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	<title>PensoLibero.it &#187; Società e Trend</title>
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		<title>Striscioni e manichini</title>
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		<pubDate>Sun, 07 May 2017 22:14:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[L'ululato]]></category>
		<category><![CDATA[Passione Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Società e Trend]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Io credo che il tifo sportivo debba essere quanto rappresentato nella prima immagine  e non  i 4 manichini impiccati della seconda foto. Men che mai giustificarlo parlando  dell&#8217;atto stupido  da karateka di Rudiger dimenticandosi dei calzini di Lulic. Oppure per me il calcio è che un grande capitano, Biglia, chieda la maglia ad un altro &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2017/05/08/striscioni-e-manichini/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Striscioni e manichini</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Io credo che il tifo sportivo debba essere quanto rappresentato nella prima immagine  e non  i <strong>4 manichini impiccati </strong>della seconda foto<strong>.</strong></p>
<p>Men che mai giustificarlo parlando  dell&#8217;atto stupido  da<strong> karateka di Rudiger</strong> dimenticandosi dei<strong> calzini di Lulic</strong>.<span id="more-3357"></span></p>
<p>Oppure per me il calcio è che un grande capitano,<strong> Biglia</strong>, chieda la maglia ad un altro grande capitano, <strong>Totti</strong>.</p>
<p>Non è sport chi mette uno striscione inneggiando all&#8217;assassino di <strong>Ciro Esposito</strong> ( e lo scrissi già allora)</p>
<p>Per me, da romanista, le uniche due sfide che ho sempre sentito sono contro la <strong>Juventus</strong> (sono cresciuto con il<span class="text_exposed_show"> gol di <strong>Turone</strong> annullato a Torino) e il <strong>Napoli</strong>.</span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Delle altre squadre, compresa la Lazio, ho avuto rispetto,e anche ammirazione, o dolore (<strong>Re Cecconi</strong> ci ho pianto davvero, e adoravo i presidenti come <strong>Lenzini e Rozzi</strong>) perchè mi ritengo uno sportivo.</span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Ho pianto <strong>Paparelli</strong> come <strong>De Falchi</strong>.</span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Ho gioito per le vittorie europee delle milanesi,della Juventus, della Sampdoria e, sì, lo ammetto, anche della Lazio.</span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Ma se un derby vinto deve essere motivo per arrivare, in una società già devastata da un odio latente, a quelle cafonate, ebbene mi ritengo fortunato di non dover invidiare ai cugini (ma come vorrei che nella stessa città si parlasse di fratelli, anche divisi calcisticamente, ma rispettosi e uniti nel portare in alto il nome di una città gloriosa come Roma. Che tanto ne ha bisogno, ora, non delle stupide pagliacciate dei tifosi da un lato e dall&#8217;altro)) almeno due cose:</span></p>
<p><span class="text_exposed_show">1) la loro <strong>Hall of Fame</strong> che non ha bisogno di inutili luoghi commemorativi ma che va cercata direttamente tra i casellari giudiziari financo dell&#8217;Interpol;</span></p>
<p><span class="text_exposed_show">2) di aver vinto piu&#8217; campionati della Roma: ora mi diranno, coglione, voi ne avete vinti tre e noi due! Vi rispondo: vero, ma perchè non contate anche tutte le volte che avete avuto la fortuna di vincere quello di Serie B.</span></p>
<p><span class="text_exposed_show">E vorrei che queste due cose venissero prese per quelle che sono: due battute, di quelle che dovrebbero essere il massimo contributo di scontro fra tifoserie.</span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Lo so, ora qualcuno si sentirà offeso, ma guai a dire che quella, dei manichini, è una goliardiata, che ci si ispirava allegramente a presunte opere d&#8217;arte, che sono modi di cerchiare dei confini di appartenenza della città e quant&#8217;altro.</span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Non servono giustificazioni ad atti che non vanno nemmeno pensati, almeno che poi non si voglia giustificare ciò che avviene dopo.</span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Così si incomincia ad uccidere i Paparelli e i De Falchi, I Ciro.</span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Così sono incominciate violenze ben piu&#8217; grandi nella storia.</span></p>
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		<title>il &#8220;Buon Morire&#8221; parte 2</title>
		<link>https://www.pensolibero.it/2017/02/27/il-buon-morire-parte-2/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Feb 2017 19:04:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[L'ululato]]></category>
		<category><![CDATA[Società e Trend]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>L&#8217;ultimo messaggio: &#8220;Sollevato da inferno di dolore non grazie allo Stato&#8221;. Aggiunta mia &#8221; e grazie a nessun Dio&#8221;. Si parla di diritto alla vita, come se la morte non fosse parte di essa. Anzi, a volte ,come nel caso di Dj Fabo, è possibile sceglierla, mentre la vita, dal concepimento in poi, è imposta &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2017/02/27/il-buon-morire-parte-2/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">il &#8220;Buon Morire&#8221; parte 2</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="clearfix "><p><span class="quote-footer"><cite>L&#8217;ultimo messaggio: &#8220;Sollevato da inferno di dolore non grazie allo Stato&#8221;.<br />
Aggiunta mia &#8221; e grazie a nessun Dio&#8221;.</cite></span></p></blockquote>
<p><span id="more-3282"></span></p>
<blockquote class="clearfix "><p><span class="quote-footer"><cite>Si parla di diritto alla vita, come se la morte non fosse parte di essa.</cite></span><br />
<cite></cite></p></blockquote>
<p>Anzi, a volte ,come nel caso di Dj Fabo, è possibile sceglierla, mentre la vita, dal concepimento in poi, è imposta da terzi, mai frutto di una propria libera scelta.</p>
<p>E&#8217; solo l&#8217;ancestrale primitiva paura della morte che ne fa un bieco e subdolo nemico, invece di considerarla solo il normale <span class="text_exposed_show">raggiungimento di un traguardo che da il senso del compiuto alla vita.</span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Vita e morte sono due punti opposti che corrono per incontrarsi.<br />
Da quando incomincia l&#8217;una si mette in moto l&#8217;altra.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2017/02/eutanasia.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3283" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2017/02/eutanasia.jpg" alt="eutanasia" width="262" height="193" /></a></span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Come luna e sole, bianco e nero, tramonto ed alba, non può esserci vita senza morte.<br />
E, a volte, dalla morte nasce vita.</span></p>
<p><span class="text_exposed_show"><em>&#8220;La morte non è la più grande perdita nella vita. La più grande perdita è ciò che muore dentro di noi mentre stiamo vivendo.&#8221;</em>(Norman Cousins)</span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Ognuno deve poter vivere la sua vita dignitosamente.<br />
Questo significa, quindi, anche morire dignitosamente.</span></p>
<p><span class="text_exposed_show"><em>“Non sempre la vita va conservata: il bene non consiste nel vivere, ma nel vivere bene.”</em>( Lucio Anneo Seneca)</span></p>
