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		<title>Nel bene,nel male. Capitolo 2</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Apr 2023 19:33:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>NEL BENE, NEL MALE (di Antonio Mattera) CAPITOLO 1 Quanto prima ho raccontato l&#8217;ho potuto ricostruire anni dopo, ma non crediate che abbia usato poi tanta fantasia! Ciò che invece mi appresto a narrare sono ricordi vividi, impressi nella mia mente. E, a volte, nella mia pelle. Torniamo all&#8217;orfanotrofio, la mia prima vera casa. Naturalmente &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2023/04/09/nel-benenel-male-capitolo-2/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Nel bene,nel male. Capitolo 2</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>NEL BENE, NEL MALE<br />
(di Antonio Mattera)</p>
<p>CAPITOLO 1<br />
Quanto prima ho raccontato l&#8217;ho potuto ricostruire anni dopo, ma non crediate che abbia usato poi tanta fantasia!<br />
Ciò che invece mi appresto a narrare sono ricordi vividi, impressi nella mia mente.<br />
E, a volte, nella mia pelle.<br />
Torniamo all&#8217;orfanotrofio, la mia prima vera casa.<br />
Naturalmente le buone suore, tra una preghiera e un altra, cercavano qualcuno che potesse prendersi carico del marmocchio.<br />
Ma niente, neanche il più minimo interesse sviluppò quel piccolo involucro di carne che ero io.<br />
Forse furono i miei pianti da neonato, qualche visita nelle ore nelle quali il pannolone era più pieno o qualche poppata andata di traverso, tutti elementi atti a scoraggiare qualche avventuroso.<br />
Se mai ci fu questo avventuroso!<br />
Ad essere carino lo ero, come lo testimonieranno anche i fatti futuri.<br />
E la costituzione sana e robusta non mi mancava.<br />
Ma offerte, di una possibile famiglia, niente!<br />
Ero come un prodotto ignorato in una nicchia dal droghiere.<br />
Arrivai così alla tenera età di 5 anni, e le cose incominciarono a farsi leggermente più difficili.<br />
Gattonare ti permette una certa agiatezza, incominciare a camminare con le tue gambe è un preludio alle libertà future, parlare e lavarti i denti da solo ti immettono nel mondo noioso della scuola.<br />
E così iniziarono le lunghe e tediose giornate con asticelle, cerchi, zampette, numeri e via dicendo.<br />
Una fatica vergarle, ma ancora più faticoso impararle a decifrare, connetterle.<br />
Insomma imparare a leggere!<br />
Ma tant&#8217;è, tra qualche nerbata sulle mani e qualche punizione corporale, riuscii a superare anche questo.<br />
Intanto feci la conoscenza con i miei primi amici, altri bambini come me: Adam il grassottello, Tom dalla pelle color ebano, Moosey con la gamba corta.<br />
E, sopratutto, Myriam, dai capelli rossi e le lentiggini sulle guance.<br />
Eravamo una trentina di ragazzini, dai 3 ai 12 anni, e dividevamo il nostro tempo tra lo studio, qualche lavoretto nell&#8217;orfanotrofio e lo sbadiglio in occasione dei momenti di preghiera che dovevamo affrontare quotidianamente.<br />
Una routine noiosa che, a nostro parere, solo alcuni di noi avevano la fortuna di interrompere allorché erano chiamati a svolgere qualche incarico nella stanza della Madre superiore, suor Francine.<br />
Spesso toccava a Myriam officiare questi &#8220;particolari&#8221; compiti.<br />
Si sussurrava che le venissero dati anche dei dolci, se li svolgeva bene.<br />
Quindi logico intuire che ci sentissimo particolarmente invidiosi della fortuna che capitava a lei e agli altri!<br />
A loro volta, però, Myriam e altri bambini, che godevano di questo &#8220;trattamento di favore&#8221;, sembravano non esserne particolarmente entusiasti.<br />
Myriam, fra l&#8217;altro, pareva abbastanza sbadata nel loro compimento, in quanto, dai lividi che riportava, sembrava sempre dimenticarsi di questo o quell&#8217;altro spigolo presente nella stanza della madre superiore.<br />
Eppure doveva conoscerla bene!<br />
Uno dei compiti, dall&#8217;età di otto anni, che mi veniva assegnato, era di nutrire i piccioni che avevano le suore sull&#8217;attico dell&#8217;orfanotrofio.<br />
Mi piaceva oltre modo quel compito, potendo, da lassù, godere della vista della campagna tutta intorno a noi e lasciare le briglie della fantasia scorrere nell&#8217;immaginario di un mondo esterno che non conoscevo.<br />
O meglio, quello che conoscevo del mondo esterno si limitava al fattore Hershel e al suo camioncino che portava il latte e altri alimenti, la posta e quanto altro abbisognava al nostro sostentamento.<br />
Puntualmente doveva recarsi da Suor Francine per discutere il pagamento della merce portata, ma la discussione, pur durando in media mezz&#8217;ora nel segreto della stanza della superiora, non doveva essere particolarmente astiosa, visto che dopo uscivano entrambi molto contenti.<br />
Comunque, torniamo a quell&#8217;attico e ai nostri piccioni.<br />
Stavo fantasticando su mille avventure quando mi accorsi che non ero solo.<br />
Una figura esile, avvolta nello scialle verde che ben conoscevo, era ritta sul cornicione dandomi le spalle.<br />
I capelli rossi erano scompigliati dalle piccole raffiche di vento autunnale.<br />
Ma quelli, i capelli al pari dello scialle, erano dettagli ininfluenti.<br />
Avrei riconosciuto Myriam anche senza vederli.<br />
Ne sentivo ogni volta il profumo della sua pelle, anche da lontano.<br />
Era qualcosa di particolare che trascendeva l&#8217;uso dei sensi.<br />
Anni dopo qualcuno mi avrebbe detto che era una questione di &#8220;chimica&#8221;.<br />
Mi avvicinai cauto a lei. Non volevo spaventarla, essendo ritta sul cornicione. Che modo stupido di giocare, pensai fra me e me.<br />
«Myriam, cosa fai qui? Come sei uscita qua fuori?»<br />
Lei si voltò verso di me.<br />
Le lentiggini erano offuscate, sotto l&#8217;occhio destro, da un alone viola.<br />
Doveva aver battuto su un altro spigolo, pensai quasi infastidito della sua scarsa attenzione per se stessa.<br />
«Ciao, Glen. Hai lasciato il chiavistello aperto»<br />
Mi girai e compresi.<br />
Che stupido che ero stato!<br />
Le suore non facevano salire mai nessuno sull&#8217;attico, tranne me per quel particolare compito.<br />
Avevano munito la porta dal lato interno di serratura,della quale custodivano gelosamente la chiave.<br />
All&#8217;esterno della porta vi era un chiavistello da tirare, in modo tale da impedire l&#8217;accesso all&#8217;attico, per chiunque provenisse da dentro, mentre si era là fuori per qualsiasi motivo.<br />
Quel giorno, preso nelle mie fantasie, mi ero dimenticato di tirarlo.<br />
«Scendi da lì, Myriam, e torna dentro, altrimenti le suore potrebbero incavolarsi di brutto, se ti scoprono. E magari mi tolgono questo incarico.»<br />
«Ci tieni tanto, Glen?»<br />
Scrollai le spalle.<br />
«Mi piace, mi permette di vedere il mondo di fuori. E poi i piccioni sono una buona compagnia, o, quantomeno, non fanno domande né sgridano.»<br />
La guardai negli occhi.<br />
In un certo qual modo, ci eravamo sempre stati simpatici, benché Myriam avesse un paio di anni più di me .<br />
«E a te non piacciono i tuoi compiti?» le chiesi.<br />
«No. Per niente.» fu la sua laconica risposta, senza nemmeno guardarmi.<br />
Ero stupefatto, non capivo il perché.<br />
Certo, ogni tanto si procurava qualche livido, ma pensavo che il dolore svanisse subito, sopratutto quando lo potevi calmare con una bella e succosa caramella.<br />
«Eppure, dovrebbero piacerti! Ti danno anche dolci e leccornie!»<br />
Ancora oggi ricordo il sorriso triste di Myriam in risposta a quella mia fanciullesca e, oggi capisco, stupida affermazione.<br />
