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	<title>PensoLibero.it &#187; squadre</title>
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		<title>Dixie, the greatest goal-scorer of England.</title>
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		<pubDate>Wed, 03 May 2017 17:38:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Passione Calcio]]></category>
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		<category><![CDATA[Premier League]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Dixie, the greatest goal-scorer of England. Esiste una squadra in Inghilterra, l’Everton con il suo stadio, il Goodison Park. Esiste una statua, fuori questo stadio, che rappresenta la storia, la leggenda, l’orgoglio di tutto il popolo “toffees”, come vengono soprannominati tifosi e squadra dell’Everton. Questa statua riporta una dicitura: “the most lethal header in the &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2017/05/03/dixie-the-greatest-goal-scorer-of-england/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Dixie, the greatest goal-scorer of England.</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2><em>Dixie, the greatest goal-scorer of England.</em></h2>
<p>Esiste una squadra in Inghilterra, l’<strong>Everton</strong> con il suo stadio, il <strong>Goodison Park</strong>.</p>
<p>Esiste una statua, fuori questo stadio, che rappresenta la storia, la leggenda, l’orgoglio di tutto il popolo <strong><em>“toffees”</em></strong>, come vengono soprannominati tifosi e squadra dell’Everton.<span id="more-3333"></span></p>
<figure id="attachment_3336" style="width: 300px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2017/05/Lentrata-del-Goodison-Park-con-la-statua-di-Dixie-Dean.jpg"><img class="size-medium wp-image-3336" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2017/05/Lentrata-del-Goodison-Park-con-la-statua-di-Dixie-Dean-300x146.jpg" alt="L'entrata del Goodison Park con la statua di Dixie Dean" width="300" height="146" /></a><figcaption class="wp-caption-text">L&#8217;entrata del Goodison Park con la statua di Dixie Dean</figcaption></figure>
<p>Questa statua riporta una dicitura: <em>“the most lethal header in the history of the game“</em> e commemora le gesta di un calciatore capace di segnare <strong>60 reti in 39 partite</strong>, record mai battuto in Premier League e che potrebbe essere oggetto di quota per i bookmakers inglesi.</p>
<p>Sempre quella statua commemora anche la morte dello stesso calciatore, avvenuta in vecchiaia, da spettatore nello stadio, anni dopo, durante un derby perso con l’odiato <strong>Liverpool</strong>.</p>
<p>Non bastasse, <a href="http://www.foxsports.it/2016/06/28/premier-league-everton-sondaggio-tra-tifosi-per-nuovo-stadio/" target="_blank">lo stesso Goodison Park </a>è impregnato della presenza di quel mito senza tempo.</p>
<p>Infatti le <strong>ceneri</strong> di quel calciatore, dopo il funerale, vennero<strong> disperse</strong> sul prato verde che per anni lo aveva visto protagonista delle sue leggendarie gesta, forse la più logica ultima dimora che un tal protagonista del calcio potesse mai desiderare.</p>
<figure id="attachment_3337" style="width: 300px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2017/05/Dixie-Dean-in-azione.jpg"><img class="size-medium wp-image-3337" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2017/05/Dixie-Dean-in-azione-300x223.jpg" alt="Dixie Dean in azione" width="300" height="223" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Dixie Dean in azione</figcaption></figure>
<p>Ecco, se c’è un giocatore che si identifica completamente, da vivo e da morto, con i colori di una squadra questo è proprio il personaggio che stiamo descrivendo, partendo dalla sua statua, e percorrendo i suoi goal, le sue gesta fino alla sua morte.</p>
<h2><em>Un eroe di altri tempi</em></h2>
<p>Nell’epoca nella quale nel calcio è tutto volubile e certezze non ce ne sono, dove le bandiere si ammainano prima ancora di issarle e dove le carriere dei calciatori sono oggetto, come i loro goal e le loro vittorie, di puntate nei <a href="https://www.bettingtop10.com/it/scommesse-sportive-italia/" target="_blank">migliori siti di scommesse</a>, ecco che un bel tuffo nostalgico nel passato non può che farci bene.</p>
