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	<title>PensoLibero.it &#187; politica</title>
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		<title>Perchè voto NO parte 3</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2016 18:18:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[L'ululato]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Dieci punti per un SÌ, dieci risposte per un NO. Partiamo da una considerazione che ritengo incontrovertebile. La verità è che, chi vince vince il 4 dicembre, di sicuro il 5 dicembre ci sarà un solo sconfitto: il popolo. Ecco, al di là degli aspetti più o meno giusti da una parte e dall&#8217;altra della &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2016/10/19/perche-voto-no-parte-3/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Perchè voto NO parte 3</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Dieci punti per un SÌ, dieci risposte per un NO.</em></h3>
<p>Partiamo da una considerazione che ritengo incontrovertebile.</p>
<p>La verità è che, chi vince vince il <strong>4 dicembre</strong>, di sicuro il 5 dicembre ci sarà un solo sconfitto: il popolo.<span id="more-2713"></span></p>
<p>Ecco, al di là degli aspetti più o meno giusti da una parte e dall&#8217;altra della questione, quello che imputo, e che mi farà <a href="http://www.pensolibero.it/2016/05/23/perche-votero-no/" target="_blank">votare</a> senza dubbi <strong><a href="http://www.pensolibero.it/2016/10/13/perche-votero-no-parte-2/" target="_blank">NO</a></strong>, al <strong>venditore di balle toscano</strong> è di aver diviso il popolo, che era stato chiamato a governare, in due fazioni.</p>
<p>Il suo obiettivo, sin dall&#8217;inizio, non è stato, come si pensa erroneamente, accentrare il referendum su se stesso, ma usare lo stesso per dividere, al motto degli antichi <em><strong>Divide et Impera.</strong></em></p>
<p>Un paese spaccato accetta più facilmente ogni sorta di nefandezza rispetto ad un paese coeso. Il 5 dicembre non sarà piu Renzi, o chi per esso, l&#8217;obiettivo dei nostri strali, ma ogni concittadino di cui conosceremo la sua direzione di voto.</p>
<p>La pecora teme il lupo, ma è il pastore a portarla dal macellaio.</p>
<p>Partendo dal quesito referendario, già tendenzioso e artefatto dì per se, la forza argomentativa del <strong>Sì</strong> si basa su alcuni punti.</p>
<p>Voglio porre l&#8217;attenzione, di seguito, su dieci, di questi punti</p>
<h3><em><strong>1) Si risparmierebbero 500 milioni tagliando il numero dei senatori</strong></em></h3>
<p>Falso.Effettivamente i senatori tagliati sarebbero 200, ma la Corte dei Conti ha già precisato che l&#8217;effettiva ricaduta economica sarebbe di poco più di <strong>50 milioni di euro</strong>, perché le spese dell&#8217;intero Senato resteranno.</p>
<p>Perché invece non tagliare anche il numero dei parlamentari, ridurre i loro compensi e tagliare i vitalizi? Non c&#8217;è bisogno di cambiare la Costituzione, per fare questo!</p>
<h3><em>2) Saremo comunque noi, anche se indirettamente, comunque, ad eleggere i Senatori.</em></h3>
<p>Falso. Similmente a quanto accaduto, proprio in questi ultimi tempi, per le <strong>città metropolitane</strong> (ex province) sarà la politica ad autoeleggersi scegliendo tra gente votata da noi per altri incarichi.</p>
<p>Oltretutto, questi nuovi senatori, già oberati del loro, dovranno (magari anche solo una volta al mese, sic!, come ha prospettato fanfaronisticamente <strong>Renzi</strong>) dovranno decidere su cose di massima importanza come le direttive europee.</p>