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		<title>27 gennaio, tanto per far finta di niente.</title>
		<link>https://www.pensolibero.it/2017/01/27/27-gennaio-tanto-per-far-finta-di-niente/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2017 20:24:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[L'ululato]]></category>
		<category><![CDATA[Società e Trend]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Anche questo Giorno della Memoria sta finendo. Della sua utilità ci vorrebbe troppo a discuterne. Faccio semplicemente notare che assume sempre piu&#8217; il significato di &#8220;pezza a colori&#8221;. Infatti lo usiamo a mò di lavatrice, risciacquando la  nostra coscienza attraverso la commemorazione di  quanto accaduto quasi un secolo fa. Deliberatamente ignorando, però,  per il resto &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2017/01/27/27-gennaio-tanto-per-far-finta-di-niente/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">27 gennaio, tanto per far finta di niente.</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Anche questo <strong>Giorno della Memoria</strong> sta finendo.<br />
Della sua utilità ci vorrebbe troppo a discuterne.<br />
Faccio semplicemente notare che assume sempre piu&#8217; il significato di <strong>&#8220;pezza a colori&#8221;.</strong></p>
<p><span id="more-3219"></span><br />
Infatti lo usiamo a mò di lavatrice, risciacquando la  nostra coscienza attraverso la commemorazione di  quanto accaduto quasi un secolo fa.</p>
<p>Deliberatamente ignorando, però,  per il resto dell&#8217;anno, quanti altri genocidi accadono, o sono accaduti, giorno per giorno, nel resto del mondo.</p>
<p>Come se&#8221;<em>quel</em>&#8221; genocidio sia stato l&#8217;unico, con quelle <em>&#8220;uniche&#8221;</em> vittime <span class="text_exposed_show">e in quell&#8217;<em>&#8220;unico&#8221;</em> momento storico.</span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Di una cosa sono certo, però: se questa giornata dovrebbe insegnarci qualcosa, ha miseramente, per colpa nostra, fallito.</span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Perchè oggi chiudiamo occhi e orecchie, e ci turiamo il naso, allo stesso modo di allora.</span></p>
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		<title>Saviano? vittima del servilismo scolastico</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2017 19:33:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>La mia su Saviano e sull&#8217;&#8220;affaire libri-scuola&#8221;. Non è colpa sua. La circolare fatta passare e che imponeva l&#8217;acquisto del suo ultimo libro, è una evidente forzatura ossequiosa dei dirigenti scolastici. Quei stessi dirigenti scolastici che, come in tutta Italia, non si sono sentiti mai in dovere di consigliare, invece di imporre, l&#8217;acquisto di un &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2017/01/16/saviano-vittima-del-servilismo-scolastico/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Saviano? vittima del servilismo scolastico</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div data-contents="true">
<div class="" data-block="true" data-editor="f3tug" data-offset-key="cupjd-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="cupjd-0-0"><span data-offset-key="cupjd-0-0"><span data-text="true">La mia su <strong>Saviano </strong>e sull&#8217;<em>&#8220;affaire libri-scuola&#8221;</em>.</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="f3tug" data-offset-key="d0gf8-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="d0gf8-0-0"><span data-offset-key="d0gf8-0-0"><span data-text="true">Non è colpa sua.</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="f3tug" data-offset-key="7eedt-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="7eedt-0-0"><span data-offset-key="7eedt-0-0"><span data-text="true">La circolare fatta passare e che imponeva l&#8217;acquisto del suo ultimo libro, è una evidente forzatura ossequiosa dei dirigenti scolastici.</span></span></div>
</div>
</div>
<p><span id="more-3153"></span></p>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="4jdlb-0-0"><span data-offset-key="4jdlb-0-0"><span data-text="true">Quei stessi dirigenti scolastici che, come in tutta Italia, non si sono sentiti mai in dovere di consigliare, invece di imporre, l&#8217;acquisto di un testo di<strong> Salvatore Quasimodo</strong>, vincitore del <strong>premio Nobel</strong> per la letteratura nel <strong>1959</strong>, quando la <strong>riforma Gelmini</strong> lo fece fuori, insieme a <strong>Sciascia</strong> e ad altri, dal piano di studio scolastico.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2017/01/SAVIANO1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3154" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2017/01/SAVIANO1-246x300.jpg" alt="SAVIANO" width="246" height="300" /></a></span></span></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="4jdlb-0-0"></div>
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<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="pgsd-0-0"><span data-offset-key="pgsd-0-0"><span data-text="true">L&#8217;ennesima gaffe, dal sapore di servilismo, di una classe dirigenziale scolastica che, per la maggior parte, aspetta solo il giorno di paga, delegando agli studenti e alle famiglie la soluzione dei problemi.</span></span></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="pgsd-0-0"></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="f3tug" data-offset-key="5feha-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="5feha-0-0"><span data-offset-key="5feha-0-0"><span data-text="true">In tutta la faccenda, chi ci perde sono, come al solito, i ragazzi, gli studenti, che avrebbero avuto l&#8217;occasione di confrontarsi con un autore che, pur non piacendomi ultimamente, ha qualcosa da raccontare loro.</span></span></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="5feha-0-0"></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="f3tug" data-offset-key="2d6hf-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="2d6hf-0-0"><span data-offset-key="2d6hf-0-0"><span data-text="true">E ci perde Roberto Saviano, che di questa problematica non voluta, ne avrebbe certamente fatto a meno.</span></span></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="2d6hf-0-0"></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="f3tug" data-offset-key="nbsi-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="nbsi-0-0"><span data-offset-key="nbsi-0-0"><span data-text="true">Quello stesso Saviano che, però, visto che si doveva discorrere del tema trattato dal suo ultimo libro, avrebbe potuto prima ( e potrebbe dopo) donare qualche copia della sua opera alle classi, in modo da farne anche una lettura collettiva in attesa del confronto.</span></span></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="nbsi-0-0"></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="f3tug" data-offset-key="dvv75-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="dvv75-0-0"><span data-offset-key="dvv75-0-0"><span data-text="true">Forse lui è povero di vita vissuta, ma ricco di conto bancario.</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="f3tug" data-offset-key="1v4ie-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="1v4ie-0-0"><span data-offset-key="1v4ie-0-0"><span data-text="true">In quella scuola, come in altre, vita visssuta e conto bancario, dei ragazzi e delle loro famiglie, vanno a braccetto.</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="f3tug" data-offset-key="7f328-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="7f328-0-0"><span data-offset-key="7f328-0-0"><span data-text="true">Al ribasso.</span></span></div>
