<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>PensoLibero.it &#187; Il mondo intorno</title>
	<atom:link href="https://www.pensolibero.it/deliri/il-mondo-intorno/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.pensolibero.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Sun, 09 Apr 2023 19:33:45 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=4.2.2</generator>
	<item>
		<title>Se imparassimo</title>
		<link>https://www.pensolibero.it/2018/03/20/se-imparassimo/</link>
		<comments>https://www.pensolibero.it/2018/03/20/se-imparassimo/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Mar 2018 18:22:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mondo intorno]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pensolibero.it/?p=3621</guid>
		<description><![CDATA[<p>Se imparassimo. Se imparassimo a cedere la strada agli alberi, prima di abbatterli. Se imparassimo ad inchinarci alla montagna, prima di violentarla. Se imparassimo ad amare l&#8217;aria, prima di averne paura. Se imparassimo ad ascoltare il fiume, prima di imprigionarlo. Se imparassimo i colori del mare, prima di corromperli. Se imparassimo ad assaggiare la terra, &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2018/03/20/se-imparassimo/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Se imparassimo</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it/2018/03/20/se-imparassimo/">Se imparassimo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it">PensoLibero.it</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Se imparassimo.</p>
<p>Se imparassimo a cedere la strada agli alberi, prima di abbatterli.<br />
Se imparassimo ad inchinarci alla montagna, prima di violentarla.<br />
Se imparassimo ad amare l&#8217;aria, prima di averne paura.<span id="more-3621"></span><br />
Se imparassimo ad ascoltare il fiume, prima di imprigionarlo.<br />
Se imparassimo i colori del mare, prima di corromperli.<span class="text_exposed_show"><br />
Se imparassimo ad assaggiare la terra, prima di avvelenarla.<br />
Se imparassimo a guardare il cielo, prima che ci cada addosso.<br />
Se imparassimo tutto ciò, forse capiremmo che la natura non è una truce nemica, ma una saggia consigliera.</span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it/2018/03/20/se-imparassimo/">Se imparassimo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it">PensoLibero.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.pensolibero.it/2018/03/20/se-imparassimo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il vuoto</title>
		<link>https://www.pensolibero.it/2017/11/05/il-vuoto/</link>
		<comments>https://www.pensolibero.it/2017/11/05/il-vuoto/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 05 Nov 2017 11:29:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mondo intorno]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pensolibero.it/?p=3538</guid>
		<description><![CDATA[<p>Il vuoto. Non lasciarti riempire da lui. Riempi i tuoi spazi. Nei cassetti, nelle stanze, negli armadi, nei sottoscala come, e soprattutto. nel cervello, nel cuore , nell’anima. Nella vita. Non preoccuparti di vedere completamente o parzialmente occupati i tuoi spazi. Fai sempre a tempo a togliere qualcosa, gettarla via se inutile, e riconquistare lo &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2017/11/05/il-vuoto/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Il vuoto</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it/2017/11/05/il-vuoto/">Il vuoto</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it">PensoLibero.it</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il vuoto.</p>
<p>Non lasciarti riempire da lui.</p>
<p>Riempi i tuoi spazi.<span id="more-3538"></span></p>
<p>Nei cassetti, nelle stanze, negli armadi, nei sottoscala come, e soprattutto. nel cervello, nel cuore , nell’anima.</p>
<p>Nella vita.</p>
<p>Non preoccuparti di vedere completamente o parzialmente occupati i tuoi spazi.</p>
<p>Fai sempre a tempo a togliere qualcosa, gettarla via se inutile, e riconquistare lo spazio necessario.</p>
<p>Non lasciare quello spazio al vuoto.</p>
<p>Dentro e fuori di te.</p>
<p>Immagina, pensa, sogna,  opera per riempirlo.</p>
<p>Altrimenti il vuoto ti  conquisterà inesorabile, ti consumerà come una candela, ti spegnerà come una fiammella al soffio del vento.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it/2017/11/05/il-vuoto/">Il vuoto</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it">PensoLibero.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.pensolibero.it/2017/11/05/il-vuoto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mondo Pazzo</title>
		<link>https://www.pensolibero.it/2017/09/05/mondo-pazzo/</link>
		<comments>https://www.pensolibero.it/2017/09/05/mondo-pazzo/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 05 Sep 2017 21:10:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mondo intorno]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pensolibero.it/?p=3488</guid>
