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	<title>PensoLibero.it &#187; sionismo</title>
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		<title>In memoria di Vittorio Arrigoni</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Apr 2016 22:01:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Nella ricorrenza dell&#8217;anniversario della morte di Vittorio &#8220;Vik&#8221; Arrigoni, ripropongo questo mio vecchio articolo. Non c&#8217;è molto da aggiungere ,tranne che, in Italia e nel mondo, nel frattempo, sono vissuti e morti molti altri Vik. Giulio Regeni è uno di loro. Altri se la sono cavata con qualche periodo di detenzione, come Samantha Comizzoli. Altri, &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2016/04/15/in-memoria-di-vittorio-arrigoni/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">In memoria di Vittorio Arrigoni</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nella ricorrenza dell&#8217;anniversario della morte di Vittorio &#8220;Vik&#8221; Arrigoni, ripropongo questo mio vecchio articolo. Non c&#8217;è molto da aggiungere ,tranne che, in Italia e nel mondo, nel frattempo, sono vissuti e morti molti altri Vik. Giulio Regeni è uno di loro.<span id="more-2086"></span></em></p>
<p><em>Altri se la sono cavata con qualche periodo di detenzione, come Samantha Comizzoli. Altri, in tempi precedenti, hanno preceduto Vik nel sentiero della ricerca della verità a scapito della propria vita come Rachel Corrie, uccisa dalle ruspe sioniste.</em></p>
<p><em><span class="_5yi_">Giovani che hanno,avevano, un sacro fuoco dentro di loro. Che percorrono un cammino diverso da quello prestabilito da una conformità spesso cucita addosso dalla nascita. Giovani che rimangono dilaniati da quella stessa fiamma, per diventare luce di eterni fari in un mondo buio fatto di violenza, sopraffazione, silenzi e ipocrisie.</span></em></p>
<p><em>Nel frattempo il mondo va sempre piu&#8217; a puttane. Perchè gli eroi, a differenza dei film, quasi mai sopravvivono. Peggio sarebbe, però, se non sopravvivessero le loro idee, il loro ricordo. Per questo, ogni 15 aprile io posterò questo articolo.</em><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/04/FreeSAM.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2087" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/04/FreeSAM-300x268.jpg" alt="FreeSAM" width="300" height="268" /></a></p>
<p>Chiunque ha dei modelli.O almeno credo.</p>
<p>Io i miei li ho sempre cercati un po’“particolari”.</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Arrigoni" target="_blank">Vittorio Arrigoni</a> è sempre stato questo, per me. Un modello da seguire, anche se completamente diverso da me per molti fattori.<br />
Lui amava la pace attraverso la giustizia ad ogni costo,<span id="more-23"></span>io amo la giustizia e con essa la pace attraverso ogni mezzo.</p>
<p>Eppure, se ho un grande rimpianto è quello di non essere come lui, di non essermi minimamente avvicinato a ciò che ha fatto lui. Di non credere, forse, in certe cose pienamente come lui. Mica facile , però! Per questo è un modello per me. Perché è li ad indicarmi una via, lasciandomi libero però di deviare da essa,per raggiungere la medesima meta.<br />
E il suo insegnamento mi fa capire meglio i miei errori, mi rafforza nelle scelte, mi fa temere il buio della mente e amare la luce delle idee. Una luce che si fa strada anche nel buio più tenebroso come in quella giornata del 15 aprile 2011: sapere della sua morte fu un colpo, per chi, come me, già da qualche tempo seguiva i reportage, dalla tormentata Gaza, di questo giovane,dal fisico prestante, il cappello da guascone, il filo di barba e la pipa.</p>
<p>Sembrava non reale, un personaggio nato dalla fantasia e dalle matite di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hugo_Pratt" target="_blank">Hugo Pratt</a>, l’autore di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Corto_Maltese" target="_blank">Corto Maltese</a> per intenderci. Eppure era già là, in quella terra martoriata quale è la Palestina, dopo altre esperienze in altre parti del mondo, in carne e ossa, nell’età in cui molti suoi coetanei il massimo dell’impegno lo mostrano nel fare la fila, di notte, fuori un negozio di elettronica per l’ultimo ritrovato tecnologico. In un ‘età in cui gli altri stanno a sbronzarsi in discoteca e a rischiare la loro vita sulla strada del ritorno a casa, lui, il Vik, aveva deciso di sbronzarsi del dolore, della paura, delle lacrime altrui. <a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/04/GazaBambini.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2088" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/04/GazaBambini-300x170.jpg" alt="GazaBambini" width="300" height="170" /></a></p>
<p>E la sua vita la rischiava, ogni giorno, per davvero, non per capriccio. La rischiava quando cercava di difendere i pescatori palestinesi facendo da scudo contro le motovedette israeliane. La rischiava nel soccorrere i feriti durante i bombardamenti, oppure filmando in diretta scuole, ospedali, ambulanze che saltavano in aria o cecchini che decidevano di espletare il potere di vita o di morte su chiunque.</p>
<p>La rischiava testimoniando in diretta, dal vivo, come testimone, il dolore delle persone, il pianto dei bambini, la speranza offuscata negli occhi degli anziani, il lutto di madri, padri, figli. La rischiava, conscio di farlo, ogni volta che cercava di raccontare una verità, non la sua, ma l’unica che fosse reale.</p>
<p>Una verità che urlava a modo suo, con i suoi toni pacati, sornioni, quasi disincantati e ironici per scuotere, svegliare un opinione pubblica tremebonda e intorpidita come al solito quando c’è da affrontare determinati argomenti. Come suo testamento ha lasciato una frase, tradotta poi in libro,“<a href="http://www.lafeltrinelli.it/libri/arrigoni-vittorio/gaza-restiamo-umani/9788872855843" target="_blank">Restiamo umani</a>” che chiudeva ogni suo reportage. In questa frase c’è tutto lo spirito di Vik, tutta la sua capacità di essere equidistante nel giudizio pur riuscendo a definire chi ha torto e chi ha ragione.</p>
