggio. Ci illudiamo ogni volta di prendere la Bastiglia, ma in effetti è la Bastiglia che imprigiona noi. In effetti, siamo arrivati ad oggi nella stessa situazione di secoli fa , dove c’è un governo tirannide di pochi, stavolta, però, democraticamente eletto da molti. Soggetti, questi,il cui unico compito è di continuare a procreare, seminare, pagare le tasse e morire. Democraticamente.

di Antonio Mattera

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