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	<title>PensoLibero.it &#187; immigrazione</title>
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		<title>NON UN ALTRO CERNIS</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Jul 2019 07:49:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[L'ululato]]></category>
		<category><![CDATA[assassinio]]></category>
		<category><![CDATA[Cernis]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Cerciello Rega]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Non ne ho scritto prima perché preferisco sempre non esprimermi a botta calda e aspettare che i fatti siano più chiari. Pare che a uccidere selvaggiamente il povero Cerciello Rega sia ora accertato che siano stati uno o due americani. Cercavano droga, hanno derubato un pusher, questo forse, e dico forse, nordafricano. Al quale poi &#8230; <a href="http://www.pensolibero.it/2019/07/27/non-un-altro-cernis/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">NON UN ALTRO CERNIS</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Non ne ho scritto prima perché preferisco sempre non esprimermi a botta calda e aspettare che i fatti siano più chiari.<br />
Pare che a uccidere selvaggiamente il povero Cerciello Rega sia ora accertato che siano stati uno o due americani.<span id="more-3907"></span></p>
<p>Cercavano droga, hanno derubato un pusher, questo forse, e dico forse, nordafricano.<br />
Al quale poi hanno chiesto dei soldi per restituirgli la borsa. <span class="text_exposed_show"><br />
Ma lui è andato all’appuntamento accompagnato dai carabinieri in borghese.</span></p>
<p><span class="text_exposed_show"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2019/07/mario-cerciello-rega.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-3908" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2019/07/mario-cerciello-rega-300x148.jpg" alt="mario-cerciello-rega" width="300" height="148" /></a></span></p>
<p><span class="text_exposed_show"><br />
Purtroppo la parola più usata ieri non è stata, per molti, &#8220;carabiniere&#8221; ma &#8220;nordafricano&#8221;.<br />
Che ha dato vita al solito squallido teatrino elettorale e di opinioni da tifo da destra e sinistra.</span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Tant&#8217;è che persino Saviano ci ha propinato il suo trafiletto invitando gli italiani a non fare di tutta l&#8217;erba un fascio sugli immigrati, usando la morte di un giovane, marito e figlio prima e carabiniere dopo, per attaccare colui che lui definisce il &#8220;ministro della malavita&#8221;.</span></p>
<p><span class="text_exposed_show">E invece ora pare che i bastardi assassini, o al singolare, siano due giovani (19 anni) americani.<br />
Ora, al di là del dolore, la questione diventa politica e un banco di prova per questo governo e i prossimi.</span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Ora voglio vedere da Salvini e i suoi alleati locustiani la stessa determinazione nel perseguire l&#8217;americano come avrebbero fatto per il nordafricano.<br />
Voglio che la giustizia svolga rapidamente e duramente il suo corso senza interferenze a stelle e strisce.<br />
Voglio che questi due bastardi marciscano nelle galere italiane, un ergastolo per ogni coltellata, 8, inferta al nostro carabiniere.<br />
Voglio che non si parli di due ragazzini da rieducare ma di due bastardi da punire finché le ossa non sbiancano in una cella.<br />
Voglio che non ci sia più un altro Cernis o un caso Amanda Knox, con un carabiniere che finisce per essersi lanciato lui 8 volte sul coltello e altre ingerenze del nostro invadente alleato.<br />
Voglio che si abbia le palle di dire all&#8217;America di non rompere il cazzo, che il morto è nostro e i cocci sono suoi, ma nelle carceri nostre.</span></p>
<p><span class="text_exposed_show">E se il governo gialloverde non ride, la sinistra pianga sul suo moralismo.<br />
Sono quelli che rifiutavano l&#8217;idea di fornire teaser alle forze dell&#8217;ordine.<br />
Il sangue di quel ragazzo, le otto coltellate, sono schiaffi in faccia anche alla loro miserabile ipocrisia.<br />
Che in questo paese non ha colore politico.<br />
Avanti, adagio, fanculo.</span></p>
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		<title>CHISSA&#8217;. CHISSA&#8217; CHI SEI&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Jun 2019 17:01:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[L'ululato]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Open Arms]]></category>
		<category><![CDATA[Oscar Camps]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Saviano]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Roma. Stazione Termini. Ieri 20 giugno, ore 11,00 circa. Lato del capolinea ATAC. Sono in attesa di un taxi, c&#8217;è una fila incredibile. Mentro aspetto, con mia figlia, avanzando un passo e un giro di rotelline di trolley alla volta , non posso che notare come questo mondo sia diviso. Addossate alle pareti di vetro &#8230; <a href="http://www.pensolibero.it/2019/06/21/chissa-chissa-chi-sei/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">CHISSA&#8217;. CHISSA&#8217; CHI SEI&#8230;</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Roma.</p>
<p>Stazione Termini.</p>
<p>Ieri 20 giugno, ore 11,00 circa.</p>
<p>Lato del capolinea ATAC.</p>
<p>Sono in attesa di un taxi, c&#8217;è una fila incredibile.<span id="more-3874"></span></p>
