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	<title>PensoLibero.it &#187; Palestina</title>
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		<title>Di 27 ce n&#8217;è uno, tutti gli altri non son nessuno</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jan 2019 12:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>DI 27 CE N&#8217;E&#8217; UNO, TUTTI GLI ALTRI NON SON NESSUNO. Oggi è il Giorno della Memoria. Per il resto dell&#8217;anno, magari, potremmo ricordarci qualche altro genocidio, meglio ancora se ancora in atto o volutamente dimenticato nei libri di storia. Se la parola genocidio avesse una forma verbale, la sua coniugazione sarebbe: io lo sposto &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2019/01/27/di-27-ce-ne-uno-tutti-gli-altri-non-son-nessuno/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Di 27 ce n&#8217;è uno, tutti gli altri non son nessuno</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>DI 27 CE N&#8217;E&#8217; UNO, TUTTI GLI ALTRI NON SON NESSUNO.<br />
Oggi è il Giorno della Memoria.<br />
Per il resto dell&#8217;anno, magari, potremmo ricordarci qualche altro genocidio, meglio ancora se ancora in atto o volutamente dimenticato nei libri di storia.<span id="more-3815"></span></p>
<p>Se la parola genocidio avesse una forma verbale, la sua coniugazione sarebbe: io lo sposto più in là, tu ti senti autorizzato, egli si ribella, noi lo meniamo, voi state a guardare, essi scompaiono (prima o poi).</p>
<p>Infatti, ogni genocidio <span class="text_exposed_show">è incominciato e terminato col tacito consenso del resto del mondo che ha volontariamente chiuso gli occhi a quanto succedeva, tappate le orecchie alle urla dei disperati e turato il naso al tanfo dei cadaveri che si accumulavano. </span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Nativi americani, Rwanda, Congo, Serbia, aborigeni australiani, armeni, fanciulli nativi canadesi, e via dicendo fino a quanto accade ogni giorno in Palestina, dove l&#8217;allievo ha superato il maestro.<br />
Un genocidio non ha bisogno necessariamente di lager, forni crematori, campi di concentramento.</span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Lo puoi ottenere anche facendo diventare la terra altrui un carcere a cielo aperto, usando un machete, cancellando i ricordi e le tradizioni degli altrui popoli, negando diritti elementari.<br />
Cambiano le prospettive, insomma, non gli effetti.</span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Anche il lessico moderno, la terminologia usata (oggi e in passato) aiuta a cambiare le prospettive.<br />
In alcuni casi si parla di «esportare democrazia», oppure di «normale civilizzazione dei tempi moderni» oppure «catechizzazione dei selvaggi» per farli divenire «buon selvaggi».</span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Prendete ad esempio ciò che commemoriamo oggi.<br />
Più di settanta anni fa si coniò il termine Shoah per ricordarlo.<br />
Oggi si chiama Nakba e per dimenticarlo lo si ridefinisce con termini come «margine protettivo». </span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Più di settanta anni fa si costruirono mura, ghetti dove rinchiudere gli ebrei.<br />
Si contrassegnarono uomini come animali obbligandoli a portare simboli identificativi.<br />
Si tolsero diritti elementari come l&#8217;istruzione scolastica.<br />
Settanta anni fa si chiamarono leggi razziali.<br />
Oggi, in Palestina, si chiamano «diritti di autodifesa». </span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Da più settanta anni a questa parte solo una cosa non è cambiata: l&#8217;ipocrisia del resto del mondo che abbandona la parte più debole per schierarsi, con il suo tacito silenzio, a favore del più forte, anche se orribile mostro.</span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Per questo oggi non dovremmo andare solo per sinagoghe o riscoprire quelle vittime che hanno avuto la fortuna di sfuggire al mostro, ma avere il coraggio di dare voce a un palestinese, un nativo americano, un aborigeno australiano, un Tutsi del Ruanda, a chiunque abbia vissuto, anche attraverso lo scorrere nei secoli, il significato della parola «genocidio».</span></p>
<p><span class="text_exposed_show">Perché tutto il mondo non è altro che un gigantesco ossario di guerre e stermini sul quale abbiamo fondato la nostra civiltà.<br />
E non da settanta, e non su una sola vittima, come qualcuno, con questo giorno, vuol far credere.</span></p>
<p><span class="text_exposed_show"> </span></p>
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		<title>15 maggio: Nakba, il genocidio ignorato</title>
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		<pubDate>Sun, 15 May 2016 22:28:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[L'ululato]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Dalla Shoah alla Nakba: genocidi ricordati e quelli ignorati Innanzitutto, una precisazione. Questo scritto non nasce  come atto di accusa contro un popolo intero,quello israeliano e quindi gli ebrei,ma assurge a dito accusatore puntato su di una parte di esso, il ramo sionista. La questione palestinese si trascina da anni, mietendo vittime, spesso innocenti, da &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2016/05/16/15-maggio-nakba-il-genocidio-dimenticato/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">15 maggio: Nakba, il genocidio ignorato</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2><em><strong>Dalla Shoah alla Nakba: genocidi ricordati e quelli ignorati</strong></em></h2>
<p>Innanzitutto, una precisazione.<br />
Questo scritto non nasce  come atto di accusa contro un popolo intero,quello israeliano e quindi gli ebrei,ma assurge a dito accusatore puntato su di una parte di esso, il ramo sionista.<span id="more-2168"></span></p>
<p>La questione palestinese si trascina da anni, mietendo vittime, spesso innocenti, da ambo le parti, al punto tale che le colpe degli uni si confondono in quelle degli altri e le ragioni non hanno confini definibili.<br />
Non basteranno poche righe a narrarla, ma un minimo di storia è necessaria allo sviluppo dell’argomento.</p>
<h2><em>Un pò di storia</em></h2>
<p>Il  sionismo è un movimento politico internazionale, nato alla fine del XIV secolo, tra il 1880 e il 1896, tra gli ebrei residenti in Europa, il cui fine è l&#8217;affermazione del diritto all’autodeterminazione del popolo ebraico attraverso la costituzione di uno stato proprio: Israele.</p>
<p>Quindi bisogna incominciare capendo che il piano di pulizia etnica sionista a spese del popolo palestinese, che incominciò nei primi anni 20 per poi acuirsi nel primo dopoguerra, non fu effetto della Shoah ma trasse ulteriore forza da essa in quanto fornì una sorta di “giustificazione” a ciò che veniva fatto in una terra da secoli oggetto di dominio senza fisso padrone. In pratica, al di là dello sterminio nazista degli ebrei, il destino dei palestinesi era già segnato!</p>
<p>D’altronde le prime violenze e sopraffazioni vengono compiute sotto l’ultimo periodo di protettorato inglese, alla fine degli anni 20, in un  periodo in cui la maggior parte della popolazione è palestinese.<br />
Parliamo di numeri importanti poiché su una popolazione di 4 milioni di abitanti il 90% era arabo e solo 80mila persone erano ebree. Il che fa decadere automaticamente la tesi sionista che in quei territori era sempre stata forte la presenza ebraica.</p>
<p>Ma il piano di pulizia etnica e conquista della Palestina continua senza interruzioni anche durante il conflitto mondiale, per acuirsi definitivamente nel primo dopoguerra.</p>
<p>D’altronde alle potenze vincitrici non parve vero poter riconciliarsi l’anima su quanto non si era riuscito/voluto  impedire con lo sterminio nei campi di concentramento, e quale miglior occasione che quella di chiudere non uno ma entrambi gli occhi su ciò che dal 1947 in poi è successo in Palestina.</p>
<h2><em>Comprendere la questione palestinese</em></h2>
<p>Altro errore che non si deve compiere, nell’analisi del fenomeno,è ricondurre il tutto al fondamentalismo islamico che, invero, è semplicemente un becero vampiro che si nutre del sangue delle vittime, d’ambo i lati,per fomentare un odio che invece,per secoli, in quella terra, non è esistito, giacché ebrei e palestinesi vivevano fianco a fianco.</p>
<p>Per aver un quadro storico preciso dei fatti in questione si potrebbero leggere gli scritti di uno storico ebreo, tale Ilian Pappe, oppure,per arrivare alla cronaca piu attuale, i dolorosi riscontri di una vittima tutta italiana, Vittorio Arrigoni,giovane attivista per i diritti umani, che ha vissuto e operato nell’inferno di Gaza e che è morto assassinato,nel 2011, in circostanze tutte da appurare.</p>
<p>Ma cosa denunciano, spesso inascoltati dalla massa indirizzata erroneamente dall’informazione, scrittori, storici, artisti, attivisti,politici  come Pappe, Arrigoni, Moni Ovadia e tanti altri?</p>
<h2><em>Genocidio tra genocidi</em></h2>
<p>L’urlo che si leva da Gaza oggi e dalla Palestina in generale è un urlo di orrore, un immensa richiesta d’aiuto che da anni rimane inascoltata come i massacri in Ruanda, la pulizia etnica in Serbia, come ciclicamente è successo ai nativi americani, agli indios dell’Amazzonia, agli aborigeni australiani.</p>
<p>La storia non scritta di questo immenso olocausto parla di un popolo non-popolo (perché mai dichiaratosi tale),quello palestinese, cacciato sistematicamente dalle sue case, considerato stirpe inferiore dai sionisti, espropriato delle proprietà, con massacri,stupri,deportazioni e ogni sorte di violenza partendo dagli anni’30 e con il culmine nel periodo 1946-48.</p>
<p>Oggi assistiamo alla lenta agonia di Gaza, così come si è assistito negli anni 80 a massacri come Sabra e Shatila, con la stessa indifferenza con cui si segue un reality.</p>
<h2><em>Raccontare la verità</em></h2>
<p>Eppure, nell’epoca della globalizzazione, è necessario parlare di un popolo soggetto all’apartheid sionista, con limitazioni su molteplici diritti, come il lavoro, l’istruzione, la proprietà, insomma il diritto alla vita, di esecuzioni sommarie ai check point, di bambini tradotti in prigione, di famiglie distrutte.</p>
<p>E’ doveroso narrare di mura altissime alzate a dividere due popoli che sino agli inizi del XX secolo vivevano pacificamente insieme. Si parli di lacrime di madri e padri che cercano i loro figli fra le macerie di un bombardamento. Del silenzio di bambini che hanno smesso di cercare oramai da tempo qualsiasi cosa. Di come le regole della Convenzione di Ginevra vengano ignorate.</p>
<p>Si racconti di come i palestinesi vengono ricacciati costantemente nelle parti piu aride mentre, dove prima erano le loro città, ora ci sono località turistiche con nomi nuovi. E’necessario capire come due popoli vivano in costante terrore, di come i bambini ebrei siano invitati dai militari a scrivere il loro nome sulle bombe che verranno sganciate sulle scuole ed ospedali di Gaza.</p>
<p>Si conosca l’orrore di minorenni palestinesi che si fanno saltare in aria carichi di tritolo, facili prede di chi dal loro orrore trae profitto per la propria ideologia. Si tenga conto come quelli indicati come statisti e uomini politici siano stati, invero,mercanti di morte attraverso crimini verso l’umanità.</p>
<p>Si denunci come l’uso di armi non convenzionali sia stato largamente profuso in una guerra che vede il secondo esercito del mondo contrapposto all’intifada palestinese fatta di bastoni e pietre.</p>
<h2><em>Davide contro Golia</em></h2>
<p>E’, ironia della sorte, la riedizione triste del racconto biblico tra il Davide palestinese e il Golia sionista, ma stavolta non c’è fionda che tenga, perché Davide soccombe sempre.</p>
<p>Solo se consideriamo le righe sopra scritte come fondamentali chaivi di lettura e capiamo il significato di esse riusciamo a capire come il tanto famigerato terrorismo palestinese non sia altro che la reazione disperata, ancorché errata, di un popolo seviziato,martoriato,prono nella speranza, distrutto nei sogni.</p>