		<description><![CDATA[<p>Per le strade cani che azzannano ossa gettate via. Bocche vuote, bocche piene di mosche, che la carne di quelle ossa non hanno mai saputo cosa sia. Lacrime sul volto di un uomo lasciato solo con la sua melanconia. Cuore di donna imprigionato e ucciso da una lucida follia. Occhi di bimbo timorosi di un &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2017/09/05/mondo-pazzo/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Mondo Pazzo</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it/2017/09/05/mondo-pazzo/">Mondo Pazzo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it">PensoLibero.it</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Per le strade cani che azzannano ossa gettate via.</p>
<p>Bocche vuote, bocche piene di mosche, che la carne di quelle ossa non hanno mai saputo cosa sia.<br />
<span id="more-3488"></span></p>
<p>Lacrime sul volto di un uomo lasciato solo con la sua melanconia.</p>
<p>Cuore di donna imprigionato e ucciso da una lucida follia.</p>
<p>Occhi di bimbo timorosi di un bramoso avemaria.</p>
<p>Cellule impazzite, ulivi secolari, accomunati dall&#8217;esser prede di malattia.</p>
<p>Acque torbide, scarichi di fogne, di corpi e di lucida codardia.</p>
<p>Montagne di neve che vengono giù, montagne di rifiuti che salgono su come l&#8217;umana cialtroneria.</p>
<p>Foreste messe in croce, al posto di un mancante messia.</p>
<p>Terre che tremano, case che crollano; la natura usufruttuaria  della nostra pazzia.</p>
<p>Venti di tornado, venti di guerra , chiediamoci chi prima  ci spazzerà via.</p>
<p>Pianeta Terra, un universo di infinita umana schizofrenia.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it/2017/09/05/mondo-pazzo/">Mondo Pazzo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it">PensoLibero.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.pensolibero.it/2017/09/05/mondo-pazzo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Terremoto!</title>
		<link>https://www.pensolibero.it/2017/08/22/terremoto/</link>
		<comments>https://www.pensolibero.it/2017/08/22/terremoto/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Aug 2017 01:15:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mondo intorno]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pensolibero.it/?p=3462</guid>
		<description><![CDATA[<p>I nostri cuori non sono di pietra. Le case, i muri lo sono. Nei cuori , il tremore della terra lascia indelebili segni. Resistono nel dolore. Le mura, invece, crollano e si frantumano. Si ricostruiscono, altre pietre a far dimenticare le prime. Le grida di disperazione durano brevi attimi. Scompaiono presto. Lasciano spazio ad immagini &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2017/08/22/terremoto/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Terremoto!</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it/2017/08/22/terremoto/">Terremoto!</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it">PensoLibero.it</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>I nostri cuori non sono di pietra.<br />
Le case, i muri lo sono.</p>
<p>Nei cuori , il tremore della terra lascia indelebili segni.<br />
Resistono nel dolore.<span id="more-3462"></span></p>
<p>Le  mura, invece,  crollano e si frantumano.<br />
Si ricostruiscono, altre pietre a far dimenticare le prime.</p>
<p>Le grida di disperazione durano brevi attimi.<br />
Scompaiono presto.<br />
Lasciano spazio ad immagini indelebili  di devastazione.<br />
Eterne, come il ricordo di quei brevi attimi.</p>
<p>Le lacrime versate diventano fiumi sotterranei.<br />
Che scavano solchi nel tuo animo.</p>
<p>Il terremoto , se sopravvivi,  diventa parte di te.<br />
Sta lì , nelle tue ossa, nei tuoi muscoli, nei tuoi pensieri, a ricordarti.</p>
<p>Che la natura ha potere di distruggere e creare.<br />
Che non ha “sensi di colpa” ma solo la sua tragica ineluttabilità.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it/2017/08/22/terremoto/">Terremoto!</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it">PensoLibero.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.pensolibero.it/2017/08/22/terremoto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ascoltare il mondo</title>
		<link>https://www.pensolibero.it/2017/05/22/ascoltare-il-mondo/</link>
		<comments>https://www.pensolibero.it/2017/05/22/ascoltare-il-mondo/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 22 May 2017 08:52:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mondo intorno]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pensolibero.it/?p=3367</guid>
		<description><![CDATA[<p>Per ascoltare il mondo&#8230; Non basta sentire il cinguettio degli uccelli o il fruscio del vento fra gli alberi. Non basta ascoltare il frangersi delle onde sugli scogli e il vociare dei gabbiani sulla spuma del mare. Non basta udire l&#8217;impeto del tuono accompagnato dal sibilo della tempesta. Non basta percepire i rumori del bosco &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2017/05/22/ascoltare-il-mondo/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Ascoltare il mondo</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it/2017/05/22/ascoltare-il-mondo/">Ascoltare il mondo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it">PensoLibero.it</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Per ascoltare il mondo&#8230;<br />
