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	<title>PensoLibero.it &#187; Maurizio Montesi</title>
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		<title>MAURIZIO MONTESI, LA “ZECCA” DEL CALCIO</title>
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		<pubDate>Sun, 31 May 2020 23:18:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Passione Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Montesi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>MISSING IN SOCCER «Io sono nato tra i casermoni della bassa borghesia, sono figlio della spaventosa speculazione edilizia di Roma, mio padre è impiegato al Ministero della Marina, mia madre è casalinga, ho due sorelle. La strada mi ha insegnato più dei libri, quando posso continuo a frequentare Piazza Giovane Italia, il quartiere delle Vittorie.». &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2020/06/01/maurizio-montesi-la-zecca-del-calcio/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">MAURIZIO MONTESI, LA “ZECCA” DEL CALCIO</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: medium;"><b>MISSING IN SOCCER</b></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">«</span><em><span style="font-size: medium;">Io sono nato tra i casermoni della bassa borghesia, sono figlio della spaventosa speculazione edilizia di Roma</span></em><span style="font-size: medium;">, </span><em><span style="font-size: medium;">mio padre è impiegato al Ministero della Marina, mia madre è casalinga, ho due sorelle. La strada mi ha insegnato più dei libri, quando posso continuo a frequentare Piazza Giovane Italia, il quartiere delle Vittorie.</span></em><span style="font-size: medium;">». </span><span id="more-4458"></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Questa è la storia di un calciatore “scomparso”, vittima della damnatio memoriae, per il suo pensiero, di un antieroe in un mondo, quello del calcio, spesso chiuso a riccio su se stesso, omertoso e anche vendicativo.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Di Maurizio Montesi rimangono, negli annali del calcio, poche presenze nell&#8217;Album Panini che, mai come in questo caso, da semplice svago adolescenziale, diventa memoria storica.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Maurizio Montesi inizia a giocare a calcio nelle giovanili della Lazio, con le quale si laurea Campione d&#8217;Italia Primavera fino ad arrivare in prima squadra senza esordire.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Giocare in quella Lazio non è facile, forse perché piena zeppa di giocatori dal carattere duro, tosto, cosa che ha permesso loro in appena tre anni di passare dalla serie B al titolo di Campione d&#8217;Italia.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">E&#8217; la Lazio dei Wilson e Martini, dei Re Cecconi e dei Garlaschelli.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Non c&#8217;è più un leader come Giorgio Chinaglia, ci sono giovani virgulti come Giordano e Manfredonia.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">E Maurizio Montesi, in quell&#8217;ambiente, è una mosca bianca, la macchia di sporco sull&#8217;abito della domenica, l&#8217;eccezione alla regola, la pecora nera.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Lui, il “compagno” Montesi, è quello che viene politicamente definita una “zecca” negli anni di piombo di Roma.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">E Maurizio, con quei capelli arruffati, i baffi e la barba incolta, il viso scuro su un fisico minuto, centrocampista di quantità più che di qualità dai polmoni d&#8217;acciaio, paradossalmente sembra più un terrorista che un pensatore di sinistra.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Perché lui, Maurizio, è un uomo di estrema sinistra in una squadra con una evidente politicizzazione verso l&#8217;estrema destra.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Una squadra, a detta sua, ««</span><em><span style="font-size: medium;">dove per far carriera bisognava essere di destra ed essere ciecamente obbedienti a Wilson che distribuiva premi, punizioni, onori e cariche interne a sua discrezione. Dalla Lazio mi mandarono via perché la pensavo a modo mio</span></em><span style="font-size: medium;">». </span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><b>LOTTA CONTINUA AD AVELLINO</b></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">E il disagio lui lo sente tutto, così da capire che quell&#8217;ambiente non è per lui, seppur vi è cresciuto.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Così se ne va ad Avellino, prima in serie B e poi in serie A.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Accetta il trasferimento lontano da casa purché non pretendano da lui che porti la divisa sociale, purché non gli rompano le scatole e non lo trattino da pecora nera com’è stato nella Lazio.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Non concede interviste pre partita il sabato nei ritiri, se non al giornale Lotta Continua, e utilizza il tempo libero per far propaganda con i suoi compagni di ultra sinistra.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Rifiuta cene ufficiali e atteggiamenti da vip come gli autografi, meglio un atteggiamento da contestatore, come lo iniziano a chiamare, di quelli che aiutano i disoccupati o chi cerca di reinserirsi nella società dopo la galera.