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	<title>PensoLibero.it &#187; suicidio</title>
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		<title>DI BARTOLOMEI, UN PALLONE E UNA PISTOLA</title>
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		<pubDate>Thu, 21 May 2020 23:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Passione Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Agostino Di Bartolomei]]></category>
		<category><![CDATA[AS Roma]]></category>
		<category><![CDATA[suicidio]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>IL CAPITANO. &#8220;Ci vorrebbe attenzione verso l&#8217;errore oggi saresti qui/ se ci fosse più amore per il campione oggi saresti qui)/ Ricordati di me mio capitano cancella la pistola dalla mano/ tradimento e perdono fanno nascere un uomo)/ora rinasci tu quel sorriso sgomento /anche se hai vinto non mi tormenta più&#8243; (Tradimento e Perdono, Antonello &#8230; <a href="http://www.pensolibero.it/2020/05/22/di-bartolomei-un-pallone-e-una-pistola/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">DI BARTOLOMEI, UN PALLONE E UNA PISTOLA</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="clearfix "><p><span style="color: #000000;"><em>IL CAPITANO.</em></span><br />
<span style="color: #000000;"><em>&#8220;</em>Ci vorrebbe attenzione verso l&#8217;errore oggi saresti qui/</span><br />
<span style="color: #000000;">se ci fosse più amore per il campione oggi saresti qui)/</span><br />
<span style="color: #000000;">Ricordati di me mio capitano</span><br />
<span style="color: #000000;">cancella la pistola dalla mano/</span><br />
<span style="color: #000000;">tradimento e perdono fanno nascere un uomo)/ora rinasci tu</span><br />
<span style="color: #000000;">quel sorriso sgomento /anche se hai vinto non mi tormenta più&#8243;</span><br />
<span style="color: #000000;"><em>(Tradimento e Perdono, Antonello Venditti)</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Quella pistola Agostino Di Bartolomei l&#8217;aveva con se da anni.</em></span></p></blockquote>
<p><span style="color: #000000;"><span id="more-3853"></span></span></p>
<blockquote class="clearfix "><p><span style="color: #000000;"><em>Sono gli anni&#8217;70, Agostino si affaccia al grande calcio.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>L&#8217;esordio pochi giorni dopo, il 22 aprile 1973 , il suo diciottesimo compleanno con la Roma di Trebiciani.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Il primo gol in serie A contro il Bologna, nella prima giornata del campionato 1973-74, sotto la guida di Nils Liedholm che diventerà il suo mentore.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Tranne una parentesi al Lanerossi Vicenza la sua strada è segnata da giallorosso della Capitale.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Con i capitolini Di Bartolomei giocherà 308 gare (di cui 146 con la fascia al braccio), segnando 66 gol, vincendo un Campionato e 3 Coppe Italia.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Passerà al Milan, quella stessa squadra che aveva rifiutato da bambino,e, come per un destino perverso, segnerà alla Roma.</em></span><br />
<span style="color: #000000;"><em>Non è un ipocrita, gioisce e i tifosi, ma anche i suoi ex compagni, della Roma non lo perdonano.</em></span><br />
<span style="color: #000000;"><em>Non comprendono che quella gioia rabbiosa nasconde il dolore di essere stato costretto a lasciare quei colori, quella divisa, quei tifosi e quella città, e quella squadra, la sua, per sempre.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Roma, in quegli anni &#8217;70, di boom economico e di contraddizioni sociali, non è una città facile.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Sono anni difficili in tutta Italia, anni di piombo, un crescendo di delitti, rapine e sequestri, intimazioni e minacce.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Il clima è teso in tutto il Paese.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Agostino <strong>Di Bartolomei,</strong> futuro capitano e bandiera della Roma, la <strong>Roma</strong>, confesserà di girare armato, in seguito ad alcune minacce.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Lui, Ago, ha un carattere schivo e riservato, forse troppo, sembra più un impiegato che un calciatore.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Tanto riservato e poco propenso a cose fuori dal normale che a 13 anni rifiuta la possibilità di lasciare Roma e trasferirsi a Milano, sponda rossonera.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Ecco perché stona quella maledetta scelta di acquistare una pistola.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Forse è solo l&#8217;ennesima volta che il destino si incrocia con il calcio.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>MAGGIO</em></span><br />
