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	<title>PensoLibero.it &#187; Covid</title>
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		<title>DAL COLERA AL COVID. IO C&#8217;ERO, IO CI SONO.</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Dec 2020 09:33:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>IO C&#8217;ERO. IO CI SONO. BUON NATALE. (avvertenze: post lungo, non vi farà morire di coronavirus,ma probabilmente di noia) 1973. Ultimi rigurgiti d&#8217;estate, agosto ormai nella metà superiore. Ti godi gli ultimi bagni su un isola che pian piano si svuota, diventa meno caotica; aspetti l&#8217;inizio del campionato, ti prepari pian piano al ritorno a &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2020/12/08/dal-colera-al-covid-io-cero-io-ci-sono/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">DAL COLERA AL COVID. IO C&#8217;ERO, IO CI SONO.</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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<div dir="auto">IO C&#8217;ERO. IO CI SONO. BUON NATALE.</div>
<div dir="auto">(avvertenze: post lungo, non vi farà morire di coronavirus,ma probabilmente di noia)</div>
<div dir="auto">1973.</div>
<div dir="auto">Ultimi rigurgiti d&#8217;estate, agosto ormai nella metà superiore.</div>
<div dir="auto">Ti godi gli ultimi bagni su un isola che pian piano si svuota, diventa meno caotica; aspetti l&#8217;inizio del campionato, ti prepari pian piano al ritorno a scuola, aspetti i primi temporali per andare in cerca di funghi.</div>
</div>
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</div>
</div>
<p><span id="more-4700"></span></p>
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<div dir="auto"> Ti arriva addosso il colera.</div>
<div dir="auto">La paura, le fobie, i miti del nemico invisibile.</div>
<div dir="auto">Invisibile anche mediaticamente, salvo notizie ai sporadici Tg dell&#8217;epoca.</div>
<div dir="auto">Il massimo della tecnologia della comunicazione sono le cabine telefoniche.</div>
<div dir="auto">Il gettone, bronzeo, entra nell&#8217;economia italiana come moneta.</div>
<div dir="auto">Non giochi più per strada, per paura non per decreto, ti lavi le mani tanto da consumarle, noi che si era abituati a tornare, bambini, a casa solo quando la luna era padrona e sporchi di ogni forma di battero potesse attecchire attraverso la polvere delle strade e delle campagne intorno.</div>
<div dir="auto">Batteri che partivano già sconfitti da un infanzia con i “fasciaturi” al posto dei pannoloni, acqua bevuta dai pozzi e la scopa al posto del Folletto in casa.</div>
<div dir="auto">Diventiamo, da un giorno all&#8217;altro, sciuscià non piu&#8217; dai piedi scalzi, ma ora costretti a indossare, chissà perché, calzini e scarpe!</div>
<div dir="auto">Le strade diventano vuote ancor di più, nel silenzio generale riesci a distinguere una per una le cicale che, fino ad allora ti sembravano tutte uguali.</div>
<div dir="auto">Guai a bere acqua dai rubinetti e via a limonate a gogò, senza zucchero perché fanno più bene.</div>
<div dir="auto">Già, i limoni, che diventano più preziosi dei diamanti nella psicosi, errata, che tengano lontano il virus.</div>
<div dir="auto">Da noi, non dalle cozze sulle quali erano da sempre spremuti e che erano state il veicolo del contagio.</div>
<div dir="auto">File e file di persone per vaccinarsi, persino dai privati, ex infermieri,che hanno avuto il beneplacito dell&#8217; Asl locali per ovviare al gran numero di vaccinazioni da fare nel più breve tempo.</div>
<div dir="auto">Un milione di persone in una settimana!</div>
<div dir="auto">I più fortunati trovano le siringhe monouso, gli altri quelle in vetro che dovevano bollire e che dovevi essere baciato dalla sorte ad essere tra i primi per non trovare l&#8217;ago spuntato.</div>
<div dir="auto">Poi arrivarono i soldati americani e, zac, via con le pistole-siringhe.</div>
<div dir="auto">Il campionato di calcio è a rischio!</div>
<div dir="auto">Le abitudini cambiano, le economie tracollano, i comportamenti degenerano.</div>
<div dir="auto">Un uomo inciampa e cade? Attenzione, è appestato!!</div>