<p>Parliamo di calciatori che hanno regalato gioie ai tifosi, che hanno sudato e lottato per una maglia, attraversato sconfitte per arrivare a vittorie, che hanno vestito anche altri colori ma che hanno tatuati nella pelle un unico grande amore.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2017/05/Dixie.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3338" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2017/05/Dixie.jpg" alt="Dixie" width="191" height="264" /></a></p>
<p>Sì, al pari di altri giocatori che legano il loro nome indissolubilmente a quello di un club, il nostro eroe può essere benissimo considerato come l’alfiere dei colori dell’Everton!</p>
<p>Un cavaliere senza macchia e senza paura, un uomo che, nel suo discendere in campo, portava con sé l’orgoglio, la voglia di riscatto, di tutto un popolo di tifosi.</p>
<p>Guardatelo nelle foto, osservatene lo sguardo fiero e ditemi se non ne sareste colpiti e intimoriti, se foste uno dei suoi avversari.</p>
<h2><em>Ladies and gentlemen, ecco a voi Dixie Dean, ovvero il goal!</em></h2>
<p>Ah, già, che sbadato! Dimenticavo di dirvi di chi stiamo parlando.</p>
<p>In verità, lui è ricordato per sempre come<strong> “Dixie”</strong>, ma è giusto citarlo con il nome che ebbe ai suoi natali, ovvero <strong>William Ralph Dean</strong>.</p>
<p>In verità, al nostro eroe non piaceva nemmeno il soprannome “Dixie”, affibbiatogli perché scuro di carnagione e con capelli ricci, tratti somatici tipici di uno del sud degli States e quindi “Dixie”, perché abitante al di sotto della linea <strong>Mason-Dixon</strong>.</p>
<p>E lui ripeteva ostinatamente <em>“My name is not Dixie. It is William Dean. But you can call me Bill!”</em></p>
<figure id="attachment_3339" style="width: 300px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2017/05/Dixie_Dean.jpg"><img class="size-medium wp-image-3339" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2017/05/Dixie_Dean-300x206.jpg" alt="Everton's Dixie Dean (second r) climbs high as the ball is crossed into the box" width="300" height="206" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Everton&#8217;s Dixie Dean (second r) climbs high as the ball is crossed into the box</figcaption></figure>
<p>Dixie nasce a<strong> Birkenhead</strong>, città situata sulla sponda opposta del fiume Mersey rispetto a Liverpool il<strong> 22 gennaio 1907</strong>.</p>
<p>Il padre, <strong>William Sr</strong>., gli trasmette, a soli 8 anni l’amore per il calcio e per i colori dell’Everton.</p>
<p>Dixie inizia la sua carriera nella squadra locale del <strong>Tranmere Rovers</strong>, dove si mette in luce segnando <strong>27 reti in 29 partite</strong>.</p>
<p>Si incomincia a parlare di questo ragazzotto, forte fisicamente e implacabile sotto rete, e molte squadre, <strong>Arsenal e Newcastle</strong> su tutte, si interessano a lui.</p>
<p>Ma al cuore non si comanda, e se il cuore ha i colori <em>“blues”</em> dell’Everton, puoi fare anche 4 km di corsa per incontrare il manager dei Toffees e trasferirti all&#8217;Everton nel <strong>1925 per 3.000 sterline</strong>.</p>
<h2><em>Una valanga di goal!</em></h2>
<p>Arriva a campionato in corso e il suo <em>score</em> parla di <strong>7 partite e due reti. </strong></p>
<p>Ma alla sua prima vera stagione da protagonista, la successiva, segna <strong>32 centri in 38</strong> partite!</p>
<p><strong>21 goal in 27 partite ancora nel 1926/27</strong> che sono solo il preludio alla stagione monstre, quella del <strong>1927/28</strong>!</p>
<p>Qui Dixie entra per sempre nella leggenda, segnando <strong>60 reti</strong>, ripeto in lettere e sillabandole <strong>SES-SAN-TA</strong>, record ancora imbattuto in <strong>Premier League</strong>.</p>
