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	<title>PensoLibero.it &#187; razzismo</title>
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		<title>Di 27 ce n&#8217;è uno, tutti gli altri non son nessuno</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jan 2019 12:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>DI 27 CE N&#8217;E&#8217; UNO, TUTTI GLI ALTRI NON SON NESSUNO. Oggi è il Giorno della Memoria. Per il resto dell&#8217;anno, magari, potremmo ricordarci qualche altro genocidio, meglio ancora se ancora in atto o volutamente dimenticato nei libri di storia. Se la parola genocidio avesse una forma verbale, la sua coniugazione sarebbe: io lo sposto &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2019/01/27/di-27-ce-ne-uno-tutti-gli-altri-non-son-nessuno/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Di 27 ce n&#8217;è uno, tutti gli altri non son nessuno</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>DI 27 CE N&#8217;E&#8217; UNO, TUTTI GLI ALTRI NON SON NESSUNO.<br />
Oggi è il Giorno della Memoria.<br />
Per il resto dell&#8217;anno, magari, potremmo ricordarci qualche altro genocidio, meglio ancora se ancora in atto o volutamente dimenticato nei libri di storia.<span id="more-3815"></span></p>
<p>Se la parola genocidio avesse una forma verbale, la sua coniugazione sarebbe: io lo sposto più in là, tu ti senti autorizzato, egli si ribella, noi lo meniamo, voi state a guardare, essi scompaiono (prima o poi).</p>
<p>Infatti, ogni genocidio <span class="text_exposed_show">è incominciato e terminato col tacito consenso del resto del mondo che ha volontariamente chiuso gli occhi a quanto succedeva, tappate le orecchie alle urla dei disperati e turato il naso al tanfo dei cadaveri che si accumulavano. </span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Nativi americani, Rwanda, Congo, Serbia, aborigeni australiani, armeni, fanciulli nativi canadesi, e via dicendo fino a quanto accade ogni giorno in Palestina, dove l&#8217;allievo ha superato il maestro.<br />
Un genocidio non ha bisogno necessariamente di lager, forni crematori, campi di concentramento.</span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Lo puoi ottenere anche facendo diventare la terra altrui un carcere a cielo aperto, usando un machete, cancellando i ricordi e le tradizioni degli altrui popoli, negando diritti elementari.<br />
Cambiano le prospettive, insomma, non gli effetti.</span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Anche il lessico moderno, la terminologia usata (oggi e in passato) aiuta a cambiare le prospettive.<br />
In alcuni casi si parla di «esportare democrazia», oppure di «normale civilizzazione dei tempi moderni» oppure «catechizzazione dei selvaggi» per farli divenire «buon selvaggi».</span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Prendete ad esempio ciò che commemoriamo oggi.<br />
Più di settanta anni fa si coniò il termine Shoah per ricordarlo.<br />
Oggi si chiama Nakba e per dimenticarlo lo si ridefinisce con termini come «margine protettivo». </span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Più di settanta anni fa si costruirono mura, ghetti dove rinchiudere gli ebrei.<br />
Si contrassegnarono uomini come animali obbligandoli a portare simboli identificativi.<br />
Si tolsero diritti elementari come l&#8217;istruzione scolastica.<br />
Settanta anni fa si chiamarono leggi razziali.<br />
Oggi, in Palestina, si chiamano «diritti di autodifesa». </span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Da più settanta anni a questa parte solo una cosa non è cambiata: l&#8217;ipocrisia del resto del mondo che abbandona la parte più debole per schierarsi, con il suo tacito silenzio, a favore del più forte, anche se orribile mostro.</span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Per questo oggi non dovremmo andare solo per sinagoghe o riscoprire quelle vittime che hanno avuto la fortuna di sfuggire al mostro, ma avere il coraggio di dare voce a un palestinese, un nativo americano, un aborigeno australiano, un Tutsi del Ruanda, a chiunque abbia vissuto, anche attraverso lo scorrere nei secoli, il significato della parola «genocidio».</span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Perché tutto il mondo non è altro che un gigantesco ossario di guerre e stermini sul quale abbiamo fondato la nostra civiltà.<br />
E non da settanta, e non su una sola vittima, come qualcuno, con questo giorno, vuol far credere.</span></p>
<p><span class="text_exposed_show"> </span></p>
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		<title>L&#8217;altra metà della Luna</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Aug 2018 13:28:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>L&#8217;ALTRA META&#8217; DELLA LUNA. Non solo stranieri, sempre più gli italiani schiavi nei campi. E&#8217; l&#8217;altra metà della Luna, quella volutamente ignorata (n.d.a) Se fino a poco tempo fa erano soprattutto gli immigrati giunti nel nostro Paese alla disperata ricerca di occupazione a lavorare in condizione di vero e proprio sfruttamento nelle coltivazioni, adesso, come &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2018/08/07/laltra-meta-della-luna/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">L&#8217;altra metà della Luna</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ALTRA META&#8217; DELLA LUNA.<br />
Non solo stranieri, sempre più gli italiani schiavi nei campi.<br />
E&#8217; l&#8217;altra metà della Luna, quella volutamente ignorata (n.d.a)<span id="more-3733"></span><br />
Se fino a poco tempo fa erano soprattutto gli immigrati giunti nel nostro Paese alla disperata ricerca di occupazione a lavorare in condizione di vero e proprio sfruttamento nelle coltivazioni, adesso, come conseguenza della crisi economica, sono sempre più numerosi gli italiani costretti dalla disoccupazione a cercare un impiego nei campi.</p>
<p>Si tratta di operai, ma anche geometri e ragionieri italiani approdati al settore agricolo per necessità, dopo la chiusura di fabbriche, imprese o dopo un licenziamento o una drastica riduzione dello stipendio.</p>
<p>Ci sono disoccupati, esodati, cassintegrati, ex piccoli imprenditori.</p>
<p>Molti hanno tra i 40 ed i 50 anni o più.<br />
Accanto a centinaia di africani, polacchi, bulgari, arabi, anche gli italiani, spesso considerati restii ad accettare la dura vita dei campi, costituiscono oggi una presenza significativa tra gli stagionali nel settore agricolo su tutto il territorio italiano, da Nord a Sud.</p>