<div dir="auto">Poi tutto passa, il virus viene sconfitto e scompaiono le paure, le fobie e ci si ritrova tutti fratelli, appestati, untori e monatti, giurandosi amore reciproco.</div>
<div dir="auto">Del colera, dopo 40 anni, rimangono solo i vergognosi striscioni negli stadi del Nord, vergati magari da ragazzi che manco erano nati o conoscono i fatti.</div>
<div dir="auto">Io c&#8217;ero.</div>
</div>
<div class="o9v6fnle cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q">
<div dir="auto">2020.</div>
<div dir="auto">Natale alle porte.</div>
<div dir="auto">Abbiamo il campionato di serie A e Hamilton è 7 volte campione di F1.</div>
<div dir="auto">Aspettiamo il vincitore del GF che dura fino a marzo in una quarantena di vuoto televisivo e pare che avremo puntualmente qualche sorta di crisi di governo.</div>
<div dir="auto">Rispetto al 1973 c&#8217;è la disoccupazione al massimo e in mezzo alla strada non ci sono più bambini che giocano perché gli spazi li abbiamo sostituiti con la tecnologia in casa e le auto fuori.</div>
<div dir="auto">I batteri manco sappiamo più&#8242; cosa sono, avendoli sostituiti, da bambini, con l&#8217;igienizzante a gogò in casa, dappertutto.</div>
<div dir="auto">Tanto che, in cambio, ci lascia esposti 2 su 3, a sintomatiche allergiche.</div>
<div dir="auto">Siamo tanti Joffrey Baratheon in abiti firmati, calzature alla moda e cellulare appena smessi i pannoloni.</div>
<div dir="auto">Le cabine telefoniche non esistono più.</div>
<div dir="auto">E con esse i gettoni.</div>
<div dir="auto">Col cazzo che fai la spesa con la Sim del tuo telefonino!</div>
<div dir="auto">Intanto ti è arrivato addosso il Coronavirus e con esso le paura, le fobie, i miti del nemico non più&#8242; invisibile</div>
<div dir="auto">Lui è mediatico, dai Tg alla D&#8217;Urso è il personaggio dell&#8217;anno, del mese, della settimana,del giorno di tutte le copertine, patinate e non.</div>
<div dir="auto">Si sovrappone al colera del 73 e sostituisce i suoi elementi a quelli di allora.</div>
<div dir="auto">Amuchina per i limoni, decreti per svuotare le strade, mascherine per siringhe e bollitori.</div>
<div dir="auto">Altre cose rimangono uguali o quasi</div>
<div dir="auto">Le strade diventano di nuovo silenziose, stavolta private delle auto, le grida gioiose di bambini impegnati in giochi mancano da tempo.</div>
<div dir="auto">Si rimane chiusi in casa per decreto.</div>
<div dir="auto">Niente tombolate, partite a 7 &amp;1/2, le &#8220;nocelle&#8221; le mangi e basta, altro che &#8220;castellucci&#8221; da conquistare.</div>
<div dir="auto">Uffà.</div>
<div dir="auto">I piu&#8217; fortunati hanno il conto in banca, la casa di 200 mt quadri al posto dell&#8217;ago meno consumato del &#8217;73.</div>
<div dir="auto">Che, alla fine dei conti, era più democratico.</div>
<div dir="auto">E ti cantano sui social una canzoncina per dirti di star calmo e quieto.</div>
<div dir="auto">Abbiamo mascherine, respiratori e tanta buona volontà, soprattutto nel fare ore di fila per fare un tampone.</div>
<div dir="auto">Tutto quello che manca a chi ci governa che ci ricorda che abbiamo approfittato delle discoteche e del bonus vacanze infettarci di nuovo, nonostante i banchi a rotelle, monopattini e gli autobus con i finestrini aperti messi a disposizione.</div>
<div dir="auto">Evviva!</div>
<div dir="auto">Ti devi auto certificare per spostarti di 100 metri e attraversare un comune è impresa da Cortina di Ferro, nonostante ci siamo scoperti tutti &#8220;congiunti&#8221;.</div>
<div dir="auto">Arrivano, dicono, per tutti i vaccini russi, cinesi e americani ma manca quello antinfluenzale, vatti a fidare.</div>
<div dir="auto">Chissà se rivedremo la pistola-siringa, ma che c&#8217;importa, va bene lo stesso!</div>
<div dir="auto">Scompariranno le paure, le fobie e tutti si riabbracceranno festanti, giurandosi amore reciproco, appestati, untori e monatti.</div>
<div dir="auto">Proprio come per il colera .</div>
<div dir="auto">E tutto passerà, come per il colera.</div>
<div dir="auto">Salvo che, tra 40 anni, qualche deficiente ancora esporrà vergognosi striscioni agli stadi, stavolta da nord a sud, ognuno contagioso di qualcosa.</div>
