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	<title>PensoLibero.it &#187; Grecia</title>
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		<title>IL MES FUNZIONA, ECCOME!</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Nov 2019 10:17:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Il MES funziona eccome! Guardiamo il caso più eclatante di chi ne ha usufruito (270 miliardi): la Grecia. Debito pubblico 190% del PIL. Il potere d&#8217;acquisto dei greci è crollato del 28,3% dal 2008 mentre la bolletta fiscale è salita da 49 a 50 milioni. Le famiglie che vivono in estrema povertà sono il 21% &#8230; <a href="http://www.pensolibero.it/2019/11/24/il-mes-funziona-eccome/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">IL MES FUNZIONA, ECCOME!</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il MES funziona eccome!<br />
Guardiamo il caso più eclatante di chi ne ha usufruito (270 miliardi): la Grecia.<span id="more-3975"></span><br />
Debito pubblico 190% del PIL.<br />
Il potere d&#8217;acquisto dei greci è crollato del 28,3% dal 2008 mentre la bolletta fiscale è salita da 49 a 50 milioni.<br />
Le famiglie che vivono in estrema povertà sono il 21% (dati Eurostat) il doppio del 2010. L&#8217;importo delle pensioni &#8211; tagliate 13 volte &#8211; è calato in media del 14% e a inizio 2020 è prevista un&#8217;altra sforbiciata. <span class="text_exposed_show"><br />
Il settore pubblico ha perso 200 mila posti di lavoro in otto anni.<br />
La disoccupazione è cresciuta del 160% complessivo e oggi 3,5 milioni di persone occupate devono tenere in vita i 4,7 milioni di disoccupati o inattivi.<br />
Solo il 15% dei disoccupati poi riceve assistenza finanziaria dallo Stato,<br />
Nel 2017 ben 133 mila persone (+333%) hanno rinunciato all&#8217;eredità perché non avevano i soldi per pagare le tasse.<br />
I trasferimenti sociali sono stati tagliati di oltre il 18%, i tagli alla sanità di oltre l’11,1% con un mesto +43% di mortalità infantile dopo i tagli alla sanità.<br />
Il MES ha funzionato?<br />
Certamente sì, come ebbe a dire Massimo D&#8217;Alema, non certo un populista becero e antieuropeo (e, sopratuto, non certo di dx):<br />
«Noi abbiamo dato alla Grecia 250 miliardi di euro. Ma non per le pensioni dei greci, ma per pagare le banche tedesche».</span></p>
<p><span class="text_exposed_show">L&#8217;operazione è riuscita, il paziente è morto.<br />
Avanti, adagio, fanculo a chi non sfancula subito questo carrozzone</span></p>
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		<title>Kalimera un paio di palle!</title>
		<link>http://www.pensolibero.it/2018/06/25/kalimera-un-paio-di-palle/</link>
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		<pubDate>Mon, 25 Jun 2018 06:38:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>KALIMERA UN PAIO DI PALLE! La Troika lascia la Grecia, restituendo la cravatta a Tsipras che finalmente può andare in Europa vestito decentemente. Una cravatta costata molto cara al banco dei pegni di Bruxelles per riscattarla. In pratica, in cambio, i greci hanno dovuto cedere tutte le braghe e ciò che custodivano in esse. Atene &#8230; <a href="http://www.pensolibero.it/2018/06/25/kalimera-un-paio-di-palle/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Kalimera un paio di palle!</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>KALIMERA UN PAIO DI PALLE!<br />
La Troika lascia la Grecia, restituendo la cravatta a Tsipras che finalmente può andare in Europa vestito decentemente.<span id="more-3670"></span><br />
Una cravatta costata molto cara al banco dei pegni di Bruxelles per riscattarla.<br />
In pratica, in cambio, i greci hanno dovuto cedere tutte le braghe e ciò che custodivano in esse.<br />
Atene torna libera (sic!) dopo aver dimezzato stipendi e pensioni, abolito l&#8217;assistenza sanitaria, distrutto lo stato sociale e privatizzato tutto.<br />
Riemerge dalla catalessi, per ritrovarsi in coma, con migliaia di morti, tra i quali bambini, dovuti alle politiche di austerità imposte dagli usurai euronazisti e accettate daTsipras.<br />
I numeri sono impietosi.<br />
&#8211; Il debito/Pil è del 179%<br />
&#8211; Tasso di disoccupazione 20%<br />
&#8211; Tasso di disoccupazione giovanile 43%<br />
&#8211; Il potere di acquisto è diminuito del 28%<br />
&#8211; Il 15% della popolazione vive sotto la soglia di povert<br />
&#8211; Mortalità infantile piu alta d&#8217;Europa<br />
Inoltre deve mantenere un avanzo primario del 3,5% fino al 2022 e del 2,2% fino al 2060 (austerity per altri 40 anni. Il tutto per riprendere una cravatta.<br />
Della serie, l&#8221;operazione è riuscita ma il malato è morto.<br />
Complimenti!<br />
In pratica, hanno fatto un deserto e ci hanno messo la Grecia.<br />
E complimenti a questa sinistra nuova come &#8220;l&#8217;altra Europa con Tsipras&#8221; che somiglia tanto a quella vecchia (Gentiloni che si complimenta con Tsipras per la restituzione della cravatta è il simbolo della sequenza di FIbonacci al contrario alle elezioni del Pd).<br />
Festeggiano.<br />
Non si sa cosa, non si sa perché, ma, a sinistra, festeggiano.<br />
Sui morti e sulle rovine di una nazione che fu culla di democrazia.<br />
La sinistra, quella che a sinistra ha ormai solo il cuore.<br />
E il portafoglio a destra.<br />
E tra un anno, quando Tsipras prenderà una batosta memorabile, riprenderà il motivetto &#8220;non siamo stati bravi a farci capire&#8221;.<br />
Avanti, adagio, fanculo.</p>
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		<title>Santorini, l&#8217;isola delle meraviglie</title>
		<link>http://www.pensolibero.it/2016/04/10/santorini-lisola-delle-meraviglie/</link>
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		<pubDate>Sun, 10 Apr 2016 09:02:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Parliamo di..]]></category>
		<category><![CDATA[archeologia]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[Santorini]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Postato su www.acam.it Nel mare Egeo, a circa 80 km dall’isola di Creta, in direzione nord, vi è una piccola isola, facente parte dell’arcipelago delle Cicladi, dalla forma di mezzaluna, e nelle sue vicinanze altri due isolotti, Therasia e Aspronisi,a dividerli solo una laguna. Il nome dell’isola è Thera, conosciuta anche come Santorini, ma, nell’antichità &#8230; <a href="http://www.pensolibero.it/2016/04/10/santorini-lisola-delle-meraviglie/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Santorini, l&#8217;isola delle meraviglie</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="http://www.pensolibero.it/2016/04/10/santorini-lisola-delle-meraviglie/">Santorini, l&#8217;isola delle meraviglie</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="http://www.pensolibero.it">PensoLibero.it</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Postato su <a href="http://www.acam.it/santorini-lisola-delle-meraviglie-e-del-mistero/" target="_blank">www.acam.it</a></em></p>
<p>Nel <strong>mare Egeo</strong>, a circa 80 km dall’isola di <strong>Creta</strong>, in direzione nord, vi è una piccola isola, facente parte dell’arcipelago delle Cicladi, dalla forma di mezzaluna, e nelle sue vicinanze altri due isolotti, Therasia e Aspronisi,a dividerli solo una laguna.<span id="more-2091"></span><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/04/santor4.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2092" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/04/santor4-300x277.jpg" alt="santor4" width="300" height="277" /></a></p>
<p>Il nome dell’isola è <strong>Thera</strong>, conosciuta anche come <strong>Santorini</strong>, ma, nell’antichità era conosciuta anche con il nome di Kalliste (“la Bellissima”)</p>
<p>Un tempo, millenni fa, quest’isola fu la sede di una cultura altamente progredita per i canoni storici standard dell’epoca, oseremmo dire “all’avanguardia”.</p>
<p>Se potessimo tornare indietro nel tempo, forse , raffrontandola a quello che ne rimane oggi, faticheremmo a riconoscerla. <img class="aligncenter size-medium wp-image-2094" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/04/santo0-300x132.jpg" alt="santo0" width="300" height="132" /></p>