<p>C’è tutto il suo modo di essere, il suo appello, il suo insegnamento. C’è tutta la differenza con me, e il motivo per il quale ,più di ogni altra cosa, sento di ringraziarlo. E’ per questo che è diventato per me un modello da seguire. Perché in fondo lui riempiva le mie, di lacune. Le mie e di quanti altri come me che possono solo sognarsela una vita come la sua, mentre lui l’ha vissuta, breve ma intensa,trasformandola in un idea.</p>
<p>E le idee non muoiono, ma sopravvivono alla morte fisica diventando un simbolo, un talismano potente. Per me, per altri, per gli oppressi di tutto il mondo, non solo palestinesi. Perché, finché ci sarà un Vik qualunque, qualsiasi vittima di qualsiasi guerra,qualsiasi sorpruso, avrà la sua voce per denunciare, i suoi occhi per testimoniare, le sue orecchie per essere ascoltato, affinché non possa essere mai essere lasciata sola.</p>
<p>Io posso solo ringraziarlo per i suoi insegnamenti, da vivo e anche da morto. E mi piace pensare che lui ora sia lì, in un luogo senza tempo, e possa leggere queste righe, magari insieme a Angelo Frammartino, Rachel Corrie e Tom Hundall, altra “gioventù bruciata” dal fuoco sacro della giustizia e della pace.</p>
<p>Penso che Vik farebbe una tirata dalla sua pipa, un sorriso dei suoi e un cenno di assenso col capo. Così come gli eroi dei fumetti.</p>
<p>Perché lui era fatto così, un eroe con il prefisso “anti”, un personaggio proprio alla Hugo Pratt.</p>
<p>di <a href="http://www.pensolibero.it/" target="_blank">Antonio Mattera</a></p>
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		<title>Revi-sionismo storico</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2015 12:29:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Stanno facendo il giro del mondo le parole &#8220;revisioniste&#8221;  di Benjamin Netanyahu, leader del governo israeliano. Lasciamo perdere però quanto detto, e ringraziandolo per averci aperto gli occhi all&#8217;ennesima verità storica che magari lo aiuterà a sganciare qualche tonnellata di bombe su Gaza e dintorni, vogliamo restituirgli il favore! Al caro Bibi (così è soprannominato Netanyahu) vogliamo solo &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2015/10/21/revi-sionismo-storico/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Revi-sionismo storico</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Stanno facendo il giro del mondo le <a href="http://www.repubblica.it/esteri/2015/10/21/news/netanyahu_hitler_non_voleva_sterminare_gli_ebrei_i_palestinesi_si_-125573420/?ref=fbpr" target="_blank">parole &#8220;revisioniste&#8221; </a> di <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Benjamin_Netanyahu" target="_blank">Benjamin Netanyahu</a></strong><span style="color: #000000;">, leader del governo israeliano. Lasciamo perdere però quanto detto, e ringraziandolo per averci aperto gli occhi all&#8217;ennesima verità storica che magari lo aiuterà a sganciare qualche tonnellata di bombe su Gaza e dintorni, vogliamo restituirgli il favore!</span><span id="more-1751"></span></p>
<p>Al caro <strong><em>Bibi</em> </strong>(così è soprannominato <span style="color: #000000;"><strong>Netanyahu) </strong>vogliamo solo confermare che, se l&#8217;olocausto degli ebrei, a detta sua, fu voluto dal muftì palestinese <strong>Haj Amin al-Husseini, </strong>mentre zio Adolf voleva solo&#8221;esiliarli&#8221;, abbiamo prove incontrovertibili di chi ha professato il genocidio palestinese.</span></p>
<p>Di seguito riportiamo brevi dichiarazioni di esponenti sionisti:</p>
<p><strong><em>David Ben Gurion ,primo ministro israeliano 1949 – 1954, 1955 – 1963)</em></strong></p>
<p><em>&#8220;</em><strong>Noi dobbiamo espellere gli arabi e prenderci i loro posti.&#8221;</strong><br />
— David Ben Gurion (primo ministro israeliano 1949 – 1954, 1955 – 1963) , 1937, Ben Gurion and the Palestine Arabs, Oxford University Press, 1985.</p>
<p><strong>&#8220;Dobbiamo usare il terrore, l</strong><strong>’ </strong><strong>assassinio, l</strong><strong>’</strong><strong>intimidazione, la confisca delle terre e l</strong><strong>’</strong><strong>eliminazione di ogni servizio sociale per liberare la Galilea dalla sua popolazione araba. &#8220;</strong><br />
— David Ben-Gurion, Maggio 1948, agli ufficiali dello Stato Maggiore.  Da: Ben-Gurion, A Biography, by Michael Ben-Zohar, Delacorte, New York 1978.</p>
<p><strong>&#8220;I villaggi ebraici sono stati costruiti al posto dei villaggi arabi. Voi non li conoscete neanche i nomi di questi villaggi arabi, e io non vi biasimo perché i libri di geografia non esistono più. Non soltanto non esistono i libri, ma neanche i villaggi arabi non ci sono più. Nahlal è sorto al posto di Mahlul, il kibbutz di Gvat al posto di Jibta; il kibbutz Sarid al posto di Huneifis; e Kefar Yehushua al posto di Tal al-Shuman. Non cè un solo posto costruito in questo paese che non avesse prima una popolazione araba.</strong><strong> </strong><strong>&#8220;</strong><br />
— David Ben Gurion, citato in The Jewish Paradox, di Nahum Goldmann, Weidenfeld and Nicolson, 1978, p. 99.</p>
<p><strong>&#8220;Tra di noi non possiamo ignorare la verità … politicamente noi siamo gli aggressori e loro si difendono! Il paese è loro, perché essi lo abitavano, dato che noi siamo voluti venire e stabilirci qui, e dal loro punto di vista gli vogliamo cacciare dal loro paese.</strong><strong>”</strong><br />
— David Ben Gurion, riportato a pp 91-2 di Fateful Triangle di Chomsky, che apparve in &#8220;Zionism and the Palestinians pp 141-2 di Simha Flapan che citava un discorso del 1938.</p>
<p><strong><em>Golda Meir</em></strong><strong><em><br />