«Ah, ecco quello che pensate!»<br />
Mise una mano nella tasca e tirò fuori quelle che, per noi ragazzi, allora erano un piccolo tesoro: caramelle al miele!<br />
Allungò la mano verso di me.<br />
«Prendile Glen, sono tue. Te le regalo.»<br />
Eccome se le avrei volute prendere!<br />
Solo che non mi pareva giusto, erano sue, frutto del suo lavoro.<br />
Allora non ero ancora carogna come oggi.<br />
E forse quel giorno ha contributo a farmi diventare quello che sono.<br />
Ma bando alle chiacchiere e torniamo a quel pomeriggio, a quell&#8217;attico, a me e Myriam.<br />
Agitò la mano che impugnava le caramelle davanti al mio volto e mi ripeté convinta:<br />
«Prendile, Glen, sono tue, davvero!».<br />
Nella sua voce c&#8217;era quasi un tono d&#8217; implorazione.<br />
La cosa mi mise in imbarazzo e riuscii a bofonchiare solo una timida risposta.<br />
«Non posso, Myriam, non sarebbe giusto! Suor Francine ti da queste caramelle come ricompensa per i tuoi compiti.»<br />
Lei mi guardò con quei suoi occhi verdi e solo allora mi accorsi che piccole lacrime le solcavano il viso.<br />
Fece un cenno col capo e rispose con un laconico «Capisco.»<br />
Si rigirò e fece compiere al braccio, con il quale mi aveva porto quelle caramelle, un movimento rotatorio verso l&#8217;alto.<br />
Arrivata a mezza via, la mano si aprì e le caramelle volarono oltre il parapetto.<br />
Sembrò quasi che rimanessero sospese per un attimo, ma, subito dopo, le vedemmo cadere giù come stelle cadenti e scomparire alla nostra vista.<br />
Mi avvicinai al parapetto e guardai giù.<br />
Le caramelle erano li, cinque piani sotto di noi, macchioline quasi invisibili sparpagliate sul selciato.<br />
Mi voltai verso Myriam.<br />
Ero infuriato con lei, ma anche confuso.<br />
Preoccupato.<br />
Non per le caramelle, naturalmente, ma per la mia amica dai capelli rossi.<br />
Sapevo benissimo che se le suore avessero trovato quelle caramelle avrebbero capito che era stata Myriam a gettarle via.<br />
Le avrebbero raccolte, portate a Suor Francine e Myriam avrebbe anche potuto prendersi qualche punizione ( la più frequente, e io ne sapevo qualcosa a riguardo, era qualche nerbata sulle mani con un frustino ottenuto da una pianta).<br />
«Perché l&#8217;hai fatto?» avrei voluto che il mio tono risultasse più irato, in realtà ne usci fuori un misto fra la disperazione e il rassegnato.<br />
«Hai paura per te o per quello che potrebbe succedere a me, Glen ?»<br />
«Cavoli, Myriam, ma non capisci proprio in che guai ti vai cacciando?»<br />
Lei prese la mia faccia fra le sue mani, anche esse punteggiate dalle lentiggini, e mi fissò dritto negli occhi.<br />
Solo allora potei notare che le sue iridi verdi erano due isole che stavano per essere sommerse da un mare di lacrime.<br />
La sua voce uscì roca, rotta dal pianto.<br />
«Credi tu che ci sia qualcosa che mi possa far paura dopo quello che ho subito? Tu o gli altri non avete idea di cosa significano quelle caramelle per me!»<br />
«Myriam, io&#8230;»<br />
«Taci, Glen! Neppure puoi concepire l&#8217;inferno dal quale provengono. Non sono il premio per i miei servizi, ma il dazio per il mio silenzio!»<br />
Si voltò dandomi le spalle, cingendosi il corpo con le sue esili braccia.<br />
Potevo sentire il suo roco singhiozzo percuoterne il corpo.<br />
Il vento gelido che soffiava sulla Cumbria in quella stagione ci sferzava i volti e portava via da lei qualche piccola lacrima.<br />
Cercai le parole giuste per confortarla, ma sentivo dentro di me che qualcosa era rotto per sempre nell&#8217;animo di Myriam.<br />
Rimasi immobile là, su quell&#8217;attico.<br />
Quell&#8217;attimo di silenzio, quel momento che rimase vuoto di una qualsiasi parola, anche la più stupida, che io potessi pronunciare, quel fermarsi staticamente ad aspettare l&#8217; evolversi degli eventi, è stato, a distanza di anni l&#8217;ho capito, il tempo più sprecato della mia vita.<br />
Avrei potuto impegnarlo in mille modi, ognuno dei quali, probabilmente, non avrebbe portato a quanto avvenne in seguito.<br />
O, forse, non sarebbe cambiato nulla.<br />
Myriam salì sul parapetto e si voltò verso di me.<br />
«Ti ricordi, Glen, come ci chiama Suor Francine?»<br />
Confuso, ignaro di quanto stesse accadendo, o forse talmente consapevole da esserne inebetito, non riesco ancora oggi a capirlo, annuii col capo.<br />
«I suoi piccoli angeli» fu la mia risposta<br />
Myriam mi sorrise, ora non piangeva più.<br />
«Esatto, Glen, i suoi angeli! E gli angeli hanno ali. Anche per fuggire via.»<br />
Allargò le braccia e, dopo un ultimo sorriso, si spinse all&#8217;indietro, nel vuoto.<br />
Per un attimo sperai che si potesse librare nel cielo proprio come un angelo, e riapparisse al di sopra del parapetto.<br />
Fu questione di secondi, anche se parvero infiniti, e un rumore sordo, tipico, come ora conosco, di un corpo che impatta il suolo, giunse alle mie orecchie.<br />
Nel corso degli anni quel rumore mi ha accompagnato, facendomi risvegliare di soprassalto madido di sudore, oppure riaffacciandosi spontaneamente nei miei ricordi all&#8217;ascolto di altri rumori simili.<br />
Ma niente è mai stato paragonabile ad esso: è come se potessi ascoltare, in un unico suono, tutte le ossa andare in frantumi singolarmente, le vene collassare, gli organi interni esplodere.<br />
Quando uscii da quella sorta di sogno ad occhi aperti, mi diressi al parapetto e guardai giù.<br />
Myriam era là.<br />
No, non era un angelo.<br />
No, non era più nemmeno una persona.<br />
Viva almeno.<br />
Lo capii dalla macchia rossa che andava allargandosi dietro la sua testa.<br />
Un piccolo lago che sembrava prendere il suo colore da quello, rosso, dei capelli della mia amica.<br />
Solo un po&#8217; più scuro.<br />
Come lo è solo il sangue.<br />
Schizzi di materia cerebrale si confondevano sul selciato.<br />
Insieme alle caramelle.<br />
Nausea e pianto sopraggiunsero insieme.<br />
La bocca, piena del sapore acidulo del vomito, inutilmente cercava sollievo dalle lacrime che si riversavano dentro, dopo aver solcato il mio viso.</p>
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		<title>COME VI PIACE (ovvero Elly e il Racconto di Inverno).</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2022 17:46:23 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[L'ululato]]></category>
		<category><![CDATA[Elly Schlein]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Letta]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Conte]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
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<div dir="auto">La Schlein, insomma, come ennesimo sogno di una notte di mezza estate simil Soumahoro in un partito afflitto da pene d&#8217;amor perduto dai tempi di Renzi.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Una tragica commedia degli errori cominciata con Zingaretti, dove non sempre è tutto bene ciò che finisce bene anche se ti chiami Letta e ritorni sperando che la tempesta passi.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">L&#8217;essere o non essere di Amleto privato dell&#8217;interrogativo,non più dilemma ma certezza, che ti porta dritto dritto alle prossime elezioni, sicure tragedie alla Re Lear, quando ogni misura per misura è colma.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Suicidi annunciati che inducono a suicidi reali come in Antonio e Cleopatra, con Ottaviano Conte pronto a prendersi le spoglie del vinto e declamare l&#8217;onoranza funebre.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Per un partito al quale, all&#8217;ingresso della sua sede, il suo popolo ben potrà riportare l&#8217;epitaffio finale del Timone d&#8217;Atene, una delle opere più oscure e di difficile comprensione:</div>