<p>Questo perché, millenni fa (per la precisione quasi 3600 anni fa), l’isola  non aveva questa forma né queste dimensioni.</p>
<p>Era un’isola di forma circolare, al cui centro si ergeva una montagna, e, prendendo per vere alcune prove costituite da scene  pittoriche ritrovate in loco, essa doveva avere fiumi e vallate verdi di papiri e palme.</p>
<p>Oggi giorno, per chi sbarca su quest’isola , è visibile un cartello con la scritta, in inglese, che la celebra come l’”isola più bella  del mondo” e, seppur ammaliati dalla sua selvaggia bellezza, non può non sembrare  una forzatura, visto che  il paesaggio è quello tipicamente vulcanico, brullo e spoglio. Non si vedono né olivi ne cipressi e pochissimi sono in generale gli alberi e i cespugli, mentre viti e pomodori crescono nei pochi campi coltivabili sottratti alla pomice lavica, disposti a terrazza, con muri di contenimento che a volta raggiungono i 6 metri, rendendo persino difficile il camminamento delle persone.</p>
<p>L’attività più redditizia è, ancora oggi,e a parte il turismo, l’estrazione, dalle cave, di quella che comunemente viene definita col termine di “pozzolana”, composta da silice e calcio e usata per la preparazione del cemento.</p>
<p>Sicuramente non era così 3600 anni fa, visto che persino i faraoni egiziani la celebravano come un posto paradisiaco.</p>
<p>Quello che oggi ne rimane è uno scheletro, sconquassato da una delle più tremende esplosioni vulcaniche che si siano mai registrate sulla terra, ed è, da allora, rimasta priva del suo nucleo centrale, sprofondato  per centinaia di metri nel mare, formando quella che, geologicamente parlando, viene definita una <em>caldera.<img class="aligncenter size-medium wp-image-2095" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/04/santo1-300x200.jpg" alt="santo1" width="300" height="200" /></em></p>
<p>Dove una volta vi era il nucleo centrale dell’isola sorgono oggi due isolotti neri che emersero successivamente  chiamati con i nomi <strong>Nea Kameni</strong> (“terra bruciata di recente”, la più grande, sorta, in vari fasi, tra il 1707 e il 1711, una prima volta e poi ingranditasi durante le eruzioni vulcaniche del 1866 e del 1926) e <strong>Palia Kameni</strong> (la più piccola, sorta durante un’eruzione del 196 a.C.).</p>
<p>Tutta l’isola non è altro che un vulcano, ancora attivo, che a più riprese, nei tempi passati, è stato motivo di paura e distruzione per chi abitava sull’isola.</p>
<p>Niente comunque in confronto a quello che dovette accadere <strong>3600 anni fa</strong>, allorché il nucleo centrale esplose con un immane boato, proiettando al parte centrale dell’isola in aria e sprofondando il resto sotto l’immane massa d’acqua che si dovette riversare nel bacino creatosi. Dove una volta vi era terra oggi vi sono rupi denudate che testimoniano l’improvviso sprofondamento, come se la parte centrale dell’isola fosse stata colpita da un immane maglio gigantesco.</p>
<p>Archeologicamente parlando l’isola è interessante perché, sin dal 1967, anno in cui iniziò una vera e propria campagna di  scavi, venne portata di nuovo alla luce, strappata da strati di polvere vulcanica e pietra pomice, a volta spessi anche trenta metri, depositatesi nei secoli, una vera e propria città dell’epoca minoica, con tanto di vasellame, affreschi, utensili, oggetti di arredamento perfettamente conservati.</p>
<p>E’ singolare constatare che la stessa eruzione che provocò la distruzione di gran parte dell’isola e l’annientamento dell’allora civiltà fiorente che ivi prosperò, ha, di fatto, permesso, coprendola con le sue polveri eruttive, con i suoi detriti lavici, che la storia di questo posto potesse giungere a noi, migliaia di anni dopo, con i sue edifici, i suoi manufatti, i suoi affreschi, proteggendola, nel suo abbraccio soffocante, da intemperie, saccheggiatori  e quant’altro.</p>
<p>La conservazione dei reperti, la straordinaria quantità e qualità degli stessi, l ‘estensione stessa del nucleo abitativo e i palazzi riportati alla luce ben presto hanno fatto meritare ad Thera (il nome dato a questa città sepolta), ingiustamente, l’appellativo di Pompei dell’Egeo.</p>
<p>Perché ingiustamente  suonerebbe questo appellativo? Proprio per i requisiti citati sopra (conservazione, quantità e qualità) e per altri aspetti che approfondiremo dopo, forse sarebbe più giusto appellare Pompei come “Thera italiana” e non viceversa.</p>
<p>L’uomo che ridiede vita a questa  città, che la riportò alla luce dopo secoli di oblio, fu l’archeologo greco <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Spyrid%C5%8Dn_Marinatos" target="_blank"><strong>Spyridon Marinatos</strong></a>, che le dedicò tutta la sua vita, tanto da morire in loco, per strapparla all’abbraccio delle prove della tremenda sciagura  avvenuta millenni fa.</p>
<p>Forse, sin dall’inizio, a Marinatos dovette sembrare chiaro che , per l’enorme mole di lavoro da compiere (edifici da disseppellire e preservare, artefatti da ripulire, assemblare, catalogare e  tanto altro) non sarebbe di certo stato lui a svelare completamente questo sito straordinario.</p>
<p>Ma, altrettanto certamente, dovette subito essersi reso conto di essere dinanzi ad una scoperta straordinaria, ad un impresa affascinante che avrebbe ascritto il suo nome alla stregua, e forse più, degli <strong>Howard Carter,</strong> dei <strong>Bingham</strong> , dei <strong>Schielmann</strong>, ma che al contempo gli avrebbe creato non pochi problemi dal punto di vista “diplomatico” nei confronti dei suoi colleghi.</p>
<p>Così e successo, e Santorini, con la morte del suo padre putativo, è come se fosse morta di nuovo, come se  quasi 40 anni di scavi non fossero serviti a niente, rimanendo esclusa, volontariamente per mano di altri, dai normali itinerari archeologici e dai canoni didattici, relegata molto più semplicemente alla semplice dicitura che la etichetta come “sede di  scavi archeologici relativi al  periodo tardo minoico”.</p>
<p>Ma è veramente così?</p>
<p>E perché citiamo Santorini in un sito che fa del mistero archeologico e dei fatti misconosciuti il pane principale?</p>
<p>Perché oggi forse Santorini non sarà più  l’”isola più bella del mondo”, ma è, sicuramente , la sede di alcuni dei più affascinanti enigmi della storia.</p>
<p>Enigmi che si celano dietro l’effettiva appartenenza della civiltà che fiorì su quest’isola ad un qualsiasi canone storico predeterminato; enigmi che, per alcuni autori, accademici e non, vedono quest’isola come la sede della mitica <strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Atlantide" target="_blank">Atlantide</a></strong>  narrata da <strong>Platone</strong>; enigmi che vedono quest’isola  e lo scopritore della sua antica città legati in un abbraccio mortale, un intreccio di politica, vendetta, delitto(?), che sembra richiamare i più classici gialli.</p>
<p>In questa trattazione lasceremo da parte quello che riguarda il connubio Santorini-Atlantide, rimandandovi, per gli appassionati del settore, a libri che riportano questa tesi (<em><strong>Charles Pellegrino “la scoperta di Atlantide”,  J.V. Luce “la fine di Atlantide”</strong></em>), perché occorrerebbe a nostra volta scrivere un libro per disquisire su questa teoria.</p>
<p>Tralasceremo  di discutere su Spyridon Marinatos e del suo mistero nel mistero, rimandandovi, per ulteriori approfondimenti, all’opera di un editorialista dell’Espresso,<strong> Mario La Ferla</strong> , “l’Uomo di Atlantide”, un’accurata indagine socio-politica di quegli anni importanti che videro la rinascita di Akrothiri e la morte, misteriosa, dello stesso Marinatos.</p>
<p>Ci limiteremo solamente a mettere in luce particolari elementi che contraddistinguono Akrothiri e la civiltà che vi dovette prosperare e che la rendono , di fatto, uno dei luoghi più enigmatici del nostro pianeta.</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2648" title="santor6" src="http://www.acam.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/12/santor6-300x239.jpg?ef2f00" alt="" width="300" height="239" />Questo per far sì che questo luogo non cadi nell’oblio in cui versano tanti altri posti e non entri a far parte della nostra “ignoranza collettiva” come tanti altri posti di cui conosciamo l’esistenza ma di cui, spesso non sappiamo il “perché” e  il “come”, se non addirittura il “quando”.</p>