</em></strong><strong><em>Primo Ministro d’Israele, 1969 – 1974</em></strong></p>
<p><strong>&#8220;Non esiste una cosa come il popolo palestinese. Non è come se noi siamo venuti e li abbiamo cacciati e preso il oro paese. Essi non esistono.”</strong><br />
<em>–</em>Golda Meir, dichiarazione al The Sunday Times, 15 giugno 1969.</p>
<p><strong>&#8220;Come possiamo restituire i territori occupati? Non c’è nessuno a cui restituirli.”</strong><br />
— Golda Meir, 8 marzo 1969.</p>
<p><strong>&#8220;A tutti quelli che parlano in favore di riportare indietro i rifugiati arabi devo anche dirgli come pensa di prendersi questa responsabilità, se è interessato allo stato d’Israele. E bene che le cose vengano dette chiaramente e liberamente: noi non lasceremo che questo accada.”</strong><br />
— Golda Meir, 1961, in un discorso alla Knesset, riportato su Ner, ottobre 1961<br />
<strong>&#8220;Questo paese esiste come il compimento della promessa fatta da Dio stesso. Sarebbe ridicolo chiedere conto della sua legittimità.”</strong><br />
<em><strong>— </strong></em><em>Golda Meir, Le Monde, 15 ottobre 1971</em></p>
<p><strong><em>Yitzhak Rabin </em></strong><strong><em><br />
</em></strong><strong><em>Primo Ministro d’Israele, 1974 – 1977, 1992 – 1995</em></strong></p>
<p><strong>&#8220;Uscimmo fuori, Ben-Gurion ci accompagnava. Allon rifece la sua domanda, “Che cosa si doveva fare con la popolazione palestinese?”  Ben-Gurion ondeggiò la mano in un gesto che diceva “cacciateli fuori!”</strong><br />
— Yitzhak Rabin,versione censurata delle memorie di Rabin, pubblicata sul New York Times, 23 ottobre 1979.</p>
<p><strong>&#8220;[Israele vorrà] creare nel corso dei prossimi 10 o 20 anni le condizioni per attrarre naturalmente e volontariamente una migrazione dei rifugiati dalla striscia di Gaza e dalla Cisgiordania verso la Giordania. Per ottenere questo dobbiamo arrivare ad un accordo con Re Hussein e non con Yasser Arafat.&#8221;</strong><br />
— Yitzhak Rabin (un &#8220;Principe di Pace&#8221; secondo Clinton), spiega il suo metodo di pulizia etnica dei territori occupati senza sollevare scalpore nel mondo. (Riportato da David Shipler sul The New York Times, 04/04/1983 citando i commenti di Meir Cohen al comitato affari esteri e difesa della Knesset del 16 marzo.)</p>
<p><strong><em>Menachem Begin</em></strong><strong><em><br />
</em></strong><strong><em>Primo Ministro d’Israele, 1977- 1983</em></strong></p>
<p><strong>&#8220;[I palestinesi] sono bestie che camminano su due gambe.”<br />
</strong>Discorso alla Knesset di Menachem Begin Primo Ministro israeliano, riportato da Amnon Kapeliouk, &#8220;Begin and the ‘Beasts,&#8221; su  New Statesman, 25 giugno 1982.</p>
<p><strong>&#8220;La divisione della Palestina è illegale. Non sarà mai riconosciuta  Gerusalemme è e sarà per sempre la nostra capitale. Eretz Israel verrà ricostruito per il popolo d</strong><strong>’</strong><strong>Israele. Tutta quanto. E per sempre</strong> &#8221;<br />
— Menachem Begin, il giorno dopo il voto allONU sulla divisione della Palestina</p>
<p><strong><em>Yizhak Shamir</em></strong><strong><em><br />
</em></strong><strong><em>Primo Ministro dIsraele, 1983 – 1984, 1986 – 1992</em></strong></p>
<p><strong>&#8220;(I palestinesi) saranno schiacciati come cavallette… con le teste sfracellate contro i massi e le mura.”</strong><br />
— Yitzhak Shamir a quel tempo Primo Ministro d&#8217;Israele in un discorso ai coloni ebrei,  New York Times, 1 aprile 1988</p>
<p>OOPSS&#8230;</p>
<p><strong><em>Benjamin Netanyahu</em></strong><strong><em><br />
</em></strong><strong><em>Primo Ministro d’Israele, 1996 – 1999</em></strong></p>
<p><strong>&#8220;Israele avrebbe dovuto approfittare dell&#8217;attenzione del mondo sulla repressione delle dimostrazioni in Cina, quando l’attenzione del mondo era focalizzata su quel paese, per portare a termine una massiccia espulsione degli arabi dei territori.&#8221;</strong><strong><br />
</strong>— Benyamin Netanyahu, allora vice ministro degli esteri, ex Primo Ministro d’Israele, in un discorso algi studenti della Bar Ilan University, dal giornale israeliano Hotam, 24 novembre 1989.</p>
<p><strong><em>Ehud Barak</em></strong><strong><em><br />
</em></strong><strong><em>Primo Ministro d’Israele, 1999 – 2001</em></strong></p>
<p><strong>&#8221; I palestinesi sono come coccodrilli, più gli date carne, più ne vogliono.&#8221;</strong><br />
— Ehud Barak, a quel tempo Primo Ministro d’Israele il 28 agosto 2000. Apparso su Jerusalem Post, 30 agosto, 2000</p>
<p><strong>&#8220;Se pensassimo che invece di 200 vittime palestinesi, 2.000 morti metterebbero fine agli scontri in un colpo, dovremmo usare più forza….</strong><strong>”</strong><br />
— Il Primo Ministro israeliano Ehud Barak, citato dallAssociated Press, 16 novembre 2000.</p>
<p><strong>&#8220;Sarei entrato in un</strong><strong>’</strong><strong> organizzazione terroristica.&#8221;</strong><br />
–risposta di  Ehud Barak a Gideon Levy, giornalista del quotidiano Ha’aretzr, quando chiese a Barak che cosa avrebbe fatto se fosse nato palestinese.</p>
<p><strong><em>Ariel Sharon</em></strong><strong><em><br />
</em></strong><strong><em>Primo Ministro d’Israele, 2001 </em></strong></p>
<p><strong>&#8220;E</strong><strong>’</strong><strong> dovere dei dirigenti d</strong><strong>’</strong><strong>Israele spiegare all</strong><strong>’</strong><strong>opinione pubblica, chiaramente e coraggiosamente, un certo numero di fatti che col tempo sono stati dimenticati. Il primo di questi è che non c</strong><strong>’</strong><strong>è sionismo, colonizzazione, o Stato Ebraico senza lo sradicamento degli arabi e l</strong><strong>’</strong><strong>espropriazione delle loro terre &#8220;</strong></p>
<p>— Ariel Sharon, Ministro degli esteri d’Israele, parlando ad una riunione di militanti del partito di estrema destra Tsomet, Agenzia France Presse, 15 novembre 1998.</p>