<p>La crisi dell’edilizia, in particolare, ha lasciato senza lavoro molti muratori e carpentieri, ma anche i fornai non si trovano in condizioni molto migliori. In questo contesto, praticamente tutti accettano di lavorare in nero pur di sopravvivere.<br />
Secondo le stime Eurispes e Coldiretti, contenute nel 4° Rapporto Agromafie, sono almeno 160.000 gli italiani impiegati in agricoltura in condizioni di forte vulnerabilità.<br />
(Fonte Eurispes)</p>
<p>Eppure di Saviano che si stracciano i capelli (oops, un eufemismo) o che indossano magliette rosse non ne ho visti, quando i morti (e ci sono stati), gli sfruttati erano italiani.<br />
La disgrazia di Foggia è deprecabile da tutti i punti di vista, ma è solo il culmine di una situazione che è oramai sfuggita di mano e non conosce un razzismo di colore perchè il suo metro è il profitto.<br />
Su quel pulmino potevano esserci 12 italiani, sotto pagati e sfruttati come gli immigrati.<br />
Su quella strada, lasciati per ore perchè al Sud siamno carenti nelle infrastrutture ospedaliere, non solo per ospitare 12 cadaveri in obitorio, ci potevano essere 12 italiani.<br />
Chi non ragiona in questi termini e ne fa una questione di colore di pelle, di razzismo è, senza rendersene conto, un razzista a sua volta.<br />
Perchè, come Saviano (che pure ha il suo tornaconto in attesa di poter scopiazzare qualcosa altro), alternado parola (per immigrato) a silenzio (per italiano o bianco) si dimentica di osservare l&#8217;altra metà della Luna.<br />
Avanti, adagio, fanculo.</p>
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		<title>&#8220;Hanno atteso&#8221;&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jun 2018 08:49:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>&#8220;HANNO ATTESO &#8220; &#8220;Hanno atteso&#8221;...il dramma vero, porti chiusi o meno, accoglienza o meno, è tutto in quelle due parole inizio articolo. Il dramma rimane dramma e non c&#8217;è ma o se che tenga, che possa giustificarlo. Ma voglio concedermi qualche riflessione. E, chi ha la bontà di seguirmi fino alla fine, cerchi di capire &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2018/06/30/hanno-atteso/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">&#8220;Hanno atteso&#8221;&#8230;</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it/2018/06/30/hanno-atteso/">&#8220;Hanno atteso&#8221;&#8230;</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it">PensoLibero.it</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;HANNO ATTESO &#8220;</strong><br />
<a href="https://www.avvenire.it/attualita/pagine/migranti-100-dispersi-marina-libica" target="_blank">&#8220;Hanno atteso&#8221;.</a>..il dramma vero, porti chiusi o meno, accoglienza o meno, è tutto in quelle due parole inizio articolo.<br />
Il dramma rimane dramma e non c&#8217;è ma o se che tenga, che possa giustificarlo.<span id="more-3683"></span><br />
Ma voglio concedermi qualche riflessione.<br />
E, chi ha la bontà di seguirmi fino alla fine, cerchi di capire che il discorso non ha radici fasciste o razziste.<br />
&#8220;Hanno atteso &#8221; è qui il succo della questione.</p>
<p>Vi ricordate come è iniziato tutto?<br />
Barconi strapieni che arrivavano in acque territoriali estere, spesso in vista della terra, principalmente Lampedusa.<br />
Li veniva lanciato un Sos e peschereggi o mezzi della MM li soccorrevano.<br />
Gli scafisti erano spesso tra loro e dove venissero riconosciuti arrestati e i loro mezzi sequestrati.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2018/06/libia2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3685" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2018/06/libia2-300x200.jpg" alt="libia2" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Poi arrivò Frontex e gli scafisti trovarono più logico abbandonare, con altri natanti, quei disperati al loro destino e le loro imbarcazioni che venivano affondate o dal mare o dalle unità della MM.</p>
<p>Dopo di ché qualcuno, nelle alte sfere, dovette accorgersi di aver creato un principio di Uber della disperazione, non a costo, ingente, del cliente finale, il migrante, ma a quello meramente economico, per uno Stato, per mantenere mezzi e uomini in mare costantemente.</p>
<p>Via Frontex, aumentano i morti, arrivano le Ong.<br />
Proprio ieri ho ascoltato, su La7 ,una studentessa italiana di Cambridge, volontaria su una di queste navi, fare asserzioni importanti;<br />
1) i loro mezzi sono dotati, oltre alla strumentazione radio, fonica e di localizzazione base, anche di droni che arrivano a vedere persino l&#8221;imbarco.<br />
2) Spesso arrivano a segnalarli a poche miglie dalle coste libiche.<br />
3) All&#8217;intimazione della marina libica di consegnare i migranti, il suo comandante si è rifiutato.<br />
4) Il gesto, benché dal profondo senso umanitario (lo spero e poi dico perché ) è in violazione alle norme marittime in sede di legislazione territoriale.</p>
<p>Ora, non volendomi soffermare su come le ingenti spese per Frontex possano essersi accollate, anche solo di un terzo, sulle spalle di ong, alcune spuntate dal niente, e che dovrebbero fare tutto ciò con l&#8217;aiuto di filantropi (Soros?)o del buon cuore di donatari (io aiuto Emergency che, guarda caso, non ha battelli in mare ma sta a casa loro) torno a ripetere quella frase : &#8220;hanno atteso&#8221;.</p>
<p>Il servizio Uber della disperazione è, infatti, stato potenziato, a sprezzo della vita di quei disgraziati e con gran guadagno, in termini economici e di sicurezza (non ne becchiamo più uno di scafista) della malavita che c&#8217;è dietro.</p>
<p>Li mettono in mare, alla meno peggio e confidano sul fatto che tanto qualcun di buon cuore ci sia a salvarli.<br />
E che il qualcun ci sia, salvo poche eccezioni, per loro, la malavita, deve essere certo perché, perdinci, sono affari e devono dare una certezza del &#8220;passaggio&#8221; per poter mantenere vivo questo mercato di carne umana che paga non poco un sogno ( si parla dai 5000 ai 10000 euro a testa, con optional (salvagente, acqua, a parte.))</p>
<p>Sappiamo benissimo che questo mercato è florido tra malavite delle sponde africane e europee, sopratutto italiane (Ricordate Buzzi &#8220;vale più un immigrato che la droga&#8221; e Mafia Capitale).</p>
<p>Sappiamo che dietro, in Italia, c&#8217;è spesso un sistema di accoglienza marcio che fa profitti, che questi profitti a volte vengono usati per mantenere fondazioni che sostengono ( sempre a loro insaputa) partiti politici.</p>
<p>&#8220;Hanno atteso&#8221; e qui arrivo all&#8217;ultima parte di questo lungo e tedioso post.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2018/06/libia1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3684" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2018/06/libia1-300x267.jpg" alt="libia1" width="300" height="267" /></a><br />