<p>Questo perché questo posto indica che le definizioni di “primitivo”, “preistorico”, la stessa definizione di “civiltà” spesso sono termini usati in modo improprio e talvolta persino offensivo.</p>
<p>Questo perché spesso non sono i telefonini o il computer  o i satelliti nello spazio ad indicare il grado di civilizzazione, ma le idee che aleggiano in diverse epoche storiche e in diversi gruppi di persone.</p>
<p>Questo perché, come ama ripetere nel suo libro un noto scrittore, se un’esplosione vulcanica non avesse distrutto Santorini  e la civiltà che ivi era stanziata, probabilmente l’uomo sarebbe arrivato un secolo prima sulla Luna.</p>
<p>Per capire meglio di cosa si parla , vi invitiamo a guardare prima alcune immagini degli scavi di Thera, scavi che si presume dureranno almeno altri 100 anni, e che ci metteranno a disposizione chissà quante altre sorprese.</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2649" title="santor7" src="http://www.acam.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/12/santor7-300x196.jpg?ef2f00" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" srcset="http://www.acam.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/12/santor7-300x196.jpg 300w, http://www.acam.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/12/santor7.jpg 324w" alt="" width="300" height="196" />Quanti di voi, senza la necessaria prefazione, non avrebbero confuso queste immagini con quelle della molto più celebrata Pompei?</p>
<p>Eppure Akrothiri avrebbe ben più ragione ad essere citata nei libri scolastici o nelle riviste del settore.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-2650" title="santor8" src="http://www.acam.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/12/santor8.jpg?ef2f00" alt="" width="299" height="280" />Nel gennaio<strong> 1866</strong>, pochi mesi dopo l’inizio del progetto per la costruzione del canale di Suez (Santorini forniva un ottimo deposito di pomice necessaria per  la cementificazione) il vulcano dell’isola diede nuovi segni di vita.</p>
<p>Alcuni vulcanologi e archeologi francesi e greci accorsero sull’isola per studiare il fenomeno e la loro attenzione si rivolse ad alcuni blocchi di pietra, costituenti delle mura, che gli operai della cava di pomice avevano portato alla luce.Un vulcanologo, Fouquè, entrò in possesso, tramite un contadino, di alcuni reperti antichi e dopo alcune opere di scavo scoprì delle cripte, strumenti di ossidiana, uno scheletro e frammenti di vasi.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-2651" title="santor9" src="http://www.acam.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/12/santor9.jpg?ef2f00" alt="" width="256" height="275" />Stimolati da queste scoperte due studiosi francesi, <strong>Henrì Mamet ed Henrì Grocex</strong> cominciarono altri scavi nel 1870, scoprendo, coperti da pomice, pareti ricoperte di gesso, dipinte con affreschi dai colori vivaci e realistici, con effetti ottici straordinari.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-2652" title="santor10" src="http://www.acam.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/12/santor10.jpg?ef2f00" alt="" width="288" height="278" />Né Fouquè né i suoi successori riuscirono a dare una giusta collocazione temporale o un’ identificazione a questo misterioso popolo, anche perché la scoperta della civiltà minoica da parte di Evans era ancora di là a venire 30 anni dopo.</p>
<p>Ma comunque era già cambiato lo schema storico di quella parte del mondo: gli abitanti di quelle isole non erano più dei semplici barbari rispetto agli allora, dottrinalmente parlando,ben più quotati Greci, anzi.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-2653" title="santor11" src="http://www.acam.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/12/santor11.jpg?ef2f00" alt="" width="182" height="277" />Chi diede impulso alla ricerca su Thera fu l’archeologo greco Spyridon Marinatos che , in più riprese, partendo dal 1930, ne studiò la storia, fino a quando, nel 1956, diventando direttore del dipartimento delle antichità, non decise di dedicarsi anima e corpo a  trovare le tracce di un antico insediamento sull’isola.</p>
<p>E, nel 1967, quando prese corpo la prima vera campagna organizzata di scavi, la fortuna non gli venne meno, mostrando giorno dopo giorno una civiltà che aveva veramente dell’incredibile, paragonandola ai canoni storici standard non solo della sua epoca ma anche rispetto a epoche successive.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-2654" title="santor12" src="http://www.acam.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/12/santor12-300x234.jpg?ef2f00" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" srcset="http://www.acam.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/12/santor12-300x234.jpg 300w, http://www.acam.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/12/santor12.jpg 356w" alt="" width="300" height="234" />Marinatos ebbe il grande merito di capire che gli scavi da lui effettuati andavano protetti, al contrario di quanto era successo a Pompei, dagli elementi naturali e da quelli a due zampe.</p>
<p>Coprì così gli scavi con lamiera ondulata sottile e fibra di vetro per consentire comunque il passaggio dei raggi solari. A sostegno di questa copertura, impiantò un sistema di travi in acciaio autoportanti, sistema che gli consentiva facilità nell’installazione e nell’estensione dell’area da proteggere.</p>
<p>In questo clima e con quest’ingegnosità Marinatos si accinse a svelare al mondo il “suo” piccolo, grande, tesoro, anche se si rese subito conto che tra lui e la fine degli scavi sarebbero intercorsi generazioni di archeologi e forse persino qualche secolo. Ma valeva veramente la pena, e per stabilire questo bastarono poche picconate.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-2655" title="santor13" src="http://www.acam.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/12/santor13.jpg?ef2f00" alt="" width="275" height="181" />Ciò che si celava sotto la cenere e la pomice di Santorini erano i resti di una civiltà ben strutturata e ingegnosamente abile. I suoi membri vivevano in una sorta di paradiso idilliaco, e questo li aiutò a sprigionare grandi verve di energia creativa, talento artistico e gusto sofisticato.</p>
<p>Durante l’età del bronzo, gli abitanti dell’isola godettero di uno standard di vita  e di benessere invidiato ancora oggi da molte comunità moderne, o comunque raggiunto solo nel corso degli ultimi tre secoli.</p>
<p>In quest’isola inondata dal sole, gli abitanti di Thera si costruirono case alte ed eleganti, con stanze ben proporzionate, e adornate con esempi fantastici della creatività pitturale dell’epoca.</p>
<p><img class="size-full wp-image-2656" title="santor14" src="http://www.acam.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/12/santor14.jpg?ef2f00" alt="" width="164" height="299" /></p>
<p>La loro piccola patria era un punto cruciale per i traffici marittimi dell’Egeo, e, per generazioni, godettero di una prosperità senza eguali, dovuta ai numerosi scambi commerciali che intrattenevano con i mercanti che ivi sbarcavano e con le terre che le loro navi raggiungevano.</p>
<p>Man mano che i lavori procedevano ci si accorgeva di essere dinanzi a qualcosa di straordinario. Non ci volle molto per affermare che la città era stata una località di spicco.Chiunque avesse avuto la fortuna di sbarcare a Thera in quell’epoca felice, sarebbe rimasto impressionato dalla fila di imponenti edifici che si ergevano sulla costa.</p>
<p>Grandi case con solide fondamenta e architravi in legno si erigevano su due, tre o forse anche quattro piani, utilizzate de singole famiglie o da assembramenti popolari. Per la sua densità abitativa e per il numero di edifici, Thera avrebbe ben figurato a cospetto dei maggiori porti di mare europei del periodo medioevale.</p>