<p>Vittima tre volte, dell’ingiustizia sionista e della sopraffazione ideologica islamica ma ancor di piu dal silenzio dell’Occidente. E così all’ingiustizia sionista si aggiunge l’odio palestinese,in un circolo vizioso di morte e sopraffazione, paura e ipocrisia ,dove vittima e carnefice arrivano a scambiarsi  i ruoli, in un sadico gioco al massacro dove a pagare il prezzo maggiore sono i piu deboli, donne, vecchi, bambini.</p>
<p>Il tutto sotto gli occhi indifferenti di USA e Europa e ONU e terreno fertile per il fondamentalismo islamico. Sempre piu’sprezzante Israele, ancora oggi, nonostante deboli contestazioni dell’UE e degli Usa,si accinge a costruire altri villaggi in terra palestinese e con la forza di chi sa di essere impunibile, chiama a rapporto i governi di quei paesi che hanno criticato tale scelta.</p>
<h2><em>L&#8217;ultimo errore</em></h2>
<p>Ma dopotutto, si potrebbe pensare, cosa importa al resto del mondo di un non-popolo e del suo antagonista?</p>
<p>E’ il terzo errore che potremmo commettere, quello piu grave, poiché ciò che accade da quasi un secolo a questa parte in quella parte del mondo, al di là dall’essere un‘immane tragedia di ingiustizia e violenza, è la peggior minaccia alla pace nel mondo, da quando cadde il Muro di  Berlino e con esso finì la Guerra Fredda.</p>
<p>La genesi di questo conflitto va raccontata senza perifrasi, anche laddove la verità è piu cruda e difficile da digerire. Perché Israele il suo diritto ad esistere l’ha ormai acquisito in forma pragmatica  e indietro non si può tornare, ma ha dalla sua il torto marcio di chi l’ha ottenuto con la violenza e la sopraffazione.</p>
<p>E ci vorranno decenni per ristabilire una sorta di giustizia,elemento essenziale affinché due popoli, quello palestinese e quello ebraico,in pari misura, trovino la pace,recuperino la conoscenza della vita. Percorso necessario, essenziale perché la storia dimostra che spesso non c’è miglior carnefice di chi è stato vittima.</p>
<p>E la storia è ciclica.</p>
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		<title>In memoria di Vittorio Arrigoni</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Apr 2016 22:01:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Giulio regeni]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Nella ricorrenza dell&#8217;anniversario della morte di Vittorio &#8220;Vik&#8221; Arrigoni, ripropongo questo mio vecchio articolo. Non c&#8217;è molto da aggiungere ,tranne che, in Italia e nel mondo, nel frattempo, sono vissuti e morti molti altri Vik. Giulio Regeni è uno di loro. Altri se la sono cavata con qualche periodo di detenzione, come Samantha Comizzoli. Altri, &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2016/04/15/in-memoria-di-vittorio-arrigoni/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">In memoria di Vittorio Arrigoni</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nella ricorrenza dell&#8217;anniversario della morte di Vittorio &#8220;Vik&#8221; Arrigoni, ripropongo questo mio vecchio articolo. Non c&#8217;è molto da aggiungere ,tranne che, in Italia e nel mondo, nel frattempo, sono vissuti e morti molti altri Vik. Giulio Regeni è uno di loro.<span id="more-2086"></span></em></p>
<p><em>Altri se la sono cavata con qualche periodo di detenzione, come Samantha Comizzoli. Altri, in tempi precedenti, hanno preceduto Vik nel sentiero della ricerca della verità a scapito della propria vita come Rachel Corrie, uccisa dalle ruspe sioniste.</em></p>
<p><em><span class="_5yi_">Giovani che hanno,avevano, un sacro fuoco dentro di loro. Che percorrono un cammino diverso da quello prestabilito da una conformità spesso cucita addosso dalla nascita. Giovani che rimangono dilaniati da quella stessa fiamma, per diventare luce di eterni fari in un mondo buio fatto di violenza, sopraffazione, silenzi e ipocrisie.</span></em></p>
<p><em>Nel frattempo il mondo va sempre piu&#8217; a puttane. Perchè gli eroi, a differenza dei film, quasi mai sopravvivono. Peggio sarebbe, però, se non sopravvivessero le loro idee, il loro ricordo. Per questo, ogni 15 aprile io posterò questo articolo.</em><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/04/FreeSAM.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2087" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/04/FreeSAM-300x268.jpg" alt="FreeSAM" width="300" height="268" /></a></p>
<p>Chiunque ha dei modelli.O almeno credo.</p>
<p>Io i miei li ho sempre cercati un po’“particolari”.</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Arrigoni" target="_blank">Vittorio Arrigoni</a> è sempre stato questo, per me. Un modello da seguire, anche se completamente diverso da me per molti fattori.<br />
Lui amava la pace attraverso la giustizia ad ogni costo,<span id="more-23"></span>io amo la giustizia e con essa la pace attraverso ogni mezzo.</p>
<p>Eppure, se ho un grande rimpianto è quello di non essere come lui, di non essermi minimamente avvicinato a ciò che ha fatto lui. Di non credere, forse, in certe cose pienamente come lui. Mica facile , però! Per questo è un modello per me. Perché è li ad indicarmi una via, lasciandomi libero però di deviare da essa,per raggiungere la medesima meta.<br />
E il suo insegnamento mi fa capire meglio i miei errori, mi rafforza nelle scelte, mi fa temere il buio della mente e amare la luce delle idee. Una luce che si fa strada anche nel buio più tenebroso come in quella giornata del 15 aprile 2011: sapere della sua morte fu un colpo, per chi, come me, già da qualche tempo seguiva i reportage, dalla tormentata Gaza, di questo giovane,dal fisico prestante, il cappello da guascone, il filo di barba e la pipa.</p>
<p>Sembrava non reale, un personaggio nato dalla fantasia e dalle matite di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hugo_Pratt" target="_blank">Hugo Pratt</a>, l’autore di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Corto_Maltese" target="_blank">Corto Maltese</a> per intenderci. Eppure era già là, in quella terra martoriata quale è la Palestina, dopo altre esperienze in altre parti del mondo, in carne e ossa, nell’età in cui molti suoi coetanei il massimo dell’impegno lo mostrano nel fare la fila, di notte, fuori un negozio di elettronica per l’ultimo ritrovato tecnologico. In un ‘età in cui gli altri stanno a sbronzarsi in discoteca e a rischiare la loro vita sulla strada del ritorno a casa, lui, il Vik, aveva deciso di sbronzarsi del dolore, della paura, delle lacrime altrui. <a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/04/GazaBambini.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2088" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/04/GazaBambini-300x170.jpg" alt="GazaBambini" width="300" height="170" /></a></p>
<p>E la sua vita la rischiava, ogni giorno, per davvero, non per capriccio. La rischiava quando cercava di difendere i pescatori palestinesi facendo da scudo contro le motovedette israeliane. La rischiava nel soccorrere i feriti durante i bombardamenti, oppure filmando in diretta scuole, ospedali, ambulanze che saltavano in aria o cecchini che decidevano di espletare il potere di vita o di morte su chiunque.</p>
<p>La rischiava testimoniando in diretta, dal vivo, come testimone, il dolore delle persone, il pianto dei bambini, la speranza offuscata negli occhi degli anziani, il lutto di madri, padri, figli. La rischiava, conscio di farlo, ogni volta che cercava di raccontare una verità, non la sua, ma l’unica che fosse reale.</p>
<p>Una verità che urlava a modo suo, con i suoi toni pacati, sornioni, quasi disincantati e ironici per scuotere, svegliare un opinione pubblica tremebonda e intorpidita come al solito quando c’è da affrontare determinati argomenti. Come suo testamento ha lasciato una frase, tradotta poi in libro,“<a href="http://www.lafeltrinelli.it/libri/arrigoni-vittorio/gaza-restiamo-umani/9788872855843" target="_blank">Restiamo umani</a>” che chiudeva ogni suo reportage. In questa frase c’è tutto lo spirito di Vik, tutta la sua capacità di essere equidistante nel giudizio pur riuscendo a definire chi ha torto e chi ha ragione.</p>
<p>C’è tutto il suo modo di essere, il suo appello, il suo insegnamento. C’è tutta la differenza con me, e il motivo per il quale ,più di ogni altra cosa, sento di ringraziarlo. E’ per questo che è diventato per me un modello da seguire. Perché in fondo lui riempiva le mie, di lacune. Le mie e di quanti altri come me che possono solo sognarsela una vita come la sua, mentre lui l’ha vissuta, breve ma intensa,trasformandola in un idea.</p>
<p>E le idee non muoiono, ma sopravvivono alla morte fisica diventando un simbolo, un talismano potente. Per me, per altri, per gli oppressi di tutto il mondo, non solo palestinesi. Perché, finché ci sarà un Vik qualunque, qualsiasi vittima di qualsiasi guerra,qualsiasi sorpruso, avrà la sua voce per denunciare, i suoi occhi per testimoniare, le sue orecchie per essere ascoltato, affinché non possa essere mai essere lasciata sola.</p>
<p>Io posso solo ringraziarlo per i suoi insegnamenti, da vivo e anche da morto. E mi piace pensare che lui ora sia lì, in un luogo senza tempo, e possa leggere queste righe, magari insieme a Angelo Frammartino, Rachel Corrie e Tom Hundall, altra “gioventù bruciata” dal fuoco sacro della giustizia e della pace.</p>
<p>Penso che Vik farebbe una tirata dalla sua pipa, un sorriso dei suoi e un cenno di assenso col capo. Così come gli eroi dei fumetti.</p>
<p>Perché lui era fatto così, un eroe con il prefisso “anti”, un personaggio proprio alla Hugo Pratt.</p>
<p>di <a href="http://www.pensolibero.it/" target="_blank">Antonio Mattera</a></p>
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		<title>Erri De Luca, stavolta non sto con te!</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2015 18:18:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Eh no, caro Erri De Luca, stavolta non ci siamo proprio! Penso che tu non sappia quanto ti stimi, ma stavolta mi sento di mettere alcuni distingui sulle tue affermazioni sulla questione palestinese. Non mi sei piaciuto, stavolta proprio no!Ti sei posto nelle condizioni, a mio parere, di essere assimilato a Roberto Saviano sulla medesima &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2015/11/08/erri-de-luca-stavolta-non-sto-con-te/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Erri De Luca, stavolta non sto con te!</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Eh no, caro<strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Erri_De_Luca" target="_blank"> Erri De Luca</a></strong>, stavolta non ci siamo proprio! Penso che tu non sappia quanto ti stimi, ma stavolta mi sento di mettere alcuni distingui sulle tue <a href="http://www.tgmaddalena.it/erri-de-luca-omaggia-gerusalemme-e-le-vittime-israeliane-non-una-parola-sul-dramma-palestinese/" target="_blank">affermazioni</a> sulla <strong>questione palestinese</strong>.<span id="more-1813"></span></p>
<p>Non mi sei piaciuto, stavolta proprio no!Ti sei posto nelle condizioni, a mio parere, di essere assimilato a <a href="https://www.youtube.com/watch?v=NBgI_QWgXaI" target="_blank"><strong>Roberto Saviano</strong></a> sulla medesima questione. Voglio sperare che, se il primo ha validi motivi, anche economici, tu l’abbia fatto solo per mantenere una certa equidistanza. Insomma voglio pensare, pur riconoscendoti una grande caratura morale, che tu abbia fatto un po’ il <strong>Ponzio Pilato</strong> sulla <a href="http://contropiano.org/articoli/item/30528" target="_blank">questione</a>. Ma può una persona del tuo livello permettersi di essere equidistante? Oppure <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Moni_Ovadia" target="_blank">Moni Ovadia,</a> guarda caso ebreo, deve essere un pazzo per sostenere, da anni,  il contrario di quanto tu affermi?</p>