100 persone morte, tra le quali bambini, morte perché hanno aspettato invano, nel posto sbagliato forse, che un drone li avvistasse, che una nave li trovase, che qualcuno fosse avvertito come al solito.</p>
<p>Pessima pubblicità x gli scafisti.<br />
Oppure un avviso doppio.</p>
<p>Ai migranti, che sappiamo spesso non in possesso di quelle somme, costretti a scontarle durante il viaggio su terraferma con lavori in schiavitù e prostituzione.</p>
<p>Chi non paga viene rinchiuso nei centri di controllo e sappiamo come.<br />
I bambini vengomo allontanati dalle famiglie e spesso imbarcati (avete notato il numero di minori non accompagnato in aumento) laddove non servano per altri mercati (organi, pedofilia).</p>
<p>Niente di più facile che un centinaio di queste che, per gli scafisti, sono zavorre senza rendita, siano state mandate a morire.<br />
Per lanciare, direttamente o con l&#8217;implicita richiesta dell&#8217;altra parte malavitosa (e non solo) sulle sponde europee, e ai governi, il secondo avviso;<br />
&#8220;Nun fate e&#8217;fess, nun fat e&#8217; fuort, nun fat&#8217; e strunz'&#8221;.</p>
<p>La tempistica è importante, in questi casi.<br />
C&#8217;è, nei viaggi di questo disgraziati, una periodicità non sempre e solo legata alla stagione e alle condizioni del mare.<br />
Ci sono periodi politici dove le barche partono, altri periodi (elezioni, referendum, fine legislazioni) dove le barche sono ferme.<br />
Ci sono periodi politici dove si muore in mare e da notizia (elezioni perse a gogo, 5 milioni di poveri certificati in Istat), altri in cui si muore lo stesso ma fanno notizia i salvati.</p>
<p>Un famoso esponente Dc affermava che a pensar male si fa peccato ma a volte ci si azzecca.</p>
<p>&#8220;Hanno atteso&#8221;.<br />
Come su una pensilina dell&#8217;autobus o dei taxi.<br />
È tutto in queste due parole racchiuso il servizio Uber della disperazione, quello che procuratori come Zuccaro stanno indagando, con o senza tornaconto delle ong ( non credo che tutte abbiano scopi reconditi, e forse alcune sono inconsapevolmente sfruttate).</p>
<p>&#8220;Hanno atteso&#8221;.<br />
E noi non possiamo più aspettare senza intervenire per prima su questo traffico lucroso di carne umana.<br />
Prima ancora di parlare di aiuti umanitari, di hot spot.<br />
Con decisioni dure, anche tragiche, che potrebbero costare anche vite umane innocenti, ma che faccia capire ai malavitosi delle due sponde che &#8220;la pacchia è finita&#8221;.</p>
<p>Se mi avete seguito sino alla fine e ci trovate qualcosa qualcosa di fascista o razzista, qualcosa non corrispondente allo stato dei fatti, due sono le cose : o siete di quelli che hanno rimepito le stanze di casa con migranti,opera meritoria e pia che però non deroga da quanto scritto, o siete bacati nel cervello da un moralismo cieco e ipocrita.</p>
<p>E questo, per queri poveri disgraziati, è altrettanto pericoloso quanto affidare la loro vita ai mercanti di nuovi schiavi.<br />
Avanti, adagio, fanculo.</p>
<p><a href="https://www.avvenire.it/attualita/pagine/migranti-100-dispersi-marina-libica" target="_blank">https://www.avvenire.it/attualita/pagine/migranti-100-dispersi-marina-libica</a></p>
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		<title>Dimmi chi c&#8217;è in foto, ti diró chi sei</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jun 2018 15:39:14 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[L'ululato]]></category>
		<category><![CDATA[Acquarius]]></category>
		<category><![CDATA[fascismo]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>DIMMI CHI C&#8217;È IN FOTO, TI DIRO&#8217; CHI SEI. Migranti subsahariani che festeggiano l&#8217;arrivo dell&#8217;Acquarius a Valencia? No, emigranti italiani, dalle facce (e non solo) sporche di carbone, nelle miniere in Belgio negli anni &#8217;50. Migrante nero che festeggia tra compagni, senza sapere che domani morirà sotto il sole raccogliendo pomodori a 2 euro l&#8217;ora? &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2018/06/25/dimmi-chi-ce-in-foto-ti-diro-chi-sei/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Dimmi chi c&#8217;è in foto, ti diró chi sei</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it/2018/06/25/dimmi-chi-ce-in-foto-ti-diro-chi-sei/">Dimmi chi c&#8217;è in foto, ti diró chi sei</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it">PensoLibero.it</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>DIMMI CHI C&#8217;È IN FOTO, TI DIRO&#8217; CHI SEI.<br />
Migranti subsahariani che festeggiano l&#8217;arrivo dell&#8217;Acquarius a Valencia?<br />
No, emigranti italiani, dalle facce (e non solo) sporche di carbone, nelle miniere in Belgio negli anni &#8217;50.<span id="more-3674"></span><br />
Migrante nero che festeggia tra compagni, senza sapere che domani morirà sotto il sole raccogliendo pomodori a 2 euro l&#8217;ora?<br />
No, emigranti italiani che sorridono non sapendo che domani potranno morire, come mosche a Mancinelle se sei sfortunato che ti crolla la miniera addosso, o dopo domani di cancro ai polmoni, tubercolosi, asma cronica se sei piu&#8217; fortunato.</p>
<p>Migranti africani che brindano a una vita migliore in un mondo migliore?<br />
No, emigranti italiani che brindano alla loro miserevole condizione senza sapere di essere stati venduti dal loro Stato al Belgio attraverso un patto scellerato.</p>
<p>Migranti africani in un centro di (dis)accoglienza in attesa di destinazione?<br />
No, emigranti italiani che,il giorno dopo l&#8217;arrivo, venivano sbattuti in miniera, senza distinzione di età e sesso.</p>
<p>Migranti neri, gialli, olivastri, contenti di aver appena versato 2 euro per votare alle primarie del PD?<br />
No, emigranti italiani, bisnonni,nonni, genitori, parenti vari di un popolo che ora, dal PD,si sente chiamare razzista, fascista senza che la sinistra minimamente faccia uno sforzo per capire, e chetare, la paura di chi, l&#8217;emigrante, lo ha fatto con lacrime e dolore, lutti e privazioni.</p>
<p>E che oggi affossano la sx a ogni elezione, fosse anche condominiale, mentre la stessa sx declama il mantra &#8220;noi siamo una cosa diversa&#8221;</p>
<p>Diversa, già.<br />
Diversa da queste facce nere in foto.<br />
Dove, gratta gratta il carbone, trovi la pelle di un italiano.<br />
Gli occhi e i cuori, misti di speranza, tristezza e disperazione di chi immagina un futuro diverso non per sé (troppo tardi), ma per chi è rimasto a casa.</p>
<p>Sì, cari Saviano, Littizzetto, Giannini,Amendola,Toscani, Fazio, Zucconi e classe dirigente del PD e vari altri.<br />
