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	<title>PensoLibero.it &#187; Napoli</title>
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		<title>ANTONIO JULIANO, L&#8217;UOMO E IL CALCIATORE</title>
		<link>http://www.pensolibero.it/2020/05/13/4271/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2020 21:59:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Passione Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Juliano]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>L&#8217;UOMO OLTRE IL CALCIATORE «Uno che mi piaceva moltissimo era Antonio Juliano, Totonno. Un tipo tosto, persona autentica, con un temperamento da condottiero. Giocava un calcio concreto, senza concedere spazio alla teatralità. Un &#8220;napoletano atipico&#8221;, lo hanno definito, perché era il contrario dello stereotipo partenopeo.» (Dino Zoff) Antonio Juliano, detto “Totonno” con 505 gare giocate &#8230; <a href="http://www.pensolibero.it/2020/05/13/4271/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">ANTONIO JULIANO, L&#8217;UOMO E IL CALCIATORE</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">L&#8217;UOMO OLTRE IL CALCIATORE</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">«<i>Uno che mi piaceva moltissimo era Antonio Juliano, Totonno. Un tipo tosto, persona autentica, con un temperamento da condottiero. Giocava un calcio concreto, senza concedere spazio alla teatralità. Un &#8220;napoletano atipico&#8221;, lo hanno definito, perché era il contrario dello stereotipo partenopeo.»</i> (Dino Zoff)</span></span><span id="more-4271"></span></p>
<p><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2020/05/index11.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-4266" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2020/05/index11.jpg" alt="index" width="192" height="263" /></a></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Antonio Juliano, detto “Totonno” con 505 gare giocate in tutte le competizioni, è il terzo calciatore con più presenze nella storia del Napoli, meglio di lui solo Marek Hamsik (520) e Giuseppe Bruscolotti (511). </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Per il centrocampista napoletano 17 stagioni in azzurro, di cui 12 da capitano, condite da 38 reti, dalla vittoria di due Coppe Italia, una Coppa delle Alpi e una Coppa di Lega Italo-Inglese. </span></span></p>
<p><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2020/05/Antonio_Juliano.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-4268" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2020/05/Antonio_Juliano-224x300.jpg" alt="Antonio_Juliano" width="224" height="300" /></a></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Una bandiera, di quelle che non si ammainano mai.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Persona dallo spessore umano che va oltre alla bravura da calciatore, poco reclamizzato perché fuori dai palcoscenici dei grandi club e in un epoca dove primeggiavano, anche mediaticamente, Rivera e Mazzola, Bulgarelli e De Sisti in quel ruolo nel quale, comunque, Juliano non era secondo nessuno.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Forse stimato dai napoletani, forse non amato alla stessa maniera.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Forse perché il segreto è tutto in una descrizione che fece di lui il giornalista Antonio Ghirelli:</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000080;">« </span><span style="color: #000000;"><i>Juliano fa parte di quella razza di Napoletani atipici ai quali fa difetto la fantasia e la genialità, ma solo perché fanno della serietà, della lealtà e del senso del sacrificio il loro stile di vita; è per questo che ha avuto e continuerà ad avere sempre tutta la mia stima»</i></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Totonno è fatto della pasta di chi nasce nel periodo della guerra (1943) sotto le bombe e vive il difficile momento post bellico, dove era da ricostruire tutto un paese.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Cresce nel rispetto delle regole e di legami solidi che sono stati la base di molte famiglie napoletane, quelle del ceto umile, nel dopoguerra. </span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Tempi di povertà e miseria ma anche di grande dignità, Totonno aiuta il padre nella salumeria di famiglia.</span></span></span></p>