</div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Buona Befana!</title>
		<link>https://www.pensolibero.it/2017/01/06/buona-befana/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2017 23:01:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Società e Trend]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Tutti noi siamo stati bambini. E tutti noi abbiamo atteso , con infantile speranza e calda trepidazione, che arrivasse questa sera. E, soprattutto, il mattino dopo. Dove, magicamente, i nostri sogni prendevano forma sotto le sembianze del giocattolo sperato, delle caramelle richieste, del libro da leggere. Quasi comune a tutti il rituale dell’attesa, ogni volta &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2017/01/06/buona-befana/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Buona Befana!</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti noi siamo stati bambini.</p>
<p>E tutti noi abbiamo atteso , con infantile speranza e calda trepidazione, che arrivasse questa sera.<span id="more-3078"></span></p>
<p>E, soprattutto, il mattino dopo.</p>
<p>Dove, magicamente, i nostri sogni prendevano forma sotto le sembianze del giocattolo sperato, delle caramelle richieste, del libro da leggere.</p>
<p>Quasi comune a tutti il rituale dell’attesa, ogni volta ci si riprometteva di non prendere sonno, per cercare di scovare l’inafferrabile vecchietta, ma erano le stesse emozioni che ti portavano il sonno.</p>
<p>Quasi comune a tutti il rituale della ricerca, ogni anno un posto diverso, tant’è che la casa ti sembrava un castello.</p>
<p>Quasi comune a tutti il piacere e la sorpresa dell’aprire il pacco, piccolo o grande scrigno che conteneva la nostra gioia.</p>
<p>Quasi comune anche la tristezza nella consapevolezza che erano terminate le feste natalizie e si sarebbe tornati a scuola il giorno dopo.</p>
<p>Comunque, raramente una delusione.</p>
<p>Poi passano gli anni, e quella magia scompare, diventa tutto più freddo, più asettico.</p>
<p>Diventi grande e forse ti rimane solo la sorpresa del contenuto del tuo regalo.</p>
<p>E incominci a capire che quel regalo, avuto o dato, è frutto anche del tuo lavoro, del tuo sudore o di quello degli altri.</p>
<p>E di come, a loro volta, sia costato sudore e fatica ai tuoi genitori il cercare, anno dopo anno, di regalarti quel sogno.</p>
<p>E poi diventi genitore, e ripercorri tutte le tappe dei tuoi.</p>
<p>Questa sera diventi una sorta di tiranno, ordinando ai bambini di andare a letto presto e di non alzarsi per alcun motivo, pena una scopa in testa!</p>
<p>Vuoi semplicemente essere libero di architettare, in pace, il tuo piccolo teatro, il tuo palcoscenico, i tuoi effetti speciali.</p>
<p>Per poi goderti, l’indomani, all’alzata dei tuoi piccoli, quei sorrisi di gioia, sorpresa, entusiasmo,genuini  che tu, da piccolo, hai elargito ai tuoi genitori ad ogni pacco prima scovato e poi aperto.</p>
<p>Quei tuoi sorrisi che tu non hai potuto vedere ma che ora vedi riflessi in quelli dei tuoi figli.</p>
<p>E fanno sì che tu aspetti questa notte con la stessa trepidazione fanciullesca di allora, anche se a parti invertite.</p>
<p>E poi i figli diventano grandi.</p>
<p>E riperdi  nuovamente parte di queste sensazioni.</p>
<p>Fino, forse, all’arrivo dei nipotini.</p>
<p>E’ lì ritorni a sognare, almeno l’effetto.</p>
<p>Ecco, se proprio c’è qualcosa che vorrei che la Befana portasse ad ognuno di noi, adulto o bambino che sia, sarebbe la capacità di meravigliarci ancora, di stupirci e gioire per una notte che cela un sogno, in attesa di una mattina nella quale diventi realtà.</p>
<p>Vorrei semplicemente che non ne fosse impedito ad alcun bambino o adulto del mondo conoscerne la bellezza e serbarne il dolce ricordo.</p>
<p>Vorrei  solamente che nessuno di noi perdesse completamente quell’innocente speranza che qualcosa di magico, questa notte, in fondo, accade.</p>
<p>Se così sarà, potremmo sperarlo anche per tutti  gli altri, duri, giorni che ci attenderanno!</p>
<p>Buona Befana a tutti voi e ai vostri cari.</p>
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		<title>Buon Anno. E buoni fuochi.</title>
		<link>https://www.pensolibero.it/2016/12/28/buon-anno-e-buoni-fuochi/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2016 21:46:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Società e Trend]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Si avvicina Capodanno e ci si prepara al giorno dopo, the day after war, con la consueta conta di danni, feriti, e, speriamo di no, qualche morto. Non voglio stare qui a discutere se sia giusto o meno consentire di spararli, quella notte come in altre occasioni, tipo le feste personali. Ho la mia idea, &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2016/12/28/buon-anno-e-buoni-fuochi/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Buon Anno. E buoni fuochi.</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="" data-block="true" data-editor="62kmp" data-offset-key="8q64h-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="8q64h-0-0"><span data-offset-key="8q64h-0-0"><span data-text="true">Si avvicina <strong>Capodanno</strong> e ci si prepara al giorno dopo, <em>the day after war</em>, con la consueta conta di danni, feriti, e, speriamo di no, qualche morto.</span></span></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="8q64h-0-0"></div>
</div>
<p><span id="more-3060"></span></p>
<div class="" data-block="true" data-editor="62kmp" data-offset-key="cvve1-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="cvve1-0-0"><span data-offset-key="cvve1-0-0"><span data-text="true">Non voglio stare qui a discutere se sia giusto o meno consentire di spararli, quella notte come in altre occasioni, tipo le feste personali.</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="62kmp" data-offset-key="dtp9e-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="dtp9e-0-0"><span data-offset-key="dtp9e-0-0"><span data-text="true">Ho la mia idea, e ritengo che il problema non sia l’effetto, cioè i fuochi, ma la causa, quindi l’uomo e la sua imbecillità e incapacità di fare le cose sempre per il verso giusto.</span></span></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="dtp9e-0-0"></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="dtp9e-0-0">  <span data-offset-key="9ve8o-0-0"><span data-text="true">Detto questo, però, per favore, evitatemi l’annuale, patetico, refrain sui presunti danni per i vostri animali domestici.</span></span></div>
</div>
<p><span data-offset-key="blslf-0-0"><span data-text="true">Dei quali, per inciso, ho il massimo rispetto.</span></span></p>