<div dir="auto"><em>«Qui giace il misero corpo della grama anima sua ormai privato: non cercate il mio nome: codardi malvagi, che una pestilenza vi abbia consumato!»</em></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">In pratica la tessera n°1 del PD sembra appartenere a William Shakespeare più che a Carlo De Benedetti.</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
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		<title>IO NON DIMENTICO</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2022 23:16:17 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Conte]]></category>
		<category><![CDATA[M5S]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>IO NON DIMENTICO. Premessa: era il 27 luglio 2022 e davo su questo social,  nonostante le vedovanze di alcuni o i guaiti di gioia di altri, il M5S tra il 15/18%. Doppia premessa: nonostante abbia fatto di tutto e il contrario di tutto la mia non è una campagna contro il M5S (unico partito, insieme &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2022/09/09/io-non-dimentico/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">IO NON DIMENTICO</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it/2022/09/09/io-non-dimentico/">IO NON DIMENTICO</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it">PensoLibero.it</a>.</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr">IO NON DIMENTICO.<br />
Premessa: era il 27 luglio 2022 e davo su questo social,  nonostante le vedovanze di alcuni o i guaiti di gioia di altri, il M5S tra il 15/18%.<span id="more-4755"></span><br />
Doppia premessa: nonostante abbia fatto di tutto e il contrario di tutto la mia non è una campagna contro il M5S (unico partito, insieme a Ingroia, votato nella mia vita elettorale) ma contro colui che ne è il capo politico (di facciata, perche quello reale dirige un giornale).<br />
Capo politico di un partito che, parole sue, “<em>Io elettore del centrosinistra, mai stato 5 Stelle, ne condiviso idee. Li ho votati perché mi hanno indicato ministro. Quindi definirmi dei 5 Stelle mi sembra formula inappropriata“.</em><br />
Praticamente lenticchie e cotechino purché possa sembrare Capodanno.<br />
L&#8217;ho detto altre volte: lo considero più pericoloso del filantropo minorile di Arcore -del quale non ha l&#8217;olezzo di malaffare- e del cazzaro di Rignano -del quale non riscuote l&#8217;antipatia a pelle-, perciò doppiamente pericoloso.<br />
E se scrivo più su di lui che sugli altri è solo perché, in un modo o nell&#8217;altro, questo Paese ha dimostrato di aver fatto, nelle urne, gli anticorpi ai primi due e non vorrei si concedesse l&#8217;ennesimo cazzaro di una lunga scia ventennale.<br />
Questo è un Paese che non ha memoria, oppure la perde dietro narrazioni precostituite (circola ancora la balla che sia merito suo, e non di Macron &amp; Merkel, il Recovery Found, andate a informarvi).<br />
Abbiamo chiesto commissioni di indagini, impeachment, invocato la giustizia per tutti quelli che lo hanno preceduto.<br />
A questa ameba della politica si è invece perdonato  (o volutamente dimenticato) tutto, anche il costo di vite umane durante una pandemia (e pensare che nel frattempo deridevamo Trump, Putin e Johnson per lo stesso motivo).<br />
Io, invece, NON DIMENTICO, le sue comparsate in Tv, col sorriso sulle labbra, a dire che &#8220;eravamo prontissimi, da noi si può fare turismo&#8221; per poi risvegliarci senza mascherine, respiratori, protocolli e personale.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2022/09/conte-gruber-1294792.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4757" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2022/09/conte-gruber-1294792-300x168.jpg" alt="conte-gruber-1294792" width="300" height="168" /></a>Non dimentico il suo attendismo nella chiusura di Alzano salvo poi accusare i medici, i veri eroi che ci hanno salvato il culo.</p>
<p dir="ltr"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2022/09/IMG_20220908_081055.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4758" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2022/09/IMG_20220908_081055-300x193.jpg" alt="IMG_20220908_081055" width="300" height="193" /></a><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2022/09/IMG_20220908_081302.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4759" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2022/09/IMG_20220908_081302-300x148.jpg" alt="IMG_20220908_081302" width="300" height="148" /></a> <a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2022/09/IMG_20220908_081114.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4760" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2022/09/IMG_20220908_081114-300x160.jpg" alt="IMG_20220908_081114" width="300" height="160" /></a><br />
Non dimentico le querelle, anche tramite i Tar, contro le ordinanze di governatori di Regioni che chiudevano scuole o chiedevano controlli sui voli dalla Cina con lui che diceva &#8220;non creiamo allarmismi&#8221;.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2022/09/IMG_20220909_005047.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4761" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2022/09/IMG_20220909_005047-300x112.jpg" alt="IMG_20220909_005047" width="300" height="112" /></a><br />
Non dimentico che ha affidato il nostro approvigionamento di beni sanitari.a una cricca malavitosa, che ha fatto pascolare militari russi in lungo e largo per il nostro paese spacciandoli per sanitari, che ha perso tempo prezioso nelle vaccinazioni dietro primule e cazzeggi vari.</p>
<p dir="ltr">Non dimentico che forse potevamo salvare qualcuna di quelle 160mila vittime (la nazione più colpita) ed evitare quel lugubre spettacolo dei camion evitando cazzate nei salotti e trovando il coraggio di far fatti prima che i buoi scappassero dalla stalla.</p>
<p dir="ltr">Non dimentico tante altre occasioni dove ha dimostrato, con parole (proverbiali i suoi raggiri lessici per dire tutto e il contrario di tutto, cioè niente, dai congiunti alle armi difensive e offensive), fatti dichiarati e poi smentiti e omissioni ( è il re del &#8220;a mia insaputa&#8221;, detronizzando persino Scajola e Fini),sorretto da una stampa che per lui ha trasformato i mercati delle vacche in responsabili, quanto sia viscido quest&#8217;uomo dietro la sua apparenza.<br />
Per molto meno di questo un paese serio, e una politica seria, lo relegherebbe ai margini della scena.<br />
In Italia invece fa il moralista dopo aver fatto alleanze con tutti, compresi Ciampolillo e Mastella vari, e approvando leggi schifose ( decreti Salvini) salvo poi rinnegarle come se niente fosse.<br />
Vorrei che non lo dimenticasse il Paese, ma so anche, lo predissi settimane fa, che va verso un consolidamento elettorale che dimostra invece quanto una pochette e un aurea perbenista possa far passare da statista l&#8217;ennesimo cazzaro imbonitore.<br />
ah, per rammentarlo, era il 2019, quando forse ancora pensava che il suo reame fosse eterno :<b> &#8220;</b><em>Non lavorerò a un altro governo, la mia esperienza termina con questo&#8221;</em><br />
Dichiarazione comune, mezzo cazzaro.<br />
Avanti, adagio, fanculo.</p>