Non basta sentire il cinguettio degli uccelli o il fruscio del vento fra gli alberi.<span id="more-3367"></span></p>
<p>Non basta ascoltare il frangersi delle onde sugli scogli e il vociare dei gabbiani sulla spuma del mare.</p>
<p>Non basta udire l&#8217;impeto del tuono accompagnato dal sibilo della tempesta.</p>
<p>Non basta percepire i rumori del bosco e la voce silenziosa della montagna.</p>
<p>Non basta godersi le grida chiassose e festanti di bambini e le allegre risate degli adulti.</p>
<p>L&#8217; udito dovrà superare distanze per ascoltare, la vista arrivare dove non puoi vedere, il cuore e la ragione superare montagne, attraversare deserti, navigare oceani.</p>
<p>Per ascoltare il mondo devi imparare a udire gli invisibili, impercettibili ma assordanti rumori dei dolori e delle paure altrui.</p>
<p>La piena concezione dell&#8217;esistenza di questi ti amplifichera&#8217; la bellezza degli altri.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it/2017/05/22/ascoltare-il-mondo/">Ascoltare il mondo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it">PensoLibero.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.pensolibero.it/2017/05/22/ascoltare-il-mondo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Migrantes!</title>
		<link>https://www.pensolibero.it/2017/01/30/migrantes/</link>
		<comments>https://www.pensolibero.it/2017/01/30/migrantes/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2017 22:26:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mondo intorno]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pensolibero.it/?p=3224</guid>
		<description><![CDATA[<p>(Questo testo fa parte di una raccolta di brevi racconti che vorrei, se ho la possibilità, racchiudere in un antologia e che hanno come tema la guerra e i suoi aspetti,con il fenomeno dell’immigrazione che è uno di essi. Ciò che io chiamo  “effetto collaterale) “La nozione di immigrato è un errore. L’immigrato è qualcuno &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2017/01/30/migrantes/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Migrantes!</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it/2017/01/30/migrantes/">Migrantes!</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it">PensoLibero.it</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.braviautori.com/pubblicazioni"><img src="https://www.braviautori.com/concorsi/brevi_autori/breviautori_4_banner.jpg" alt="BrEvi Autori vol.4 - BraviAutori.it" /></a></p>
<p><span data-offset-key="3kioc-0-0"><span data-text="true">(Questo testo fa parte di una raccolta di brevi racconti che vorrei, se ho la possibilità, racchiudere in un antologia e che hanno come tema la guerra e i suoi aspetti,con il fenomeno dell’immigrazione che è uno di essi. Ciò che io chiamo  “effetto collaterale) </span></span><span id="more-3224"></span></p>
<h2><a name="_Toc473204708"></a></h2>
<p><em>“La nozione di immigrato è un errore. L’immigrato è qualcuno che fa un viaggio regolare da un punto a un altro, come l’uccello migratore, appunto. Qui invece è gente che fugge dai massacri. Né sono rifugiati, perché un rifugio lo stanno cercando. Bisogna cercare una parola che non menta. Una volta che la si sarà trovata, si sarà già fatto un grande progresso.”<br />
(Michel Butor)</em></p>
<p><em> Ogni giorno centinaia di persone si mettono in viaggio per cercare di raggiungere l’Europa. Sono vittime di guerre, dittature, mancanza di opportunità economiche e cambiamenti climatici.</em></p>
<p><em>Sognano una vita migliore, ma spesso finiscono tra le mani dei trafficanti o in centri di detenzione. </em></p>
<p><em>Uomini e donne che, nella maggior parte,  diventano schiavi; pochi di loro uomini liberi.<br />
Molti diventano semplicemente carne morta, tra le dune di un deserto o nei fondali di un mare.</em></p>
<p><em>Immensi ossari dell’ipocrisia umana.</em></p>
<h3><em> <strong>Migrantes!</strong></em></h3>
<p><strong> </strong>L&#8217;ascoltare ancora lo sciabordio delle onde contro lo scafo è ciò che mi fa capire di essere ancora viva.<br />
Gli occhi fanno fatica ad aprirsi, bruciati dal gelo della notte e dal sole del giorno.<br />
Labbra riarse, all&#8217;estenuante ricerca per un sollievo di un sorso d&#8217;acqua che non sia quella del mare.<br />
Membra intorpidite dal dover condividere, e difendere al contempo, quel misero regno che è il mio spazio, assediato da (quanti? Cento..duecento?) individui che hanno lo stesso mio scopo, se non addirittura quello di usurpare ciò che è mio.</p>
<p>Di Kismeth<br />
Ah, ecco una altra cosa che mi fa sentire viva.<br />
Ricordo ancora il mio nome!<br />
Kismeth.</p>
<p>E intorno a me ho forse Badrani, oppure Youssa,oppure Menadi, chi lo sa!<br />
Mi dolgono troppo gli occhi per aprirli.<br />
E forse non ho nemmeno tanta voglia di guardare.<br />
Che strano, fuggire dalla mia terra dove non avevo niente, ma ero forse più libera, per ritrovarmi sballottata sul mare difendendo meno di un metro quadrato, da prigioniera!<br />
È questa la vita alla quale avevo agognato?</p>
<p>E’ questo ciò che mi aspetta?<br />