<p>Qualcosa di simile è accaduto da anni nei tribunali diminuendo, in nome della <em><strong>spending review</strong></em>, i cancellieri, con gli evidenti effetti che subiamo noi cittadini oggi.</p>
<h3 dir="ltr"><em>3) Avremo (finalmente) un Senato alla tedesca e in linea con molti paesi del mondo</em></h3>
<p dir="ltr">Falso.  A parte che sarebbe da capire perchè dovremmo scopiazzare sempre gli altri, sempre e solo in parte e non in materia di lavoro, diritti sociali, istruzione etc, c è da chiarire un altro aspetto.</p>
<p dir="ltr">I rappresentanti dei <strong>Lander</strong> (regioni) tedeschi, hanno vincolo di mandato ossia devono rispondere alle regioni di provenienza che li nominano, del loro operato e spesso ne difendono gli interessi anche contro il partito di maggioranza al governo.</p>
<p dir="ltr">Quelli italiani  (figurati!) non hanno vincolo alcuno e verosimilmente risponderanno alla maggioranza che li ha gratificati dell&#8217; immunità nominandoli Senatori.</p>
<p dir="ltr">Inoltre il<strong> Bundesrat,</strong> ossia il Parlamento delle regioni tedesco, ha competenza su quasi tutte le materie, compreso salvaguardia del territorio, che in Italia passerà a disposizione del Governo per eventuali svendite e speculazioni.</p>
<h3 dir="ltr"><em>4) Popolo più sovrano.</em></h3>
<p dir="ltr">Falso. Come non votiamo già le per le Città Metropolitane, nemmeno i senatori saranno scelti direttamente, al limite daremo un indicazione, ma la scelta sarà dei partiti.</p>
<p dir="ltr">Inoltre le firme, per le leggi d&#8217; iniziativa popolare, saranno aumentate da <strong>50.000 a 150.000.</strong><br />
Certo, avremo, in cambio, la certezza di votazione , ma la maggioranza potrà sempre bocciarla se non conforme ai suoi interessi.</p>
<h3 dir="ltr"><em>5) La riforma snellira&#8217; l&#8217;iter legislativo.</em></h3>
<p dir="ltr">Falso. Perché in Italia il problema è che si fanno troppe leggi ( record continentale) ma tutte arruffate. Con il Senato spesso chiamato a riparare orrori e limitare interessi sfacciati.</p>
<p dir="ltr">E il problema della velocità è relativo perche alcune leggi, come quella sul finanziamento dei partiti, è passata in un batter d&#8217;occhio.</p>
<p dir="ltr">Sono quelle di interesse pubblico che si arenano, ma non per colpa del presunto ping pong tra <strong>Camera e Senato</strong>, ma per colpa della nostra nefasta e insulsa classe politica.</p>
<p dir="ltr">E poidove è mai detto che il bicamerismo è il padre di tutti i guai?<br />
La patria della democrazia, la <strong>Grecia</strong>, è monocamerale, e non mi sembra che siano state tutte rose e fiori!</p>
<h3 dir="ltr"><em>6) Percorso democratico e costituzionale della riforma</em></h3>
<p dir="ltr">Falso. A parte che ci sarebbe da discutere su un governo e un parlamento dichiarato eletto in maniera incostituzionale, ci sono altri punti.<br />
1) La riforma costituzionale non era nel mandato conferito dal popolo elettore votante alle ultime elezioni;<br />
2) il percorso delle riforme è stato di fatto &#8220;imposto&#8221; a colpi di fiducia;<br />
3) non si tratta di una &#8220;revisione&#8221; ma di un cambio radicale per il quale motivo si dovrebbe invece eleggere un&#8217; assemblea costituente;</p>
<h3 dir="ltr"><em>7) la riforma ha passato 6 volte il vaglio delle Camere.</em></h3>
<p dir="ltr">E&#8217; vero, ma dimenticano di dirti come: minacciando lo scioglimento delle Camere, eliminando il dibattito parlamentare con “canguri” e altre forme astruse di controtruzionismo.</p>
<p dir="ltr">Con tempi di discussione ridotti in sedute-fiume e notturne, ponendo più volte la fiducia, come fosse un normale provvedimento e non la Legge Madre di tutto l&#8217; impianto giuridico del Paese,.<br />