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		<title>FRIEDKIN: COME UN GAVISCON</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jul 2022 07:18:43 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Passione Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[AS Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Dan Friedkin]]></category>
		<category><![CDATA[Dino Viola]]></category>
		<category><![CDATA[Josè Mourinho]]></category>
		<category><![CDATA[Paulo Dybala]]></category>
		<category><![CDATA[Ryan Friedkin]]></category>
		<category><![CDATA[Tammy Abraham]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>COME UN GAVISCON. Ho passato anni a fare il Don Chisciotte quasi solitario contro la gestione Pallotta e i suoi misteri buffi Monchi, Petrachi, Di Francesco, Fonseca. Anni e fiumi di parole a descrivere come illusori fuochi fatui tuffi nelle fontane e semifinali improvvisate perché non in linea con il vero valore che era il &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2022/07/19/friedkin-come-un-gaviscon/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">FRIEDKIN: COME UN GAVISCON</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>COME UN GAVISCON.<br />
Ho passato anni a fare il Don Chisciotte quasi solitario contro la gestione Pallotta e i suoi misteri buffi Monchi, Petrachi, Di Francesco, Fonseca.</p>
<p><span id="more-4749"></span><br />
Anni e fiumi di parole a descrivere come illusori fuochi fatui tuffi nelle fontane e semifinali improvvisate perché non in linea con il vero valore che era il campionato.<br />
Anni a ingoiare falsi proclami, dichiarazioni cialtronesche, situazioni grottesche e gli sfottò di chi ti sbatte una coppa in faccia dimenticando che gli abbiamo scucito dalle maglie uno scudetto.<br />
Ridotto a tenere con timore il conto delle sostituzioni in ogni partita più del numero in centinaia di goal presi.<br />
Poi arrivano loro, i Friedkin, poche parole, anzi il silenzio, e tanti fatti.<br />
Più che texani, dei tibetani.<br />
Da clausura.<br />
Il mio personale Gaviscon per il reflusso gastroesofageo pallottiano.<br />
Riordino completo dentro e fuori della società, dai campi agli uffici, senza tralasciare niente.<br />
Riavvicinare i tifosi, riaccendere una passione ormai sopita alla mediocrità, con il dovuto rispetto dei ruoli, una missione prioritaria. Sempre presenti, non dispersi nell&#8217;etere tra Roma e Bostonboston e ridotti ad un ologramma.<br />
Le radio romane, la stampa da strapazzo e i famosi topolini vengono derattizzati, costretti in un perenne stato di confusione ad inventarsi notizie che i texani tibetani manco discutono.<br />
Lasciateli fare, sembrano dire a noi tifosi, e seguite solo noi.<br />
Per la prima volta i botti di mercato (Mourinho ieri, Dybala oggi) arrivano prima delle presunte (che con Pallotta erano certezze) partenze (Zaniolo oggi? vedremo, ma certo non in cambio di Diawara valutato 23 milioni, per capirci).<br />
E se parte Dzeko arriva subito Abraham, che non sbaglia aerei come i Malcolm.<br />
E se Mikhitaryan ti fa fare la figura del fesso, ecco che apri la porta e ci trovi Matic e Dybala in sala attesa.<br />
Prego, lor signori si accomodino e ci scusino per l&#8217;attesa.<br />
Arrivi che sono autentici lampi a ciel sereno, il tutto mentre gli altri parlano di Fonseca cercato e scippato dal Real Madrid, Mourinho rabbuiato e pronto a dimettersi, Tiago Pinto un imbecille incapace, Zaniolo da un mese a Torino per due noccioline e un grazie da parte nostra.<br />
E magicamente si torna pure a vincere, una portaombrelli per qualcuno, ma meglio dei bonsai.<br />
Dopotutto papà Friedkin fa di nome Dan.<br />
La D di Dino per capirci.<br />
Viola, per intenderci.<br />
Coincidenze, certo, ma una delle tante che mi fa parlare da un anno di analogie, tra quei tempi e oggi, vissute e respirate. E godute<br />
E per me che ho visto il 75% degli scudetti della Roma, cioè 2 su 3, rammento che in quelle vittorie furono fondamentali gli arrivi prima di un tizio che si chiamava Paulo e nel secondo quello di un attaccante argentino .<br />
Oggi arriva un attaccante argentino che si chiama Paulo.<br />
Chiamale, se vuoi, coincidenze.<br />
Ed emozioni.<br />
E non è finita ancora, ne sono certo io e, da lassù, credo anche i Dino e gli Ago, gli Aldo e i Giorgio Rossi&#8230;</p>
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		<title>L&#8217;ameba della politica</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jul 2022 07:41:25 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[L'ululato]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category>
		<category><![CDATA[Fatto Quotidiano]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Conte]]></category>
		<category><![CDATA[governo Draghi]]></category>
		<category><![CDATA[M5S]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Travaglio]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>L&#8217;ameba è un genere di Protozoi Rizopodi, della classe Lobosi, che comprende specie d’acqua dolce e marine, e alcune parassite dell’uomo e degli animali. E dal 2018 anche della politica. Una caratteristica particolare di questi organismi unicellulari è di mutare continuamente forma a causa del loro citoplasma privo di scheletro. Queste estroflessioni della membrana permettono &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2022/07/01/lameba-della-politica/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">L&#8217;ameba della politica</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">L&#8217;ameba è un genere di </span><span style="color: #000000;"><u><a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/protozoi">Protozoi</a> </u></span><span style="color: #000000;">Rizopodi, della classe <a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/lobosi">Lobosi</a>, che comprende <a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/specie">specie</a> d’acqua dolce e marine, e alcune parassite dell’uomo e degli animali. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">E dal 2018 anche della politica.</span><span id="more-4745"></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Una caratteristica particolare di questi organismi unicellulari è di mutare continuamente forma a causa del loro <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Citoplasma">citoplasma</a> privo di scheletro. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Queste estroflessioni della membrana permettono alla cellula di strisciare sul substrato, adattandosi. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il politico (???) in foto quindi corrisponde esattamente alla descrizione fin qui fatta: cerchiobottismo con capacità di dire e fare tutto e il contrario di tutto, indecisione e ambiguità persino su termini lessicali (congiunti, armi difensive e offensive), maestro del penultimatum (come lo dichiarò lo stesso Grillo), una consistenza caratteriale degna del Don Abbondio manzoniano pur di portare la pagnotta a casa.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">E&#8217; l&#8217;unico esempio di capo di un partito che lavora sulla linea politica da seguire in smart working.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Nel senso che al mattino un Casalino qualsiasi e una schiera di giornalisti pretoriani al risveglio gli fanno trovare puntualmente una cartellina con su scritto “leggi e studia&#8221;: un po&#8217; di sondaggi, qualche oroscopo, qualche letterina di bimbe innamorate della pochette e la linea politica del M5S è consegnata bella e fatta dal vero capo in pectore del movimento, il Travaglio secondo Marco.