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	<title>PensoLibero.it &#187; Malagò</title>
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		<title>La buona Italia</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Sep 2016 11:30:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>La buona Italia In questi giorni il dibattito pubblico si sta dividendo sull&#8217;importanza o meno di fare le Olimpiadi a Roma il 2024. Il no della Virginia  Raggi, del M5S, se da un lato ha entusiasmato chi ha scelto questo movimento per cambiare qualcosa in questo strano paese, dall&#8217;altro lato ha  aperto il livore di &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2016/09/25/la-buona-italia/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">La buona Italia</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h2>La buona Italia</h2>
<p>In questi giorni il dibattito pubblico si sta dividendo sull&#8217;importanza o meno di fare le <strong>Olimpiadi a Roma il 2024.</strong></p>
<p>Il no della <strong>Virgini</strong>a  <strong>Raggi</strong>, del <strong>M5S</strong>, se da un lato ha entusiasmato chi ha scelto questo movimento per cambiare qualcosa in questo strano paese, dall&#8217;altro lato ha  aperto il livore di chi professa di un occasione mancata, che fosse la volta buona di dimostrare di saperle fare le cose e per bene.<span id="more-2577"></span></p>
<p>Ma le occasioni, in passato, di fare bene i compitini le abbiamo avute e sistematicamente fallite.<br />
Perchè dovremmo riuscirci ora? Cosa è cambiato nel clima politico, sociale di quest&#8217;Italia?</p>
<p>Potremmo citare i vari terremotati delle varie epoche che ancora abitano nei container, potremmo citare la spesa assurda,decuplicata rispetto ad altri paesi, per la TAV.</p>
<p>Potremmo citare le strade che vanno in pezzi, le scuole che crollano e gli ospedali che si crepano. O l&#8217;Italia intera che si allaga e fa morti ad ogni precipitazione appena un pò piu copiosa.</p>
<p>Potremmo parlare dell&#8217;<strong>Expo</strong> di Milano dove per gli appalti ora si scoprono infiltrazioni mafiose a dispetto della presenza di supercommissari come <strong>Sala e Cantone</strong>.</p>
<figure id="attachment_2578" style="width: 300px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/09/Sala-e-Matteo-Renzi-a-quando-i-conti-dellEXPO.jpg"><img class="size-medium wp-image-2578" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/09/Sala-e-Matteo-Renzi-a-quando-i-conti-dellEXPO-300x151.jpg" alt="Sala e Matteo Renzi a quando i conti dell'EXPO" width="300" height="151" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Sala e Matteo Renzi : a quando i conti dell&#8217;EXPO?</figcaption></figure>
<p>Con tal metodo,  non basterebbe un articolo ma occorrerebbe un libro dalle dimensioni della <strong>Bibbia</strong>.</p>
<p>Limitiamoci quindi a qualche caso eclatante e dei giorni nostri, e, a proposito di Bibbia, incominciamo con quello che ha già delle affinità con essa.</p>
<h2>Il Mose</h2>
<p>Come il famoso condottiero che portò gli ebrei fuori dall&#8217;Egitto, doveva dividere le acque e salvare <strong>Venezia</strong>. Per ora ha diviso solo l&#8217;opinione pubblica e affossato i conti pubblici.</p>
<p>Da quattro mesi sono in corso le sperimentazioni sulle barriere del Mose, la grande opera condita da tangenti multimilionarie che dovrebbe salvare la città dall’acqua alta.</p>
<p>Finora tutto, o quasi, è andato storto. A fine maggio ha fatto cilecca un collaudo alla bocca di porto di <strong>Lido Nord­Treporti.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/09/una-paratia-del-Mose.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2579" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/09/una-paratia-del-Mose.jpg" alt="una paratia del Mose" width="280" height="180" /></a></strong></p>
<p><strong>I detriti, il fango e le cozze</strong> hanno bloccato due paratoie. La scena si è poi ripetuta a settembre. La diga mobile che deve fermare le alte maree si è alzata, ma non è poi tornata sul fondo.</p>
<p>Tra chi ha guidato le manovre per la realizzazione c’è <strong>Luigi Zanda</strong>, l’attuale capogruppo <strong>Pd al Senato.</strong></p>
<p><strong> Cacciari,</strong> allora <strong>sindaco di Venezia</strong>, non voleva questo progetto, più costoso di altri e meno sperimentato, ma persino nel suo partito, il PD,  non lo stavano a sentire.</p>