Cancellando ogni confronto con le opposizioni e talvolta persino con parte minoritaria della stessa maggioranza di governo.</p>
<h3 dir="ltr"><em>8) Non ci sono più poteri al Premier</em></h3>
<p dir="ltr">Qui si gioca con il significato delle parole.<br />
Se è vero che non c&#8217;è un articolo che stabilisca questo, ci sono, invero, numerosi punti oscuri, aditi a libere interpretazioni e a non prevedere determinati casi.</p>
<p dir="ltr">Chi vince le elezioni potrebbe, in effetti,  governare a colpi di maggioranza indisturbato per 5 anni e magari cambiare ulteriormente la Costituzione, oltre alla concreta possibilità di scegliersi il <strong>Presidente della Repubblica</strong> e la maggioranza dei <strong>giudici Costituzionali.</strong></p>
<p dir="ltr">I principii su cui si basarono i padri costituenti erano:  a) che la Costituzione dovesse essere a portata di tutti  e quindi non <em><strong>&#8220;interpretativa&#8221; ; </strong></em>2) che fosse &#8220;inclusiva&#8221; di ogni possibile accadimento, risolvendo, alla radice, la nascita di possibili elementi che minacciassero la democrazia nel Paese.</p>
<p dir="ltr">I famosi pesi e contrappesi che ora verranno scavalcati e messi da parte.</p>
<h3 dir="ltr"><em>9) Non c&#8217;è pericolo di una deriva autoritaria</em></h3>
<p dir="ltr">Falso. E a dirlo sono i maggiori <strong>costituzionalisti</strong> del Paese, mica io!<br />
Proprio in virtù di quanto detto al punto precedente.</p>
<p dir="ltr">All&#8217;alba di un&#8217; epoca buia per l&#8217; <strong>Europa</strong> e densa di venti autoritari, della nascita di nuovi nazionalismi, del pericolo terrorismo e del problema immigrazione, di muri costruiti per dividere e di speculazioni finanziarie che nulla hanno a che vedere con l&#8217; ideale di Europa dei Popoli, ricordiamoci che i padri costituenti avevano fornito la Costituzione di un adeguato meccanismo di pesi e contrappesi , atti ad evitare il ripetersi dell&#8217;uomo solo al comando.</p>
<p dir="ltr">Questo ci ha permesso di difenderci negli anni bui del <strong>terrorismo nostrano</strong>, da colpi di Stato eventuali come <strong>Gladio o Borghese</strong>, dalle tentacolari infiltrazioni della <strong>P2</strong> e di altre logge massoniche.</p>
<p dir="ltr">E poi, permettetemi, passare da <strong>Calamandrei</strong> o <strong>Croce</strong> a <strong>Renzi, Boschi e Verdini,</strong> è una pazzia conclamata e un insulto all&#8217;intelligenza vero e proprio!</p>
<h3 dir="ltr"><em>10)  Non vengono intaccati i valori basilari della prima parte della Costituzione.</em></h3>
<p dir="ltr">Non è vero, già la limitazione di <strong>Sovranità del Popolo (art.1)</strong> nel ridurre le facoltà elettorali viste al <strong>punto 4</strong> sono sufficienti.</p>
<p dir="ltr"><strong>L&#8217; art. 117 </strong>inserisce nella Costituzione l&#8217; obbligo di ottemperare alle leggi di questa Europa, retta da burocrati mai eletti, mai scelti, mai conosciuti, ma solo subiti. Altro che arance e vongole dopo!</p>
<p dir="ltr">Nello stesso articolo, al comma 4, con la <strong><em>“clausola di supremazia statale”</em> </strong>il governo si prende il potere di decidere del territorio e dei servizi di <strong>15 regioni su 20</strong> per poterne disporre verosimilmente a proprio piacimento.<br />
Anche per poterne fare cibo per investitori-avvoltoi internazionali.<br />
Come successo per la patria della democrazia, la Grecia.</p>
<p dir="ltr">Viene toccato anche<strong> l’articolo 78 </strong>che concerne<strong> la dichiarazione dello stato di guerra.</strong></p>