<span style="color: #000000;"><em>Mese strano per chi tifa Roma.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Puoi passare dalla gioa di uno scudetto vinto dopo 41 anni di attesa allo sconcerto di perderne un altro contro l&#8217;ultima in classifica in casa.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Puoi passare dall&#8217;esaltazione dell&#8217;impresa di raggiungere una finale di Coppa Campioni alla disperazione per averla persa all&#8217;ultimo rigore.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Puoi essere raggiunto dalla notizia di uno sparo, lontano da te chilometri, che ti rimbomba dentro come se avessi potuto ascoltare, più&#8242; delle parole dell&#8217;annuncio dato ai telegiornali, il botto stesso del colpo sparato.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Un colpo secco al cuore di migliaia di tifosi, giallorossi o meno.</em></span><br />
<span style="color: #000000;"><em>Quelle notizie che non vorresti mai ascoltare, fossero di un Di Bartolomei, di uno Scirea, o di un Facchetti.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Tutti Capitani con la C maiuscola.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Perché quella consonante maiuscola te la meriti solo se seguita da da una vocale altrettanto maiuscola.</em></span><br />
<span style="color: #000000;"><em>La U di uomo.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Di Bartolomei, Scirea, Facchetti, ma anche non capitani come Dino Zoff e Rva “Rombo di tuono” (che abbiamo, fortunatamente a, ancora con noi), sono i regali che ci dona il mondo del calcio, prima su i rettangoli verdi, poi nella vita.</em></span><br />
<span style="color: #000000;"><em>Fanno da contraltare a tatuaggi, piercing, creste dai mille colori, veline e auto sfasciate di chi vive questo mondo solo negli eccessi e non come un lavoro come gli altri, pero più remunerato quindi con più responsabilità.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Poche ma intense gioie, dicevamo, in maggio per chi tifa Roma.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Tremendi e cocenti dolori.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Agostino è uno di questi.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Ago ha vinto tante partite.</em></span><br />
<span style="color: #000000;"><em>E ne ha perse altre, dolorosissime, come quella con il Liverpool, quella maledetta sera del 30 maggio 1984, dove lui, il Capitano, il suo dovere lo fece fino in fondo.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Una ferita al cuore mai rimarginata, anche perché foriera di un addio, non privo di polemiche, a quei colori che aveva tanto amato.</em></span><br />
<span style="color: #000000;"><em>Non è un caso, capendo l&#8217;uomo Di Bartolomei, prima che il calciatore. che l’ ultima sua partita giocata, quella più importante con la vita, l’abbia persa un altro 30 maggio, dieci anni dopo.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Ed è forse destino chi tifa giallorosso, di chi ama quei colori del sole e del cuore, che il proprio, di cuore, si fermi lo stesso giorno, con dieci anni di differenza.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Un rigore sbagliato e un colpo di pistola hanno più cose in comune di quanto si creda: disperazioni diverse ma unite.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Forse Agostino avrà preso la pistola, l&#8217;avrà puntata al cuore, nell&#8217;identica maniera di come scese in campo quella maledetta sera contro il Liverpool: senza alcun segno di emozione, non una smorfia, non un sorriso, non un cenno.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Niente.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Solo un colpo secco a quel cuore già ferito.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Una finale di Coppa Campioni e i tuoi ultimi istanti di vita vissuti allo stesso modo: perché questo era Agostino.</em></span><br />
<span style="color: #000000;"><em>Per me che ho vissuto gli anni di Di Bartolomei, prima nella Rometta mediocre, poi Capitano in quella splendida capace di vincere un campionato e sfidare un colosso, allora, come il Liverpool sino all’ultimo rigore, non sarà un improvvido colpo di pistola a diminuirne la considerazione.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Anzi, in quel proiettile al cuore c’è, insieme, tutta la grandezza d’animo e la solitudine dell’uomo.</em></span><br />
<span style="color: #000000;"><em>Lasciato solo e abbandonato da quel mondo che ha amato.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Da quella Roma dalla quale si è sentito tradito nonostante i tifosi gli concedessero l&#8217;onore delle armi con lo striscione meraviglioso che solo chi ti ama e che hai amato può dedicarti: ««Ti hanno tolto la Roma ma non la tua curva».</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Perché nessuno, irriconoscente come solo il mondo del calcio sa essere, gli riaprirà quella porta.</em></span><br />
<span style="color: #000000;"><em>Forse lui lo sa, inconsciamente, da quando lascia Roma e la Roma.</em></span><br />
<span style="color: #000000;"><em>E, forse, da allora, tutti noi, dirigenti, compagni, tifosi abbiamo, indifferenti, incominciato ad armare la sua mano, lasciandolo solo.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Quando ti viene a mancare il tuo mondo, cosa altro ti resta per colmare quel vuoto se non, a volte, la cupa disperazione?</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Non è questo, inffatti, che arma la mano dell&#8217;imprenditore suicida dei giorni nostri?</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Di Ago porterò nel mio cuore sempre il suo volto calmo e sorridente, i suoi atteggiamenti pacati ma decisi, quel suo essere leader silenzioso al quale bastava lo sguardo per farsi capire.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Ricorderò il suo rispetto per l’avversario, vinto o vittorioso.</em></span><br />