<p>Le case si districavano su un labirinto di vie e vialetti, ognuna di loro munita di solide porte e scale, con ampie finestre che davano luce ed aria a stanze di grandi dimensioni. L’arredamento, in legno, era di squisita fattura, come si è potuto concludere dai calchi in gesso rilevati dalle forme impresse nella coltre di cenere vulcanica, unica traccia dopo che il legno era oramai deteriorato da tempo.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/04/santo7.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2100" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/04/santo7-300x147.jpg" alt="santo7" width="300" height="147" /></a></p>
<p>Nelle case erano presenti affreschi che rappresentavano episodi di vita marinara, lunghi viaggi, donne della lunghe vesti drappeggiate, dal seno nudo e da sfavillanti gioielli. Gli affreschi che rappresentavano scene di vita naturale erano caratterizzati da una costante presenza di animali oggigiorno non più esistenti sull’isola, come antilopi, scimmie, rondini o da piante come papiri e gigli. Quando venne trovata la prima casa così riccamente decorata si pensò subito che essa appartenesse a qualche nobile, ma poi ci si accorse, ben presto, che questo rappresentava  non un optional ma un qualcosa di serie nelle abitazioni di Thera.</p>
<p>Ma il popolo di quest’isola aveva anche il buon gusto per le cose belle e la pulizia.Le case erano, infatti, dotate di bagni con vasche in terra cotta e toilette in pietra che un tempo dovevano avere l’asse in legno.</p>
<p>Le toilette venivano ritrovate sempre al secondo piano degli edifici, ed erano collegate, mediante tubi in argilla incassati tra le spesse pareti, ad una sofisticata rete fognaria comunale che correva sotto le strade!</p>
<p>Sembra che quindi i minoici abbiano anticipato quest’invenzione di almeno una trentina di secoli!!</p>
<p>Per dare un ‘idea di cosa significasse pensate solo che la Venezia dei Dogi, la Parigi dell’inizio XVIII secolo, e persino al Reggia di Versailles all’inizio erano del tutto sprovviste di queste comodità.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/04/santo6.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2099" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/04/santo6.jpg" alt="santo6" width="277" height="182" /></a></p>
<p>Comodità che invece ritroviamo in siti antichissimi e altrettanto misteriosi come Mohenjo-Daro, in Pakistan e che colpirono di stupore i primi conquistadores che si ritrovarono dinanzi alle bellezze di Tenochtitlan, tanto che alcune testimonianze la descrissero più lussuosa di qualsiasi città europea di allora, persino di Roma o Costantinopoli.</p>
<p>Ma torniamo a Santorini.</p>
<p>Vi doveva essere, all’epoca una sorgente d’acqua che a quanto pare riempiva le cisterne della città e scorreva continuamente grazie ad un ingegnoso impianto di fognatura.</p>
<p>In quella che viene comunemente definita come Casa Occidentale, probabilmente , veniva utilizzata la pressione del vapore di qualche sorgente vulcanica affinché si potesse utilizzare una sorta di autoclave che spingeva l’acqua nelle cisterne sui tetti delle case.</p>
<p>L’intrico di tubi presente nelle case fa pensare che il vapore, mentre veniva convogliato in apposite cisterne di condensazione, dove si sarebbe trasformato in acqua per il bagno, nel suo percorso attraversava i muri, riscaldando così d’inverno le stanze delle case.</p>
<p>In effetti sembra che qualcosa simile a valvole sia stato trovato anche se spesso, per prudenza o per voglia di  nascondere, si preferisce dare un altro significato a determinati oggetti.</p>
<p>E’ solo un caso che Platone, descrivendo Atlantide, affermi che essa si forniva d’acqua da due sorgenti, una calda e una fredda?</p>
<p>La pesca, insieme alle forme di agricoltura e allevamento, forniva gli approvvigionamenti alimentari di cui la popolazione abbisognava. Inoltre ogni casa aveva una macina per ridurre in farina l’orzo per fare il pane.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/04/santo3.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2097" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/04/santo3.jpg" alt="santo3" width="273" height="184" /></a></p>
<p>Tutte le ceramiche erano un concentrato di colori e grazia, sia che fossero bacinelle o coppe, brocche o piatti, o semplici vasi.</p>
<p>Lo stile delle  ceramiche di Thera sembra precorrere quello presente sulle opere di Creta, rinforzando l’ipotesi che gli abitanti di quest’isola abbiano poi esportato il loro stile anche al di fuori del loro territorio.</p>
<p>Il resto di cui questa civiltà aveva bisogno era sicuramente fornito da un importante commercio con altre parti del mondo allora conosciuto, e quindi l’abilità marinaresca di questo popolo era considerevolmente superiore a molti altri popoli dell’epoca. D’altronde molti affreschi mostrano scene di viaggi per mare.</p>
<p>Tutto questo ci fa ben capire che Thera fu molto di più che un semplice sobborgo culturale di Creta, anzi.</p>
<p>Al contrario della nostrana Pompei, a Thera non sono stati ritrovati scheletri di corpi umani o di animali, o oggetti veramente preziosi.Questo fa supporre che la maggior parte della popolazione riuscì a fuggire a tempo.Forse precedenti scosse telluriche, l’apertura di fratture nella terra, da cui incominciarono a scaturire esalazioni di gas e fuochi che incominciarono a levarsi dal cono del vulcano, impaurirono oltremodo la popolazione dell’isola che decise di trovare riparo in altri luoghi.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/04/santo2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2096" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/04/santo2-300x175.jpg" alt="santo2" width="300" height="175" /></a></p>
<p>Qualcuno cercò di riparare le case precedentemente danneggiate dalle prime scosse telluriche, ma poi abbandonò l’impresa, conscio della sciagura che stava per abbattersi sull’isola.Questo lo possiamo dedurre dai tentativi di ricostruzione presenti in alcune parti.</p>
<p>Ma quello che stupisce di più è che gli abitanti dell’isola lasciarono le loro case con la ferma speranza di ritornarci, un giorno. Vasi pieni cibi posti ordinatamente, ceramiche riposte nei ripiani con solerzia,i mobili sistemati  e in ordine e, dall’altra parte, la completa mancanza di oggetti  di valore, fa pensare ad un esodo tranquillo e disciplinato, benché rapido ed efficiente, piuttosto che ad una fuga travolti dal panico.</p>
<p>Ma la tragedia era dietro all’angolo. La violenta eruzione spaccò in due l’isola  e forte ondate di maremoto indotto (tsunami) percorsero tutto l’Egeo abbattendosi con violenza su Creta e sulle altre sponde di quel bacino di mare. La gente  venne stordita dai fragori, scossa dai terremoti, soffocata dai gas venefici, mentre una cappa nera come la notte, formata dalle nuvole di ceneri, calava su quel mondo idilliaco.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/04/santo4.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2098" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/04/santo4.jpg" alt="santo4" width="275" height="183" /></a></p>
<p>La civiltà minoica, privata della sua arma migliore, la flotta navale, distrutta dalle onde di maremoto,  e terrorizzata da quell’immane catastrofe rimase ben presto vittima delle invasioni di altri popoli, tra i quali i greci, che ben presto distrussero una civiltà che aveva raggiunto un apice eguagliabile (se non superiore) a quello raggiunto dalla società egizia.</p>
<p>Thera era allora una delle meraviglie del mondo, uno dei posti più incantevoli, ma in un niente era diventata “un orrore affascinante nella sua odiosità”, come la descrisse nel 1885 il nobile James Thomas Bent, in un suo soggiorno, osservando le sue spiagge nere e l’atmosfera di desolazione.</p>
<p>Thera potrebbe rivivere, o quanto meno restituirci parte della sua bellezza se l’intero sito fosse riportato alla luce, ma forse la realtà è che, oggi, ben poche persone ne hanno sentito parlare, così che dove la pomice non è più presente a nascondere quest’antico teatro di civiltà, vi è ora la cappa dell’indifferenza e della disinformazione storica e culturale.</p>