<p dir="ltr">Per la precisione l’attuale testo, ancora vigente fino (e speriamo anche dopo) al pronunciamento referendario recita <strong><em>“Le Camere deliberano lo stato di guerra e conferiscono al Governo i poteri necessari”</em></strong>, mentre quello riformato, o per meglio dire deformato, dice:<strong><em> ” La Camera dei deputati delibera a maggioranza assoluta lo stato di guerra e conferisce al Governo i poteri necessari&#8221;</em></strong></p>
<h3 dir="ltr"><em><strong>Conclusioni</strong></em></h3>
<p dir="ltr">La verità è che questa Riforma non è voluta dal popolo, ma da banche come <strong>Jp Morgan</strong> e le sue pulci <strong>Moody&#8217;s, Standard &amp; Poor&#8217;s e Fitch ratings, </strong>e istituzioni come la <strong>Nato</strong> o il nostro padrone da sempre, gli <strong>USA. </strong>Con l&#8217;<strong>Europa</strong> che strizza gli occhi agli ultimi diritti che ancora difendiamo strenuamente, come un avvoltoio che volteggia su di un cadavere.</p>
<p dir="ltr">Mi basta questo per votare, convintamente, <strong>NO</strong>!</p>
<p dir="ltr">
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		<title>Il Referendum nel nuovo dizionario</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jun 2016 08:49:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Da libera idea di Piero Visani, che condivido in pieno e ringrazio per avermi dato la possibilità di pubblicarla sul mio sito! NUOVO DIZIONARIO DI STORIA DELLA POLITICA (Edizione 2016) &#8220;REFERENDUM&#8221;: Consultazione popolare su tematiche in genere istituzionali. Di natura palesemente democratica e progressista se vincono le tesi sostenute dal &#8220;mainstream&#8221; politico-burocratico-mediatico. Di natura scopertamente &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2016/06/26/il-referendum-nel-nuovo-dizionario/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Il Referendum nel nuovo dizionario</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Da libera idea di <strong>Piero Visani</strong>, che condivido in pieno e ringrazio per avermi dato la possibilità di pubblicarla sul mio sito!</p>
<p><em><strong>NUOVO DIZIONARIO DI STORIA DELLA POLITICA (Edizione 2016)</strong></em><span id="more-2380"></span></p>
<p><strong>&#8220;REFERENDUM&#8221;</strong>: Consultazione popolare su tematiche in genere istituzionali. Di natura palesemente democratica e progressista se vincono le tesi sostenute dal &#8220;mainstream&#8221; politico-burocratico-mediatico.</p>
<p>Di natura scopertamente reazionaria e regressiva se vincono le voci ostili a progresso, mondialismo e globalizzazione.<br />
Un&#8217;aggravante è rappresentata dal raccogliere i voti di &#8220;contadinotti, pensionati, poveri, ignoranti&#8221;, che non si capisce davvero per quale ragione vengano ancora fatti votare, non avendone palesemente la titolarità e la capacità.</p>
<p>Con queste premesse, taluni scienziati politici indipendenti sono soliti sostenere &#8211; ma palesemente hanno torto &#8211; che la discriminante vera di queste nuove tipologie referendarie sia data dal censo: se sei di famiglia con reddito oltre i 200.000 euro l&#8217;anno, se hai studiato ad Harvard, Oxford o Cambridge (o come minimo, ma proprio come minimo, alla Bocconi), se hai dato sufficienti prove di aver capito che il futuro del mondo va in una direzione sola, quella stabilita dai potentati finanziari e dal &#8220;pensiero unico&#8221;, allora avrai diritto a partecipare alla consultazione referendaria solo dopo aver superato un test di ingresso di 2.507 domande di cultura varia, aver dimostrato di conoscere a livello almeno B1 quattro lingue (escluse la lingua madre e l&#8217;inglese, che devi necessariamente conoscere in quanto &#8220;koiné&#8221; universale).</p>