<span style="color: #000000;"><em>Ricorderò i trofei da lui alzati con quel suo sorriso fanciullesco appena accennato, la gioia, non esternata smodatamente, ma espressa con luce diversa in quegli occhi malinconici per natura.</em></span><br />
<span style="color: #000000;"><em>Un qualcosa che ti faceva pensare che il Di Bartolomei bambino non fosse mai uscito dall’anima del Di Bartolomei campione affermato.</em></span><br />
<span style="color: #000000;"><em>Ricorderò l&#8217;Agostino uomo e il Di Bartolomei calciatore, un meraviglioso tutt&#8217;uno.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>“Il suicidio dimostra che ci sono nella vita mali più grandi della morte” (Francesco Orestano, filosofo)</em></span></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>NOA E GLI ALTRI</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Jun 2019 18:08:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[L'ululato]]></category>
		<category><![CDATA[Dj Fabo]]></category>
		<category><![CDATA[Eluana Englaro]]></category>
		<category><![CDATA[eutanasia]]></category>
		<category><![CDATA[Noa]]></category>
		<category><![CDATA[Piergiorgio Welby]]></category>
		<category><![CDATA[suicidio]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>«E&#8217; da tanto che non mi sento davvero viva. Sopravvivo, respiro ma non vivo» Nelle ultime parole di Noa Pothoven, lasciate ai social, c&#8217;è l&#8217;unica, essenziale, verità della sua tragica morte. Non potranno cambiarla né eterei discorsi filosofici né dotte rivelazioni teologiche, tantomeno luride campagne elettorali. Noa, a 11 anni, quando una bambina ancora va &#8230; <a href="http://www.pensolibero.it/2019/06/06/noa-e-gli-altri/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">NOA E GLI ALTRI</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div data-contents="true">
<div class="" data-block="true" data-editor="f4jm3" data-offset-key="u4op-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="990p0-0-0"><span data-offset-key="990p0-0-0"><span data-text="true">«<em>E&#8217; da tanto che non mi sento davvero viva. Sopravvivo, respiro ma non vivo» </em></span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="f4jm3" data-offset-key="cdr6p-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="cdr6p-0-0"><span data-offset-key="cdr6p-0-0"><span data-text="true">Nelle ultime parole di Noa Pothoven, lasciate ai social, c&#8217;è l&#8217;unica, essenziale, verità della sua tragica morte.</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="f4jm3" data-offset-key="a7rri-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="a7rri-0-0"><span data-offset-key="a7rri-0-0"><span data-text="true">Non potranno cambiarla né eterei discorsi filosofici né dotte rivelazioni teologiche, tantomeno luride campagne elettorali.</span></span></div>
</div>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="a7rri-0-0"></div>
</div>
<p><span id="more-3862"></span></p>
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="b5d6h-0-0"><span data-offset-key="b5d6h-0-0"><span data-text="true">Noa, a 11 anni, quando una bambina ancora va a letto con la sua bambola preferita, è stata violentata.</span></span></div>
<div data-contents="true">
<div class="" data-block="true" data-editor="f4jm3" data-offset-key="6rnuf-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="6rnuf-0-0"><span data-offset-key="6rnuf-0-0"><span data-text="true">Non bastasse, a 14 anni, quando una ragazzina incomincia a sognare un futuro che forse non vedrà, ma non per questo le può essere negato di sognarlo, ha subito un&#8217;altra violenza sessuale.</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="f4jm3" data-offset-key="2svjr-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="2svjr-0-0"><span data-offset-key="2svjr-0-0"><span data-text="true">Ferite profonde nel corpo prima, nell&#8217;animo, la violenza più devastante, dopo. </span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="f4jm3" data-offset-key="71bh6-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="71bh6-0-0"><span data-offset-key="71bh6-0-0"><span data-text="true">Traumi per lei insuperabili, che l&#8217;avevano portata a soffrire di una forma grave di depressione, di disturbi da stress post traumatico, fino all&#8217;anoressia e a svariati tentativi di suicidio.</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="f4jm3" data-offset-key="99hko-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="99hko-0-0"><span data-offset-key="99hko-0-0"> </span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="f4jm3" data-offset-key="4nqaa-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="4nqaa-0-0"><span data-offset-key="4nqaa-0-0"><span data-text="true">Noa ha deciso, a 17 anni, di porre fine a quel suo strazio interno, a quel «<em>respiro ma non vivo</em>», decidendo di non alimentarsi.