<p><strong>&#8220;Tutti devono muoversi, correre e prendere quante più cime di colline (palestinesi) possibile in modo da allargare gli insediamenti (ebraici) perché tutto quello che prenderemo ora sarà nostro… Tutto quello che non prenderemo andrà a loro.”</strong><br />
— Ariel Sharon, Ministro degli esteri d’Israele, aprendo un incontro del partito Tsomet Party, Agenzia France Presse, 15 novembre 1998.</p>
<p><strong>&#8220;Ogni volta che facciamo qualcosa tu mi dici che l&#8217;America farà questo o quello devo dirti qualcosa molto chiaramente: Non preoccuparti della pressione americana su Israele. Noi , il popolo ebraico, controlliamo l&#8217;America, e gli americani lo sanno</strong> &#8221;<br />
— Ariel Sharon, Primo Ministro d’ Israele, 31 ottobre 2001, risposta a Shimon Peres, come riportato in un programma della radio Kol Yisrael.</p>
<p><strong>&#8220;Israele può avere il diritto di mettere altri sotto processo, ma certamente nessuno ha il diritto di mettere sotto processo il popolo ebraico e lo Stato d’Israele.”</strong><strong><br />
</strong>— Ariel Sharon, Primo Ministro d’Israele, 25 marzo 2001 citato dalla BBC News Ondine.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000000;">Ci siamo persi qualcosa? Probabile, ma se mai a <strong>Netanyahu </strong>dovesse venire il dubbio dei reali mandatari del genocidio palestinese, ebbene si guardi allo specchio e nelle foto di famiglia con i suoi predecessori.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">di <a style="color: #000000;" href="http://www.pensolibero.it/" target="_blank">Antonio Mattera</a></span></p>
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		<title>16-19 settembre 1982 : il massacro di Sabra e Chatila</title>
		<link>https://www.pensolibero.it/2015/09/17/16-19-settembre-1982-il-massacro-di-sabra-e-chatila/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2015 21:25:17 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Almanacco]]></category>
		<category><![CDATA[La Storia dimenticata]]></category>
		<category><![CDATA[Chatila]]></category>
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		<category><![CDATA[massacro]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[Sabra]]></category>
		<category><![CDATA[sionismo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>tratto da http://nuke.alkemia.com/MedioOriente/LastoriadiSabraeChatila/tabid/756/Default.aspx Alle 5 di sera di giovedì 16 settembre, i miliziani libanesi penetrano nei campi di Sabra e Chatila ed iniziano la mattanza. Dopo la prima “eliminazione mirata” effettuata dal corpo speciale israeliano, sui camion militari dell’esercito israeliano vengono trasportati i miliziani della seconda ondata di assassini, composta dai libanesi dell’Esercito del Sud &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2015/09/17/16-19-settembre-1982-il-massacro-di-sabra-e-chatila/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">16-19 settembre 1982 : il massacro di Sabra e Chatila</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it/2015/09/17/16-19-settembre-1982-il-massacro-di-sabra-e-chatila/">16-19 settembre 1982 : il massacro di Sabra e Chatila</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it">PensoLibero.it</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>tratto da <a href="http://nuke.alkemia.com/MedioOriente/LastoriadiSabraeChatila/tabid/756/Default.aspx" target="_blank">http://nuke.alkemia.com/MedioOriente/LastoriadiSabraeChatila/tabid/756/Default.aspx</a></p>
<p><span class="DNNAligncenter"><strong><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Alle 5 di sera di giovedì 16 settembre, i miliziani libanesi penetrano nei campi di Sabra e Chatila ed iniziano la mattanza.</span></strong><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Dopo la prima “eliminazione mirata” effettuata dal corpo speciale israeliano, sui camion militari dell’esercito israeliano vengono trasportati i miliziani della <strong>seconda ondata di assassini, composta dai libanesi dell’Esercito del Sud del Libano. </strong></span></span><span id="more-1458"></span></p>
<p><span class="DNNAligncenter"><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Solo dopo il ritorno di questa squadra, nei vicoli e tra le case di Sabra e Chatila, per completare il massacro, scendono in campo gli <strong>assassini di Elias Hobeika, responsabile dei servizi speciali libanesi. Saranno essi a compiere le maggiori atrocità.</strong></span><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><strong>Il massacro è quindi il risultato dell’alleanza tra Israele ed i Falangisti libanesi.</strong> Alleanza dimostrata dal fatto che, nella notte tra giovedì e venerdì, la <strong>BBC </strong>diede la notizia che la tv israeliana aveva diffuso la voce che truppe falangiste avrebbero compiuto “epurazioni” nei campi palestinesi. Il quotidiano di Tel Aviv <strong>“Haaretz” </strong>scriveva che il ministro della Difesa aveva informato il Governo della sua decisione di autorizzare l’ingresso delle Falangi libanesi nei due campi.<strong> L‘esercito israeliano fornì ai suoi alleati tutto il supporto necessario, dai bulldozer, alle mappe, ai fari degli elicotteri che illuminavano a giorno i campi. </strong></span><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;">La caccia cominciò quindi nella notte tra il <strong>16 ed il 17 settembre.</strong> Palestinesi, siriani, libanesi subirono lo stesso destino. Cumuli di carte d’identità libanesi accanto alle vittime fanno capire l’inutile tentativo di riuscire a sfuggire  alla morte. I soldati all’interno dei campi iniziarono subito le esecuzioni di massa ed ebbero 36 ore di tempo per trucidare bambini, donne ed anziani.</span><br />
