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	<title>PensoLibero.it &#187; Gaza</title>
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		<title>Notre Dame brucia. Anche il resto del mondo.</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Apr 2019 21:01:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Eh, lo so, ecco il solito bastian contrario, mi direte. Son fatto così, però, e alcune  cose non me le tengo dentro. 8/10/2018: Indonesia, 1700 morti e più&#8242; di 5000 dispersi il bilancio del terremoto e dello tsunami che hanno colpito la parte centrale dell’isola indonesiana di Sulawesi. 17/03/2019 Inondazioni in Indonesia: oltre 50 morti &#8230; <a href="http://www.pensolibero.it/2019/04/16/notre-dame-brucia-anche-il-resto-del-mondo/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Notre Dame brucia. Anche il resto del mondo.</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="js_23" class="_5pbx userContent _3576" data-ft="{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}">
<p>Eh, lo so, ecco il solito bastian contrario, mi direte.<br />
Son fatto così, però, e alcune  cose non me le tengo dentro.</p>
</div>
<p><span id="more-3833"></span></p>
<p><strong>8/10/2018</strong>: Indonesia, <strong>1700 morti e più&#8242; di 5000 dispersi</strong> il bilancio del terremoto e dello tsunami che hanno colpito la parte centrale dell’isola indonesiana di Sulawesi.<br />
<strong>17/03/2019</strong> Inondazioni in Indonesia: oltre<strong> 50 morti e migliaia di sfollati</strong><br />
<strong>2/4/2019</strong> In Iran almeno <strong>45 persone sono morte</strong> nelle ultime due settimane a causa delle forti piogge e delle conseguenti alluvioni.<br />
Dal <strong>30/3/2018 al 5/3/2019</strong> : Gaza, <strong>256 morti e 29.382 feriti, di cui 15.528 ospedalizzati.</strong><br />
<strong> Tra le vittime:49 bambini,6 donne,1 anziano</strong><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2019/04/notre-dame2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-3834" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2019/04/notre-dame2-300x169.jpg" alt="notre dame2" width="300" height="169" /></a></p>
<div id="js_23" class="_5pbx userContent _3576" data-ft="{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}">
<p>L&#8217;elenco potrebbe continuare e essere ampliato, anche solo facendo riferimento all&#8217;arco temporale dell&#8217;ultimo anno.</p>
<p>Questo per dire che Notre Dame e il suo incendio colpiscono sicuramente, e giustamente, l&#8217;immaginario collettivo per il simbolismo storico e la fama del luogo.</p>
<p>Sulawesi, Gaza, l&#8217;Iran no, perché forse addirittura incapaci di indicarli, con un ditino, sul mappamondo.</p>
<p>Notre Dame, però, al di là del simbolo, è pietra resa arte, storia, patrimonio, dall&#8217;uomo.<br />
E come tale può, deve, sarà ricostruita come altre volte le è capitato nella sua storia (durante la rivoluzione Francese fu devastata dall&#8217;uomo e addirittura ci fu chi pensò di acquistarla per demolirla).<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2019/04/notre-dame1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-3835" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2019/04/notre-dame1-300x169.jpg" alt="notre dame1" width="300" height="169" /></a></p>
<p>Correranno, per ricostruirla, fiumi di sottoscrizioni e donazioni; spontanee e commosse elargizioni e calcolate sponsorizzazioni, tutti vorranno mettere, anche idealmente, la loro firma sulla rinascita.</p>
<p>Carne, ossa, sangue no, queste sono cose che, una volta spezzate, non possono essere ricostruite.</p>
<p>Non ho sentito «Je suis chichessia», oppure «Oh no, non ancora sempre gli stessi», ne tanto meno «Allez Gaza, Sulawesi, Iran», quando tante piccole Notre Dame – così erano considerate per chi ci abitava, ci lavorava, ci cresceva, ci moriva- in termini di case, edifici, scuole venivano spazzate dalla furia della natura oppure dall&#8217;imbecillità dell&#8217;uomo.</p>
<p>Questi corpi, le anime e le mura, a differenza di Notre Dame, non troveranno chi sarà interessato a curarli e ricostruirli.<br />
Troppa spesa, poca resa.</p>
<p><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2019/04/Immagine24.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-3836" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2019/04/Immagine24-225x300.jpg" alt="Immagine24" width="225" height="300" /></a></p>
<p>Intendiamoci, nessuno nega ad altri di essere tremendamente colpiti da quanto accaduto a uno dei simboli della storia e dell&#8217;ingegno dell&#8217;uomo.</p>
<p>Quella guglia che crolla ci rende tutti un po&#8217; più poveri.<br />
Di storia, cultura, di sentimenti.</p>
<p>Quelle ossa spezzate, quella carne martirizzata, quelle vite distrutte dalla perdita di cari e cose, appartengono a noi, perché nessun uomo è un isola.<br />
Tutti gli uomini, però, dovrebbero, almeno una volta, sentirsi Sulawesi.</p>
<p>Detto ciò, il crepitio di quelle fiamme che ognuno di noi propaga attraverso le proprie emozioni nel sentirsi dolorosamente coinvolto è, invero, inversamente proporzionale al gelido ghiaccio della nostra indifferenza in molte altre occasioni.</p>
<p>“Le calamità sono di due specie: la disgrazia che capita a noi, e la fortuna che capita agli altri.”<br />
(Ambrose Gwinnett Bierc)<br />
Avanti, adagio e forza a tutte le Notre Dame del mondo.</p>
</div>
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		<title>15 maggio: Nakba, il genocidio ignorato</title>
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		<pubDate>Sun, 15 May 2016 22:28:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[L'ululato]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Dalla Shoah alla Nakba: genocidi ricordati e quelli ignorati Innanzitutto, una precisazione. Questo scritto non nasce  come atto di accusa contro un popolo intero,quello israeliano e quindi gli ebrei,ma assurge a dito accusatore puntato su di una parte di esso, il ramo sionista. La questione palestinese si trascina da anni, mietendo vittime, spesso innocenti, da &#8230; <a href="http://www.pensolibero.it/2016/05/16/15-maggio-nakba-il-genocidio-dimenticato/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">15 maggio: Nakba, il genocidio ignorato</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2><em><strong>Dalla Shoah alla Nakba: genocidi ricordati e quelli ignorati</strong></em></h2>
<p>Innanzitutto, una precisazione.<br />
Questo scritto non nasce  come atto di accusa contro un popolo intero,quello israeliano e quindi gli ebrei,ma assurge a dito accusatore puntato su di una parte di esso, il ramo sionista.<span id="more-2168"></span></p>
<p>La questione palestinese si trascina da anni, mietendo vittime, spesso innocenti, da ambo le parti, al punto tale che le colpe degli uni si confondono in quelle degli altri e le ragioni non hanno confini definibili.<br />
Non basteranno poche righe a narrarla, ma un minimo di storia è necessaria allo sviluppo dell’argomento.</p>
<h2><em>Un pò di storia</em></h2>
<p>Il  sionismo è un movimento politico internazionale, nato alla fine del XIV secolo, tra il 1880 e il 1896, tra gli ebrei residenti in Europa, il cui fine è l&#8217;affermazione del diritto all’autodeterminazione del popolo ebraico attraverso la costituzione di uno stato proprio: Israele.</p>
<p>Quindi bisogna incominciare capendo che il piano di pulizia etnica sionista a spese del popolo palestinese, che incominciò nei primi anni 20 per poi acuirsi nel primo dopoguerra, non fu effetto della Shoah ma trasse ulteriore forza da essa in quanto fornì una sorta di “giustificazione” a ciò che veniva fatto in una terra da secoli oggetto di dominio senza fisso padrone. In pratica, al di là dello sterminio nazista degli ebrei, il destino dei palestinesi era già segnato!</p>
<p>D’altronde le prime violenze e sopraffazioni vengono compiute sotto l’ultimo periodo di protettorato inglese, alla fine degli anni 20, in un  periodo in cui la maggior parte della popolazione è palestinese.<br />
Parliamo di numeri importanti poiché su una popolazione di 4 milioni di abitanti il 90% era arabo e solo 80mila persone erano ebree. Il che fa decadere automaticamente la tesi sionista che in quei territori era sempre stata forte la presenza ebraica.</p>
<p>Ma il piano di pulizia etnica e conquista della Palestina continua senza interruzioni anche durante il conflitto mondiale, per acuirsi definitivamente nel primo dopoguerra.</p>
<p>D’altronde alle potenze vincitrici non parve vero poter riconciliarsi l’anima su quanto non si era riuscito/voluto  impedire con lo sterminio nei campi di concentramento, e quale miglior occasione che quella di chiudere non uno ma entrambi gli occhi su ciò che dal 1947 in poi è successo in Palestina.</p>
<h2><em>Comprendere la questione palestinese</em></h2>
<p>Altro errore che non si deve compiere, nell’analisi del fenomeno,è ricondurre il tutto al fondamentalismo islamico che, invero, è semplicemente un becero vampiro che si nutre del sangue delle vittime, d’ambo i lati,per fomentare un odio che invece,per secoli, in quella terra, non è esistito, giacché ebrei e palestinesi vivevano fianco a fianco.</p>
<p>Per aver un quadro storico preciso dei fatti in questione si potrebbero leggere gli scritti di uno storico ebreo, tale Ilian Pappe, oppure,per arrivare alla cronaca piu attuale, i dolorosi riscontri di una vittima tutta italiana, Vittorio Arrigoni,giovane attivista per i diritti umani, che ha vissuto e operato nell’inferno di Gaza e che è morto assassinato,nel 2011, in circostanze tutte da appurare.</p>
<p>Ma cosa denunciano, spesso inascoltati dalla massa indirizzata erroneamente dall’informazione, scrittori, storici, artisti, attivisti,politici  come Pappe, Arrigoni, Moni Ovadia e tanti altri?</p>