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Unico problema che il marchio è ancora di Beppe Grillo, che quindi conta ancora qualcosa rispetto a Conte che non ha mai contato.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ecco perchè l&#8217;equivalente per i grillini del libretto rosso di Mao, cioè il Disfatto Quotidiano, sapendo che il cavallo (il M5S) è comunque brocco, per disarcionare il fantino (Grillo) cerca di dopare lo stalliere (Conte).</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Dopotutto bisogna pure guadagnarseli quei 2,5 milioni di prestito garantito al 90% dallo Stato (provate voi ad avere un prestito garantito con i conti in rosso da 1 milione e mezzo), ottenuti grazie ad uno degli ultimi atti del Governo, guarda caso, Conte, che aveva come scopo il salvataggio delle nostre imprese colpite dal virus e dal </span><strong><span style="color: #000000;">lockdown</span></strong><span style="color: #000000;">. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">In realtà i giornali sono stati tra i meno colpiti dal lockdown, ma tant&#8217;è.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Da qui le narrazioni epico drammatiche di congiure dei Nibeldraghi ai danni di Sigpeppe, oppure visioni mistiche di folle festanti adoranti (ma urna vuote) e bambini che cercano il suo abbraccio.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">O Ancora la Peppeide dove l&#8217;eroe, caricandosi il Movimento, storpo e curvo dalle batoste come Anchise, sulle spalle mostra tutta la sua ira funesta in maniche di camicia.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ma se i sogni muoiono all&#8217;alba, i penultimatum di Peppiniello si dissolvono ancora più velocemente.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">“Mi chiedono di strappare, ma io non lo voglio, però non lo escludo” ecco il cerchiobottismo perfetto, che in confronto Giotto è un pivello.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ah, dimenticavo, se il Cristo tramutò l&#8217;acqua in vino, il nostro eroe è riuscito a tramutare la concezione dei mercati politici delle vacche in “ricerca di responsabili”, sempre secondo la narrazione del Vangelo secondo Travaglio.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Comunque tornando alla linea politica dettata in smart working alla nostra ameba, dopo aver studiato il compitino, assimilato le novità della giornata, e con un paio di prove dinanzi allo specchio (“specchio, specchio della mie brame, di chi è la pochette più bella del reame?” “Tua, mio bel avvocato, da quando andavi in giro abbindolando gli italiani che la pandemia per loro era una bazzecola, “siamo prontissimi, in grado di far turismo” dicevi”), eccolo pronto per il giro palinsesto, tra tv e sagre varie, unici momenti dove la nostra ameba politica sembra, illusoriamente, avere una vita propria.</span></p>
<p>Avanti, adagio, fanculo.</p>
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		<title>ZIBI&#8217; BONIEK,BELLO DI NOTTE. E DI GIORNO</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2022 09:42:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Passione Calcio]]></category>
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		<category><![CDATA[Heysel]]></category>
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		<category><![CDATA[Polonia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>ZIBI&#8217; BONIEK, IL BELLO DI NOTTE. E DI GIORNO «E poi vederti ridere e poi vederti correre ancora/ Dimentica, c&#8217;è chi dimentica distrattamente un fiore una domenica». (Nei giardini che nessuno sa &#8211; Renato Zero) E&#8217; troppo osare voli pindarici affermando che Zbigniew Boniek, il ragazzo dai capelli e baffi rossi che scorazzava nel rettangolo &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2022/03/03/zibi-boniekbello-di-notte-e-di-giorno/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">ZIBI&#8217; BONIEK,BELLO DI NOTTE. E DI GIORNO</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it/2022/03/03/zibi-boniekbello-di-notte-e-di-giorno/">ZIBI&#8217; BONIEK,BELLO DI NOTTE. E DI GIORNO</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it">PensoLibero.it</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p lang="en-US"><b>ZIBI&#8217; BONIEK, IL BELLO DI NOTTE. E DI GIORNO</b></p>
<p><span lang="en-US"><i>«</i></span><i>E poi vederti ridere e poi vederti correre ancora/ Dimentica, c&#8217;è chi dimentica distrattamente un fiore una domenica</i><span lang="en-US"><i>». </i></span>(Nei giardini che nessuno sa &#8211; Renato Zero)</p>
<p>E&#8217; troppo osare voli pindarici affermando che Zbigniew Boniek, i<span lang="en-US">l</span> ragazzo dai capelli e baffi rossi che scorazzava nel rettangolo verdenegli anni&#8217;80, è colui che, forse, ha offuscato la leggenda di Kazimierz <em>Deyna, asso polacco degli anni &#8217;70?</em><span id="more-4738"></span></p>
<p>Oppure basta ricordarlo con le parole dell&#8217;Avvocato Gianni Agnelli che lo definì, presentandolo a Henry Kissinger, <em>«quello che gioca bene di notte»</em>, per essere capace di lasciare il segno sopratutto nelle partite in notturna nelle coppe europee?</p>
<p>Attaccante, centrocampista, mediano, persino libero con apprezzabili risultati nella sua fase finale con la Roma, Zibì era genio e sregolateza, capace di sembrare avulso dal gioco un attimo prima e torpedine imprendibile un secondo dopo.</p>
<p>Zibì gioca, vince e convince nel Widzew Lodz e nella nazionale polacca, prodotto di una società permeata nel comunismo, poco spazio per i sogni, pragmatismo nelle vene e nelle teste.</p>
<p><em>«Anche io, come i giocatori italiani, ho iniziato a giocare in strada. È lì che si formano, in tutto il mondo, i buoni giocatori e forse anche le buone persone. Noi in Polonia in strada dimostravamo subito quello che sapevamo fare meglio. Chi correva, chi picchiava, chi calciava con destrezza. In strada vige, da sempre, la legge del più forte. Ma con una eccezione: il proprietario del pallone. Io ero piccolo, gracile ma avevo una smagliante sfera di cuoio. L&#8217;avevo perché mio padre giocava in Serie A e anche questo accendeva su di me una luce particolare.»</em><i> </i></p>
<p>Qule bambino gracile, dai capelli e lentiggini rosse, cresce, diventa veloce e bravo, tanto bravo che a nessuno importa più se sia il proprietario del pallone o semplicemente riesca a diventarlo correndogli dietro, impossessandosene finchè non lo vede depositarsi in rete.</p>
<p>Probabilmente nemmeno Zibì immagina che da lì a qualche anno, il 1980, la Polonia e la sua vita stanno svoltando, in uno strano incrocio di destini fatti di storia e di calcio.</p>
<p>E&#8217; il settembre 1980 e in seguito agli scioperi nei cantieri navali di Danzica e guidato inizialmente da Lech Walesa nasce Solidarnosc.</p>
<p>Dapprima organizzazione sotterranea, ma presto si impone come movimento di massa e luogo fondamentale di incontro delle opposizioni di matrice cattolica e anticomunista al governo centrale.</p>
<p>Poco meno di due mesi dopo, siamo al 5 novembre 1980, il Widzew di Boniek affronta la Juventus in Coppa Uefa, eliminandola ai rigori.</p>
<p>Proprio Boniek realizza il tiro decisivo contro la squadra bianconera, alla quale approda nel 1982 dopo i mondiali in Spagna giocati da protagonista con una Polonia che arriverà 3°, battendo la Francia di Michel Platini, suo futuro compagno bianconero.</p>