<div class="" data-block="true" data-editor="62kmp" data-offset-key="blslf-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="95e1g-0-0"><span data-offset-key="95e1g-0-0"><span data-text="true">Evitatelo per favore!</span></span></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="b5rf6-0-0"><span data-offset-key="b5rf6-0-0"><span data-text="true">A meno che…</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="62kmp" data-offset-key="2q4nq-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="2q4nq-0-0"><span data-offset-key="2q4nq-0-0"><span data-text="true">non siate differenti da me e, quindi, non siete tra coloro che mettono a tavolo, quel giorno o altri, un tacchino, un coniglio, una fetta di carne o finanche una frittura di calamari, di quelle tanto care a De Luca, per intenderci.</span></span></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="2q4nq-0-0"></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="8dlqm-0-0"> <span data-offset-key="8dlqm-0-0"><span data-text="true">Credetemi, tali animali scambierebbero molto volentieri la loro fine con qualche botto sparato occasionalmente.</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="62kmp" data-offset-key="euqv9-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="euqv9-0-0"><span data-offset-key="euqv9-0-0"><span data-text="true">Il coltellaccio con qualche <strong>tric trac</strong> o finanche la <strong>&#8220;Bomba di Maradona&#8221;!</strong></span></span></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="euqv9-0-0"></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="88um0-0-0"> <span data-offset-key="88um0-0-0"><span data-text="true">La ritengo una semplice questione di correttezza , e coerenza, di pensiero, insomma. </span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="62kmp" data-offset-key="9bbk1-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="9bbk1-0-0"><span data-offset-key="9bbk1-0-0"><span data-text="true">Il tutto detto, pacatamente, da un carnivoro conclamato!</span></span></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="9bbk1-0-0"></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="a47i6-0-0"> <span data-offset-key="a47i6-0-0"><span data-text="true">Insomma, io, se dovessi guardare negli occhi il mio cane, o gatto, e vedergli la paura per i botti, non riuscirei più a sedermi a tavola e ritrovarmi così a fissare il cotechino o gli occhi del capitone!</span></span></div>
</div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="a47i6-0-0"></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="jtc5-0-0"> <span data-offset-key="jtc5-0-0"><span data-text="true">Sarà forse proprio per i botti che non riesco a diventare vegetariano, forse!</span></span></div>
<div class="" data-block="true" data-editor="62kmp" data-offset-key="feihv-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="feihv-0-0"><span data-offset-key="feihv-0-0"><span data-text="true">O sarà forse per non volere diventare vegetariano che non mi frega di meno dei botti e dei loro effetti sugli animali!</span></span></div>
</div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="feihv-0-0"></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="buk8f-0-0"> <span data-offset-key="buk8f-0-0"><span data-text="true">Lo so, sono senza cuore, è inutile che me lo sventagliate in faccia.</span></span></div>
<div class="" data-block="true" data-editor="62kmp" data-offset-key="a23pi-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="a23pi-0-0"><span data-offset-key="a23pi-0-0"><span data-text="true">Ma riconoscetemi la coerenza, almeno!</span></span></div>
</div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="a23pi-0-0"></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="7novo-0-0"> <span data-offset-key="7novo-0-0"><span data-text="true">Vi lascio con una semplice esortazione.</span></span></div>
<div class="" data-block="true" data-editor="62kmp" data-offset-key="a5uqe-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="a5uqe-0-0"><span data-offset-key="a5uqe-0-0"><span data-text="true">Vale per questo caso come per la guida, lo sballo da discoteca, e il profilattico.</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="62kmp" data-offset-key="7qorj-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="7qorj-0-0"><span data-offset-key="7qorj-0-0"><span data-text="true">Divertitevi ma coscienziosamente e, soprattutto, occhio alla penna!</span></span></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="7qorj-0-0"></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="62kmp" data-offset-key="6jebp-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="6jebp-0-0"> <span data-offset-key="6jebp-0-0"><span data-text="true"><strong>Buon Anno</strong> ( a tutti indistintemente), buoni botti (se vi piacciono), buon cotechino (se lo mangiate)!</span></span></div>
</div>
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		<title>Il &#8221; buon morire&#8221;</title>
		<link>https://www.pensolibero.it/2016/12/18/il-buon-morire/</link>
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		<pubDate>Sat, 17 Dec 2016 23:17:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>«Vita è la donna che ti ama, il vento tra i capelli, il sole sul viso, la passeggiata notturna con un amico. Vita è anche la donna che ti lascia, una giornata di pioggia, l’amico che ti delude. Purtroppo ciò che mi è rimasto non è più vita, è solo un testardo e insensato accanimento &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2016/12/18/il-buon-morire/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Il &#8221; buon morire&#8221;</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>«Vita è la donna che ti ama, il vento tra i capelli, il sole sul viso, la passeggiata notturna con un amico. Vita è anche la donna che ti lascia, una giornata di pioggia, l’amico che ti delude. Purtroppo ciò che mi è rimasto non è più vita, è solo un testardo e insensato accanimento nel mantenere attive delle funzioni biologiche»</em><i><br />
<em>(<a href="http://www.associazionelucacoscioni.it/il-caso-giuridico-di-piergiorgio-welby/" target="_blank">Piergiorgio Welby</a>)</em></i><span id="more-3024"></span></p>
<p><strong>Piergiorgio Welby, Giovanni Nicoli, Eluana Englaro</strong>.</p>
<p>Storie diverse accomunate da un unico fattore comune: essere <strong>prigionieri del proprio corpo.</strong></p>
<p>Un carcere ancora più terribile di quello costruito con sbarre e mura, carcerieri e filo spinato.</p>
<p>Un carcere  nel quale è inutile sperare arrivi una amnistia o un condono di pena.</p>
<p>Strano.Combattiamo per i diritti dei carcerati, fornendo loro leggi con  indulti e amnistie, anche a fronte di condizioni di vita pietose che spesso sfociano in atti di suicidio.</p>
<p>Nel caso di malati come i tre casi sopra citati, Welby, Nicoli ed Englaro, alla loro richiesta di suicidio assistito, rispondiamo picche negando loro l’unica vera libertà alla quale possono aspirare: una buona morte!</p>
<p>Sono passati dieci anni dalla morte assistita di Welby e, seppur qualche timido passo è stato fatto in avanti, vedi il <strong>testamento biologico</strong>, dal punto legislativo ci sono ancora molte lacune sulla questione della <em>“morte assitista”</em>.</p>
<p>Problematiche di governi troppo timidi e timorosi di affrontare una tematica molto scottante, viepiù in una nazione che ha al suo interno uno Stato religioso, la <strong>Chiesa cattolica</strong>.</p>
<p>Tematica che invece, in altre nazioni, è stata brillantemente affrontata e risolta, cercando un giusto connubio fra la moralità e la necessità, fra il diritto alla vita e quello alla morte, tra la concezione spirituale e quella laica.</p>
<p>Giusto così, visto che  la nostra società corre tremendamente veloce.</p>
<p>E le nostre leggi, le nostre vite, il nostro umano divenire devono essere al passo con tale sfrenata corsa.</p>
<p>Gli sviluppo della medicina hanno consentito di migliorare le aspettative di vita. Anche quelle dei “malati terminali”.</p>
<p>Questo comporta, però, nuovi problemi dal punto di vista dell’etica morale, della concezione religiosa e della prassi giuridica.</p>
<p>Se da un lato si dibatte sulla <strong>sacralità della vita</strong>, dall’altro si ribatte sul diritto ad una qualità della vita e alla disponibilità del proprio corpo.</p>
<p>Da un lato il rammentare, ai medici, del <strong>giuramento di Ippocrate</strong>, dall’altro la ferrea volontà di non essere doppiamente vittime tramite un inutile accanimento terapeutico.</p>
<p>A mio avviso c’è anche un altro elemento che andrebbe affrontato. Quello della dignità del malato.</p>
<p>Ho visto Welby, ho letto di Nicoli, ho cercato di mettermi nei panni di Eluana.</p>