<h2><em>Genocidio tra genocidi</em></h2>
<p>L’urlo che si leva da Gaza oggi e dalla Palestina in generale è un urlo di orrore, un immensa richiesta d’aiuto che da anni rimane inascoltata come i massacri in Ruanda, la pulizia etnica in Serbia, come ciclicamente è successo ai nativi americani, agli indios dell’Amazzonia, agli aborigeni australiani.</p>
<p>La storia non scritta di questo immenso olocausto parla di un popolo non-popolo (perché mai dichiaratosi tale),quello palestinese, cacciato sistematicamente dalle sue case, considerato stirpe inferiore dai sionisti, espropriato delle proprietà, con massacri,stupri,deportazioni e ogni sorte di violenza partendo dagli anni’30 e con il culmine nel periodo 1946-48.</p>
<p>Oggi assistiamo alla lenta agonia di Gaza, così come si è assistito negli anni 80 a massacri come Sabra e Shatila, con la stessa indifferenza con cui si segue un reality.</p>
<h2><em>Raccontare la verità</em></h2>
<p>Eppure, nell’epoca della globalizzazione, è necessario parlare di un popolo soggetto all’apartheid sionista, con limitazioni su molteplici diritti, come il lavoro, l’istruzione, la proprietà, insomma il diritto alla vita, di esecuzioni sommarie ai check point, di bambini tradotti in prigione, di famiglie distrutte.</p>
<p>E’ doveroso narrare di mura altissime alzate a dividere due popoli che sino agli inizi del XX secolo vivevano pacificamente insieme. Si parli di lacrime di madri e padri che cercano i loro figli fra le macerie di un bombardamento. Del silenzio di bambini che hanno smesso di cercare oramai da tempo qualsiasi cosa. Di come le regole della Convenzione di Ginevra vengano ignorate.</p>
<p>Si racconti di come i palestinesi vengono ricacciati costantemente nelle parti piu aride mentre, dove prima erano le loro città, ora ci sono località turistiche con nomi nuovi. E’necessario capire come due popoli vivano in costante terrore, di come i bambini ebrei siano invitati dai militari a scrivere il loro nome sulle bombe che verranno sganciate sulle scuole ed ospedali di Gaza.</p>
<p>Si conosca l’orrore di minorenni palestinesi che si fanno saltare in aria carichi di tritolo, facili prede di chi dal loro orrore trae profitto per la propria ideologia. Si tenga conto come quelli indicati come statisti e uomini politici siano stati, invero,mercanti di morte attraverso crimini verso l’umanità.</p>
<p>Si denunci come l’uso di armi non convenzionali sia stato largamente profuso in una guerra che vede il secondo esercito del mondo contrapposto all’intifada palestinese fatta di bastoni e pietre.</p>
<h2><em>Davide contro Golia</em></h2>
<p>E’, ironia della sorte, la riedizione triste del racconto biblico tra il Davide palestinese e il Golia sionista, ma stavolta non c’è fionda che tenga, perché Davide soccombe sempre.</p>
<p>Solo se consideriamo le righe sopra scritte come fondamentali chaivi di lettura e capiamo il significato di esse riusciamo a capire come il tanto famigerato terrorismo palestinese non sia altro che la reazione disperata, ancorché errata, di un popolo seviziato,martoriato,prono nella speranza, distrutto nei sogni.</p>
<p>Vittima tre volte, dell’ingiustizia sionista e della sopraffazione ideologica islamica ma ancor di piu dal silenzio dell’Occidente. E così all’ingiustizia sionista si aggiunge l’odio palestinese,in un circolo vizioso di morte e sopraffazione, paura e ipocrisia ,dove vittima e carnefice arrivano a scambiarsi  i ruoli, in un sadico gioco al massacro dove a pagare il prezzo maggiore sono i piu deboli, donne, vecchi, bambini.</p>
<p>Il tutto sotto gli occhi indifferenti di USA e Europa e ONU e terreno fertile per il fondamentalismo islamico. Sempre piu’sprezzante Israele, ancora oggi, nonostante deboli contestazioni dell’UE e degli Usa,si accinge a costruire altri villaggi in terra palestinese e con la forza di chi sa di essere impunibile, chiama a rapporto i governi di quei paesi che hanno criticato tale scelta.</p>
<h2><em>L&#8217;ultimo errore</em></h2>
<p>Ma dopotutto, si potrebbe pensare, cosa importa al resto del mondo di un non-popolo e del suo antagonista?</p>
<p>E’ il terzo errore che potremmo commettere, quello piu grave, poiché ciò che accade da quasi un secolo a questa parte in quella parte del mondo, al di là dall’essere un‘immane tragedia di ingiustizia e violenza, è la peggior minaccia alla pace nel mondo, da quando cadde il Muro di  Berlino e con esso finì la Guerra Fredda.</p>
<p>La genesi di questo conflitto va raccontata senza perifrasi, anche laddove la verità è piu cruda e difficile da digerire. Perché Israele il suo diritto ad esistere l’ha ormai acquisito in forma pragmatica  e indietro non si può tornare, ma ha dalla sua il torto marcio di chi l’ha ottenuto con la violenza e la sopraffazione.</p>
<p>E ci vorranno decenni per ristabilire una sorta di giustizia,elemento essenziale affinché due popoli, quello palestinese e quello ebraico,in pari misura, trovino la pace,recuperino la conoscenza della vita. Percorso necessario, essenziale perché la storia dimostra che spesso non c’è miglior carnefice di chi è stato vittima.</p>
<p>E la storia è ciclica.</p>
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		<title>In memoria di Vittorio Arrigoni</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Apr 2016 22:01:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Nella ricorrenza dell&#8217;anniversario della morte di Vittorio &#8220;Vik&#8221; Arrigoni, ripropongo questo mio vecchio articolo. Non c&#8217;è molto da aggiungere ,tranne che, in Italia e nel mondo, nel frattempo, sono vissuti e morti molti altri Vik. Giulio Regeni è uno di loro. Altri se la sono cavata con qualche periodo di detenzione, come Samantha Comizzoli. Altri, &#8230; <a href="http://www.pensolibero.it/2016/04/15/in-memoria-di-vittorio-arrigoni/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">In memoria di Vittorio Arrigoni</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nella ricorrenza dell&#8217;anniversario della morte di Vittorio &#8220;Vik&#8221; Arrigoni, ripropongo questo mio vecchio articolo. Non c&#8217;è molto da aggiungere ,tranne che, in Italia e nel mondo, nel frattempo, sono vissuti e morti molti altri Vik. Giulio Regeni è uno di loro.<span id="more-2086"></span></em></p>
<p><em>Altri se la sono cavata con qualche periodo di detenzione, come Samantha Comizzoli. Altri, in tempi precedenti, hanno preceduto Vik nel sentiero della ricerca della verità a scapito della propria vita come Rachel Corrie, uccisa dalle ruspe sioniste.</em></p>
<p><em><span class="_5yi_">Giovani che hanno,avevano, un sacro fuoco dentro di loro. Che percorrono un cammino diverso da quello prestabilito da una conformità spesso cucita addosso dalla nascita. Giovani che rimangono dilaniati da quella stessa fiamma, per diventare luce di eterni fari in un mondo buio fatto di violenza, sopraffazione, silenzi e ipocrisie.</span></em></p>
<p><em>Nel frattempo il mondo va sempre piu&#8217; a puttane. Perchè gli eroi, a differenza dei film, quasi mai sopravvivono. Peggio sarebbe, però, se non sopravvivessero le loro idee, il loro ricordo. Per questo, ogni 15 aprile io posterò questo articolo.</em><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/04/FreeSAM.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2087" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/04/FreeSAM-300x268.jpg" alt="FreeSAM" width="300" height="268" /></a></p>
<p>Chiunque ha dei modelli.O almeno credo.</p>
<p>Io i miei li ho sempre cercati un po’“particolari”.</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Arrigoni" target="_blank">Vittorio Arrigoni</a> è sempre stato questo, per me. Un modello da seguire, anche se completamente diverso da me per molti fattori.<br />
Lui amava la pace attraverso la giustizia ad ogni costo,<span id="more-23"></span>io amo la giustizia e con essa la pace attraverso ogni mezzo.</p>
<p>Eppure, se ho un grande rimpianto è quello di non essere come lui, di non essermi minimamente avvicinato a ciò che ha fatto lui. Di non credere, forse, in certe cose pienamente come lui. Mica facile , però! Per questo è un modello per me. Perché è li ad indicarmi una via, lasciandomi libero però di deviare da essa,per raggiungere la medesima meta.<br />
E il suo insegnamento mi fa capire meglio i miei errori, mi rafforza nelle scelte, mi fa temere il buio della mente e amare la luce delle idee. Una luce che si fa strada anche nel buio più tenebroso come in quella giornata del 15 aprile 2011: sapere della sua morte fu un colpo, per chi, come me, già da qualche tempo seguiva i reportage, dalla tormentata Gaza, di questo giovane,dal fisico prestante, il cappello da guascone, il filo di barba e la pipa.</p>
<p>Sembrava non reale, un personaggio nato dalla fantasia e dalle matite di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hugo_Pratt" target="_blank">Hugo Pratt</a>, l’autore di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Corto_Maltese" target="_blank">Corto Maltese</a> per intenderci. Eppure era già là, in quella terra martoriata quale è la Palestina, dopo altre esperienze in altre parti del mondo, in carne e ossa, nell’età in cui molti suoi coetanei il massimo dell’impegno lo mostrano nel fare la fila, di notte, fuori un negozio di elettronica per l’ultimo ritrovato tecnologico. In un ‘età in cui gli altri stanno a sbronzarsi in discoteca e a rischiare la loro vita sulla strada del ritorno a casa, lui, il Vik, aveva deciso di sbronzarsi del dolore, della paura, delle lacrime altrui. <a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/04/GazaBambini.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2088" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/04/GazaBambini-300x170.jpg" alt="GazaBambini" width="300" height="170" /></a></p>
