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	<title>PensoLibero.it &#187; Jorge &#8220;Magico&#8221; Gonzalez</title>
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		<title>EL SALVADOR, STORIA DI UNA CENERENTOLA AI MONDIALI</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2020 21:55:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Passione Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[El Salvador]]></category>
		<category><![CDATA[Espana 82]]></category>
		<category><![CDATA[Jorge "Magico" Gonzalez]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>SOGNI E DESIDERI «I sogni son desideri di felicità/ nel sonno non hai pensieri/ ti esprimi con sincerità/ se hai fede chissà che un giorno/ la sorte non ti arriderà/ tu sogna e spera fermamente/ dimentica il presente e il sogno realtà diverrà» ( I sogni son desiderio- da Cenerentola di Walt Disney) Le storie &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2020/06/15/el-salvador-storia-di-una-cenerentola-ai-mondiali/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">EL SALVADOR, STORIA DI UNA CENERENTOLA AI MONDIALI</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>SOGNI E DESIDERI</b></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><i>«I sogni son desideri di felicità/ nel sonno non hai pensieri/ ti esprimi con sincerità/ se hai fede chissà che un giorno/ la sorte non ti arriderà/ tu sogna e spera fermamente/ dimentica il presente e il sogno realtà diverrà»</i> ( I sogni son desiderio- da Cenerentola di Walt Disney)</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Le storie dello sport si intrecciano spesso con la storia del mondo, a volte affiancandole, a volte dipingendo percorsi diversi.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Il calcio, nella sua forma di competizioni internazionali per nazionali, è equiparabile, per sentimenti mossi e emozioni regalate, allo spirito che, dall&#8217;antica Grecia ad oggi tramite le Olimpiadi, ha unito popoli e nazioni sotto il vessillo dello sport, superando barriere ideologiche, religiose e momenti di oscurantismo storico e tragedie per alcuni paesi.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">E&#8217; come se queste manifestazioni riescano, superando il momento storico, a fornire un barlume di luce in una eclissi sociale e morale, un alito di speranza in una tormenta di oppressione, una momento di gioia in periodi di lutti e guerre.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Ed è logico capire cosa rappresentino i mondiali di calcio, ancor più che per un grande paese come l&#8217;Argentina del 1978 sotto la dittatura sanguinaria di Videla, per altre nazioni, forse con meno appeal internazionale politico e calcistico, ma identico dolore sociale.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">E&#8217; così per Haiti nel 1974 , che partecipa al mondiale teutonico in un periodo storico che vede passare l&#8217;isola caraibica dalla dittatura di “ Papà Doc” Francois Duvalier e i suoi “<i>Tonton Macoutes”</i> (&#8220;gli uomini spettro&#8221;) a quella non meno efferata del figlio Jean Claude Duvalier, soprannominato &#8220;Baby Doc&#8221;.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Oppure, nello stesso anno e stessa manifestazione, per lo Zaire (oggi Repubblica Democratica del Congo) dove imperversava la feroce dittatura di Mobutu Sese Seko, il maresciallo-presidente esecutore di efferati crimini, al potere dello stato africano per oltre 30 anni. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Sarà così per l&#8217;Iran che partecipa, nel 1978 in Argentina, in piena Rivoluzione Iraniana, quella che vedrà poi nel 1979 lo scià Reza Pahlavi deposto e l&#8217;ascesa al potere dell&#8217; Ayatollah Khomeyni.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">E&#8217; così in fin dei conti per la stessa Argentina, organizzatrice dei mondiali del 1978, che solleva una Coppa del Mondo al Monumental di Buenos Aires mentre a poche centinaia di metri vengono torturati i prigionieri politici e le madri piangono le sorti di figli che sono scomparsi nel nulla.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Non è diversamente, nel 1982, per il piccolo paese centro americano de El Salvador, che partecipa ai mondiali in Spagna all&#8217;inizio di un periodo, dal 1980 al 1992, dove la nazione viene dilaniata da una guerra civile che porterà ad oltre 100.000 morti.