<p><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2020/05/Napoli_1972-1973.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-4270" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2020/05/Napoli_1972-1973-300x163.jpg" alt="Napoli_1972-1973" width="300" height="163" /></a></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Sono tempi di sacrifici e lui lo capisce presto.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">«</span><span style="color: #000000;"><i>San Giovanni è stata una scuola di vita. Lì ho capito che cos’erano i sacrifici. Eravamo tre figli, io e due sorelle. Non ricordo che ci mancasse qualcosa. Il perché l’ho capito dopo. Non ricordo di avere visto mai mio padre e mia madre andare al cinema. La casa, i figli, il lavoro, questa era la loro vita»</i></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">E intanto prende a calci il pallone, fino a farsi notare e non solo per l&#8217;edicola votiva alla Madonna, in quel quartiere San Giovanni a Teduccio, continuamente frantumata.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">«</span><span style="color: #000000;"><i>Andammo via dal quartiere dopo un mare di quattrini che i miei pagarono per riparare l’edicola. Giocare a pallone riempiva il cuore e dava la speranza di sottrarsi a un futuro mediocre</i></span><span style="color: #000000;">»</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Totonno arriva al Napoli nel 1962 e vive tutta la susseguente storia del club partenopeo fino al 1978.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">C&#8217;è quando il Napoli vince la prima Coppa Italia, nella retrocessione in B e nella risalita in A, nella seconda Coppa Italia nel 1976, nello scudetto mancato per un soffio con Vinicio in panchina.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Anzi, è la storia del club, ne diventa il capitano, l&#8217;uomo da seguire per l&#8217;esempio che da, dentro e fuori al campo.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Difende i compagni, dei quali reclama i diritti e per questo non esista a scendere in polemiche con presidenti del calibro di Fiore o Ferlaino.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Difende tutte le maestranze, dai massaggiatori ai custodi , dal tagliaerbe al manutentore, affinché non siano esclusi dai benefici economici destinati alla squadra. </span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">«</span><span style="color: #000000;"><i>Quando andavamo in campo, i magazzinieri si fermavano a pregare perché vincessimo vicino all&#8217;immagine di una Madonna. I premi-partita li ho fatti sempre dividere con loro</i></span><span style="color: #000000;">» </span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Insomma, un fratello maggiore di tutti, ma anche un leader che pretendeva impegno e rispetto come e quanto ne dava lui. </span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Perché pere lui una squadra non sono solo 11 uomini che vanno in campo.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Forse troppo taciturno, poco espansivo ma quando parla lo fa con giustezza di causa.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">E, sopratutto, mai banale, mai con i peli sulla lingua.</span></span></span></p>
<p><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2020/05/SSC_Napoli_-_Antonio_Juliano_e_Dino_Zoff-e1555152018823.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-4267" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2020/05/SSC_Napoli_-_Antonio_Juliano_e_Dino_Zoff-e1555152018823-300x231.jpg" alt="SSC_Napoli_-_Antonio_Juliano_e_Dino_Zoff-e1555152018823" width="300" height="231" /></a></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Quel retroterra di dignità e legami solidi lo permeano, ne fanno l&#8217;uomo che è, forse poco amato, certamente rispettato.