<p>Però posso capire perchè personaggi come te, caro Erri, o Saviano, oppure <strong>Mieli</strong> scelgono questa linea. Può capitare quando gli argomenti sono spinosi e una parte dell’opinione pubblica, economica e politica spinge da un solo lato.</p>
<p><em>“Trovo scritto da qualche parte che la Palestina sta sotto occupazione da 70 anni. Perché solo 70? Era occupata prima dagli Inglesi , prima ancora dalla Giordania, prima ancora dall&#8217;Impero Ottomano. La Palestina e&#8217; sempre stata una regione occupata. Mettere a fuoco solo i recenti decenni manifesta una volontà di omissione.”</em></p>
<p>Hai ragione, infatti la Palestina, e non Israele, è sempre stata occupata sin dai tempi antichi. Potevi retrocedere e arrivare ai Romani ma anche piu’ indietro. Ma cosa significa questo? Cosa giustificherebbe? Anche gli ebrei sono quasi sempre stati schiavi, sempre stati cacciati, sempre stati perseguitati: allora si dovrebbe continuare a farlo placidamente considerandolo una sorta di DNA storico? Il passato dell’uno può giustificare la prepotenza di oggi dell’altro?</p>
<p><em>“Si è sionisti perché si ammette l&#8217;evidenza storica dello Stato di Israele? Chi si augura la sua cancellazione e&#8217; partigiano di uno sterminio su scala di massa. In quella regione occorrono due Stati ben divisi, non zero Stati e al loro posto il deserto.”</em></p>
<p>Qual è l’evidenza storica dello stato di Israele di cui ti elevi a testimone? Ne hai tu prove storiche di un popolo eternamente senza fissa dimora, che per suo dire, e nelle sue memorie, vaga 40 anni in un deserto guerreggiando a destra e sinistra contro popolazioni locali, giustificati, a suo dire, dalla volontà del proprio Dio? A tal propsito ti propongo un ottimo libro, fra i tanti scritti sull&#8217;argomento:<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/11/1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1814" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/11/1-207x300.jpg" alt="1" width="207" height="300" /></a></p>
<p>Certo che ora la soluzione sarebbe solo quella di creare due stati distinti, ma il maggior ostacolo a questo sono proprio i tuoi deliziosi sionisti. Che mai hanno rispettato i patti iniziali con i quali veniva divisa in due quella terra, come deciso da convenzioni internazionali (che forse ignori). Il massacro, se non è auspicabile da un lato, nemmeno deve essere giustificato dall’altro. Ma questo pare che tu lo voglia ignorare, così come ora ignori che la divisione sarebbe fatta, allo stato attuale delle cose, appropriandosi dell’acqua l’uno in cambio di sabbia ,pietre e scorpioni all’altro.</p>
<p><em>“A qualcuno piace che ragazzini palestinesi vadano a farsi uccidere per accoltellare vecchietti ebrei? Evidentemente si.”</em></p>
<p>A nessuno piace nessun tipo di terrorismo, ma c’è, purtroppo, un terrorismo di oppressione e uno di difesa. Similmente a quanto successe con la lotta partigiana. Il secondo è l’effetto del primo che ne è la causa, checché se ne dica.</p>
<p>Parli di poveri vecchietti accoltellati, dimenticandoti di bambini bruciati vivi nelle loro case, di donne incinte uccise, di fosforo bianco sulla pelle di popolazioni inermi chiuse come topi in una trappola. Di 2500 vittime solo due anni fa con una mortalità tra i civili del 75% e piu&#8217; di 800 bambini uccisi durante i <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Operazione_Margine_di_protezione" target="_blank">due mesi di bombardamenti</a> a Gaza! Hai mai provato a fare un conto, di istruirti, su quante sono le vittime palestinesi e quelle israeliane? Fallo, ne rimarresti sorpreso!</p>
<p>La maggior parte dei cosiddetti “terroristi” palestinesi di oggi sono ragazzi, figli di quei padri che combatterono con le pietre la prima Intifada e che oggi usano i coltelli contro la terza o la quarta, fai tu, potenza militare al mondo. Davide contro Golia a parti rovesciate, la ciclicità della storia!</p>
<p>Da quanto tempo non senti di attentati eclatanti oppure per te un accoltellamento è un attentato mentre un bombardamento con fosforo bianco (arma vietata da qualsiasi convenzione internazionale) è la giusta difesa?</p>
<p><em>“Non appartengo alla categoria. Non riconosco volontà di riscatto nell&#8217;agguato da marciapiede di un minorenne, solo uno spreco di quella vita presa e buttata alle ortiche.”</em></p>
<p>Qui ti potrei anche dar ragione anche se&#8230;perché c’è un piccolo sé! Tu, proprio tu, ti senti di affermare questa frase? Tu che hai subito un indegno linciaggio sulla parola “sabotare” e che hai difeso la tua libertà di espressione con le unghie e i denti?</p>
<p>Tu che pronunciavi  queste parole <em>&#8220;“Non so cosa potrà succedere. Mi arrogo però una profezia: la Tav non verrà mai costruita. Ora l’intera valle è militarizzata, l’esercito presidia i cantieri mentre i residenti devono esibire i documenti se vogliono andare a lavorare la vigna. Hanno fallito i tavoli del governo, hanno fallito le mediazioni: il sabotaggio è l’unica alternativa”. </em>Sostituisci alla parola Tav la parola colonie, sostituisci Val Di Susa con Palestina o Gaza. la parola sabotaggio con la parola resistenza e il gioco è fatto, avrai le idee piu&#8217; chiare! Sai che il filo spinato usato in val di Susa è fornito dall&#8217;esercito israeliano e usato a sua volta in Palestina? Un ironia che tu, persona intelligente, saprai apprezzare!</p>
<p>Di sicuro i ragazzi palestinesi sono vittime di quello stesso sciacallaggio ideologico che nasce laddove sia presente disperazione, ignoranza, frustrazione e quant’altro produca fertile concime per ogni forma di fanatismo.</p>
<p>Soffermati un attimo a pensare però una cosa, caro Erri: e se la tua parola “sabotare” trascendesse dal semplice tagliare una rete metallica, tagliare fili di corrente e arrivasse a colpire, fisicamente, un operaio oppure un rappresentante delle forze dell’ordine?</p>
<p>La tua parola, quella libertà di espressione tanto difesa, potrebbe diventare un arma in mano a facinorosi oppure a questa gioventù che non ha più molti ideali. E allora rispondimi caro Erri: la tua onestà intellettuale, dovesse succedere <a href="http://www.articolo21.org/2013/09/notav-e-palestina-quel-filo-rosso-sangue-che-erri-de-luca-non-vuole-vedere/" target="_blank">quanto prospettato</a>, ti permetterebbe di ritornare da quei giudici e chiedere loro di riconsiderare la tua assoluzione?</p>
<p><em>“Infine oggi nel Mediterraneo la situazione di quei territori non è l&#8217;argomento principale all&#8217;ordine del giorno”</em></p>
<p>E qui, se mi permetti, dimostri una lacunosa conoscenza dei fatti! Infatti la questione palestinese non è la più importante tra quelle che assillano questo mondo oggi.</p>
<p>Però essa è la <strong>MADRE</strong> di tutte le altre questioni. Siria, Iran, Libia, Iraq, Afghanistan e via dicendo sono solo il corollario ad essa, situazioni che hanno fermentato nel ventre della progenitrice.</p>
<p>Situazioni che sono poi diventati strumenti per distogliere lo sguardo dell’opinione pubblica sulle malefatte sioniste. Con un arto in cancrena, se non tagli il paziente muore. Se non risolvi questa questione non porrai mai fine completamente alle altre, che si moltiplicheranno all’infinito.</p>
<p>Caro Erri, persona da me stimata assai, lascia che termini ricordandoti che la difesa della propria terra,della libertà della  dignità è un diritto, e chi, come te, si pone come testimone della libertà e della resistenza civile dovrebbe farlo senza schierarsi, a seconda del contesto, dalla parte dell’occupato o dalla parte dell’occupante, anche quando questa resistenza tracima in violenza, perchè nata da una violenza dieci, cento, mille volte superiore. E se proprio devi schierarti, hai intelligenza tale da sapere dove. Oppure connivenza e interessi con poteri molto piu&#8217; forti che per primo non ti rendono libero.</p>
<p>Caro Erri, ti ho sostenuto per la tua libertà d’espressione su un parola, per accorgermi che poi, usi le stesse per allinearti ai pensieri generali, laddove soffia il venticello.</p>
<p>E allora, così come tu, giustamente, ritieni di difendere la tua parola “<strong>sabotare</strong>”, lascia che io difenda la parola “<strong>resistenza</strong>” e accogli il mio consiglio di riflettere sulla parola “<strong>genocidio</strong>”.</p>
<p>di <a href="http://www.pensolibero.it/" target="_blank">Mattera Antonio</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Revi-sionismo storico</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2015 12:29:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Stanno facendo il giro del mondo le parole &#8220;revisioniste&#8221;  di Benjamin Netanyahu, leader del governo israeliano. Lasciamo perdere però quanto detto, e ringraziandolo per averci aperto gli occhi all&#8217;ennesima verità storica che magari lo aiuterà a sganciare qualche tonnellata di bombe su Gaza e dintorni, vogliamo restituirgli il favore! Al caro Bibi (così è soprannominato Netanyahu) vogliamo solo &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2015/10/21/revi-sionismo-storico/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Revi-sionismo storico</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Stanno facendo il giro del mondo le <a href="http://www.repubblica.it/esteri/2015/10/21/news/netanyahu_hitler_non_voleva_sterminare_gli_ebrei_i_palestinesi_si_-125573420/?ref=fbpr" target="_blank">parole &#8220;revisioniste&#8221; </a> di <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Benjamin_Netanyahu" target="_blank">Benjamin Netanyahu</a></strong><span style="color: #000000;">, leader del governo israeliano. Lasciamo perdere però quanto detto, e ringraziandolo per averci aperto gli occhi all&#8217;ennesima verità storica che magari lo aiuterà a sganciare qualche tonnellata di bombe su Gaza e dintorni, vogliamo restituirgli il favore!</span><span id="more-1751"></span></p>
<p>Al caro <strong><em>Bibi</em> </strong>(così è soprannominato <span style="color: #000000;"><strong>Netanyahu) </strong>vogliamo solo confermare che, se l&#8217;olocausto degli ebrei, a detta sua, fu voluto dal muftì palestinese <strong>Haj Amin al-Husseini, </strong>mentre zio Adolf voleva solo&#8221;esiliarli&#8221;, abbiamo prove incontrovertibili di chi ha professato il genocidio palestinese.</span></p>
<p>Di seguito riportiamo brevi dichiarazioni di esponenti sionisti:</p>
<p><strong><em>David Ben Gurion ,primo ministro israeliano 1949 – 1954, 1955 – 1963)</em></strong></p>
<p><em>&#8220;</em><strong>Noi dobbiamo espellere gli arabi e prenderci i loro posti.&#8221;</strong><br />
— David Ben Gurion (primo ministro israeliano 1949 – 1954, 1955 – 1963) , 1937, Ben Gurion and the Palestine Arabs, Oxford University Press, 1985.</p>
<p><strong>&#8220;Dobbiamo usare il terrore, l</strong><strong>’ </strong><strong>assassinio, l</strong><strong>’</strong><strong>intimidazione, la confisca delle terre e l</strong><strong>’</strong><strong>eliminazione di ogni servizio sociale per liberare la Galilea dalla sua popolazione araba. &#8220;</strong><br />
— David Ben-Gurion, Maggio 1948, agli ufficiali dello Stato Maggiore.  Da: Ben-Gurion, A Biography, by Michael Ben-Zohar, Delacorte, New York 1978.</p>
<p><strong>&#8220;I villaggi ebraici sono stati costruiti al posto dei villaggi arabi. Voi non li conoscete neanche i nomi di questi villaggi arabi, e io non vi biasimo perché i libri di geografia non esistono più. Non soltanto non esistono i libri, ma neanche i villaggi arabi non ci sono più. Nahlal è sorto al posto di Mahlul, il kibbutz di Gvat al posto di Jibta; il kibbutz Sarid al posto di Huneifis; e Kefar Yehushua al posto di Tal al-Shuman. Non cè un solo posto costruito in questo paese che non avesse prima una popolazione araba.</strong><strong> </strong><strong>&#8220;</strong><br />
— David Ben Gurion, citato in The Jewish Paradox, di Nahum Goldmann, Weidenfeld and Nicolson, 1978, p. 99.</p>