<em><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">All’inizio il massacro compiuto dai miliziani libanesi avviene nel silenzio, usando coltelli, accette,pugnali. Sventrando, sgozzando, decapitando, violentando i corpi vivi delle vittime. </span><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Paralizzata dalla paura la gente dei campi resta chiusa in casa, nascondendosi. </span></em><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><em>Dopo i primi spari, il massacro prosegue ancora più feroce. Nelle vie del campo, distrutto dagli esplosivi, si accumulano i corpi dei bambini sgozzati o impalati, aggrovigliati ai ventri delle madri. Teste e gambe e braccia tagliate con l’accetta, cadaveri fatti a pezzi. Corpi di donne impudicamente discinte per le ripetute violenze e poi decapitate. Uomini abbattuti e poi castrati. File di uomini fucilati. Cumuli di cadaveri ammassati in discariche o in fosse comuni.</em> <em>Camion carichi di cadaveri e camion di uomini in procinto di divenire cadaveri. Il rastrellamento avviene casa per casa perché nessuno possa sfuggire. Il tutto sotto l’occhio vigile dei soldati e ufficiali israeliani che dall’alto della terrazza dell’ambasciata del Kuwait seguono, con i binocoli, le violenze disumane che non ebrei stanno compiendo su altri non ebrei. </em></span><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Dal Gaza Hospital vengono fatti evacuare i medici ed il personale straniero.</span><br />
</span><span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><strong>Venerdì 17 settembre </strong>la notizia del massacro comincia a circolare e sconvolge il mondo intero.  <strong>Giunge la condanna internazionale. </strong>Le Forze Libanesi ora hanno fretta, devono finire il lavoro commissionato dai vertici israeliani, per cui sparano su tutto ciò che si muove. Altri reparti rastrellano i quartieri di Sabra e di Fakhani, ammassando centinaia di prigionieri. Molti di questi ostaggi sono spariti nel nulla, solo più tardi vengono trovati nelle fosse comuni. </span><br />
<!--more--><!--more--></p>
<p><span class="DNNAligncenter"> <span style="font-family: Verdana; font-size: small;">All’alba di <strong>sabato 18 settembre</strong> i miliziani falangisti si ritirano, lasciando dietro di sé un numero imprecisato di morti.</span><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Quando i giornalisti stranieri e la Croce Rossa  entrarono nei campi il giorno dopo, provarono solo orrore. Sembrava di vivere in un incubo: donne che urlavano sui corpi dei loro cari, che vagavano tra i vicoli, bambini che piangevano in mezzo ai corpi mutilati, corpi che cominciavano a gonfiarsi sotto il sole. Molti di loro piansero, altri, semplicemente vomitarono.</span><br />
<strong><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Il numero totale delle vittime assassinate e di quelle scomparse nel nulla è di circa 3.000. </span></strong><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Secondo i testimoni il massacro è stato compiuto da 1.500 uomini che parlavano il dialetto di Beirut ed indossavano le uniformi delle Forze Libanesi.</span><br />
</span></p>
<div align="center"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><br />
</span></div>
<p><span id="dnn_ctr3219_ContentPane" class="DNNAligncenter"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><strong>Il 19 settembre</strong> parlando alla radio per il capodanno ebraico, <strong>Ariel Sharon </strong>dichiarò che i suoi uomini sarebbero restati a lungo a Beirut, almeno fino a quando l’esercito libanese sarebbe stato in grado di prendere il controllo, prima però, dovevano  bonificare le aree in cui si trovavano i palestinesi.</span><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Le testate giornalistiche internazionali trattarono l’argomento solo per pochi giorni. In breve tempo, i mezzi di comunicazione si impegnarono per <strong>riciclare l’immagine disonorata d’Israele, trasformandola in quella “pietosa” della vittima ingiustamente infangata!</strong></span><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><strong>Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il 25 settembre condanna i massacri israeliani, ma gli USA votano contro. </strong>Il parlamento israeliano il 22 settembre decise di non formare una commissione ufficiale d’inchiesta. Il contingente multinazionale di pace il 26 settembre tornò a Beirut, nuovamente sollecitato ad intervenire per svolgere la funzione di interposizione.</span><br />
<strong><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Ancora oggi, nessuno ha mai pagato per questo crimine.</span></strong><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Il 31 dicembre 1983, il <strong>Presidente Pertini </strong>dopo essere stato sui luoghi del massacro, rilasciò questa dichiarazione:</span><br />
<em><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">“Io sono stato nel Libano. Ho visto i cimiteri di Sabra e Chatila. E’ una cosa che angoscia vedere questo cimitero dove sono sepolte le vittime di quell’orrendo massacro. Il responsabile dell’orrendo massacro è ancora al governo in Israele. E quasi va baldanzoso di questo massacro compiuto. E’ un responsabile cui dovrebbe essere dato il bando dalla società” </span></em></span></p>
<p>tratto da <a href="http://nuke.alkemia.com/MedioOriente/LastoriadiSabraeChatila/tabid/756/Default.aspx" target="_blank">http://nuke.alkemia.com/MedioOriente/LastoriadiSabraeChatila/tabid/756/Default.aspx</a></p>
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		<title>Se si viola la santità di una moschea</title>
		<link>https://www.pensolibero.it/2015/07/26/se-si-viola-la-santita-di-una-moschea/</link>