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Ezio Vendrame (da poco morto), un talento inespresso del nostro calcio, il Best italiano per mattizie senza però mettere a frutto tutto il suo talento, lo descrisse così:</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">«</span><span style="color: #000000;"><i>Oh capitano, mio capitano! Mio esempio, mio orgoglio, mio vanto. E pensare che prima di conoscerti, quando giocavo contro di te, mi stavi proprio sul cazzo! Ti ritenevo arrogante, presuntuoso, superbo. E soltanto io so come e quanto mi sbagliavo. Ora, alla tua grande professionalità così diversa dalla mia potrei anche sputare sopra, ma per la tua grande disponibilità verso i più deboli ti nomino mio capitano per sempre. Me li ricordo bene quei due vecchietti che avevano il compito di magazzinieri e quell’altro che alle nove di ogni mattina ci accoglieva sorridente allo stadio con il caffè bollente e aromatico preparato con la sua Moka. La ‘bassa forza’ li chiamavi tu, ‘gli ultimi’ li chiamo io. E non erano numeri e nemmeno parti d’arredo degli spogliatoi del San Paolo, erano persone che tu con orgoglio hai sempre voluto rendere visibili a tutti noi» </i></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Perché Antonio Juliano l&#8217;essere napoletano lo sentiva sin dentro il midollo. Amava quei colori, quella città e cercava di rappresentarla al meglio, lontano dai stereotipi dei Pulcinella o del “ciuccio” rappresentativo della squadra.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Mai banale.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">PAROLE E FATTI.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">E così l&#8217;uomo Juliano, che in Nazionale vanta solo 18 presenze, nonostante tre partecipazioni ai Mondiali (1966, 1970, 1974), un secondo posto ai mondiali del 1970 e un titolo di campione d&#8217;Europa nel 1968, non le manda a dire quando deve rivendicare di essere un uomo del sud e per questo pagarne un prezzo.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">E&#8217; la vigilia del mondiale del 1974, la disastrosa spedizione in Germania di Valcareggi, e Totonno, senza peli sulla lingua, denuncia, rischiando l’espulsione dai ranghi azzurri,come i giocatori del Sud siano penalizzati nei confronti dei colleghi che militavano negli squadroni del nord.</span></span></span></p>
<p><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2020/05/images16.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-4269" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2020/05/images16.jpg" alt="images" width="188" height="268" /></a></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">E forse aveva ragione visto che Gianni Brera, non certamente un tenerone, lo descriveva così:</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">«</span><span style="color: #000000;"><i>Il gioco del Napoli si fonda sulla regia di Juliano, al quale i devoti gregari portano palla con assoluta diligenza. Il Capitano Azzurro fornisce, anche se a flebile ritmo, prestazioni stupende</i></span><span style="color: #000000;">»</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Non giocherà nemmeno un minuto in quel torneo maledetto del 1974.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Arriva Di Marzio al Napoli, allenatore rampante, e non vede di buon occhio Juliano, Ferlaino nicchia su un contratto a un giocatore oramai avanti con l&#8217;età.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Il presidente gli offre un contratto da dirigente.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Totonno capisce, ma è anche dannatamente orgoglioso.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;">Vuol dimostrare di valere ancora qualcosa e se ne va al Bologna del suo mentore Pesaola, non senza polemiche.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><i>«</i></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><i>I cicli, purtroppo, si chiudono e non si può rimanere ancorati per tutta la vita ad uno stesso ambiente o ad una medesima città. Non è un problema di soldi, ma di esigenze tecniche dell&#8217;allenatore e di rispetto per me. Certo, subito dopo questa mia nuova esperienza ritornerò a Napoli, alla mia terra. Al momento il mio è solo un arrivederci che durerà non più di due anni. Sono cosciente, infatti, dei miei limiti e di poter disputare non più di due tornei a buon livello. Poi riprenderò la via di casa, definitivamente».