</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="f4jm3" data-offset-key="l80p-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="l80p-0-0"><span data-offset-key="l80p-0-0"><span data-text="true">Si è spenta, sicuramente sofferente, lentamente come una candela.</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="f4jm3" data-offset-key="bjlkq-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="bjlkq-0-0"><span data-offset-key="bjlkq-0-0"><span data-text="true">Nel buio dell&#8217;animo, priva di quella fioca ma pur sempre luce che una candela emana, aveva vissuto.</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="f4jm3" data-offset-key="2j7qe-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="2j7qe-0-0"><span data-offset-key="2j7qe-0-0"> </span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="f4jm3" data-offset-key="c3u5k-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="c3u5k-0-0"><span data-offset-key="c3u5k-0-0"><span data-text="true">«<em>Sollevato da inferno di dolore</em>»</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="f4jm3" data-offset-key="6k995-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="6k995-0-0"><span data-offset-key="6k995-0-0"><span data-text="true">L&#8217;ultimo messaggio di DJ Fabo, altro caso eclatante, diverso sotto certi aspetti da quello di Noa.</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="f4jm3" data-offset-key="4ekqs-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="4ekqs-0-0"><span data-offset-key="4ekqs-0-0"><span data-text="true">Ma quanto sono simili i loro ultimi messaggi!</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="f4jm3" data-offset-key="mn86-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="mn86-0-0"><span data-offset-key="mn86-0-0"><span data-text="true">Strazianti treni di idee, parole, pur percorrenti binari diversi, nella malattia fisica o in quella psichica, per ritrovarsi poi nella stessa convinzione. </span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="f4jm3" data-offset-key="cc42p-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="cc42p-0-0"><span data-offset-key="cc42p-0-0"> </span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="f4jm3" data-offset-key="84stm-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="84stm-0-0"><span data-offset-key="84stm-0-0"><span data-text="true">La vita, dal concepimento in poi, è imposta da terzi, mai completamente frutto di una propria libera scelta. </span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="f4jm3" data-offset-key="d1npb-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="d1npb-0-0"><span data-offset-key="d1npb-0-0"><span data-text="true">Dj Fabo non ha scelto la sua malattia, Noa non ha scelto le violenze subite.</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="f4jm3" data-offset-key="2gvks-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="2gvks-0-0"><span data-offset-key="2gvks-0-0"><span data-text="true">Vita e morte sono due punti opposti che corrono per incontrarsi.</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="f4jm3" data-offset-key="5d35g-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="5d35g-0-0"><span data-offset-key="5d35g-0-0"><span data-text="true">Da quando incomincia l’una si mette in moto l’altra. </span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="f4jm3" data-offset-key="6up1p-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="6up1p-0-0"><span data-offset-key="6up1p-0-0"><span data-text="true">A volta diventano causa ed effetto.</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="f4jm3" data-offset-key="3975f-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="3975f-0-0"><span data-offset-key="3975f-0-0"> </span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="f4jm3" data-offset-key="6rveu-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="6rveu-0-0"><span data-offset-key="6rveu-0-0"><span data-text="true">«<em>La morte non è la più grande perdita nella vita. La più grande perdita è ciò che muore dentro di noi mentre stiamo vivendo</em>.» (Norman Cousins) </span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="f4jm3" data-offset-key="44oug-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="44oug-0-0"><span data-offset-key="44oug-0-0"><span data-text="true">Ecco, chi di noi può giudicare , non avendo vissuto le stesse esperienze di Dj Fabo, Eluana Englaro, Piergiorgio Welby o Noa, o ancor peggio condannare, le loro scelte?</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="f4jm3" data-offset-key="2ie61-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="2ie61-0-0"><span data-offset-key="2ie61-0-0"> </span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="f4jm3" data-offset-key="5f1pa-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="5f1pa-0-0"><span data-offset-key="5f1pa-0-0"><span data-text="true">Malattia o mente possono diventare carceri ancora più terribili di quelli costruiti con sbarre e mura, carcerieri e filo spinato. </span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="f4jm3" data-offset-key="5dokn-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="5dokn-0-0"><span data-offset-key="5dokn-0-0"><span data-text="true">Se c’è la mano di un Dio qualunque, nella vita di un uomo, a stabilirne la sacralità, a chi potremmo mai ascrivere l’orribile merito d’aver inventato un sì terribile carceriere e boia allo stesso tempo?