		<comments>https://www.pensolibero.it/2015/07/26/se-si-viola-la-santita-di-una-moschea/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 26 Jul 2015 18:52:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Tratto da http://invisiblearabs.com/?p=6288 di Paola Caridi Pochi giorni sono trascorsi dall’ultima volta che Gerusalemme era entrata nelle case degli italiani attraverso la TV. Pochi giorni fa, la Città Tre Volte Santa aveva fatto il suo ingresso attraverso la visita di Matteo Renzi a Israele/Palestina, e soprattutto attraverso il suo discorso alla Knesset. Il discorso di &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2015/07/26/se-si-viola-la-santita-di-una-moschea/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Se si viola la santità di una moschea</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Tratto da<a href="http://invisiblearabs.com/?p=6288" target="_blank"> http://invisiblearabs.com/?p=6288 </a></p>
<p><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Paola_Caridi" target="_blank">di Paola Caridi</a></p>
<p>Pochi giorni sono trascorsi dall’ultima volta che Gerusalemme era entrata nelle case degli italiani attraverso la TV. Pochi giorni fa, la Città Tre Volte Santa aveva fatto il suo ingresso attraverso la visita di Matteo Renzi a Israele/Palestina, e soprattutto attraverso il suo <span id="more-1097"></span>discorso alla Knesset. Il discorso di un presidente del consiglio leader del più importante partito della sinistra italiana. Un discorso di sostanziale sostegno a un governo, quello di Benjamin Netanyahu, dichiaratamente di destra, e altrettanto nettamente contro la soluzione dei due Stati. Ma tant’è, l’Italia è cambiata, e si sono modificate le nostre linee strategiche nel Mediterraneo… I commenti potrebbero essere molti. Nessuno – dal mio punto di vista – positivo, soprattutto riguardo alla nostra possibilità di influenza e mediazione nel Medio Oriente, messa a serio rischio da una presa di posizione così chiara per un governo, l’attuale governo israeliano, che ha proseguito senza sosta nella sua politica di ampliamento degli insediamenti e repressione durissima in Cisgiordania.<br />
La notizia di oggi, però, non è Matteo Renzi, non è la nostra politica mediterranea. La notizia, stavolta, è proprio Gerusalemme. E proprio quella Gerusalemme crudele, quella ‘Gerusalemme senza Dio’ che avevo deciso di narrare in un libro. Una Gerusalemme in cui il conflitto sequestra i suoi abitanti, li nasconde al mondo, salvo poi esibirli di colpo in una domenica di fine luglio. Domenica calda, in Italia. Caldissima, sulla Spianata delle Moschee.<br />
La tensione è alta, in Città Vecchia. Lo scrivono le cronache, e non faccio fatica a crederlo. Lo è da anni, soprattutto quando i coloni israeliani e i militanti dei partiti della destra-destra israeliana decidono di rompere lo status quo che regola la vita e la preghiera sulla Spianata delle Moschee. Il Gran Rabbinato di Israele proibisce agli ebrei di salire sul Monte del Tempio, affermando – all’ingresso della Spianata punto di accesso per i non musulmani – che il divieto si basa sulla legge della Torah. Una proibizione di tipo religioso, questa, che nasconde senza dubbio un patto di non belligeranza di carattere politico. Gli ebrei non salgono sul Monte del Tempio, indicando uno status quo sulla Spianata delle Moschee che, se modificato, avrebbe conseguenze di difficile valutazione. Sul piano interno e su quello del diritto internazionale, riguardo ai doveri della potenza occupante (Israele) sul luogo occupato (Gerusalemme est).<br />
La questione dei Luoghi Santi, e soprattutto di quello che viene indicato come lo Holy Basin, è centrale nel conflitto israelo-palestinese, anche se le nostre diplomazie continuano a volerla nascondere dentro un cassetto chiuso a doppia mandata. È però la storia, la cronaca a riportarla in superficie, com’è successo oggi, e com’era successo nel 2000 con la passeggiata blindata di Ariel Sharon, protetto da migliaia di poliziotti israeliani. Oggi, i soldati israeliani hanno compiuto un pesante raid sulla Spianata, hanno ferito fedeli palestinesi musulmani, hanno arrestato almeno tre persone. E sono entrati dentro la moschea di Al Aqsa. Il terzo luogo santo dell’Islam. Per fare un paragone (ovviamente inesatto) in chiave cattolica, è come se soldati fossero entrati nel santuario di Lourdes, armati di tutto punto.<br />
I soldati hanno compiuto il raid, e gli estremisti israeliani sono entrati sulla Spianata, contravvenendo al divieto del Gran Rabbinato. Non è la prima volta che succede. Sono anni che piccoli gruppi di coloni e appartenenti all’estrema destra israeliana entrano sulla Spianata delle Moschee protetti dai soldati. Rivendicano non solo e non tanto la libertà di pregare sul Monte del Tempio, ma l’obiettivo chiaro, palese di ricostruire il Terzo Tempio. E la visita di oggi non è slegata da questo sogno che l’estrema destra coltiva in maniera aperta: oggi si celebra Tish b’Av, che ricorda la distruzione del Secondo Tempio.<br />
Perché non concedere agli ebrei di pregare su quello che è il luogo, il centro della loro fede e della loro storia? Sembra folle, questa proibizione. Così come sembra folle proibire ai palestinesi musulmani di pregare nella moschea di Al Aqsa, nel terzo luogo santo dell’islam, dopo Medina e prima di Damasco: questo però succede ogni venerdì, quando gli ingressi alla Spianata delle Moschee sono limitati dalle autorità israeliane, quasi sempre agli uomini sopra i 50 anni. C’è, dunque, una libertà di preghiera a Gerusalemme? Nella mia esperienza decennale di abitante e giornalista a Gerusalemme, devo dire in tutta sincerità che no, la libertà di preghiera non è tutelata, non è per tutti. Ed è parte integrante del conflitto e della questione cruciale di Gerusalemme.<br />
Come per tutto il conflitto, i doppi standard sono all’ordine del giorno. Un raid in una moschea, una piccola moschea in Cisgiordania o la grande moschea di Al Aqsa, passa quasi inosservato. Nessun grande titolo, nessuna riflessione su quello che può significare difendere i diritti a corrente alternata. I luoghi sacri e santi sono sacri e santi. Si chiamino sinagoghe, chiese, moschee. Vi si respira la stessa aria ferma, antica, santa. È la stessa aria, bella e antica e serena, che ho respirato dentro la Moschea di Al Aqsa, quando sono entrata senza scorta di soldati e poliziotti. Sono entrata da laica e cattolica, nel profondo e sentito rispetto per i fedeli musulmani, con lo stesso spirito con il quale sono entrata nella moschea di Al Azhar al Cairo e in quella degli Omayyadi a Damasco, tanto per esemplificarne solo due.<br />