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">I mondiali per questi paesi, e altri esempi se ne potrebbero aggiungere, sono piccole oasi di felicità per popoli stremati, momenti di apparente normalità in tempi di ordinaria follia.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Insomma, come recita la canzone, «<i>i sogni son desideri di felicità/</i> <i>tu sogna e spera fermamente/ dimentica il presente e il sogno realtà diverrà».</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b>LA CENERENTOLA ALLA FESTA NON ATTESA</b></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Così, siccome gli Dei del calcio sembrano non interessarsi della cialtroneria umana, e decidono spesso di ridisegnare la storia a loro piacimento, ecco che può capitare che una piccola nazione come El Salvador si trova ad affrontare, in una partita da dentro o fuori, il ben più temibile Messico di un allora giovane, ma già talento in forza all&#8217;Atletico Madrid, Hugo Sanchez.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Solo che ne El Salvador gioca un giocatore a tutti sconosciuto, ma che ben potrà essere poi inserito nella storia dei bravi e dannati del calcio mondiale, quel Jorge “Magico” Gonzalez, detto El mago, del quale parlo a parte.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Mancano dieci minuti alla fine e allo stadio di Tegugicalpa, in Messico, gli Dei, servendosi di un Mago, dipingono l&#8217;impensabile.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Jorge “Magico”Gonzalez ruba palla nella sua metà campo, salta un avversario, resiste all&#8217;arrivo di un secondo, s&#8217;invola verso l&#8217;area messicana dove entra dopo averne saltati un altro paio, sferra un tiro che il portiere messicano ribatte ma non trattiene, con lo sconosciuto Hernandez che ribatte in rete e regala il sogno mondiale alla piccola nazione centro americana.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">Il centrocampista del Salvador Miguel Diaz Arvelao racconterà di come come il Messico sottovalutò ampiamente la sua squadra, ritenendola una formazione di poco conto. </span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">Per i messicani fu un colpo tremendo al punto tale che, nella follia tutta umana,a causa della sconfitta, alcuni tifosi messicani giunsero addirittura al suicidio!</span></span> </span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">E che El Salvador fosse considerato poco più che alla stregua di una Cenerentola non invitata alla festa, lo dimostra il fatto che gli organizzatori del mondiale iberico sono talmente sicuri della qualificazione del paese di Quetzalcoatl e dei tuffi dalla scogliera di La Quebrada di Acapulco, che hanno già organizzato l&#8217;autobus con i colori nazionali personalizzati del Messico destinato al trasporto dall&#8217;aeroporto alla sede del ritiro.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Il Messico, in quel girone all&#8217;italiana a 6, non ne vince più, a El Salvador basta non perdere più.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Un intero paese, El Salvador naturalmente, è in festa.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">La gente dimentica la guerra civile e i morti e elegge come suoi nuovi eroi nazionali la stella “Magico” Gonzalez, il mago che rende possibile i sogni, il suo personale “Che “ nel portierino appena diciottenne Luis Ricardo Guevara Mora, oppure quel Quinteros dalla capigliatura alla Pam Grier in Coffy.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Comunque sia in quel manipolo di ragazzini e meno giovani dalla faccia da indio e in casacche blu come il cielo sopra le foreste del paese.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Che giocavano forse anche per quell&#8217;<span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">Oscar Romero, arcivescovo di San Salvador, uno di quelli che denunciava pubblicamente il dilagante terrore di Stato, e che un anno prima, a novembre del 1980, era stato assassinato dai sicari del regime mentre diceva messa.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">E non è retorica questa, perché il difensore Francisco Jovel ricorderà bene quei tempi dove «<i>Se qualcuno di noi arrivava in ritardo agli allenamenti, era poiché aveva dovuto assistere un ferito abbandonato lungo la strada» .</i>Oppure il centrocampista Alfaro spiegherà come gli scontri cessassero non appena loro scendevano in campo, e per tale motivo, vincendo, sentivano di poter fare un autentico regalo al popolo in un momento così difficile.