<p>E la sua vita la rischiava, ogni giorno, per davvero, non per capriccio. La rischiava quando cercava di difendere i pescatori palestinesi facendo da scudo contro le motovedette israeliane. La rischiava nel soccorrere i feriti durante i bombardamenti, oppure filmando in diretta scuole, ospedali, ambulanze che saltavano in aria o cecchini che decidevano di espletare il potere di vita o di morte su chiunque.</p>
<p>La rischiava testimoniando in diretta, dal vivo, come testimone, il dolore delle persone, il pianto dei bambini, la speranza offuscata negli occhi degli anziani, il lutto di madri, padri, figli. La rischiava, conscio di farlo, ogni volta che cercava di raccontare una verità, non la sua, ma l’unica che fosse reale.</p>
<p>Una verità che urlava a modo suo, con i suoi toni pacati, sornioni, quasi disincantati e ironici per scuotere, svegliare un opinione pubblica tremebonda e intorpidita come al solito quando c’è da affrontare determinati argomenti. Come suo testamento ha lasciato una frase, tradotta poi in libro,“<a href="http://www.lafeltrinelli.it/libri/arrigoni-vittorio/gaza-restiamo-umani/9788872855843" target="_blank">Restiamo umani</a>” che chiudeva ogni suo reportage. In questa frase c’è tutto lo spirito di Vik, tutta la sua capacità di essere equidistante nel giudizio pur riuscendo a definire chi ha torto e chi ha ragione.</p>
<p>C’è tutto il suo modo di essere, il suo appello, il suo insegnamento. C’è tutta la differenza con me, e il motivo per il quale ,più di ogni altra cosa, sento di ringraziarlo. E’ per questo che è diventato per me un modello da seguire. Perché in fondo lui riempiva le mie, di lacune. Le mie e di quanti altri come me che possono solo sognarsela una vita come la sua, mentre lui l’ha vissuta, breve ma intensa,trasformandola in un idea.</p>
<p>E le idee non muoiono, ma sopravvivono alla morte fisica diventando un simbolo, un talismano potente. Per me, per altri, per gli oppressi di tutto il mondo, non solo palestinesi. Perché, finché ci sarà un Vik qualunque, qualsiasi vittima di qualsiasi guerra,qualsiasi sorpruso, avrà la sua voce per denunciare, i suoi occhi per testimoniare, le sue orecchie per essere ascoltato, affinché non possa essere mai essere lasciata sola.</p>
<p>Io posso solo ringraziarlo per i suoi insegnamenti, da vivo e anche da morto. E mi piace pensare che lui ora sia lì, in un luogo senza tempo, e possa leggere queste righe, magari insieme a Angelo Frammartino, Rachel Corrie e Tom Hundall, altra “gioventù bruciata” dal fuoco sacro della giustizia e della pace.</p>
<p>Penso che Vik farebbe una tirata dalla sua pipa, un sorriso dei suoi e un cenno di assenso col capo. Così come gli eroi dei fumetti.</p>
<p>Perché lui era fatto così, un eroe con il prefisso “anti”, un personaggio proprio alla Hugo Pratt.</p>
<p>di <a href="http://www.pensolibero.it/" target="_blank">Antonio Mattera</a></p>
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		<title>L&#8217;Intifada dei coltelli</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2015 20:15:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Da sempre ignorati se non addirittura traditi, sia dalla diplomazia internazionale e dai potentati economici. Sottomessi nelle azioni ma non nella dignità da un regime totalitario quale fu solo il nazismo. Decimati, come carne da macello, ogni volta che è stato possibile. Costretti a vivere da banditi, terroristi, sulla loro terra, portata via a forza. &#8230; <a href="http://www.pensolibero.it/2015/10/18/lintifada-dei-coltelli/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">L&#8217;Intifada dei coltelli</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Da sempre ignorati se non addirittura traditi, sia dalla diplomazia internazionale e dai potentati economici. Sottomessi nelle azioni ma non nella dignità da un regime totalitario quale fu solo il nazismo. Decimati, come carne da macello, ogni volta che è stato possibile. <span id="more-1711"></span>Costretti a vivere da banditi, terroristi, sulla loro terra, portata via a forza. Questo il tragico destino dei palestinesi, destinati a morire nell&#8217;indifferenza generale ma ad ottenere le luci della ribalta quando usano i coltelli. <a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/666.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1713" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/666.jpg" alt="Intifada" width="276" height="182" /></a></p>
<p>I coltelli. Già!Un passo avanti nell&#8217;escaltion della violenza palestinese se pensiamo che la prima Intifada iniziò, e si caratterizzò come simbologia, con un lancio di pietre. Parafrasando il grande Albert Einstein che una voltà predisse <em>&#8220;Io non so come si combatterà la terza guerra mondiale, ma so che la quarta si combatterà con pietre e bastoni.&#8221;, </em>potremmo facilmente coniare  &#8220;<em>Non sappiamo come si combatterà la quarta intifada, ma sappiamo che la quinta non si combatterà perchè non ci saranno piu&#8217; palestinesi.&#8221;</em>Sarebbe quasi da ridere se non fosse tragicamente vero.</p>
<p>I coltelli palestinesi inorridiscono e fanno notizia piu&#8217; dei  circa 1.300 ipalestinesi feriti, intossicati e contusi nel corso delle recenti violenze in Cisgiordania e a Gerusalemme est. Secondo le cifre divulgate dalla <strong>Mezzaluna Rossa (Croce rossa)</strong>, i feriti da arma da fuoco sono finora 76. Hanno necessitato cure mediche 849 persone intossicate dai lacrimogeni e 344 colpite da proiettili rivestiti di gomma. Altri 20 palestinesi sono stati ricoverati dopo essere stati percossi.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/images1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1714" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/images1.jpg" alt="images" width="198" height="254" /></a></p>
<p>I coltelli palestinesi inorridiscono e fanno notizia piu&#8217; di un bambino bruciato vivo nella sua casa insieme alla madre. Furono coloni ebrei a dar fuoco a quella casa.</p>
<p>I coltelli palestinesi inorridiscono e fanno notizia piu&#8217; dell&#8217;<span id="singleBody"> uccisione di un bambino palestinese di 13 anni che viveva nel campo profughi di Aida, a Betlemme – che l’esercito israeliano ha detto di avere ucciso <em><strong>per errore.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/images51.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1715" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/images51.jpg" alt="images5" width="284" height="177" /></a></strong></em></span></p>
<p>I coltelli  palestinesi inorridiscono e fanno notizia piu&#8217; del<span id="singleBody">la sparatoria che ha causato la morte di un ragazzo di 18 anni a Gerusalemme, rincorso da alcuni coloni israeliani che hanno aizzato la polizia a sparargli, e l’uccisione da parte di un 19enne palestinese di due ebrei ultra-ortodossi a Gerusalemme.</span></p>
<p>I coltelli palestinesi inorridiscono e fanno notizia piu&#8217; della ragazza ferita e lasciata morire dissanguata al check point nell&#8217;indifferenza dei militari israeliani<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/third-intifada-palestine.gif"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1716" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/third-intifada-palestine-300x200.gif" alt="third-intifada-palestine" width="300" height="200" /></a></p>
<p>I coltelli palestinesi inorridiscono e fanno notizia piu&#8217; di 2.139 palestinesi uccisi, di cui 490 bambini, per un percentuale totale di morti tra i civili del 70% durante l&#8217;operazione<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Operazione_Margine_di_protezione" target="_blank"><strong> Margine Protettivo</strong></a>, durata 50 giorni nel 2014.</p>
<p>I coltelli palestinesi  inorridiscono e fanno notizia piu&#8217; dell&#8217;operazione <strong><a href="http://www.pensolibero.it/risoluzioni-onu-e-israele/" target="_blank">Cast lead</a> (</strong>Piombo fuso). Nel corso di 22 giorni di guerra vennero uccisi 1.391 palestinesi, di cui 759 civili: 344 bambini e 110 donne. Nove invece i morti da parte israeliana: tre civili e sei soldati.</p>
<p>I coltelli palestinesi inorridiscono e fanno notizia piu&#8217; delle bombe al fosforo bianco usate dall&#8217;esercito israeliano sulla popolazione palestinese a G aza, nel 2009. Quando il fosforo bianco entra in contatto con la pelle può continuare a bruciare anche in profondità, fino a raggiungere la massa muscolare e la spina dorsale.Tra le zone più colpite dal fosforo bianco vi furono  la sede dell&#8217;Unrwa, l&#8217;agenzia dell&#8217;Onu per i rifugiati a Gaza City, attaccata dalle forze israeliane il 15 gennaio. Sempre quel giorno, ordigni impregnati di fosforo bianco colpirono anche l&#8217;ospedale al-Quds di Gaza City, provocando un incendio che costrinse lo staff sanitario a evacuare i pazienti.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/fosforo.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1717" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/fosforo-300x177.jpg" alt="fosforo" width="300" height="177" /></a></p>
<p>I coltelli palestinesi inorridiscono e fanno notizia piu&#8217; dei 7 mila bambini palestinesi ,di età compresa tra i 12 e i 17 anni, che sono stati arrestati, negli ultimi 10 anni, e interrogati dall&#8217;esercito e dalla polizia israeliani in Cisgiordania.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/55279.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1718" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/55279-300x197.jpg" alt="55279" width="300" height="197" /></a></p>
<p>I coltelli palestinesi inorridiscono e fanno notizia piu&#8217; dei  maltrattamenti ai bambini palestinesi in carcere,  <strong>come la pratica di bendare e legare le mani con fascette di plastica, abusi fisici e verbali</strong>, l&#8217;uso di sistemi di detenzione dolorosi.</p>
