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	<title>PensoLibero.it &#187; Sabra</title>
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		<title>16-19 settembre 1982 : il massacro di Sabra e Chatila</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2015 21:25:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Almanacco]]></category>
		<category><![CDATA[La Storia dimenticata]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>tratto da http://nuke.alkemia.com/MedioOriente/LastoriadiSabraeChatila/tabid/756/Default.aspx Alle 5 di sera di giovedì 16 settembre, i miliziani libanesi penetrano nei campi di Sabra e Chatila ed iniziano la mattanza. Dopo la prima “eliminazione mirata” effettuata dal corpo speciale israeliano, sui camion militari dell’esercito israeliano vengono trasportati i miliziani della seconda ondata di assassini, composta dai libanesi dell’Esercito del Sud &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2015/09/17/16-19-settembre-1982-il-massacro-di-sabra-e-chatila/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">16-19 settembre 1982 : il massacro di Sabra e Chatila</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>tratto da <a href="http://nuke.alkemia.com/MedioOriente/LastoriadiSabraeChatila/tabid/756/Default.aspx" target="_blank">http://nuke.alkemia.com/MedioOriente/LastoriadiSabraeChatila/tabid/756/Default.aspx</a></p>
<p><span class="DNNAligncenter"><strong><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Alle 5 di sera di giovedì 16 settembre, i miliziani libanesi penetrano nei campi di Sabra e Chatila ed iniziano la mattanza.</span></strong><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Dopo la prima “eliminazione mirata” effettuata dal corpo speciale israeliano, sui camion militari dell’esercito israeliano vengono trasportati i miliziani della <strong>seconda ondata di assassini, composta dai libanesi dell’Esercito del Sud del Libano. </strong></span></span><span id="more-1458"></span></p>
<p><span class="DNNAligncenter"><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Solo dopo il ritorno di questa squadra, nei vicoli e tra le case di Sabra e Chatila, per completare il massacro, scendono in campo gli <strong>assassini di Elias Hobeika, responsabile dei servizi speciali libanesi. Saranno essi a compiere le maggiori atrocità.</strong></span><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><strong>Il massacro è quindi il risultato dell’alleanza tra Israele ed i Falangisti libanesi.</strong> Alleanza dimostrata dal fatto che, nella notte tra giovedì e venerdì, la <strong>BBC </strong>diede la notizia che la tv israeliana aveva diffuso la voce che truppe falangiste avrebbero compiuto “epurazioni” nei campi palestinesi. Il quotidiano di Tel Aviv <strong>“Haaretz” </strong>scriveva che il ministro della Difesa aveva informato il Governo della sua decisione di autorizzare l’ingresso delle Falangi libanesi nei due campi.<strong> L‘esercito israeliano fornì ai suoi alleati tutto il supporto necessario, dai bulldozer, alle mappe, ai fari degli elicotteri che illuminavano a giorno i campi. </strong></span><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;">La caccia cominciò quindi nella notte tra il <strong>16 ed il 17 settembre.</strong> Palestinesi, siriani, libanesi subirono lo stesso destino. Cumuli di carte d’identità libanesi accanto alle vittime fanno capire l’inutile tentativo di riuscire a sfuggire  alla morte. I soldati all’interno dei campi iniziarono subito le esecuzioni di massa ed ebbero 36 ore di tempo per trucidare bambini, donne ed anziani.</span><br />
<em><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">All’inizio il massacro compiuto dai miliziani libanesi avviene nel silenzio, usando coltelli, accette,pugnali. Sventrando, sgozzando, decapitando, violentando i corpi vivi delle vittime. </span><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Paralizzata dalla paura la gente dei campi resta chiusa in casa, nascondendosi. </span></em><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><em>Dopo i primi spari, il massacro prosegue ancora più feroce. Nelle vie del campo, distrutto dagli esplosivi, si accumulano i corpi dei bambini sgozzati o impalati, aggrovigliati ai ventri delle madri. Teste e gambe e braccia tagliate con l’accetta, cadaveri fatti a pezzi. Corpi di donne impudicamente discinte per le ripetute violenze e poi decapitate. Uomini abbattuti e poi castrati. File di uomini fucilati. Cumuli di cadaveri ammassati in discariche o in fosse comuni.</em> <em>Camion carichi di cadaveri e camion di uomini in procinto di divenire cadaveri. Il rastrellamento avviene casa per casa perché nessuno possa sfuggire. Il tutto sotto l’occhio vigile dei soldati e ufficiali israeliani che dall’alto della terrazza dell’ambasciata del Kuwait seguono, con i binocoli, le violenze disumane che non ebrei stanno compiendo su altri non ebrei. </em></span><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Dal Gaza Hospital vengono fatti evacuare i medici ed il personale straniero.</span><br />