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">LA ZUCCA CHE NON DIVENTERA&#8217; MAI CALESSE</span></span></b></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">E il popolo gli è riconoscente.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">Il paese è poverissimo, i giocatori sono poco più che dei dilettanti rispetto al resto del mondo.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">Così la nazione si auto tassa e permette di far partire i propri eroi alla volta della Spagna.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">Per economizzare si sceglie un volo a tappe che li fa arrivare nella penisola iberica solo 72 ore prima della loro partita inaugurale.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">La Federcalcio locale riduce da ventidue a venti il numero di calciatori, infilandoci però qualche amico e qualche amante dei dirigenti in più.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">Ad accoglierli un bus dipinto con i colori del Messico, bianco-rosso-verde, perché dopotutto Cenerentola non era minimamente attesa!</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">Brutto segno, quei colori, e lo capiranno a breve il perchè i nostri eori.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">Mancano i palloni per allenarsi, gli verranno prestati dagli ungheresi.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">La divisa è una sola, l&#8217;albergo è di infimo grado e vicino a un circolo di tiro al bersaglio, così che ogni mattina a quei ragazzi , che sembrano più turisti squattrinati che calciatori a un Mondiale di calcio, la sveglia è data da colpi di fucile che fa loro tanto ricordare l&#8217;orrore che hanno lasciato a casa.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">Un orrore che si ferma, così come si fermavano nel 1978 le torture all&#8217;Esma, </span></span><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">l’officina meccanica che distava appena seicento metri dallo stadio Monumental di Buenos Aires, quando El Salvador scende in campo per la sua prima partita a quel Mondiale ( non la prima assoluta, perché El Salvador ha già partecipato a quelli messicani del 1970-già, il Messico, per i soliti corsi e ricorsi del calcio), il 15 giugno del 1982.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">Siamo a Elche, l&#8217;avversario è quella Ungheria di Nylasi, Kiss e Fazekas, già troppa roba per i nostri simpatici eroi che si sono infilati in una festa senza invito.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">L&#8217;avversario ha quei stessi colori dell&#8217;autobus, bianco-rosso e verde, gli stessi colori del Messico.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">Ma non è il Messico o, quanto meno, la favola di Cenerentola, per El Salvador, termina qui.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">Il verdetto è impietoso: sono 10 goal subiti, la sconfitta, ad oggi, dal risultato più eclatante.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">Gli ungheresi, così tanto generosi nel prestare quei palloni per allenarsi, si dimostrano impietosi in campo.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">Così viene da sorridere quando si vede l&#8217;esultanza di un certo Luis Zapata, detto pomposamente “El Pelè” in patria, esultare al gol, il primo di El Salvador a un Mondiale, che fissa il risultato sul 1-5 in favore dei magiari.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><i><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">«Mi misi a correre e urlare, ero fuori di me dalla gioia perché quel gol era importantissimo per tutti i salvadoregni. Alcuni compagni mi vennero incontro dicendomi di stare zitto, di stare calmo per non far sì che gli ungheresi se la prendessero. Ma ormai era troppo tardi». </span></span></i></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">Già, e lo capirà bene lo stesso Zapata quando nei venti minuti successivi gli ungheresi infilano altre cinque volte la porta del portiere bambino Mora.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">Ma come, avranno pensato Nylasi e compagni, ti prestiamo i palloni, facciamo una tranquilla melina sul 5-0 e te per un golletto urli e corri come un pazzo, manco fossi Tardelli quasi un mese dopo, quasi a volerci prendere per il culo?</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">Nel disastro generale vengono fuori le storie più assurde come quella del portiere di riserva che si rifiuta di sostituire il ragazzino Mora che però non vuole uscire.