<div dir="auto">Io c&#8217;ero.</div>
<div dir="auto">Io ci sono.</div>
<div dir="auto">Buon Natale a tutti, ci risentiamo per Pasqua.</div>
<div dir="auto">Avanti, adagio, fanculo</div>
</div>
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		<title>&#8216;NA TAZZULELLA &#8216;E CAFE&#8217;</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Nov 2020 20:21:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[L'ululato]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
		<category><![CDATA[epidemia]]></category>
		<category><![CDATA[globalizzazione]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>&#8216;NA TAZZULELLA &#8216;E CAFE&#8217; Giornata fredda, la prima da mesi a questa parte. Se fuori c&#8217;è vento, dentro non riscaldano l&#8217;anima le notizie: covid, alluvioni, polemiche politiche. Meglio spegnere tutto e dedicarsi alla lettura che ti catapulta in mondi diversi.Oppure una tisana o un caffè sorseggiati dinanzi alla finestra, quella panoramica , lasciarti sommergere da &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2020/11/21/4689/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">&#8216;NA TAZZULELLA &#8216;E CAFE&#8217;</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>&#8216;NA TAZZULELLA &#8216;E CAFE&#8217;</p>
<p>Giornata fredda, la prima da mesi a questa parte.</p>
<p>Se fuori c&#8217;è vento, dentro non riscaldano l&#8217;anima le notizie: covid, alluvioni, polemiche politiche.<span id="more-4689"></span></p>
<p>Meglio spegnere tutto e dedicarsi alla lettura che ti catapulta in mondi diversi.Oppure una tisana o un caffè sorseggiati dinanzi alla finestra, quella panoramica , lasciarti sommergere da pensieri e ricordi.</p>
<p>Ecco, il caffè; qualcuno dice che sul fondo delle tazze, nella posa rimasta, possa leggersi il futuro.I</p>
<p>Iopreferisco pensare che il mio futuro sia io a scriverlo.</p>
<p>Un ottimista, insomma.</p>
<p>Una cosa, però, la posso dire con assoluta certezza.</p>
<p>Sarà effetto del clima freddo esterno e del lock down imposto dentro la propria mente su quanto accade fuori dalle calde mura di casa, sarà che nel caffè ho versato un po&#8217; di anice.</p>
<p>Sarà quel che volete voi ma io, piuttosto che vedervi il mio futuro, nella tazzina piena o vuota che sia, ho visto il passato, la storia dell&#8217;intera umanità.</p>
<p>Nell&#8217;epoca delle divisioni e frammentazioni su tutto, dal calcio ai vaccini, da Trump a Morra, del vampirismo capitalista e del profitto che corre anche su una pandemia, ti accorgi che una semplice tazza di caffè racconta quello che è stato da sempre il percorso umano.</p>
<p>Immaginate di essere dinanzi alla vostra moka del caffè sul fuoco.</p>
<p>E di assaporare, nello spazio di tempo che impiega il rito che unisce e miscela, a poco a poco in un crescendo rossiniano, la magica polvere con la purissima acqua, quel profumo che pervade la stanza.</p>
<p>E lasciatevi andare, sull&#8217;onda dell&#8217;aroma e del gusto, alla storia di questa magia.</p>
<p>Che, in fin dei conti, è la storia di ieri, oggi e forse domani dell&#8217;umanità.</p>
<p>Qual&#8217;epoca non è stata divisiva o frammentata? Dove l&#8217;uomo non è stato avido individualista, sacerdote e credente del religioso profitto?</p>
<p>Chiedetevi, tra un sorso e altro, quanto sangue sia costato nei secoli per portare nelle case di tutti quanti noi questo attimo di puro piacere .</p>
<p>Quante catene di schiavi hanno tintinnato e lacerato carni in piaghe putride?</p>
<p>Quanti diritti sono stati violati, quanti uomini deportati, quante donne stuprate, quanti bambini resi orfani, quante vite spezzate, civiltà distrutte, terre conquistate, famiglie spezzate, cognomi e nomi dimenticati per portare alla nostra tavola, in quella tazzina, quello che oggi noi consideriamo un nostro diritto acquisito?</p>
<p>Dall&#8217;amica moka al nemico Covid, dal cattolico Colombo al negazionista Trump, dalle caravelle in mari spumeggianti ai mercati finanziari in balia di affaristi, da un chicco di caffè ad un vaccino, da Torquemada che processava presunti eretici a Morra che processa presunti cazzoni rei di aver votato una malata oncologica, niente è cambiato.</p>