<p>I coltelli palestinesi inorridiscono e fanno notizia piu&#8217; dell&#8217;uccisione di una madre palestinese, incinta di un secondo figlio, uccisa ad una stazione di autobus. Oppure di una <a href="http://tv.ilfattoquotidiano.it/2014/07/17/gaza-bambini-uccisi-sulla-spiaggia-immagini-del-bombardamento/288948/" target="_blank">bomba sganciata da una nave </a>israeliana su 4 ragazzini che giocavano su una spiaggia a Gaza<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/images3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1719" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/images3.jpg" alt="images3" width="272" height="185" /></a></p>
<p>I coltelli palestinesi  inorridiscono e fanno notizia piu&#8217; dei diritti continuamente violati, dell&#8217;acqua sistematicamente razionata per i palestinesi e libera per i coloni israeliani, degli espopri di case e proprietà palestinesi per nuove colonie semite, dai permessi per circolare per andare al lavoro a quelli per pregare nei propri luoghi santi, alle restrizioni per accedere a cure mediche al di fuori della striscia di Gaza. Finanche alle leggi razziali che impediscono matrimoni tra palestinesi ed ebrei.</p>
<p>I coltelli palestinesi  inorridiscono e fanno notizia piu&#8217; delle <a href="http://www.pensolibero.it/risoluzioni-onu-e-israele/" target="_blank">73 risoluzioni ONU non rispettate da Israele.</a><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/images4.jpg"><img class="aligncenter wp-image-1720 size-full" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/images4.jpg" alt="images4" width="273" height="185" /></a></p>
<p>I coltelli palestinesi inorridiscono e fanno notizia piu&#8217; dei bambini palestinesi che crescono troppo in fretta, soprattutto i bambini nati nei campi profughi o che vivono  vicino agli insediamenti illegali. Quei bambini che non possono giocare, andare a scuola come i loro coetanei. Quei bambini che vengono imprigionati insieme ai loro cari e che non possono sognare un futuro. Sono loro che cantano a squarciagola i nomi di tutte le città della Palestina storica, anche quelle che ormai sono parte di un altro stato. Conosconola loro storia, seppur negata dal resto del mondo, e sanno bene che nessun confine imposto con la forza può distruggerla . Quei bambini di ieri sono i giovani che oggi scendono in piazza e lottano. <a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/thumb-img-141542676410.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1721" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/thumb-img-141542676410-300x169.jpg" alt="thumb-img-141542676410" width="300" height="169" /></a></p>
<p>E usano quei coltelli. Che oggi inorridiscono e fanno notizia piu&#8217; dei decenni di surprusi, delle migliaia di vittime, delle continue <span class="st">sovraricazioni </span>che hanno armato quelle mani.</p>
<p>di <a href="http://www.pensolibero.it/" target="_blank">Antonio Mattera</a></p>
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		<title>Una nuova intifada!</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Oct 2015 19:49:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Tutti i telegiornali oggi hanno dato ampio risalto all&#8217;accoltellamento di due israeliani da parte di giovani palestinesi appartenenti ad Hamas. La stessa Hamas avrebbe inneggiato ad una nuova Intifada. Facile capire da quale parte si sono schierati i media. Come sempre d&#8217;altronde. E facile capire chi in realtà soffia su questo fuoco nascosto. La storia &#8230; <a href="http://www.pensolibero.it/2015/10/10/una-nuova-intifada/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Una nuova intifada!</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti i telegiornali oggi hanno dato ampio risalto all&#8217;accoltellamento di due israeliani da parte di giovani palestinesi appartenenti ad Hamas. La stessa Hamas avrebbe inneggiato ad una nuova Intifada. <span id="more-1645"></span>Facile capire da quale parte si sono schierati i media. Come sempre d&#8217;altronde. E facile capire chi in realtà soffia su questo fuoco nascosto. La storia è ciclica, così come i massacri sul popolo palestinese, debitamente programmati a scadenze fisse. Piu che un controllo sulle nascite, un accurato controllo delle morti, per arrivare allo stesso risultato:genocidio!</p>
<figure id="attachment_1649" style="width: 275px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/Pericoloso-terrorista-palestinese-armato-fino-ai-denti.jpg"><img class="size-full wp-image-1649" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/Pericoloso-terrorista-palestinese-armato-fino-ai-denti.jpg" alt="Pericoloso terrorista palestinese armato fino ai denti" width="275" height="183" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Pericoloso terrorista palestinese armato fino ai denti</figcaption></figure>
<p>Senza voler tornare  tanto indietro nel tempo e ai piu di duemila morti (800 bambini) dell&#8217;agosto 2014, quando <a href="http://www.repubblica.it/esteri/2015/06/22/news/onu_contro_israele_a_gaza_crimini_di_guerra_tel_aviv_ossessione_verso_di_noi_-117435493/" target="_blank">Gaza</a> si trasformò in una trappola mortale,  voglio semplicemente illustrarvi alcuni passaggi fondamentali per arrivare a questa nuova <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Intifada" target="_blank">intifada</a></strong>, forzatamente voluta dalla nazione sion(az)ista.</p>
<p>1) maggio 2015: nuove terre vengono <a href="http://nena-news.it/cisgiordania-la-macchina-coloniale-israeliana-ormai-corre-senza-pilota/" target="_blank">confiscate</a> ai palestinesi per la costruzione di nuove colonie israeliane</p>
<p>2) luglio 2015, gruppi di estremisti sionisti, aiutati dalla polizia israeliana <a href="http://www.repubblica.it/esteri/2015/07/26/news/gerusalemme_polizia_israeliana_entra_nella_moschea_di_al-aqsa_scontri_nel_luogo_sacro_dell_islam-119833359/" target="_blank">assaltano i palestinesi</a> alla moschea di Al Aqsa, luogo sacro dell&#8217;Islam</p>
<figure id="attachment_1646" style="width: 275px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/truppe-sioniste-alla-moschea-Al-Aqsa.jpg"><img class="size-full wp-image-1646" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/truppe-sioniste-alla-moschea-Al-Aqsa.jpg" alt="truppe sioniste alla moschea Al Aqsa" width="275" height="183" /></a><figcaption class="wp-caption-text">truppe sioniste alla moschea Al Aqsa</figcaption></figure>
<p>3) agosto 2015: bambino <a href="http://www.huffingtonpost.it/2015/07/31/bambino-palestinese-bruciato-vivo_n_7909376.html" target="_blank">bruciato vivo </a>nella sua casa  da estremisti sionisti</p>
<figure id="attachment_1647" style="width: 278px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/Il-bambino-palestinese-bruciato-vivo-in-casa-sua.jpg"><img class="size-full wp-image-1647" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/Il-bambino-palestinese-bruciato-vivo-in-casa-sua.jpg" alt="Il bambino palestinese bruciato vivo in casa sua" width="278" height="181" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Il bambino palestinese bruciato vivo in casa sua</figcaption></figure>
<p>4) agosto 2015: ragazzo palestinese <a href="http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/gaza-giovane-palestinese-ucciso-soldati-israeliani-confine-b08b55b9-3910-4402-8e5e-c7b668c6279d.html" target="_blank">ucciso dalle forze</a> di polizia israeliane.</p>
<p>5) settembre 2015: ragazzo 13enne ucciso dalle forze armate israeliane</p>
<p>6) settembre 2015: ragazza 18enne palestinese <a href="http://www.corriere.it/foto-gallery/esteri/15_settembre_23/cisgiordania-18enne-palestinese-uccisa-checkpoint-voleva-pugnalare-soldato-a83998a6-61c3-11e5-a22c-898dd609436f.shtml" target="_blank">ferita </a>al posto di blocco di Hebron e lasciata morire a terra senza cure<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/index.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1648" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/index.jpg" alt="index" width="275" height="183" /></a></p>
<p>7) ottobre 2015: una decina di palestinesi<a href="http://www.corriere.it/esteri/15_ottobre_09/hamas-lancia-l-intifada-liberare-gerusalemme-be8414f6-6e7f-11e5-aad2-b4771ca274f3.shtml?refresh_ce-cp" target="_blank"> uccisi t</a>ra Gaza ed Hebron</p>
<p>8) ottobre 2015: una giovane donna, madre un bambino e in attesa di un altro, viene <a href="http://www.infopal.it/vergogna-israele-unaltra-giovane-e-innocente-vittima/" target="_blank">uccisa </a> dalle forze di polizia sion(az)ista nonostante le mani alzate in segno di resa e la supplica ad non essere uccisa. Qui il <a href="https://www.youtube.com/watch?v=Ho8nbfWpTRk" target="_blank">video</a></p>
<figure id="attachment_1650" style="width: 259px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/truppe-dassalto-palestinesi-attaccano-cingolato-israeliano.jpg"><img class="size-full wp-image-1650" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/10/truppe-dassalto-palestinesi-attaccano-cingolato-israeliano.jpg" alt="truppe d'assalto palestinesi attaccano cingolato israeliano" width="259" height="194" /></a><figcaption class="wp-caption-text">truppe d&#8217;assalto palestinesi attaccano cingolato israeliano</figcaption></figure>
<p>Potrei aggiungere altri esempi, ma, personalmente, mi basta così, abbastanza da vomitare di fronte alla violenza gratuita elargita a piu&#8217; non posso da un popolo senza storia e all&#8217;ipocrisia di un mondo senza occhi per vedere.</p>