<p>Mentro aspetto, con mia figlia, avanzando un passo e un giro di rotelline di trolley alla volta , non posso che notare come questo mondo sia diviso.</p>
<p>Addossate alle pareti di vetro della stazione, piccole case con mura di cartone e coperte, qualche busta piena di chissà cosa per mobilio e qualche piumone per letto a terra, e persone sedute, uomini e donne, quasi rassegnate.</p>
<p>«<i>Chissà, chissà chi sei/Chissà che sarai/Chissà che sarà di noi/Lo scopriremo solo vivendo/<br />
Comunque adesso ho un po&#8217; paura</i>»</p>
<p>Ad aspettare chissà cosa, chissà chi, chissà quando, chissà come, molto similmente alla canzone di Lucio Batttisti.</p>
<p>Che è una canzone di amore. E di dolore. E di paura.</p>
<p>Qui togliamo pure l&#8217;amore.</p>
<p>Quello che colpisce che oggi non sono più&#8242; i classici clochard di etnia, diciamo, caucasica, quelli quasi non li trovi piu&#8217;.</p>
<p>Sono mosche, per l&#8217;appunto, bianche.</p>
<p>Forse semplicemente scompaiono al mattino per riapparire la sera.</p>
<p>«<i>Inseguendo una libellula in un prato/Un giorno che avevo rotto col passato/Quando già credevo di esserci riuscito/Son caduto</i>»</p>
<p>Torniamo alla stazione, all&#8217;attesa della fila, a quelle case di cartone.</p>
<p>Quelli che vedo sono persone di colore, che hanno inseguito la loro libellula sul prato sotto forma di un sogno, di una vita nuova.</p>
<p>Solo per cadere in una nuova forma di miseria.</p>
<p>Ci sono due mondi, su quel marciapiede.</p>
<p>Il mondo di quei poveri disgraziati, dalle case di cartone e del puzzo di piscio e di sudore, e il mondo di noi, dei trolley più&#8242; o meno firmati, del profumo del deodorante che copre l&#8217;alone creato dall&#8217;afa.</p>
<p>Di là c&#8217;è un mondo che col piattino cerca di portarsi a casa un tozzo di pane giornaliero, di qua chi si può permettere o meno di spendere una trentina di euro per una corsa in taxi con l&#8217;aria condizionata.</p>
<p>Non sto facendo la morale a nessuno, intendiamoci, anche io era là per prendere un taxi e per arrivare in orario a destinazione.</p>
<p>«<i>Il magazzino che contiene tante casse/Alcune nere, alcune gialle, alcune rosse/ Dovendo scegliere e studiare le mie mosse/ Sono all&#8217; impasse</i>»</p>
<p>Nel mondo di mezzo, quel pezzo di marciapiede che fa da muro invisibile divisorio tra le case di cartone e i trolley in attesa, avanza un ragazzo, sempre di colore.</p>
<p>Ha più&#8242; o meno vent&#8217;anni, barcolla e vaneggia con le mani e con il viso.</p>
<p>Forse effetto di quella busta di vino da un litro che ancora stringe in una mano, come unica ricchezza in suo possesso.</p>
<p>Veleno per annientarti e medicina per dimenticare allo stesso tempo.</p>
<p>Il jeans che indossa gli scende quasi alle cosce, tanto che è magro.</p>
<p>Sotto indossa un altro pantalone, che forse fa anche da mutande.</p>
<p>Insomma tutto il suo vestiario, forse, è la: conservato nel guardaroba che è lui stesso.</p>
<p>Altro che magazzino, altro che casse, le sue mosse che sono ridotte all&#8217;annegare il dolore nei fumi dell&#8217;alcol e la sua impasse che si risolve tra morire subito in mare o lentamente tra i fumi dell&#8217;alcol e l&#8217;indifferenza di una città.</p>
<p>Nel nostro mondo si intrufola una donna, vecchietta, piccolina, piegata da un lato e con l&#8217;immancabile cartello in sgrammaticato italiano, vestita di velo o tunica che dir si voglia, da capo a piedi.</p>
<p>Le allungo due euro, una signora in fila dietro di me borbotta, compiaciuta, che quella vecchietta ieri camminava dritta.</p>
<p>«<i>Una frase sciocca, un volgare doppio senso/ Mi hanno allarmato, non è come io la penso/Ma il sentimento era già un po&#8217; troppo denso/E son restato </i>»</p>
<p>Forse in me non avevo bisogno di sentirlo, lo sapevo.</p>
<p>Vabbuò, mi sarò fatto fare fesso, ma va bene lo stesso.</p>
<p>Arriva il taxi, è il nostro turno, io e mia figlia vi saliamo e lasciamo i trolley e le case di cartone.</p>
<p>Napoli, 21 giugno.</p>
<p>Molo 22, ore 18,00</p>
<p>Roberto Saviano sale a bordo della nave di Open Arms e discuterà, in diretta radiofonica, con Oscar Camps del tema <a href="https://www.facebook.com/hashtag/inmarenonesistonotaxi?source=feed_text&amp;epa=HASHTAG&amp;__xts__%5B0%5D=68.ARD5n6UQj7u8n9-0wKima3pyy1iH03C4rHnOrWe-3JE3gbwRnMCxLz04lIzTQ_xBseOenBu3T9oetnVgMdiuozbw6bqoJUEFcsVBDDAl7eEx-j7WL3iMRIgTSE7Bzix9ujsxdce2q0dcSDQjIMVzA_DMxbUtZeajZUfir3YxD7632PVqjiVS0aUDmizn45oDkzp161ZhmvfywKcWIBDDGJI0NLjF7VXfw-GA-R1YoKxv8BIq3LZWbCc4UBVIujMU-gcE7pkzfs093Z6tIvGMs1WJoZ5L2VQLhfHcbkT-mLOh-as2eLT6brlFd-KBmigEESvV73tQOgjeAOdcOA&amp;__tn__=%2ANK-R">#InMareNonEsistonoTaxi</a></p>
<p>Che poi è anche un bel modo di fare pubblicità.</p>
<p>A se stesso e al suo libro che ha, guarda caso, proprio quel titolo (al prezzo di euro 18,61, su Amazon, per chi fosse interessato).</p>
<p>Ci sorbiremo l&#8217;ennesima paternale apparecchiata con l&#8217;ausilio di un coglione leghista in cerca di voti.</p>
<p>«<i>Mi sto accorgendo che son giunto dentro casa/ Con la mia cassa ancora con il nastro rosa/ E non vorrei aver sbagliato la mia spesa o la mia sposa</i>»</p>
<p>Chissà se Saviano capiterà mai a Termini (ma potrebbe essere da qualsiasi altra parte), in trolley, ad aspettare un taxi, e osserverà quelle case di cartone e quelle persone che sono cadute senza acchiappare la libellula del loro sogno.</p>