<p><strong>&#8220;Tra di noi non possiamo ignorare la verità … politicamente noi siamo gli aggressori e loro si difendono! Il paese è loro, perché essi lo abitavano, dato che noi siamo voluti venire e stabilirci qui, e dal loro punto di vista gli vogliamo cacciare dal loro paese.</strong><strong>”</strong><br />
— David Ben Gurion, riportato a pp 91-2 di Fateful Triangle di Chomsky, che apparve in &#8220;Zionism and the Palestinians pp 141-2 di Simha Flapan che citava un discorso del 1938.</p>
<p><strong><em>Golda Meir</em></strong><strong><em><br />
</em></strong><strong><em>Primo Ministro d’Israele, 1969 – 1974</em></strong></p>
<p><strong>&#8220;Non esiste una cosa come il popolo palestinese. Non è come se noi siamo venuti e li abbiamo cacciati e preso il oro paese. Essi non esistono.”</strong><br />
<em>–</em>Golda Meir, dichiarazione al The Sunday Times, 15 giugno 1969.</p>
<p><strong>&#8220;Come possiamo restituire i territori occupati? Non c’è nessuno a cui restituirli.”</strong><br />
— Golda Meir, 8 marzo 1969.</p>
<p><strong>&#8220;A tutti quelli che parlano in favore di riportare indietro i rifugiati arabi devo anche dirgli come pensa di prendersi questa responsabilità, se è interessato allo stato d’Israele. E bene che le cose vengano dette chiaramente e liberamente: noi non lasceremo che questo accada.”</strong><br />
— Golda Meir, 1961, in un discorso alla Knesset, riportato su Ner, ottobre 1961<br />
<strong>&#8220;Questo paese esiste come il compimento della promessa fatta da Dio stesso. Sarebbe ridicolo chiedere conto della sua legittimità.”</strong><br />
<em><strong>— </strong></em><em>Golda Meir, Le Monde, 15 ottobre 1971</em></p>
<p><strong><em>Yitzhak Rabin </em></strong><strong><em><br />
</em></strong><strong><em>Primo Ministro d’Israele, 1974 – 1977, 1992 – 1995</em></strong></p>
<p><strong>&#8220;Uscimmo fuori, Ben-Gurion ci accompagnava. Allon rifece la sua domanda, “Che cosa si doveva fare con la popolazione palestinese?”  Ben-Gurion ondeggiò la mano in un gesto che diceva “cacciateli fuori!”</strong><br />
— Yitzhak Rabin,versione censurata delle memorie di Rabin, pubblicata sul New York Times, 23 ottobre 1979.</p>
<p><strong>&#8220;[Israele vorrà] creare nel corso dei prossimi 10 o 20 anni le condizioni per attrarre naturalmente e volontariamente una migrazione dei rifugiati dalla striscia di Gaza e dalla Cisgiordania verso la Giordania. Per ottenere questo dobbiamo arrivare ad un accordo con Re Hussein e non con Yasser Arafat.&#8221;</strong><br />
— Yitzhak Rabin (un &#8220;Principe di Pace&#8221; secondo Clinton), spiega il suo metodo di pulizia etnica dei territori occupati senza sollevare scalpore nel mondo. (Riportato da David Shipler sul The New York Times, 04/04/1983 citando i commenti di Meir Cohen al comitato affari esteri e difesa della Knesset del 16 marzo.)</p>
<p><strong><em>Menachem Begin</em></strong><strong><em><br />
</em></strong><strong><em>Primo Ministro d’Israele, 1977- 1983</em></strong></p>
<p><strong>&#8220;[I palestinesi] sono bestie che camminano su due gambe.”<br />
</strong>Discorso alla Knesset di Menachem Begin Primo Ministro israeliano, riportato da Amnon Kapeliouk, &#8220;Begin and the ‘Beasts,&#8221; su  New Statesman, 25 giugno 1982.</p>
<p><strong>&#8220;La divisione della Palestina è illegale. Non sarà mai riconosciuta  Gerusalemme è e sarà per sempre la nostra capitale. Eretz Israel verrà ricostruito per il popolo d</strong><strong>’</strong><strong>Israele. Tutta quanto. E per sempre</strong> &#8221;<br />
— Menachem Begin, il giorno dopo il voto allONU sulla divisione della Palestina</p>
<p><strong><em>Yizhak Shamir</em></strong><strong><em><br />
</em></strong><strong><em>Primo Ministro dIsraele, 1983 – 1984, 1986 – 1992</em></strong></p>
<p><strong>&#8220;(I palestinesi) saranno schiacciati come cavallette… con le teste sfracellate contro i massi e le mura.”</strong><br />
— Yitzhak Shamir a quel tempo Primo Ministro d&#8217;Israele in un discorso ai coloni ebrei,  New York Times, 1 aprile 1988</p>
<p>OOPSS&#8230;</p>
<p><strong><em>Benjamin Netanyahu</em></strong><strong><em><br />
</em></strong><strong><em>Primo Ministro d’Israele, 1996 – 1999</em></strong></p>
<p><strong>&#8220;Israele avrebbe dovuto approfittare dell&#8217;attenzione del mondo sulla repressione delle dimostrazioni in Cina, quando l’attenzione del mondo era focalizzata su quel paese, per portare a termine una massiccia espulsione degli arabi dei territori.&#8221;</strong><strong><br />
</strong>— Benyamin Netanyahu, allora vice ministro degli esteri, ex Primo Ministro d’Israele, in un discorso algi studenti della Bar Ilan University, dal giornale israeliano Hotam, 24 novembre 1989.</p>
<p><strong><em>Ehud Barak</em></strong><strong><em><br />
</em></strong><strong><em>Primo Ministro d’Israele, 1999 – 2001</em></strong></p>
<p><strong>&#8221; I palestinesi sono come coccodrilli, più gli date carne, più ne vogliono.&#8221;</strong><br />
— Ehud Barak, a quel tempo Primo Ministro d’Israele il 28 agosto 2000. Apparso su Jerusalem Post, 30 agosto, 2000</p>
<p><strong>&#8220;Se pensassimo che invece di 200 vittime palestinesi, 2.000 morti metterebbero fine agli scontri in un colpo, dovremmo usare più forza….</strong><strong>”</strong><br />
— Il Primo Ministro israeliano Ehud Barak, citato dallAssociated Press, 16 novembre 2000.</p>
<p><strong>&#8220;Sarei entrato in un</strong><strong>’</strong><strong> organizzazione terroristica.&#8221;</strong><br />
–risposta di  Ehud Barak a Gideon Levy, giornalista del quotidiano Ha’aretzr, quando chiese a Barak che cosa avrebbe fatto se fosse nato palestinese.</p>
<p><strong><em>Ariel Sharon</em></strong><strong><em><br />
</em></strong><strong><em>Primo Ministro d’Israele, 2001 </em></strong></p>
<p><strong>&#8220;E</strong><strong>’</strong><strong> dovere dei dirigenti d</strong><strong>’</strong><strong>Israele spiegare all</strong><strong>’</strong><strong>opinione pubblica, chiaramente e coraggiosamente, un certo numero di fatti che col tempo sono stati dimenticati. Il primo di questi è che non c</strong><strong>’</strong><strong>è sionismo, colonizzazione, o Stato Ebraico senza lo sradicamento degli arabi e l</strong><strong>’</strong><strong>espropriazione delle loro terre &#8220;</strong></p>
<p>— Ariel Sharon, Ministro degli esteri d’Israele, parlando ad una riunione di militanti del partito di estrema destra Tsomet, Agenzia France Presse, 15 novembre 1998.</p>
<p><strong>&#8220;Tutti devono muoversi, correre e prendere quante più cime di colline (palestinesi) possibile in modo da allargare gli insediamenti (ebraici) perché tutto quello che prenderemo ora sarà nostro… Tutto quello che non prenderemo andrà a loro.”</strong><br />
— Ariel Sharon, Ministro degli esteri d’Israele, aprendo un incontro del partito Tsomet Party, Agenzia France Presse, 15 novembre 1998.</p>
<p><strong>&#8220;Ogni volta che facciamo qualcosa tu mi dici che l&#8217;America farà questo o quello devo dirti qualcosa molto chiaramente: Non preoccuparti della pressione americana su Israele. Noi , il popolo ebraico, controlliamo l&#8217;America, e gli americani lo sanno</strong> &#8221;<br />
— Ariel Sharon, Primo Ministro d’ Israele, 31 ottobre 2001, risposta a Shimon Peres, come riportato in un programma della radio Kol Yisrael.</p>
<p><strong>&#8220;Israele può avere il diritto di mettere altri sotto processo, ma certamente nessuno ha il diritto di mettere sotto processo il popolo ebraico e lo Stato d’Israele.”</strong><strong><br />
</strong>— Ariel Sharon, Primo Ministro d’Israele, 25 marzo 2001 citato dalla BBC News Ondine.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">Ci siamo persi qualcosa? Probabile, ma se mai a <strong>Netanyahu </strong>dovesse venire il dubbio dei reali mandatari del genocidio palestinese, ebbene si guardi allo specchio e nelle foto di famiglia con i suoi predecessori.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">di <a style="color: #000000;" href="http://www.pensolibero.it/" target="_blank">Antonio Mattera</a></span></p>
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		<title>L&#8217;Intifada dei coltelli</title>
		<link>https://www.pensolibero.it/2015/10/18/lintifada-dei-coltelli/</link>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2015 20:15:27 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Palestina]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Da sempre ignorati se non addirittura traditi, sia dalla diplomazia internazionale e dai potentati economici. Sottomessi nelle azioni ma non nella dignità da un regime totalitario quale fu solo il nazismo. Decimati, come carne da macello, ogni volta che è stato possibile. Costretti a vivere da banditi, terroristi, sulla loro terra, portata via a forza. &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2015/10/18/lintifada-dei-coltelli/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">L&#8217;Intifada dei coltelli</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Da sempre ignorati se non addirittura traditi, sia dalla diplomazia internazionale e dai potentati economici. Sottomessi nelle azioni ma non nella dignità da un regime totalitario quale fu solo il nazismo. Decimati, come carne da macello, ogni volta che è stato possibile. <span id="more-1711"></span>Costretti a vivere da banditi, terroristi, sulla loro terra, portata via a forza. Questo il tragico destino dei palestinesi, destinati a morire nell&#8217;indifferenza generale ma ad ottenere le luci della ribalta quando usano i coltelli. <a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/666.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1713" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/666.jpg" alt="Intifada" width="276" height="182" /></a></p>
<p>I coltelli. Già!Un passo avanti nell&#8217;escaltion della violenza palestinese se pensiamo che la prima Intifada iniziò, e si caratterizzò come simbologia, con un lancio di pietre. Parafrasando il grande Albert Einstein che una voltà predisse <em>&#8220;Io non so come si combatterà la terza guerra mondiale, ma so che la quarta si combatterà con pietre e bastoni.&#8221;, </em>potremmo facilmente coniare  &#8220;<em>Non sappiamo come si combatterà la quarta intifada, ma sappiamo che la quinta non si combatterà perchè non ci saranno piu&#8217; palestinesi.&#8221;</em>Sarebbe quasi da ridere se non fosse tragicamente vero.</p>
<p>I coltelli palestinesi inorridiscono e fanno notizia piu&#8217; dei  circa 1.300 ipalestinesi feriti, intossicati e contusi nel corso delle recenti violenze in Cisgiordania e a Gerusalemme est. Secondo le cifre divulgate dalla <strong>Mezzaluna Rossa (Croce rossa)</strong>, i feriti da arma da fuoco sono finora 76. Hanno necessitato cure mediche 849 persone intossicate dai lacrimogeni e 344 colpite da proiettili rivestiti di gomma. Altri 20 palestinesi sono stati ricoverati dopo essere stati percossi.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/images1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1714" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/images1.jpg" alt="images" width="198" height="254" /></a></p>
<p>I coltelli palestinesi inorridiscono e fanno notizia piu&#8217; di un bambino bruciato vivo nella sua casa insieme alla madre. Furono coloni ebrei a dar fuoco a quella casa.</p>
<p>I coltelli palestinesi inorridiscono e fanno notizia piu&#8217; dell&#8217;<span id="singleBody"> uccisione di un bambino palestinese di 13 anni che viveva nel campo profughi di Aida, a Betlemme – che l’esercito israeliano ha detto di avere ucciso <em><strong>per errore.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/images51.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1715" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/images51.jpg" alt="images5" width="284" height="177" /></a></strong></em></span></p>
<p>I coltelli  palestinesi inorridiscono e fanno notizia piu&#8217; del<span id="singleBody">la sparatoria che ha causato la morte di un ragazzo di 18 anni a Gerusalemme, rincorso da alcuni coloni israeliani che hanno aizzato la polizia a sparargli, e l’uccisione da parte di un 19enne palestinese di due ebrei ultra-ortodossi a Gerusalemme.</span></p>