Voi siete una cosa diversa, da questi volti in foto, vostri (per generazioni) elettori.<br />
Diversi, e dannatamente lontani.<br />
Avanti, adagio, fanculo.</p>
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		<title>Opinioni come frittate</title>
		<link>https://www.pensolibero.it/2018/02/09/opinioni-come-frittate/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Feb 2018 17:08:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[L'ululato]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Traini]]></category>
		<category><![CDATA[Macerata]]></category>
		<category><![CDATA[Pamela]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>COME FRITTATE DA RIGIRARE. Mettiamola così, ragionando per assurdo. Narrazione, di fantasia, lunga che chiede un pò di tempo , lo so. Partiamo dal presupposto , come afferma qualcuno, del paragone comparativo &#8220;queste cose le facciamo anche noi&#8221; e sul presunto nesso di casualità dei fatti di Macerata. Un italiano segue e adesca una ragazzina &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2018/02/09/opinioni-come-frittate/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Opinioni come frittate</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>COME FRITTATE DA RIGIRARE.</strong><br />
Mettiamola così, ragionando per assurdo.<br />
Narrazione, di fantasia, lunga che chiede un pò di tempo , lo so.<br />
Partiamo dal presupposto , come afferma qualcuno, del paragone comparativo &#8220;queste cose le facciamo anche noi&#8221; e sul presunto nesso di casualità dei fatti di <strong>Macerata.</strong><span id="more-3599"></span></p>
<div class="text_exposed_show">
<p>Un italiano segue e adesca una ragazzina nigeriana scappata da una comunità per problemi di <strong>droga</strong>.<br />
La porta nel suo appartamento, probabilmente offrendole droga fornita da un altro nostro connazionale e la fa a pezzi smembrandone il corpo con una rabbrividente lucidità e se la porta in un <strong>trolley</strong> a spasso per la città.<br />
Non lo ha fatto da solo.</p>
<p>Con lui, probabilemente, c&#8217;era un altro italiano.<br />
Insieme hanno <strong>&#8220;mutilato&#8221;</strong> la ragazzina in più punti, l&#8217;hanno dissanguata e hanno lavato i vari pezzi con &#8220;una sostanza a base di cloro&#8221;. Quindi li hanno infilati nelle valigie.</p>
<p>Raccapricciante l&#8217;esecuzione della &#8220;macellazione&#8221;.<br />
Il medico legale, dopo l&#8217;autopsia,  ha affermato che, disponendo di attrezzi e locali adatti, ci sarebbero volute almeno otto ore, per eseguirla!<br />
Prima le hanno tagliato la testa. Poi si sono accaniti sul torace: le hanno asportato le mammelle, il bacino e il monte di venere. Quindi, le hanno tagliato le mani e &#8220;diviso&#8221; in due parti le braccia e le gambe.<br />
Alcuni &#8220;pezzi&#8221;, come il collo e una parte dell&#8217;organo sessuale, non si trovano nemmeno più.<br />
(Tutto questo orrore è ora racchiuso nella carte degli inquirenti e narrato oggi sulle pagine del <strong>Tempo)</strong></p>
<p>Siamo al giorno dopo i fatti narrati.<br />
Un nigeriano, alla notizia dell&#8217;accaduto, accecato dalla rabbia di un mondo ingiusto e che lui presume razzista, si arma e spara alla cieca ai passanti italiani (ferendone sei), gridando frasi sconnesse sul razzismo di questi ultimi versi gli immigrati e gridando alla vendetta.</p>
<p>Cose avreste pensato, chi non considera i fatti di Macerata causa ed effetto ?<br />
Il nigeriano è il solito delinquente che sbarca sulle nostre coste, magari affiliato all&#8217;Isis o ad altro?<br />
Non ho sentito la Boldrini, o tutte le altre femministe ad orologeria, spendere una parola di indignazione, alzate di scudi, x Pamela.<br />
Forse perché era italiana e drogata.</p>
<p>Ma lasciamo perdere Pamela e torniamo al nostro racconto di fantasia e su i suoi effetti sulla vostra percezione (cit. <a class="profileLink" href="https://www.facebook.com/giacomofiaschi?fref=mentions" data-hovercard="/ajax/hovercard/user.php?id=1523327803&amp;extragetparams=%7B%22fref%22%3A%22mentions%22%7D" data-hovercard-prefer-more-content-show="1">Giacomo Fiaschi</a>).</p>
<p>Ve lo dico con io: altro che casualità, tra causa e effetto il nesso lo avreste trovato, eccome!<br />
Avreste tirato fuori i continui femminicidi perpetrati da uomini italiani (e in questo caso ai danni di una povera straniera in condizioni psichiche e fisiche difficili) .<br />
Nei confronti del nigeriano pistolero si sarebbero sprecati cortei di solidarietà a favore di tutti coloro che sono vittime dei cattivi uomini bianchi, direttamente o meno .<br />
Bianchi, cattivi e razzisti, che si sono macchiati di delitti abominevoli!</p>
<p>E sarebbero anche dei punti di vista giusti se non fosse che le opinioni non possono essere delle uova da rigirare in una frittata.<br />
E se non ci fosse da inventarsi un nemico che quel modo tutto nostro di rigirare le frittate ha creato, tanto da rendergliele oramai indigeste.<br />
Avanti, adagio, fanculo.</p>
</div>
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		<title>George Stinney, a 14 anni sulla sedia elettrica</title>
		<link>https://www.pensolibero.it/2016/05/26/george-stinney-a-14-anni-sulla-sedia-elettrica/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2016 20:18:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[La Storia dimenticata]]></category>
		<category><![CDATA[George Stinney jr]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
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		<category><![CDATA[Ruby Bridges]]></category>
		<category><![CDATA[sedia elettrica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>«Lo Stato ha compiuto una grande ingiustizia verso George Stinney», ha dichiarato la giudice Carmen Mullen. Queste parole sono state pronunciate nel 2014. Troppo tardi per ridare giustizia, ma almeno in tempo per ripristinare la verità.  La storia di George Stinney jr Siamo nella cittadina di Alcolu, Carolina del Sud,nel  1944. Altro territorio americano impregnato &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2016/05/26/george-stinney-a-14-anni-sulla-sedia-elettrica/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">George Stinney, a 14 anni sulla sedia elettrica</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>«Lo Stato ha compiuto una grande ingiustizia verso <strong>George Stinney</strong>»,</em> ha dichiarato la giudice <strong>Carmen Mullen.</strong></p>
<p>Queste parole sono state pronunciate nel 2014. Troppo tardi per ridare giustizia, ma almeno in tempo per ripristinare la verità.<span id="more-2261"></span></p>
<h2> La storia di George Stinney jr</h2>