<p>Quel ragazzo che è guardaroba di se stesso e quella vecchietta piegata che forse mi ha fregato due euro.</p>
<p>Chissà se arriverà mai a domandarsi: li abbiamo salvati da loro stessi, ora come li salviamo da noi stessi?</p>
<p>Al di fuori della Open Arms, al di fuori dei quartieri come i Parioli, al di fuori delle fiere del libro.</p>
<p>Se non abbiamo sbagliato spesa e sposa insieme.</p>
<p>«<i>Chissà, chissà chi sei/Chissà che sarai/Chissà che sarà di noi/Lo scopriremo solo vivendo/ Comunque adesso ho un po&#8217; paura/ Ora che quest&#8217;avventura/Sta diventando una storia vera/Spero tanto tu sia sincera/</i>»</p>
<p>Che è una canzone di amore. E di dolore. E di paura.</p>
<p>Qui togliamo pure l&#8217;amore.</p>
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		<title>AMARO LUCANO</title>
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		<pubDate>Tue, 28 May 2019 21:08:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[L'ululato]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Lampedusa]]></category>
		<category><![CDATA[Lega]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Salvini]]></category>
		<category><![CDATA[Mimmo Lucano]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>AMARO LUCANO A Riace dell&#8217;ex sindaco Mimmo Lucano (solo 21 voti per lui su 1100 votanti, forse nemmeno votato da tutti i parenti), la Lega di Matteo Salvini è il primo partito con il 30,75%. A Lampedusa, l&#8217;isola nobel per essere diventata l&#8217;Alcatraz dell&#8217;accoglienza, il dato è ancora più alto: 45,85%. A dire il vero &#8230; <a href="http://www.pensolibero.it/2019/05/28/amaro-lucano/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">AMARO LUCANO</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>AMARO LUCANO</p>
<p>A Riace dell&#8217;ex sindaco Mimmo Lucano (solo 21 voti per lui su 1100 votanti, forse nemmeno votato da tutti i parenti), la Lega di Matteo Salvini è il primo partito con il 30,75%.</p>
<p>A Lampedusa, l&#8217;isola nobel per essere diventata l&#8217;Alcatraz dell&#8217;accoglienza, il dato è ancora più alto: 45,85%.<span id="more-3848"></span></p>
<p>A dire il vero a Lampedusa ha vinto l&#8217;astensionismo, ma anche questo è un chiaro segnale di bocciatura verso la sinistra e il modello Pietro Bartolo<br />
Ora, delle due l&#8217;una:<br />
1) o il fascismo, da ideologia, si sta tramutando in virus come l&#8217;epidemia di morbillo vista negli ultimi anni;<br />
2) oppure Mimmo Lucano e Pietro Bartolo ci raccontano una realtà sociale sfalsata, percepita solo nei loro sogni e lontana dalle esigenze di ogni giorno.</p>
<p>Forse, al di là di perle di saggezza dispensate a piene mani dagli intellettuali dei Parioli e similari, al di là delle comparsate televisive dei due eroi del “volemose bene”, le polemiche alzate come vessilli da una sinistra sempre più&#8242; estranea agli italiani e ai loro problemi, c&#8217;è una tragica verità di fondo.</p>
<p>Che la sinistra farebbe bene a considerare, senza chiudere gli occhi per rimanere sconnessa dalla realtà.</p>
<p>Quelli che hanno votato Lega, in quei luoghi, non possono essere semplici deficienti fagocitati dagli slogan salviniani.</p>
<p>Sono persone, famiglie, donne e uomini, giovani e anziani che vivono sulla loro pelle un malessere vigente in quei luoghi, per una situazione di un immigrazione mal gestita e, in fin dei conti, non supportata ma sopportata.</p>
<p>Parliamo, senza esagerare, di comunità violentate , che hanno restituito lo schiaffo ai promotori dalla solidarietà tanto facile (purché lontana dal mio giardino o dal mio quartiere snob) quanto falsa e ipocrita.</p>
<p>Ecco, la sinistra, lasciando da parte il perbenismo dei Roberto Saviano, dei Gad Lerner, delle Michele Murgia e vari, dovrebbe chiedersi il motivo di questo rigetto, di questo schiaffo e capire che un problema c&#8217;è.</p>
<p>Che ha radici in periferie abbandonate (e un piccolo paese oppure una piccola isola sono periferie molto più amplificate, per motivi contingenti, rispetto a quelle di una grande città), politiche del lavoro che escludono dal reddito padri di famiglia e i loro figli, problemi di sicurezza dove il placido giardinetto per bambini diviene terra di spaccio, una sanità alla canna del gas e la mancanza di diritto a sopravvivere perché colpito da una qualsiasi disabilità fisica.</p>
<p>Quei voti a Lampedusa e Riace dicono questo, che quei modelli (benché umanamente apprezzabili) sono stati bastonati al grido silenzioso «niente per me, niente per nessuno»</p>
<p>Non ascoltare quel grido, è bene saperlo, significa spianare autostrade per Salvini e una destra che, col tempo, diventerà sempre più&#8242; estrema.</p>
<p>Avanti, adagio, fanculo.</p>
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		<title>&#8216;Na tazzulella &#8216;e caffè</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Jan 2019 23:24:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[L'ululato]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi de Magistris]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>&#8216;NA TAZZULELLA &#8216;E CAFFE&#8217; Luigi De Magistris è, da ex magistrato, una persona seria. E vi offrirà sicuramente «&#8217;na tazzulella &#8216;e caffè», tanto decantata da Pino Daniele, se vi recate da lui, nelle sue stanze a Palazzo San Giacomo a Piazza Muncipio. Magari potreste chiedergli del suo penisero sull&#8217;accoglienza dei profughi, immigrati o clandestini che &#8230; <a href="http://www.pensolibero.it/2019/01/07/na-tazzulella-e-caffe/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">&#8216;Na tazzulella &#8216;e caffè</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&#8216;NA TAZZULELLA &#8216;E CAFFE&#8217;<br />