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">Per la cronaca, quella maledetta partita tra El Salvador e Ungheria verrà rigiocata dagli stessi attori, oramai vecchie glorie, in campo ridotto, pancette aumentate e capelli bianchi, davanti a uno stadio gremito e un pubblico festante, nel 2007.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">Finirà 2-2, Zapata segnerà altri due gol, sorriderà felice come allora.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">Le partite con il Belgio (0-1) e l&#8217;Argentina del Pibe de Oro Maradona (0-2) servono solo in parte a cancellare l&#8217;onta di quella sconfitta.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">Tre sconfitte, 13 goal subiti, uno solo fatto, zero punti come nel 1970 e il poco invidiabile record di aver sul groppone la sconfitta più sonora subita a un mondiale contrapposta al portiere più giovane della storia degli stessi, questa l&#8217;avventura di Cenerentola che è partita in una zucca che non si è mai trasformata calesse.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">E la scarpetta non l&#8217;ha persa semplicemente perché forse non l&#8217;ha mai posseduta, come quelle divise da calcio mai arrivate dall&#8217;Adidas, e nessun principe, come quello del Kuwait allo stesso mondiale, a corrergli dietro.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">Anzi, ritorna a casa e trova la matrigna più incavolata che mai.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><b><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">UN MONDO SENZA EROI.</span></span></b></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">La matrigna in questione è quello stesso popolo che li aveva eletti a eroi, che si era tassato per mandarli in Spagna, che in quei venti calciatori vedeva un riscatto sociale ancora lontano a divenire, una speranza flebile che la storia si può e deve riscrivere.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">Che ne sanno, in un paese ammantato da anni nella violenza, della vergogna provata dai giocatori dopo quella maledetta giornata del 15 giugno 1982, di quei ragazzi che, scesi negli spogliatoi, dissimulavano le loro lacrime sotto il getto di una doccia, che maledivano ognuno di quei novanta minuti, rei di aver spazzato, senza pietà, quella gioia improvvisa, quel sogno diventato prima desiderio, poi realizzato in un percorso lungo un anno di gare e di cuori gettati oltre gli ostacoli.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">E che non ne sanno niente, di lacrime e vergogna, lo fanno capire ai nostri sventurati eroi già all&#8217;aeroporto dove, al ritorno, verranno loro rubati i bagagli.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">Un clima ostile li accompagna, sono additati a simbolo della vergogna nazionale, qualcuno li vorrebbe addirittura impiccare, alcuni di questi ragazzi dalla faccia di indio e dai capelli alla Pam Grier devono lasciare il calcio perché diventati dei “paria” del pallone.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">Altri come il giovanissimo portiere Mora, il “vero” colpevole secondo alcuni, addirittura vede restituirsi i dieci goal subiti al mondiale in 22 proiettili di mitra esplosi contro la sua auto.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">Altre volte dovrà parare calci e pugni.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><i><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">«Dopo la qualificazione i salvadoregni volevano farmi un monumento, dopo i Mondiali invece volevano costruirmi una tomba»</span></span></i></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">Fu così che Mora e compagni, coloro che giocavano per dare una gioia al loro popolo, capirono che gli eroi durano il tempo di una vittoria, ma non sopravvivono a una sconfitta.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #000000;"><span lang="it-IT">Nemmeno nelle favole.</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><i>«Signor Tentenna non è motivo di </i><i>vergogna</i><i><b>/ </b></i><i>il non saper centrare alcun bersaglio»</i><br />
(Signor Tentenna &#8211; Carmen Consoli<i>)</i></span></span></p>