<p>I coltelli palestinesi inorridiscono e fanno notizia piu&#8217; della ragazza ferita e lasciata morire dissanguata al check point nell&#8217;indifferenza dei militari israeliani<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/third-intifada-palestine.gif"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1716" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/third-intifada-palestine-300x200.gif" alt="third-intifada-palestine" width="300" height="200" /></a></p>
<p>I coltelli palestinesi inorridiscono e fanno notizia piu&#8217; di 2.139 palestinesi uccisi, di cui 490 bambini, per un percentuale totale di morti tra i civili del 70% durante l&#8217;operazione<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Operazione_Margine_di_protezione" target="_blank"><strong> Margine Protettivo</strong></a>, durata 50 giorni nel 2014.</p>
<p>I coltelli palestinesi  inorridiscono e fanno notizia piu&#8217; dell&#8217;operazione <strong><a href="http://www.pensolibero.it/risoluzioni-onu-e-israele/" target="_blank">Cast lead</a> (</strong>Piombo fuso). Nel corso di 22 giorni di guerra vennero uccisi 1.391 palestinesi, di cui 759 civili: 344 bambini e 110 donne. Nove invece i morti da parte israeliana: tre civili e sei soldati.</p>
<p>I coltelli palestinesi inorridiscono e fanno notizia piu&#8217; delle bombe al fosforo bianco usate dall&#8217;esercito israeliano sulla popolazione palestinese a G aza, nel 2009. Quando il fosforo bianco entra in contatto con la pelle può continuare a bruciare anche in profondità, fino a raggiungere la massa muscolare e la spina dorsale.Tra le zone più colpite dal fosforo bianco vi furono  la sede dell&#8217;Unrwa, l&#8217;agenzia dell&#8217;Onu per i rifugiati a Gaza City, attaccata dalle forze israeliane il 15 gennaio. Sempre quel giorno, ordigni impregnati di fosforo bianco colpirono anche l&#8217;ospedale al-Quds di Gaza City, provocando un incendio che costrinse lo staff sanitario a evacuare i pazienti.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/fosforo.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1717" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/fosforo-300x177.jpg" alt="fosforo" width="300" height="177" /></a></p>
<p>I coltelli palestinesi inorridiscono e fanno notizia piu&#8217; dei 7 mila bambini palestinesi ,di età compresa tra i 12 e i 17 anni, che sono stati arrestati, negli ultimi 10 anni, e interrogati dall&#8217;esercito e dalla polizia israeliani in Cisgiordania.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/55279.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1718" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/55279-300x197.jpg" alt="55279" width="300" height="197" /></a></p>
<p>I coltelli palestinesi inorridiscono e fanno notizia piu&#8217; dei  maltrattamenti ai bambini palestinesi in carcere,  <strong>come la pratica di bendare e legare le mani con fascette di plastica, abusi fisici e verbali</strong>, l&#8217;uso di sistemi di detenzione dolorosi.</p>
<p>I coltelli palestinesi inorridiscono e fanno notizia piu&#8217; dell&#8217;uccisione di una madre palestinese, incinta di un secondo figlio, uccisa ad una stazione di autobus. Oppure di una <a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2014/07/17/gaza-bambini-uccisi-sulla-spiaggia-immagini-del-bombardamento/288948/" target="_blank">bomba sganciata da una nave </a>israeliana su 4 ragazzini che giocavano su una spiaggia a Gaza<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/images3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1719" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/images3.jpg" alt="images3" width="272" height="185" /></a></p>
<p>I coltelli palestinesi  inorridiscono e fanno notizia piu&#8217; dei diritti continuamente violati, dell&#8217;acqua sistematicamente razionata per i palestinesi e libera per i coloni israeliani, degli espopri di case e proprietà palestinesi per nuove colonie semite, dai permessi per circolare per andare al lavoro a quelli per pregare nei propri luoghi santi, alle restrizioni per accedere a cure mediche al di fuori della striscia di Gaza. Finanche alle leggi razziali che impediscono matrimoni tra palestinesi ed ebrei.</p>
<p>I coltelli palestinesi  inorridiscono e fanno notizia piu&#8217; delle <a href="http://www.pensolibero.it/risoluzioni-onu-e-israele/" target="_blank">73 risoluzioni ONU non rispettate da Israele.</a><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/images4.jpg"><img class="aligncenter wp-image-1720 size-full" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/images4.jpg" alt="images4" width="273" height="185" /></a></p>
<p>I coltelli palestinesi inorridiscono e fanno notizia piu&#8217; dei bambini palestinesi che crescono troppo in fretta, soprattutto i bambini nati nei campi profughi o che vivono  vicino agli insediamenti illegali. Quei bambini che non possono giocare, andare a scuola come i loro coetanei. Quei bambini che vengono imprigionati insieme ai loro cari e che non possono sognare un futuro. Sono loro che cantano a squarciagola i nomi di tutte le città della Palestina storica, anche quelle che ormai sono parte di un altro stato. Conosconola loro storia, seppur negata dal resto del mondo, e sanno bene che nessun confine imposto con la forza può distruggerla . Quei bambini di ieri sono i giovani che oggi scendono in piazza e lottano. <a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/thumb-img-141542676410.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1721" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/thumb-img-141542676410-300x169.jpg" alt="thumb-img-141542676410" width="300" height="169" /></a></p>
<p>E usano quei coltelli. Che oggi inorridiscono e fanno notizia piu&#8217; dei decenni di surprusi, delle migliaia di vittime, delle continue <span class="st">sovraricazioni </span>che hanno armato quelle mani.</p>
<p>di <a href="http://www.pensolibero.it/" target="_blank">Antonio Mattera</a></p>
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		<title>Risoluzioni ONU e Israele.</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2015 20:54:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[L'ululato]]></category>
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		<category><![CDATA[Onu]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Oramai è appurato che, in questo mondo, leggi e regole non sono uguali per tutti. Che siano persone o nazioni non fa differenza. Israele è uno di quei paesi per il quale vale questo discorso. L&#8217;arroganza del governo sionista, forte dell&#8217;ignavia di molte nazioni occidentali e degli interessi economici che gli ebrei hanno sempre saputo &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2015/10/13/risoluzioni-onu-e-israele/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Risoluzioni ONU e Israele.</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Oramai è appurato che, in questo mondo, leggi e regole non sono uguali per tutti. Che siano persone o nazioni non fa differenza. Israele è uno di quei paesi per il quale vale questo discorso. <span id="more-1660"></span>L&#8217;arroganza del governo sionista, forte dell&#8217;ignavia di molte nazioni occidentali e degli interessi economici che gli ebrei hanno sempre saputo curare, fanno sì che nel corso degli anni questo stato, senza storia e senza lode, si sia fatto beffa delle risoluzioni dell&#8217;ONU. Organismo che, una volta di piu&#8217;, appare in tutta la sua inutilità, inadeguatezza, debolezza.</p>
<figure id="attachment_1664" style="width: 474px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/Concezione-di-democrazia-in-Israele.jpg"><img class="wp-image-1664 size-large" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/Concezione-di-democrazia-in-Israele-724x1024.jpg" alt="Concezione di democrazia in Israele" width="474" height="670" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Concezione di democrazia in Israele</figcaption></figure>
<p>Elenco delle <strong>73 risoluzioni</strong> che il Consiglio di sicurezza dell&#8217;Onu ha approvato dal <strong>1951 fino ad oggi</strong> e che Israele non ha mai rispettato.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/4271523567.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1662" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/4271523567.jpg" alt="4271523567" width="295" height="295" /></a></p>
<p><em><strong>1) RISOLUZIONE ONU N. 93 (18 MAGGIO 1951)</strong></em></p>
<p>Il CS decide che ai civili arabi che sono stati trasferiti dalla zona smilitarizzata dal governo di Israele deve essere consentito di tornare immediatamente nelle loro case e che la Mixed Armistice Commission deve supervisionare il loro ritorno e la loro reintegrazione nelle modalita&#8217; decise dalla Commissione stessa.</p>
<p><em><strong>2) RISOLUZIONE ONU N. 101 (24 NOVEMBRE 1953)</strong></em></p>
<p>Il CS ritiene che l&#8217;azione delle forze armate israeliane a Qibya del 14-15 ottobre 1953 e tutte le azioni simili costituiscano una violazione del cessate-il-fuoco (risoluzione 54 del Consiglio di Sicurezza dell&#8217;ONU) esprime la più forte censura per questa azione, che può pregiudicare le possibilità di soluzione pacifica; chiama Israele a prendere misure effettive per prevenire tali azioni.</p>
<p><em><strong>3) RISOLUZIONE ONU N. 106 (29 MARZO 1955)</strong></em></p>
<p>Il CS osserva che un attacco premeditato e pianificato ordinato dalle autorità israeliane e&#8217; stato commesso dalle forze armate israeliane contro le forze armate egiziane nella Striscia di Gaza il 28 febbraio 1955 e condanna questo attacco come una violazione del cessate-il-fuoco disposto dal Consiglio di Sicurezza dell&#8217;ONU.</p>
<p><em><strong>4) RISOLUZIONE ONU N. 111 (19 GENNAIO 1956)</strong></em></p>
<p>Il CS ricorda al governo israeliano che il Consiglio ha già condannato le azioni militari che hanno rotto i Trattati dell&#8217;Armistizio Generale e ha chiamato Israele a prendere misure effettive per prevenire simili azioni; condanna l&#8217;attacco dell&#8217;11 dicembre 1955 sul territorio siriano come una flagrante violazione dei provvedimenti di cessate-il-fuoco della risoluzione 54 (1948) e degli obblighi di Israele rispetto alla Carta delle Nazioni Unite; esprime grave preoccupazione per il venire meno ai propri obblighi da parte del governo israeliano.</p>
<p><em><strong>5) RISOLUZIONE ONU N. 127 (22 GENNAIO 1958)</strong></em></p>
<p>Il CS raccomanda ad Israele di sospendere la &#8220;zona di nessuno&#8221; a Gerusalemme</p>
<p><em><strong>6) RISOLUZIONE ONU N. 162 (11 APRILE 1961)</strong></em></p>
<p>Il CS chiede urgentemente ad Israele di rispettare le decisioni delle Nazioni Unite.</p>
<p><em><strong>7) RISOLUZIONE ONU N. 171 (9 APRILE 1962)</strong></em></p>
<p>Il CS riscontra le flagranti violazioni operate da Israele nel suo attacco alla Siria.</p>
<p><em><strong>8) RISOLUZIONE ONU N. 228 (25 NOVEMBRE 1966)</strong></em></p>
<p>Il CS censura Israele per il suo attacco a Samu, in Cisgiordania, sotto il controllo giordano.</p>
<p><em><strong>9) RISOLUZIONE ONU N. 237 (14 GIUGNO 1967)</strong></em></p>
<p>Il CS chiede urgentemente a Israele di consentire il ritorno dei nuovi profughi palestinesi del 1967.</p>
<p><em><strong>10) RISOLUZIONE  ONU N. 248 (24 MARZO 1968)</strong></em></p>
<p>Il CS condanna Israele per il suo attacco massiccio contro Karameh, in Giordania.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/Anti_Semit_ita.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1663" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/Anti_Semit_ita-300x278.png" alt="Anti_Semit_ita" width="300" height="278" /></a></p>
<p><em><strong>11) RISOLUZIONE  ONU N. 250 (27 APRILE 1968)</strong></em></p>
<p>Il CS ingiunge a Israele di astenersi dal tenere una parata militare a Gerusalemme.</p>