<p>Siamo nella cittadina di<strong> Alcolu, Carolina del Sud,nel  1944.</strong></p>
<p>Altro territorio americano impregnato di razzismo e dalla cupa rabbia per una guerra persa in risposta allo schiavismo, fondamentale risorsa per l’economia di questo ed altri stati.</p>
<p>Questa è la storia di <a href="http://www.corriere.it/esteri/14_dicembre_18/usa-george-stinney-giustiziato-14-anni-era-innocente-f38f46f2-86b8-11e4-bef5-43c0549a5a23.shtml" target="_blank"><strong>George Stinney jr </strong></a><strong>(Alcolu, 21 ottobre 1929 – Columbia, 16 giugno 1944) ,</strong> il piu’ giovane condannato a morte, appena quattordicenne , ucciso sulla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sedia_elettrica" target="_blank"><strong>sedia elettrica</strong> </a>nel 1944 negli Stati Uniti, per un duplice omicidio di due bambine bianche.</p>
<p>Stinney, un  ragazzino <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Afroamericano">afroamericano</a> nato nella Carolina del Sud, venne condannato dopo un processo durato 2 ore per lo stupro e l&#8217;omicidio di due bambine di 11 e 8 anni: <strong>Betty June Binnicker e Mary Emma Thames.</strong></p>
<figure id="attachment_2263" style="width: 300px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/05/George-Stinney-e-le-due-vittime.jpg"><img class="size-medium wp-image-2263" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/05/George-Stinney-e-le-due-vittime-300x169.jpg" alt="George Stinney e le due vittime" width="300" height="169" /></a><figcaption class="wp-caption-text">George Stinney e le due vittime</figcaption></figure>
<p>Non c&#8217;era alcuna prova della colpevolezza del quattordicenne salvo alcune testimonianze che il giovane e sua sorella avessero parlato con le vittime poco prima dell&#8217;omicidio e la testimonianza di tre agenti che George avesse confessato.</p>
<p>Durante la detenzione, durata 83 giorni, Stinney non può ricevere visite dai suoi genitori.</p>
<h2>L&#8217;esecuzione</h2>
<p><strong>Il 16 giugno 1944</strong>, alle 19:30, Stinney viene condotto verso la camera di esecuzione con una Bibbia sotto il braccio, sulla quale poi si sedette una volta alla sedia elettrica.</p>
<p>Questo perché la sua altezza (155 cm) e il suo peso (40 kg) rendevano difficile il fissaggio al telaio degli elettrodi. Inoltre, le dimensioni della maschera facciale, non si adattavano alle proporzioni di un viso adolescenziale; infatti come fu colpito dalla prima scarica di<strong> 2.400 V</strong>, la maschera che gli copriva il volto scivolò via, <strong><em>&#8220;rivelando i suoi occhi spalancati, pieni di lacrime, e la spuma alla sua bocca”</em></strong></p>
<p>Dopo altre due scosse il ragazzo morì. Durante l&#8217;esecuzione le sue mani si liberarono dalle cinghie che lo legavano alla sedia a causa degli spasmi&#8221;.</p>
<figure id="attachment_2264" style="width: 295px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/05/La-lapide-di-Geroge-Stinney-jr.jpg"><img class="size-full wp-image-2264" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/05/La-lapide-di-Geroge-Stinney-jr.jpg" alt="La lapide di Geroge Stinney jr" width="295" height="171" /></a><figcaption class="wp-caption-text">La lapide di Geroge Stinney jr</figcaption></figure>
<p>Stinney venne dichiarato morto a quattro minuti dalla folgorazione iniziale. Dall&#8217;omicidio all&#8217;esecuzione passarono solo 81 giorni.</p>
<h2>Giustizia viene fatta !</h2>
<p>Per le modalità con cui vennero condotte le indagini, la loro sommarietà e per il sospetto che la confessione fosse stata estorta con la violenza, il caso di Stinney balzò immadiatamente agli onori della cronaca come uno dei più scandalosi casi di errore giudiziario nella storia degli Stati Uniti.</p>
<p>Nel 2004, <strong>George Frierson</strong>, uno storico cresciuto ad Alcolu, ha iniziato alcune ricerche dopo aver letto un articolo di giornale sul caso, e il suo lavoro ha guadagnato l&#8217;attenzione degli avvocati Steve McKenzie e Matt Burgess.</p>
<p>Frierson ha detto che il colpevole proveniva da una nota, influente famiglia bianca. Un membro, o membri di quella famiglia, avevano fatto parte della giuria per l&#8217;inchiesta preliminare del coroner e avevano raccomandato di procedere contro Stinney.</p>
<p>Il caso è stato la base per il romanzo<a href="https://www.amazon.com/Carolina-Skeletons-David-Stout-ebook/dp/B005YZGRIK" target="_blank"> <em>Carolina Skeletons</em> </a>(1988) di David Stout.</p>
<p>Dal romanzo è stato tratto un <strong><a href="https://www.google.it/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=1&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=0ahUKEwjqzoH6xfjMAhWB0RoKHQj5BL4QFgggMAA&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.imdb.com%2Ftitle%2Ftt0101549%2F&amp;usg=AFQjCNFAE9IRWyKGrnIvrNR0er0t5LhqyQ&amp;sig2=zXKaZ56LS0KkFvCRkI2RIw" target="_blank">film</a> </strong>con lo stesso nome per la regia di John Erman</p>
<p>George Stinney, come <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rosa_Parks" target="_blank">Rosa Parks</a></strong>, <a href="http://www.pensolibero.it/il-primo-giorno-di-scuola-di-ruby-bridges/" target="_blank"><strong>Ruby Bridges</strong>.</a></p>
<p>Nel bene o nel male c&#8217;è sempre bisogno di un primo, anche fra gli ultimi.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Il primo giorno di scuola di Ruby Bridges</title>
		<link>https://www.pensolibero.it/2016/05/25/il-primo-giorno-di-scuola-di-ruby-bridges/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2016 21:51:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[La Storia dimenticata]]></category>
		<category><![CDATA[biografia]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[Rosa Parks]]></category>
		<category><![CDATA[Ruby Bridges]]></category>
		<category><![CDATA[schiavismo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ruby Bridges, la sua storia Siamo nella New Orleans della fine degli anni&#8217;50 dello scorso secolo. New Orleans: una città di quel Sud che era stato la terra dello schiavismo, della guerra civile persa col Nord, di una cicatrice mai rimarginata. In questa città, New Orleans, la bimba afroamericana di 6 anni Ruby Bridges va &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2016/05/25/il-primo-giorno-di-scuola-di-ruby-bridges/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Il primo giorno di scuola di Ruby Bridges</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2>Ruby Bridges, la sua storia</h2>
<p>Siamo nella<strong> New Orleans</strong> della fine degli anni&#8217;50 dello scorso secolo.</p>
