<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>PensoLibero.it &#187; Vittorio Arrigoni</title>
	<atom:link href="https://www.pensolibero.it/tag/vittorio-arrigoni/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.pensolibero.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Sun, 09 Apr 2023 19:33:45 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=4.2.2</generator>
	<item>
		<title>In memoria di Vittorio Arrigoni</title>
		<link>https://www.pensolibero.it/2016/04/15/in-memoria-di-vittorio-arrigoni/</link>
		<comments>https://www.pensolibero.it/2016/04/15/in-memoria-di-vittorio-arrigoni/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 14 Apr 2016 22:01:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[L'ululato]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Giulio regeni]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[Samantha Comizzoli]]></category>
		<category><![CDATA[sionismo]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Arrigoni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pensolibero.it/?p=2086</guid>
		<description><![CDATA[<p>Nella ricorrenza dell&#8217;anniversario della morte di Vittorio &#8220;Vik&#8221; Arrigoni, ripropongo questo mio vecchio articolo. Non c&#8217;è molto da aggiungere ,tranne che, in Italia e nel mondo, nel frattempo, sono vissuti e morti molti altri Vik. Giulio Regeni è uno di loro. Altri se la sono cavata con qualche periodo di detenzione, come Samantha Comizzoli. Altri, &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2016/04/15/in-memoria-di-vittorio-arrigoni/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">In memoria di Vittorio Arrigoni</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it/2016/04/15/in-memoria-di-vittorio-arrigoni/">In memoria di Vittorio Arrigoni</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it">PensoLibero.it</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nella ricorrenza dell&#8217;anniversario della morte di Vittorio &#8220;Vik&#8221; Arrigoni, ripropongo questo mio vecchio articolo. Non c&#8217;è molto da aggiungere ,tranne che, in Italia e nel mondo, nel frattempo, sono vissuti e morti molti altri Vik. Giulio Regeni è uno di loro.<span id="more-2086"></span></em></p>
<p><em>Altri se la sono cavata con qualche periodo di detenzione, come Samantha Comizzoli. Altri, in tempi precedenti, hanno preceduto Vik nel sentiero della ricerca della verità a scapito della propria vita come Rachel Corrie, uccisa dalle ruspe sioniste.</em></p>
<p><em><span class="_5yi_">Giovani che hanno,avevano, un sacro fuoco dentro di loro. Che percorrono un cammino diverso da quello prestabilito da una conformità spesso cucita addosso dalla nascita. Giovani che rimangono dilaniati da quella stessa fiamma, per diventare luce di eterni fari in un mondo buio fatto di violenza, sopraffazione, silenzi e ipocrisie.</span></em></p>
<p><em>Nel frattempo il mondo va sempre piu&#8217; a puttane. Perchè gli eroi, a differenza dei film, quasi mai sopravvivono. Peggio sarebbe, però, se non sopravvivessero le loro idee, il loro ricordo. Per questo, ogni 15 aprile io posterò questo articolo.</em><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/04/FreeSAM.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2087" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/04/FreeSAM-300x268.jpg" alt="FreeSAM" width="300" height="268" /></a></p>
<p>Chiunque ha dei modelli.O almeno credo.</p>
<p>Io i miei li ho sempre cercati un po’“particolari”.</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Arrigoni" target="_blank">Vittorio Arrigoni</a> è sempre stato questo, per me. Un modello da seguire, anche se completamente diverso da me per molti fattori.<br />
Lui amava la pace attraverso la giustizia ad ogni costo,<span id="more-23"></span>io amo la giustizia e con essa la pace attraverso ogni mezzo.</p>
<p>Eppure, se ho un grande rimpianto è quello di non essere come lui, di non essermi minimamente avvicinato a ciò che ha fatto lui. Di non credere, forse, in certe cose pienamente come lui. Mica facile , però! Per questo è un modello per me. Perché è li ad indicarmi una via, lasciandomi libero però di deviare da essa,per raggiungere la medesima meta.<br />