La vita, la morte.<br />
Fuggire dalla morte per cercare la vita.<br />
Cercare la vita trovando la morte.</p>
<p>Cadere in un oblio fra l’una e l’altra.<br />
Fuggire dalla fame.<br />
O dalla guerra.<br />
Come se ci fosse differenza!<br />
Come se laddove manchi il pane per tutti, non ci sia una guerra per accaparrarselo.<br />
Come se laddove ci sia solo una pozza d&#8217;acqua per dissetarsi non ci sia un campo di battaglia per impadronirsene.<br />
Una guerra fra poveri che non fa notizia.</p>
<p>Perché senza aerei che bombardano, senza esplosioni che distruggono, senza  armi che si vendano.<br />
Ma è pur sempre una guerra.<br />
E il mio corpo ne porta i segni.<br />
Devastanti.<br />
I miei piedi piagati parlano del pietrisco del deserto attraversato.<br />
La mia schiena dolente parla delle ore interminabili trascorse in un bagagliaio di auto.<br />
La mia vagina, la mia bocca, se potessero raccontarlo, narrerebbero degli stupri e delle umiliazioni subite.</p>
<p>E tutto questo per cosa?<br />
Meno di un metro quadrato su un lurido barcone, stipata come gramigna alla rinfusa, in balia delle onde del mare.<br />
Quel mare che non ho mai attraversato prima, io che non so nemmeno nuotare.<br />
E che, dalla spiaggia, mi sembrava amico, sinonimo di libertà verso una nuova vita.<br />
Con le sue onde spumeggianti che venivano a rompersi sulla battigia e che, nel ritornare verso di esso, sembravano invitarmi a seguirlo, illudendomi con false promesse.<br />
Quelle onde che ora ho so per certo che mi odiano, ricambiate .</p>
<p>Onde che entrano nel fatiscente barcone, con le murate che, dal nostro peso, cedono sempre più  al loro incalzante bussare.</p>
<p>Sì, sono viva.<br />
Lo sento dal freddo dell&#8217;acqua vicino ai miei piedi.<br />
Lo capisco anche dalle grida che ascolto intorno a me.<br />
Di orrore, perché il barcone è oramai come un mulo denutrito e piegato sotto carichi sempre più pesanti.<br />
La sua sofferenza la ascolti nei suoi sinistri scricchiolii, nel suo gemere di assi che si piegano, di ferro che allenta la presa.<br />
Poi incomincio a sentire anche altre grida.<br />
Di gioia, di speranza, forse per qualche soccorso insperato.<br />
Non mi importa piu&#8217;!<br />
I miei occhi continuano a farmi male.<br />
Li lascio chiusi<br />
Le mie membra continuano ad essere intorpidite.<br />
Che riposino.<br />
Le mie labbra continuano ad aver sete.<br />
Basta sale!<br />
Non ho più paura di morire.<br />
Temo di più cosa ancora devo affrontare.<br />
Mi lascio andare.<br />
Che sia il destino a decidere per me.<br />
Insciallah!</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it/2017/01/30/migrantes/">Migrantes!</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it">PensoLibero.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.pensolibero.it/2017/01/30/migrantes/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Natale di Hassim e Lisa</title>
		<link>https://www.pensolibero.it/2016/12/24/il-natale-di-hassim-e-lisa/</link>
		<comments>https://www.pensolibero.it/2016/12/24/il-natale-di-hassim-e-lisa/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 24 Dec 2016 22:27:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mondo intorno]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pensolibero.it/?p=3047</guid>
		<description><![CDATA[<p>Aleppo,Siria, 20 dicembre 2016 Hassim entrò in quella che una volta era la sua casa. File di mattoni miracolosamente in piedi delimitavano al sua area. Il resto era solo un confuso ammasso di cianfrusaglie, suppellettili, calcinacci rotti e miscelati fra di loro come se fossero passati per un immensa centrifuga. Le pareti, o almeno quello &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2016/12/24/il-natale-di-hassim-e-lisa/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Il Natale di Hassim e Lisa</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it/2016/12/24/il-natale-di-hassim-e-lisa/">Il Natale di Hassim e Lisa</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it">PensoLibero.it</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><em>Aleppo,Siria, 20 dicembre 2016</em></h3>
<p>Hassim entrò in quella che una volta era la sua casa.</p>
<p>File di mattoni miracolosamente in piedi delimitavano al sua area.</p>
<p>Il resto era solo un confuso ammasso di cianfrusaglie, suppellettili, calcinacci rotti e miscelati fra di loro come se fossero passati per un immensa centrifuga.<span id="more-3047"></span></p>
<p>Le pareti, o almeno quello che ne rimaneva, erano nere dall’ardente incendio che ivi si era propagato.</p>
<p>Fuoco e fiamme avevano seguito il fischio e il tremendo botto.</p>
<p>Un’ esplosione collerica, tremenda, come da tempo Hassim, e altri bambini come lui, avevano imparato a conoscere.</p>
<p>E il fatto che si fosse a Natale non le rendeva , quelle esplosioni, più belle ne confondibili con i classici botti di quei giorni di festa.</p>
<p>A pensarci bene, osservò Hassim, se il periodo natalizio fosse contraddistinto dai botti, beh, allora lui avrebbe potuto immaginare di essere da sempre in un infinito Natale.</p>