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		<title>Chiamata per i cittadini europei!</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jul 2015 08:20:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>di Sergio Di Cori Modigliani http://www.libero-pensiero.net/eric-toussaint-chiama-i-cittadini-europei-alla-mobilitazione-popolare/ Da Yannis Varoufakis a Giulio Sapelli, insorge il continente. La Gran Bretagna è sgomenta nel leggere l’intervista a Varoufakis, in esclusiva, apparsa ieri mattina, sulla testata considerata il tempio del pensiero progressista europeo. Il filosofo belga Eric Toussaint chiama i cittadini europei alla mobilitazione popolare contro la Germania. In fondo, &#8230; <a href="http://www.pensolibero.it/2015/07/19/chiamata-per-i-cittadini-europei/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Chiamata per i cittadini europei!</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>di Sergio Di Cori Modigliani</p>
<p><a href="http://www.libero-pensiero.net/eric-toussaint-chiama-i-cittadini-europei-alla-mobilitazione-popolare/" target="_blank">http://www.libero-pensiero.net/eric-toussaint-chiama-i-cittadini-europei-alla-mobilitazione-popolare/</a></p>
<p>Da Yannis Varoufakis a Giulio Sapelli, insorge il continente.</p>
<p>La Gran Bretagna è sgomenta nel leggere l’intervista a Varoufakis, in esclusiva, apparsa ieri mattina, sulla testata considerata il tempio del pensiero progressista europeo.<span id="more-1051"></span></p>
<p>Il filosofo belga <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/%C3%89ric_Toussaint" target="_blank">Eric Toussaint</a> chiama i cittadini europei alla mobilitazione popolare contro la Germania. In fondo, trovate  il testo integrale dell’opposizione in Grecia contro l’accordo Tsipras-Troika. E’ l’autentica voce progressista europea sulla questione greca.</p>
<p><a href="http://www.beppegrillo.it/2014/03/passaparola_per.html" target="_blank">http://www.beppegrillo.it/2014/03/passaparola_per.html</a></p>
<p>“Ce n’est qu’n debut, continuons le combat!”</p>
<p>E’ proprio il caso di dirlo. Una frase, questa, che ai cittadini europei di età inferiore ai 50 anni non dice assolutamente nulla. E’ in francese, e vuol dire “non è che l’inizio, continuiamo a combattere” ed è stato lo slogan totemico che esplose nel maggio del 1968, a Parigi, dando inizio alla rivolta europea contro il colonialismo, contro l’imperialismo americano e contro il totalitarismo sovietico. 47 anni fa.</p>
<p>Il resto è Storia.</p>
<p>Chi ritiene che la questione greca sia chiusa ed è finita così, si sbaglia di grosso. La Germania ottiene una vittoria di Pirro, Alexis Tsipras ottiene una sconfitta personale ma la Grecia ha ormai infiammato la coscienza e la consapevolezza internazionale, suscitando discussioni, liti, passioni. Sono giornate convulse, complesse, come accade sempre nei momenti di intenso e grande cambiamento.</p>
<p>Ripropongo qui di seguito l’opinione del prof. Giulio Sapelli, eccellente economista e intellettuale italiano, in una intervista che ieri ha rilasciato a un giornalista de Il Fatto Quotidiano.</p>
<p>Subito dopo, una intervista a Varoufakis pubblicata in esclusiva sulla testata storica britannica “The New Statesman”, nata nel 1913, fondata dal commediografo umorista George Bernard Shaw, per conto della “Fabian society”, da sempre considerata il tempio del pensiero progressista europeo e punto di riferimento dell’antagonismo storico britannico. Nel corso dell’intervista (non a caso Varoufakis ha scelto questa testata) parlando con Harry Lambert, l’ex ministro ellenico spiega e argomenta la propria posizione in maniera molto specifica, chiarendo come stanno andando le cose.</p>
<p>C’era un accordo (prima del referendum) basato sul fatto di opporre una strenua resistenza -se avesse vinto il no- che comportava l’immediata accensione in Grecia di una moneta complementare parallela, l’apertura di un negoziato sulla ristrutturazione del debito e, nel caso i tedeschi non avessero accettato, accelerare verso la denuncia del debito immorale. Sempre secondo Varoufakis, la Germania, fin dall’inizio, ha fatto capire che intendeva buttare fuori la Grecia dall’euro e dall’Europa perché non avrebbe mai accettato l’idea che una nazione dell’euro potesse essere governata da un governo non incline ad accettare le disposizioni economiche, finanziarie e politiche di Berlino, e sempre secondo lui, seguita a essere l’opzione che la Germania sta perseguendo, sapendo che da domani si apre una situazione di conflittualità esplosiva in Grecia che, molto probabilmente porterà alla fine di Syriza. Varoufakis spiega come Alexis Tsipras ha ceduto alle 3.40 del mattino, dopo sedici ore di”tortura”. Il cedimento è umanamente comprensibile ma politicamente inaccettabile. Varoufakis fa capire che la squadra messa in piedi va avanti e intende dar battaglia, a questo punto, anche contro Alexis Tsipras. Questa intervista, insieme agli editoriali di fuoco apparsi su “The Guardian” (“Alexis Tsipras ha subito un’autentica tortura da parte dei tedeschi come avviene a Guantanamo”) all’apertura della BBC (“I tedeschi impongono la loro ferrea volontà al resto d’Europa: è un monito severo per far arrivare un chiaro messaggio a Francia, Italia e Spagna”) hanno scosso molto l’opinione pubblica britannica.</p>
<p>Infine, una lettera inviata dal filosofo ed economista belga Eric Toussaint ad Angelo Consoli (riferimento in Europa delle politiche economiche di Jeremy Rifkin) con la specifica richiesta di impegnarsi a diffonderla in tutta Europa, spiegando che adesso, più che mai, la Grecia ha bisogno di una mobilitazione di massa internazionale per sostenere il suo diritto legittimo a salvaguardare la propria sovranità contro l’eccessiva ingerenza tedesca. In questa lunga lettera sono esposte le modalità che la squadra composta da diverse persone e capitanata da Yannis Varoufakis, Eric Toussaint e John Galbraith, hanno elaborato come manovra alternativa da opporre alla inaccettabile soluzione Tsipras.</p>
<p>Sia il testo inglese che quello francese sono in lingua originale.</p>
<p>Buona lettura:</p>
<p>1). L’intervista a Giulio Sapelli.</p>
<p>http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/13/grecia-sapelli-germania-vuole-uccidere-la-grecia-mossa-da-fanatismo-ideologico/1868744/</p>
<p>Giulio Sapelli, economista e docente di Storia economica all’università Statale di Milano. Cosa guadagna la Germania da una eventuale Grexit?</p>
<p>“La Germania vuole ammazzare la Grecia. Se si fosse riunito il Consiglio Ue a 28 – cosa che non si è fatta sotto la pressione diplomatica francese e americana – e si fosse arrivati al voto, la Germania e i suoi vassalli l’avrebbero espulsa. Poi è arrivata la decisione di non riunione il Consiglio europeo, ma di convocare l’Eurosummit composto dai Paesi che hanno l’euro”.</p>
<p>Che ha chiesto ad Atene un fondo da 50 miliardi in cui far confluire gli asset greci in cambio del terzo salvataggio.</p>
<p>“Si è compiuto ciò che era già scritto. Sono dei fanatici che fanno dell’austerità una religione: all’austerità può credere soltanto unprofessore della Bocconi, uno che non è un economista ma è un ragioniere. Dietro questa battuta c’è una tragedia immensa: la riduzione dell’economia alla ragioneria“.</p>
<p>In alternativa, è rimasta sul tavolo fino all’ultimo la possibilità di una Grexit temporanea di 5 anni.</p>
<p>“E’ matto, non ha un senso economico. Ha solo un senso politico, di affermazione, di dominio: i tedeschi vogliono di nuovo dominare l’Europa.Helmut Schmidt diceva :’Devi abbracciarel’Europa, non sedertici sopra‘. Loro ci si siedono sopra. La questione greca – e in questi giorni si celebra l’anniversario della strage di Srebrenica – comincia dalla Bosnia, passa dalla Macedonia, va in Grecia, poi finisce a Mosca o in Turchia. Ci sono buone ragioni per pensare che i tedeschi spalancheranno le porte alla vittoria dell’Isis”.</p>
<p>E’ un’affermazione forte, professore.</p>
<p>“Questa è la vera chiave di questa tragedia. Destabilizzando la Grecia, destabilizzano i Balcani. E in Bosnia, in Kosovo in Macedonia e in Montenegro c’è l’Isis, sono Paesi in cui è evidente e diffuso il fenomeno della radicalizzazione “.</p>