Il raid israeliano nella moschea di Al Aqsa è come un cerino sotto una paglia ben secca. La paglia ben secca non comprende solo il Medio Oriente, ma tutti i fedeli musulmani nel mondo. La domanda che dovremmo allora porci, la prima domanda, è chi ha interesse ad accenderlo, questo cerino, e per quale obiettivo. Deve scoppiare un’altra guerra per Gerusalemme, così da volgere lo sguardo da un’altra parte riguardo ai destini del grande Medio Oriente? Oppure deve continuare la politica che vuole la modifica de facto dello status quo a Gerusalemme, voluta dalla destra israeliana?</p>
<p>di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Paola_Caridi" target="_blank">Paola Caridi</a></p>
<p>tratto da<a href="http://invisiblearabs.com/?p=6288" target="_blank"> http://invisiblearabs.com/?p=6288</a></p>
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		<title>Guerra morale e difensiva????</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2015 20:50:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>&#8220;Guerra morale e difensiva condotta in conformità con  il diritto internazionale” , così considera Israele quanto fatto contro Gaza e i suoi abitanti durante l&#8217;offensiva chiamata &#8220;Margine Protettivo&#8221;. Visto che i sion(az)isti si comportano così da almeno 90 anni in quei territori si può dire che, sotto questo nuovo punto di vista, i nazisti tedeschi &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2015/06/15/guerra-morale-e-difensiva/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Guerra morale e difensiva????</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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<p><span id="more-740"></span></p>
<div>e i suoi abitanti durante l&#8217;offensiva chiamata &#8220;Margine Protettivo&#8221;. Visto che i sion(az)isti si comportano così da almeno 90 anni in quei territori si può dire che, sotto questo nuovo punto di vista, i nazisti tedeschi non compirono un genocidio ma un legale e giustificato  tentativo di per evitare il sovraffollamento del mondo.Bah, sion(az)isti una volta, nazisti per sempre&#8230;</div>
<p>&nbsp;</p>
<div><a href="http://nena-news.it/israele-margine-protettivo-guerra-lecita-e-morale/" target="_blank">http://nena-news.it/israele-margine-protettivo-guerra-lecita-e-morale/</a></div>
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		<title>Nessuna giustizia per i bambini di Gaza!</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jun 2015 20:36:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Nessun colpevole perchè la terza o quarta forza militare al mondo era impossibilitata a capire che quelli sulla spiaggia non erano terribili terroristi ma solo bambini che giocavano. Sion(az)isti una volta, nazisti per sempre. http://www.vita.it/it/article/2015/06/12/nessun-colpevole-per-i-4-bambini-uccisi-sulla-spiaggia-di-gaza/135456/</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Nessun colpevole perchè la terza o quarta forza militare al mondo era impossibilitata a capire che quelli sulla spiaggia non erano terribili terroristi ma solo bambini che giocavano. Sion(az)isti una volta, nazisti per sempre.</p>
<p><a href="http://www.vita.it/it/article/2015/06/12/nessun-colpevole-per-i-4-bambini-uccisi-sulla-spiaggia-di-gaza/135456/" target="_blank">http://www.vita.it/it/article/2015/06/12/nessun-colpevole-per-i-4-bambini-uccisi-sulla-spiaggia-di-gaza/135456/</a></p>
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		<title>Sion(az)isti una volta, nazisti per sempre</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jun 2015 21:24:16 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Questo è solo uno dei tanti fatti che accadono nel paese della &#8220;perfetta democrazia del medio oriente&#8221;.  <span id="more-682"></span>Una democrazia fondata su autentici valori come le detenzioni carcerarie di minori, donne e anziani anche senza motivo. Oppure l&#8217;uso di armi vietate dalla Convenzione di Ginevra come le bombe al fosforo bianco: l&#8217;uso di fosforo bianco in spazi aperti è consentito sì dalla convenzione di Ginevra, ma è vietato su zone densamente popolate e, guarda caso Gaza è la zona a piu&#8217; alta densità di popolazione al mondo.O ancora appropriazione indebita di territori con mezzi di costrizione .  Non dimentichiamoci dei diritti negati nell&#8217;ambito civile.  E,dulcis in fondo, genocidio sospinto ai danni di un intero popolo. L&#8217;allievo ha dolorosamente appreso ogni singola lezione sulla propria pelle, ma alla fine ha  superato il maestro in quanto a crudeltà. Sion(az)isti una volta, nazisti sempre.</p>
<p><a href="http://nena-news.it/palestina-la-lunga-agonia-di-khader-adnan/" target="_blank">http://nena-news.it/palestina-la-lunga-agonia-di-khader-adnan/</a></p>