<p>Hassim e la sua sorellina Yaziira erano sfuggiti per miracolo a quella esplosione, insieme ai loro genitori.</p>
<p>Il nonno Kaleb non c’è l’aveva fatta.</p>
<p>Era paralitico da anni e il missile lo aveva trovato mentre giaceva, come ogni giorno, ogni ora,  sul suo letto di paglia.</p>
<p>Dopo l’esplosione, quando l’incendio era terminato, erano corsi subito là, per cercarlo, o almeno quanto ne restava, e dargli sepoltura.</p>
<p>Niente, il nonno Kaleb  era come dissolto nell’aria.</p>
<p>Hassim camminò sui neri calcinacci, attento a non inciampare, chiedendosi se anche questa volta, la terza,  avrebbero ricostruito, in un altro posto, una nuova casa.</p>
<p>E pensava di quelle assurdità occidentali che aveva letto su internet.</p>
<p>Pareva che in altre parti del mondo si preoccupassero della salute degli animali, i quali sarebbero traumatizzati dai rumori dei botti pirotecnici.</p>
<p>Un sorriso amaro comparve sulla bocca di Hassim: la salute degli animali! C’era qualcuno che si preoccupava di lui, di sua sorella Yaziira, del nonno Kaleb e di tanti altri come loro?</p>
<p>O pensavano che fossero dei supereoi, che non avevano paura anche loro dei botti, di quei botti?</p>
<p>Comunque sia, pensò Hassim, questo sarà l’ennesimo Natale  nel quale Babbo Natale farà il giro più corto del previsto.</p>
<p>Poche le case di Aleppo ancora in piedi, dove lasciare regali o trovare bambini.</p>
<p>Pazienza, pensò il ragazzino, avrà più tempo per altri bambini e si affaticherà di meno.</p>
<p>Stava quasi per finire il giro fra quei cumuli di macerie, quando uno dei suoi piedini, coperti solo da ciabatte di corda, urtò qualcosa di metallico.</p>
<p>Si fermò a guardare, chinandosi sul frammento annerito che sporgeva dall’ammasso informe di cose, pietre e ricordi che era la sua casa ora.</p>
<p>Era un frammento semicircolare.</p>
<p>Hassim già ne aveva visti altri.</p>
<p>E imparato a riconoscerli.</p>
<p>Era quello che rimaneva del missile.</p>
<p>Lo prese in mano.  Nel metallo, oramai contorto e annerito poté solo notare alcune incisioni.</p>
<p>Con il polsino del suo maglione, strofinò forte forte per far scomparire il nero da quei segni.</p>
<p>Poche lettere, frammentate , comparirono magicamente : “ GU&#8230;LI  AR..M..TI”</p>
<p>Hassim non riuscì a capire cosa significassero.</p>
<p>Deluso lanciò dietro di lui il pezzo di metallo, lasciandoselo alle spalle.</p>
<p>Come la sua casa, il suo passato, il ricordo del nonno Kaleb.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><em>Italia, 20 dicembre 2016, un posto imprecisato del Nord est</em></h3>
<p>Lisa ha appena finito di vergare le ultime righe della sua lettera a Babbo Natale.</p>
<p>E’ nello studio del nonno, nella fabbrica in loro possesso</p>
<p>Non è stata cosa facile, perché mai come quest’anno veramente non sapeva cosa chiedergli.</p>
<p>A dire il vero, ogni anno Babbo Natale era stato sempre prodigo con lei, accontentandola sempre.</p>
<p>E per le altre necessità c’erano mamma Silvia  e papà Lorenzo.</p>
<p>E soprattutto nonno Gianluigi, il proprietario della fabbrica.</p>
<p>Ecco, pensò Lisa, nonno Gianluigi somigliava molto a Babbo  Natale, con quella sua barba bianca e l’imponente figura.</p>
<p>E Lisa amava credere che fossero la stessa persona.</p>
<p>Tant’è che il nonno , ogni anno a Natale, faceva arrivare un imponente statua di Babbo Natale nella quale altri bambini, figli dei dipendenti della fabbrica del nonno, inserivano le loro letterine.</p>
<p>E Lisa non era di meno.</p>
<p>Alla fine aveva deciso cosa chiedere a Babbo Natale.</p>
<p>C’era una magnifica casetta per bambole.</p>
<p>Ne aveva già un&#8217;altra, ma quella era ancora più bella.</p>
<p>Sarebbero state al calduccio  e comode le sue bambole!</p>
<p>Scese dalla sedia e si lanciò fuori dall’ ufficio.</p>
<p>Arrivò nel cortile, e cercò con lo sguardo dove fosse la statua.</p>
<p>Eccola, li in fondo, vicino all’ultimo capannone!</p>
<p>La sirena suonò gli ultimi striduli avvisi che la giornata di lavoro era terminata.</p>
<p>Da lì a poco sarebbero andati tutti via e anche lei, accompagnata da Pietro, un collaboratore del nonno, sarebbe tornata a casa.</p>
<p>Doveva sbrigarsi.</p>
<p>Infilò la letterina nella fessura sulla sacca di ceramica, come lo era  tutta la statua, assicurandosi che fosse entrata tutta.</p>
<p>Poi si mise a guardare, soddisfatta del lavoro svolto, la statua.</p>
<p>Sì, assomigliava un po’ a nonno Gianluigi.</p>
<p>Ma se il nonno e Babbo natale erano la stessa persona, dove nascondeva mai la slitta e le renne?</p>
<p>Lisa è sveglia e arguisce che in quei capannoni, dove non la fanno mai entrare, ecco forse lì sono custoditi slitte e renne!</p>
<p>Dal suo fantasticare la distoglie la voce di Pietro che la sta chiamando.</p>
<p>Lo vede e gli corre incontro.</p>
<p>E’ ora di tornare a casa!</p>
<p>Meno male, l’aveva fatta appena in tempo!</p>
<p>Sale in macchina con Pietro e si dirigono all’uscita della fabbrica.</p>
<p>Lisa si mette in ginocchio sul sedile posteriore, voltata verso il parabrezza di dietro.</p>
<p>La bambina  segue con gli occhi la figura della statua di Babbo Natale finché la visuale glielo consente.</p>
<p>Escono dal cancello della fabbrica.</p>