E il suo insegnamento mi fa capire meglio i miei errori, mi rafforza nelle scelte, mi fa temere il buio della mente e amare la luce delle idee. Una luce che si fa strada anche nel buio più tenebroso come in quella giornata del 15 aprile 2011: sapere della sua morte fu un colpo, per chi, come me, già da qualche tempo seguiva i reportage, dalla tormentata Gaza, di questo giovane,dal fisico prestante, il cappello da guascone, il filo di barba e la pipa.</p>
<p>Sembrava non reale, un personaggio nato dalla fantasia e dalle matite di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hugo_Pratt" target="_blank">Hugo Pratt</a>, l’autore di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Corto_Maltese" target="_blank">Corto Maltese</a> per intenderci. Eppure era già là, in quella terra martoriata quale è la Palestina, dopo altre esperienze in altre parti del mondo, in carne e ossa, nell’età in cui molti suoi coetanei il massimo dell’impegno lo mostrano nel fare la fila, di notte, fuori un negozio di elettronica per l’ultimo ritrovato tecnologico. In un ‘età in cui gli altri stanno a sbronzarsi in discoteca e a rischiare la loro vita sulla strada del ritorno a casa, lui, il Vik, aveva deciso di sbronzarsi del dolore, della paura, delle lacrime altrui. <a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/04/GazaBambini.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2088" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/04/GazaBambini-300x170.jpg" alt="GazaBambini" width="300" height="170" /></a></p>
<p>E la sua vita la rischiava, ogni giorno, per davvero, non per capriccio. La rischiava quando cercava di difendere i pescatori palestinesi facendo da scudo contro le motovedette israeliane. La rischiava nel soccorrere i feriti durante i bombardamenti, oppure filmando in diretta scuole, ospedali, ambulanze che saltavano in aria o cecchini che decidevano di espletare il potere di vita o di morte su chiunque.</p>
<p>La rischiava testimoniando in diretta, dal vivo, come testimone, il dolore delle persone, il pianto dei bambini, la speranza offuscata negli occhi degli anziani, il lutto di madri, padri, figli. La rischiava, conscio di farlo, ogni volta che cercava di raccontare una verità, non la sua, ma l’unica che fosse reale.</p>
<p>Una verità che urlava a modo suo, con i suoi toni pacati, sornioni, quasi disincantati e ironici per scuotere, svegliare un opinione pubblica tremebonda e intorpidita come al solito quando c’è da affrontare determinati argomenti. Come suo testamento ha lasciato una frase, tradotta poi in libro,“<a href="http://www.lafeltrinelli.it/libri/arrigoni-vittorio/gaza-restiamo-umani/9788872855843" target="_blank">Restiamo umani</a>” che chiudeva ogni suo reportage. In questa frase c’è tutto lo spirito di Vik, tutta la sua capacità di essere equidistante nel giudizio pur riuscendo a definire chi ha torto e chi ha ragione.</p>
<p>C’è tutto il suo modo di essere, il suo appello, il suo insegnamento. C’è tutta la differenza con me, e il motivo per il quale ,più di ogni altra cosa, sento di ringraziarlo. E’ per questo che è diventato per me un modello da seguire. Perché in fondo lui riempiva le mie, di lacune. Le mie e di quanti altri come me che possono solo sognarsela una vita come la sua, mentre lui l’ha vissuta, breve ma intensa,trasformandola in un idea.</p>
<p>E le idee non muoiono, ma sopravvivono alla morte fisica diventando un simbolo, un talismano potente. Per me, per altri, per gli oppressi di tutto il mondo, non solo palestinesi. Perché, finché ci sarà un Vik qualunque, qualsiasi vittima di qualsiasi guerra,qualsiasi sorpruso, avrà la sua voce per denunciare, i suoi occhi per testimoniare, le sue orecchie per essere ascoltato, affinché non possa essere mai essere lasciata sola.</p>