<p>Tramite loro sono arrivato a  comprendere perfettamente la volontà del <strong>ragazzino diciassettenne in Belgio</strong> che ha chiesto e ottenuto, malato di cancro terminale, l’eutanasia.</p>
<p>Torniamo a quel paragone che ho fatto all’inizio: il corpo come un carcere!</p>
<p>Quel corpo che collassa, deperisce, si piaga e ti oltraggia nell’anima,anno dopo anno,  giorno dopo giorno,ora dopo ora.</p>
<p>Il tutto mentre mangi, dormi, fissi con lo sguardo sempre quella stessa parete, quella stessa finestra, quegli stessi colori, oggetti.</p>
<p>Senza soluzione di discontinuità, implacabile, inflessibile.</p>
<p>Se c’è la mano di un Dio qualunque, nella vita di un uomo, a stabilirne la sacralità, a chi potremmo mai ascrivere l’orribile merito d’aver inventato un sì terribile carceriere e boia allo stesso tempo?</p>
<p>Io credo che la libera scelta sia il principio di ogni stato democratico.</p>
<p>Tant’è che nell’antica Grecia il suicidio era considerato lecito.</p>
<p>E non ho io diritto al suicidio, se sono comunque impossibilitato ad ottenerlo da me, data la mia infermità?</p>
<p>E se un medico ha il dovere di prestarmi ogni sorta di cura pur di mantenermi in vita, che prezzo ha la mia sofferenza  giornaliera , protratta nel tempo, rispetto al suo codice deontologico?</p>
<p><strong>Welby</strong> supplicò di essere aiutato legalmente finché non trovò un uomo comprendente, prima ancora che un medico conseziente, ad aiutarlo.</p>
<p><strong>Eluana</strong> dovette subire, inconsciamente, anni di cause legali  e la demonizzazione di un padre disperato.</p>
<p><strong>Giovanni Nicoli</strong> si suicidò, praticamente, decidendo di morire di fame.</p>
<p>Ogni giorno persone varcano il confine fra <strong>Italia e Svizzer</strong>a e decidono di diventare clandestini, fuorilegge, immigrati per  porre fine al loro dolore in una di quelle cliniche della “buona morte”. Diventiamo , in pratica, gli <em>“spalloni”</em> di noi stessi.</p>
<p>Ognuno di noi può essere solo nella sua malattia, nel suo ultimo viaggio, in quella stanza dove viene mercanteggiato il tuo dolore.</p>
<p>Non è giusto.</p>
<p>Ad ognuno di noi deve essere assicurato  il diritto alla vita contestualmente ad una dignità della morte.</p>
<p>E viceversa.</p>
<p>Dignità che non ha niente a che fare con respiratori automatici, sacche per le urine, pale per le feci, tubi per alimentarsi, aghi che entrano nelle vene e vene che collassano per i troppi aghi.</p>
<p>Ognuno di noi dovrebbe poter decidere, liberamente , di un <em>&#8220;buon morire&#8221;</em>, senza dover per questo portare sulle spalle un grave fardello fatto di dogmi religiosi, consuetudini morali, cavilli giuridici.</p>
<p>Credo che si sia capito come la penso, e, se può mai interessare, credo che questo possa essere considerato, laddove mai ne servisse l’utilizzo, il mio testamento biologico.</p>
<p>Non ho paura della morte quando arriverà.</p>
<p>Mi fa più paura non riuscire a morire quando vorrei.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Istat e il Paese delle Meraviglie</title>
		<link>https://www.pensolibero.it/2016/12/11/istat-e-il-paese-delle-meraviglie/</link>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2016 14:41:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Società e Trend]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il paese che non cè L’analisi dell’Istat, presente nel rapporto “Condizioni di vita e reddito 2015”,è impietosa. Mette alla sbarra, senza possibilità di contro risposta, la classe politica che, in questo ultimo ventennio, ci ha governato, ma ancora di più chi,  come Matteo Renzi e il suo ultimo governo, ha continuato a propagandare favole dal &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2016/12/11/istat-e-il-paese-delle-meraviglie/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Istat e il Paese delle Meraviglie</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><em><strong>Il paese che non cè</strong></em></h3>
<p>L’analisi dell’<strong>Istat,</strong> presente nel rapporto “Condizioni di vita e reddito 2015”,è impietosa.<span id="more-2993"></span></p>
<p>Mette alla sbarra, senza possibilità di contro risposta, la classe politica che, in questo ultimo ventennio, ci ha governato, ma ancora di più chi,  come <strong>Matteo</strong> <strong>Renzi e il suo ultimo governo</strong>, ha continuato a propagandare favole dal tenore berlusconiano, molto simili al leggendario <em>“la crisi non c’è perché i ristoranti sono pieni”</em>.</p>
<figure id="attachment_2994" style="width: 300px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/12/Matteo-Renzi-il-Lewis-Carroll-italiano.jpg"><img class="size-medium wp-image-2994" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/12/Matteo-Renzi-il-Lewis-Carroll-italiano-300x150.jpg" alt="Matteo Renzi, il Lewis Carroll italiano" width="300" height="150" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Matteo Renzi, il Lewis Carroll italiano</figcaption></figure>
<p>Il paese Italia raccontato è inesistente, un novello Paese delle Meraviglie che nella realtà non esiste.</p>
<p>E Matteo Renzi è diventato il nostro<strong> Lewis Carroll</strong>, quello di “<strong><em>Alice nel Paese delle Meraviglie”,</em></strong> per l’appunto.</p>
<p>Infatti , al nome &#8220;Lewis Carroll&#8221; vennero associati gradualmente una serie di miti, incentrati sull&#8217;idea che si trattasse di un personaggio bizzarro, quasi venuto da un mondo fatato fatto di bambine e magia.</p>
<p>Ed economie, nel caso renziano, che si riprendono!</p>
<p>Quel mondo con  il quale  viene confusa la realtà del nostro paese, al fine di essere panacea per i nostri  problemi!</p>
<h3><em> <strong>L’operazione è riuscita, il paziente è morto</strong>!</em></h3>
<p>Le ricette sono sbagliate da anni, ma sotto <strong>diktat di poteri finanziari</strong>, che sovrastano le <strong>sovranità popolari</strong>, continuano ad essere applicate sulla pelle delle persone, soprattutto in <strong>Europa.</strong></p>
<p><strong> </strong>In pratica, paradossalmente, possiamo sostenere che  abbiamo una malattia e un medico che sostiene che “l’operazione è riuscita, il paziente è morto!”</p>
<p>In Italia, secondo l’ Istat, il <strong>28,7%</strong> delle persone è in stato di povertà o esclusione sociale, in aumento continuo rispetto al 2014 .</p>
<p>Un dato che ha raggiunto il suo minimo storico (nell’ultimo decennio) nel <strong>2009</strong>, quando era al <strong>24,9%</strong>. C’è poi stato un balzo delle persone a rischio povertà  nel <strong>2011 (28,1%) e 2012 (29,9%, massimo storico)</strong>. Quindi tendenza <strong>invertita</strong> nel <strong>2013 e 2014,</strong> ma dato di nuovo in <strong>risalita nel 2015</strong>.</p>
<p>Stiamo parlando di <strong>17.469.000</strong> persone, in effetti il dato più alto in Europa in termini assoluti.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/12/GRAFICO-FOTO_Poverta-835x437-01.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2995" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/12/GRAFICO-FOTO_Poverta-835x437-01-300x157.png" alt="GRAFICO-FOTO_Poverta-835x437-01" width="300" height="157" /></a></p>
<p>Un dato molto vicino, se ci riflettiamo sopra, a quello che ha espresso una sonora bocciatura a questo governo, sul quesito referendario.</p>
<p>Un dato che dovrebbe fare riflettere <strong>Matteo Renzi e la sua combriccola</strong>, invece di parlare a vanvera di complotti, mancate comprensioni e di accozzaglie di qualsiasi specie.</p>
<h3><em><strong> I numeri</strong></em></h3>
<p>I numeri sono impietosi, dicevamo.</p>