<p>Il suo unico cruccio non aver giocato la semifinale contro l&#8217; Italia. <em>«L&#8217;Italia vinse quel Mondiale [del 1982] perché fece fuori Boniek… Nessuno mi toglie dalla testa che l&#8217;arbitro Valentine con l&#8217;Urss mi ammonì apposta per farmi saltare la semifinale con l&#8217;Italia che politicamente contava molto di più della Polonia… Avremmo perso lo stesso? Sarebbe bello rigiocarla quella partita, ma con Boniek in campo e Paolo Rossi squalificato, vediamo come finisce…»</em></p>
<p><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2022/03/bomiek-polonia.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-4740" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2022/03/bomiek-polonia.jpg" alt="bomiek polonia" width="220" height="183" /></a></p>
<p>Boniek però non è solo un formidabile calciatore, è molto di piu&#8217;.</p>
<p>Zibì è un figlio naturale di quella Polonia conquistata, occupata, divisa da secoli, da mongoli, ottomani, austriaci e russi.</p>
<p>Gente che la libertà l&#8217;ha sempre inseguita, ora aferrandola, ora perdendola, con la dignità di chi non abbassa lo sguardo.</p>
<p>E il ragazzo di Bydgoszcz, dai capelli e baffetti rossi, gli occhi sornioni di chi ha capito tutto del mondo, la sua libertà, in campo e fuori, la vuole, la difende, lotta per lei.</p>
<p>Intelligente, colto (ha il diploma di insegnante di educazione fisica), estroverso ma anche anarchico tatticamente, discontinuo nell’arco della stessa partita , è il giocatore polacco che ha vinto di più.</p>
<p><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2022/03/boniek-juven.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-4741" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2022/03/boniek-juven-300x200.jpg" alt="boniek juven" width="300" height="200" /></a></p>
<p>E forse è quello meno adatto a vestire il bianconero della Juventus, una società che sta agli antipodi del suo modo di essere, e con la quale Zibì vince tutto, sempre da protagonista.</p>
<p>E&#8217; lui a segnare il gol decisivo contro il Porto che regala la Coppa delle Coppe alla Juventus, lui che segna una doppietta al Liverpool nella Supercoppa Europea.</p>
<p>E&#8217; sempre lui che si procura il rigore, trasformato da Platini, che consegna la Coppa dei Campioni alla Juventus nella tragica serata dell&#8217;Heysel.</p>
<p>E&#8217; sempre lui, all&#8217;indomani della tragica partita, che annuncia di voler devolvere il premio partita (circa 100 milioni di lire lordi) alle famiglie delle vittime.</p>
<p>Il tutto fra una telefonata alle 6 del mattino dell&#8217;Avvocato, un anticonformismo di pensiero sempre esternato, senza peli sulla lingua.</p>
<p>Termina la sua carriera calcistica alla Roma, sfiorando uno scudetto dopo una rincorsa incredibile proprio a danni della Juventus e interrotta con la partita con il Lecce (che poi Zibì allenerà nella sua breve esperienza da allenatore).</p>
<p><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2022/03/BONIEK-ROMA-620x400.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-4742" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2022/03/BONIEK-ROMA-620x400-300x194.jpg" alt="BONIEK-ROMA-620x400" width="300" height="194" /></a></p>
<p><i>«Il palmarès dei bianconeri [la Juventus] sarà forse ricco di trofei, ma in quanto a baldoria, lì sono veramente pessimi! Bisognava giocare, vincere e basta! Ogni tanto avevo l&#8217;impressione di andare al lavoro in fabbrica.»</i></p>
<p>Schietto, sincero e diretto Zibì, come quando correva verso la porta avversaria, veloce e imprendibile, terrore dei portieri avversari, idolo delle folle.</p>
<p>Bello sempre, di giorno e di notte.</p>
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		<title>Gino Strada e Kabul, due destini, una caduta</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Aug 2021 23:36:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Gino Strada]]></category>
		<category><![CDATA[Kabul Afghanistan]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Per l&#8217;Afghanistan c&#8217;è una orrida coincidenza temporale fra la morte di Gino Strada e il ritorno dei talebani al potere. Mentre gli occidentali &#8220;esportavano democrazia&#8221; con le armi, Gino costruiva a Kabul un centro chirurgico per le vittime di guerra, con sale operatorie, + di 200 mila pazienti, oltre centomila interventi chirurgici. Civili soprattutto, bambini &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2021/08/16/gino-strada-e-kabul-due-destini-una-caduta/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Gino Strada e Kabul, due destini, una caduta</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto">Per l&#8217;Afghanistan c&#8217;è una orrida coincidenza temporale fra la morte di Gino Strada e il ritorno dei talebani al potere.</div>
<p><span id="more-4731"></span></p>
<div dir="auto">Mentre gli occidentali &#8220;esportavano democrazia&#8221; con le armi, Gino costruiva a Kabul un centro chirurgico per le vittime di guerra, con sale operatorie, + di 200 mila pazienti, oltre centomila interventi chirurgici.</div>
<div dir="auto">Civili soprattutto, bambini tanti, quelli che ora verranno indottrinati, poi donne, quelle che verranno oppresse.</div>
<div dir="auto">Oggi i talebani cancellano l&#8217;una, la democrazia, e non credo che saranno clementi con il secondo.</div>
<div dir="auto">Come se due speranze di qualcosa di diverso siano state cancellate in meno di 48 ore.</div>
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		<title>«DRACARYS!!!»</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2021 22:41:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Draghi]]></category>
		<category><![CDATA[Mattarella]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Sulla composizione del governo Draghi sinceramente mi aspettavo qualcosa di meglio. Comunque poteva andare peggio, come dimostrato nelle ultime due dinastie reali. Bene Colao, fanculato da Peppiniello, uscito dalla porta secondaria, rientra da quella principale mentre il Re Sola fa il percorso inverso: insomma uno schiaffo alle &#8220;bambine di Giuseppe&#8221;. Di Maio e Gelmini stanno &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2021/02/12/dracarys/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">«DRACARYS!!!»</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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<div dir="auto">Sulla composizione del governo Draghi sinceramente mi aspettavo qualcosa di meglio.</div>
<div dir="auto">Comunque poteva andare peggio, come dimostrato nelle ultime due dinastie reali.</div>
</div>
<div dir="auto"></div>
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<p><span id="more-4724"></span></p>
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<div dir="auto">Bene Colao, fanculato da Peppiniello, uscito dalla porta secondaria, rientra da quella principale mentre il Re Sola fa il percorso inverso: insomma uno schiaffo alle &#8220;bambine di Giuseppe&#8221;.</div>
<div dir="auto">Di Maio e Gelmini stanno a un &#8220;governo dei migliori&#8221; come un bastone da scopa sta a un fucile: finché ci giochi da bambino puoi anche credere di essere Buffalo Bill.</div>
<div dir="auto">Brunetta che dire, è una mente sicuramente brillante; tant&#8217;è che quando fu ministro della pubblica amministrazione pensò bene di combattere l&#8217;assenteismo installando dei tornelli. Insomma, un ministro ad personam</div>
<div dir="auto">Giorgetti bene per due motivi: benché leghista è in gamba, essendo leghista può così, da oggi, insidiare il cazzaro verde.</div>