<p>Io posso solo ringraziarlo per i suoi insegnamenti, da vivo e anche da morto. E mi piace pensare che lui ora sia lì, in un luogo senza tempo, e possa leggere queste righe, magari insieme a Angelo Frammartino, Rachel Corrie e Tom Hundall, altra “gioventù bruciata” dal fuoco sacro della giustizia e della pace.</p>
<p>Penso che Vik farebbe una tirata dalla sua pipa, un sorriso dei suoi e un cenno di assenso col capo. Così come gli eroi dei fumetti.</p>
<p>Perché lui era fatto così, un eroe con il prefisso “anti”, un personaggio proprio alla Hugo Pratt.</p>
<p>di <a href="http://www.pensolibero.it/" target="_blank">Antonio Mattera</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it/2016/04/15/in-memoria-di-vittorio-arrigoni/">In memoria di Vittorio Arrigoni</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it">PensoLibero.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.pensolibero.it/2016/04/15/in-memoria-di-vittorio-arrigoni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Orgoglio e affari</title>
		<link>https://www.pensolibero.it/2016/02/09/orgoglio-e-affari/</link>
		<comments>https://www.pensolibero.it/2016/02/09/orgoglio-e-affari/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2016 21:30:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[L'ululato]]></category>
		<category><![CDATA[Al-Sisi]]></category>
		<category><![CDATA[Cewrmis]]></category>
		<category><![CDATA[Giulio regeni]]></category>
		<category><![CDATA[Latorre e Girone]]></category>
		<category><![CDATA[marò]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Calipari]]></category>
		<category><![CDATA[orgoglio]]></category>
		<category><![CDATA[Peppino Impastato]]></category>
		<category><![CDATA[Renzi]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Arrigoni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pensolibero.it/?p=1977</guid>
		<description><![CDATA[<p>Se c’è una parola abusata in quest’ultimo periodo della vita politica italiana è “orgoglio”. Il nostro premier, tal Matteo Renzi da Firenze, una città, una terra che,fortunatamente, ha dato natali a ben altri lustri, ne fa un cavallo di battaglia. Che parli dell’Expo o del Giubileo, delle vittorie sportive, che fa sue con tanto di &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2016/02/09/orgoglio-e-affari/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Orgoglio e affari</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it/2016/02/09/orgoglio-e-affari/">Orgoglio e affari</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it">PensoLibero.it</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Se c’è una parola abusata in quest’ultimo periodo della vita politica italiana è “orgoglio”.<br />
Il nostro premier, tal Matteo Renzi da Firenze, una città, una terra che,fortunatamente, ha dato natali a ben altri lustri, ne fa un cavallo di battaglia.<span id="more-1977"></span><br />
Che parli dell’<strong>Expo</strong> o del <strong>Giubileo</strong>, delle vittorie sportive, che fa sue con tanto di viaggi lampo, o delle riforme istituzionali, che sbandiera senza tirarle fuori dal cantiere, dei premi alla cultura italiana, che affosa però con decreti, o dell’ennesima porcata che salva le banche ma condanna i correntisti, degli affari imprenditoriali all’estero o del suo Jobs Act che produce più danni della grandine, soprattutto per i lavoratori stagionali, il giullare fiorentino sbandiera la parola “orgoglio” come solo un ben altro personaggio, Benito Mussolini, riuscì a fare.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/02/Renzi.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1988" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/02/Renzi.jpg" alt="Renzi" width="276" height="183" /></a><br />
Un vessillo, questa parola, dove nasconde le pecche di una nazione che da più di 150 anni, salvo sporadiche occasioni , non conosce cosa sia!<br />
Una parola che nasconde le nostre opere d’arte dietro scatoloni per non disturbare <strong>Rohani</strong>,presidente di quell’Iran che ha ben altri problemi con il decoro che non la nudità artistica.<br />
Una parola che si vergogna di fronte alla pantomina della nostra delegazione in <strong>Arabia Saudita</strong>, vendutasi cenciosamente per qualche <strong>Rolex d’oro</strong>, che ora “istituzionalmente” verranno assegnati ai soliti noti.<br />