<p>La caffeomanzia (così si chiama l&#8217;arte di leggere il futuro nei fondi di caffè) fa rima, ma anche a pugni, con la parola democrazia.</p>
<p>In una tazza di caffè, piena o vuota che sia, c&#8217;è la storia dell&#8217;umanità.</p>
<p>Di questo sono certo.</p>
<p>E, probabilmente, anche il suo futuro.</p>
<p>Purtroppo vero.</p>
<p>Avanti adagio, fanculo.</p>
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		<title>SOGNO O SON DESTO?</title>
		<link>https://www.pensolibero.it/2020/07/24/sogno-o-son-desto/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Jul 2020 23:13:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[L'ululato]]></category>
		<category><![CDATA[banchi con rotelle]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Conte]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[Lucia Azzolina]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>SOGNO O SON DESTO? Datemi un pizzicotto, mollatemi un ceffone, fatemi il solletico ai piedi, qualsiasi cosa per permettermi di capire se son sveglio o veleggio ancora tra le sette porte del mondo dei sogni narrate da Don Juan, lo sciamano di Carlos Castaneda in “L&#8217;arte di sognare”. Oppure che sia io la Calpurnia, ignorata &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2020/07/24/sogno-o-son-desto/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">SOGNO O SON DESTO?</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>SOGNO O SON DESTO?</p>
<p>Datemi un pizzicotto, mollatemi un ceffone, fatemi il solletico ai piedi, qualsiasi cosa per permettermi di capire se son sveglio o veleggio ancora tra le sette porte del mondo dei sogni narrate da Don Juan, lo sciamano di Carlos Castaneda in “L&#8217;arte di sognare”.<span id="more-4674"></span></p>
<p>Oppure che sia io la Calpurnia, ignorata da Giulio Cesare, che avvertì il marito di averlo sognato assassinato.<br />
Sogno o son desto quando osservo, parlo, discuto di un paese fuori dal mondo del reale?</p>
<p>E non c&#8217;entra niente l&#8217;emergenza del Covid, suvvia!</p>
<p>L&#8217;uomo ha dato il meglio di sé nelle emergenze, dimostrando spirito creativo, intraprendenza, coraggio e intelligenza: è un emergenza che lo convince, più da scimmia che uomo, a scendere dagli alberi e assumere una posizione eretta, a “inventarsi” il fuoco, la lavorazione della pietra prima e del ferro dopo, della ruota, la parola, la scrittura, il conto e il calcolo, la stampa e le le grandi esplorazioni.</p>
<p>E ora invece cosa ci ritroviamo?</p>
<p>E&#8217; una situazione paradossale, anzi direi onirica, di un governo capacissimo e integerrimo ad ammazzare l&#8217;economia dei ristoratori, albergatori, gestori di spiagge, discoteche e altro, con l&#8217;implicita supposizione che possa riuscire, con decreti, multe e linee guida, a gestire 60 milioni di italiani, e al contempo invece totalmente incapace di gestire il controllo sul territorio di poche migliaia di persone che vengono qui a salvarsi dalla fame ed a contribuire alla mancanza totale di una seria campagna sierologica nel paese.</p>
<p>Unici in Europa, perché noi sappiamo come distinguerci, nel bene e nel male.</p>
<p>Un governo che di fronte a famiglie disperate, imprenditori suicidi, lavoratori a casa, si inventa l&#8217;app “volontaria” Immuni, le app per il bonus vacanze (chi cazzo vuoi che abbia testa e soldi per andarci? Chi cazzo vuoi che come imprenditore accetti il bonus? Con che te le pagheranno poi le tasse, con il bonus?), quella per il bonus monopattino (funziona, ho visto Casalino sfrecciare che è una bellezza) o quello per i nonni superstiti?</p>
<p>Una scuola che, invece dagli insegnamenti della Montessori sembra uscita dai copioni di Crozza: metri statici, dinamici, sedie e banche come monopattini, ingressi scaglionati con genitori scoglionati, software con i dati del catasto che devono sostituire dati catastali.</p>