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">«</span><em><span style="font-size: medium;">Non perdere tempo, pensa alle scuole e agli ospedali. Non vedete come siete ridotti qui in Irpinia?</span></em><em><span style="font-size: medium;">» </span></em><span style="font-size: medium;">a chi gli chiede una foto o una firma su un taccuino.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">In campo, però, da tutto il fritto e contribuisce a portare l&#8217; Avellino in A.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Maurizio è un rivoluzionario che spesso si ritrova in fuorigioco nella vita, al di là della linea e degli schemi.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">E, nonostante due buoni campionati con i lupi irpini, deve fuggire dopo l&#8217;ennesima intervista a Lotta Continua dove definisce dirigenti, compagni di squadra e tifosi del club irpino:</span></p>
<p><em><span style="font-size: medium;">«</span></em><em><span style="font-size: medium;">completamente stronzi perché invece di pensare alle riforme importanti, alle case, agli ospedali, a fronteggiare la disoccupazione, vanno alla partita a fare i tifosi più o meno incompetenti o faziosi…</span></em><em><span style="font-size: medium;">». </span></em></p>
<p><span style="font-size: medium;">Non si ferma qui, li chiama collusi con la mafia, parla di scarafaggi presenti negli ospedali, insomma sciorina verità che non si possono narrare e che, nel migliore dei casi, come unica gratificazione ti fanno guadagnare qualche timido striscione sugli spalti del Partenio del tipo “Hasta Montesi, siempre!”.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Apriti cielo, l&#8217;unica cosa da fare è tornare a Roma, da quella Lazio che stavolta sembra accoglierlo, nonostante la politicizzazione a destra, nonostante Wilson, nonostante Maurizio Montesi.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><b>JE T&#8217;ACCUSE</b></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Perché forse Maurizio non è un&#8217;anima candida come fu più tardi definito uno come Damiano Tommasi, ma di certo è uno che ha un codice etico, difende il suo pensiero nella forma anche al di là della sostanza.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">E&#8217; tra i pochi che non vuol giocare quel maledetto derby tra Lazio e Roma che poco prima aveva visto la morte del tifoso Vincenzo Paparelli, colpito in pieno petto da un razzo esploso dalla curva giallorossa.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Vi viene costretto ma è un rospo troppo grande da tenere in gola. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Così qualche giorno dopo si concede un intervista a Panorama dove denuncia i rapporti tra club e tifo estremo delle curve, i biglietti gratuiti e i viaggi pagati a fronte di minacce subite.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Punta il dito contro i presidenti, rei di dirigersi verso un calcio fatto più di business che di passione.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Insomma, “molti nemici, molti onori” sembra essere coniata per lui!</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">E quindi non stupisce che il 6 gennaio 1980, la domenica che vede in campo Milan e Lazio, una delle partite più “chiacchierate” dello scandalo scommesse, lui decide di tirarsi fuori, di non scendere in campo, accusando un infortunio che ai più sembra una scusa.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Qualcuno forse vuol fargliela pagare, forse il capitano Pino Wilson, forse tutta la squadra, forse anche gli avversari.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Fatto sta che il 24 febbraio un intervento del cagliaritano Bellini gli procura la frattura di tibia e perone.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Casualità? Predestinazione? Intervento scientifico? Fatto sta che ora il “contestatore” è fuori gioco, fuori dalle palle.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Così pensano, ma non conoscono Maurizio Montesi che stavolta concede le sue riflessioni a un giovanissimo giornalista, uno di quelli che negli anni futuri si farà apprezzare per le sue inchieste, sportive e non: Oliviero Beha.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Beha fa semplicemente quello che non fa nessuno dei suoi compagni di squadra alla Lazio: va a trovare il brutto anatroccolo, la polvere sull&#8217;abito, la “zecca” all&#8217;ospedale.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">E Maurizio, vuoi per riconoscenza, vuoi per solitudine, vuoi perché i rospi in gola proprio non riesce a digerirli, fa una cosa semplice:parla , parla , parla, di quello che nessuno vorrebbe ascoltare, di quello che tutti sanno ma tutti negano.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Parla di partite truccate da dirigenti e calciatori, parla di scommesse, di un fiume di denaro che sporca la passione di milioni di italiani.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Lo fa in modo fragoroso, un modo che non lascia adito a dubbi.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Quell&#8217;intervista la replica dinanzi ai giudici dai quali è chiamato, scende nei dettagli della melma che permea, sotterranea, il mondo luccicante del calcio.</span></p>
