muro

NESSUN MURO DURA PER SEMPRE. SI PUÒ PERÒ RICOSTRUIRE.

Una dichiarazione errata di un funzionario e un ordine non dato a un soldato, più di ogni pur forte anelito di libertà, cambiarono la storia.
La casualità la fece da protagonista, il grimaldello da inserire nelle piccole crepe di quel muro.

Più di un discorso di Ronald Reagan (““Mr Gorbaciov abbatta questo muro!” antesignano quasi del “Schettino salga a bordo, cazzo”) o
di un concerto di Bruce Springsteen con annessa dichiarazione da botteghino da facile profeta.

Più di un Gorbaciov in difficoltà con un comunismo sul quale si addensavano nubi nere nate in una altra notte, stavolta maledetta, a Chernobyl, e la sua Perestrojka.

Più di un Sarkozy che, foto stile selfie con un piccone in mano ma postdatata, preconizzava l’era dei presidenti cazzari francesi.

Sono passati 30 anni (e in giorno) da quella notte di picconate date e muri crollati, di famiglie e sconosciuti riuniti come da sempre e blocchi ideologici frantumati per sempre.
Lacrime di decenni di frustrazione divennero all’istante lacrime di gioia.

Quella notte si creò un punto di non ritorno.
Quella notte si scrisse un copione perfetto per un film.
Sembrava il “the end” perfetto, quello che preconizza un futuro luminoso, un mondo diverso.
E, invece, finiti i titoli di coda ti accorgi che è solo il dolce inganno di un sogno.

Quella notte fu abbattuto un muro, ma i suoi resti non sono solo materiale da collezione in un museo oppure, tritati, elemento di pillole omeopatiche.
Con i suoi resti, metaforicamente, si sono costruiti muri economici tra i paesi di questa Europa bislacca con due teste (Bruxelles e Strasburgo) ma nessun cuore.

Se ne è costruito uno finanziario intorno alla Grecia, soffocando senza pietà anziani, donne e bambini.
E, infine, se ne sono costruiti fisicamente, lunghi 6 volte di più (barriere, recinzioni, fili spinati e guardie armate) del muro abbattuto, tra noi (Spagna, Ungheria, Francia, Serbia e Croazia) e gli altri, quelli vittime di un fenomeno come la migrazione.

30 anni fa un muro fu abbattuto.
Un paese, la Germania, fu riunito.
30 anni fa incominciò l’ultima guerra di conquista sul Vecchio Continente.
Diversa, senza colpi di cannone ma subdola e ingannatrice
Il 9 novembre 1989 non fu la trama di un film, ma un sogno.
Da ingannatore a incubo.

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