Luigi De Magistris è, da ex magistrato, una persona seria.<br />
E vi offrirà sicuramente «&#8217;na tazzulella &#8216;e caffè», tanto decantata da Pino Daniele, se vi recate da lui, nelle sue stanze a Palazzo San Giacomo a Piazza Muncipio.<span id="more-3806"></span><br />
Magari potreste chiedergli del suo penisero sull&#8217;accoglienza dei profughi, immigrati o clandestini che dir si voglia.<br />
Lui vi farebbe affacciare, caffè alla mano, sui balconi che danno al&#8217;ordinatissima Piazza Muncicipio e vi illustrerebbe tutte le iniziative a favore di questi disgraziati, ultimi degli ultimi.<br />
Vi illustrerebbe la Napoli dell&#8217;accoglienza, dell&#8217;integrazione, del multiculturalismo.</p>
<p>Ecco già pronta la mappa dei centri accoglienza per profughi e immigrati.<br />
La Napoli multietnica dell&#8217;accoglienza ha la sua capitale: piazza Garibaldi.<br />
Via Bologna il suo mercato a cielo aperto, il Vasto e la Duchesca la sua Kingston, sobborgo polveriera.<br />
Più in là si estende Gianturco, che alcuni chiamano Gianturkistan, pianura di schiave nigeriane sotto rito voodoo e lanterne cinesi del Guandong.<br />
Il centro storico è srilankese, la comunità più numerosa, con venature capoverdiane e andine nella zona di piazza Carità.</p>
<p>I progetti di integrazione passano attraverso fondamentali inserimenti di attività di commercio, bancarelle che pagano dai 100 ai 150 euro di pizzo ai consorzi camorristici.</p>
<p>Consorzi camorristici che prendono il posto dell&#8217;Inps nel cercare occupazioni e delle forze dell&#8217;ordine nel tenere il controllo del territorio, aiutando il De Magistris a farsi bello, a impomatarsi il capello alla faccia dei problemi di una città intera.</p>
<p>Basterebbe aver letto, oltre Kalr Marx e Proudhon, il libro del 2007 (sì piu di 10 anni fà) di Sergio Nazzaro, intitolato sarcasticamente «Io per fortuna c’ho la camorra».<br />
Insomma, un esercito di pulciosi e pericolosi masanielli nella forma piu abbietta che garantisce che agli immigrati più disperati non salti in testa di fare i criminali al loro posto</p>
<p>E intanto le saracinesche alzate sono sempre di meno e i suk di venditori abusivi sempre di piu&#8217;.<br />
Si dirà, sistemi economici a confronto.</p>
<p>E, parliamoci chiaro, De Magistris con una fava (l&#8217;immigrazione) ha preso due piccioni: infatti Rom e immigrati gli tolgono in parte il disturbo di pensare all&#8217;immondizia che sommerge queste zone.<br />
Frugano nei bidoni e qualcosa da riciclare e rivendere sempre la trovano, visto la società consumistica che siamo.<br />
Insomma la differenziata ha preso finalmente piede a Napoli!</p>
<p>E vuoi mettere il parco divertimento creato? Se vuoi divertirti puoi passare dai banchetti del gioco delle «tre carte» a qualcosa di piu&#8217; esostico come hashish e marjuana, così fai integrazione passando dal campanilismo napoletano all&#8217; esotico di importazione.</p>
<p>Chiariamoci, non che hashish e marjuana o eroina la importino questi poveri disgraziati, ma dietro a ogni venditore la prima regola è che ci sia una faccia convincente, adeguata insomma.<br />
Pensate mai che potrebbe essere un daltonico a guidarvi a una guida alle opere di Van Gogh?</p>
<p>Poi, se volete dedicarvi a un po&#8217; di macelleria sociale, che sia un rene, una cornea oppure un prostituta minorenne, nipote o meno di Mubarak, basta che vi spostate qualche km più in là, a Castel Volturno.</p>
<p>Però lì l&#8217;occhio lungo di De Magistris e di Roberto di Savionotea non arriva.<br />
L&#8217;effetto buonista, da maglietta rossa, del &#8220;salviamoli tutti&#8221;, del Rolex al polso invece di falce e martello in pugno, scema man mano che ci allontaniamo dalle loro stanze, al caldo, al sicuro e ben rifocillati.</p>
<p>Torniamo allora alla Napoli dell&#8217;accoglienza e multietnica.<br />
«Abbiamo fame», si giustifica il Malik, l&#8217;Ismail o la Kismeth di turno.<br />
E hanno ragione.</p>
<p>Perchè di loro, i De Magistris, gli Orlando e via dicendo, si sono dimenticati appena le imbarcazioni sono entrate nel porto.<br />
Appena hanno riempito l&#8217;etere di ecoballe filosofiche.</p>
<p>«&#8217;Na tazzulella &#8216;e cafè» cantava Pino Daniele.<br />
Ecco, a Napoli si sono inventati il caffè sospeso.<br />
Ma non date meriti a Luigi De Magistris ne al suo piano accoglienza che si riconduce, per i migranti, alla casualità di un giro di tombola.<br />
Ambo bivacchi sui marciapiedi.<br />
Terno vendi cianfrusaglie per consorzi camorristici.<br />
Quaterna spacci sempre per loro.<br />
Quintina ti prostituisci.<br />
Tombola ti ritrovi donatore di un rene o una cornea o altro.</p>
<p>Ma di questo De Magistris, Orlando, Roberto di Savianotea e Dulcinea della Boldrini non parlano.<br />
Lui, De Magistris e altri, spesso, quando aprono bocca, l&#8217;unico risultato che raggiungono è creare pericolose correnti d&#8217;aria.<br />
Avanti, adagio, fanculo.</p>
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		<title>Martina andata e ritorno</title>