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		<title>L&#8217;antisemitismo di Israele</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Jun 2015 23:10:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Boicottare i prodotti di Israele è antisemitismo. Allora vorrei chiedere ad Israele se massacrare migliaia di civili, donne,vecchi e bambini non è genocidio. Se rubare, depredare, cacciare dalle proprie case i palestinesi non è furto. Se usare bombe al fosforo contro una popolazione inerme non è sterminio. Se distruggere scuole, ospedali, case non è pulizia &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2015/06/10/lantisemitismo-di-israele/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">L&#8217;antisemitismo di Israele</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Boicottare i prodotti di Israele è antisemitismo. Allora vorrei chiedere ad Israele se massacrare migliaia di civili, donne,vecchi<span id="more-652"></span> e bambini non è genocidio. Se rubare, depredare, cacciare dalle proprie case i palestinesi non è furto. Se usare bombe al fosforo contro una popolazione inerme non è sterminio. Se distruggere scuole, ospedali, case non è pulizia etnica. Se negare un futuro a migliaia di bambini, chiudere le forniture d&#8217;acqua, praticare l&#8217;embargo per qualsiasi genere, alimentare o medicinale, non è privazione dei diritti. Se costruire muri,cancelli, prigioni a cielo aperto come Gaza non è segregazione. Vorrei che Israele rispondesse se anche tutto quanto elencato non sia antisemitismo dato che anche, e forse piu&#8217; degli ebrei,  i palestinesi sono semiti. E vorrei che mi rispondesse se anche una sola vita umana che ha massacrato possa valere uno qualsiasi dei vasetti di yogurt o altro prodotto ricavato da quella terra che gronda sangue.Sangue palestinese.</p>
<p><a href="http://ilmanifesto.info/netanyahu-lancia-loffensiva-contro-il-bds/" target="_blank">http://ilmanifesto.info/netanyahu-lancia-loffensiva-contro-il-bds/</a></p>
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		<title>ONU : Organizzazione di Nessuna Utilità</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2015 23:14:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Qualora qualcuno avesse ancora dubbi sull&#8217;inutilità e l&#8217;ignavia di questa  organizzazione, l&#8217; ennesima sigla senza senso, ricettacolo di corrotti, corruttori e pavidi. Tanto per capire, nel caso specifico, di cosa parliamo:nel 2014 a Gaza sono morti 2.000 palestinesi tra cui 540 bambini sotto i bombardamenti dei sion(az)isti israeliani.Per non parlare delle inutili risoluzioni mai rispettate &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2015/06/09/onu-organizzazione-di-nessuna-utilita/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">ONU : Organizzazione di Nessuna Utilità</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Qualora qualcuno avesse ancora dubbi sull&#8217;inutilità e l&#8217;ignavia di questa  organizzazione,<span id="more-643"></span> l&#8217; ennesima sigla senza senso, ricettacolo di corrotti, corruttori e pavidi. Tanto per capire, nel caso specifico, di cosa parliamo:nel 2014 a Gaza sono morti 2.000 palestinesi tra cui 540 bambini sotto i bombardamenti dei sion(az)isti israeliani.Per non parlare delle inutili risoluzioni mai rispettate da Israele, allievo che fin troppo bene ha imparato la lezione, tanto da superare il maestro.</p>
<p><a href="http://spondasud.it/2015/06/lista-nera-di-chi-nuoce-i-bambini-ban-ki-moon-grazia-israele-9043" target="_blank">http://spondasud.it/2015/06/lista-nera-di-chi-nuoce-i-bambini-ban-ki-moon-grazia-israele-9043</a></p>
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		<title>Ilan Pappe: la pulizia etnica della Palestina</title>
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		<pubDate>Thu, 21 May 2015 22:07:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Ilan Pappe, ricercatore israeliano, ha studiato a lungo la documentazione (compresi gli archivi militari desecretati nel 1998) esistente su questo punto cruciale della storia del suo paese, giungendo a una visione chiara di quanto era accaduto nel &#8217;48. Quello che emerge è drammaticamente in contrasto con la versione tramandata dalla storiografia ufficiale israeliana: già negli &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2015/05/22/ilan-pappe-la-pulizia-etnica-della-palestina/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Ilan Pappe: la pulizia etnica della Palestina</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><span id="fbPhotoSnowliftCaption" class="fbPhotosPhotoCaption" tabindex="0" data-ft="{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}"><span class="hasCaption"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/05/Ilan-Pappe-La-pulizia-etnica-della-Palestina1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-438" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/05/Ilan-Pappe-La-pulizia-etnica-della-Palestina1-204x300.jpg" alt="Ilan-Pappe-La-pulizia-etnica-della-Palestina1" width="204" height="300" /></a>Ilan Pappe, ricercatore israeliano, ha studiato a lungo la documentazione (compresi gli archivi militari desecretati nel 1998) esistente su questo punto cruciale della storia del suo paese, </span></span><span id="more-437"></span></p>
<p><span id="fbPhotoSnowliftCaption" class="fbPhotosPhotoCaption" tabindex="0" data-ft="{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}"><span class="hasCaption">giungendo a una visione chiara di quanto era accaduto nel &#8217;48. Quello che emerge è drammaticamente in contrasto con la versione tramandata dalla storiografia ufficiale israeliana: già negli anni Trenta, la lead<span class="text_exposed_show">ership del futuro Stato d&#8217;Israele (in particolare sotto la dirczione del padre del sionismo, David Ben Gurion) aveva ideato e programmato in modo sistematico un piano di pulizia etnica della Palestina. Un libro fondamentale per chi vuol capire cosa succede realmente in quell&#8217;angolo di Medio oriente e che è forse la madre di tutte le problematiche tra oriente e occidente oggi. Un libro che ha avuto il merito di acculturare sulla questione palestinese anche Di Battista del M5S, a suo dire..come si suol dire meglio tardi che mai!</span></span></span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it/2015/05/22/ilan-pappe-la-pulizia-etnica-della-palestina/">Ilan Pappe: la pulizia etnica della Palestina</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it">PensoLibero.it</a>.</p>
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