<div dir="auto">Benissimo Bianchi all&#8217;istruzione, che porta con sé una notizia buona e una cattiva: la buona è che va via la Azzolina con i metri statici e dinamici e le rime buccali. La cattiva è che lo fa senza averci spiegato a cosa sono serviti i banchi a rotelle. Pazienza, non si può avere tutto dalla vita.</div>
<div dir="auto">Su Guerini alla difesa, beh significa che Draghi conti sul fatto che non ci siano invasioni aliene o colpi di stato dei nostalgici reali peppinelliani nei prossimi mesi.</div>
<div dir="auto">Franceschini alla cultura è come l&#8217;araba fenice, rinasce sempre senza aver combinato mai una cippa. Almeno gli hanno tolto il turismo, anche se io avrei preferito un Tomaso Montanari alla cultura.</div>
<div dir="auto">Benissimo la Cartabia alla giustizia, speriamo che non accusi i vuoti di memoria di Dj Fofò.</div>
<div dir="auto">Con Giovannini ai Trasporti finalmente chiuderemo i finestrini aperti sui bus dalla De Micheli e forse dimenticheremo il gaffeur seriale Toninelli.</div>
<div dir="auto">Può andare bene Garavaglia al turismo purché si ricordi che in Italia non c&#8217;è da vedere solo albe e nebbia al nord ma anche tramonti e sole al Sud.</div>
<div dir="auto">La Bonetti; beh quello è un contentino al cazzaro di Rignano.</div>
<div dir="auto">Mentre si sposta la Dadone allo sport al posto di Spadafora che aveva ammesso di non capirne un cazzo, quindi non cambia niente.</div>
<div dir="auto">Bene anche la Carfagna e non è uno sfottò: era una delle preferite nei miei pruriti adolescenziali, mi piace ora per la sua passione e la sua fermezza in politica.</div>
<div dir="auto">Mi astengo sul giudizio su Speranza, confermato alla sanità: può essere che con Draghi al posto di Peppiniello avrà motivi per riuscire a pubblicare il suo libro.</div>
<div dir="auto">Bene Patuanelli, una delle migliori menti, anzi forse l&#8217;unica, dei grillini.</div>
<div dir="auto">Così come va bene Orlando, molto sottovalutato, pacato, coerente e intelligente, tanto che non riesci a capire cosa ci faccia nel PD.</div>
<div dir="auto">Può starci anche la conferma della Lamorgese.</div>
<div dir="auto">Su Franco, la Messa e Cingolani mi fido di Supermario.</div>
<div dir="auto">Su Casalino&#8230;ah,non c&#8217;è più? Peccato, lo avrei visto con curiosità proporre un banchetto in piazza a Draghi.</div>
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		<title>L&#8217;UOMO CHE VOLLE FARSI RE</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2021 21:45:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>L&#8217;UOMO CHE VOLLE FARSI RE Domani Peppiniello II sale al Quirinale e abdica a favore del suo successore Peppiniello IlI, come nelle migliori casate reali. Più che una stele di Hammurabi di leggi e riforme, lascia uno stuolo di DPCM confusi e contraddittori.  Non giudico l&#8217;uomo di tutti i giorni al di fuori della politica. &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2021/01/25/luomo-che-volle-farsi-re/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">L&#8217;UOMO CHE VOLLE FARSI RE</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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<div dir="auto">L&#8217;UOMO CHE VOLLE FARSI RE</div>
<div dir="auto">Domani Peppiniello II sale al Quirinale e abdica a favore del suo successore Peppiniello IlI, come nelle migliori casate reali.</div>
<div dir="auto">Più che una stele di Hammurabi di leggi e riforme, lascia uno stuolo di DPCM confusi e contraddittori.</div>
</div>
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</div>
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</div>
<p><span id="more-4718"></span></p>
<div dir="auto"> Non giudico l&#8217;uomo di tutti i giorni al di fuori della politica.</div>
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<div dir="auto">Posso, però, giudicare l&#8217;uomo che si è fatto irretire, circuire, blandire fino a diventarne bramoso amante, dalla politica e dal potere seducente che ha.</div>
<div dir="auto">Abdica, a favore di se stesso, nel solco della continuità dei Peppinielli dal 4 marzo 2018.</div>
<div dir="auto">Poteva farlo con dignità due settimane fa, inizio crisi, invece di dedicarsi al proprio mercato delle vacche con tanto di caravanserraglio &#8220;pe passà a nuttat&#8221;.</div>
<div dir="auto">Poi la paura che la sua Bastiglia fosse presa entrando dalla porta Bonafede per mancanza di soldati &#8220;responsabili&#8221; ha accellerato la sua abdicazione.</div>
<div dir="auto">E così è maturata l&#8217;ennesima forzatura istituzionale, comunicando le sue dimissioni, tramite il Casalino show, prima alla stampa e poi al Presidente della Repubblica, ma tant&#8217;è.</div>
<div dir="auto">La speranza, per lui e per il nostro paese, è che lo schiaffo ricevuto nel non trovare cortigiani, benché la sua convinzione, fatta di superbia e narcisismo, fosse ben altra, gli serva da lezione.</div>
<div dir="auto">Magari accettando un eventuale consiglio di Mattarella di provare a formare un governo di larghe intese, con una personalità di spicco dentro, pur dovendo rinunciare alla successione dinastica di se stesso.</div>
<div dir="auto">Perché Peppiniello deve sapere che, nell&#8217;opera di Kipling, il personaggio Dravot, sempre più compresso nel suo delirio monarchico, finisce con l&#8217;essere lanciato da un ponte su un burrone dai pastori kafiri, dei quali si era proclamato re.</div>
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		<title>PENNA BIANCA</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jan 2021 13:56:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Passione Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Bobby-gol]]></category>
		<category><![CDATA[Juventus]]></category>
		<category><![CDATA[Penna Bianca]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto bettega]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>PENNA BIANCA «Capelli grigi si qualcuno ne hai /È meglio avremo un po&#8217; più tempo» (Un nuovo amico &#8211; Riccardo Cocciante) Tra la fine degli anni &#8217;70 e l&#8217;inizio degli anni&#8217;80 gira in TV uno spot su un pettine colorante, il Color Comb, capace di dare una bella passata di scuro sulle capigliature più incanutite. &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2021/01/02/penna-bianca/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">PENNA BIANCA</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b>PENNA BIANCA</b></p>
<p><b><i>«Capelli grigi si qualcuno ne hai /È meglio avremo un po&#8217; più tempo»</i><br />
(<i>Un nuovo amico &#8211; Riccardo Cocciante)</i></b></p>
<p align="LEFT">Tra la fine degli anni &#8217;70 e l&#8217;inizio degli anni&#8217;80 gira in TV uno spot su un <strong>pettine colorante</strong>, il Color Comb, capace di dare una bella passata di scuro sulle capigliature più incanutite.<span id="more-4713"></span></p>
<p align="LEFT">Una pubblicità destinata a diventare un must, come le famose scimmiette di mare (deliziose creature minuscole che si sarebbero ottenute versando delle bustine in acqua salata) pubblicizzate sulle pagine de L&#8217;intrepido e del Monello.</p>
<p align="LEFT">E se le scimmiette sono opinabili, meno lo è il testimonial che fornisce la chioma precocemente brizzolata allo spot del pettine colorante.</p>
<p align="LEFT">Parliamo di uno dei miglior goleador del calcio italiano, attaccante completo, quello che oggi verrebbe definito “attaccante moderno”, ovvero Roberto Bettega, conosciuto come “Bobby-gol” o, proprio per la precoce brizzolatura del capello, “Penna Bianca”.</p>
<p align="LEFT">Un tipino da 220 reti in più di 500 gare, tra Varese, Juventus e Nazionale, con una fugace apparizione a fine carriera tra i canadesi del Toronto Blizzard.</p>