<p>Cosa succede oggi in Grecia senza un accordo?</p>
<p>“Le banche resteranno chiuse e spero che tra un po’ di tempo verranno fuori le monete complementari, di cui la Bce aveva preconizzato l’uso. I greci andranno avanti per un po’ con le monete complementari, poi torneranno alla dracma ma sarà una catastrofe perché dovranno pagare i loro debiti in euro e soprattutto le banche francesi e quelle tedesche sono piene di debito greco collateralizzato, un’arma di distruzione di massa”.</p>
<p>Ma perché la Germania avrebbero architettato questo piano diabolico?</p>
<p>“I tedeschi fanno questo non per calcolo economico, ma solo perfanatismo ideologico. Sono dei fanatici. Questa situazione riflette la disgregazione dell’ordine internazionale. Tutte le medie potenze regionali aspirano ad operare “stand alone“, da sole: i tedeschi sono convinti di poter andare avanti senza gli Stati Unitie si alleano con i cinesi, gli inglesi anche, i russi hanno scelto da tempo la via dell’isolazionismo, i francesi sono gli unici che hanno ambizioni imperiali e ciò è dimostrato dal fatto che hanno cercato di aiutare i greci. Noi abbiamo perso una grande occasione e credo che Renzi rischi moltissimo”:</p>
<p>Cosa rischia Renzi?</p>
<p>“<a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/10/renzi-la-strategia-per-palazzo-chigi-spiegata-al-generale-adinolfi-letta-incapace-berlusconi-e-con-me/1861589/">Questa roba delle intercettazioni</a> è stato un avviso degli americani, che gli hanno detto ‘guarda che se non ti comporti bene, non fai come Hollande e non ti metti chiaramente con Atene, noi ti facciamo cadere’. Ma il nostro presidente non intercetta i messaggi che arrivano da oltreoceano, quindi sceglie di essere fedeleassolutismo teutonico. Questa è una disgrazia, perché l’Europa senza l’appoggio degli Stati Uniti non esiste, è un nano. Anche economico, nella stagnazione secolare che avanza. Avevo previsto questa tendenza al predominio dei tedeschi. E’ una cosa che inizia con la vittoria di Sedan, dal 1870 (battaglia decisiva della prima fase della guerra franco-prussiana, che portò alla capitolazione di Napoloeone III e alla fine della secondo Impero francese, ndr). I tedeschi adesso danno l’ultima mazzata alla Francia. Ma è anche una grande sconfitta della Merkel: se avesse aiutato Atene, non sarebbe più stata Cancelliere”.</p>
<p>Quindi Renzi crede ancora di potere esercitare un ruolo in Europa?</p>
<p>“Renzi non crede in nulla. Se lo credesse, avrebbe dovuto chiedere una conferenza internazionale con Stati Uniti e Cina sul debito greco”.</p>
<p>Forse lei conferisce a Renzi un peso internazionale che non ha.</p>
<p>“Il peso internazionale lo si acquisisce sfidando il cielo. Potrebbe cominciare a farlo: insomma, l’Italia ha 60 milioni di abitanti, è in una posizione di assoluta centralità al centro del Mediterraneo. Avrebbe le carte in regola per osare e chiedere di più. E’ solo un fatto di coraggio. Renzi questo coraggio non ce l’ha, quindi segna la fine della Grecia, del ruolo internazionale dell’Italia e forse anche del suo governo”.</p>
<p>Alla fine vincerà la Germania, quindi.</p>
<p>“Ha già vinto. Ma vincerà, perdendo: Merkel porta a casa una vittoria di Pirro perché sarà costretta a fare un blocco economico del Nord. All’inizio si darà vita a un euro a due velocità. E questo segnerà la fine dell’Europa unita”.</p>
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		<title>Usa vs Germany?</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2015 21:54:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Ancora una volta gli USA, tramite il FMI, tornano in Europa per contrastare lo strapotere tedesco. Se da un alto è risaputo che gli USA considerano l&#8217;Europa, piu&#8217; che un alleato, una colonia d&#8217;oltreoceano, da parte tedesca i sogni di egemonia nel continente europeo non sono seppelliti con la morte del nazismo. Anzi! I carrarmati &#8230; <a href="http://www.pensolibero.it/2015/07/15/usa-vs-germany/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Usa vs Germany?</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora una volta gli USA, tramite il FMI, tornano in Europa per contrastare lo strapotere tedesco. Se da un alto è risaputo che gli USA considerano l&#8217;Europa, piu&#8217; che un alleato,<span id="more-1037"></span> una colonia d&#8217;oltreoceano, da parte tedesca i sogni di egemonia nel continente europeo non sono seppelliti con la morte del nazismo. Anzi! I carrarmati si sono sostituiti col vil denaro, ai proiettili lo spread, agli eserciti in mimetica le banche in giacca e cravatta, ma la voglia di &#8220;anschluss&#8221; tedesca è sempre quella.</p>
<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/15/accordo-grecia-nel-dopo-partita-obama-spariglia-le-carte-in-cerca-di-equilibri-migliori/1877819/" target="_blank">http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/15/accordo-grecia-nel-dopo-partita-obama-spariglia-le-carte-in-cerca-di-equilibri-migliori/1877819/</a></p>
<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/15/grecia-ft-se-ue-non-taglia-debito-fondo-monetario-non-partecipa-a-piano/1875275/" target="_blank">http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/15/grecia-ft-se-ue-non-taglia-debito-fondo-monetario-non-partecipa-a-piano/1875275/</a></p>
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		<title>Varoufakis sul Guardian</title>
		<link>http://www.pensolibero.it/2015/07/12/varoufakis-sul-guardian/</link>
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		<pubDate>Sun, 12 Jul 2015 06:19:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>l&#8217;articolo di Varoufakis, pubblicato sul Guardian, aveva anticipato di 24 ore  le mosse di Schauble. Stranamente profetico&#8230; La Germania non risparmierà dolore greco &#8211; ha interesse a rompere con no di Yanis Varoufakis [Maurizio Acerbo ha  tradotto articolo di Varoufakis pubblicato ieri sul giornale inglese Guardian. Fotografa molto bene le difficoltà che sta affrontando Syriza &#8230; <a href="http://www.pensolibero.it/2015/07/12/varoufakis-sul-guardian/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Varoufakis sul Guardian</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="mtm _5pco" data-ft="{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}">
<p>l&#8217;articolo di Varoufakis, pubblicato sul Guardian, aveva anticipato di 24 ore  le mosse di Schauble. Stranamente profetico&#8230;</p>
<p>La Germania non risparmierà dolore greco &#8211; ha interesse a rompere con no</p>
<p>di Yanis Varoufakis</p>
<p>[Maurizio Acerbo ha  tradotto articolo di Varoufakis pubblicato ieri sul giornale inglese Guardian. Fotografa molto bene le difficoltà che sta affrontando Syriza e anticipava l&#8217;atteggiamento della Germania]</p>
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<p><span id="more-997"></span></p>
<div class="mtm _5pco" data-ft="{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}">
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<p>Il dramma finanziario della Grecia ha dominato i titoli dei giornali per cinque anni per un motivo: l&#8217;ostinato rifiuto dei nostri creditori a offrire un&#8217;essenziale riduzione del debito. Perché, contro il buon senso, contro il verdetto del FMI e contro le pratiche quotidiane dei banchieri di fronte a debitori stressati, resistono a una ristrutturazione del debito? La risposta non può essere trovata in economia perché risiede in profondità nella politica labirintica dell&#8217;Europa.</p>
<p>Nel 2010, lo Stato greco è diventato insolvente. Due opzioni compatibili con il continuare a essere membri della zona euro si presentavano: quella sensibile, che ogni banchiere decente consiglierebbe &#8211; ristrutturazione del debito e riformare l&#8217;economia; e l&#8217;opzione tossica &#8211; estendere nuovi prestiti a un&#8217;entità in bancarotta fingendo che resti solvibile.</p>