Una parola che viene dimenticata nel caso dei<strong> marò i</strong>n India, dove svendiamo alla ragion di stato economica una giusta richiesta per il termine di uno stillicidio di attesa sulla sorte dei due nostri soldati che, colpevoli o meno, hanno tutto il diritto di essere giudicati in tempi brevi e non ostaggi di ripicche.</p>
<figure id="attachment_1985" style="width: 300px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/02/Latorre-e-Girone.jpg"><img class="wp-image-1985 size-medium" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/02/Latorre-e-Girone-300x207.jpg" alt="LaPresse02-06-2012CronacaInda, marò italiani liberi su cauzioneItalian marine Massimiliano Latorre, left, and Salvatore Girone walk after appearing in court in Kollam, India, Saturday, June 2, 2012. The two marines are accused of fatally shooting two Indian fishermen from the Italian cargo vessel Enrica Lexie off southwest India. The marines were part of the cargo ship's security team, and India accuses them of mistaking the fishing boat for a pirate ship." width="300" height="207" /></a><figcaption class="wp-caption-text">I marò italiani Latorre e Girone</figcaption></figure>
<p>Una parola che viene seppellita dietro l’ipocrisia degli affari commerciali di aziende come Finmeccanica che vende armi e armamenti a quegli stessi paesi che poi noi giudichiamo “pericolosi” per la nostra sicurezza.<br />
Una parola abiurata quando si parla di integrazione al solo scopo di permettere di votare i propri candidati per delle presunte primarie o future elezioni. Una compravendita di voti che parla cinese, magrebino,siriano senza nemmeno informarsi della traduzione, nella loro lingua, della parola “orgoglio”.<br />
Una parola nuovamente affossata nel caso del giovane<a href="http://www.repubblica.it/esteri/2016/02/09/news/regeni_capo_procura_giza_non_trovato_alcun_pc_o_ipad-133045714/" target="_blank"><strong> Giulio Regeni</strong></a>, torturato per giorni in modo efferato nell’Egitto di <strong>Al-Sisi</strong> e ucciso spezzandogli l’osso del collo. Facciamo finta di indignarci, mandando commissioni di inchiesta, alzando quel tanto la voce affinché il nostro premier possa twittare questo orgoglio come panacea per il popolo ma, alla verità dei fatti, solo chiacchiera propagandistica per popolani ignari e compiacenti giornalisti.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/02/images.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1986" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/02/images.jpg" alt="images" width="189" height="267" /></a><br />
In questo Renzi passa dal prospetto mussoliniano a quello borbonico, assimilandosi al <em>“Festa, farina e forca”</em> , le tre “f” che, secondo Ferdinando II di Borbone servivano per governare il popolo.<br />
Regeni, un giovane ragazzo italiano, con ideali forse utopici ma non per questo da considerare inutili, si aggiungerà, suo malgrado, ad una lunga lista di <em>“disturbatori di piazza”</em>. Gente scomoda, per la politica e gli affari italiani, come<strong> Vittorio Arrigoni</strong>, <strong>Peppino Impastato</strong> e tanti altri che pagano con la loro vita il cercare e far conoscere la verità in un mondo che, al meglio, li considererà degli sprovveduti <em>“che se la sono andata a cercare”.</em> Vittime designate da dimenticare facilmente al netto di una morale che si ferma all&#8217;affare di turno.</p>
<figure id="attachment_1980" style="width: 228px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/02/vittorio-arrigoni.jpg"><img class="size-full wp-image-1980" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/02/vittorio-arrigoni.jpg" alt="Vittorio Arrigoni" width="228" height="221" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Vittorio Arrigoni</figcaption></figure>