		<link>http://www.pensolibero.it/2018/08/22/martina-andata-e-ritorno/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Aug 2018 19:51:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Martina]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>MARTINA ANDATA E RITORNO Maurizio Martina, segretario del Partito Disperso, è stasera a Catania per perorare la causa dei 177 migranti trattenuti sulla nave Diciotti della Marina Militare Italiana. Qualche tempo fa era a Foggia per perorare la causa di quei migranti, sfruttati dal caporalato, morti sull&#8217;autostrada in un tragico incidente. L&#8217;ordine cronologico dei suoi &#8230; <a href="http://www.pensolibero.it/2018/08/22/martina-andata-e-ritorno/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Martina andata e ritorno</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>MARTINA ANDATA E RITORNO</p>
<p>Maurizio Martina, segretario del Partito Disperso, è stasera a Catania per perorare la causa dei 177 migranti trattenuti sulla nave Diciotti della Marina Militare Italiana.<span id="more-3741"></span></p>
<p>Qualche tempo fa era a Foggia per perorare la causa di quei migranti, sfruttati dal caporalato, morti sull&#8217;autostrada in un tragico incidente.</p>
<p>L&#8217;ordine cronologico dei suoi viaggi e interventi non è importante.</p>
<p>Sarebbe potuto accadere, o sarà accaduto, l&#8217;inverso, ma il succo è sempre lo stesso.</p>
<p>Martina, e con lui la sinistra fighetta e radical chic, quella delle magliette rosse a lavaggio alternato,sono abituati a compiere questi viaggi di andata e ritorno da una disgrazia all&#8217;altra.</p>
<p>Quello che accade nel mezzo, nel frattempo, fra i morti di Foggia e i sequestrati di Catania, non è di loro pertinenza, tant&#8217;è che lo hanno ignorato per anni al governo e ora da opposizione.</p>
<p>Abbandonati in centri che sono un insulto alla dignità, sui marciapiedi a prostituirsi, nelle campagne come nuovi schiavi, nei giardini pubblici diventati pubici o nei sottoponti che non crollano, spacciando droga o facendo a pezzi ragazze cadute nel tunnel della droga che loro stessi le hanno venduta, sfruttati e violentati come quando erano nel loro paese.</p>
<p>Il problema è che Martina, Saviano, la Boldrini, Toscani, in questi viaggi andata e ritorno, non si soffermano mai sulle tappe intermedie.</p>
<p>Questo lo lasciano fare egregiamente, ai Buzzi e Carminati, ai Casamonica, ai caporali.</p>
<p>Se ti fischiano le orecchie, poi, non credere che siano sempre claque organizzate ai caselli tra Foggia a Catania.</p>
<p>Avanti, adagio, fanculo.</p>
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		<title>L&#8217;altra metà della Luna</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Aug 2018 13:28:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>L&#8217;ALTRA META&#8217; DELLA LUNA. Non solo stranieri, sempre più gli italiani schiavi nei campi. E&#8217; l&#8217;altra metà della Luna, quella volutamente ignorata (n.d.a) Se fino a poco tempo fa erano soprattutto gli immigrati giunti nel nostro Paese alla disperata ricerca di occupazione a lavorare in condizione di vero e proprio sfruttamento nelle coltivazioni, adesso, come &#8230; <a href="http://www.pensolibero.it/2018/08/07/laltra-meta-della-luna/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">L&#8217;altra metà della Luna</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ALTRA META&#8217; DELLA LUNA.<br />
Non solo stranieri, sempre più gli italiani schiavi nei campi.<br />
E&#8217; l&#8217;altra metà della Luna, quella volutamente ignorata (n.d.a)<span id="more-3733"></span><br />
Se fino a poco tempo fa erano soprattutto gli immigrati giunti nel nostro Paese alla disperata ricerca di occupazione a lavorare in condizione di vero e proprio sfruttamento nelle coltivazioni, adesso, come conseguenza della crisi economica, sono sempre più numerosi gli italiani costretti dalla disoccupazione a cercare un impiego nei campi.</p>
<p>Si tratta di operai, ma anche geometri e ragionieri italiani approdati al settore agricolo per necessità, dopo la chiusura di fabbriche, imprese o dopo un licenziamento o una drastica riduzione dello stipendio.</p>
<p>Ci sono disoccupati, esodati, cassintegrati, ex piccoli imprenditori.</p>
<p>Molti hanno tra i 40 ed i 50 anni o più.<br />
Accanto a centinaia di africani, polacchi, bulgari, arabi, anche gli italiani, spesso considerati restii ad accettare la dura vita dei campi, costituiscono oggi una presenza significativa tra gli stagionali nel settore agricolo su tutto il territorio italiano, da Nord a Sud.</p>
<p>La crisi dell’edilizia, in particolare, ha lasciato senza lavoro molti muratori e carpentieri, ma anche i fornai non si trovano in condizioni molto migliori. In questo contesto, praticamente tutti accettano di lavorare in nero pur di sopravvivere.<br />
Secondo le stime Eurispes e Coldiretti, contenute nel 4° Rapporto Agromafie, sono almeno 160.000 gli italiani impiegati in agricoltura in condizioni di forte vulnerabilità.<br />
(Fonte Eurispes)</p>
<p>Eppure di Saviano che si stracciano i capelli (oops, un eufemismo) o che indossano magliette rosse non ne ho visti, quando i morti (e ci sono stati), gli sfruttati erano italiani.<br />