<p><em><strong>12) RISOLUZIONE ONU N. 251 (2 MAGGIO 1968)</strong></em></p>
<p>Il CS deplora profondamente la parata militare israeliana a Gerusalemme, in spregio alla risoluzione 250.</p>
<p><em><strong>13) RISOLUZIONE ONU N. 252 (21 MAGGIO 1968)</strong></em></p>
<p>Il CS dichiara non valido l&#8217;atto di Israele di unificazione di Gerusalemme come capitale ebraica.</p>
<p><em><strong>14) RISOLUZIONEONU   N. 256 (16 AGOSTO 1968)</strong></em></p>
<p>Il CS condanna gli attacchi israeliani contro la Giordania come flagranti violazioni.</p>
<p><em><strong>15) RISOLUZIONE  ONU N. 259 (27 SETTEMBRE 1968)</strong></em></p>
<p>Il CS deplora il rifiuto israeliano di accettare una missione dell&#8217;ONU che verifichi lo stato di occupazione.</p>
<p><em><strong>16) RISOLUZIONE  ONU N. 262 (31 DICEMBRE 1968)</strong></em></p>
<p>Il CS condanna Israele per l&#8217;attacco all&#8217;aeroporto di Beirut.</p>
<p><em><strong>17) RISOLUZIONE  ONU N. 265 (1 APRILE 1969)</strong></em></p>
<p>Il CS condanna Israele per gli attacchi aerei su Salt in Giordania.</p>
<p><em><strong>18) RISOLUZIONE  ONU N. 267 (3 LUGLIO 1969)</strong></em></p>
<p>Il CS censura Israele per gli atti amministrativi tesi a cambiare lo status di Gerusalemme.</p>
<p><em><strong>19) RISOLUZIONE ONU  N. 270 (26 AGOSTO 1969)</strong></em></p>
<p>Il CS condanna Israele per gli attacchi aerei sui villaggi del Sud del Libano.</p>
<p><em><strong>20) RISOLUZIONE ONU N. 271 (15 SETTEMBRE 1969)</strong></em></p>
<p>Il CS condanna Israele per non aver obbedito alle risoluzioni dell&#8217;ONU su Gerusalemme.</p>
<figure id="attachment_1664" style="width: 474px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/Concezione-di-democrazia-in-Israele.jpg"><img class="wp-image-1664 size-large" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/Concezione-di-democrazia-in-Israele-724x1024.jpg" alt="Concezione di democrazia in Israele" width="474" height="670" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Concezione di democrazia in Israele</figcaption></figure>
<p><em><strong>21) RISOLUZIONE ONU  N. 279 (12 MAGGIO 1969)</strong></em></p>
<p>Il CS chiede il ritiro delle forze israeliane dal Libano.</p>
<p><em><strong>22) RISOLUZIONE  ONU N. 280 (19 MAGGIO 1969)</strong></em></p>
<p>Il CS condanna gli attacchi israeliani contro il Libano.</p>
<p><em><strong>23) RISOLUZIONE ONU  N. 285 (5 SETTEMBRE 1970)</strong></em></p>
<p>Il Cs chiede l&#8217;immediato ritiro israeliano dal Libano.</p>
<p><em><strong>24) RISOLUZIONE ONU  N. 298 (25 SETTEMBRE 1971)</strong></em></p>
<p>Il CS deplora che Israele abbia cambiato lo status di Gerusalemme.</p>
<p><em><strong>25) RISOLUZIONE ONU N. 313 (28 FEBBRAIO 1972)</strong></em></p>
<p>Il CS chiede che Israele ponga fine agli attacchi contro il Libano.</p>
<p><em><strong>26) RISOLUZIONE ONU N. 316 (26 GIUGNO 1972)</strong></em></p>
<p>Il CS condanna Israele per i ripetuti attacchi sul Libano.</p>
<p><em><strong>27) RISOLUZIONE ONU N. 317 (21 LUGLIO 1972)</strong></em></p>
<p>Il CS deplora il rifiuto di Israele di rilasciare gli Arabi rapiti in Libano</p>
<p><em><strong>28) RISOLUZIONE ONU N. 332 (21 APRILE 1973)</strong></em></p>
<p>Il CS condanna i ripetuti attacchi israeliani contro il Libano.</p>
<p><em><strong>29) RISOLUZIONE  ONU N. 337 (15 AGOSTO 1973)</strong></em></p>
<p>Il CS condanna Israele per aver violato la sovranità del Libano.</p>
<p><em><strong>30) RISOLUZIONE ONU N. 347 (24 APRILE 1974)</strong></em></p>
<p>Il CS condanna gli attacchi israeliani sul Libano.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/gaza_carrtoons.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1665" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/gaza_carrtoons-300x172.jpg" alt="gaza_carrtoons" width="300" height="172" /></a></p>
<p><em><strong>31) RISOLUZIONE ONU  N. 425 (19 MARZO 1978)</strong></em></p>
<p>Il CS ingiunge a Israele di ritirare le sue forze dal Libano.</p>
<p><em><strong>32) RISOLUZIONE  ONU N. 427 (3 MAGGIO 1979)</strong></em></p>
<p>Il CS chiama Israele al completo ritiro delle proprie forze dal Libano.</p>
<p><em><strong>33) RISOLUZIONE  ONU N. 444 (19 GENNAIO 1979)</strong></em></p>
<p>Il CS deplora la mancanza di cooperazione di Israele con il contingente di peacekeeping dell&#8217;ONU.</p>
<p><em><strong>34) RISOLUZIONE ONU  N. 446 (22 MARZO 1979)</strong></em></p>
<p>Il CS determina che gli insediamenti israeliani sono un grave ostacolo alla pace e chiama Israele al rispetto della Quarta Convenzione di Ginevra.</p>
<p><em><strong>35) RISOLUZIONE ONU  N. 450 (14 GIUGNO 1979)</strong></em></p>
<p>Il CS ingiunge a Israele di porre fine agli attacchi contro il Libano.</p>
<p><em><strong>36) RISOLUZIONE ONU N. 452 (20 LUGLIO 1979)</strong></em></p>
<p>Il CS ingiunge a Israele di smettere di costruire insediamenti nei territori occupati.</p>
<p><em><strong>37) RISOLUZIONE ONU N. 465 (1 MARZO 1980)</strong></em></p>
<p>Il CS deplora gli insediamenti israeliani e chiede a tutti gli stati membri di non sostenere il programma di insediamenti di Israele.</p>
<p><em><strong>38) RISOLUZIONE  ONU N. 467 (24 APRILE 1980)</strong></em></p>
<p>Il CS deplora con forza l&#8217;intervento militare israeliano in Libano.</p>
<p><em><strong>39) RISOLUZIONE  ONU N. 468 (8 MAGGIO 1980)</strong></em></p>
<p>Il CS ingiunge a Israele di annullare le espulsioni illegali di due sindaci e un giudice palestinesi, e di facilitare il loro ritorno.</p>
<p><em><strong>40) RISOLUZIONE ONU N. 469 (20 MAGGIO 1980)</strong></em></p>
<p>Il CS deplora con forza la non osservanza da parte di Israele dell&#8217;ordine di non deportare Palestinesi.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/images.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1666" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/images.jpg" alt="images" width="228" height="221" /></a></p>
<p><em><strong>41) RISOLUZIONE ONU N. 471 (5 GIUGNO 1980)</strong></em></p>
<p>Il CS esprime grave preoccupazione per il non rispetto da parte di Israele della Quarta Convenzione di Ginevra.</p>
<p><em><strong>42) RISOLUZIONE  ONU N. 476 (30 GIUGNO 1980)</strong></em></p>
<p>Il CS ribadisce che le rivendicazioni israeliane su Gerusalemme sono nulle.</p>
<p><em><strong>43) RISOLUZIONE ONU  N. 478 (20 AGOSTO 1980)</strong></em></p>
<p>Il CS censura con la massima forza Israele per le rivendicazioni su Gerusalemme contenute nella sua &#8220;Legge Fondamentale&#8221;.</p>
<p><em><strong>44) RISOLUZIONE  ONU N. 484 (19 DICEMBRE 1980)</strong></em></p>
<p>Il CS formula l&#8217;imperativo che Israele riammetta i due sindaci palestinesi deportati.</p>
<p><em><strong>45) RISOLUZIONE ONU N. 487 (19 GIUGNO 1981)</strong></em></p>
<p>Il CS condanna con forza Israele per l&#8217;attacco alle strutture nucleari dell Iraq.</p>
<p><em><strong>46) RISOLUZIONE  ONU N. 497 (17 DICEMBRE 1981)</strong></em></p>
<p>Il CS dichiara nulla l&#8217;annessione israeliana delle Alture del Golan e chiede ad Israele di annullare immediatamente la propria decisione.</p>
<p><em><strong>47) RISOLUZIONE ONU  N. 498 (18 DICEMBRE 1981)</strong></em></p>
<p>Il CS ingiunge a Israele di ritirarsi dal Libano.</p>
<p><em><strong>48) RISOLUZIONE ONU N. 501 (25 FEBBRAIO 1982)</strong></em></p>
<p>Il CS ingiunge a Israele di interrompere gli attacchi contro il Libano e di ritirare le sue truppe.</p>
<p><em><strong>49) RISOLUZIONE ONU N. 509 (6 GIUGNO 1982)</strong></em></p>
<p>Il CS chiede che Israele ritiri immediatamente e incondizionatamente le sue forze dal Libano.</p>
<p><em><strong>50) RISOLUZIONE ONU  N. 515 (19 GIUGNO 1982)</strong></em></p>
<p>Il CS chiede che Israele tolga l&#8217;assedio a Beirut e consenta l&#8217;entrata di rifornimenti alimentari.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/images5.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1667" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/images5.jpg" alt="images5" width="281" height="180" /></a></p>
<p><em><strong>51) RISOLUZIONE ONU N. 517 (4 AGOSTO 1982)</strong></em></p>
<p>Il CS censura Israele per non aver ubbidito alle risoluzioni dell&#8217;ONU e chiede ad Israele di ritirare le sue forze dal Libano.</p>
<p><em><strong>52) RISOLUZIONE ONU N. 518 (12 AGOSTO 1982)</strong></em></p>
<p>Il CS chiede ad Israele piena cooperazione con le forze dell&#8217;ONU in Libano.</p>
<p><em><strong>53) RISOLUZIONE ONU  N. 520 (17 SETTEMBRE 1982)</strong></em></p>
<p>Il CS condanna l&#8217;attacco israeliano a Beirut Ovest.</p>
<p><em><strong>54) RISOLUZIONE ONU  N. 573 (4 OTTOBRE 1985)</strong></em></p>
<figure id="attachment_1668" style="width: 300px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/Larticolo-su-Vittorio-Arrigoni-assalito-da-militari-israeliani.jpg"><img class="wp-image-1668 size-medium" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/Larticolo-su-Vittorio-Arrigoni-assalito-da-militari-israeliani-300x154.jpg" alt="L'articolo su Vittorio Arrigoni assalito da militari israeliani" width="300" height="154" /></a><figcaption class="wp-caption-text">L&#8217;articolo su Vittorio Arrigoni assalito da militari israeliani</figcaption></figure>
<p>Il Cs condanna vigorosamente Israele per i bombardamenti su Tunisi durante l attacco al quartier generale dell&#8217;OLP.</p>
<p><em><strong>55) RISOLUZIONE ONU N. 587 (23 SETTEMBRE 1986)</strong></em></p>
<p>Il CS ricorda le precedenti richieste affinché Israele ritirasse le sue forze dal Libano e chiede con urgenza a tutte le parti di ritirarsi.</p>
<p><em><strong>56) RISOLUZIONE ONU N. 592 (8 DICEMBRE 1986)</strong></em></p>
<p>Il CS deplora con forza l&#8217;uccisione di studenti palestinesi dell&#8217;Università&#8217; di Birzeit ad opera delle truppe israeliane.</p>
<p><em><strong>57) RISOLUZIONE ONU N. 605 (22 DICEMBRE 1987)</strong></em></p>
<p>Il CS deplora con forza le politiche e le pratiche israeliane che negano i diritti umani dei Palestinesi.</p>
<p><em><strong>58) RISOLUZIONE ONU N. 607 (5 GENNAIO 1988)</strong></em></p>
<p>Il CS ingiunge a Israele di non deportare i Palestinesi e gli chiede con forza di rispettare la Quarta Convenzione di Ginevra.</p>
<p><em><strong>59) RISOLUZIONE ONU N. 608 (14 GENNAIO 1988)</strong></em></p>
<p>Il CS si rammarica profondamente che Israele abbia sfidato l&#8217;ONU e deportato civili palestinesi.</p>
<p><em><strong>60) RISOLUZIONE ONU N. 636 (14 GIUGNO 1989)</strong></em></p>
<p>Il CS si rammarica profondamente della deportazione di civili palestinesi da parte di Israele.</p>
<p><em><strong>61) RISOLUZIONE ONU N. 641 (30 AGOSTO 1989)</strong></em></p>
<p>Il CS deplora che Israele continui nelle deportazioni di Palestinesi.</p>
<p><em><strong>62) RISOLUZIONE ONU N. 672 (12 OTTOBRE 1990)</strong></em></p>
<p>Il CS condanna Israele per violenza contro i Palestinesi a Haram al-Sharif/Tempio della Montagna.</p>
<p><em><strong>63) RISOLUZIONE ONU N. 673 (24 OTTOBRE 1990)</strong></em></p>
<p>Il CS deplora il rifiuto israeliano di cooperare con l&#8217;Onu.</p>
<p><strong><em>64) RISOLUZIONE ONU N. 681 (20 DICEMBRE 1990)</em></strong></p>
<p>Il CS deplora che Israele abbia ripreso le deportazioni di Palestinesi.</p>
<p><em><strong>65) RISOLUZIONE ONU N. 694 (24 MAGGIO 1991)</strong></em></p>
<p>Il CS deplora la deportazione di Palestinesi ad opera di Israele e ingiunge ad Israele di assicurare loro un sicuro e immediato ritorno.</p>
<p><em><strong>66) RISOLUZIONE ONU N. 726 (6 GENNAIO 1992)</strong></em></p>
<p>Il CS condanna con forza la deportazione di Palestinesi ad opera di Israele.</p>
<p><em><strong>67) RISOLUZIONE ONU N. 799 (18 DICEMBRE 1992)</strong></em></p>
<p>Il CS condanna con forza la deportazione di 413 Palestinesi da parte di Israele e chiede il loro immediato ritorno.</p>
<p><em><strong>68) RISOLUZIONE ONU N. 904 (18 MARZO 1994)</strong></em></p>