<p>Magari Regeni , alla lunga, sarà piu fortunato e magari,contrariamente a quanto fece la rappresentanza politica italiana di allora nei confronti di Vittorio Arrigoni, avrà il nostro social premier che presenterà ai funerali,forse di stato. E avrà una lapide, o un aula del parlamento intestata come quel <em>Carlo Giuliani</em>,lui sì ricordato al di là di evidenti demeriti!</p>
<figure id="attachment_1989" style="width: 300px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/02/Giulio-Regeni.jpg"><img class="wp-image-1989 size-medium" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/02/Giulio-Regeni-300x150.jpg" alt="Giulio Regeni" width="300" height="150" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Giulio Regeni</figcaption></figure>
<p>E ne saremo orgogliosi, di lapidi e funerali, dimenticandoci che Giulio, che coraggiosamente aveva deciso di essere Don Chisciotte in una terra spietata, dove la tortura è strumento di ogni giorno, dominata da un dittatore spietato, forse vorrebbe solo giustizia.<br />
Ma può la giustizia andare di apri passo con questo nostro finto orgoglio? Perché, signori,un governo che possieda vero orgoglio nazionale, preso per i fondelli dalle autorità egiziane (alle quali manca solo l’ipotesi del rapimento alieno)dopo aver mandato i suoi inquirenti in Egitto, al primo depistaggio di Al Sisi richiama l’ambasciatore, al secondo rompe le relazioni diplomatiche,al terzo convoca i suoi imprenditori impegnati in Egitto.<br />
Tutto il resto sono chiacchiere, il solito bla bla bla di un premier e di un governo che si arrampicano sugli specchi, dal buonista<strong> Gentiloni</strong> all’ectoplasma europeo <strong>Mogherini</strong> , su questioni che spaziano da Regeni ai marò<strong> Latorre e Girone</strong>, dalla questione immigrati ai pannelli sulle opere d’arte. Senza dimenticarci, naturalmente, anche le inettitudini di precedenti governi in questioni simili, vedi <strong>Calipari</strong> e la funivia del <strong>Cermis</strong>. Dove l’orgoglio italiano viene seppellito, sempre.</p>
<figure id="attachment_1987" style="width: 225px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/02/nicoal-calipari.jpg"><img class="size-full wp-image-1987" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/02/nicoal-calipari.jpg" alt="Nicola Calipari" width="225" height="225" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Nicola Calipari</figcaption></figure>
<p>Si smetta, quindi, di pronunciare quella parola, “orgoglio”, e meno che mai di blaterare di diritti umani, e Renzi e il suo governo dichiarino, in un impeto di orgoglio(perché varie sono le forme di orgoglio e anche un malvivente può essere “orgoglioso” delle sue malefatte) i propri confini dai quali non si deroga: in nome del profitto tutto è lecito a chiunque. Tranne che alle vittime<br />
L’orgoglio, quello vero, lo seppelliremo dietro un bel funerale di Stato, a qualche lapide. Dietro a qualche tweet.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it/2016/02/09/orgoglio-e-affari/">Orgoglio e affari</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it">PensoLibero.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.pensolibero.it/2016/02/09/orgoglio-e-affari/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Vittorio Arrigoni: Restiamo Umani</title>
		<link>https://www.pensolibero.it/2015/05/27/vittorio-arrigoni-restiamo-umani/</link>
		<comments>https://www.pensolibero.it/2015/05/27/vittorio-arrigoni-restiamo-umani/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 26 May 2015 22:36:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lib(e)ri da leggere]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Arrigoni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pensolibero.it/?p=498</guid>
