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	<title>PensoLibero.it &#187; Robin Friday</title>
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		<title>Robin Friday, un talento sconosciuto</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2016 23:01:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Passione Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Robin Friday]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>“The greatest footballer you never saw.” Il più grande calciatore che non vedrete mai. S’intitola così un libro scritto dall’ex bassista degli Oasis Paul McGuigan e da Paolo Hewitt ed è interamente dedicato a Robin Friday. Lo so, nessuno o pochi di voi lo avranno sentito nominare, e devo ammettere che anch&#8217;io mi sono imbattuto &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2016/12/11/robin-friday-un-talento-sconosciuto/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Robin Friday, un talento sconosciuto</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h3><em><strong>“The greatest footballer you never saw.”</strong></em></h3>
<p>Il più grande calciatore che non vedrete mai.<br />
S’intitola così un libro scritto dall’ex bassista degli <strong>Oasis Paul McGuigan e da Paolo Hewitt</strong> ed è interamente dedicato a<strong> Robin Friday</strong>.<span id="more-2961"></span></p>
<figure id="attachment_2962" style="width: 184px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/12/Il-libro-su-Robin-Friday.jpg"><img class="size-full wp-image-2962" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/12/Il-libro-su-Robin-Friday.jpg" alt="Il libro su Robin Friday" width="184" height="274" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Il libro su Robin Friday</figcaption></figure>
<p>Lo so, nessuno o pochi di voi lo avranno sentito nominare, e devo ammettere che anch&#8217;io mi sono imbattuto in lui per caso.</p>
<p>Ma la  sua storia è un qualcosa di impensabile. Sembra uscita da un copione di film (che pure pare in cantiere, con Sam Claflin nei suoi panni)ma invece è tremendamente reale, fino all’ultimo eccesso, fino all&#8217;ultimo dribbling,all’ultima droga provata,all&#8217;ultimo goal segnato, fino all’ultima sua bravata.</p>
<p>Tanto da farlo votare, da <strong>France Football</strong>, come <em>il giocatore piu cattivo mai esistito</em>.</p>
<p>Eppure, pur non calcando i grandi palcoscenici, in Inghilterra lo ricordano come fuoriclasse assoluto!</p>
<h3><em><strong>Sesso e droga. E Rock’n roll, in campo</strong></em></h3>
<p>Robin Friday nacque ad <strong>Acton</strong>, un quartiere problematico nella periferia ad ovest di Londra dimostrando subito di avere un grandissimo talento quando da bambino riusciva a palleggiare con qualsiasi cosa, dalla gomma per cancellare alle arance.</p>
<p>Entrò nelle giovanili del<strong> Crystal Palace,</strong> poi in quelle del <strong>QPR</strong> e infine in quelle nel <strong>Chelsea</strong>, ma era fuori dal campo che riusciva a dare il “meglio” di sé: <strong>furti, spaccio, scippi,</strong> le prime <strong>droghe minori</strong>, in un continuo tragitto casa-prigione e viceversa.</p>
<p>A <strong>16 anni</strong>, arrestato mentre stava rubando un’autoradio, viene condannato ad  un anno di <strong>riformatorio</strong>.</p>
<p>Il direttore del riformatorio lo prende a simpatia, capendo le problematiche di quel giovane particolare ma anche il suo grande talento.</p>
<p>E decide di dargli una possibilità. Robin ottenne così il permesso di potersi allenare con le giovanili del <strong>Reading</strong> per tre pomeriggi alla settimana e poi rientrare in cella a dormire.</p>
<p>Nei suoi allenamenti dimostrò di essere un calciatore di un’altra categoria: finte, dribbling, tunnel, gol (tantissimi) e assist nonostante sia, e lo resterà, <strong>un individualista</strong>.</p>