<p>Il CS: sconcertato dallo spaventoso massacro commesso contro fedeli palestinesi nella Moschea Ibrahim di Hebron il 25 febbraio 1994, durante il Ramadan; gravemente preoccupato dai conseguenti incidenti nei territori palestinesi occupati come risultato del massacro, che evidenzia la necessità di assicurare protezione e sicurezza al popolo palestinese; prendendo atto della condanna di questo massacro da parte della comunità internazionale; riaffermando le importanti risoluzioni sulla applicabilità della Quarta Convenzione di Ginevra ai territori occupati da Israele nel giugno 1967, compresa Gerusalemme, e le conseguenti responsabilità israeliane. Condanna con forza il massacro di Hebron e le sue conseguenze, che hanno causato la morte di oltre 50 civili palestinesi e il ferimento di altre centinaia e ingiunge ad Israele, la potenza occupante, di applicare misure che prevengano atti illegali di violenza da parte di coloni israeliani, come tra gli altri la confisca delle armi.</p>
<p><em><strong>69) RISOLUZIONE ONU N. 1402 (30 MARZO 2002)</strong></em></p>
<p>Il CS alle truppe israeliane di ritirarsi dalle città palestinesi, compresa Ramallah.</p>
<p><em><strong>70) RISOLUZIONE ONU N. 1403 (4 APRILE 2002)</strong></em></p>
<p>Il CS chiede che la risoluzione 1402 (2002) sia applicata senza ulteriori ritardi.</p>
<figure id="attachment_1669" style="width: 300px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/netanyahu.jpg"><img class="size-medium wp-image-1669" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/netanyahu-300x203.jpg" alt="BENJAMIN NETANYAHU" width="300" height="203" /></a><figcaption class="wp-caption-text">BENJAMIN NETANYAHU</figcaption></figure>
<p><em><strong>72) RISOLUZIONE ONU N. 1405 (19 APRILE 2002)</strong></em></p>
<p>Il CS chiede che siano tolte le restrizioni imposte, soprattutto a Jenin, alle operazioni delle organizzazioni umanitarie, compreso il Comitato Internazionale della Croce Rossa e l&#8217;Agenzia dell&#8217;ONU per l&#8217;Assistenza e il Lavoro per i Profughi Palestinesi in Medio Oriente (Unrwa).</p>
<p><em><strong>73) RISOLUZIONE ONU N. 1435 (24 SETTEMBRE 2002)</strong></em></p>
<p>Il CS chiede che Israele ponga immediatamente fine alle misure prese nella città di Ramallah e nei dintorni, che comprendono la distruzione delle infrastrutture civili e di sicurezza palestinesi; chiede anche il rapido ritiro delle forze di occupazione israeliane dalle città palestinesi e il loro ritorno alle posizioni tenute prima di settembre 2000.</p>
<p>La legge non è uguale per tutti. Per Israele ancora di meno. Le regole non sempre sono rispettate. Israele riconosce e applica solo le sue.Israele nasce dagli orrori del nazismo. E del nazismo si è cibata, diventandone il simulacro.</p>
<p>di <a href="http://www.pensolibero.it/" target="_blank">Antonio Mattera</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Una nuova intifada!</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Oct 2015 19:49:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Intifada]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
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		<category><![CDATA[Palestina]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Tutti i telegiornali oggi hanno dato ampio risalto all&#8217;accoltellamento di due israeliani da parte di giovani palestinesi appartenenti ad Hamas. La stessa Hamas avrebbe inneggiato ad una nuova Intifada. Facile capire da quale parte si sono schierati i media. Come sempre d&#8217;altronde. E facile capire chi in realtà soffia su questo fuoco nascosto. La storia &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2015/10/10/una-nuova-intifada/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Una nuova intifada!</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti i telegiornali oggi hanno dato ampio risalto all&#8217;accoltellamento di due israeliani da parte di giovani palestinesi appartenenti ad Hamas. La stessa Hamas avrebbe inneggiato ad una nuova Intifada. <span id="more-1645"></span>Facile capire da quale parte si sono schierati i media. Come sempre d&#8217;altronde. E facile capire chi in realtà soffia su questo fuoco nascosto. La storia è ciclica, così come i massacri sul popolo palestinese, debitamente programmati a scadenze fisse. Piu che un controllo sulle nascite, un accurato controllo delle morti, per arrivare allo stesso risultato:genocidio!</p>
<figure id="attachment_1649" style="width: 275px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/Pericoloso-terrorista-palestinese-armato-fino-ai-denti.jpg"><img class="size-full wp-image-1649" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/Pericoloso-terrorista-palestinese-armato-fino-ai-denti.jpg" alt="Pericoloso terrorista palestinese armato fino ai denti" width="275" height="183" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Pericoloso terrorista palestinese armato fino ai denti</figcaption></figure>
<p>Senza voler tornare  tanto indietro nel tempo e ai piu di duemila morti (800 bambini) dell&#8217;agosto 2014, quando <a href="http://www.repubblica.it/esteri/2015/06/22/news/onu_contro_israele_a_gaza_crimini_di_guerra_tel_aviv_ossessione_verso_di_noi_-117435493/" target="_blank">Gaza</a> si trasformò in una trappola mortale,  voglio semplicemente illustrarvi alcuni passaggi fondamentali per arrivare a questa nuova <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Intifada" target="_blank">intifada</a></strong>, forzatamente voluta dalla nazione sion(az)ista.</p>
<p>1) maggio 2015: nuove terre vengono <a href="http://nena-news.it/cisgiordania-la-macchina-coloniale-israeliana-ormai-corre-senza-pilota/" target="_blank">confiscate</a> ai palestinesi per la costruzione di nuove colonie israeliane</p>
<p>2) luglio 2015, gruppi di estremisti sionisti, aiutati dalla polizia israeliana <a href="http://www.repubblica.it/esteri/2015/07/26/news/gerusalemme_polizia_israeliana_entra_nella_moschea_di_al-aqsa_scontri_nel_luogo_sacro_dell_islam-119833359/" target="_blank">assaltano i palestinesi</a> alla moschea di Al Aqsa, luogo sacro dell&#8217;Islam</p>
<figure id="attachment_1646" style="width: 275px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/truppe-sioniste-alla-moschea-Al-Aqsa.jpg"><img class="size-full wp-image-1646" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/truppe-sioniste-alla-moschea-Al-Aqsa.jpg" alt="truppe sioniste alla moschea Al Aqsa" width="275" height="183" /></a><figcaption class="wp-caption-text">truppe sioniste alla moschea Al Aqsa</figcaption></figure>
<p>3) agosto 2015: bambino <a href="http://www.huffingtonpost.it/2015/07/31/bambino-palestinese-bruciato-vivo_n_7909376.html" target="_blank">bruciato vivo </a>nella sua casa  da estremisti sionisti</p>
<figure id="attachment_1647" style="width: 278px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/Il-bambino-palestinese-bruciato-vivo-in-casa-sua.jpg"><img class="size-full wp-image-1647" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/Il-bambino-palestinese-bruciato-vivo-in-casa-sua.jpg" alt="Il bambino palestinese bruciato vivo in casa sua" width="278" height="181" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Il bambino palestinese bruciato vivo in casa sua</figcaption></figure>
<p>4) agosto 2015: ragazzo palestinese <a href="http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/gaza-giovane-palestinese-ucciso-soldati-israeliani-confine-b08b55b9-3910-4402-8e5e-c7b668c6279d.html" target="_blank">ucciso dalle forze</a> di polizia israeliane.</p>
<p>5) settembre 2015: ragazzo 13enne ucciso dalle forze armate israeliane</p>
<p>6) settembre 2015: ragazza 18enne palestinese <a href="http://www.corriere.it/foto-gallery/esteri/15_settembre_23/cisgiordania-18enne-palestinese-uccisa-checkpoint-voleva-pugnalare-soldato-a83998a6-61c3-11e5-a22c-898dd609436f.shtml" target="_blank">ferita </a>al posto di blocco di Hebron e lasciata morire a terra senza cure<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/index.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1648" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/index.jpg" alt="index" width="275" height="183" /></a></p>
<p>7) ottobre 2015: una decina di palestinesi<a href="http://www.corriere.it/esteri/15_ottobre_09/hamas-lancia-l-intifada-liberare-gerusalemme-be8414f6-6e7f-11e5-aad2-b4771ca274f3.shtml?refresh_ce-cp" target="_blank"> uccisi t</a>ra Gaza ed Hebron</p>
<p>8) ottobre 2015: una giovane donna, madre un bambino e in attesa di un altro, viene <a href="http://www.infopal.it/vergogna-israele-unaltra-giovane-e-innocente-vittima/" target="_blank">uccisa </a> dalle forze di polizia sion(az)ista nonostante le mani alzate in segno di resa e la supplica ad non essere uccisa. Qui il <a href="https://www.youtube.com/watch?v=Ho8nbfWpTRk" target="_blank">video</a></p>
<figure id="attachment_1650" style="width: 259px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/truppe-dassalto-palestinesi-attaccano-cingolato-israeliano.jpg"><img class="size-full wp-image-1650" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/truppe-dassalto-palestinesi-attaccano-cingolato-israeliano.jpg" alt="truppe d'assalto palestinesi attaccano cingolato israeliano" width="259" height="194" /></a><figcaption class="wp-caption-text">truppe d&#8217;assalto palestinesi attaccano cingolato israeliano</figcaption></figure>
<p>Potrei aggiungere altri esempi, ma, personalmente, mi basta così, abbastanza da vomitare di fronte alla violenza gratuita elargita a piu&#8217; non posso da un popolo senza storia e all&#8217;ipocrisia di un mondo senza occhi per vedere.</p>
<p>Chiamiamola pure Intifada o come vogliamo. Io credo che l&#8217;unica parola che non esista, in quella terra, è giustizia. Per un popolo,quello palestinese, oppresso, ,massacrato, privato di ogni diritto. Da un altro popolo, quello israeliano, che ha imparato sin troppo bene la lezione dalla sua storia, superando il maestro.</p>
<p>Se vuoi saperne di piu&#8217; <a href="http://www.pensolibero.it/palestina-una-terra-due-popoli-possibile/" target="_blank">:http://www.pensolibero.it/palestina-una-terra-due-popoli-possibile/</a></p>
<p><a href="http://www.pensolibero.it/se-si-viola-la-santita-di-una-moschea/" target="_blank">http://www.pensolibero.it/se-si-viola-la-santita-di-una-moschea/</a></p>
<p><a href="http://www.pensolibero.it/sionazisti-una-volta-nazisti-per-sempre/" target="_blank">http://www.pensolibero.it/sionazisti-una-volta-nazisti-per-sempre/</a></p>
<p><a href="http://www.pensolibero.it/ilan-pappe-la-pulizia-etnica-della-palestina/" target="_blank">http://www.pensolibero.it/ilan-pappe-la-pulizia-etnica-della-palestina/</a></p>
<p><a href="http://www.pensolibero.it/la-storia-di-israele/" target="_blank">http://www.pensolibero.it/la-storia-di-israele/</a></p>
<p>di <a href="http://www.pensolibero.it/" target="_blank">Antonio Mattera</a></p>
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		<title>16-19 settembre 1982 : il massacro di Sabra e Chatila</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2015 21:25:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[La Storia dimenticata]]></category>
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		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
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		<category><![CDATA[sionismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pensolibero.it/?p=1458</guid>
		<description><![CDATA[<p>tratto da http://nuke.alkemia.com/MedioOriente/LastoriadiSabraeChatila/tabid/756/Default.aspx Alle 5 di sera di giovedì 16 settembre, i miliziani libanesi penetrano nei campi di Sabra e Chatila ed iniziano la mattanza. Dopo la prima “eliminazione mirata” effettuata dal corpo speciale israeliano, sui camion militari dell’esercito israeliano vengono trasportati i miliziani della seconda ondata di assassini, composta dai libanesi dell’Esercito del Sud &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2015/09/17/16-19-settembre-1982-il-massacro-di-sabra-e-chatila/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">16-19 settembre 1982 : il massacro di Sabra e Chatila</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it/2015/09/17/16-19-settembre-1982-il-massacro-di-sabra-e-chatila/">16-19 settembre 1982 : il massacro di Sabra e Chatila</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it">PensoLibero.it</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>tratto da <a href="http://nuke.alkemia.com/MedioOriente/LastoriadiSabraeChatila/tabid/756/Default.aspx" target="_blank">http://nuke.alkemia.com/MedioOriente/LastoriadiSabraeChatila/tabid/756/Default.aspx</a></p>