<p>Chiamiamola pure Intifada o come vogliamo. Io credo che l&#8217;unica parola che non esista, in quella terra, è giustizia. Per un popolo,quello palestinese, oppresso, ,massacrato, privato di ogni diritto. Da un altro popolo, quello israeliano, che ha imparato sin troppo bene la lezione dalla sua storia, superando il maestro.</p>
<p>Se vuoi saperne di piu&#8217; <a href="http://www.pensolibero.it/palestina-una-terra-due-popoli-possibile/" target="_blank">:http://www.pensolibero.it/palestina-una-terra-due-popoli-possibile/</a></p>
<p><a href="http://www.pensolibero.it/se-si-viola-la-santita-di-una-moschea/" target="_blank">http://www.pensolibero.it/se-si-viola-la-santita-di-una-moschea/</a></p>
<p><a href="http://www.pensolibero.it/sionazisti-una-volta-nazisti-per-sempre/" target="_blank">http://www.pensolibero.it/sionazisti-una-volta-nazisti-per-sempre/</a></p>
<p><a href="http://www.pensolibero.it/ilan-pappe-la-pulizia-etnica-della-palestina/" target="_blank">http://www.pensolibero.it/ilan-pappe-la-pulizia-etnica-della-palestina/</a></p>
<p><a href="http://www.pensolibero.it/la-storia-di-israele/" target="_blank">http://www.pensolibero.it/la-storia-di-israele/</a></p>
<p>di <a href="http://www.pensolibero.it/" target="_blank">Antonio Mattera</a></p>
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		<title>16-19 settembre 1982 : il massacro di Sabra e Chatila</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2015 21:25:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[La Storia dimenticata]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>tratto da http://nuke.alkemia.com/MedioOriente/LastoriadiSabraeChatila/tabid/756/Default.aspx Alle 5 di sera di giovedì 16 settembre, i miliziani libanesi penetrano nei campi di Sabra e Chatila ed iniziano la mattanza. Dopo la prima “eliminazione mirata” effettuata dal corpo speciale israeliano, sui camion militari dell’esercito israeliano vengono trasportati i miliziani della seconda ondata di assassini, composta dai libanesi dell’Esercito del Sud &#8230; <a href="http://www.pensolibero.it/2015/09/17/16-19-settembre-1982-il-massacro-di-sabra-e-chatila/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">16-19 settembre 1982 : il massacro di Sabra e Chatila</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>tratto da <a href="http://nuke.alkemia.com/MedioOriente/LastoriadiSabraeChatila/tabid/756/Default.aspx" target="_blank">http://nuke.alkemia.com/MedioOriente/LastoriadiSabraeChatila/tabid/756/Default.aspx</a></p>
<p><span class="DNNAligncenter"><strong><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Alle 5 di sera di giovedì 16 settembre, i miliziani libanesi penetrano nei campi di Sabra e Chatila ed iniziano la mattanza.</span></strong><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Dopo la prima “eliminazione mirata” effettuata dal corpo speciale israeliano, sui camion militari dell’esercito israeliano vengono trasportati i miliziani della <strong>seconda ondata di assassini, composta dai libanesi dell’Esercito del Sud del Libano. </strong></span></span><span id="more-1458"></span></p>
<p><span class="DNNAligncenter"><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Solo dopo il ritorno di questa squadra, nei vicoli e tra le case di Sabra e Chatila, per completare il massacro, scendono in campo gli <strong>assassini di Elias Hobeika, responsabile dei servizi speciali libanesi. Saranno essi a compiere le maggiori atrocità.</strong></span><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><strong>Il massacro è quindi il risultato dell’alleanza tra Israele ed i Falangisti libanesi.</strong> Alleanza dimostrata dal fatto che, nella notte tra giovedì e venerdì, la <strong>BBC </strong>diede la notizia che la tv israeliana aveva diffuso la voce che truppe falangiste avrebbero compiuto “epurazioni” nei campi palestinesi. Il quotidiano di Tel Aviv <strong>“Haaretz” </strong>scriveva che il ministro della Difesa aveva informato il Governo della sua decisione di autorizzare l’ingresso delle Falangi libanesi nei due campi.<strong> L‘esercito israeliano fornì ai suoi alleati tutto il supporto necessario, dai bulldozer, alle mappe, ai fari degli elicotteri che illuminavano a giorno i campi. </strong></span><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;">La caccia cominciò quindi nella notte tra il <strong>16 ed il 17 settembre.</strong> Palestinesi, siriani, libanesi subirono lo stesso destino. Cumuli di carte d’identità libanesi accanto alle vittime fanno capire l’inutile tentativo di riuscire a sfuggire  alla morte. I soldati all’interno dei campi iniziarono subito le esecuzioni di massa ed ebbero 36 ore di tempo per trucidare bambini, donne ed anziani.</span><br />
<em><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">All’inizio il massacro compiuto dai miliziani libanesi avviene nel silenzio, usando coltelli, accette,pugnali. Sventrando, sgozzando, decapitando, violentando i corpi vivi delle vittime. </span><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Paralizzata dalla paura la gente dei campi resta chiusa in casa, nascondendosi. </span></em><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><em>Dopo i primi spari, il massacro prosegue ancora più feroce. Nelle vie del campo, distrutto dagli esplosivi, si accumulano i corpi dei bambini sgozzati o impalati, aggrovigliati ai ventri delle madri. Teste e gambe e braccia tagliate con l’accetta, cadaveri fatti a pezzi. Corpi di donne impudicamente discinte per le ripetute violenze e poi decapitate. Uomini abbattuti e poi castrati. File di uomini fucilati. Cumuli di cadaveri ammassati in discariche o in fosse comuni.</em> <em>Camion carichi di cadaveri e camion di uomini in procinto di divenire cadaveri. Il rastrellamento avviene casa per casa perché nessuno possa sfuggire. Il tutto sotto l’occhio vigile dei soldati e ufficiali israeliani che dall’alto della terrazza dell’ambasciata del Kuwait seguono, con i binocoli, le violenze disumane che non ebrei stanno compiendo su altri non ebrei. </em></span><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Dal Gaza Hospital vengono fatti evacuare i medici ed il personale straniero.</span><br />
</span><span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><strong>Venerdì 17 settembre </strong>la notizia del massacro comincia a circolare e sconvolge il mondo intero.  <strong>Giunge la condanna internazionale. </strong>Le Forze Libanesi ora hanno fretta, devono finire il lavoro commissionato dai vertici israeliani, per cui sparano su tutto ciò che si muove. Altri reparti rastrellano i quartieri di Sabra e di Fakhani, ammassando centinaia di prigionieri. Molti di questi ostaggi sono spariti nel nulla, solo più tardi vengono trovati nelle fosse comuni. </span><br />
<!--more--><!--more--></p>
<p><span class="DNNAligncenter"> <span style="font-family: Verdana; font-size: small;">All’alba di <strong>sabato 18 settembre</strong> i miliziani falangisti si ritirano, lasciando dietro di sé un numero imprecisato di morti.</span><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Quando i giornalisti stranieri e la Croce Rossa  entrarono nei campi il giorno dopo, provarono solo orrore. Sembrava di vivere in un incubo: donne che urlavano sui corpi dei loro cari, che vagavano tra i vicoli, bambini che piangevano in mezzo ai corpi mutilati, corpi che cominciavano a gonfiarsi sotto il sole. Molti di loro piansero, altri, semplicemente vomitarono.</span><br />
<strong><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Il numero totale delle vittime assassinate e di quelle scomparse nel nulla è di circa 3.000. </span></strong><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Secondo i testimoni il massacro è stato compiuto da 1.500 uomini che parlavano il dialetto di Beirut ed indossavano le uniformi delle Forze Libanesi.</span><br />
</span></p>
<div align="center"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><br />
</span></div>
<p><span id="dnn_ctr3219_ContentPane" class="DNNAligncenter"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><strong>Il 19 settembre</strong> parlando alla radio per il capodanno ebraico, <strong>Ariel Sharon </strong>dichiarò che i suoi uomini sarebbero restati a lungo a Beirut, almeno fino a quando l’esercito libanese sarebbe stato in grado di prendere il controllo, prima però, dovevano  bonificare le aree in cui si trovavano i palestinesi.</span><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Le testate giornalistiche internazionali trattarono l’argomento solo per pochi giorni. In breve tempo, i mezzi di comunicazione si impegnarono per <strong>riciclare l’immagine disonorata d’Israele, trasformandola in quella “pietosa” della vittima ingiustamente infangata!</strong></span><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><strong>Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il 25 settembre condanna i massacri israeliani, ma gli USA votano contro. </strong>Il parlamento israeliano il 22 settembre decise di non formare una commissione ufficiale d’inchiesta. Il contingente multinazionale di pace il 26 settembre tornò a Beirut, nuovamente sollecitato ad intervenire per svolgere la funzione di interposizione.</span><br />
<strong><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Ancora oggi, nessuno ha mai pagato per questo crimine.</span></strong><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Il 31 dicembre 1983, il <strong>Presidente Pertini </strong>dopo essere stato sui luoghi del massacro, rilasciò questa dichiarazione:</span><br />
<em><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">“Io sono stato nel Libano. Ho visto i cimiteri di Sabra e Chatila. E’ una cosa che angoscia vedere questo cimitero dove sono sepolte le vittime di quell’orrendo massacro. Il responsabile dell’orrendo massacro è ancora al governo in Israele. E quasi va baldanzoso di questo massacro compiuto. E’ un responsabile cui dovrebbe essere dato il bando dalla società” </span></em></span></p>