<p><em><span style="font-size: medium;">«</span></em><em><span style="font-size: medium;"><i>La sera del 5-1-1980, all’hotel Jolly di Milano, ci eravamo già ritirati in camera. Il mio compagno Avagliano dormiva o comunque sonnecchiava, e io guardavo un film alla televisione, quando si affacciò alla porta della camera Wilson e mi fece cenno di uscire fuori. Si svolse un breve colloquio in corridoio; Wilson innanzitutto fece un discorso generico sulla difficoltà della partita dell’indomani, sull’arbitraggio che si prevedeva favorevole al Milan e poi propose, poiché la nostra sconfitta era probabile, che la si favorisse e parlò di un compenso in denaro che per me doveva essere intorno ai 6-7.000.000 di lire. lo rimasi sconvolto. Era la prima volta che mi veniva fatta una proposta del genere. Dissi che non ci stavo e me ne tornai in camera; Wilson da parte sua disse che non se ne faceva niente. La mattina dopo, da cenni, sguardi e mezze parole di Wilson ebbi la sensazione che la decisione di falsare l’incontro non era stata affatto revocata. E decisi allora di non giocare.»</i></span></em></p>
<p><span style="font-size: medium;">Le sue, e quelle di altri, dichiarazioni mandano società in serie B, Lazio e Milan, altre vengono penalizzate.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Giocatori come Albertosi sono radiati, altri cancellati per due o più anni dagli almanacchi calcistici, come i suoi compagni di squadra Cacciatori, Zucchini,Wilson, Giordano e Manfredonia.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Lui stesso si becca una squalifica di 4 mesi per omessa denuncia.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Maurizio Montesi però non passa per un eroe, anzi lui è l&#8217;antieroe per eccellenza.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Così, pur ristabilito dall&#8217;infortunio non trova più posto, se non per una decina di partite (dove fa a tempo però a d&#8217;infortunarsi nuovamente. Casualità? Fato? Premeditazione? Vallo a sapere) nella Lazio retrocessa, nonostante il fatto che uno della sua tempra in serie B farebbe comodo, eccome.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Non bastasse questa specie di mobbing, deve girare armato perché subisce minacce in continuazione, persino allenarsi diventa un inferno poiché dalle tribune gli viene tirato addosso di tutto.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Alla scadenza del contratto con la Lazio non trova uno straccio di squadra che punti su di lui, meglio quindi lasciare un mondo che forse non è stato mai veramente il suo.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Da contestatore è passato a traditore, spione e questo, in un mondo omertoso come il calcio, non si perdona.</span></p>
<p><em><span style="font-size: medium;"><b>L&#8217;ULTIMO MONTESI</b></span></em></p>
<p><span style="font-size: medium;">Maurizio scompare completamente dai radar, la sua damnatio memoriae è simile a quella che subì nella storia (fatti i dovuti distinguo) il faraone Akhenaton, riscoperto solo alla fine del XIX secolo.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Forse l&#8217;ha cercata lui più che subirla.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Forse ha capito la lezione che, se “il delitto non paga”, l&#8217;onestà morale e la coerenza sono ancora da meno.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">E forse tener la schiena diritta non sempre serve, tanto vale saltar la barricata.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">E così del calciatore scomparso, del grande accusatore, del contestatore, si sente riparlare solo agli inizi degli anni &#8217;90, e non in maniera edificante.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Viene arrestato per un traffico di hashish e il 2 febbraio del 1994 viene condannato a quattro anni di reclusione per violazione della legge sugli stupefacenti, insieme al suo complice Giuseppe Biancucci, un tipetto dai trascorsi non tranquilli.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Infatti il suo nome venne accostato durante gli Anni di Piombo alla colonna romana delle Brigate rosse e già aveva conosciuto il carcere nel 1979 , per associazione sovversiva e banda armata.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Scontata la pena, Maurizio Montesi esce dal carcere e di lui si perde nuovamente ogni traccia. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Probabilmente ha lasciato l&#8217;Italia, chi dice che sia in Francia, chi dice che sia in Asia.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Di certo è uno che il 26 luglio, il giorno del suo compleanno, non riceve tanti auguri dai suoi ex colleghi o tifosi e men che mai troverà un archeologo calcistico capace di riportarlo alla luce.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Certe verità, certi personaggi, se scomodi, meglio che rimangano sepolti.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Hasta Montesi, siempre!</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">«<i>Un&#8217;emozione una paura che anche la paura più grande/ Può svanire se trovi la </i><i>forza </i><i>di difendere il tuo pensiero»</i><br />
(Non è una canzone &#8211; Fabrizio Moro) </span></p>
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