<p>Ora Babbo Natale non è più visibile.</p>
<p>Ma la sua attenzione  è attratta da quella scritta che campeggia da sempre sul grande cancello.</p>
<p>Vi è scritto “GUIDELLI ARMAMENTI”</p>
<p>Le era sempre sembrata incomprensibile, prima.</p>
<p>Ma ora Lisa va a scuola e sa cosa significa quella parola vicino al loro cognome.<br />
E sa a cosa serve.</p>
<p>Si siede, soddisfatta, sul sedile.</p>
<p>Sì, il nonno deve essere Babbo Natale.</p>
<p>Sì, in quei capannoni segreti ci devono essere la slitta e le renne.</p>
<p>E quel nome serve per far paura ai ladri cattivi che vorrebbero rubare tutti i giocattoli.</p>
<p>Dopo tutto chi penserebbe  di andare  a rubare in una fabbrica di armi?<br />
Sarebbe pericolosissimo!</p>
<p>Lisa si accomoda meglio sul sedile, appoggia il capo vicino al finestrino laterale, spingendo il nasino vicino ad esso.</p>
<p>Il fiato che le esce si diverte ad appannare il vetro, e lei, con i ditini, improvvisa magici ghirigori.</p>
<p>Mentre guarda, indifferente, il paesaggio che scorre fuori, torna al suo mondo fantastico.</p>
<p>E agli incredibili giochi che potrà fare con la sua nuova casa per le bambole.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it/2016/12/24/il-natale-di-hassim-e-lisa/">Il Natale di Hassim e Lisa</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it">PensoLibero.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.pensolibero.it/2016/12/24/il-natale-di-hassim-e-lisa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Diventa forte</title>
		<link>https://www.pensolibero.it/2016/07/05/diventa-forte/</link>
		<comments>https://www.pensolibero.it/2016/07/05/diventa-forte/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 05 Jul 2016 21:34:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mondo intorno]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pensolibero.it/?p=2442</guid>
		<description><![CDATA[<p>Diventa forte capendo le tue debolezze. Diventa forte cancellandole. Diventa forte mostrando i tuoi sentimenti. Diventa forte mettendoli a tacere. Diventa forte rispettando l&#8217;altro. Diventa forte senza averne timore. Diventa forte conoscendo le tue paure. Diventa forte sfruttando quelle altrui. Diventa forte cosciente di essa. Diventa forte imponendola agli altri.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it/2016/07/05/diventa-forte/">Diventa forte</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it">PensoLibero.it</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Diventa forte capendo le tue debolezze.<br />
Diventa forte cancellandole.<span id="more-2442"></span><br />
Diventa forte mostrando i tuoi sentimenti.<br />
Diventa forte mettendoli a tacere.<br />
Diventa forte rispettando l&#8217;altro.<br />
Diventa forte senza averne timore.<br />
Diventa forte conoscendo le tue paure.<br />
Diventa forte sfruttando quelle altrui.<br />
Diventa forte cosciente di essa.<br />
Diventa forte imponendola agli altri.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it/2016/07/05/diventa-forte/">Diventa forte</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it">PensoLibero.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.pensolibero.it/2016/07/05/diventa-forte/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il colore giallo</title>
		<link>https://www.pensolibero.it/2016/01/10/il-colore-giallo/</link>
		<comments>https://www.pensolibero.it/2016/01/10/il-colore-giallo/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 10 Jan 2016 01:21:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mondo intorno]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pensolibero.it/?p=1938</guid>
		<description><![CDATA[<p>Mi chiamo Ahmed Fellaini. Sono un chirurgo afgano. Sono quello che si definisce,nel gergo dei medici impegnati in teatri di guerra, un &#8220;rattoppatore&#8221;. D&#8217;altronde cosa altro potrebbe essere un chirurgo in un paese in guerra? O forse sarebbe meglio definire l&#8217;Afghanistan come una guerra fatta paese. In Afghanistan si nasce con una guerra, si cresce &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2016/01/10/il-colore-giallo/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Il colore giallo</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it/2016/01/10/il-colore-giallo/">Il colore giallo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it">PensoLibero.it</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.braviautori.com/pubblicazioni"><img src="http://www.braviautori.com/concorsi/l_altro/l_altro_banner.jpg" alt="l'Altro - BraviAutori.it" /></a></p>
<p><code></code>Mi chiamo Ahmed Fellaini. Sono un chirurgo afgano.<br />
Sono quello che si definisce,nel gergo dei medici impegnati in teatri di guerra, un &#8220;rattoppatore&#8221;.<span id="more-1938"></span><br />
D&#8217;altronde cosa altro potrebbe essere un chirurgo in un paese in guerra? O forse sarebbe meglio definire l&#8217;Afghanistan come una guerra fatta paese.</p>
<p>In Afghanistan si nasce con una guerra, si cresce dentro di essa, si muore aspettando la prossima.<br />