<p>Deride i compagni di squadra, li schernisce, il suo unico schema è quello illustrato da <strong><a href="http://zonacesarini.net/2015/09/06/helmut-duckadam-steaua-bucarest/"> </a><a href="http://zonacesarini.net/2015/09/06/helmut-duckadam-steaua-bucarest/">Pelè nel film “Fuga Per La Vittoria</a>”</strong> : palla a lui e li dribbla tutti!</p>
<p>Tornato libero, incontra due donne: la prima è la droga, che da allora chiama <em><strong>La Signora</strong></em>, e la seconda una giovane ragazza di colore di nome <strong>Maxine</strong>.</p>
<p>Robin se ne innamorò e, dopo averla messa incinta, i due si sposarono fregandosene dei pregiudizi razziali del tempo. Il piccolissimo dettaglio era che Robin aveva<strong> 17 anni</strong> ed era disoccupato.</p>
<p>Trova una squadra,  il <strong>Walthamston Avenue</strong>, squadra semiprofessionista, che gli offre un premio partita e un lavoro come asfaltatore e con quello, per un po’ di tempo maniente moglie e figlio.</p>
<figure id="attachment_2963" style="width: 191px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/12/Robin-Friday-e-la-prima-moglie-Maxine.jpg"><img class="wp-image-2963 size-full" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/12/Robin-Friday-e-la-prima-moglie-Maxine.jpg" alt="Robin Friday e la prima moglie, Maxine" width="191" height="264" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Robin Friday e la prima moglie, Maxine</figcaption></figure>
<p>Nonostante l’utilizzo di dorghe e liquori a profusione e altri vizi, e con lui stesso che non faceva niente per nasconderli, <strong>in campo continua a regalare magie</strong> e a segnare valanghe di gol.</p>
<h3><em><strong>&#8220;Dov&#8217;è Robin?&#8221;, &#8220;Non rompermi  piu&#8217; i coglioni!&#8221;<br />
</strong></em></h3>
<p>Passa, nel <strong>1971</strong>, all’<strong>Hayes</strong>, che gli offre di piu’.</p>
<p>Robin continua a seminare avversari, segnare gol, e ingurgitare veleni di ogni tipo.</p>
<p>Dopo uno di questi “sballi”<strong>salì su un tetto</strong> e, inciampando, cadde da un altezza di  almeno cinque metri, colpendo in pieno un palo che <strong>gli perfora una natica </strong>e per poco non gli trapassa i polmoni.</p>
<p>Incominciano 4 lunghi mesi di convalescenza e finalmente arriva il giorno del rientro in campo.<br />
L’allenatore ha deciso di schierarlo dal primo minuto.<br />
Ma Robin ha deciso altrimenti: lo trovano in un pub accanto allo stadio dove fu trovato a bere <strong>e a parlare con un posacenere.</strong></p>
<p>Lo portano di forza in campo, e lui, strafatto di solo Dio sa cosa, cammina per il campo come un morto vivente.<br />
I giocatori avversari lo deridono, i compagni lo ignorano.<br />
Ma all’<strong>80°</strong> succede che il pallone gli capita, per caso fra i piedi.<br />
Lui fa quello che gli riesce meglio, oltre a rovinarsi.<br />
Calcia al volo dal limite dell’area e segna.<br />
<strong>L’Hayes vince 1-0!</strong></p>
<figure id="attachment_2964" style="width: 272px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/12/Robin-Friday.jpg"><img class="size-full wp-image-2964" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/12/Robin-Friday.jpg" alt="Robin Friday" width="272" height="185" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Robin Friday</figcaption></figure>
<p>Tifosi in delirio, compagni che lo vogliono abbracciare, ma lui si dirige verso l’allenatore e gli urla in faccia <em><strong>“</strong>La prossima volta vedi di non rompermi i coglioni!”</em></p>
<h3><strong><em>Al Reading</em> </strong></h3>
<p>Di lui si innamora l’allenatore del<strong> Reading</strong>, <strong>Charlie Hurley</strong>, e contro tutto e tutti, decide di dare una possibilità a <strong>quel centravanti capellone dalle folte basette.</strong></p>
<p>E’ il <strong>1974</strong>.</p>
<p>Firma il primo contratto da semiprofessionista, continuando a lavorare. L’ impatto con la nuova realtà non fu dei migliori.</p>