</i></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Quel legame con quella città, quella terra, quel mare e quel sole, quei colori se lo porta nel cuore, lui lo sa.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Come conosce anche i problemi, l&#8217;anima dannata di quella città e non ha paura di parlarne, senza ipocrisie:</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">«</span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Osservi il fenomeno del contrabbando di sigarette. In teoria, appunto, è da condannare. In pratica, però, è un bene che sopravviva: col contrabbando, infatti, vivono oltre trecentomila persone. Immerse nel pericolo, per di più. Perché ci vuole coraggio, tanto coraggio, ad affrontare il mare in qualsiasi condizione e raggiungere le navi a venti-venticinque miglia lontano dal litorale. E a parlare, si fa presto, senza dare soluzioni. Ecco, perciò, quasi per assurdo, che questo fenomeno non è poi così negativo. La gente, d’altra parte, deve campare. E d’aria non si vive…»</i></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">E sa che ci ritornerà, a Napoli, nel Napoli.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Juliano ricompare nel Napoli, richiamato proprio da </span></span></span><a href="https://www.diretta-napoli.com/langolo-dei-numeri-uno/corrado-ferlaino/" target="_blank"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Ferlaino</span></span></span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"> che gli affida finalmente quel ruolo di dirigente che Totonno aveva sdegnosamente rifiutato qualche anno prima. </span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">LEADER NELLA VITA, LEADER SUL CAMPO, LEADER DIETRO UNA SCRIVANIA.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Juliano incomincia a sdoganare il Napoli da facili rappresentazioni come quella del “ciuccio”, animale simbolo della squadra, che fa il giro del campo. </span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">C&#8217;è la riapertura degli stranieri e Totonno, che di calciatori se ne intende, piuttosto che inseguire la celebrità, insegue ciò che serve al “suo” Napoli. L&#8217;esperienza di Krol, campione olandese avanti negli anni, ormai andato a svernare nel campionato canadese, è quello che serve alla squadra. La sostanza prima della forma, come lo era per Juliano sul campo. </span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Krol diventa il miglior calciatore straniero della Serie A 1980-81. </span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">In quella stagione, con Marchesi allenatore, Juliano conquista da dirigente un ottimo terzo posto col suo Napoli, alle spalle di Roma e Juventus e davanti all’Inter, lottando fino alla penultima giornata per lo scudetto.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Ancora una volta dissapori con Ferlaino, Marchesi chiede ed ottiene un robusto ritocco al suo ingaggio nonostante Juliano non sia d’accordo,</span></span></span> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">lo portano a sbattere la porta e andarsene, l&#8217;orgoglio davanti alle scelte opportunistiche. </span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Ritorna, chiamato da un Napoli in zona retrocessione, e compie il suo capolavoro. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Porta a Napoli il giocatore più forte di tutti i tempi: Diego Armando Maradona. </span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Lo fa superando i dubbi di Ferlaino per il costo del giocatore. </span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">E lo fa da giocatore di poker, bluffando con il club blaugrana e i giornalisti. Prima di concludere, a Barcellona, il trasferimento del pibe con un colpo di mano e tutta l’astuzia napoletana, Juliano ha dall’Ingegnere un biglietto in cui gli raccomandava di valutare bene l’operazione perché con i soldi che sarebbe costato Diego si sarebbero potuti prendere cinque calciatori. </span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">I nomi di quei cinque Juliano non li ha mai voluti svelare. Restano un segreto su un foglietto di carta che custodisce gelosamente. </span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Con Ferlaino, carattere difficile a margine di una riconosciuta capacità imprenditoriale, è un rapporto di amore e odio e Totonno, quando capisce che arriva un manager del calibro di Italo Allodi, ha l&#8217;ennesimo scatto di orgoglio: lui il vassallo non lo fa e decide così di andare via di nuovo.