<p>L&#8217;Europa ufficiale ha scelto la seconda opzione, mettendo il salvataggio delle banche francesi e tedesche esposte al debito pubblico greco al di sopra della vitalità socio-economica della Grecia. Una ristrutturazione del debito avrebbe perdite implicite per i banchieri nelle loro quote del debito greco. Desiderosi di evitare di confessare ai parlamenti che i contribuenti avrebbero dovuto pagare di nuovo per le banche per mezzo di insostenibili nuovi prestiti, i funzionari dell&#8217;UE hanno presentato l&#8217;insolvenza dello stato greco come un problema di mancanza di liquidità, e giustificato il &#8220;salvataggio&#8221; come un caso di &#8220;solidarietà&#8221; con i greci.</p>
<p>Per incorniciare il trasferimento cinico di irreparabili perdite private sulle spalle dei contribuenti, come un esercizio di &#8220;amore duro&#8221;, austerità da record è stata imposta alla Grecia, il cui reddito nazionale, a sua volta &#8211; da cui i nuovi e vecchi debiti dovevano essere rimborsati &#8211; diminuiva di più di un quarto. Basta l&#8217;esperienza matematica di un bambino di otto anni per capire che questo processo non poteva finire bene.</p>
<p>Una volta che la sordida operazione fu completata, l&#8217;Europa aveva acquisito automaticamente un altro motivo per rifiutare di discutere la ristrutturazione del debito: essa avrebbe ora colpito le tasche dei cittadini europei! E così dosi crescenti di austerità sono state somministrate mentre il debito è diventato più grande, costringendo i creditori a dare più prestiti in cambio di ancora più austerità.</p>
<p>Il nostro governo è stato eletto su un mandato per porre fine a questo circolo vizioso tra banche e stati (doom loop nel testo); per chiedere la ristrutturazione del debito e la fine dell&#8217;austerità paralizzante. I negoziati hanno raggiunto il loro molto pubblicizzato impasse per un semplice motivo: i nostri creditori continuano a escludere qualsiasi tangibile ristrutturazione del debito pur insistendo che il nostro debito impagabile sia rimborsato &#8220;in modo parametrico&#8221; da parte della parte più debole dei Greci, dei loro figli e dei loro nipoti.</p>
<p>Nella mia prima settimana come ministro delle finanze sono stato visitato da Jeroen Dijsselbloem, presidente dell&#8217;Eurogruppo (i ministri delle finanze della zona euro), che mi sottopose una scelta netta: accettare &#8220;logica&#8221; del piano di salvataggio e rinunciare a qualsiasi richiesta di ristrutturazione del debito o il vostro accordo di prestito farà &#8220;Crash&#8221; &#8211; la ripercussione non detta era che le banche della Grecia sarebbero state sbarrate.</p>
<p>Cinque mesi di trattative seguirono in condizioni di asfissia monetaria e di assalto agli sportelli bancari indotto supervisionate e gestite dalla Banca centrale europea. La scritta era sul muro: a meno che non capitoliamo, presto saremmo stati di fronte a controlli sui capitali, bancomat quasi-funzionanti, una prolungata chiusura festiva delle banche e, in ultima analisi, la Grexit.</p>
<p>La minaccia della Grexit ha avuto una breve storia sulle montagne russe. Nel 2010 ha messo il timore di Dio nel cuore e nella mente dei finanzieri poiché le loro banche erano piene di debito greco. Anche nel 2012, quando il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, decise che i costi della Grexit erano un &#8220;investimento&#8221; utile come un modo per disciplinare la Francia e gli altri, la prospettiva ha continuato a spaventare a morte quasi tutti.</p>
<p>I Greci, a ragione, tremano al pensiero della amputazione dall&#8217;unione monetaria. L&#8217;uscita da una moneta comune non è come troncare un piolo, come ha fatto la Gran Bretagna nel 1992, quando Norman Lamont notoriamente cantò sotto la doccia la mattina che la sterlina usciva dal meccanismo di cambio europeo (ERM). Ahimè, la Grecia non ha una moneta il cui piolo con l&#8217;euro può essere tagliato. Ha l&#8217;euro &#8211; una valuta estera completamente amministrata da un creditore ostile alla ristrutturazione del debito insostenibile della nostra nazione.</p>
<p>Per uscire, dovremmo creare una nuova moneta da zero. Nell&#8217;Iraq occupato, l&#8217;introduzione della nuova carta moneta ha impiegato quasi un anno, 20 o giù di lì Boeing 747, la mobilitazione della potenza delle forze armate Usa, tre aziende di stampa e centinaia di camion. In assenza di tale sostegno, la Grexit sarebbe l&#8217;equivalente di annunciare una grande svalutazione più di 18 mesi in anticipo: una ricetta per liquidare tutto lo stock di capitale greco e trasferirlo all&#8217;estero con ogni mezzo disponibile.</p>
<p>Con la Grexit che rafforza la corsa agli sportelli indotta dalla Bce, i nostri tentativi di porre la ristrutturazione del debito di nuovo sul tavolo dei negoziati è caduto nel vuoto. Di volta in volta ci hanno detto che si trattava di una questione da affrontare in un futuro non specificato che avrebbe seguito il &#8220;successo nel completamento del programma&#8221; &#8211; uno stupendo Comma 22 dal momento che il &#8220;programma&#8221; non avrebbero mai potuto avere successo senza una ristrutturazione del debito.</p>
<p>Questo fine settimana segna il culmine dei colloqui quando Euclide Tsakalotos, il mio successore, si sforza, ancora una volta, di mettere il cavallo davanti al carro &#8211; per convincere un ostile Eurogruppo che la ristrutturazione del debito è un prerequisito del successo nel riformare la Grecia, non un premio ex-post per questo. Perché è così difficile da far capire? Vedo tre ragioni.</p>
<p>Uno è che l&#8217;inerzia istituzionale è difficile da battere. Un secondo, che il debito insostenibile dà ai creditori immenso potere sui debitori &#8211; e il potere, come sappiamo, corrompe anche i migliori. Ma è il terzo che mi sembra più pertinente e, anzi, più interessante.</p>
<p>L&#8217;euro è un ibrido di un regime di tassi di cambio fissi, come l&#8217;ERM degli anni &#8217;80, o il gold standard degli anni &#8217;30, e una moneta di stato. Il primo si basa sulla paura dell&#8217;espulsione per tenere insieme, mentre il denaro statale comporta meccanismi per riciclare eccedenze tra gli Stati membri (per esempio, un bilancio federale, obbligazioni comuni). La zona euro cade fra questi sgabelli &#8211; è più di un regime di tassi di cambio e meno di uno stato.</p>
<p>E qui sta il problema. Dopo la crisi del 2008/9, l&#8217;Europa non sapeva come rispondere. Dovrebbe preparare il terreno per almeno una espulsione (cioè, la Grexit) per rafforzare la disciplina? O passare a una federazione? Finora non ha fatto nessuna delle due, la sua angoscia esistenziale sempre crescente. Schäuble è convinto che allo stato attuale, ha bisogno di una Grexit per pulire l&#8217;aria, in un modo o nell&#8217;altro. Improvvisamente, un permanentemente insostenibile debito pubblico greco, senza il quale il rischio di Grexit sarebbe svanito, ha acquisito una nuova utilità per Schauble.</p>
<p>Cosa voglio dire con questo? Sulla base di mesi di negoziati, la mia convinzione è che il ministro delle finanze tedesco vuole che la Grecia sia spinta fuori dalla moneta unica per mettere il timore di Dio nei francesi e fargli accettare il suo modello di euro zona inflessibile.</p>
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<p>di Maurizio Acerbo</p>
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		<title>Tsipras : Leonida o Ulisse?</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2015 21:25:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Che sia uno che gioca per il suo popolo, al contrario dei nostri, è fuor di dubbio. Ma Tsipras è  anche un furbacchione. Sicuro. Ha vinto il referendum, chiede un prestito ulteriore, sa già che l&#8217;ottusità dell&#8217;Europa e l&#8217;astiosità (per presunta manifesta superiorità) dei crucchi Frau Merkel e Herr Schauble glielo negherà. Sarà la stessa &#8230; <a href="http://www.pensolibero.it/2015/07/07/tsipras-leonida-o-ulisse/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Tsipras : Leonida o Ulisse?</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Che sia uno che gioca per il suo popolo, al contrario dei nostri, è fuor di dubbio. Ma Tsipras è  anche un furbacchione. Sicuro. Ha vinto il referendum, chiede un prestito ulteriore, sa già che l&#8217;ottusità dell&#8217;Europa e l&#8217;astiosità (per presunta manifesta superiorità) dei crucchi Frau Merkel e Herr Schauble glielo negherà. Sarà la stessa Europa a cacciare così la Grecia dalla sua famiglia, mandandola in default e mettendola nelle mani dello Zar Putin e del Celeste Impero, che non vedono l&#8217;ora di avere una porta d&#8217;entrata spalancata in Occidente. <a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/07/tsipras-vince-b.jpeg"><img class=" size-medium wp-image-985 aligncenter" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/07/tsipras-vince-b-300x243.jpeg" alt="tsipras+vince+-+b" width="300" height="243" /></a>Tsipras potrà sempre dire che lui non voleva uscire dall&#8217;Europa e turlipinerà gli altri facendogli credere di aver deciso loro. Insomma userà gli imbelli alla Renzi e gli ottusi alla Schulz e finanche quelli della razza superiore alla Merkel per raggiungere il suo scopo perseguito sin dall&#8217;inizio. E l&#8217;America cosa penserà di tutto questo?</p>