<p>Aggiungici un poco di zucchero (alla faccia della Sugar Tax) e avrai la scuola alla Mary Poppins e via a cantare «Supercalifragilistichespiralidoso» con la Azzolina che scende dal cielo su un banchetto a rotelle e con in mano, invece dell&#8217;oramai bolso ombrello, un bel metro dinamico o statico.</p>
<p>Di stitico invece gli insegnanti, i dirigenti e i collaboratori scolastici che rischiano di essere tutti quanti bocciati all&#8217;esame di Trigonometria Luciana e Geometria Arcuriana.</p>
<p>Mancano le classi? Ci vuole il distanziamento? E qual&#8217;è il problema!</p>
<p>Riapriamo gli edifici dismessi partendo dalla piccola edilizia, una porta spostata qua, una altra messa di traverso là, un po&#8217; di Svitoil nei cardini della finestra, una parete gettata a terra, una sala trucco in piu&#8217; per chi vuole diventare come la Azzolina,</p>
<p>«Supercalifragilistichespiralidoso» anche qui, ignorando (la principale qualità di molti componenti politici, non solo del governo, ahimè) del tutto che molti edifici sono stati dismessi perché non rispettavano le norme di sicurezza, che un edificio abbandonato ha, generalmente, più problemi di un edificio da costruire.</p>
<p>E va bene, direte, gli edifici dismessi pure no, ma ci sono altri spazi da occupare.</p>
<p>Partiamo dai musei (magari con insegnante di sostegno la Ferragni), dalle biblioteche («Alberighi, perché non risponde alla mia domanda?», «Prof, in biblioteca si mantiene il silenzio, c&#8217;è anche il cartello»- questa, squallida, è mia, non di Crozza), parchi pubblici (con o senza borsa di acqua calda in inverno?), spazi cimiteriali (no, questi no, perché le lapidi difficilmente mantengono 1 metro di distanza), magari un bonus vacanze da dirottare ad operator tour per collocare classi nel Sahara, in fondo al mare, sul Macchu Picchu.</p>
<p>E sdoganiamo pure, sempre al canto «Supercalifragilistichespiralidoso» gli insegnanti che varranno meno di un postino ( eh già, perché per fare il postino devi avere una mini laurea o un diploma con 70/100 e saper portare un motoveicolo, ergo Valentino Rossi non potrebbe fare il postino, l&#8217;insegnante chissà).</p>
<p>Lasciamo perdere i bluff europei, le potenze di fuoco millantate poi trasformate in atti d&#8217;amore – la favola del principe ranocchio al contrario-, l&#8217;Italia come sede sicura di vacanze sciorinato negli studi della Gruber e gli aperitivi propedeutici sui Navigli, le campagne sierologiche annunciate e non partite perché- come Mussolini che aveva le baionette e non i fucili- si avevano i tamponi (forse) ma non i solventi.</p>
<p>Soprassediamo sul caos “congiunti”- giuro che mia moglie ha capito che io potessi avere un amante quando incominciai ad uscire con l&#8217;autocertificazione a favore del congiunto da andare a trovare-, soprassediamo sulle tartine di Villa Pamphili e le torte in faccia a Colao.</p>
<p>Se questo è un sogno, per favore, svegliatemi!</p>
<p>Se invece non è un sogno e tutto questo l&#8217;ho immaginato, prendetemi a schiaffi.</p>
<p>In qualsiasi caso, aiutatemi, che sia sogno o realtà, perché io non sopporto più di sentire lo sciamano Don Juan Arcuri dirmi di varcare le sette porte dei sogni per raggiungere la perfezione nell&#8217;arte, appunto, di sognare, anche attraverso le favole della buonanotte di Peppiniello, e quindi di uscire dalla nostra dimensione di aula per entrare in un&#8217;altra fatta di spazi illimitati, mura di atti d&#8217;amore, protette da cinte di potenze di fuoco.</p>
<p>Dove mi vedo apparire una Mary Poppins con le labbra da fuoco, con il metro statico in mano e Bert, l&#8217;uomo orchestra del film, che sfreccia, nei panni di Casalino, su un monopattino inseguito dalla Fedeli su un banchetto sulle ruote, che cerca di ottenere finalmente un diploma con la didattica a distanza, manco avesse l&#8217;alito di Scanzi dopo un ora di leccate sul Travaglio secondo Marco.</p>
<p>Il tutto mentre Salvini balla sulla bocca del Krakatoa, inseguito da Di Maio per l&#8217;ultimo bacio, minacciando quest&#8217;ultimo di abolire l&#8217;amore gettandosi dal balcone di Palazzo Chigi, mentre Bonafede insegue Di Matteo per riportarlo in carcere.</p>
<p>Svegliatemi!</p>
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