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		<title>JORGE &#8220;MAGICO&#8221; GONZALEZ, IL MAGO DEL GOAL</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Jun 2020 10:32:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Passione Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Jorge "Magico" Gonzalez]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>SPECCHIO DELLE MIE BRAME. CHI E&#8217; IL PIU BRAVO DEL REAME? «Credo che sia migliore di me, appartiene a un’altra galassia» A pronunciare queste parole, nel lontano 1982, è il Pibe de Oro, al secolo Diego Armando Maradona. Universalmente, o quasi, riconosciuto come il miglior giocatore di calcio. O quanto meno alla pari di Pelè, &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2020/06/14/jorge-magico-gonzalez-il-mago-del-gol/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">JORGE &#8220;MAGICO&#8221; GONZALEZ, IL MAGO DEL GOAL</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<h1 class="western"><span style="font-size: medium;">SPECCHIO DELLE MIE BRAME. CHI E&#8217; IL PIU BRAVO DEL REAME?</span></h1>
<p><em><span style="font-size: medium;"><i>«Credo che sia migliore di me, appartiene a un’altra galassia»</i></span></em></p>
<p><span style="font-size: medium;">A pronunciare queste parole, nel lontano 1982, è il Pibe de Oro, al secolo Diego Armando Maradona.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Universalmente, o quasi, riconosciuto come il miglior giocatore di calcio.<br />
O quanto meno alla pari di Pelè, leggenda brasiliana, al quale vien spesso contrapposto.</span><span id="more-3248"></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Maradona non sta parlando però ne di Pelè, né di Cruiyff, Di Stefano, Zico, Platini e altre stelle del passato e di quel presente calcistico.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">No, Diego parla di un giocatore originario di El Salvador, il più piccolo, ma anche il più densamente popolato, stato del Centro America.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Il nome di questo fenomeno del quale il Pibe declama virtù ai più sconosciute?</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Jorge Alberto Barillas Gonzalez.</span></p>
<h2 class="western"><span style="font-size: medium;">JORGE ALBERTO BARILLAS GONZALEZ, OVVERO IL MAGO.</span></h2>
<p class="western"><span style="font-size: medium;">In El Salvador, dove è una istituzione, Jorge Alberto González Barillas, detto anche </span><em><span style="font-size: medium;">El Mago, comincia a farsi notare </span></em><span style="font-size: medium;">a 17 anni, acquistato dal </span><strong><span style="font-size: medium;">Club Deportivo FAS di Sant Ana</span></strong><span style="font-size: medium;">, con il quale vince due titoli nazionali consecutivi e una coppa campioni </span><strong><span style="font-size: medium;">CONCACAF</span></strong><span style="font-size: medium;">, trascinando al contempo la sua nazionale ad una storica qualificazione ai mondiali di </span><strong><span style="font-size: medium;">Spagna ’82</span></strong><span style="font-size: medium;">, quelli tanto cari a noi.</span></p>
<p class="western"><span style="font-size: medium;">La nazionale de El Salvador si qualificherà a sorpresa, per i mondiali 1982 in Spagna, stendendo il</span><span style="font-size: medium;"> Messico</span><span style="font-size: medium;"> del giovane fenomeno</span><span style="font-size: medium;"> Hugo Sanchez</span><span style="font-size: medium;">.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Il gol qualificazione lo segna un certo Hernández, ma in pratica lo ha fatto proprio </span><span style="font-size: medium;">Jorge Alberto González Barillas</span><span style="font-size: medium;">, seminando l’intera difesa messicana e mettendo il compagno in condizione di doverla appena spingere dentro.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">E, seppur il piccolo El Salvador va incontro a disfatte storiche (</span><strong><span style="font-size: medium;">1-10</span></strong><span style="font-size: medium;"> contro l’Ungheria), El Mago riesce ad attirare le attenzioni su di lui, giocando talmente bene da venire inserito, a fine torneo, nella </span><strong><span style="font-size: medium;">top 11 della manifestazione</span></strong><span style="font-size: medium;">!</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Niente male per uno che gioca in una nazionale che nemmeno era presa in considerazione dagli organizzatori del torneo.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Infatti, arrivati in Spagna con una colletta popolare che permise di pagare i biglietti aerei , trovarono la corriera che li avrebbe portati in ritiro,che però, era verde bianco e rossa, perché la FIFA aspettava il blasonato Messico di Hugo Sanchez!