<p>tratto da <a href="http://nuke.alkemia.com/MedioOriente/LastoriadiSabraeChatila/tabid/756/Default.aspx" target="_blank">http://nuke.alkemia.com/MedioOriente/LastoriadiSabraeChatila/tabid/756/Default.aspx</a></p>
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		<title>Israele sion(az)ista</title>
		<link>http://www.pensolibero.it/2015/08/08/israele-sionazista/</link>
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		<pubDate>Sat, 08 Aug 2015 19:53:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p> &#8221; Se gli israeliani non vogliono essere accusati di essere nazisti, devono soltano smettere di comportarsi da nazisti&#8221; ( Norman Finkelstein) &#160; Israele può permettersi di bruciare vivi i Palestinesi, può bombardarli, può ridurli a vivere come profughi nella loro terra, può arrestarli e torturarli, può testare su di loro armi convenzionali e non, può &#8230; <a href="http://www.pensolibero.it/2015/08/08/israele-sionazista/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Israele sion(az)ista</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="_1dwg">
<div class="_5pbx userContent" data-ft="{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}">
<p><strong> <em>&#8221; Se gli israeliani non vogliono essere accusati di essere nazisti, devono soltano smettere di comportarsi da nazisti&#8221;</em> ( Norman Finkelstein)</strong></p>
</div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-1198"></span></p>
<div class="_1dwg">
<div class="_5pbx userContent" data-ft="{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}">
<p>Israele può permettersi di bruciare vivi i Palestinesi, può bombardarli, può ridurli a vivere come profughi nella loro terra, può arrestarli e torturarli, può testare su di loro armi convenzionali e non, può decidere chi di loro deve morire, e chi può vivere. Può decidere di radere al suolo la loro casa, può privarli di acqua, cibo, elettricità e carburante. Può mantenerli in un lager a cielo aperto, Gaza. Una settantina di anni fa si chiamava nazismo.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<div> L&#8217;Italia, attraverso la voce del suo fantomatico Presidente del Consiglio, un pagliaccio di nome Renzi, può affermare che &#8220;Israele ha il diritto e il dovere di esistere. E che la tutela di questo diritto-dovere deve essere attuata tramite qualsiasi mezzo&#8221;. Settant&#8217;anni fà qualcosa di simile lo fece un certo Mussolini, appoggiando le nefandezze germaniche anche attraverso strumenti come le ignobili leggi razziali. Allora tali atteggiamenti si etichettavano come fascisti.</div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Persone vennero gasate o bruciate vive. Soffrirono i morsi della fame e le umiliazioni piu disumane. Famiglie disgregate, case distrutte, affetti spezzati, orrori indescrivibili. Settanta anni fa questo venne chiamato genocidio e si coniò il termine Shoah per non dimenticarlo . Oggi si chiama  Nakba e per cercare di dimenticarlo lo si definisce con termini come &#8220;margine protettivo&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div></div>
<div>Si costruirono mura, ghetti dove rinchiudere gli ebrei. Si contrassegnarono come animali obbligandoli a portare simboli identificativi. Si tolsero diritti elementari come l&#8217;istruzione scolastica. Settanta anni fa si chiamarono leggi razziali. Oggi si chiamano diritti di autodifesa.</div>
<div></div>
<div></div>
<div></div>
<div>Da settanta anni a questa parte solo una cosa non è cambiata: l&#8217;ipocrisia del resto del mondo che abbandona la parte piu debole per schierarsi, con il suo tacito silenzio, a favore del piu&#8217; forte, anche se orribile mostro.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/08/11822631_1620837201539009_385726254462464556_n.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1201" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/08/11822631_1620837201539009_385726254462464556_n-214x300.jpg" alt="11822631_1620837201539009_385726254462464556_n" width="214" height="300" /></a></div>
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		<title>Un gesto, molti significati.</title>
		<link>http://www.pensolibero.it/2015/08/01/un-gesto-molti-significati/</link>
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		<pubDate>Sat, 01 Aug 2015 21:34:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Riprendo questo mio vecchio scritto. E&#8217; ancora oggi attuale, sulla questione palestinese, alla luce del bambino bruciato vivo dai coloni sion(az)isti e dei due diciasettenni palestinesi uccisi nelle ultime ore dall&#8217;esercito israeliano. Ci si sta preparando ad un altra estate rovente, e non per le temperature. Facile pensare che Hamas risponderà, a modo suo,  a &#8230; <a href="http://www.pensolibero.it/2015/08/01/un-gesto-molti-significati/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Un gesto, molti significati.</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Riprendo questo mio vecchio scritto. E&#8217; ancora oggi attuale, sulla questione palestinese, alla luce del<a href="http://www.bocchescucite.org/dopo-ali-uccisi-due-17enni-palestinesi-la-violenza-di-israele-e-strutturale/" target="_blank"> bambino bruciato vivo dai coloni sion(az)isti e dei due diciasettenni palestinesi uccisi</a> nelle ultime ore dall&#8217;esercito israeliano.<span id="more-1140"></span> Ci si sta preparando ad un altra estate rovente, e non per le temperature. Facile pensare che Hamas risponderà, a modo suo,  a questi omicidi. Facile capire che Israele non aspetta altro per tornare a portare distruzione su Gaza e la sua popolazione. Facile capire che ancora una volta il mondo deciderà di chiudere gli occhi.</p>
<figure id="attachment_1150" style="width: 240px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/08/Palestina-bambino-dietro-filo-spinato.jpg"><img class="size-full wp-image-1150" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/08/Palestina-bambino-dietro-filo-spinato.jpg" alt="Palestina - bambino dietro filo spinato" width="240" height="188" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Palestina &#8211; bambino dietro filo spinato</figcaption></figure>
<p>E allora riprendo l&#8217;immagine di questo ragazzino, con la Kefiah e la bandiera palestinese e il simbolo, con le dita, della &#8220;V&#8221;.  Ma cosa Indica realmente quella &#8220;V&#8221; ? Qual&#8217;è il suo messaggio e il suo vero significato fra tanti che si possono attribuire quella lettera rappresentata in quel gesto?</p>
<figure id="attachment_1149" style="width: 300px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/08/Gaza-Uomo-in-lacrime.jpg"><img class="size-medium wp-image-1149" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/08/Gaza-Uomo-in-lacrime-300x156.jpg" alt="Gaza - Uomo in lacrime" width="300" height="156" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Gaza &#8211; Uomo in lacrime</figcaption></figure>
<p>Un pugno chiuso. Due dita alzate. Leggermente divaricate in obliquo. Una “V” fatta di carne, ossa, tendini, elementi che si spezzano ogni giorno in Palestina. Ma cosa può indicare,uno stato d’animo espresso attraverso un gesto, con quella “V”?<br />
Difficile dirlo, sinceramente è un turbinio di pensieri quello che mi scorre nella mente, e quel gesto è spesso istintivo,non calcolato.<br />
<strong>V come Vittoria</strong>: non quella bellica. Quella, i palestinesi se la possono dimenticare schiacciati come sono dalla terza o quarta superpotenza militare. Ma c’è una vittoria che possono e devono ottenere: è quella sull’indifferenza,arma subdola che fa danni altrettanto gravi come un missile, perché di fatto ne giustifica il lancio e ne tace la violenza.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/08/Palestina-NAKBA-1948.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1148" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/08/Palestina-NAKBA-1948.jpg" alt="Palestina - NAKBA - 1948" width="284" height="177" /></a></p>
<p><strong>V come Violenza</strong>, per l’appunto: quella violenza che il popolo palestinese subisce da 90 anni a questa parte. Quella violenza che subiscono indifferentemente soldati e civili, vecchi e donne. Quella violenza che leggi negli occhi dei bambini, istruiti giornalmente all’università del dolore e della paura. Quella violenza che genererà altra violenza, quando i bambini di oggi saranno i terroristi di domani. Quella violenza che è strutturale allo Stato di Israele e rende indotta quella dei Palestinesi. Quella violenza che è sempre deprecabile ma va distinta tra quella del’oppressore e quella dell’oppresso, che è la violenza del resistente, perché anche questa è una verità.</p>
<figure id="attachment_1147" style="width: 300px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/08/muro-cisgiordania.jpg"><img class="size-medium wp-image-1147" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/08/muro-cisgiordania-300x198.jpg" alt="muro-cisgiordania" width="300" height="198" /></a><figcaption class="wp-caption-text">muro-cisgiordania</figcaption></figure>
<p><strong>V come Verità</strong>, allora: quella che tacciamo, quella che non sempre esce fuori ed è conosciuta. Perchè questa non è una guerra tra due popoli, tra Hamas e Israele, ma lo è diventata, perché fa comodo ad entrambi. Fa comodo al mondo, non riconoscere la verità. Che è semplice, nuda, cruda: i palestinesi oggi sono i nativi americani , gli aborigeni australiani, i meridionali del sud Italia, gli indios amazzonici e gli ebrei di ieri. E come loro sono destinati a scomparire. Fra il fragore del nostro silenzio e la nostra viltà.</p>