La disgrazia di Foggia è deprecabile da tutti i punti di vista, ma è solo il culmine di una situazione che è oramai sfuggita di mano e non conosce un razzismo di colore perchè il suo metro è il profitto.<br />
Su quel pulmino potevano esserci 12 italiani, sotto pagati e sfruttati come gli immigrati.<br />
Su quella strada, lasciati per ore perchè al Sud siamno carenti nelle infrastrutture ospedaliere, non solo per ospitare 12 cadaveri in obitorio, ci potevano essere 12 italiani.<br />
Chi non ragiona in questi termini e ne fa una questione di colore di pelle, di razzismo è, senza rendersene conto, un razzista a sua volta.<br />
Perchè, come Saviano (che pure ha il suo tornaconto in attesa di poter scopiazzare qualcosa altro), alternado parola (per immigrato) a silenzio (per italiano o bianco) si dimentica di osservare l&#8217;altra metà della Luna.<br />
Avanti, adagio, fanculo.</p>
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		<title>La retorica delle retoriche</title>
		<link>http://www.pensolibero.it/2018/07/01/la-retorica-delle-retoriche/</link>
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		<pubDate>Sun, 01 Jul 2018 07:39:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[bambini morti]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>LA RETORICA DELLE RETORICHE. Che nessuno debba morire in questo modo è lapalissiano e non ci piove. Che questi disgraziati, tra i quali bambini (ma io come genitore mi metterei con loro su una tinozza simile, per quanto disperato?) siano stati quasi un avvertimento, puzza lontano meno delle poche miglie nel quale sono affogati (strano, &#8230; <a href="http://www.pensolibero.it/2018/07/01/la-retorica-delle-retoriche/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">La retorica delle retoriche</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>LA RETORICA DELLE RETORICHE.<br />
Che nessuno debba morire in questo modo è lapalissiano e non ci piove. <span id="more-3688"></span><br />
Che questi disgraziati, tra i quali bambini (ma io come genitore mi metterei con loro su una tinozza simile, per quanto disperato?) siano stati quasi un avvertimento, puzza lontano meno delle poche miglie nel quale sono affogati (strano, acque costiere, niente motovedette, ne dormi o imbarcazioni ong nelle vicinanze, un posto scelto chissà perché defilato).</p>
<p>Detto questo la retorica del coltan (non cobalto), dello sfruttamento ai quali li abbiamo soggetti, la vendita di armi per fomentare le loro guerre intestine a nostro uso è consumo, il colonialismo, è di assoluta realtà, per carità, esiste da anni, da secoli e non ha impedito a nessuno di noi di rinunciare, per dovere morale, a cellulari, pc, macchine fotografiche digitali o strumenti medici.</p>
<p>Né ci fa aprire il portone di casa ad uno, dicasi uno (siamo 15 milioni di famiglie<br />
quindi potremmo accogliere 15 milioni di profughi, altro che numeretti e qualcuno, di quelli buoni, risponde che paghiamo le tasse anche per questo perché &#8220;purché a quattro palmi dal mio culo, chi fotte fotte&#8221;).</p>
<p>Questa retorica ci permette di indignarci se muoiono ma non di salvarli da ciò che viene se sopravvivono:miseria, prostituzione, illegalità, caporalato e etc.<br />
Senza contare che poi ci indigniamo pure se troviamo un marito di questi al mare e la sua donna col burqa a riva, perché una volta salvati chissà perché abbiamo la pretesa di condannare i loro usi, giusto o sbagliato che siano.</p>
<p>Perché dal momento che sopravvivono lo smartphone o il pc ce lo siamo guadagnati, e i veri morti, che cadono come mosche mangiati poi da mosche, in Africa, giornalmente, quelli li possiamo ignorare.<br />
E vi assicuro che altro che di tre bambini che parliamo.E<br />
Ma non è nel numero la qualità, precisiamo.</p>
<p>Torno a ripetere che però bisogna salvare tutti, prima, durante e dopo.</p>
<p>Dell&#8217;emigrazione italiana, altra retorica usata a man bassa, invito ad approfondire , studiare e informarsi su che inferno era Ellis Island per chi arrivava in America (un paese una nazione immensa, che ancora oggi permette il visto x lavoro alla piu alta percentuale di immigrati), in piena crescita allora.<br />
Genitori separati tra loro e dai figli anche per una semplice carie o scabbia.<br />
Le acque gelide di fronte alla statua della<br />
Libertà (che acida ironia!)sono piene di corpi di poveri disgraziati che, vistosi opporre il rifiuto di entrare, hanno cercato di raggiungere la riva a nuoto.</p>
<p>In Argentina siamo emigrati a strappare terra e pietre in una terra scarsamente abitata, tanto che siamo la percentuale oriunda maggiore in SudAmerica.</p>
<p>In Brasile andammo quando fu abolita la schiavitù dei neri nelle piantagioni, perché costavamo più poco.</p>
<p>In Belgio siamo andati a morire, di crollo o di tubercolosi o di tumore, nelle miniere di carbone per un patto scellerato tra Stati (carbone a buon prezzo, manodopera che i Belgio si sognavano neppure di mettere in quei buchi infernali).</p>
<p>Stessa cosa dicasi in Australia e vi raccomando il razzismo verso quei italiani che tanto sembrano oggi fare schifo (no nigger, no dogs, no italian, terzi dietro i cani nei cartelli fuori alcuni locali nei democratici USA) a chi una proprietà in Italia se la trova anche grazie ai loro sacrifici.</p>
<p>Quindi termino questo lungo post affermando che non è con le retoriche con i paraocchi dei cavalli che si risolvono le cose, e sopratutto questo dramma.</p>