<figure id="attachment_3340" style="width: 300px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2017/05/Dixie-Dean-con-la-Coppa.jpg"><img class="size-medium wp-image-3340" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2017/05/Dixie-Dean-con-la-Coppa-300x194.jpg" alt="Dixie Dean con la Coppa" width="300" height="194" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Dixie Dean con la Coppa</figcaption></figure>
<p>Certo mi piacerebbe sapere se, oggi, esiste un sito di scommesse sportive che punta e sul raggiungimento di tale cifra e con che quote!</p>
<p>Molto meno modestamente Dixie, fino alla sua scomparsa, alla domanda se era possibile fare altrettanto rispondeva <em>“Certo,  ma solo un uomo ce la farà. Ed è quello che cammina sull’acqua”</em>.</p>
<p>L’Everton, manco a dirlo, diventa <strong>campione di Inghilterra</strong>, per<a href="http://storiedicalcio.altervista.org/blog/1878old_everton.html" target="_blank"> la terza volta</a> della sua storia, e Dixie,o Bill fate voi, a soli <strong>21</strong> anni divenne leggenda.</p>
<p>Oppure semplicemente <em><strong>the greatest goal-scorer of England</strong></em>.</p>
<p>Il più grande e il più famoso attaccante d’Albione.</p>
<p>Ma che tipo di attaccante era Dixie?</p>
<p>Oggi parleremmo di attaccante completo, o almeno questo è il suo ritratto fatto da compagni e avversari.</p>
<figure id="attachment_3341" style="width: 275px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2017/05/Lelevazione-di-Dixie.jpg"><img class="size-full wp-image-3341" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2017/05/Lelevazione-di-Dixie.jpg" alt="L'elevazione di Dixie" width="275" height="183" /></a><figcaption class="wp-caption-text">L&#8217;elevazione di Dixie</figcaption></figure>
<p>Eddie Hapgood, terzino dell’Arsenal, lo descrisse così: <em>“un mago con la sfera ai piedi, ma letale di testa, forte come un toro, era impossibile togliergli palla, giocava in modo pulito, era un grande sportivo ed uno che non si dava mai per vinto. Era anche uno duro e tosto, non solo perché era grande e grosso, ma perché amava spesso allargarsi sulle fasce, portandosi dietro il centro-mediano e, assai di frequente, riusciva a saltarlo, complicando assai le cose per la difesa”</em>.</p>
<p>Vabbè, direte, il record di reti sarà il solito caso unico se non raro. Unico sì, raro, per Dixie, no.</p>
<p>Il destino ti mette alla prova, e se sei un predestinato queste prove le superi, anche attraverso grandi difficoltà.</p>
<p>Nelle due stagioni successive Dixie va incontro ad alcuni infortuni che, però, non gli impediscono di segnare <strong>26 reti prima e 23 in quella dopo.</strong></p>
<p>E l’Everton ne risente, nonostante tutto, al punto tale di subire l’onta della<strong> retrocessione</strong>.</p>
<p>E qui l’eroe diventa immortale, sfidando la sorte e vincendo, come un cavaliere della <strong>Tavola Rotonda</strong>, il <strong>Lancillotto</strong> del calcio.</p>
<figure id="attachment_3342" style="width: 300px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2017/05/Dixie-Dean-nel-suo-pub.jpg"><img class="size-medium wp-image-3342" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2017/05/Dixie-Dean-nel-suo-pub-300x200.jpg" alt="Dixie Dean nel suo pub" width="300" height="200" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Dixie Dean nel suo pub</figcaption></figure>
<p>A suon di reti, <strong>39</strong> che gli valgono il titolo di capocannoniere, riporterà immediatamente i Toffees in First Division e, non contento, da neopromosso con l’Everton , <strong>vincerà il titolo e sarà ancora una volta capocannoniere, con 44 reti!</strong></p>
<p>Seguì poi la vittoria in <strong>FA Cup nel 1933</strong>.</p>
<h2><em>Dixie e l&#8217;Everton, uniti per sempre</em></h2>
<p>Dixie era diventato l’Everton, per sempre, distribuendo goal e gioie ai suoi tifosi, anche a fronte di uno spirito pioneristico del calcio, dove il guadagno non era ancora il principale obiettivo e sponsorizzare una marca di sigarette, benché atleta, non era poi tanto indicibile.</p>