		<description><![CDATA[<p>&#8220;Restiamo Umani&#8221; era l&#8217;adagio con il quale Vittorio Arrigoni terminava ogni suo articolo, a volte ripetuto nella forma inglese Stay Human. Questo libro, nel tempo,sta diventando sempre piu documento storico che semplice racconto di un viaggio negli inferi della brutalità umana. Vik morirà per le sue idee, ma le sue idee sopravvivono a lui, &#8220;un &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2015/05/27/vittorio-arrigoni-restiamo-umani/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Vittorio Arrigoni: Restiamo Umani</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it/2015/05/27/vittorio-arrigoni-restiamo-umani/">Vittorio Arrigoni: Restiamo Umani</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it">PensoLibero.it</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/05/restiamo-umani.jpeg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-499" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/05/restiamo-umani-207x300.jpeg" alt="restiamo umani" width="207" height="300" /></a><span id="fbPhotoSnowliftCaption" class="fbPhotosPhotoCaption" tabindex="0" data-ft="{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}"><span class="hasCaption">&#8220;Restiamo Umani&#8221; era l&#8217;adagio con il quale Vittorio Arrigoni terminava ogni suo articolo, a volte ripetuto nella forma inglese Stay Human.</span></span><span id="more-498"></span></p>
<p><span id="fbPhotoSnowliftCaption" class="fbPhotosPhotoCaption" tabindex="0" data-ft="{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}"><span class="hasCaption"> Questo libro, nel tempo,sta diventando sempre piu documento storico che semplice racconto di un viaggio negli inferi della brutalità umana. Vik morirà per le sue idee, ma le sue idee sopravvivono a lui, &#8220;un essere umano che conosceva il significato di questa parola&#8221; come lo definì Moni Ovadia</span></span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it/2015/05/27/vittorio-arrigoni-restiamo-umani/">Vittorio Arrigoni: Restiamo Umani</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it">PensoLibero.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.pensolibero.it/2015/05/27/vittorio-arrigoni-restiamo-umani/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>In memoria di Vik</title>
		<link>https://www.pensolibero.it/2015/05/08/in-memoria-di-vik/</link>
		<comments>https://www.pensolibero.it/2015/05/08/in-memoria-di-vik/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 08 May 2015 13:34:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[L'ululato]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Arrigoni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pensolibero.it/?p=23</guid>
		<description><![CDATA[<p>Chiunque ha dei modelli.O almeno credo. Io i miei li ho sempre cercati un po’“particolari”. Vittorio Arrigoni è sempre stato questo, per me. Un modello da seguire, anche se completamente diverso da me per molti fattori. Lui amava la pace attraverso la giustizia ad ogni costo,io amo la giustizia e con essa la pace attraverso &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2015/05/08/in-memoria-di-vik/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">In memoria di Vik</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it/2015/05/08/in-memoria-di-vik/">In memoria di Vik</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it">PensoLibero.it</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Chiunque ha dei modelli.O almeno credo.</p>
<p>Io i miei li ho sempre cercati un po’“particolari”.</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Arrigoni" target="_blank">Vittorio Arrigoni</a> è sempre stato questo, per me. Un modello da seguire, anche se completamente diverso da me per molti fattori.<br />
Lui amava la pace attraverso la giustizia ad ogni costo,<span id="more-23"></span>io amo la giustizia e con essa la pace attraverso ogni mezzo. Eppure, se ho un grande rimpianto è quello di non essere come lui, di non essermi minimamente avvicinato a ciò che ha fatto lui. Di non credere, forse, in certe cose pienamente come lui. Mica facile , però! Per questo è un modello per me. Perché è li ad indicarmi una via, lasciandomi libero però di deviare da essa,per raggiungere la medesima meta.<br />