<p>Alle 40-50 persone che supereranno positivamente tutte le prove testé citate, sarà conferito formalmente il diritto di decidere per tutti, perché &#8211; grazie alla loro cultura palesemente elitaria, quella che porta gente plurilaureata a fare l&#8217;operatore in un &#8220;call center&#8221;, se non ha le conoscenze &#8220;giuste&#8230; &#8211; avranno CONCRETAMENTE dimostrato che le oligarchie sono infinitamente superiori, sotto il profilo qualitativo, a quegli orribili retaggi quantitativi del passato che sono le democrazie.<br />
Fuori i poveri, gli ignoranti, i vecchi e i pensionati dalle nostre vite! Viva la libertà e l&#8217;aristocrazia del denaro!!</p>
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		<title>Il primo partito</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Jun 2015 00:36:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Le ultime regionali hanno dimostrato un dato di fatto: in Italia il primo partito è quello dell&#8217;astensionismo. Anche il non voto è un voto! E contribuisce  a formare un partito silenzioso, invisibile,senza bandiere e slogan.Un partito fatto di persone che non si sentono piu rappresentati, nè da destra ne da sinsitra, ne da movimenti nè &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2015/06/02/il-primo-partito/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Il primo partito</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Le ultime regionali hanno dimostrato un dato di fatto: in Italia il primo partito è quello dell&#8217;astensionismo. Anche il non voto è un voto! E contribuisce  a formare un partito silenzioso, <span id="more-549"></span>invisibile,senza bandiere e slogan.Un partito fatto di persone che non si sentono piu rappresentati, nè da destra ne da sinsitra, ne da movimenti nè da liste civiche.Un partito che ha deciso di non votare tanto per farlo.Un partito fatto di anziani che hanno perso la speranza, di giovani che vivono nella disperazione, famiglie intere che guardano con preoccupazione il futuro dei loro cari. Sbaglia chi accusa l&#8217;astensionismo di essere parte delo sfacelo politico! Come puoi votare qualcuno se non ti senti rappresentato da nessuno? E cosa servirebbe presentarsi al voto tanto per timbrare scheda bianca? E votare tanto per votare, o votare per interesse personale, oppure per piaggeria quanto è piu&#8217; morale del non farlo? Oppure accontentarsi di votare non il migliore ma il meno peggio dovrebbe diventare la massima aspirazione? Credete che sia facile decidere di non votare? Ebbene allora lasciate indietro le vostre ideologie, i vostri interessi, le vostre simpatie e provateci! Invero, l&#8217;astensionismo è l&#8217;ultima forma di una rivoluzione silenziosa e pacifica, prima che ne segua un altra ben piu fragorosa e dura,violenta, cattiva.Continuiamo pure a ragionare su chi non è andato a votare.Continuiamo pure a giudicare. Chi non ha votato non lo ha fatto  e basta. Pensiamo, invece,  alle scelte di chi ci è andato. Passiamole al vaglio, esaminiamole. In realtà, in termini politici e di moralità,sono quelle che fanno davvero la differenza. Se è vero che  la metà degli elettori non va a votare i politici devono farsi una seria autocritica, ma è anche vero che se chi va a votare decide di dare la maggioranza a partiti,di destra e sinsitra (i quali hanno creato l&#8217;orrida situazione politica, sociale e morale presente in Italia) e si affossano movimenti o persone ben piu degni, ebbene qualcosa di marcio nel popolo votante ci deve essere!</p>
<p>di <a href="http://www.pensolibero.it/" target="_blank">Mattera Antonio</a></p>
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