<figure id="attachment_1146" style="width: 300px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/08/bambini_palestina_maltrattati.jpg"><img class="size-medium wp-image-1146" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/08/bambini_palestina_maltrattati-300x225.jpg" alt="bambini_palestina_maltrattati" width="300" height="225" /></a><figcaption class="wp-caption-text">bambini_palestina_maltrattati</figcaption></figure>
<p><strong>V come Viltà</strong>, quindi: la viltà dei paesi occidentali, ma anche di quelli arabi, dell’Onu e di molte altre organizzazioni, che si piegano alla volontà di Israele, vuoi per motivi economici, vuoi per un perdurante senso di colpa che ci assale dal dopoguerra mondiale. La Shoah, per noi occidentali una profonda vergogna.</p>
<figure id="attachment_1145" style="width: 300px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/08/ali.jpg"><img class="size-medium wp-image-1145" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/08/ali-300x262.jpg" alt="Alì, il bambino palestinese carbonizzato vivo" width="300" height="262" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Alì, il bambino palestinese carbonizzato vivo</figcaption></figure>
<p><strong>V come Vergogna</strong>, ma sì, ci sta: la vergogna di assistere all’ennesimo genocidio senza poter, e voler, muovere un dito. La vergogna di un popolo, quello israeliano, che oggi tace sui misfatti del suo governo ma domani è gia pronto ad edificare colonie, su quei territori che ancora grondano sangue palestinese. Una vergogna simile a quella che provarono i tedeschi, ma della quale è difficile credere che ne fossero all’oscuro, ma piuttosto complici. Piu o meno privi di volontà.</p>
<figure id="attachment_1144" style="width: 300px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/08/Laith-al-Khaldi-il-giovane-ucciso.jpg"><img class="size-medium wp-image-1144" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/08/Laith-al-Khaldi-il-giovane-ucciso-300x199.jpg" alt="Laith al- Khaldi, il giovane ucciso" width="300" height="199" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Laith al- Khaldi, il giovane ucciso</figcaption></figure>
<p><strong>V come Volontà: </strong>possibile? La volontà di terminarla questa carneficina. Una volontà espressa a parole ma non a fatti. Una volontà che trova i suoi limiti nelle Sabra e Shatila, nelle Intifada, nelle operazioni ” Summer Rains”, “Hot Winter” o “Autumn Clouds”, nomi poetici ,quasi ironici,per morti atroci .Oppure nomi da epopea come “Piombo Fuso”, “Pilastro di difesa”,“Margine di protezione”, 2014.<br />
Potrei sciorinare un intero vocabolario per trovare altre parole da assegnare a quel gesto, a quella V. Ma sarebbero per lo piu’ odiose, terribili, false ed ipocrite.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/08/Israels-Iron-Dome-blocks-Gaza-barrage.jpg"><img class=" size-medium wp-image-1143 aligncenter" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/08/Israels-Iron-Dome-blocks-Gaza-barrage-300x200.jpg" alt="Israels-Iron-Dome-blocks-Gaza-barrage" width="300" height="200" /></a></p>
<p><strong>V come Vittorio</strong>, Vik Arrigoni, un vero eroe dei nostri tempi, Un ragazzo, come me, come voi, che riteneva ingiuste,crudeli e false tutte quelle V sopra citate. Vik ha provato a cercare un significato in quel gesto, ci ha creduto, lo ha difeso. Ed è morto per questo, lasciandoci in eredità il vero significato di quel gesto che forse deve indicare solo una cosa:  <strong>Vera</strong> giustizia, per tutti, sempre! <a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/08/Vittorio-Arrigoni.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1142" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/08/Vittorio-Arrigoni.jpg" alt="Vittorio Arrigoni" width="290" height="174" /></a></p>
<p>Perché solo una <strong>Vera</strong> giustizia ci permetterà la <strong>Vittoria</strong> sulla <strong>Violenza</strong>, combatterà la <strong>Viltà</strong> liberandoci dalla <strong>Vergogna</strong>, attraverso la <strong>Volontà</strong> di ristabilire la <strong>Verità.</strong></p>
<p>di <a href="http://www.pensolibero.it/" target="_blank">Antonio Mattera</a></p>
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		<title>Se si viola la santità di una moschea</title>
		<link>http://www.pensolibero.it/2015/07/26/se-si-viola-la-santita-di-una-moschea/</link>
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		<pubDate>Sun, 26 Jul 2015 18:52:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Tratto da http://invisiblearabs.com/?p=6288 di Paola Caridi Pochi giorni sono trascorsi dall’ultima volta che Gerusalemme era entrata nelle case degli italiani attraverso la TV. Pochi giorni fa, la Città Tre Volte Santa aveva fatto il suo ingresso attraverso la visita di Matteo Renzi a Israele/Palestina, e soprattutto attraverso il suo discorso alla Knesset. Il discorso di &#8230; <a href="http://www.pensolibero.it/2015/07/26/se-si-viola-la-santita-di-una-moschea/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Se si viola la santità di una moschea</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Tratto da<a href="http://invisiblearabs.com/?p=6288" target="_blank"> http://invisiblearabs.com/?p=6288 </a></p>
<p><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Paola_Caridi" target="_blank">di Paola Caridi</a></p>
<p>Pochi giorni sono trascorsi dall’ultima volta che Gerusalemme era entrata nelle case degli italiani attraverso la TV. Pochi giorni fa, la Città Tre Volte Santa aveva fatto il suo ingresso attraverso la visita di Matteo Renzi a Israele/Palestina, e soprattutto attraverso il suo <span id="more-1097"></span>discorso alla Knesset. Il discorso di un presidente del consiglio leader del più importante partito della sinistra italiana. Un discorso di sostanziale sostegno a un governo, quello di Benjamin Netanyahu, dichiaratamente di destra, e altrettanto nettamente contro la soluzione dei due Stati. Ma tant’è, l’Italia è cambiata, e si sono modificate le nostre linee strategiche nel Mediterraneo… I commenti potrebbero essere molti. Nessuno – dal mio punto di vista – positivo, soprattutto riguardo alla nostra possibilità di influenza e mediazione nel Medio Oriente, messa a serio rischio da una presa di posizione così chiara per un governo, l’attuale governo israeliano, che ha proseguito senza sosta nella sua politica di ampliamento degli insediamenti e repressione durissima in Cisgiordania.<br />
La notizia di oggi, però, non è Matteo Renzi, non è la nostra politica mediterranea. La notizia, stavolta, è proprio Gerusalemme. E proprio quella Gerusalemme crudele, quella ‘Gerusalemme senza Dio’ che avevo deciso di narrare in un libro. Una Gerusalemme in cui il conflitto sequestra i suoi abitanti, li nasconde al mondo, salvo poi esibirli di colpo in una domenica di fine luglio. Domenica calda, in Italia. Caldissima, sulla Spianata delle Moschee.<br />
La tensione è alta, in Città Vecchia. Lo scrivono le cronache, e non faccio fatica a crederlo. Lo è da anni, soprattutto quando i coloni israeliani e i militanti dei partiti della destra-destra israeliana decidono di rompere lo status quo che regola la vita e la preghiera sulla Spianata delle Moschee. Il Gran Rabbinato di Israele proibisce agli ebrei di salire sul Monte del Tempio, affermando – all’ingresso della Spianata punto di accesso per i non musulmani – che il divieto si basa sulla legge della Torah. Una proibizione di tipo religioso, questa, che nasconde senza dubbio un patto di non belligeranza di carattere politico. Gli ebrei non salgono sul Monte del Tempio, indicando uno status quo sulla Spianata delle Moschee che, se modificato, avrebbe conseguenze di difficile valutazione. Sul piano interno e su quello del diritto internazionale, riguardo ai doveri della potenza occupante (Israele) sul luogo occupato (Gerusalemme est).<br />
La questione dei Luoghi Santi, e soprattutto di quello che viene indicato come lo Holy Basin, è centrale nel conflitto israelo-palestinese, anche se le nostre diplomazie continuano a volerla nascondere dentro un cassetto chiuso a doppia mandata. È però la storia, la cronaca a riportarla in superficie, com’è successo oggi, e com’era successo nel 2000 con la passeggiata blindata di Ariel Sharon, protetto da migliaia di poliziotti israeliani. Oggi, i soldati israeliani hanno compiuto un pesante raid sulla Spianata, hanno ferito fedeli palestinesi musulmani, hanno arrestato almeno tre persone. E sono entrati dentro la moschea di Al Aqsa. Il terzo luogo santo dell’Islam. Per fare un paragone (ovviamente inesatto) in chiave cattolica, è come se soldati fossero entrati nel santuario di Lourdes, armati di tutto punto.<br />
I soldati hanno compiuto il raid, e gli estremisti israeliani sono entrati sulla Spianata, contravvenendo al divieto del Gran Rabbinato. Non è la prima volta che succede. Sono anni che piccoli gruppi di coloni e appartenenti all’estrema destra israeliana entrano sulla Spianata delle Moschee protetti dai soldati. Rivendicano non solo e non tanto la libertà di pregare sul Monte del Tempio, ma l’obiettivo chiaro, palese di ricostruire il Terzo Tempio. E la visita di oggi non è slegata da questo sogno che l’estrema destra coltiva in maniera aperta: oggi si celebra Tish b’Av, che ricorda la distruzione del Secondo Tempio.<br />
Perché non concedere agli ebrei di pregare su quello che è il luogo, il centro della loro fede e della loro storia? Sembra folle, questa proibizione. Così come sembra folle proibire ai palestinesi musulmani di pregare nella moschea di Al Aqsa, nel terzo luogo santo dell’islam, dopo Medina e prima di Damasco: questo però succede ogni venerdì, quando gli ingressi alla Spianata delle Moschee sono limitati dalle autorità israeliane, quasi sempre agli uomini sopra i 50 anni. C’è, dunque, una libertà di preghiera a Gerusalemme? Nella mia esperienza decennale di abitante e giornalista a Gerusalemme, devo dire in tutta sincerità che no, la libertà di preghiera non è tutelata, non è per tutti. Ed è parte integrante del conflitto e della questione cruciale di Gerusalemme.<br />