<p align="LEFT"><i><b>«Lo stile Juventus? È comportarsi come in famiglia, con educazione e un grande rispetto reciproco» (Roberto Bettega)</b></i></p>
<p align="LEFT">E di famiglia Roberto se ne intende. E la Juventus è nel suo destino.</p>
<p align="LEFT">Papà Raimondo lavora come carrozziere alla Fiat di quegli Agnelli che hanno legato da sempre il loro nome alla squadra bianconera, mamma Orsola fa la maestra.</p>
<p align="LEFT">Entrambi sono veneti ma Roberto nasce nella periferia operaia di Torino dove mani incallite dal lavoro sono medaglie e i giusti insegnamenti sono corollario di una vita di sacrifici ma onesta.</p>
<p align="LEFT">Che ti permette anche qualche piccolo sfizio, ogni tanto.</p>
<p align="LEFT">Come assistere a un derby della mole, Juventus vs Torino, e decidere, bambino, che quella maglia bianconera sarà la tua fede per sempre.</p>
<p align="LEFT">Così Roberto entra nelle giovanili bianconere, segna e fa segnare in tutta la trafila calcistica, su di lui si posano gli occhi di tutti gli osservatori, e non solo per il fisico che già lo contraddistingue dai suoi coetanei.</p>
<p align="LEFT"><i>«Io dico che è nato attaccante. Se il fisico lo sorregge, può diventare una punta alla Charles»</i> l&#8217;investitura è di Mario Pedrale, il suo primo allenatore ed estimatore.</p>
<p align="LEFT">E che non sia una boutade lo dimostra il fatto che il primo a portarselo in prima squadra e a dargli fiducia, nel 1969-70, è uno straordinario intenditore di calcio e talenti, un tizio con i cromosomi da fuoriclasse del calcio, uno del nord estremo d&#8217;Europa, la Svezia, ma scaramantico e ironico come solo un italiano del Sud può esserlo: Nils Liedholm.</p>
<p align="LEFT">Lo porta con se a Varese, in serie B, e Roberto, nemmeno ventenne, lo ringrazia con 13 reti nella prima stagione da professionista, con annessa promozione in serie A e titolo di capocannoniere condiviso con Bonfanti e Braida.</p>
<p align="LEFT">Logico quindi che il suo exploit non passi inosservato agli occhi di un altro mito bianconero, quel Giampiero Boniperti, chiamato a guidare da presidente il club bianconero.</p>
<p align="LEFT">La strategia è chiara: affiancare a giocatori di esperienza, come Salvadore e Haller, giovani virgulti rampanti come Capello, Causio, Spinosi e, per l&#8217;appunto, Roberto Bettega.</p>
<p align="LEFT">Che già alla prima giornata del campionato 1970-71 fa capire di non voler essere una comparsa.</p>
<p align="LEFT">Il primo gol in Serie A lo segna al Catania e alla fine del campionato saranno di nuovo 13, come al primo anno in serie B.</p>
<p align="LEFT">Il secondo anno sembra essere addirittura ancora più esaltante, nelle prime 14 partite segna 10 gol, tra i quali un memorabile goal di tacco a Cudicini del Milan.</p>
<p align="LEFT"><i><b>« È il giorno più normale/ Ma io sto male, male» (Dammi solo un minuto &#8211; Pooh )</b></i></p>
<p align="LEFT">Il destino però è un temibile riscossore; può darti tanto, con mano benevole, e richiederti gli interessi, con ghigno beffardo.</p>
<p align="LEFT">Un domenica come le altre, un goal (stavolta alla Fiorentina)come tanti altri ai quali aveva abituato, una tosse che sembra come tante altre, frutto di freddo e gelo sui campi di allenamento e di gioco.</p>
<p align="LEFT">Invece è pleurite, Capodanno del 1972 in clinica e stagione calcistica finita, benché, con quei 10 goal segnati, Roberto possa definirsi Campione d&#8217;Italia a tutto tondo.</p>
<p align="LEFT">Forse da lì incominciano a brizzolarsi quei capelli che gli permetteranno, insieme all&#8217;acume tattico e la tecnica sopraffina, di farsi riconoscere subito in campo, di differenziarsi dagli altri come faceva da bambino con quei suoi 170 cm nelle giovanili bianconere.</p>
<p align="LEFT">Torna il campionato seguente per confermarsi Campione d&#8217;Italia da protagonista e nelle seguenti, tra tanti alti e pochissimi bassi (soprattutto caratteriali con gli allenatori), dimostra di essere un giocatore completo e non solo un vero cecchino d&#8217;area da rigore.</p>
<p align="LEFT">duetta con facilità con i suoi partner, fossero essi Anastasi, Boninsegna o Virdis, rifinisce l&#8217;azione da centrocampista e ripiega con umiltà.</p>
<p align="LEFT"><i><b>Occhio alla penna!</b></i></p>
<p align="LEFT">Roberto, come detto, rimane comunque un magnifico cecchino d&#8217;area da goal.</p>
<p align="LEFT">Sarà un caso, ma il suo soprannome Penna Bianca è condiviso con uno che del cecchino ne fece una professione, quel Sergente Carlos Hathcock che diventerà una leggenda fra i marines.</p>
<p align="LEFT">Colto, signorile e intelligente fuori campo, sul rettangolo di gioco Roberto diventa come il Carlos mimetizzato nella vegetazione asiatica: entrambi, quando “sparano”, si ritirano in una “bolla” di totale concentrazione, dedizione e sacrificio dove c&#8217;è spazio solo per ciò che intercorre fra loro e il bersaglio, fosse un viet cong oppure la rete di una porta di calcio.</p>
<p align="LEFT">Con Giovanni Trapanazioni, allenatore emergente destinato a diventare storia bianconera, e con le sue 17 reti, scucirà lo scudetto (alla fine saranno 7 in totale vinti, più 2 Coppe Italia)dal petto dei cugini granata e conquisterà la Coppa Uffa (primo trofeo internazionale della Juventus , con Bobby-goal a segno nella finale di ritorno nella bolgia di Bilbao).</p>
<p align="LEFT">E, soprattutto, si prende l&#8217;azzurro della nazionale, quella che Bernardini è chiamato a rifondare dopo il disastro di Germania &#8217;74.</p>
<p align="LEFT">Saranno 19 goal in appena 42 presenze, con goal memorabili come quello di testa a volo d&#8217;angelo contro gli albionici che ci regala il passaporto per il mondiale di Argentina, o come quello segnato, proprio in quella competizione, ai padroni di casa bianco celesti, futuri campioni del mondo.</p>
<p align="LEFT">Le poche presenze in azzurro hanno i confini della lunga malattia polmonare che ne ritardano il debutto e del tragico scontro (distacco del legamento collaterale-mediale del ginocchio sinistro) tra Penna Bianca e il portiere dell&#8217;Anderlecht Munaron che gli impedirà di rispondere presente al Mundial dell&#8217;82, dove il “Vecio” Bearzot lo aspetta, invano, sino all&#8217;ultimo.</p>
<p align="LEFT"><i>«Bettega è l&#8217;uomo decisivo di questa nazionale [&#8230;] Bettega non finisce mai di entusiasmarmi, fa prodezze che altri giocatori si sognano. »(</i>Enzo Bearzot)</p>
<p align="LEFT">Forse è destino di Roberto Bettega sfiorare l&#8217;impresa assoluta, come lo è stato non diventare campione del mondo nel 1982 oppure per ben due volte Campione d&#8217;Europa con la Juventus, perdendo due finali di Coppa Campioni con Ajax (1972-73) e Amburgo (1982-83, la sua ultima partita in bianconero), entrambe perse dopo una manciata di minuti!</p>
<p align="LEFT">Terminerà la carriera di calciatore in Canada, tornerà alla Juventus come dirigente in uno dei periodi più&#8242; drammatici per la società bianconera.</p>
<p align="LEFT">Noi degli anni &#8217;60 ricorderemo Roberto Bettega per i suoi goal, le acrobazie, le emozioni legate a quella chioma brizzolata.</p>
<p align="LEFT">Il pettine colorante, alla pari delle scimmiette di mare, sarà solo un simpatico orpello di gioventù&#8242;</p>
<p align="LEFT"><i><b>«La Juventus</b></i><i><b> </b></i><i><b>è stata una delle ragioni della mia vita. Amo questa squadra, questa società e questi colori» ( Roberto Bettega)</b></i></p>
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