</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="f4jm3" data-offset-key="1lts3-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="1lts3-0-0"><span data-offset-key="1lts3-0-0"><span data-text="true">Ho visto dj Fabo, ho letto di Welby, ho cercato di mettermi nei panni di Eluana.</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="f4jm3" data-offset-key="b8urj-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="b8urj-0-0"><span data-offset-key="b8urj-0-0"><span data-text="true">Tramite loro sono arrivato a comprendere perfettamente la volontà del ragazzino diciassettenne in Belgio che ha chiesto e ottenuto, malato di cancro terminale, l’eutanasia.</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="f4jm3" data-offset-key="agbh3-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="agbh3-0-0"><span data-offset-key="agbh3-0-0"><span data-text="true">E riesco a capire il gesto di Noa e ad affrancarla dalla parola perdono.</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="f4jm3" data-offset-key="939ps-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="939ps-0-0"><span data-offset-key="939ps-0-0"> </span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="f4jm3" data-offset-key="6rcun-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="6rcun-0-0"><span data-offset-key="6rcun-0-0"><span data-text="true">Perché Noa, e come lei tanti altri, non hanno bisogno di perdono, poiché ciò sottintenderebbe una loro colpa.</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="f4jm3" data-offset-key="7ejth-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="7ejth-0-0"><span data-offset-key="7ejth-0-0"><span data-text="true">Eutanasia, suicidio assistito, squilibrio mentale, chiamatelo come volete ma non giocate sulle parole, per condannarla o giustificarla.</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="f4jm3" data-offset-key="bh7m6-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="bh7m6-0-0"><span data-offset-key="bh7m6-0-0"><span data-text="true">Noa non lo merita e l&#8217;unica cosa che possiamo donarle è il rispetto della sua scelta.</span></span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="f4jm3" data-offset-key="9mve4-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="9mve4-0-0"><span data-offset-key="9mve4-0-0"> </span></div>
</div>
<div class="" data-block="true" data-editor="f4jm3" data-offset-key="cripl-0-0">
<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="cripl-0-0"><span data-offset-key="cripl-0-0"><span data-text="true"><em>«Non sempre la vita va conservata: il bene non consiste nel vivere, ma nel vivere bene.</em>»( Lucio Anneo Seneca) </span></span></div>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Io sono Michele</title>
		<link>http://www.pensolibero.it/2017/02/08/io-sono-michele/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2017 22:50:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[L'ululato]]></category>
		<category><![CDATA[Michele]]></category>
		<category><![CDATA[Poletti]]></category>
		<category><![CDATA[suicidio]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Nessuna coccarda a lutto per Michele. Nessun &#8220;je suis&#8230;&#8221; per il giovane friulano che, il 31 gennaio, ha detto basta a questa vita. Giusto così, forse. Forse è un atto di giustizia sociale, di equità nella morte. Perché tanti sono, oramai, i Michele che hanno deciso di farla finita con un mondo che li ha &#8230; <a href="http://www.pensolibero.it/2017/02/08/io-sono-michele/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Io sono Michele</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="_39k5 _5s6c">
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Nessuna coccarda a lutto per Michele.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Nessun &#8220;je suis&#8230;&#8221; per il giovane friulano che, il 31 gennaio, ha detto basta a questa vita.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Giusto così, forse.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Forse è un atto di giustizia sociale, di equità nella morte.</div>
</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"></div>
<p><span id="more-3235"></span></p>
<div class="_39k5 _5s6c">
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Perché tanti sono, oramai, i Michele che hanno deciso di farla finita con un mondo che li ha abbandonati a se stessi, come figli illeggittimi o indesiderati, siano imprenditori o lavoratori.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Ma qui non c&#8217;è il portone di un convento, di un orfanotrofio, oppure la cesta su un fiume e le pietose mani di una serva, e il caso fortuito, a darti una possibilità di salvarti da quel gelido inverno che sta pervadendo il tuo animo.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Michele non era un ragazzo meridionale, di quelli che partono, nella corsa alla vita, già con un handicap solo per una questione di posizionamento geografico.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Michele è, era, friulano.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Una terra di migranti nel lontano passato.