Ė da secoli così, quasi se come questo martoriato paese, dai paesaggi maestosi e selvaggi, formati da montagne blu contrapposte a brulle vallate, debba pagare un dazio eterno all&#8217; Alessandro Magno di turno, che sia macedone, russo, americano o talebano.</p>
<p>Sono un rattoppatore, e infatti mi sto lavando le mani, sporche di sangue, dopo l&#8217;ultimo &#8221; rappezzo&#8221; effettuato.<br />
Non mi fa più impressione vedere arti smembrati, coaguli di sangue, organi a pezzi. Quello che mi fa veramente paura è che sto diventando asettico, apatico, indifferente agli orrori che mi si presentano innanzi quotidianamente.</p>
<p>Taglio, cucio, amputo, con la stessa indifferenza con cui si timbrerebbero dei francobolli.<br />
Forse è una forma di autodifesa, qualcosa che il mio cervello,in simbiosi con tutto il resto del mio corpo, produce per permettermi di andare avanti ogni giorno senza impazzire.</p>
<p>Una sorta di ironica beffa: un chirurgo che amputa le sue emozioni.<br />
Ecco, ciò che mi fa veramente impressione è il non sapere se sarò più capace di provare una qualsiasi emozione che non sia questa paura di aver perso, per sempre, una parte essenziale per ogni essere umano.</p>
<p>Quello che, alla fine, ci distingue da una fredda macchina.<br />
Forse è anche normale che sia così, dopotutto lavoro in un teatro di guerra e mica posso aspettarmi una tranquilla giornata con una semplice Appendicectomia!</p>
<p>Oddio,a dire il vero capita anche questo tipo di problematica, ma per il resto i miei pazienti sono le classiche tipologie che ti aspetti che un conflitto provochi.</p>
<p>Semmai quello che veramente potrebbe stupire un osservatore esterno è il genere di pazienti che frequentano le corsie, le sale operatorie, gli obitori di un ospedale.</p>
<p>Insomma, in una guerra ti aspetteresti di trovarti davanti reduci dal fronte da entrambi i lati. Insomma soldati.</p>
<p>E invece no! Qui mi capitano ogni giorno donne, anziani, e sopratutto bambini.<br />
Dannazione, bambini, di ogni età e ogni sesso.</p>
<p>Bambini come Jamal, che ho appena operato.<br />
Forse ha 8 anni e in un età dove dovrebbe conoscere un maestro e frequentare le aule di una scuola, ha conosciuto me e le fredde mura di una sala operatoria.</p>
<p>Un piede saltato via fino allo stinco, l&#8217;altra gamba maciullata da schegge metalliche e frammenti di ossa, un paio di dita della mano destra ridotte in poltiglia e ferite lungo tutto il piccolo corpicino. Una vittima di guerra e della dannata idiozia umana.</p>
<p>E di un colore.</p>
<p>Jamal, tradito da un colore, il giallo che qui, in Afghanistan, può significare vita o morte, gioia o orrore.</p>
<p>Un colore, il giallo, che in un paese come questo, nelle aspre brulle vallate formate da pietraie e sporadici ciuffi di vegetazione, si nota come non mai attirandoti come una calamita a sé.</p>
<p>Invitante, ammaliante, come una festa a sorpresa.<br />
Ingannatore come un amante che ti tradisce.</p>
<p>Il giallo, che ti può salvare dai morsi della fame oppure morderti mani, piedi, gambe, tronco e braccia.</p>
<p>Jamal e il giallo, già.</p>
<p>Una vittima di guerra, nell&#8217;età in cui la guerra dovrebbe essere un innocuo gioco. Allora meglio, anzi peggio pensare che sia una vittima della maledetta idiozia umana.</p>
<p>Quella idiozia tutta ipocritamente umana che ti fa scegliere di usare un colore, il giallo per contrassegnare due cose agli antipodi.</p>
<p>Sono colorati di giallo infatti i sacchetti di aiuti “umanitari”,con cibo e medicine, che lanciano dagli aerei.</p>
<p>Sono colorate di giallo le “cluster bomb” usate nella guerra “umanitaria”, le bombe a grappolo che lanciano gli aerei o sono sparate da un cannone.</p>
<p>Una cluster bomb consiste, in realtà, di due parti: un container e un certo numero di sub-munizioni, chiamate comunemente bombette. Il suo compito è quello di trasportare le sub-munizioni sull&#8217;area di attacco dove un meccanismo di espulsione si occuperà di disperderle su una superficie più o meno vasta.</p>
<p>In pratica ,per gli effetti, sono molto simili alle mine antiuomo.</p>
<p>In un paese dove il tasso di analfabetizzazione tra minori è alto, dove la televisione non è per tutti e e non arriva a tutti per informare, quel colore giallo, di un pacco aiuti o una bomba a grappolo, diventa un formidabile invito per ogni bambino che giochi, pascoli le capre, oppure si trova semplicemente a passare lì.</p>
<p>Lo vedi, gli vai vicino e immediatamente sei coinvolto in un orrido Hallowen dove il colore giallo, subdolamente, è lui a chiederti <em>“dolcetto o scherzetto?”</em></p>
<p>Se è uno scherzetto non è di quelli che ci riderai su. Ne tocchi una, di cluster bomb, e resti mutilato a vita. Se sopravvivi.</p>
<p>Magari non esplode subito, la prendi e la porti a vedere a degli amichetti,ai tuoi familiari e coinvolgi anche loro in un macabro gioco di sterminio.</p>
<p>Jamal probabilmente ci ha solo messo un piede sopra.</p>
<p>Mi viene da ridere quando penso al paradosso.<br />
Quelle bombe sono progettate, costruite e approvate da ingegneri, chimici,operai comuni, generali in uniformi gallonate e politici senza anima e scrupoli.</p>
<p>Esseri umani comunque. Che hanno figli e nipoti come ogni famiglia afgana o di qualsiasi altra parte del mondo.</p>
