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	<title>PensoLibero.it &#187; sterminio</title>
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		<title>Los vuelos de la muerte</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Apr 2018 13:23:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[La Storia dimenticata]]></category>
		<category><![CDATA[Argentina]]></category>
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		<category><![CDATA[dittatura]]></category>
		<category><![CDATA[sterminio]]></category>
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		<category><![CDATA[voli della morte]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>200 km. Tanto dista l&#8217;insenatura atlantica di Santa Teresita da Buenos Aires. Là, dove le onde dell&#8217;oceano incontrano le rocce e la sabbia di una terra tanto bella quanto martoriata, l&#8217;Argentina, il mare ha restituito, in tempi diversi, alcune spoglie di quei poveri sventurati conosciuti semplicemente come &#8220;desaparecidos&#8221;. Il mare, già. Molto più pietoso di &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2018/04/15/los-vuelos-de-la-muerte/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Los vuelos de la muerte</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt;"><span style="font-family: 'Calibri','sans-serif';">200 km.<br />
Tanto dista l&#8217;insenatura atlantica di Santa Teresita da Buenos Aires.<br />
Là, dove le onde dell&#8217;oceano incontrano le rocce e la sabbia di una terra tanto bella quanto martoriata, l&#8217;Argentina, il mare ha restituito, in tempi diversi, alcune spoglie di quei poveri sventurati conosciuti semplicemente come &#8220;desaparecidos&#8221;.</span></p>
<p style="margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt;"><span id="more-3650"></span></p>
<p style="margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt;"><span style="font-family: 'Calibri','sans-serif';"><br />
Il mare, già.</span></p>
<p style="margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt;"><span style="font-family: 'Calibri','sans-serif';">Molto più pietoso di chi, come il regime Videla dal 1976 al 1983, ha cercato invece di occultare, in tombe di acqua, tutti coloro che erano  semplicemente considerati &#8220;problemi&#8221;.<br />
Donne, uomini, anziani e giovani, dalle suore e professionisti alle madri di Plaza de Mayo e ai loro figli studenti , senza distinzione di classe sociale e età.</span></p>
<p style="margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt;"><span style="font-family: 'Calibri','sans-serif';"><br />
Persone prima imprigionate,  poi torturate, stuprate, sottoposte a indicibili sofferenze.<br />
Poi narcotizzate, non in maniera totale, spogliate e trasportate su aerei.<br />
Dagli aeroporti argentini partivano, per quel breve tratto di 200 km, questi carichi umani.</span></p>
<p style="margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt;"><span style="font-family: 'Calibri','sans-serif';"><br />
Arrivavano, in breve tempo, sulla superficie dell&#8217;Atlantico, e lì ufficiali e soldati comuni, assistiti da cappellani &#8220;pietosi&#8221; e compiacenti, scaricavano il loro carico di corpi umani, gettati dall&#8217;alto durante il volo, a volte incoscienti, a volte (spesso, secondo le testimonianze) coscienti.<br />
Magari con una coltellata al ventre, così da attirare la curiosità degli squali.</span></p>
<p style="margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt;"><span style="font-family: 'Calibri','sans-serif';"><br />
L&#8217; Atlantico come un nuovo, immenso Colosseo dove scaraventare quei  sventurati così come i Romani usarono fare per i primi cristiani nelle arene in pasto alle belve.<br />
Ma il mare dell&#8217;Atlantico è più pietoso della sabbia del Colosseo, spugna insaziabile del sangue di quei martiri.<br />
E ogni tanto restituisce qualche corpo a qualche affranto parente superstite, che il suo personalissimo oceano l&#8217;ha creato con le lacrime versate.</span></p>
<p style="margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt;"><span style="font-family: 'Calibri','sans-serif';"><br />
200 km.<br />
Tanto dista l&#8217;insenatura atlantica di Santa Teresita da Buenos Aires.<br />
Troppi per poter pensare che quel 25 giugno del 1978, con un paese sospinto nel sogno calcistico di una vita intera, voluto e pianificato da un regime sanguinario come pochi, le grida di gioia dei tifosi presenti allo stadio Monumental di Buenos Aires e di un paese intero, anestetizzato per un mese con l&#8217;oppio calcio, possano essere arrivate sino a lì.</span></p>
<p style="margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt;"><span style="font-family: 'Calibri','sans-serif';"><br />
Troppi anche per pensare che le grida di orrore di quelle persone gettate nel vuoto, possano essere tornate, qualche volta, come un eco di disperazione, indietro a Buenos Aires e nel resto d&#8217;Argentina, dai loro cari che non hanno mai smesso di cercarli, di disperarsi per la loro scomparsa.</span></p>
<p style="margin: 0cm; margin-bottom: .0001pt;"><span style="font-family: 'Calibri','sans-serif';"><br />
Le urla di sono fatte ossa frantumate, corpi spezzati nell&#8217;urto con l&#8217;acqua dal 1977 in poi e seppellite frettolosamente.<br />
Le urla sono diventate udibili quando, nel  1995 , l&#8217;ex repressore dell&#8217; ESMA (uno dei centri dell&#8217;orrore), Adolfo Scilingo, raccontò in modo particolareggiato ad un giornalista la metodologia di sterminio.<br />
Le urla conobbero dei nomi nelle vittime e nei carnefici.<br />
Le urla furono conosciute come appartenenti ai 5000 sfortunati vittime dei &#8220;vuelos de la muerte&#8221;, i voli della morte.<br />
Una dannatissima storia maledetta.<br />
Tutta umana.</span></p>
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