</span><span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><strong>Venerdì 17 settembre </strong>la notizia del massacro comincia a circolare e sconvolge il mondo intero.  <strong>Giunge la condanna internazionale. </strong>Le Forze Libanesi ora hanno fretta, devono finire il lavoro commissionato dai vertici israeliani, per cui sparano su tutto ciò che si muove. Altri reparti rastrellano i quartieri di Sabra e di Fakhani, ammassando centinaia di prigionieri. Molti di questi ostaggi sono spariti nel nulla, solo più tardi vengono trovati nelle fosse comuni. </span><br />
<!--more--><!--more--></p>
<p><span class="DNNAligncenter"> <span style="font-family: Verdana; font-size: small;">All’alba di <strong>sabato 18 settembre</strong> i miliziani falangisti si ritirano, lasciando dietro di sé un numero imprecisato di morti.</span><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Quando i giornalisti stranieri e la Croce Rossa  entrarono nei campi il giorno dopo, provarono solo orrore. Sembrava di vivere in un incubo: donne che urlavano sui corpi dei loro cari, che vagavano tra i vicoli, bambini che piangevano in mezzo ai corpi mutilati, corpi che cominciavano a gonfiarsi sotto il sole. Molti di loro piansero, altri, semplicemente vomitarono.</span><br />
<strong><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Il numero totale delle vittime assassinate e di quelle scomparse nel nulla è di circa 3.000. </span></strong><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Secondo i testimoni il massacro è stato compiuto da 1.500 uomini che parlavano il dialetto di Beirut ed indossavano le uniformi delle Forze Libanesi.</span><br />
</span></p>
<div align="center"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><br />
</span></div>
<p><span id="dnn_ctr3219_ContentPane" class="DNNAligncenter"><span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><strong>Il 19 settembre</strong> parlando alla radio per il capodanno ebraico, <strong>Ariel Sharon </strong>dichiarò che i suoi uomini sarebbero restati a lungo a Beirut, almeno fino a quando l’esercito libanese sarebbe stato in grado di prendere il controllo, prima però, dovevano  bonificare le aree in cui si trovavano i palestinesi.</span><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Le testate giornalistiche internazionali trattarono l’argomento solo per pochi giorni. In breve tempo, i mezzi di comunicazione si impegnarono per <strong>riciclare l’immagine disonorata d’Israele, trasformandola in quella “pietosa” della vittima ingiustamente infangata!</strong></span><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;"><strong>Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il 25 settembre condanna i massacri israeliani, ma gli USA votano contro. </strong>Il parlamento israeliano il 22 settembre decise di non formare una commissione ufficiale d’inchiesta. Il contingente multinazionale di pace il 26 settembre tornò a Beirut, nuovamente sollecitato ad intervenire per svolgere la funzione di interposizione.</span><br />
<strong><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Ancora oggi, nessuno ha mai pagato per questo crimine.</span></strong><br />
<span style="font-family: Verdana; font-size: small;">Il 31 dicembre 1983, il <strong>Presidente Pertini </strong>dopo essere stato sui luoghi del massacro, rilasciò questa dichiarazione:</span><br />
<em><span style="font-family: Verdana; font-size: small;">“Io sono stato nel Libano. Ho visto i cimiteri di Sabra e Chatila. E’ una cosa che angoscia vedere questo cimitero dove sono sepolte le vittime di quell’orrendo massacro. Il responsabile dell’orrendo massacro è ancora al governo in Israele. E quasi va baldanzoso di questo massacro compiuto. E’ un responsabile cui dovrebbe essere dato il bando dalla società” </span></em></span></p>
<p>tratto da <a href="http://nuke.alkemia.com/MedioOriente/LastoriadiSabraeChatila/tabid/756/Default.aspx" target="_blank">http://nuke.alkemia.com/MedioOriente/LastoriadiSabraeChatila/tabid/756/Default.aspx</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it/2015/09/17/16-19-settembre-1982-il-massacro-di-sabra-e-chatila/">16-19 settembre 1982 : il massacro di Sabra e Chatila</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it">PensoLibero.it</a>.</p>
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