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Una terra di uomini forti che hanno saputo reagire ad altre catastrofi solo con le loro forze.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Una terra che, fine a qualche decennio fa, sembrava un oasi felice nel mondo del lavoro.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Non più, ora.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">E Michele, quel gelido inverno nel suo animo, lo ha sofferto fino in fondo.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Fino al punto di decidere che, basta, non aveva più forza di cercare, provare, a combattere quel freddo.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Fatto dell&#8217;ignavia di una classe politica che abita in un mondo diverso da quello di Michele.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Un freddo nell&#8217;animo creato anche della nostra indifferenza, troppo occupati a coltivare il nostro orticello per accorgerci della fame dell&#8217;altro.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Per unire le nostre disperazioni al fine di renderle speranze.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">E così Michele se l&#8217;è detto da solo il suo&#8221;je suis&#8230;&#8221; e l&#8217;ha condiviso con quelli prima di lui.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">E l&#8217;ha dedicato a noi, che potremmo essere i prossimi.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Leggetela quella lettera, leggetela.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Stampatela e portatela nel taschino, come un santino.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">E ricordatevene ogni volta che vi troverete a scegliere i vostri rappresentanti, o a legiferare sui vostri elettori.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Leggetela, quella lettera, leggetela e comprendetela riga per riga.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">È piena di rabbia, dolore, disperazione.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Ma anche macabramente ironica.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">È un atto di accusa in piena regola.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">E non solo contro uno dei peggiori ministri, Poletti,che questa strampalata, dannata, sfortunata ed egoista nazione abbia mai avuto, e che Michele cita nelle ultime righe.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Preferendolo persino ai classici saluti d&#8217;addio ai propri cari.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Ma è anche un atto di accusa contro tutti noi.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">E, al contempo, un implorazione urlata ad avvertirci affinché non arrivi quel freddo nel nostro animo.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Perché i veri morti, tra noi e Michele, siamo noi che ci illudiamo di sopravvivere, giorno per giorno.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Siamo zombie creati con l&#8217;utilizzo di stage, voucher, tirocini, diritti al ribasso. Noi che barattiamo le nostre competenze, la nostra dignità, i nostri diritti, in un insolente gioco sempre più al ribasso.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Ci accontentiamo di un misero piatto di lenticchie, porto come elemosina.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Michele, e tanti altri come lui, invece ha dignitosamente capovolta la ciotola, rifiutando ogni ulteriore oltraggio.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Forse, se fosse andato fuori da questa nazione, sarebbe ancora vivo. Sarebbe uno di quei giovani, come ha detto sempre l&#8217;esimio Poletti, &#8220;che è meglio che stiano fuori dai piedi&#8221;.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Ma sarebbe vivo.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">E invece è rimasto qui.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Ma non è riuscito ad aspettare di vedere la finale decadenza di questo paese.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Quella nella quale la disperazione di molti si trasforma in fumo, fuoco e odio che si propagano, ciecamente, nelle città e nelle campagne, ovunque ci siano i palazzi di pochi.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Ecco, Michele è fuggito via da questo.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Dall&#8217;ultimo oltraggio che avrebbe dovuto subire: diventare boia per giustiziare chi l&#8217;ha condannato.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">A noi non restano che tre vie.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Sopravvivere per il mestolo di lenticchie.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Seguirlo.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Imbracciare quel fucile che lui ha lasciato per terra.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">E non è detto che si debba per forza usarlo per sparare.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Je suis&#8230;anzi no, io sono italiano e quindi è più giusto dirlo nella nostra magnifica lingua, l&#8217;unica sovranità che ci è ancora rimasta.</div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa"></div>
<div class="_2cuy _3dgx _2vxa">Io sono Michele.</div>
</div>
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