<p>Non ci mette molto a farsi conoscere e lo fa alla sua maniera:  Il primo giorno, Robin <strong>chiede ad un dirigente della squadra in quale posto può trovare  &#8220;roba migliore&#8221; !</strong>.</p>
<p>Il Reading non naviga in buone acque e Robin è aggregato solo alla squadra riserve.<br />
Charlie Hurley, come ultima speranza, decide di sfruttare il talento di quel matto scriteriato.<br />
Mancano 14 partite.<br />
Robin lo ripaga con un calcio da favola e gol incredibili, diventando ben presto l’idolo dei tifosi e il Reading si salva.</p>
<figure id="attachment_2965" style="width: 701px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/12/Greatest_goal_ever_ROBIN_FRIDAY.jpg"><img class="wp-image-2965" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/12/Greatest_goal_ever_ROBIN_FRIDAY-1024x450.jpg" alt="What the papers said: Evening Post 1st April 1976." width="701" height="308" /></a><figcaption class="wp-caption-text">What the papers said: Evening Post 1st April 1976.</figcaption></figure>
<p>La stagione ’74/’75 lo vide andare a segno per ben 18 volte vincendo<strong> il premio di giocatore dell’anno</strong>, ma fu la stagione successiva che lo consacrò definitivamente. 22 gol tra cui uno splendido<strong>: </strong><strong>Friday controlla con il petto e calcia in rovesciata da fermo senza guardare la porta alle sue spalle.</strong></p>
<p>A fine partita l’arbitro si complimentò dicendogli che era il gol più bello che avesse mai visto.</p>
<p><em>“Ah sì</em> – rispose Robin – <em>dovresti venire a vedermi più spesso”</em>.</p>
<p>Grazie alle sue magie, il Reading fu promosso in <em>3rd Division</em>. Robin festeggiò la promozione <strong>baciando un poliziotto</strong>.</p>
<p><em>“Era l’unico serio in tutto lo stadio. Però mi sono pentito subito di averlo baciato. Io odio i poliziotti!”</em>.</p>
<figure id="attachment_2966" style="width: 800px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/12/Robin-che-bacia-il-poliziotto-per-festeggiar-ela-promozione.jpg"><img class="wp-image-2966 size-full" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/12/Robin-che-bacia-il-poliziotto-per-festeggiar-ela-promozione.jpg" alt="Robin che bacia il poliziotto per festeggiare la promozione" width="800" height="470" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Robin che bacia il poliziotto per festeggiare la promozione</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<h3><em><strong>Il confronto con George Best, altro dannato del calcio</strong></em></h3>
<p>Se <strong>George Best</strong>, grandissimo del calcio,  era considerato il quinto Beatle, lui viene considerato il sesto, senza ombra di dubbio.</p>
<p>In comune hanno tre cose: l’essere britannici, la follia nella vita e la fantasia nel calcio.</p>
<p>Per qualcuno Robin era addirittura migliore dell’immenso George.</p>
<p><strong>Bill Shankly</strong>, allenatore del <strong>Liverpool </strong>dal 1959 al 1974 e iniziatore del ciclo più vittorioso della storia della squadra inglese, disse &#8220;<em>Robin Friday inizia dove finisce George Best&#8221;</em></p>
<h3><em><strong>Il cigno e l’elefante</strong></em></h3>
<p>Il Reading sapeva di avere in casa un autentico fenomeno, ma completamente  ingestibile.</p>
<p>Ah già, dimenticavo! Robin ha un altro grandissimo difetto: <strong>non vuole che qualcuno gli dica cosa deve o non deve fare !</strong></p>
<p>E lui continua ad accoppiare miracoli in campo e sregolatezze fuori.</p>
<p><strong>Sheffield United e Arsenal</strong> chiesero delle informazioni su di lui senza però presentare un’offerta concreta, probabilmente sconvolti dalle follie extracalcistiche di Robin.</p>
<p>Una sera gli venne in mente, in una discoteca, ubriaco fradicio, di inventare <em>The Elephant</em>: facile per lui  come segnare un gol!</p>