<p>Qui non è da fermare il giusto bisogno di cercare una vita migliore, ma il come, combattendo ed eliminando questo sporco traffico di carne che vede impegnati e interessati malavita di entrambe le sponde del Mediterraneo e parti politiche, economiche e sociali che hanno il loro tornaconto in termini di affari e rivisitazione dei diritti fondamentali degli uomini (altrimenti l&#8217;altrettanto moralista sig.re Della Valle non farebbe le sue costosissime scarpe in India, Thainlandia, e via dicendo).</p>
<p>Sarà una guerra lunga e comporterà morti, anche innocenti.</p>
<p>E quando sei in guerra, ma sei convinto della sua giustezza (se mai ce ne fosse una in una guerra) devi avere il coraggio di portarla fino in fondo, anche ai tragici limiti di Hiroshima e Nagasaki, in termini di sacrifici (non sto parlando di usare l&#8217;atomica, è solo un termine di confronto sulla tragicità di decisioni da prendere).</p>
<p>I 100 morti ieri non sono unici ma si aggiungono alle migliaia degli anni trascorsi e si sommeranno alle migliaia, in terra e mare, che cadranno nei prossimi, se continuiamo ad ignorare questa battaglia, per altri tornaconto che non sono le retoriche sopra citate, come fatto negli anni precedenti.<br />
Si vis pacem, para bellum.<br />
Avanti, adagio, fanculo.</p>
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		<title>Pamela e Luca Traini: Indignazione a orologeria</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Feb 2018 10:30:58 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Traini]]></category>
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		<category><![CDATA[Pamela]]></category>
		<category><![CDATA[riti vodoo]]></category>
		<category><![CDATA[tagliata a pezzi]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>INDIGNATI AD OROLOGERIA. Tic tac, tic tac, batte il tempo dell&#8217;indignazione. Tic tac, tic tac, perchè come al solito, in questo paese, è a orologeria. Tic tac, tic tac, perchè ad ognuno batte in ciò che sente suo. Tic tac, tic tac: che Luca Traini, l&#8217;infame assalitore autore del raid a Macerata ( 6 immigrati &#8230; <a href="http://www.pensolibero.it/2018/02/04/pamela-e-luca-traini-indignazione-a-orologeria/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Pamela e Luca Traini: Indignazione a orologeria</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>INDIGNATI AD OROLOGERIA.</h2>
<p>Tic tac, tic tac, batte il tempo dell&#8217;indignazione.<br />
Tic tac, tic tac, perchè come al solito, in questo paese, è a orologeria.<br />
Tic tac, tic tac, perchè ad ognuno batte in ciò che sente suo.<span id="more-3588"></span></p>
<p>Tic tac, tic tac: che <strong>Luca Traini</strong>, l&#8217;infame assalitore autore del raid a <a href="http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/marche/spari-contro-migranti-a-macerata-fermato-un-estremista-di-destra_3121366-201802a.shtml" target="_blank"><strong>Macerata</strong> (</a> 6 immigrati africani feriti) sia uno stronzo, beh questo è fuori di dubbio.</p>
<figure id="attachment_3589" style="width: 300px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2018/02/pamela2.jpg"><img class="size-medium wp-image-3589" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2018/02/pamela2-300x199.jpg" alt="Luca Traini: il foille attentatore di Macerata." width="300" height="199" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Luca Traini: il foille attentatore di Macerata.</figcaption></figure>
<p><span class="text_exposed_show">Tic tac, tic tac: che in un paese civile ci si indigni , da cattolici o comunisti, da destra a sinistra, che FN abbia <a href="http://www.adnkronos.com/fatti/politica/2018/02/03/forza-nuova-choc-stiamo-con-luca_bJSuahyNFQ89VP3W2cyorM.html" target="_blank">dichiarato</a> la sua solidarietà a quel bastardo, è cosa normale.</span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Tic tac, tic tac: non è normale, però, che quelle stesse persone, ideologie, e via dicendo non abbiano mosso un dito, anzi vergato una riga (sempre a Macerata, guarda caso come causa ed effetto), per la giovane <a href="https://www.ilmattino.it/primopiano/cronaca/macerata_romana_18enne_fatta_a_pezzi_e_chiusa_nelle_valigie_fermati_alcuni_nigeriani-3520644.html" target="_blank"><strong>Pamela</strong> </a>uccisa e tagliata a pezzi come un quarto di bue.</span></p>
<figure id="attachment_3590" style="width: 222px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2018/02/pamela.jpg"><img class="size-full wp-image-3590" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2018/02/pamela.jpg" alt="Pamela: la 18enne uccisa e fatta a pezzi" width="222" height="227" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Pamela: la 18enne uccisa e fatta a pezzi</figcaption></figure>
<p><span class="text_exposed_show">Tic tac, tic tac: non è normale, invece, che sempre quelle stesse persone, ideologie e via dicendo, non abbiano messo i puntini sulla questione che (guarda caso, sempre causa ed effetto) pare sia stato un senegalese a compiere l&#8217;efferato delitto.</span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Tic tac, tic tac: non è normale, quindi, che sempre le stesse persone, ideologie e via dicendo, non abbiano (guarda caso, causa ed effetto) posto il dito sul fatto che Innocent Oseghale (il presunto macellaio) ha precedenti per spaccio e un permesso di soggiorno scaduto, ed è uno dei tanti richiedenti asilo. Di quelli &#8220;buoni&#8221; insomma, che fuggono da guerre e quant&#8217;altro. Forse anche dalle carceri dei loro paesi.</span></p>