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"> Perdendo, per la terza volta, l&#8217;occasione di vincere il campionato col Napoli, cosa che accadrà da lì a poco.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"> Pazienza, ci sono cose che l&#8217;uomo Juliano non può concedere, severo come è sempre stato prima con se stesso poi con gli altri. </span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">La stagione 1998/99 è stata l’ultima di Juliano a Napoli da dirigente, con la squadra che in B fallisce clamorosamente la promozione con Ulivieri in panchina. Antonio da le dimissioni prima della fine della stagione. </span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Un uomo tutto di un pezzo al quale può essere forse perdonata la sua unica debolezza, il suo unico derogare a quella rigida etica di onestà morale e intellettuale. </span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">E&#8217; il 2012, in un convegno sulla legalità nel calcio Juliano sorprende tutti gli astanti confidando che prima dell’ultima giornata del campionato 1977-78 in cui si giocava Napoli-Milan si accordò con l’allora capitano dei rossoneri Rivera affinché la partita terminasse in parità (1-1 il risultato finale). Con quel risultato entrambe le squadre si sarebbero qualificate alla Coppa UEFA:</span></span></span></p>
<p><em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">«Con un pareggio avremmo avuto la certezza di qualificarci entrambe in coppa Uefa. Incontrai Rivera ed Albertosi negli spogliatoi, prima della partita, e </span></span></span></em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">decidemmo per il pareggio</span></span></span><em><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">. Ne parlai coi miei compagni, spiegandogli quanto concordato con gli avversari: finì 1-1»</span></span></span></em></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Conoscendolo, chissà quanto gli sarà costato mantenere quel silenzio per trent&#8217;anni.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Un uomo non è tale se non conosce anche la sua debolezza.</span></span></span></p>
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		<title>&#8216;Na tazzulella &#8216;e caffè</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Jan 2019 23:24:43 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[L'ululato]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi de Magistris]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>&#8216;NA TAZZULELLA &#8216;E CAFFE&#8217; Luigi De Magistris è, da ex magistrato, una persona seria. E vi offrirà sicuramente «&#8217;na tazzulella &#8216;e caffè», tanto decantata da Pino Daniele, se vi recate da lui, nelle sue stanze a Palazzo San Giacomo a Piazza Muncipio. Magari potreste chiedergli del suo penisero sull&#8217;accoglienza dei profughi, immigrati o clandestini che &#8230; <a href="http://www.pensolibero.it/2019/01/07/na-tazzulella-e-caffe/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">&#8216;Na tazzulella &#8216;e caffè</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>&#8216;NA TAZZULELLA &#8216;E CAFFE&#8217;<br />
Luigi De Magistris è, da ex magistrato, una persona seria.<br />
E vi offrirà sicuramente «&#8217;na tazzulella &#8216;e caffè», tanto decantata da Pino Daniele, se vi recate da lui, nelle sue stanze a Palazzo San Giacomo a Piazza Muncipio.<span id="more-3806"></span><br />
Magari potreste chiedergli del suo penisero sull&#8217;accoglienza dei profughi, immigrati o clandestini che dir si voglia.<br />
Lui vi farebbe affacciare, caffè alla mano, sui balconi che danno al&#8217;ordinatissima Piazza Muncicipio e vi illustrerebbe tutte le iniziative a favore di questi disgraziati, ultimi degli ultimi.<br />
Vi illustrerebbe la Napoli dell&#8217;accoglienza, dell&#8217;integrazione, del multiculturalismo.</p>
<p>Ecco già pronta la mappa dei centri accoglienza per profughi e immigrati.<br />
La Napoli multietnica dell&#8217;accoglienza ha la sua capitale: piazza Garibaldi.<br />