<p>E allora diamoli, prendendo come riferimento, ripeto, i dati Istat presenti nel rapporto <em>“Condizioni di vita e reddito 2015”</em></p>
<p>Detto che  il <strong>28,7%</strong> delle persone è in stato di povertà o esclusione sociale , vediamo come viene suddiviso questo aumento di povertà a seconda delle categorie sociali.</p>
<ul>
<li>La quota delle persone impoverite sale al <strong>48,3% (da 39,4%)</strong> se si tratta di coppie con tre o più figli e raggiunge il <strong>51,2% (da 42,8%)</strong> nelle famiglie con tre o più minori;</li>
<li>I livelli d’impoverimento sono superiori alla media nazionale in tutte le regioni del Mezzogiorno, eterno problema mai risolto da nessun governo dall’<strong>Unità di Italia</strong>, con valori più elevati in <strong>Sicilia (55,4%), Puglia (47,8%) e Campania (46,1%)</strong>. <strong>Quattro individui su dieci </strong>sono impoveriti  in <strong>Sicilia</strong>, <strong>tre su dieci in Campania, Calabria, Puglia e Basilicata.</strong></li>
<li>Ma non è solo il sud Italia a peggiorare. A detta della <strong>Caritas Italiana</strong> <em>“Nel corso del tempo anche aree del centro e del nord hanno vissuto un vistoso peggioramento dei propri livelli di benessere, in modo particolare se paragonati agli anni antecedenti la crisi economica. In soli otto anni anche in queste zone è raddoppiata la percentuale di poveri”.</em></li>
</ul>
<p><em> </em>E, in questa mattanza sociale, sono le parti più deboli ad avere la peggio parte: anziani, disabili e bambini.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/12/poveri.jpeg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2996" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/12/poveri-300x169.jpeg" alt="poveri" width="300" height="169" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oltre <strong>26 milioni di bambini</strong> nei paesi dell’Unione europea (più Islanda e Norvegia) sono in stato d’impoverimento. In Italia, la percentuale  tocca il 32 per cento (contro il 28 per cento in Ue).</p>
<p>Il secondo indicatore che costituisce il dato sulle persone a rischio povertà  e esclusione sociale si chiama<strong>”grave deprivazione materiale”</strong> ed è una misura un po’ più complessa, che indica l’incapacità di sostenere alcune spese per determinati beni o servizi, quali: spese impreviste, le rate di mutui, affitti, utenze, prestiti; un pasto di carne o pesce una volta ogni due giorni; il riscaldamento; una lavatrice; una tv; un telefono.</p>
<p>Tutte tipologie di “risparmio forzato” che colpiscono soprattutto i più anziani che vivono della loro pensione</p>
<p>Accanto a tali situazioni negli ultimi anni sembrano aggravarsi le difficoltà di chi può contare su un’occupazione, i cosiddetti <strong><em>working poor</em></strong>, magari sotto occupati o a bassa remunerazione, grazie a politiche come il <strong>Jobs Act</strong>.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/12/images1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3002" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/12/images1.jpg" alt="images" width="275" height="183" /></a></p>
<p>Tra loro particolarmente preoccupante è la situazione delle famiglie di operai, per le quali la povertà sale all<strong>’11,7 per cento</strong>.</p>
<p>Analizzando  i dati di per classi di età si nota come l’incidenza più alta si registra tra i minori, sotto i 18 anni, seguita dalla classe 18-34 anni; degli oltre 4,5 milioni di poveri totali, infatti, il 46,6 per cento risulta sotto i 34 anni; in termini assoluti si tratta di 2,1 milioni di individui, e tra loro i minori sono 1,1 milioni.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/12/caritas3.jpg"><img class="aligncenter wp-image-2997 size-full" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/12/caritas3.jpg" alt="caritas3" width="703" height="345" /></a></p>
<h3><em><strong> Il vero problema: la diseguaglianza sociale.</strong></em></h3>
<p>Quello che stride con tale dato è il fatto che comunque l’Italia sembrerebbe essere al <strong>settimo posto come paese più ricco  al mondo.</strong></p>
<p>E allora dove risiede la vera radice di questo dato che dovrebbe far riflettere chi ci governa?</p>
<p><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/12/57a42938-cbf9-4c40-99de-a416c3041453_xl.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2998" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/12/57a42938-cbf9-4c40-99de-a416c3041453_xl-300x169.jpg" alt="57a42938-cbf9-4c40-99de-a416c3041453_xl" width="300" height="169" /></a></p>
<p>A mio avviso risiede nella aumento della forbice della <strong>diseguaglianza sociale.</strong></p>
<p>Solo considerando l’Italia, però, non potremmo comprendere il problema a pieno, che invece è di natura mondiale.</p>
<p>Nel puzzle dell’impoverimento delle classe sociali più deboli il nostro paese ne è solo un tassello.</p>
<p>Più in generale l’Europa, con le sue politiche, è il laboratorio perfetto per questo macello sociale.</p>
<p>Allora uniamo dati dell’ Istat con quelli di altre organizzazioni non governative, tipo <strong>“Save the Children”</strong> oppure la <strong>“Caritas italiana”</strong>, partendo da questo dato incontrovertibile: <strong>“il 10 per cento delle famiglie più ricche in Europa attualmente guadagna il 31 per cento del reddito totale e possiede più del 50 per cento della ricchezza totale”</strong></p>
<p><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/12/imagese.jpg"><img class="aligncenter wp-image-2999 size-full" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/12/imagese.jpg" alt="imagese" width="328" height="154" /></a></p>
<p><strong> </strong>Se l’Italia piange con i suoi 7 milioni di poveri (l’11,5% della popolazione), il resto d’Europa non ha ragioni di ridere con <strong>Bulgaria, Romania, Grecia, Ungheria, Lettonia, Lituania e Croazia</strong> che hanno più poveri di noi, in rapporto alla popolazione.</p>
<p>A tutto ciò ha contribuito, e non poco, la nostra classe dirigente, chiusa nei loro dogmatismi economici, e a difesa di interessi sovra nazionali di gruppi industriali, banche e potentati finanziari.</p>
<p>E queste ricette sembrano essere universali.</p>
<ul>
<li>meno tasse sui ceti medio-bassi ed incentivi fiscali per i ceti medio-alti;</li>
<li>più investimenti in infrastrutture ( informatiche, energetiche, trasporti….);</li>
<li>più libertà alle imprese (riduzione dei vincoli, autocertificazione, liberalizzazione del commercio e degli investimenti….);</li>
<li>piccole porzioni di « redistribuzione » di reddito, ad hoc, di tipo assistenziale , sovente di natura elettoralistica.E di queste il nostro ex <strong>Presidente del Consiglio, Matteo Renzi</strong>, ne ha usufruito a piene mani!</li>
</ul>
<h3><em><strong>Cani ai piedi della tavola imbandita per i ricchi</strong></em></h3>
<p>Il tutto, a detta di chi ci governa, allo scopo di favorire la crescita economica, la competitività internazionale e l’uso efficace ed efficiente delle risorse del pianeta.</p>
<p>Hanno dimenticato di dirci solo i destinatari: i detentori dei capitali!</p>
<p>Che di fatto hanno utilizzato tali ricette per accaparrarsi la fetta più consistente della ricchezza prodotta, favoriti da uno stato sociale dei lavoratori che ha perso potere, dall’incentivazione del privato a spese del pubblico in ambiti come sanità e scuola.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/12/imagestt.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-3000" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/12/imagestt.png" alt="imagestt" width="244" height="207" /></a></p>
<p>Di fatto aumentando il divario fra redditi da lavoro e redditi da capitale.</p>