<p>Tirò in fuori le <strong>tasche dell’impermeabile</strong>, tirò fuori il <strong>pene</strong> ed ecco che, con un po’ di fantasia, potete  vedere la testa di un elefante!<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/12/robinf.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2973" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/12/robinf-300x289.jpg" alt="robinf" width="300" height="289" /></a></p>
<p>Un&#8217; altra volta, al ritorno da una  trasferta Robin fece fermare il pullman della squadra vicino ad un cimitero. Rubò delle decorazioni ad una tomba e le sistemò intorno al suo presidente che stava dormendo!</p>
<p>Se <strong>Gigi Meroni</strong>  camminava con la <strong>gallina</strong>, lui si presentò <strong>con un cigno al guinzaglio</strong>.</p>
<p>Durante una partita vide uno spettatore che stava bevendo del <strong>whisky.</strong> Gli venne naturale chiedergli un sorso, raggiungendolo in curva.</p>
<p>Una  altra volta chiese al pubblico il risultato della partita che stava giocando.</p>
<p>Contro il <strong>Mansfield</strong> dopo essere stato sostituito entrò nello spogliatoio avversario,<strong> si abbassò i pantaloncini e defecò nel mezzo della stanza</strong>.</p>
<p>Robin, intanto, si era persino sposato per la seconda volta.</p>
<p>Il matrimonio fu qualcosa di epico: prima della cerimonia fu beccato fuori dalla chiesa a<strong> rollarsi una canna</strong>.</p>
<p>Il rinfresco finì in rissa con gli invitati che, totalmente ubriachi, prima spaccarono tutto e poi, prima di andarsene, rubarono parte dei regali di nozze tra cui svariati chili di marijuana.</p>
<h3><strong><em>L&#8217;epilogo a Cardiff</em><br />
</strong></h3>
<p>Le pazzie erano troppe anche per Charlie Hurley, l’unico che lo aveva sempre difeso e per cui Robin, in fondo, nutriva qualcosa di molto simile al rispetto, .</p>
<p>Alla fine fu ceduto al  <strong>Cardiff City</strong>, squadra di <em>2nd Division</em>, che era convinta di rimettere il ragazzo sulla retta via.<br />
Illusi!</p>
<p>Non era ancora arrivato in Galles, che fu  arrestato perché beccato in treno senza biglietto.<br />
La cosa non lo sconvolse, anzi, gli fece balonare un&#8217;altra delle sue folli idee! .<br />
<strong>Ogni giorno andava agli allenamenti in treno fingendosi il controllore</strong> chiedendo ai passeggeri di fargli vedere il biglietto obliterato finendo per intascarsene due, uno per l’andata e uno per il ritorno.</p>
<figure id="attachment_2976" style="width: 300px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/12/Robin-Friday-firma-per-il-cardiff1.jpg"><img class="size-medium wp-image-2976" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/12/Robin-Friday-firma-per-il-cardiff1-300x215.jpg" alt="Robin Friday firma per il cardiff" width="300" height="215" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Robin Friday firma per il cardiff</figcaption></figure>
<p>Il suo esordio avvenne contro il Fulham del mitico <strong>Bobby Moore</strong>, il football per eccellenza, l’immortale capitano dell’<strong>Inghilterra al Mondiale ’66.</strong></p>
<p>Robin Friday era così felice di affrontarlo, e strafatto con ben sedici pinte di birra, che prima segnò una doppietta e poi <strong>gli strizzò i testicoli</strong> !</p>
<p>Ma gli mancava casa sua, i pusher che conosceva a menadito, i pub che non aspettavano che lui per svuotare le cantine.<br />
E così l’esperienza al Cardiff non fu eccezionale</p>
<p>Saltava diversi allenamenti, ad ogni partita riusciva sempre a scatenare almeno un paio di risse con gli avversari e a volte anche con i compagni, <strong>venne trovato nudo e svenuto negli hotel</strong> dove la squadra andava in ritiro e più volte ed era oramai diventato il miglior cliente dei pub gallesi.</p>
<p>Nonostante questo arriva il momento della storia che lo consegnerà per sempre alla leggenda.<br />
<strong>E’ 16 aprile 1977.</strong></p>