</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Al ritorno dalla Spagna, qualcuno, nel piccolo paese centro americano, svalvola maledettamente: i calciatori della nazionale, poco più che dilettanti con i canoni dell&#8217;epoca,al ritorno in patria vengono minacciati di morte, ripudiati dai loro club, umiliati pubblicamente per essere stati nient&#8217;altro che una Cenerentola.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Alcuni dirigenti proposero addirittura l’impiccagione nello stadio della capitale, mentre l’allora diciassettenne portiere Luis Guevara Mora, l’angelo custode delle qualificazioni, nonché bersaglio favorito della gogna popolare, uscì miracolosamente illeso da un attentato in cui gli crivellarono l’auto con mitra. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Nonostante ciò, in nazionale Magico Gonzalez segnerà 41 goal in 48 presenzel!</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Il suo soprannome fu coniato dal commentatore sportivo Rosalío Hernández Colorado che dopo una partita tra ANTEL e Club Deportivo Aguila terminata 3-1 lo definì </span><em><span style="font-size: medium;">el mago</span></em></p>
<h2 class="western"><em><span style="font-size: medium;">EL MAGO IN EUROPA: CHE LO SPETTACOLO COMINCI!</span></em></h2>
<p><span style="font-size: medium;">La </span><strong><span style="font-size: medium;">Fiorentina di Antognoni,</span></strong><span style="font-size: medium;"> la </span><strong><span style="font-size: medium;">Sampdoria</span></strong><span style="font-size: medium;"> fresca promossa in A, il </span><strong><span style="font-size: medium;">PSG</span></strong><span style="font-size: medium;"> e qualche squadra inglese cercano di accaparrarsi i suoi servigi.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Ma lui dimostra subito che oltre alle capacità funamboliche nel calcio, anche nella vita ordinaria dribbla ogni pensiero ad una velocità superiore anche a quella esplosa in campo.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Semplicemente non si presenta agli appuntamenti e finisce con l’accordarsi con la piccola squadra spagnola del </span><strong><span style="font-size: medium;">Cadice</span></strong><span style="font-size: medium;">.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Ci prova persino l&#8217;Atalanta, l&#8217;esito è racchiuso in un dialogo surreale ma che descrive perfettamente il nostro attore.</span></p>
<p><em><span style="font-size: medium;">«Si mangia pesce fritto a Bergamo?»</span></em><span style="font-size: medium;">, chiese al suo agente. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">«</span><em><span style="font-size: medium;">No Magico, al massimo qualche acciuga con la polenta»</span></em><span style="font-size: medium;">. </span></p>
<p><em><span style="font-size: medium;">«Allora rimango qui»</span></em><span style="font-size: medium;">. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Volete sapere il perché di questo comportamento?</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Semplice, è lui stesso a spiegarlo, ancora oggi.</span></p>
<p><em>“<span style="font-size: medium;"><i>Riconosco che non sono un santo, che mi piace la notte e che la voglia di sbronzarmi non me la toglie neanche mia madre. So che sono un irresponsabile e un pessimo professionista, e che probabilmente sto sprecando l’opportunità della mia vita. Lo so, però ho una “scemenza” nella testa: non mi piace considerare il calcio come un lavoro. Se lo facessi, non sarei più io. Io gioco solo per divertirmi”.</i></span></em></p>
<p><span style="font-size: medium;">Comunque l&#8217;El Salvador è dilaniato da una guerra civile dal 1980, i giocatori non percepiscono stipendi in un paese dove la povertà è in ogni angolo e Magico può, e deve, sfruttare quella opportunità che ha avuto nella vetrina dei Mondiali.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">L&#8217;importante è trovare una squadra a sua dimensione.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">E chi meglio della Spagna, per varie affinità.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Ma non al Real o al Barcellona, che pure lo cercano, ma nella bella Andalusia, terra di mille colori con il mare e le spiagge che si alternano a</span><span style="font-size: medium;"> paesaggi lunari con basse e brulle montagne.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Terra di chitarre e flamenco, belle donne e allegria, dove Cadice, di ciò, ne è capitale.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">E in Spagna si diverte lui e i tifosi del piccolo Cadice.