<p>New Orleans: una città di quel Sud che era stato la terra dello <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Schiavismo" target="_blank"><strong>schiavismo</strong></a>, della <a href="https://www.google.it/search?q=guerra+civile+america&amp;ie=utf-8&amp;oe=utf-8&amp;client=firefox-b&amp;gfe_rd=cr&amp;ei=WxtGV8T5EabF8AfTv56IBQ" target="_blank"><strong>guerra civile persa col Nord</strong>,</a> di una cicatrice mai rimarginata.<span id="more-2248"></span></p>
<figure id="attachment_2250" style="width: 300px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/05/Ruby.jpg"><img class="wp-image-2250 size-medium" title="Ruby Bridges" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/05/Ruby-300x297.jpg" alt="Ruby" width="300" height="297" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Ruby Bridges</figcaption></figure>
<p>In questa città, New Orleans, la bimba afroamericana di 6 anni <a href="http://dariocelli.blogspot.it/2014/09/il-primo-giorno-di-scuola-di-ruby.html"><strong>Ruby Bridges</strong> </a>va al suo primo giorno di scuola, ma non è accompagnata in classe dalla mamma, alla quale viene impedito persino la spesa nel negozio di alimentari,  o dal papà, licenziato in tronco.</p>
<p>Nè viene accompagnata, la nostra Ruby, dai nonni ai quali verrà espropriata la terra che lavoravano con il loro sudore e il sangue, nella stessa maniera di quanto accadeva qualche secolo prima. Solo che ora lo facevano da persone libere.</p>
<figure id="attachment_2251" style="width: 250px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/05/bridges5.jpg"><img class="wp-image-2251 size-full" title="Ruby Bridges scortata dagli agenti a scuola" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/05/bridges5.jpg" alt="Ruby Bridges scortata dagli agenti a scuola" width="250" height="253" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Ruby Bridges scortata dagli agenti a scuola</figcaption></figure>
<p>Talmente libere, in quegli anni non tanto lontani dai nostri, che la piccola Ruby deve essere accompagnata, quel giorno, da<span class="text_exposed_show"> quattro poliziotti armati. Quasi quanto la scorta di una delle figlie di <strong>Obama</strong> oggi! Vedendo Ruby quella giornata, ben pochi avrebbero immaginato di vedere un afroamericano Presidente degli Stati Uniti un giorno futuro!<br />
</span></p>
<p><span class="text_exposed_show">La piccola Ruby forse non capisce tutto. O forse lo ha capito già da piccola.</span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Il percorso da casa alla scuola lo percorre tra due ali di folla, passando in mezzo a persone che le urlavano addosso e tentavano di colpirla. </span></p>
<p>Nel tragitto <span class="text_exposed_show">magari avrà pensato &#8220;Cosa cavolo ci faccio qui? Perchè non sono  a casa a giocare oppure nelle scuole destinate ai neri come me?</span></p>
<h2>Una scuola solo per Ruby Bridges</h2>
<p><span class="text_exposed_show">Quando è entrata in aula non ha avuto difficoltà a trovare un banco a cui sedersi e nemmeno ha dovuto sorbire noiose lezioni.<br />
</span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Infatti era l&#8217;unica presente, gli altri alunni erano stati ritirati dai genitori e gli insegnanti si sono rifiutati di fare lezione. </span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Tutti tranne una che ha continuato ad insegnare ed è stata la sua unica maestra. Probabilmente una persona ancora prima che un insegnante. Merita di essere ricordata, <strong><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Barbara_Henry" target="_blank">Miss Barbara Henry.</a></strong><br />
</span></p>
<figure id="attachment_2249" style="width: 274px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/05/Barbara-e-Ruby.jpg"><img class="wp-image-2249 size-full" title="Barbara e Ruby Bridges qualche anno dopo" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/05/Barbara-e-Ruby.jpg" alt="Barbara e Ruby qualche anno dopo" width="274" height="184" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Barbara e Ruby qualche anno dopo</figcaption></figure>
<p>Così come merita di essere ricordata  <b>Pam Foreman Testroet</b>, figlia di un pastore di una Chiesa locale, la prima bambina bianca che ruppe quel boicottaggio. Altri, col tempo, seguiranno il suo esempio.</p>
<p><span class="text_exposed_show"> Per un anno, la piccola, si  dovrà portare il cibo da casa per evitare tentativi di avvelenamento.</span></p>
<h3>La sua vita come un film</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dalla sua biografia verrà tratto anche un film:<a href="http://www.imdb.com/title/tt0138068/" target="_blank">http://www.imdb.com/title/tt0138068/</a></p>
<p><span class="text_exposed_show">Ruby Bridges era la <strong>prima bambina nera</strong> ad entrare in una scuola fino ad allora riservata ai bianchi. </span></p>
<p>La prima, come lo fu <strong><a href="http://www.lastampa.it/2015/12/01/esteri/speciali/neri-d-america/il-mondo-di-rosa-parks-prima-e-dopo-il-giorno-del-bus-aKUs02HYk7mnaUIoUuSiXK/pagina.html" target="_blank">Rosa Parks</a>. </strong></p>
<p><strong>Ruby Bridges</strong>, Rosa Parks.</p>
<p>C&#8217;è sempre bisogno di un primo, sopratutto fra gli ultimi.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it/2016/05/25/il-primo-giorno-di-scuola-di-ruby-bridges/">Il primo giorno di scuola di Ruby Bridges</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it">PensoLibero.it</a>.</p>
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		<title>E&#8217; vero razzismo?</title>
		<link>https://www.pensolibero.it/2015/08/17/e-vero-razzismo/</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Aug 2015 21:06:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[L'ululato]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[profughi]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>E&#8217; vero razzismo quello che si sta insinuando subdolamente nel tessuto della società italiana? Oppure non è altro che una forma di autodifesa, una mutazione endemica del nostro DNA sociale? Questo paese non è nuovo a forme di razzismo che non hanno però niente a che fare con la consapevolezza fondata sull’arbitrario presupposto dell’esistenza di &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2015/08/17/e-vero-razzismo/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">E&#8217; vero razzismo?</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; vero razzismo quello che si sta insinuando subdolamente nel tessuto della società italiana? Oppure non è altro che una forma di autodifesa, una mutazione endemica del nostro DNA sociale? <span id="more-1254"></span></p>