<p>Il Cardiff in piena zona retrocessione affrontava in casa il <strong>Luton Town</strong> che viceversa era nelle zone alte della classifica.</p>
<p>Robin, in una delle sue classiche giornate no, fu lanciato in profondità da un compagno e si scontrò fortuitamente contro il portiere avversario <strong>Milija Aleksic</strong>.<br />
Friday, stranamente, per il tipo che era, allungò la mano per chiedere scusa, ma Aleksic rifiutò la stretta e fece ripartire il gioco.</p>
<figure id="attachment_2967" style="width: 321px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/12/Robin-segna-ad-Aleksic-e-gli-fa-il-segno-della-V.jpg"><img class="wp-image-2967" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/12/Robin-segna-ad-Aleksic-e-gli-fa-il-segno-della-V.jpg" alt="Robin segna ad Aleksic e gli fa il segno della V" width="321" height="257" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Robin segna ad Aleksic e gli fa il segno della V</figcaption></figure>
<p>Mai svegliare il can che dorme!</p>
<p>La scintilla si accende in Robin. Come un dio greco furioso decide di scendere dall’Olimpo della sua vita dissoluta e scendere nei più umani terreni di gioco calcistici.</p>
<p>Rincorre il difensore , riprende il pallone, ne salta un altro e si ritrovò a tu per tu col portiere. Dribbling secco, Aleksic col sedere per terra e gol a porta vuota.</p>
<p>Nel festeggiare, <strong>Robin mostrò allo sconsolato Aleksic le due dita a V</strong>, simbolo che nei paesi anglosassoni indica un bel  <em>vaffanculo</em>.</p>
<p>Quel momento fu immortalato dai fotografi e la foto fece il giro del mondo. Diventò addirittura la copertina di un singolo dei <em>Super Furry Animals</em>, gruppo rock gallese, intitolato<strong><em> The Man Don’t Give a Fuck</em></strong>.</p>
<figure id="attachment_2968" style="width: 525px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/12/La-copertina-del-disco-dei-Super-Furry-Animals.jpg"><img class="wp-image-2968" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/12/La-copertina-del-disco-dei-Super-Furry-Animals.jpg" alt="La copertina del disco dei Super Furry Animals" width="525" height="523" /></a><figcaption class="wp-caption-text">La copertina del disco dei Super Furry Animals</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Cardiff si salvò, ma la stagione successiva iniziò nel peggiore dei modi per Friday che si ammalò di un misteriosissimo virus.</p>
<p>Perse una quindicina di chili e restò lontano dal campo per i primi tre mesi.</p>
<p>La partita del rientro fu una trasferta a Brighton.</p>
<p>E come per tutti gli esordi o i ritorni in campo, Robin decise di lasciare il marchio anche in quella partita.</p>
<p>Lo marcava un rude difensore, quel <strong>Mark Lawrenson</strong> (che farà un ottima carriera al Liverpool vincendo tutto), stopper alla vecchia maniera, che non toglieva mai la gamba nei contrasti con entrate al limite del codice penale.</p>
<p>Dopo essere stato malmenato per tutta la partita, Robin, frustrato ed incazzato, approfittò dell’ennesima scivolata assassina di Lawrenson per colpirlo con un calcio in bocca.</p>
<p>Espulso, naturalmente!</p>
<figure id="attachment_2969" style="width: 300px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/12/Larbitro-espelle-Friday.jpg"><img class="size-medium wp-image-2969" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/12/Larbitro-espelle-Friday-300x215.jpg" alt="L'arbitro espelle Friday" width="300" height="215" /></a><figcaption class="wp-caption-text">L&#8217;arbitro espelle Friday</figcaption></figure>
<p>Uscìto dal campo, la sua follia si espresse in  un <em>déja-vu</em>: si diresse verso lo spogliatoio del Brighton e proprio come fece contro il Mansfield si abbassò i pantaloncini e <strong>defecò</strong> nella borsa di Lawrenson</p>
<h3> <em><strong>Il ritiro e la fine</strong></em></h3>