E il suo insegnamento mi fa capire meglio i miei errori, mi rafforza nelle scelte, mi fa temere il buio della mente e amare la luce delle idee. Una luce che si fa strada anche nel buio più tenebroso come in quella giornata del 15 aprile 2011: sapere della sua morte fu un colpo, per chi, come me, già da qualche tempo seguiva i reportage, dalla tormentata Gaza, di questo giovane,dal fisico prestante, il cappello da guascone, il filo di barba e la pipa. Sembrava non reale, un personaggio nato dalla fantasia e dalle matite di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hugo_Pratt" target="_blank">Hugo Pratt</a>, l’autore di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Corto_Maltese" target="_blank">Corto Maltese</a> per intenderci. Eppure era già là, in quella terra martoriata quale è la Palestina, dopo altre esperienze in altre parti del mondo, in carne e ossa, nell’età in cui molti suoi coetanei il massimo dell’impegno lo mostrano nel fare la fila, di notte, fuori un negozio di elettronica per l’ultimo ritrovato tecnologico. In un ‘età in cui gli altri stanno a sbronzarsi in discoteca e a rischiare la loro vita sulla strada del ritorno a casa, lui, il Vik, aveva deciso di sbronzarsi del dolore, della paura, delle lacrime altrui. E la sua vita la rischiava, ogni giorno, per davvero, non per capriccio. La rischiava quando cercava di difendere i pescatori palestinesi facendo da scudo contro le motovedette israeliane. La rischiava nel soccorrere i feriti durante i bombardamenti, oppure filmando in diretta scuole, ospedali, ambulanze che saltavano in aria o cecchini che decidevano di espletare il potere di vita o di morte su chiunque. La rischiava testimoniando in diretta, dal vivo, come testimone, il dolore delle persone, il pianto dei bambini, la speranza offuscata negli occhi degli anziani, il lutto di madri, padri, figli. La rischiava, conscio di farlo, ogni volta che cercava di raccontare una verità, non la sua, ma l’unica che fosse reale. Una verità che urlava a modo suo, con i suoi toni pacati, sornioni, quasi disincantati e ironici per scuotere, svegliare un opinione pubblica tremebonda e intorpidita come al solito quando c’è da affrontare determinati argomenti. Come suo testamento ha lasciato una frase, tradotta poi in libro,“<a href="http://www.lafeltrinelli.it/libri/arrigoni-vittorio/gaza-restiamo-umani/9788872855843" target="_blank">Restiamo umani</a>” che chiudeva ogni suo reportage. In questa frase c’è tutto lo spirito di Vik, tutta la sua capacità di essere equidistante nel giudizio pur riuscendo a definire chi ha torto e chi ha ragione. C’è tutto il suo modo di essere, il suo appello, il suo insegnamento. C’è tutta la differenza con me, e il motivo per il quale ,più di ogni altra cosa, sento di ringraziarlo. E’ per questo che è diventato per me un modello da seguire. Perché in fondo lui riempiva le mie, di lacune. Le mie e di quanti altri come me che possono solo sognarsela una vita come la sua, mentre lui l’ha vissuta, breve ma intensa,trasformandola in un idea. E le idee non muoiono, ma sopravvivono alla morte fisica diventando un simbolo, un talismano potente. Per me, per altri, per gli oppressi di tutto il mondo, non solo palestinesi. Perché, finché ci sarà un Vik qualunque, qualsiasi vittima di qualsiasi guerra,qualsiasi sorpruso, avrà la sua voce per denunciare, i suoi occhi per testimoniare, le sue orecchie per essere ascoltato, affinché non possa essere mai essere lasciata sola. Io posso solo ringraziarlo per i suoi insegnamenti, da vivo e anche da morto. E mi piace pensare che lui ora sia lì, in un luogo senza tempo, e possa leggere queste righe, magari insieme a Angelo Frammartino, Rachel Corrie e Tom Hundall, altra “gioventù bruciata” dal fuoco sacro della giustizia e della pace. Penso che Vik farebbe una tirata dalla sua pipa, un sorriso dei suoi e un cenno di assenso col capo. Così come gli eroi dei fumetti. Perché lui era fatto così, un eroe con il prefisso “anti”, un personaggio proprio alla Hugo Pratt.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it/2015/05/08/in-memoria-di-vik/">In memoria di Vik</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it">PensoLibero.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.pensolibero.it/2015/05/08/in-memoria-di-vik/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