<p>Oggi piu che il parere di un operaio che si muore di fame o di un piccolo artigiano che si suicida, contano i pareri delle agenzie di ratings come <strong>Moody’s</strong>, <strong>Standard &amp; Poor’s</strong> e via dicendo.</p>
<p>Si è di fatto legalizzata la finanza speculativa e aggressiva di banche e istituti di credito; l’evasione fiscale, prima permessa e poi perdonata sistematicamente, è  una piaga incurata.</p>
<p>Con tali premesse, provvedimenti come le <strong>80, 100  euro </strong>una tantum o le carte alimentari, in favore dei più «bisognosi», assurgono tremendamente ad una  vergognosa  forma di carità del nobile verso il cane seduto ai piedi della sua tavola!<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/12/index2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3001" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/12/index2.jpg" alt="index" width="254" height="198" /></a></p>
<p>Chiamarla solo cecità, da parte della nostra classe politica, è riduttivo.</p>
<p>E,’ invece, un deliberato omicidio di Stato!</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La meglio gioventu&#8217;</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2016 21:49:04 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[L'ululato]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>La meglio gioventu’ Matteo Renzi , colui che era stato chiamato a riformare una classe politica ottuagenaria negli intenti prima ancora che nell’età , è stato un po&#8217; un predestinato : non è da tutti diventare presidente della Provincia a 29 anni, sindaco di una città capoluogo di regione a 34, a 39 detentore della &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2016/12/06/la-meglio-gioventu/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">La meglio gioventu&#8217;</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>La meglio gioventu’</p>
<p><strong>Matteo Renzi</strong> , colui che era stato chiamato a riformare una classe politica ottuagenaria negli intenti prima ancora che nell’età , è stato un po&#8217; un predestinato : non è da tutti diventare<strong> presidente della Provincia a 29 anni</strong>, <strong>sindaco</strong> di una città capoluogo di regione a <strong>34</strong>, a <strong>39</strong> detentore della poltrona di <strong>palazzo Chigi</strong>, strappando il record di presidente del Consiglio più giovane a <strong>Giovanni Goria</strong>.<span id="more-2953"></span></p>
<p>E il destino ha voluto che il premier più giovane della storia della <strong>Repubblica italiana</strong> sia stato rottamato dai giovani.<br />
Forse il destino, ma non il caso.</p>
<p>O forse ancora i suoi macroscopici errori, uniti ad una megalomane arroganza, dove ha confuso la sua abilità dialettica nell’arte dell’abbindolo con le parole, dove ha barattato la sua capacità di ironizzare con lo scherno sistematicamente offensivo dei suoi interlocutori, dove ha rottamato non più le persone, ma le istituzioni aggirando gli ostacoli con voti di fiducia.</p>
<p>Dicevamo i giovani: proprio quelli della fascia tra i <strong>18 e i 35</strong> anni, quelli più vicini alla sua generazione o quella appena precedente, lo hanno bocciato clamorosamente.</p>
<p>Il risultato è eclatante! L’<strong>80%</strong> dei giovani gli ha sbattuto porte, riforma e voto in faccia!</p>
<p>Alto il numero di giovani che è andato a votare, e che fa ben sperare per il futuro di questa nazione.</p>
<p>Giovani che in passato sono stati definiti <em>“bamboccioni”</em>, che sono stati accusati di lassismo, incapaci di dedicarsi ad altro che non sia la fila per l’acquisto di un nuovo smartphone.</p>
<p><em>«Un derby tra Gattopardo e innovazione»</em>, così il leader dem aveva definito il referendum, facendo leva sulla voglia di cambiamento che, soprattutto le nuove generazioni, sentono da sempre, tritate nei loro sogni.</p>
<p>Quei stessi giovani che Renzi ha cercato di ammansire con i <strong>500 euro</strong> del <strong>“bonus cultura”</strong> e con altre questue che non affrontavano i veri problemi della nuova generazione.</p>
<p>E pensare che una vecchia volpe come <strong>Massimo D’Alema</strong>, appena ad <strong>ottobre 2016</strong>, lo aveva avvertito:<br />
<em>“Renzi parla a nome di una gioventù che non lo segue. I giovani votano &#8220;No&#8221;. Votano &#8220;Sì&#8221; solo le persone molto anziane forse anche perché hanno maggiore difficoltà a comprendere questa riforma sbagliata&#8221;.</em></p>
<p>Che sia più o meno bravo profeta, o che abbia tirato ad indovinare, il vecchio navigatore della politica italiana ci ha azzeccato, tant’è che il <strong>Sì</strong> ha sfondato soprattutto fra gli <strong>over 55</strong>.</p>
<p>Perché i giovani gli hanno voltato le spalle, a <strong>Matteo Renzi</strong> e alla sua squadra che pur aveva dentro altri elementi generazionali nuovi, come la<strong> Maida e la Boschi</strong>?</p>
<p>Forse la risposta è in un altro dato, assai importante, a mio parere: dove il Sì ha vinto, tipo <strong>Milano</strong>, ha vinto nel centro della città, cioè nella parte benestante, ma non in periferia, dove degrado e povertà sono afferrate a piene mani.<br />
Oppure ha vinto in <strong>Trentino</strong>, regione a statuto speciale, in condizioni economiche buone.<br />
In generale, nei <strong>100 con meno disoccupati vince il Sì con il 59%,</strong> nei <strong>100 comuni con più disoccupati il No vince con il 65,8%.</strong></p>
<p>La chiave del rifiuto della nostra gioventù ad un premier giovane d’ètà, ma vecchio nelle sue visioni politiche e nei suoi reali interlocutori, cioè banchieri, finanzieri, imprenditori, poteri politici, è nell’abbinato tra il gap generazionale e la disoccupazione.</p>
<p>Disoccupazione che, proprio a livello giovanile, ha superato ogni record, benché si sbandieri, a vanvera, più assunzioni.</p>
<p>A Renzi, alla Boschi, alla Maida e quanti altri è stato sbattuto in faccia la mancanza di serie politiche per il lavoro, che non sono sicuramente state quelle costruite a favore solo della classe imprenditrice, in cambio di perdite di diritti e di mezzi subdoli come il<strong> voucher.</strong></p>
<p>Giovani che hanno visto lo stato sociale dei lavoratori toccato, anche sulla loro pelle, con un aumento del precariato esponenziale.</p>
<p>E di fatto hanno percepito apertamente che il loro futuro veniva minacciato.</p>
<p>Un futuro fatto non solo dall’impossibilità di una vita normale, con una famiglia, una casa, tutte cose che si raggiungono soprattutto con un lavoro dignitoso e retribuito il giusto, ma persino nell’idea di ciò che sarebbe avvenuto dopo l’esperienza lavorativa.</p>
<p>A questi giovani , eternamente condannati nel limbo fra disoccupati o precariati, con una minima speranza di poter ottenere, in futuro, diritti sociali come la pensione, gli è stata balenata persino l’idea che, al pari dei loro genitori, potessero accendere un mutuo per godere di tali diritti, che la <strong>legge Fornero</strong> già aveva tranciato!</p>
<p>Non ci vuole molto a farne una somma algebrica: non trovo lavoro, sono precario, dove accade mi contrattualizzano al ribasso; quali speranze ho , allorché, insieme alla mia giovinezza, andranno via pure le mie forze, di poter accedere ad un sussidio pensionistico che mi permetta di sopravvivere?</p>
<p>Giovani che difficilmente accetteranno che le parole <em>“sicurezza” </em>e <em>“stabilità”,</em> applicate al lavoro (posto invece al primo posto nella <strong>Costituzione</strong> che tanto si voleva cambiare), siano considerate retrò e fuori moda da una classe politica incapace e succube di altri poteri.</p>