Via Bologna il suo mercato a cielo aperto, il Vasto e la Duchesca la sua Kingston, sobborgo polveriera.<br />
Più in là si estende Gianturco, che alcuni chiamano Gianturkistan, pianura di schiave nigeriane sotto rito voodoo e lanterne cinesi del Guandong.<br />
Il centro storico è srilankese, la comunità più numerosa, con venature capoverdiane e andine nella zona di piazza Carità.</p>
<p>I progetti di integrazione passano attraverso fondamentali inserimenti di attività di commercio, bancarelle che pagano dai 100 ai 150 euro di pizzo ai consorzi camorristici.</p>
<p>Consorzi camorristici che prendono il posto dell&#8217;Inps nel cercare occupazioni e delle forze dell&#8217;ordine nel tenere il controllo del territorio, aiutando il De Magistris a farsi bello, a impomatarsi il capello alla faccia dei problemi di una città intera.</p>
<p>Basterebbe aver letto, oltre Kalr Marx e Proudhon, il libro del 2007 (sì piu di 10 anni fà) di Sergio Nazzaro, intitolato sarcasticamente «Io per fortuna c’ho la camorra».<br />
Insomma, un esercito di pulciosi e pericolosi masanielli nella forma piu abbietta che garantisce che agli immigrati più disperati non salti in testa di fare i criminali al loro posto</p>
<p>E intanto le saracinesche alzate sono sempre di meno e i suk di venditori abusivi sempre di piu&#8217;.<br />
Si dirà, sistemi economici a confronto.</p>
<p>E, parliamoci chiaro, De Magistris con una fava (l&#8217;immigrazione) ha preso due piccioni: infatti Rom e immigrati gli tolgono in parte il disturbo di pensare all&#8217;immondizia che sommerge queste zone.<br />
Frugano nei bidoni e qualcosa da riciclare e rivendere sempre la trovano, visto la società consumistica che siamo.<br />
Insomma la differenziata ha preso finalmente piede a Napoli!</p>
<p>E vuoi mettere il parco divertimento creato? Se vuoi divertirti puoi passare dai banchetti del gioco delle «tre carte» a qualcosa di piu&#8217; esostico come hashish e marjuana, così fai integrazione passando dal campanilismo napoletano all&#8217; esotico di importazione.</p>
<p>Chiariamoci, non che hashish e marjuana o eroina la importino questi poveri disgraziati, ma dietro a ogni venditore la prima regola è che ci sia una faccia convincente, adeguata insomma.<br />
Pensate mai che potrebbe essere un daltonico a guidarvi a una guida alle opere di Van Gogh?</p>
<p>Poi, se volete dedicarvi a un po&#8217; di macelleria sociale, che sia un rene, una cornea oppure un prostituta minorenne, nipote o meno di Mubarak, basta che vi spostate qualche km più in là, a Castel Volturno.</p>
<p>Però lì l&#8217;occhio lungo di De Magistris e di Roberto di Savionotea non arriva.<br />
L&#8217;effetto buonista, da maglietta rossa, del &#8220;salviamoli tutti&#8221;, del Rolex al polso invece di falce e martello in pugno, scema man mano che ci allontaniamo dalle loro stanze, al caldo, al sicuro e ben rifocillati.</p>
<p>Torniamo allora alla Napoli dell&#8217;accoglienza e multietnica.<br />
«Abbiamo fame», si giustifica il Malik, l&#8217;Ismail o la Kismeth di turno.<br />
E hanno ragione.</p>
<p>Perchè di loro, i De Magistris, gli Orlando e via dicendo, si sono dimenticati appena le imbarcazioni sono entrate nel porto.<br />
Appena hanno riempito l&#8217;etere di ecoballe filosofiche.</p>
<p>«&#8217;Na tazzulella &#8216;e cafè» cantava Pino Daniele.<br />
Ecco, a Napoli si sono inventati il caffè sospeso.<br />
Ma non date meriti a Luigi De Magistris ne al suo piano accoglienza che si riconduce, per i migranti, alla casualità di un giro di tombola.<br />
Ambo bivacchi sui marciapiedi.<br />
Terno vendi cianfrusaglie per consorzi camorristici.<br />
Quaterna spacci sempre per loro.<br />
Quintina ti prostituisci.<br />
Tombola ti ritrovi donatore di un rene o una cornea o altro.</p>
<p>Ma di questo De Magistris, Orlando, Roberto di Savianotea e Dulcinea della Boldrini non parlano.<br />
Lui, De Magistris e altri, spesso, quando aprono bocca, l&#8217;unico risultato che raggiungono è creare pericolose correnti d&#8217;aria.<br />
Avanti, adagio, fanculo.</p>