<p>Questo paese non è nuovo a forme di razzismo che non hanno però niente a che fare con la consapevolezza fondata sull’arbitrario presupposto dell’esistenza di razze umane biologicamente e storicamente «superiori», destinate al comando, e di altre «inferiori», destinate alla sottomissione. Noi abbiamo sofferto di un razzismo <strong>&#8220;ideologico&#8221;,</strong> quasi imposto, come lo fu quello delle leggi razziali contro gli ebrei. Soffriamo di un razzismo  <strong>&#8220;storico&#8221;</strong> quando dividiamo la questione meridionale da quella nazionale. Persino nelle nostre fasi colonizzatrici, pur offrendo casi di autentico orrore militare, abbiamo lasciato, in quei paesi, molto di quello che abbiamo depredato in termini di città, ospedali, scuole, infrastrutture. Civiltà.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/08/images1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1255" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/08/images1-300x139.jpg" alt="images" width="300" height="139" /></a></p>
<p>Ma il vero, crudo,becero, razzismo, quello che ha le sue radici nella errata concezione della genetica delle popolazioni, nel culto del <strong>&#8220;manifesto della razza&#8221;</strong>, nel colore e nell&#8217;odore della pelle, nel disprezzo e nella intolleranza,  non credo che ci appartenga. Appartiene ad altri paesi come la Germania, razzista con tutti, o Israele, razzista con i veri proprietari di quelle che oggi chiama &#8220;suoi&#8221; territori. In parte appartiene i paesi anglofoni,alcuni con una storica puzza sotto il naso, altri che nello schiavismo e nella conquista hanno fondato la loro fortuna.   Eppure, in Italia, oggi sembra che non sia così, e la questione immigrazione divide questo paese come non mai negli ultimi vent&#8217;anni.</p>
<p><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/08/Lampedusa_migranti_barconi.jpg"><img class="size-medium wp-image-1256" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/08/Lampedusa_migranti_barconi-300x200.jpg" alt="Foto Vincenzo Leonardi - LaPresse 07-10-2013 Lampedusa (Italia) Cronaca Tragedia a Lampedusa, un altro viaggio della speranza finito in tragedia Nella foto: il cimitero dei barconi Photo Vincenzo Leonardi - LaPresse 07, October 2013 Lampedusa (Italy) News Lampedusa, one of the worst tragedies involving African migrants trying to reach Europe In the pic: boat cemetery" width="300" height="200" /></a></p>
<p>La questione immigrazione, la ribellione di alcuni sindaci sulle quote accoglienza, l&#8217;intervento a piedi uniti della Santa Chiesa, le tremebonde posizioni di un governo come non mai estromesso dai tavoli decisionali non solo europei e l&#8217;incapacità di farci riconoscere per la nazione che siamo ai nostri interlocutori, ebbene,questi sono tutti elementi che, uniti, costituiscono un formidabile detonatore per una bomba a tempo. Non si sa quando, ma scoppierà, se la miccia non viene spenta prima.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/08/italia_razzismo.jpeg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1257" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/08/italia_razzismo-300x239.jpeg" alt="italia_razzismo" width="300" height="239" /></a></p>
<p>Eppure continuo a pensare che non sia razzismo questo. O che almeno sia un razzismo  di &#8220;riflesso&#8221;.  La vera polveriera, la Santa Barbara di tutti i nostri problemi, è composta dal voler, volutamente, ignorare cosa succede quando hai  un paese che da anni combatte una crisi economica senza fine, quando hai i pensionati che rovistano fra i bidoni della spazzatura, quando hai i disabili ai quali ogni giorno assicuri qualcosa in meno in termini di vivibilità, quando hai centinaia di imprenditori e operai che si suicidano, quando hai anziani e malati che affrontano tagli alla sanità, quando hai migliaia di sfrattati che vivono in auto o nei sottopassaggi, puoi permetterti di guardarti intorno e cercare di risolvere altri problemi, ignorando quelli che hai già?</p>
<p>E&#8217; questo il razzismo di &#8220;riflesso&#8221; che ora conosce l&#8217;Italia. Un popolo allo stremo rischia di dimenticarsi di ogni principio di accoglienza e aiuto, princìpi altre volte dimostrati abbondantemente, perchè a sua volta si sente abbandonato e castigato!  <a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/08/index1.jpg"><img class="aligncenter wp-image-1258 size-full" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/08/index1.jpg" alt="index" width="362" height="139" /></a></p>
<p>E  l&#8217;uso del vocabolario non ci aiuta. Si parla di &#8220;<strong>tolleranza</strong>&#8221; , ma in verità non si dovrebbe &#8220;<strong>tollerare</strong>&#8220;, che sa quasi di sopportazione, ma imparare a<strong> &#8220;rispettare&#8221;</strong>, molto meglio. Poi anche imparare dalla &#8220;<strong>diversità&#8221;</strong> ma questo è un&#8217;altro discorso, utopistico anche se necessario, vista la situazione in cui ci siamo ficcati. Errato parlare di  &#8220;<strong>uniformarsi</strong>&#8220;,  quasi costrittivamente, vedi crocifissi e presepi vari, soffocando il proprio modo di essere, la propria cultura, le proprie peculiarità o, peggio ancora, schiacciando quelle dell’altro. Parliamo di <strong>&#8220;integrazione&#8221;</strong> senza capire che la libertà di uno non può incominciare dove termina quella di un altro. Si parla di &#8220;<strong>globalizzazione</strong>&#8221; senza considerare che se tale deve essere , deve, per forza di cosa, puntare ai modelli migliori e non a quelli peggiori, Cina docet.</p>
<p><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/08/dormitori-abusivi-capannone-cinese-blitz1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1259" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/08/dormitori-abusivi-capannone-cinese-blitz1-300x225.jpg" alt="dormitori-abusivi-capannone-cinese-blitz1" width="300" height="225" /></a></p>