<p><strong>Giancarlo Galan</strong>, all’epoca presidente del Veneto, anzi lo prendeva per il culo .</p>
<p>Vani sono poi stati pure i suoi appelli all’attuale premier Matteo Renzi perché, una volta esploso lo scandalo mazzette, qualcuno si mettesse a riflettere almeno sulla manutenzione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Le vele di Calatrava</h2>
<p>La città dello Sport, ideata dall’architetto spagnolo <strong>Calatrava</strong>, a <strong>Tor Vergata.</strong></p>
<p>Per completare l’opera avveniristica, per la quale si sono spesi <strong>200 milioni di euro</strong>, per lasciarla poi incompiuta,  servirebbero altri <strong>426 milioni</strong>. Sei volte la stima fatta quando venne ideata.</p>
<p>Per il progetto iniziale, iniziato con la giunta <strong>Veltroni</strong>,  viene prevista una spesa di <strong>60 milioni</strong>, che subito però raddoppiano.</p>
<p>Anche perché nel frattempo Roma si è vista assegnare i <strong>mondiali di nuoto del 2009, con Malagò in pectore.</strong></p>
<figure id="attachment_2580" style="width: 276px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/09/Lo-scempio-a-Tor-Vergata.jpg"><img class="size-full wp-image-2580" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/09/Lo-scempio-a-Tor-Vergata.jpg" alt="Lo scempio a Tor Vergata" width="276" height="183" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Lo scempio a Tor Vergata</figcaption></figure>
<p>E i grandi eventi, gestiti da <strong>palazzo Chigi</strong> con un commissario ad hoc dal 2001,  vengono affidati alla <strong>Protezione Civile guidata da Guido Bertolaso.</strong></p>
<p>Ecco allora spuntare anche qui <strong>Angelo Balducci,</strong> l’ex provveditore delle opere pubbliche protagonista delle inchieste sulla Cricca.</p>
<p>La realizzazione dell’opera viene affidata al gruppo <strong>Caltagirone</strong>.</p>
<p>L’opera non viene terminata a tempo, le gare vengono spostate negli impianti del Foro Italico, ma qui c’è la genialata!</p>
<p>Perché non costruire  uno stadio da 15 mila posti per il basket, la pallavolo, il tennis e gli sport al coperto? Che prontamente viene messo in cantiere.</p>
<p>L’ idea è di utilizzarli per le Olimpiadi ma ci sono solo un paio di problemini da superare.</p>
<p>La mancanza di soldi per costruirli. Il secondo è che le Olimpiadi a Roma sono ancora nel mondo dei sogni: e quando arriva il governo di <strong>Mario Monti</strong> anche il sogno svanisce.</p>
<p>Ma si costruisce los tesso, abbandonando cattedrali nel deserto al degrado di oggi.</p>
<p>Un suicidio in piena regola</p>
<h2>Olimpiadi di Torino</h2>
<p><em>«A prescindere da come vengono organizzate, le Olimpiadi non sono mai il modo migliore per spendere denaro pubblico».</em></p>
<p>Queste parole sono state pronunciate da <strong>Marco Sampietro</strong>, ex manager <strong>Fiat e poi Pirelli</strong>, e che è stato il ministro delle Finanze del comitato organizzatore di <strong>Torino 2006.</strong></p>
<p>Oggi, abbandonato al degrado, regno di tossicomani e di senza tetto,  Il villaggio olimpico di Torino 2006 non è un posto dove andare di notte.</p>
<p>La pista olimpica del bob di <strong>Cesana</strong>  ha sempre fatto notizia per i costanti furti del rame dei cavi elettrici. Poi è finito anche quello. L’impianto nell’Alta Val di Susa costò <strong>140 milioni di euro</strong>. Oggi è il classico esempio di cattedrale nel deserto, seppur in alta quota.</p>
<figure id="attachment_2581" style="width: 300px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/09/slide_499230_6941590_free.jpg"><img class="size-medium wp-image-2581" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/09/slide_499230_6941590_free-300x200.jpg" alt="A view of the disused ski jump from the Sarajevo 1984 Winter Olympics on Mount Igman, near Sarajevo September 19, 2013. Abandoned and left to crumble into oblivion, most of the 1984 Winter Olympic venues in Bosnia's capital Sarajevo have been reduced to rubble by neglect as much as the 1990s conflict that tore apart the former Yugoslavia. The bobsleigh and luge track at Mount Trebevic, the Mount Igman ski jumping course and accompanying objects are now decomposing into obscurity. The bobsleigh and luge track, which was also used for World Cup competitions after the Olympics, became a Bosnian-Serb artillery stronghold during the war and is nowadays a target of frequent vandalism. The clock