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		<title>Il calcio è l&#8217;oppio dei popoli.Meridionali.</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Apr 2016 18:56:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Higuain]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Il calcio è l’oppio del popolo. Ti riducono la disoccupazione? Che ti importa! Tagliano le pensioni? Beato chi la vedrà. Tolgono l’assistenza ai disabili? Poveretti. Aumentano le accise, l’IVA, le tasse sulla casa, l’Irpef sull’azienda! Un bel “Stato ladro” e via! Espulso Higuain e persa una partita dove almeno due dei tre gol presi il &#8230; <a href="http://www.pensolibero.it/2016/04/05/il-calcio-e-loppio-dei-popoli-meridionali/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Il calcio è l&#8217;oppio dei popoli.Meridionali.</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il calcio è l’oppio del popolo.<br />
Ti riducono la disoccupazione? Che ti importa!<br />
Tagliano le pensioni? Beato chi la vedrà.<br />
Tolgono l’assistenza ai disabili? Poveretti.<br />
Aumentano le accise, l’IVA, le tasse sulla casa, l’Irpef sull’azienda! Un bel “Stato ladro” e via!<span id="more-2071"></span><br />
Espulso Higuain e persa una partita dove almeno due dei tre gol presi il Napoli se li ha fatti da solo (se non ci credete andatevi a risentire la telecronaca di Auriemma, che ieri, a bocce ferme e giornalisticamente cavalcando l’onda montante, sembrava talmente tarantolato da rinnegare persino quello che lui aveva commentato in diretta)? Rivoluzione, sdegno e livore!<br />
4 giornate di squalifica ad Higuain? Signori, corriamo a disdire l’abbonamento Sky, Premium o altro.<br />
Premessa: questo discorso vale per tutte le latitudini e longitudini del tifo in Italia, per ogni colore di maglia.<br />
Ma a Napoli è qualcosa in piu’, qualcosa che affonda le radici nella storia, in un grandissimo furto perpetuato nel 1861 sempre dal Nord al Sud, ma sempre con il silenzio di tanti e la resistenza di pochi. E’ questo che non ci permette di crescere, di essere e rimanere meridionali nella mente più che nel cuore.</p>
<p>Ma la verità è che abbiamo,dal lontano 1861, abbandonato la vita reale, quella per la quale vale combattere (salvo sporadici casi) per rifugiarci, con i nostri livori, le nostre ansie represse, nei mondi fatati , come quelli calcistici. Non ci indignano più le malefatte di chi ci governa, quelle abbiamo imparato a sopportarle.</p>
<p>Ma 4 giornate ad Higuain proprio no, quello è il danno aggiunto alle continue beffe di ogni santo giorno. E allora ridestiamo in noi l’animo rivoluzionario, pronti a scioperare allo stadio, disdire abbonamenti, scrivere lettere di protesta alla Rai, maledire Tosel, Marotta e strillare al complotto eterno.</p>
<p>Che c’è stato e ci sarà , ma non sarà pallonaro. Insomma a distanza di secoli, le tre “F” di Ferdinando II di Borbone, cioè “Festa, farina e forca” che consentono di ben governare un popolo, sono sempre piu’ attuali con noi.<br />
Ho notato in un post di un mio amico gente che manco si conosce insultarsi e offendersi reciprocamente: se usasissimo un quarto del livore che trasmette il calcio contro chi ci governa, chi ci opprime e mafie varie, saremmo un paese quasi normale!</p>
<p>Disdiciamo un abbonamento, al quale nessuno ci ha mai obbligato, per protesta contro un gol annullato o un fuorigioco non fischiato: mai che avessi sentito dire da un popolo intero &#8220;basta, non paghiamo piu&#8217; tasse ingiuste che ci ammazzano e ci suicidano&#8221;.<br />
Io posseggo una scheda per pay tv e se proprio devo trovare una giustificazione per disdirla o meno non sarà un gol annullato o un espulsione gratuita a convincermi a farlo. Saranno i problemi di ogni giorno, il fatto di non arrivare a fine mese.</p>
<p>E se riesco a tenermela, preferisco giustificare la sua presenza accompagnandola con una donazione ad Emergency, per qualche adozione a distanza o qualcosa di simile.</p>
<p>Anche queste sono piccole rivoluzioni.</p>
<p>E non in nome dell’Higuain di turno, o del Totti, o dell’ennesima “ruberia” di una squadra del nord.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.pensolibero.it/2016/04/05/il-calcio-e-loppio-dei-popoli-meridionali/">Il calcio è l&#8217;oppio dei popoli.Meridionali.</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.pensolibero.it">PensoLibero.it</a>.</p>
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