<p>di <a href="http://www.pensolibero.it/" target="_blank">Antonio Mattera</a></p>
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		<title>Varoufakis, l&#8217;ultimo Leonida</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2015 18:57:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Varoufakis: &#8220;Porterò con orgoglio il disgusto dei creditori&#8221; . Leonida!!!! Renzi: &#8221; Prendetevi pure la Grecia, io preferisco fare le riforme (ordinate dalla Merkel  e company)&#8221;. Efialte, il traditore storpio di Leonida http://www.repubblica.it/economia/2015/07/06/news/grecia_no_referendum-118433839/?rs</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Varoufakis: &#8220;Porterò con orgoglio il disgusto dei creditori&#8221; . Leonida!!!!</p>
<p>Renzi: &#8221; Prendetevi pure la Grecia, io preferisco fare le riforme (ordinate dalla Merkel  e company)&#8221;. Efialte, il traditore storpio di Leonida</p>
<h3><a href="http://www.repubblica.it/economia/2015/07/06/news/grecia_no_referendum-118433839/?rss" target="_blank">http://www.repubblica.it/economia/2015/07/06/news/grecia_no_referendum-118433839/?rs</a></h3>
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		<title>Grazie Grecia!</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jul 2015 20:49:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Grazie, fratelli greci, sorelle greche, popolo greco,                                                per quello che avete fatto oggi. La vostra scelta è di quelle che rimangono nelle storia, una lezione di civiltà come già altre donate, anche a caro prezzo, alla storia dell&#8217;umanità. Grazie, fratelli greci, sorelle greche, popolo greco,                                                perchè per l&#8217;ennesima volta avete insegnato al resto d&#8217;Europa cosa &#8230; <a href="http://www.pensolibero.it/2015/07/05/grazie-grecia/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Grazie Grecia!</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie, fratelli greci, sorelle greche, popolo greco,                                                per quello che avete fatto oggi. La vostra scelta è di quelle che rimangono nelle storia, una lezione di civiltà come già altre donate, anche a caro prezzo, alla storia dell&#8217;umanità.<span id="more-971"></span></p>
<p>Grazie, fratelli greci, sorelle greche, popolo greco,                                                perchè per l&#8217;ennesima volta avete insegnato al resto d&#8217;Europa cosa sia la democrazia, quali sacrifici pretende; quali requisiti di moralità afferma;quali scelte, anche difficili, vadano condivise.</p>
<p>Grazie, fratelli greci, sorelle greche, popolo greco,                                                perchè quella che per voi doveva essere un umiliazione, si è trasformata in una vittoria per tutti. E la vergogna si è riversata su chi vi voleva oppressi e chi invece il ruolo di vittima oppressa se l&#8217;è scelto. Un 61% di &#8220;oxi&#8221; che danno giustizia ai sacrifici sofferti  per un -25% di PIL, un 43% di mortlaità infantile, un 26% di disoccupazione dopo cinque anni di ricette fallimentari adottate per soddisfare le esigenze non del popolo ma di banche nazionali come quelle tedesche e francesi.</p>
<p>Grazie, fratelli greci, sorelle greche, popolo greco,                                                perchè oggi ci avete indicato una via, combattendo le vostre paure a viso aperto anche per tutti noi. Avete dimostrato che ogni popolo nasce libero,morire da schiavo è solo una sua scelta.</p>
<p>Grazie, fratelli greci, sorelle greche, popolo greco,                                                perchè oggi avete mostrato che la vera politica esiste ancora, al di là del mercanteggiare economico. Avete dimostrato che può essere ancora il popolo a decidere anche attraverso la scelta di coloro che vengono, dal popolo stesso, delegati per il bene dell&#8217;intero paese e non solo di una parte.</p>
<p>Grazie, fratelli greci, sorelle greche, popolo greco,                                                perchè oggi non era un referendum per rimanere o meno in Europa. Era un referendum politico, una trappola mediatica  con la quale si sperava di mandare a casa un governo democraticamente aperto. Altre nazioni, altri interessi, speravano di battervi con l&#8217;arma della quale vi va data la promogenitura: la democrazia. Mal gliene incolse</p>
<p>Grazie, fratelli greci, sorelle greche, popolo greco,                                                perchè l&#8217;astio, l&#8217;odio, il malaffare, la storia di altri paesi, ignavi e ipocriti, oggi si sono ritorti contro di loro,dimostrando ai nostri figli che si può e si deve combattere per un ideale. Costi quel che costi.</p>
<p>Grazie, fratelli greci, sorelle greche, popolo greco,                                                sapendo che i prossimi giorni, le prossime settimane, mesi ed anni saranno forse difficili, duri e tristi, ma nell&#8217;incertezza tra una lenta agonia e una rapida eutanasia, è sola la seconda scelta che soddisfa subito la curiosità di un altra vita.</p>
<p>Grazie, fratelli greci, sorelle greche, popolo greco,                                                da italiano, perchè ora, tolta la stura, si può incominciare a fare sul serio un Europa vera. Partendo da noi italiani che, da tempo, abbiamo perso molti dei nostri valori morali. Scegliendo di vivere da schiavi, al contrario di voi che preferite morire sì, forse, ma da uomini liberi.</p>
<p>di <a href="http://www.pensolibero.it/" target="_blank">Mattera Antonio</a></p>
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		<title>Dimitri Deliolanes : Come la Grecia</title>
		<link>http://www.pensolibero.it/2015/07/05/dimitri-deliolanes-come-la-grecia/</link>
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		<pubDate>Sun, 05 Jul 2015 13:07:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Portogallo e la Spagna, siamo noi i prossimi a essere messi sotto osservazione. Ma cosa c&#8217;è dietro al fallimento della Grecia? E cosa può fare l&#8217;Italia per evitare lo stesso destino? Dimitri Deliolanes, corrispondente in Italia della televisione pubblica greca ERT ci racconta con un linguaggio semplice e diretto la grave crisi che sta attraversando &#8230; <a href="http://www.pensolibero.it/2015/07/05/dimitri-deliolanes-come-la-grecia/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Dimitri Deliolanes : Come la Grecia</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/07/libro-grecia.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-963" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2015/07/libro-grecia-214x300.jpg" alt="libro grecia" width="214" height="300" /></a>Portogallo e la Spagna, siamo noi i prossimi a essere messi sotto osservazione. Ma cosa c&#8217;è dietro al fallimento della Grecia?<span id="more-962"></span> E cosa può fare l&#8217;Italia per evitare lo stesso destino? Dimitri Deliolanes, corrispondente in Italia della televisione pubblica greca ERT ci racconta con un linguaggio semplice e diretto la grave crisi che sta attraversando il suo paese e minaccia di contaminare l&#8217;Europa.</p>
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