<p>A questo vocabolario dell&#8217;<strong>ipocrisia</strong> contrapponiamo decine di migliaia di migranti che varcano, a prezzo carissimo di soldi ma anche di vita umane perse, un mare diventato un cimitero senza lapidi. Arrivano sul nostro territorio in fuga da un passato orribile e in cerca di un futuro ingannevolmente migliore. Parliamo di rifugiati e richiedenti asilo, di profughi, facendo volutamente finta di ignorare che in realtà sono molto di piu&#8217; i clandestini che solcano il nostro territorio e che vivono in condizioni miserevoli, tante facce e nessun nome, fantasmi volutamente dimenticati. Ignoriamo l&#8217;aumento della delinquenza ad essi correlata e le nuove forme di schiavismo alle quali non solo assoggettiamo le loro persone ma anche noi stessi, con una concorrenza su alcuni campi, come quello retributivo, che non possiamo sostenere come italiani. Ignoriamo decine di piccole aziende italiane che chiudono per poi riaprire con nuovi proprietari orientali, salvo riscoprirle quando poco fatalmente prendono fuoco alcuni capannoni  e tragicamente veniamo a conoscenza di storie di ormai comune degrado civile e sociale. <a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/08/dormitori-abusivi-capannone-cinese-blitz11.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1260" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/08/dormitori-abusivi-capannone-cinese-blitz11-300x225.jpg" alt="dormitori-abusivi-capannone-cinese-blitz1" width="300" height="225" /></a>Quel degrado civile e sociale che vediamo nelle stazioni dove vengono ammassati i profughi in attesa chissà di cosa. Oppure sulle scogliere di Ventimiglia. Oppure nei campi rom, dove la mancanza di adeguati controlli e la certezza di giuste pene per chi delinque li rende invivibili al pari di zone tutte italiane come <strong>Scampia</strong> a Napoli o lo &#8220;<strong>Zen</strong>&#8221; di Palermo. Quartieri malfamati, come sono malfamate alcune cooperative, enti, politici e faccendieri vari che ci marciano sugli aiuti ai migranti. Quelle stesse entità che ci marciano anche sulla lotta per gli alloggi popolari per gli italiani, eterno ricettacolo di voti.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/08/migranti-alla-stazione.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1261" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/08/migranti-alla-stazione.jpg" alt="migranti alla stazione" width="275" height="183" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Io continuo a pensare (e a sperare che sia così) che l&#8217;Italia non sia un paese realmente razzista, nel senso puro della parola. Che corra il rischio di diventarlo, questo sì, perchè &#8220;indotto&#8221;.  Perchè forse  oggi, in Italia, il razzismo vero non è questione di pelle, di bianco e nero, di odore , ma di ricco e povero. Lo si vede, lo si percepisce, lo si prova persino nelle istituzioni che per prime dovrebbero porre su un piano paritario tutti, come nella scuola, dove c&#8217;è il bambino che non ha i libri, o chi ha solo le fotocopie, e chi ha lo zaino firmato. La differenza si vede, eccome. Dovremmo, invece, esser messi nelle condizioni di  partire tutti dalla stessa riga di partenza, magari chi con le scarpe piu nuove  e chi meno, ma nessuno dovrebbe partire qualche metro più indietro degli altri. Ne l&#8217;italiano, ne l&#8217;immigrato.</p>
<p><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/08/razzismo_online.jpg"><img class="size-medium wp-image-1262" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/08/razzismo_online-300x200.jpg" alt="multiracial fist to fist agreement (isolated on white)" width="300" height="200" /></a></p>
<p>E allora il razzismo, se tale è,  andrebbe a farsi fottere.</p>
<p>di <a href="http://www.pensolibero.it/" target="_blank">Mattera Antonio</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Mura contro mura</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jun 2015 20:49:51 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Alla fine si torna a parlare di muri. L&#8217;Europa, che credeva di averli abbattuti  tutti con la caduta del muro di Berlino, invece se li trova sollevati con i mattoni della sua ipocrisia, con la malta del suo finto buonismo, con il cemento del suo essere solo un organo finanziario, con con le fondamenta traballanti &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2015/06/17/mura-contro-mura/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Mura contro mura</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Alla fine si torna a parlare di muri. L&#8217;Europa, che credeva di averli abbattuti  tutti con la caduta del muro di Berlino, <span id="more-771"></span>invece se li trova sollevati con i mattoni della sua ipocrisia, con la malta del suo finto buonismo, con il cemento del suo essere solo un organo finanziario, con con le fondamenta traballanti costruite solo su una moneta e mai su un intesa politica e sociale. Alla fine le mura crolleranno, ma saranno quelle dell&#8217;inutili corti di bruxelles o Strasburgo. E prima succede, meglio è per tutti.</p>
<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/06/17/ungheria-ministro-esteri-costruiremo-un-muro-per-fermare-i-migranti-illegali/1786707/">http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/06/17/ungheria-ministro-esteri-costruiremo-un-muro-per-fermare-i-migranti-illegali/1786707/</a></p>
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		<title>12 giugno 1942: un diario per regalo</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jun 2015 22:01:27 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Almanacco]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Frank]]></category>
		<category><![CDATA[Nazismo]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>12 giugno 1942: per il suo tredicesimo compleanno la giovane ebrea-tedesca Anna Frank riceve un diario con la copertina a quadretti rossi sul quale inizia a scrivere  le parole: &#8220;Subito dopo le sette andai da papà  e mamma e poi nel salotto per spacchettare i miei regalucci. Il primo che mi apparve fosti tu, forse &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2015/06/12/12-giugno-1942-un-diario-per-regalo/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">12 giugno 1942: un diario per regalo</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>12 giugno 1942: per il suo tredicesimo compleanno la giovane ebrea-tedesca <a href="http://www.annefrank.org/it/Anne-Frank/Lintera-storia-in-versione-abbreviata/" target="_blank">Anna Frank</a> riceve un diario con la copertina<span id="more-679"></span> a quadretti rossi sul quale inizia a scrivere  le parole: &#8220;Subito dopo le sette andai da papà  e mamma e poi nel salotto per spacchettare i miei regalucci. Il primo che mi apparve fosti tu, forse uno dei piu&#8217; belli fra i miei doni». Anne Frank è una ragazzina ebrea che durante la Seconda Guerra Mondiale è costretta a nascondersi per sfuggire ai nazisti. Insieme ad altri sette compagni vive in clandestinità nella casa sul retro in Prinsengracht 263 ad Amsterdam. Dopo più di due anni questi clandestini vengono scoperti e deportati nei campi di concentramento. Il padre di Anne, Otto Frank, è l&#8217;unico degli otto inquilini dell&#8217;Alloggio segreto a sopravvivere. Il diario che Anne ha scritto durante il periodo trascorso in clandestinità la renderà famosa in tutto il mondo.</p>
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