Due poliziotti. Due divise. Due persone.
Come erano due i carabinieri “violentatori”.
Solo che i primi, un uomo e una donna, erano quelli “buoni”. Continua la lettura di I buoni, i brutti, gli sporchi e cattivi.
Due poliziotti. Due divise. Due persone.
Come erano due i carabinieri “violentatori”.
Solo che i primi, un uomo e una donna, erano quelli “buoni”. Continua la lettura di I buoni, i brutti, gli sporchi e cattivi.
Guardatela bene questa foto.
Una sagoma di uomo verticale e capovolta, braccia allineate al corpo e gamba , come in un tuffo, come una freccia, come un supereroe.
Ma senza superpoteri. Continua la lettura di I superpoteri dell’uomo
Per le strade cani che azzannano ossa gettate via.
Bocche vuote, bocche piene di mosche, che la carne di quelle ossa non hanno mai saputo cosa sia.
Continua la lettura di Mondo Pazzo
Se fossi il ministro degli esteri troverei il modo di sputarmi in faccia, anche solo allo specchio.
O, in alternativa, trovare un volontario (io sono qui!) per farlo.
Ciò non mi renderebbe dietro Regeni, Arrigoni, Calipari e via dicendo, ma quanto meno mi permetterebbe di girare con la faccia più pulita.
Si sopravvive anche a questo, invece. Continua la lettura di Paese di sopravvissuti
La Boldrini afferma che il dibattito sullo stupro di Rimini ci sta facendo toccare il fondo.
“Guardi io trovo agghiacciante il livello del dibattito di questi giorni. Come se la gravità della violenza dipendesse da chi la mette in atto o da chi la subisce” Continua la lettura di Stupro: numeri e considerazioni
Lo stupro non è solo un inaudito atto di violenza sessuale.
Continua la lettura di Stupro e schiavitu’
I nostri cuori non sono di pietra.
Le case, i muri lo sono.
Nei cuori , il tremore della terra lascia indelebili segni.
Resistono nel dolore. Continua la lettura di Terremoto!
Dapprima furono i sette marinai di una nave italiana in Algeria, massacrati nel sonno.
Poi fu Ilaria Alpi e Miran Horvatin.
Poi toccò a Calipari.
Continua la lettura di Regeni, Arrigoni, Alpi: il mantra del silenzio
Concepita in carcere.
Rapiti, lei e il fratellino, dal padre, reduce dal Vietnam con una lunga sequela di reati e carcere, quando erano piccoli.
Lingua tagliente e faccia tosta.
Bellissima e un tantino “pazza” da conoscere persino lei stessa il carcere.
Continua la lettura di Hope Solo, la Wonder Woman del calcio