schiave

L’altra metà della Luna

L’ALTRA META’ DELLA LUNA.
Non solo stranieri, sempre più gli italiani schiavi nei campi.
E’ l’altra metà della Luna, quella volutamente ignorata (n.d.a)
Se fino a poco tempo fa erano soprattutto gli immigrati giunti nel nostro Paese alla disperata ricerca di occupazione a lavorare in condizione di vero e proprio sfruttamento nelle coltivazioni, adesso, come conseguenza della crisi economica, sono sempre più numerosi gli italiani costretti dalla disoccupazione a cercare un impiego nei campi.

Si tratta di operai, ma anche geometri e ragionieri italiani approdati al settore agricolo per necessità, dopo la chiusura di fabbriche, imprese o dopo un licenziamento o una drastica riduzione dello stipendio.

Ci sono disoccupati, esodati, cassintegrati, ex piccoli imprenditori.

Molti hanno tra i 40 ed i 50 anni o più.
Accanto a centinaia di africani, polacchi, bulgari, arabi, anche gli italiani, spesso considerati restii ad accettare la dura vita dei campi, costituiscono oggi una presenza significativa tra gli stagionali nel settore agricolo su tutto il territorio italiano, da Nord a Sud.

La crisi dell’edilizia, in particolare, ha lasciato senza lavoro molti muratori e carpentieri, ma anche i fornai non si trovano in condizioni molto migliori. In questo contesto, praticamente tutti accettano di lavorare in nero pur di sopravvivere.
Secondo le stime Eurispes e Coldiretti, contenute nel 4° Rapporto Agromafie, sono almeno 160.000 gli italiani impiegati in agricoltura in condizioni di forte vulnerabilità.
(Fonte Eurispes)

Eppure di Saviano che si stracciano i capelli (oops, un eufemismo) o che indossano magliette rosse non ne ho visti, quando i morti (e ci sono stati), gli sfruttati erano italiani.
La disgrazia di Foggia è deprecabile da tutti i punti di vista, ma è solo il culmine di una situazione che è oramai sfuggita di mano e non conosce un razzismo di colore perchè il suo metro è il profitto.
Su quel pulmino potevano esserci 12 italiani, sotto pagati e sfruttati come gli immigrati.
Su quella strada, lasciati per ore perchè al Sud siamno carenti nelle infrastrutture ospedaliere, non solo per ospitare 12 cadaveri in obitorio, ci potevano essere 12 italiani.
Chi non ragiona in questi termini e ne fa una questione di colore di pelle, di razzismo è, senza rendersene conto, un razzista a sua volta.
Perchè, come Saviano (che pure ha il suo tornaconto in attesa di poter scopiazzare qualcosa altro), alternado parola (per immigrato) a silenzio (per italiano o bianco) si dimentica di osservare l’altra metà della Luna.
Avanti, adagio, fanculo.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>