<p>Persone che si preoccupano che i loro bambini non accettino caramelle da sconosciuti, che frequentino buone compagnie, che possano fare sport all’aria aperta e che sia sempre pronta una cassettina con il disinfettante e il cerotto a portata di mano.</p>
<p>Persone che come lavoro hanno come obiettivo che quelle bombe funzionino.</p>
<p>Nessuno pensa ai bambini degli altri, all’esercito di piccoli mutilati che si accresce sempre più, costringendo famiglie povere ad accudire quei sfortunati, resi invalidi per il resto degli anni, aumentando la morsa di una miseria che non aveva bisogno di inviti per entrare in alcuna di quelle case.</p>
<p>I bambini come Jamal non sanno  quanto possa essere terribile il colore giallo. Per loro è il colore del sole, del pacco aiuti. Difficilmente sentiranno una vittima parlare di quell’altro colore giallo, quello cattivo.</p>
<p>Arrivano sempre più spesso in ospedale. Sempre più spesso curo corpi ustionati, amputo arti e suturo squarci profondi o applico protesi.</p>
<p>Sbrigo tutto con una sorta di gelida indifferenza professionale. Questo non mi fa più impressione. Sono oramai dolorosamente assuefatto. Ma questo l&#8217;ho già detto.</p>
<p>Ma c’è una cosa che mi fa male.</p>
<p>E che mi rende ancora umano.</p>
<p>Vedere il viso di bambini come Jamal che si risvegliano dopo un intervento chirurgico e si ritrovano in un mondo dove non potranno saltare più, afferrare, oppure vedere colori.</p>
<p>Agitano quegli arti oramai assenti, li cercano, senza capire inizialmente, con stupore prima, dolore mentre, rassegnazione dopo. Finchè non smettono di cercarli capendo di non averli più.</p>
<p>Mi ricordano un gattino , che avevo da piccolo, al quale amputammo la coda (già, le amputazioni, forse erano nel mio destino): ridevamo delle sue confusionarie piroette nel cercare quella coda per pulirla.</p>
<p>Qui c&#8217;è poco da ridere, non c’è bisogno di leggerlo anche negli occhi di quei bambini,di Jamal domani quando si sveglierà.</p>
<p>E allora esco fuori, di giorno o di notte,con i crampi allo stomaco come se avessi subito un poderoso pugno, e rimango lì con gli occhi chiusi, affinché non mi permettano, in alcun modo, di vedere quel dannato colore e quei volti.</p>
<p>di <a href="http://www.pensolibero.it/" target="_blank">Antonio Mattera</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it/2016/01/10/il-colore-giallo/">Il colore giallo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it">PensoLibero.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.pensolibero.it/2016/01/10/il-colore-giallo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Non ricordi, ma attimi.</title>
		<link>https://www.pensolibero.it/2015/12/23/non-ricordi-ma-attimi/</link>
		<comments>https://www.pensolibero.it/2015/12/23/non-ricordi-ma-attimi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Dec 2015 23:14:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Il mondo intorno]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.pensolibero.it/?p=1917</guid>
		<description><![CDATA[<p>Dal giudice tutelare ieri &#8221; Mio padre, malato di Alzheimer, non vive piu&#8217;, di ricordi.Quelli non li ha piu&#8217;. Vive di attimi.Quelli che ora posso regalargli, che tra qualche momento non ricorderà piu&#8217;, ma che comunque gli vanno donati. Una cena con amici, le risate ad un film comico, la vicinanza dei due nipoti, un &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2015/12/23/non-ricordi-ma-attimi/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Non ricordi, ma attimi.</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it/2015/12/23/non-ricordi-ma-attimi/">Non ricordi, ma attimi.</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it">PensoLibero.it</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span data-offset-key="426im-0-0"><span data-text="true">Dal giudice tutelare ieri &#8221; Mio padre, malato di Alzheimer, non vive piu&#8217;, di ricordi.Quelli non li ha piu&#8217;. Vive di attimi.</span></span><span id="more-1917"></span><span data-offset-key="426im-0-0"><span data-text="true">Quelli che ora posso regalargli, che tra qualche momento non ricorderà piu&#8217;, ma che comunque gli vanno donati. Una cena con amici, le risate ad un film comico, la vicinanza dei due nipoti, un albero di Natale che ogni mattina riscopre e lo commuove,un pasto consumato insieme, una passeggiata e la visone di un alba o un tramonto. Insomma, un senso di famiglia e di vita.Che l&#8217;indomani avrà dimenticato, e io, con la mia famiglia, dovremo ricostruire, simile ad una tele di Penelope. Ma se lei aveva la speranza di veder ritornare il suo Ulisse, noi lo dobbiamo fare nella certezza di non ritrovare piu quella persona che conoscevamo prima&#8221;</span></span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it/2015/12/23/non-ricordi-ma-attimi/">Non ricordi, ma attimi.</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it">PensoLibero.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.pensolibero.it/2015/12/23/non-ricordi-ma-attimi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