is now ticking towards the 2014 Winter Olympics, with October 29 marking 100 days to the opening of the Games in the Russian city of Sochi. Picture taken on September 19, 2013. REUTERS/Dado Ruvic (BOSNIA AND HERZEGOVINA - Tags: SOCIETY SPORT OLYMPICS SKIING)" width="300" height="200" /></a><figcaption class="wp-caption-text">A view of the disused ski jump from the Sarajevo 1984 Winter Olympics on Mount Igman, near Sarajevo September 19, 2013. Abandoned and left to crumble into oblivion, most of the 1984 Winter Olympic venues in Bosnia&#8217;s capital Sarajevo have been reduced to rubble by neglect as much as the 1990s conflict that tore apart the former Yugoslavia. The bobsleigh and luge track at Mount Trebevic, the Mount Igman ski jumping course and accompanying objects are now decomposing into obscurity. The bobsleigh and luge track, which was also used for World Cup competitions after the Olympics, became a Bosnian-Serb artillery stronghold during the war and is nowadays a target of frequent vandalism. The clock is now ticking towards the 2014 Winter Olympics, with October 29 marking 100 days to the opening of the Games in the Russian city of Sochi. Picture taken on September 19, 2013. REUTERS/Dado Ruvic (BOSNIA AND HERZEGOVINA &#8211; Tags: SOCIETY SPORT OLYMPICS SKIING)</figcaption></figure>
<p>Abbandonato come lo  <strong>ski jumping di Pragelato</strong>  e l’annesso albergo (insieme costati <strong>53 milioni di euro</strong> , e l<strong>’impianto olimpico del biathlon di Sansicario (6 milioni).</strong></p>
<p>L’arena dell’<strong>Oval</strong>, che ospitò le gare di pattinaggio, è diventata un capannone fieristico in dote alla società francese che gestisce gli eventi del Lingotto. Fino alla primavera del 2009 è stato utilizzato per manifestazioni di ogni genere. Nel 2011 ha ospitato il Salone del libro. Dopo, poco o nulla..</p>
<p>Torino 2006 costò circa<strong> 3,5 miliardi di euro</strong>. Il governo italiano stanziò 1,4 miliardi, Comune e Regione aggiunsero altri 600 milioni. Il resto arrivò da diritti televisivi, sponsor, marketing.</p>
<p>All’attivo, le società che hanno gestito il tutto, una somma inferiore ai 60 milioni di euro.</p>
<h2>Il Ponte di Messina</h2>
<p>Siamo così bravi da riuscire a spendere soldi anche senza creare niente.</p>
<p>Il classico esempio è il <strong>ponte sullo stretto di Messina</strong>, annunciato da <strong>150 anni</strong> e mai portato a termine.</p>
<p>Anzi , per la precisione mai incominciato!</p>
<p>Definito un cavallo di battaglia elettorale, e di sprechi, di <strong>Berlusconi</strong>, il suo erede naturale, tal <strong>Matteo Renzi</strong>,  se ne è appropriato.</p>
<p>Nel frattempo, senza porre pietre in terra, sono stati già spesi almeno <strong>250 milioni di euro</strong>.</p>
<p>Anche per pagare super manager come <strong>Pietro Ciucci</strong>, ex uomo <strong>ANAS</strong>, che, prima di andare in pensione dall&#8217;ente stradale, si licenzia e si risarcisce!</p>
<figure id="attachment_2582" style="width: 300px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/09/Pietro-Ciucci-e-il-Ponte-di-Messina.jpg"><img class="size-medium wp-image-2582" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2016/09/Pietro-Ciucci-e-il-Ponte-di-Messina-300x201.jpg" alt="Pietro Ciucci e il Ponte di Messina" width="300" height="201" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Pietro Ciucci e il Ponte di Messina</figcaption></figure>
<p>E se si torna indietro, dicendo <em>“scusate, ci siamo sbagliati”</em> ci sono penali da pagare per appalti già commissionati, senza avere però né i soldi ne i permessi.</p>
<p>250 milioni, per ora. Per uffici, stipendi di manager, progetti.  Per un fantasma.</p>
<h2>La buona Italia: una bufala!</h2>
<p>Questa è la buona Italia, quella alla quale dar fiducia.</p>
<p>Dove nomi, persone, personaggi e ditte, sono sempre le stesse.</p>
<p>Girano come avvoltoi intorno al cadavere, l&#8217;Italia, da spolpare sino all&#8217;ultimo pezzetto di carne.</p>
<p>Voraci, insaziabili.</p>
<p>E Roma 2024 doveva essere il loro prossimo banchetto</p>
<p>Ma qualcuno crede ancora che le cose si possano fare bene&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it/2016/09/25/la-buona-italia/">La buona Italia</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.pensolibero.it">PensoLibero.it</a>.</p>
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