<p>A fine stagione, mentre stava divorziando anche dalla seconda moglie che gli aveva dato un secondo figlio, Robin Friday annunciò il proprio<strong> ritiro a soli 25 anni</strong> perché stanco di quel mondo pieno di gente che gli diceva cosa doveva fare.</p>
<p>Detto da uno che non li aveva mai ascoltati, è comico!</p>
<p>Tornò ad Acton, e ricominciò a lavorare come asfaltatore.<br />
Non gli dispiaceva, anzi!<br />
Finalmente poteva bere quanto voleva, drogarsi quanto voleva e andare a prostitute quanto voleva. Era “padrone” della sua vita più che mai.</p>
<p>E dei suoi casini.<br />
Si sposò per la terza volta e dopo tre anni divorziò ancora.</p>
<p>Andò a vivere in una casa popolare e <strong>fu arrestato perché travestito da poliziotto</strong> sequestrò a degli spacciatori un’ingente somma di droga per poterla poi consumare in privato.</p>
<p>Sostenne un provino con il Bradford però al momento di firmare il contratto si tirò indietro e non se ne fece di nulla.</p>
<p>Fu cercato anche dal Reading dopo una raccolta di firme da parte dei tifosi per riportarlo in squadra.</p>
<p>Ad un allenatore, che si presentò a casa sua per vedere le sue condizioni, alla domanda di quanti anni aveva, Robin gli rispose <em>“Ho la metà dei tuoi anni, ma ho vissuto il doppio di te.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/12/RFC-1-3.jpg"><img class="aligncenter wp-image-2970 size-full" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/12/RFC-1-3.jpg" alt="RFC-1-3" width="875" height="603" /></a></em></p>
<p><strong>Il 22 Dicembre del 1990</strong>, <strong>a soli  38 anni il suo corpo fu trovato</strong> senza vita in un solitario appartamento nella sua Acton.</p>
<p>Arresto cardiaco dovuto ad un <strong>overdose</strong>.</p>
<p><em>La Signora</em>, l’unica donna che gli rimasta sempre vicino<em>,</em> aveva deciso di portarlo via con sé.</p>
<h3><em><strong>Un talento sprecato</strong></em></h3>
<p>Questo era Robin Friday.</p>
<p>Un calciatore diventato leggenda pur giocando soltanto per cinque stagioni, non avendo mai vinto un trofeo e non giocando neppure un minuto in <em>First Division,</em> conosciuta oggi come <a href="http://zonacesarini.net/2015/02/10/premier-che-non-vedremo-mai/">Premier League</a>.</p>
<p>Un record, in fin dei conti.</p>
<p>Robin è rimasto nei ricordi dei suoi tifosi  perché sarà per sempre quel ragazzo che giocava senza parastinchi per proteggersi dai falli degli avversari, che segnava  gol sensazionali, come quando contro l’<strong>Exeter</strong> si beve l’intera difesa da solo prima di segnare con un rasoterra imparabile.</p>
<p>Era, soprattutto, quel ragazzo, un pò matto, molto folle, che non mollava mai, che ogni volta che veniva steso dagli avversari si rialzava più forte di prima,come contro il <strong>Lincoln</strong>, rientrando in campo ancora più determinato e segnando le due reti della vittoria, la dove altri avrebbero mollato per paura di rimetterci una gamba.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/12/index.jpg"><img class="aligncenter wp-image-2971 size-full" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/12/index.jpg" alt="index" width="284" height="177" /></a></p>
<p>Un calciatore che non è diventato grande soltanto perché non ha mai voluto esserlo, preferendo vivere la sua vita così come la voleva, piena di eccessi fuori e dentro il campo.</p>
<p>Dopo tutto lui sapeva di esserlo, grande.</p>
<p>E la sua grandezza, per lui, era racchiusa tutta in questa frase:</p>
<p><em>“Sul campo odio tutti gli avversari.</em><br />
<em>Non mi importa niente di nessuno.</em><br />
<em>La gente pensa che sono pazzo, lunatico.</em><br />
<em>Io sono un vincente.”</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it/2016/12/11/robin-friday-un-talento-sconosciuto/">Robin Friday, un talento sconosciuto</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it">PensoLibero.it</a>.</p>
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