<p><span class="DNNAligncenter"><strong><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Alle 5 di sera di giovedì 16 settembre, i miliziani libanesi penetrano nei campi di Sabra e Chatila ed iniziano la mattanza.</span></strong><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Dopo la prima “eliminazione mirata” effettuata dal corpo speciale israeliano, sui camion militari dell’esercito israeliano vengono trasportati i miliziani della <strong>seconda ondata di assassini, composta dai libanesi dell’Esercito del Sud del Libano. </strong></span></span><span id="more-1458"></span></p>
<p><span class="DNNAligncenter"><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Solo dopo il ritorno di questa squadra, nei vicoli e tra le case di Sabra e Chatila, per completare il massacro, scendono in campo gli <strong>assassini di Elias Hobeika, responsabile dei servizi speciali libanesi. Saranno essi a compiere le maggiori atrocità.</strong></span><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><strong>Il massacro è quindi il risultato dell’alleanza tra Israele ed i Falangisti libanesi.</strong> Alleanza dimostrata dal fatto che, nella notte tra giovedì e venerdì, la <strong>BBC </strong>diede la notizia che la tv israeliana aveva diffuso la voce che truppe falangiste avrebbero compiuto “epurazioni” nei campi palestinesi. Il quotidiano di Tel Aviv <strong>“Haaretz” </strong>scriveva che il ministro della Difesa aveva informato il Governo della sua decisione di autorizzare l’ingresso delle Falangi libanesi nei due campi.<strong> L‘esercito israeliano fornì ai suoi alleati tutto il supporto necessario, dai bulldozer, alle mappe, ai fari degli elicotteri che illuminavano a giorno i campi. </strong></span><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;">La caccia cominciò quindi nella notte tra il <strong>16 ed il 17 settembre.</strong> Palestinesi, siriani, libanesi subirono lo stesso destino. Cumuli di carte d’identità libanesi accanto alle vittime fanno capire l’inutile tentativo di riuscire a sfuggire  alla morte. I soldati all’interno dei campi iniziarono subito le esecuzioni di massa ed ebbero 36 ore di tempo per trucidare bambini, donne ed anziani.</span><br />
<em><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">All’inizio il massacro compiuto dai miliziani libanesi avviene nel silenzio, usando coltelli, accette,pugnali. Sventrando, sgozzando, decapitando, violentando i corpi vivi delle vittime. </span><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Paralizzata dalla paura la gente dei campi resta chiusa in casa, nascondendosi. </span></em><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><em>Dopo i primi spari, il massacro prosegue ancora più feroce. Nelle vie del campo, distrutto dagli esplosivi, si accumulano i corpi dei bambini sgozzati o impalati, aggrovigliati ai ventri delle madri. Teste e gambe e braccia tagliate con l’accetta, cadaveri fatti a pezzi. Corpi di donne impudicamente discinte per le ripetute violenze e poi decapitate. Uomini abbattuti e poi castrati. File di uomini fucilati. Cumuli di cadaveri ammassati in discariche o in fosse comuni.</em> <em>Camion carichi di cadaveri e camion di uomini in procinto di divenire cadaveri. Il rastrellamento avviene casa per casa perché nessuno possa sfuggire. Il tutto sotto l’occhio vigile dei soldati e ufficiali israeliani che dall’alto della terrazza dell’ambasciata del Kuwait seguono, con i binocoli, le violenze disumane che non ebrei stanno compiendo su altri non ebrei. </em></span><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Dal Gaza Hospital vengono fatti evacuare i medici ed il personale straniero.</span><br />
</span><span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><strong>Venerdì 17 settembre </strong>la notizia del massacro comincia a circolare e sconvolge il mondo intero.  <strong>Giunge la condanna internazionale. </strong>Le Forze Libanesi ora hanno fretta, devono finire il lavoro commissionato dai vertici israeliani, per cui sparano su tutto ciò che si muove. Altri reparti rastrellano i quartieri di Sabra e di Fakhani, ammassando centinaia di prigionieri. Molti di questi ostaggi sono spariti nel nulla, solo più tardi vengono trovati nelle fosse comuni. </span><br />
<!--more--><!--more--></p>
<p><span class="DNNAligncenter"> <span style="font-family: Verdana; font-size: small;">All’alba di <strong>sabato 18 settembre</strong> i miliziani falangisti si ritirano, lasciando dietro di sé un numero imprecisato di morti.</span><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Quando i giornalisti stranieri e la Croce Rossa  entrarono nei campi il giorno dopo, provarono solo orrore. Sembrava di vivere in un incubo: donne che urlavano sui corpi dei loro cari, che vagavano tra i vicoli, bambini che piangevano in mezzo ai corpi mutilati, corpi che cominciavano a gonfiarsi sotto il sole. Molti di loro piansero, altri, semplicemente vomitarono.</span><br />
<strong><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Il numero totale delle vittime assassinate e di quelle scomparse nel nulla è di circa 3.000. </span></strong><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Secondo i testimoni il massacro è stato compiuto da 1.500 uomini che parlavano il dialetto di Beirut ed indossavano le uniformi delle Forze Libanesi.</span><br />
</span></p>
<div align="center"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><br />
</span></div>
<p><span id="dnn_ctr3219_ContentPane" class="DNNAligncenter"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><strong>Il 19 settembre</strong> parlando alla radio per il capodanno ebraico, <strong>Ariel Sharon </strong>dichiarò che i suoi uomini sarebbero restati a lungo a Beirut, almeno fino a quando l’esercito libanese sarebbe stato in grado di prendere il controllo, prima però, dovevano  bonificare le aree in cui si trovavano i palestinesi.</span><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Le testate giornalistiche internazionali trattarono l’argomento solo per pochi giorni. In breve tempo, i mezzi di comunicazione si impegnarono per <strong>riciclare l’immagine disonorata d’Israele, trasformandola in quella “pietosa” della vittima ingiustamente infangata!</strong></span><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><strong>Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il 25 settembre condanna i massacri israeliani, ma gli USA votano contro. </strong>Il parlamento israeliano il 22 settembre decise di non formare una commissione ufficiale d’inchiesta. Il contingente multinazionale di pace il 26 settembre tornò a Beirut, nuovamente sollecitato ad intervenire per svolgere la funzione di interposizione.</span><br />
<strong><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Ancora oggi, nessuno ha mai pagato per questo crimine.</span></strong><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Il 31 dicembre 1983, il <strong>Presidente Pertini </strong>dopo essere stato sui luoghi del massacro, rilasciò questa dichiarazione:</span><br />
<em><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">“Io sono stato nel Libano. Ho visto i cimiteri di Sabra e Chatila. E’ una cosa che angoscia vedere questo cimitero dove sono sepolte le vittime di quell’orrendo massacro. Il responsabile dell’orrendo massacro è ancora al governo in Israele. E quasi va baldanzoso di questo massacro compiuto. E’ un responsabile cui dovrebbe essere dato il bando dalla società” </span></em></span></p>
<p>tratto da <a href="http://nuke.alkemia.com/MedioOriente/LastoriadiSabraeChatila/tabid/756/Default.aspx" target="_blank">http://nuke.alkemia.com/MedioOriente/LastoriadiSabraeChatila/tabid/756/Default.aspx</a></p>
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		<title>Israele sion(az)ista</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Aug 2015 19:53:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p> &#8221; Se gli israeliani non vogliono essere accusati di essere nazisti, devono soltano smettere di comportarsi da nazisti&#8221; ( Norman Finkelstein) &#160; Israele può permettersi di bruciare vivi i Palestinesi, può bombardarli, può ridurli a vivere come profughi nella loro terra, può arrestarli e torturarli, può testare su di loro armi convenzionali e non, può &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2015/08/08/israele-sionazista/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Israele sion(az)ista</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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<p><strong> <em>&#8221; Se gli israeliani non vogliono essere accusati di essere nazisti, devono soltano smettere di comportarsi da nazisti&#8221;</em> ( Norman Finkelstein)</strong></p>
</div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-1198"></span></p>
<div class="_1dwg">
<div class="_5pbx userContent" data-ft="{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}">
<p>Israele può permettersi di bruciare vivi i Palestinesi, può bombardarli, può ridurli a vivere come profughi nella loro terra, può arrestarli e torturarli, può testare su di loro armi convenzionali e non, può decidere chi di loro deve morire, e chi può vivere. Può decidere di radere al suolo la loro casa, può privarli di acqua, cibo, elettricità e carburante. Può mantenerli in un lager a cielo aperto, Gaza. Una settantina di anni fa si chiamava nazismo.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<div> L&#8217;Italia, attraverso la voce del suo fantomatico Presidente del Consiglio, un pagliaccio di nome Renzi, può affermare che &#8220;Israele ha il diritto e il dovere di esistere. E che la tutela di questo diritto-dovere deve essere attuata tramite qualsiasi mezzo&#8221;. Settant&#8217;anni fà qualcosa di simile lo fece un certo Mussolini, appoggiando le nefandezze germaniche anche attraverso strumenti come le ignobili leggi razziali. Allora tali atteggiamenti si etichettavano come fascisti.</div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Persone vennero gasate o bruciate vive. Soffrirono i morsi della fame e le umiliazioni piu disumane. Famiglie disgregate, case distrutte, affetti spezzati, orrori indescrivibili. Settanta anni fa questo venne chiamato genocidio e si coniò il termine Shoah per non dimenticarlo . Oggi si chiama  Nakba e per cercare di dimenticarlo lo si definisce con termini come &#8220;margine protettivo&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div></div>
<div>Si costruirono mura, ghetti dove rinchiudere gli ebrei. Si contrassegnarono come animali obbligandoli a portare simboli identificativi. Si tolsero diritti elementari come l&#8217;istruzione scolastica. Settanta anni fa si chiamarono leggi razziali. Oggi si chiamano diritti di autodifesa.</div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div>Da settanta anni a questa parte solo una cosa non è cambiata: l&#8217;ipocrisia del resto del mondo che abbandona la parte piu debole per schierarsi, con il suo tacito silenzio, a favore del piu&#8217; forte, anche se orribile mostro.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/08/11822631_1620837201539009_385726254462464556_n.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1201" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/08/11822631_1620837201539009_385726254462464556_n-214x300.jpg" alt="11822631_1620837201539009_385726254462464556_n" width="214" height="300" /></a></div>
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