<p>E per quei giovani che il lavoro è ancora un problema futuro, perché impegnati nell’apprendimento scolastico, cosa ha mai offerto questo governo?<br />
La <strong>“buona scuola”</strong>, che si è rivelata una <em>“buona sola”</em> alla moda di <strong>Totò e Peppino?</strong><br />
Con gli sgravi fiscali per le <strong>paritarie</strong>, che sono uno schiaffo alla concezione laica della stessa Istituzione e un regalo alle lobby del privato?<br />
Un sistema edilizio da curare che non è mai realmente partito?<br />
Perché tutto il mondo della scuola, studenti in testa,si è dovuto unire contro le politiche di un Governo pensando che, con il ddl Buona Scuola, la scuola italiana si sarebbe trasformata in un luogo autoritario e aumenterà le diseguaglianze?</p>
<p>Anche qui l’<strong>arroganza</strong> dell’<strong>imbonitore Renzi</strong> fece la sua parte <em>“E’ un derby tra chi fa e chi si crogiola in protesta”.</em><br />
Allora tutti matti, studenti, docenti, personale?<br />
Oppure l’ennesima dimostrazione dello scollamento di questo individuo fra la realtà di un paese e la sua megalomania di comando?</p>
<p>I giovani.<br />
Da quell’<strong>80%</strong> deve ripartire questo paese.<br />
Una percentuale altissima che ha dimostrato di non essere “bamboccione”, di non essere apàtica alle vicende nazionali, di non essere succube di poteri ingiusti, di volersi ribellare ad un futuro che non può essere accettato, non senza combattere e urlare la propria rabbia.</p>
<p>L’<strong>Italia</strong> ha ancora la sua <strong>“meglio gioventù”</strong>, e stavolta non è solo il titolo di un <strong>film</strong>, anche se è stato un eccellente successo .</p>
<p>La nostra “meglio gioventù“, dal <strong>4 dicembre</strong>, è una forza viva, vitale, capace di esprimere il proprio pensiero, che va incanalata nella giusta direzione di una nuova visione politica e sociale di questa povera nazione.</p>
<p>E’ fatta di quei ragazzi e ragazze che discutono di riforme, esprimono pensieri, prendono parte alla vita politica e sociale di questo paese. Votano.</p>
<p>Non sono quelli che distruggono auto, vetrine, attaccano le forze dell’ordine, imbrattano mura.<br />
Sta però a noi non farli diventare tali.</p>
<p>Guai a non comprenderla, guai a deluderla, guai a non farci guida e, al contempo,  farci guidare da loro, accompagnandoli in un giusto percorso che sia un mix fra la nostra esperienza del passato e le loro giuste attese nel presente.</p>
<p>Insieme potremmo costruire il futuro.</p>
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		<title>Aberrazioni da social</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Nov 2016 22:02:04 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Società e Trend]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Premessa: discorsetto lungo e da leggere fino in fondo per cercare di capirlo. E già so che non verrà afferrato, pazienza. Soggetto: gli insulti a Laura Boldrini e il suo post sul social. Antefatto: a priori condanno chiunque si comporti in tal modo, sia nei confronti di unna donna, sia nei confronti di chiunque altro. &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2016/11/25/aberrazioni-da-social/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Aberrazioni da social</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Premessa: discorsetto lungo e da leggere fino in fondo per cercare di capirlo.</p>
<p>E già so che non verrà afferrato, pazienza.<span id="more-2890"></span></p>
<p>Soggetto: gli insulti a <strong>Laura Boldrini</strong> e il suo post sul social.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/11/15181327_1062878570489007_3031947273293233093_n.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2891" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/11/15181327_1062878570489007_3031947273293233093_n-300x300.jpg" alt="15181327_1062878570489007_3031947273293233093_n" width="300" height="300" /></a></p>
<p>Antefatto: a priori condanno chiunque si comporti in tal modo, sia nei confronti di unna donna, sia nei confronti di chiunque altro.</p>
<p>Fatto: il  mondo non è diviso fra uomini e donne, ma fra cretini e idioti, di entrambi i sessi.</p>
<p>E non è un problema di femminismo o di maschilismo, ma di stupidità di chi lo riconduce solo all&#8217;uno o all&#8217;altro campo.</p>
<p>Detto questo, esprimo la mia solidarietà, non solo oggi, ma tutto l&#8217;anno, <span data-ft="{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}"><span class="UFICommentBody">alle donne  per una problema che l&#8217;Italia ha incominciato a risolvere solo nel 1981, quando fu abolito il delitto d&#8217;onore.</span></span></p>
<div class="_2cuy _3dgx" data-block="true" data-editor="2rlov" data-offset-key="e6ne1-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="e6ne1-0-0"><span data-offset-key="e6ne1-0-0"><span data-text="true">Mi sembra, detto ironicamente, nel caso di Laura Boldrini, che non sia piu’ un problema di </span></span><em><span data-offset-key="e6ne1-0-1"><span data-text="true">“presidenzialismo”</span></span></em><span data-offset-key="e6ne1-0-2"><span data-text="true"> ma di </span></span><em><span data-offset-key="e6ne1-0-3"><span data-text="true">“presenzialismo”</span></span></em></div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="e6ne1-0-0"></div>
</div>
<p>Detto questo, e dando per appurato che a nessuno fa piacere ricevere tali commenti (ma noi comuni mortali ne riceviamo?) e che solo per le offese rivolte quei tizi andrebbero presi a calci nel sedere mi chiedo: ricordarsene, ad arte e parte, nella <strong>giornata internazionale per l&#8217;eliminazione della violenza contro le donne</strong>, per dimenticarsene il resto dell&#8217;anno, a quanti insulti ancora la esporrà?</p>
<p>Perchè, è inutile negarlo, hai voglia di ricordarti di essere donna (od uomo, il discorso è consimile) ad ogni abbisogna, quando poi ti dimentichi o taci sulla morte (e non è violenza quella?) di donne come <strong>Valentina Milluzzo</strong>.</p>
<p><span data-offset-key="75m3i-0-0"><span data-text="true">O non è violenza sulle donne la contrattualizzazione senza diritti sul lavoro che subiscono ogni giorno, in quanto proprio donne,senza che se ne sia mai sentita in bisogno di parlarne, anche dall’alto del suo ruolo? </span></span></p>
<p>Oppure , per cambiare argomento, ti ergi a paladina delle eguaglianze di razza quando gridi il tuo sdegno ai funerali del ragazzo nigeriano assassinato: <strong>&#8220;Il razzismo inquina l&#8217;Italia&#8221;</strong>, per dimenticarti di partecipare  a quelli della bambina investita dall&#8217;albanese  o del padre di famiglia ucciso a bottigliate da 4 immigrati.</p>
<p>Questo non giustifica assolutamente nulla di ciò che è stato scritto alla nostra Presidentessa, ma offre solo uno spunto di riflessione, al netto della valenza del genere di sesso in questione.</p>
<p>Detto questo, e torno a ripeterlo, condannando questi imbecilli, mi viene da pensare che tu diventi quello che fai, e se rompi i cocci sono tuoi.</p>
<p>E non si tratta di violenza contro le donne (quante di voi vengono riempite con simili epiteti, giornalmente, sul social o nella vita quotidiana?) ne di  facironosi indotti dalle parole di <strong>Salvini o Grillo</strong>.</p>
<p>Ma solo di imbecilli che  rispondono ad una ipocrita.</p>
<p>Che questa, oggi (ma non nel corso dell&#8217;anno, comunque, se proprio voleva fare un lodevole servizio per il suo pari sesso e dare una dimostrazione che denunciare aberrazioni simili si può e si deve),se la poteva risparmiare.</p>
<p>Perché il passaggio da vittima  di imbecilli a vittimismo da ipocrita è breve.</p>
<p>Dannatamente.</p>
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