<p>A <strong>George Best</strong>, idolo delle folle calcistiche e genio e sregolatezza nel privato, rispose, lui che, all’Everton, guadagnava <strong>8 sterline a settimana d’inverno, 6 d’estate</strong>: <em>“When i was playing i couldn’t afford a pair of boots”.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2017/05/41TG96TEC4L._SX311_BO1204203200_.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3343" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2017/05/41TG96TEC4L._SX311_BO1204203200_-198x300.jpg" alt="41TG96TEC4L._SX311_BO1,204,203,200_" width="198" height="300" /></a></em></p>
<p>Dean lasciò l&#8217;Everton nel <strong>1938 con 383 reti segnate in 433</strong> partite: solo <strong>Arthur Rowley</strong> ha segnato più reti nella Football League e con <strong>310 reti in First Division Dean è terzo</strong> nella classifica dei cannonieri inglesi.</p>
<p>Oltre alle 60 reti in una sola stagione, Dean detiene un altro record: <strong>non è mai stato né ammonito né espulso</strong>.</p>
<p>Passò poi al<strong> Notts County</strong> e terminò la sua carriera in Irlanda, negli <strong>Sligo Rovers</strong>.</p>
<p>Con la nazionale inglese disputò <strong>16 partite segnando 18 reti</strong>.</p>
<h2><em>Il destino lo rende immortale.</em></h2>
<p>Il destino gli gioca ancora contro.</p>
<p>Nel Novembre del <strong>1976</strong> gli amputarono la gamba destra, proprio quella che gli aveva consentito di diventare leggenda, in seguito ad una trombosi.</p>
<p>Per forza di cose dovette limitarsi dal seguire dal vivo il suo Everton, nel suo stadio, il Goodison Park.</p>
<figure id="attachment_3344" style="width: 275px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2017/05/1977-Dixie-Dean-e-il-Subbuteo.jpg"><img class="size-full wp-image-3344" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2017/05/1977-Dixie-Dean-e-il-Subbuteo.jpg" alt="1977, Dixie Dean e il Subbuteo" width="275" height="184" /></a><figcaption class="wp-caption-text">1977, Dixie Dean e il Subbuteo</figcaption></figure>
<p>Fino al <strong>1 marzo del 1980</strong>, quel maledetto, o benedetto a seconda dei punti di vista, giorno del <strong>derby tra l’Everton e l’odiato rivale del Liverpool.</strong></p>
<p>Dixie è là, in tribuna, a cercare, con la sua presenza, di infondere il suo coraggio nella testa e nel cuore dei giocatori dell’Everton o il timore nelle gambe di quelli del Liverpool.</p>
<p>Non basterà. Il Liverpool vince 2-1 violando lo stadio di Dixie, e il nostro eroe, il cavaliere senza tempo, morirà lì, a Goodison Park, pochi istanti dopo il fischio finale.</p>
<p>Nemmeno il miglior romanziere avrebbe immaginato un finale così, nemmeno un bookmaker scafato avrebbe puntato su un epilogo che avrebbe così strettamente legato vita e morte, gioia e dolori, vittorie e sconfitte non solo di un eroe della palla rotonda, ma di un intero popolo di tifosi e della loro squadra.</p>
<figure id="attachment_3345" style="width: 225px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2017/05/La-statua-di-Dixie-Dean.jpg"><img class="size-medium wp-image-3345" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2017/05/La-statua-di-Dixie-Dean-225x300.jpg" alt="La statua di Dixie Dean" width="225" height="300" /></a><figcaption class="wp-caption-text">La statua di Dixie Dean</figcaption></figure>
<p>Ricordate? Avevo assimilato Dixie a Lancillotto, celebre cavaliere della Tavola Rotonda.</p>
<p>Come Lancillotto muore pronunciando il nome della sua amata <strong>Ginevra</strong>, Dixie, quel giorno, ha la fortuna di morire nel suo stadio, guardando la sua squadra, la sua Ginevra, chiudendo i suoi occhi con quel colore, il blue, che tanto aveva amato.</p>
<p>La sconfitta, quella del derby, un semplice orpello fuori luogo ad una storia romantica.</p>
<p>Di calcio, di storia, di vita.</p>
<p><strong> Bill Shankly</strong>, il grande allenatore scozzese che plasmò il<strong> Liverpool campione</strong>, disse di lui, nel giorno del funerale “<em>Dixie was the greatest centre forward there will ever be. His record of goalscoring is the most amazing thing under the sun. He belongs in the company of the supremely great like Beethoven, Shakespeare and Rembrandt.</em>”</p>
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