<figure id="attachment_3591" style="width: 221px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2018/02/pamela3.jpg"><img class="size-medium wp-image-3591" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2018/02/pamela3-221x300.jpg" alt="Pamela: cos'è successo." width="221" height="300" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Pamela: cos&#8217;è successo.</figcaption></figure>
<p><span class="text_exposed_show">Tic tac, tic tac: non è normale, infine, che sempre le stesse persone, ideologie e via dicendo, non abbiano rimarcato che alla povera Pamela abbiano, oltre alle ferite riscontrate sugli arti tranciati, tolto le viscere e il cuore.<br />
Cosa che spingerebbe gli inquirenti a ipotizzare il<a href="http://www.adnkronos.com/fatti/politica/2018/02/03/forza-nuova-choc-stiamo-con-luca_bJSuahyNFQ89VP3W2cyorM.html" target="_blank"> rito voodoo</a> (guarda caso, causa ed effetto), elemento non certmente ascrivibile alla nostra, pur imbastardita, cultura.</span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Tic tac, tic tac: continuate a seguire i battiti della vostra indignazione a orologeria. Perchè Pamela è solo una povera drogata della quale non frega niente a nessuno. Perchè Oseghale è un altra povera vittima della traballante accoglienza nostrana. Perchè FN, loro sì che sono i cattivoni e fascisti sui quali puntare l&#8217;indice.</span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Tic tac, tic tac: indignatevi ad orologeria, continuando ad ignorare che, in fin dei conti la soluzione è semplice e triplice: Pamela non doveva drogarsi (forse), Oseghale non doveva trovarsi sul nostro suolo (sicuro), FN basta non votarla (si spera)</span></p>
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		<title>Abedi, inglese&#8230;.</title>
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		<pubDate>Wed, 24 May 2017 06:50:16 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Notiziole]]></category>
		<category><![CDATA[attentato]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Integrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Manchester]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ora basta con la balla, diventata mantra &#8220;era inglese, era francese, era belga!&#8221;. Non state giustificando un problema, ma solo voi stessi, ipocriti! Abedi era sì un cittadino inglese, ma figlio di immigrati, questa volta libici, rifugiati in Inghilterra per sfuggire ad una guerra. Proprio come piace dire a voi! Era figlio di quella immigrazione &#8230; <a href="http://www.pensolibero.it/2017/05/24/abedi-inglese/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Abedi, inglese&#8230;.</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Ora basta con la balla, diventata mantra &#8220;era inglese, era francese, era belga!&#8221;.<br />
Non state giustificando un problema, ma solo voi stessi, ipocriti!<span id="more-3382"></span><br />
Abedi era sì un cittadino inglese, ma figlio di immigrati, questa volta libici, rifugiati in Inghilterra per sfuggire ad una guerra.<br />
Proprio come piace dire a voi!<br />
Era figlio di quella immigrazione come lo erano i folli assassini francesi, belgi e tutti gli altri.<br />
È la certificazione, in meno di una generazione, del fallimento della tanto sbandierata integrazione.<br />
Almeno in questo modello farlocco, ipocrita, assassino.<br />
Che, per voi, si riduce semplicemente al poter affermare &#8220;mi faccio fico con l&#8217;accoglienza, tanto poi me ne fotto di come campano&#8221;.<br />
Rinchiusi in quartieri dormitorio, nuovi ghetti in società al collasso senza futuro economico, sociale,questa la vostra integrazione, la vostra ipocrita accoglienza.<br />
Se dobbiamo piangere insieme le nostre vittime, da ambo le parti (perché delle loro ve ne dimenticate, a meno che non affoghino in mare) almeno evitate di prenderci per culo.<br />
Ipocriti!</p>
<p><a href="http://www.ilmattino.it/primopiano/esteri/manchester_strage_arena_salman_abedi-2458481.html" target="_blank">http://www.ilmattino.it/primopiano/esteri/manchester_strage_arena_salman_abedi-2458481.html</a></p>
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		<title>Immigrazione e cretini</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jul 2016 20:15:01 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Uomini e parole]]></category>
		<category><![CDATA[Emergency]]></category>
		<category><![CDATA[Gino Strada]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>“Soltanto dei cretini potevano pensare di continuare a fare guerre in giro per il mondo, pensando che questo non avesse delle ricadute sull’Europa e sull’Italia. Purtroppo i cretini ci sono e sono spesso in posizioni molto alte della società”.  (Gino Strada)</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em>“Soltanto dei cretini potevano pensare di continuare a fare guerre in giro per il mondo, pensando che questo non avesse delle ricadute sull’Europa e sull’Italia. Purtroppo i cretini ci sono e sono spesso in posizioni molto alte della società”. </em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gino_Strada" target="_blank"> (Gino Strada)</a></p>
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