Come per tutto il conflitto, i doppi standard sono all’ordine del giorno. Un raid in una moschea, una piccola moschea in Cisgiordania o la grande moschea di Al Aqsa, passa quasi inosservato. Nessun grande titolo, nessuna riflessione su quello che può significare difendere i diritti a corrente alternata. I luoghi sacri e santi sono sacri e santi. Si chiamino sinagoghe, chiese, moschee. Vi si respira la stessa aria ferma, antica, santa. È la stessa aria, bella e antica e serena, che ho respirato dentro la Moschea di Al Aqsa, quando sono entrata senza scorta di soldati e poliziotti. Sono entrata da laica e cattolica, nel profondo e sentito rispetto per i fedeli musulmani, con lo stesso spirito con il quale sono entrata nella moschea di Al Azhar al Cairo e in quella degli Omayyadi a Damasco, tanto per esemplificarne solo due.<br />
Il raid israeliano nella moschea di Al Aqsa è come un cerino sotto una paglia ben secca. La paglia ben secca non comprende solo il Medio Oriente, ma tutti i fedeli musulmani nel mondo. La domanda che dovremmo allora porci, la prima domanda, è chi ha interesse ad accenderlo, questo cerino, e per quale obiettivo. Deve scoppiare un’altra guerra per Gerusalemme, così da volgere lo sguardo da un’altra parte riguardo ai destini del grande Medio Oriente? Oppure deve continuare la politica che vuole la modifica de facto dello status quo a Gerusalemme, voluta dalla destra israeliana?</p>
<p>di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Paola_Caridi" target="_blank">Paola Caridi</a></p>
<p>tratto da<a href="http://invisiblearabs.com/?p=6288" target="_blank"> http://invisiblearabs.com/?p=6288</a></p>
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		<title>Palestina: una terra, due popoli. Possibile?</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2015 21:00:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Luoghi dimenticati da Dio. Luoghi dimenticati da Dio,qualunque esso sia che lì alberghi nel cuore e nelle menti degli uomini. Ruanda, Serbia,Afghanistan, l’elenco è lungo. La Palestina è uno di questi. Eppure è la terra di Dio per antonomasia, ricca di luoghi sacri per tutte e tre le religioni fondamentali. Da questa terra martoriata,per secoli &#8230; <a href="http://www.pensolibero.it/2015/06/16/palestina-una-terra-due-popoli-possibile/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Palestina: una terra, due popoli. Possibile?</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h5>Luoghi dimenticati da Dio.</h5>
<p>Luoghi dimenticati da Dio,qualunque esso sia che lì alberghi nel cuore e nelle menti degli uomini. Ruanda, Serbia,Afghanistan, l’elenco è lungo.<span id="more-754"></span> La Palestina è uno di questi. Eppure è la terra di Dio per antonomasia, ricca di luoghi sacri per tutte e tre le religioni fondamentali. Da questa terra martoriata,per secoli oggetto di dominio senza fisso padrone,si erge un grido di dolore che rimane inascoltato, incompreso. <a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/06/images1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-756" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/06/images1.jpg" alt="images" width="277" height="182" /></a></p>
<h5>La questione palestinese</h5>
<p>La <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Esodo_palestinese_del_1948" target="_blank">questione palestinese </a>si trascina da anni, mietendo vittime, spesso innocenti, da ambo le parti, al punto tale che le colpe degli uni si confondono in quelle degli altri e le ragioni non hanno confini definibili, alimentando disinformazione mista a pregiudizio. Non è solo la lotta tra un popolo lì da secoli, quello palestinese, e un altro,quello israeliano ( la parte sionista) in cerca di un posto che sia il suo rifugio.</p>
<p>Non è un problema di fondamentalismo religioso, effetto e non causa. E’ una storia che ha radici lontane, con la nascita del sionismo, movimento politico sviluppatosi dopo il 1880 tra gli ebrei residenti in Europa, con lo scopo di affermare il diritto all’autodeterminazione del popolo ebraico attraverso la costituzione di uno stato proprio: Israele. <a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/06/imagesee.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-755" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/06/imagesee.jpg" alt="imagesee" width="258" height="195" /></a></p>
<p>La conquista della Palestina, allora a maggioranza araba, iniziata negli anni ’20 per poi acuirsi nel primo dopoguerra, non fu risultato quindi della Shoah ma da essa trasse ulteriore forza in sorta di “giustificazione”.</p>
<p>In pratica, al di là dello sterminio nazista degli ebrei, il destino dei palestinesi era già segnato!</p>
<h5>Urla nel silenzio del mondo</h5>
<p>L’urlo che si leva dalla Palestina è un atto d’accusa, un immensa richiesta d’aiuto da anni inascoltata come ciclicamente è successo ai nativi americani, agli indios dell’Amazzonia, agli aborigeni australiani. La storia non scritta di questo nuovo olocausto parla di un popolo palestinese cacciato sistematicamente dalle sue case, privato delle proprietà, con massacri,stupri, deportazioni.</p>
<figure id="attachment_757" style="width: 300px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/06/140723_POL_IsraelGaza_05.jpg.CROP_.original-original.jpg"><img class="size-medium wp-image-757" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/06/140723_POL_IsraelGaza_05.jpg.CROP_.original-original-300x205.jpg" alt="Funeral ceremony is held for Palestinian Abu Jamei family members, who died after an Israeli aircraft hit their house, in Khan Yunis, Gaza on July 21, 2014." width="300" height="205" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Funeral ceremony is held for Palestinian Abu Jamei family members, who died after an Israeli aircraft hit their house, in Khan Yunis, Gaza on July 21, 2014.</figcaption></figure>
<p>La lenta agonia oggi di Gaza è il tragico continuo di massacri come Sabra e Shatila negli anni ‘80. Identica però è l’indifferenza che li segue. Sarebbe necessario parlare di un popolo oggetto dell’apartheid sionista, con diritti ridotti se non negati, come il lavoro, l’istruzione,la proprietà, una vita normale.</p>
<p>Doveroso narrare di mura alzate a dividere due popoli che sino agli inizi del XX secolo vivevano pacificamente insieme. Di lacrime di genitori che cercano i loro figli fra le macerie di un bombardamento. Del silenzio di bambini che hanno smesso di cercare oramai da tempo qualsiasi cosa. Il terrore giornaliero in cui vivono due popoli, bambini ebrei invitati a scrivere il loro nome sulle bombe che verranno sganciate sulle scuole ed ospedali di Gaza. O l’ignominia di bambini palestinesi carichi di tritolo, facili prede di chi dal loro orrore trae profitto per la propria ideologia.</p>
<h5>Davide e Golia</h5>
<p>Si denunci l’uso di <a href="http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1704" target="_blank">armi non convenzionali </a>largamente profuso in una guerra che vede il secondo esercito del mondo contrapposto all’intifada palestinese fatta di bastoni e pietre.E’la riedizione del racconto biblico tra Davide (la Palestina) e Golia (Israele sionista), ma stavolta non c’è fionda che tenga, perché Davide soccombe sempre. <a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/06/index1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-758" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/06/index1.jpg" alt="index" width="259" height="194" /></a></p>
<p>Se consideriamo le righe sopra scritte come storiche verità e intercettiamo il significato di esse possiamo capire come il terrorismo palestinese non sia altro che la reazione disperata, ancorché errata, di un popolo seviziato,martoriato, privo della speranza.</p>
<p>Vittima tre volte, dell’ingiustizia sionista e della sopraffazione ideologica islamica ma ancor di piu dal silenzio dell’Occidente,da qui la nascita dell’odio palestinese, in un circolo vizioso di morte e terrore,con vittima e carnefice che si scambiano i ruoli a scapito dei piu deboli tra l’indifferenza generale. <a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/06/gaza-8.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-759" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/06/gaza-8-300x225.jpg" alt="gaza-8" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Dopotutto cosa importa al resto del mondo di un non-popolo e del suo antagonista.? E’ questo un grave errore che non possiamo commettere, poiché ciò che accade da quasi un secolo in Palestina, oltre ad essere un‘immane tragedia di ingiustizia e violenza, è oggi la peggior minaccia alla pace nel mondo.</p>
<p>La genesi di questo conflitto va raccontata senza perifrasi, anche laddove la verità è difficile da digerire. Perché Israele il suo diritto ad esistere l’ha ormai acquisito in forma pragmatica ma ha il torto di chi l’ha ottenuto con la violenza e la sopraffazione.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/06/imagesw.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-760" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/06/imagesw.jpg" alt="imagesw" width="278" height="181" /></a></p>
<p>Ci vorranno decenni per ristabilire una sorta di giustizia, elemento essenziale affinché due popoli, quello palestinese e quello ebraico, in pari misura, trovino la pace. Percorso vitale, perché la storia dimostra come non ci sia miglior carnefice di chi è stato vittima. E la storia è ciclica.</p>
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