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Un po’ meno i tifosi e i difensori avversari.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Il primo anno è monstre: 15 reti in 33 gare totali.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Tozzo, marchiato, dagli inconfondibili lineamenti da indio, non proprio un Adone, fa impazzire con tunnel, gol spettacolari, rabone, finte e altro il pubblico andaluso che subito lo rinomina “Magico”.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Colpi sempre spettacolari, mai fini a se stessi, il più famoso dei quali rimane quello della </span><span style="font-size: medium;"><i>“</i></span><em><span style="font-size: medium;"><i>culebra macheteada”</i></span></em><span style="font-size: medium;">, in cui invita l’avversario a farsi sotto per poi schivarlo come un torero fa con il toro tra gli applausi di approvazione del pubblico.</span></p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">Elastici, colpi di tacco</span></strong><span style="font-size: medium;">, cucchiai, dribbling in velocità, carezze con la suola, tunnel, sombreros e qualsiasi movimento con la palla un corpo umano possa concepire, sono le magie che ogni benedetta domenica mette in campo.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Magico Gonzalez però non è solo un teatrante da circo catapultato nel calcio, una foca ammaestrata si direbbe oggi, il tipico funambolo sud americano è molto di più: al di là dei numeri da illusionista c&#8217;è un giocatore a tutto tondo, capace, di avere una visione panoramica del gioco e delle linee di passaggio, un assist-man formidabile , con in dote una tecnica spaventosa.</span></p>
<p><em>“<span style="font-size: medium;"><i>A Cadice, durante un allenamento, lo sfidammo a fare 10 palleggi con un pacchetto di sigarette. Ne fece quasi 30» </i></span></em><em><span style="font-size: medium;">(Davíd Vidal, ex-allenatore del Cadice) </span></em></p>
<p><span style="font-size: medium;">E uno che se ne intende di magie, un certo Diego Armando Maradona, dirà di lui:</span></p>
<p><em><span style="font-size: medium;">«</span></em><em><span style="font-size: medium;">Provavamo a imitarlo ma era impossibile, era unico, uno dei migliori della storia»</span></em></p>
<p class="western"><span style="font-size: medium;">TUNNEL E DORMITE, GOAL E DONNE.</span><em><span style="font-size: medium;"><br />
</span></em><span style="font-size: medium;">A Cadice, come detto sopra , fa impazzire una città intera, che gli dedica una statua, lo coccola, aspettando il rito sacro domenicale dove il nostro Houdini del calcio non mancherà di stupire un pubblico felice e festante.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">A dire il vero fa impazzire anche i suoi dirigenti, in virtù di un comportamento non sempre da professionista.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Gli piace dormire, tanto da tardare agli allenamenti, e allora la società, per svegliarlo, gli manda una banda musicale.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Lui si alza e come se fosse la cosa più naturale del mondo risponde così:</span></p>
<p><em><span style="font-size: medium;"><i>«Sia chiaro: scendo dal letto soltanto perché è una bella musica, di mio gradimento».</i></span></em></p>
<p><span style="font-size: medium;">Gli piacciono le donne, l’alcol, le feste notturne, i locali con ogni tipo di vizi.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">E lui, oltre che Magico, è anche un re a Cadice.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Tutto gli viene perdonato, anzi si fa a gara per averlo ospite nei locali.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Dopotutto che puoi mai dire ad un giocatore che entra in campo il secondo tempo e, da solo, con due gol e due assist, ti fa vincere una partita che stai perdendo con il </span><strong><span style="font-size: medium;">Barcellona per 0-3</span></strong><span style="font-size: medium;">?</span></p>
<h2 class="western"><span style="font-size: medium;">NON SVEGLIATE IL CONDUCENTE, SE E&#8217; MAGICO GONZALEZ</span></h2>
<p><span style="font-size: medium;">Maggio 1983, il Cadice affronta i blaugrana nel torneo </span><em><span style="font-size: medium;">Ramón de la Carranza.</span></em></p>
<p><span style="font-size: medium;">Incomincia la partita , ma “Magico” non c’è.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Nessuno sa dove sia.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Il Cadice entra in campo e ne prende tre nel primo tempo, come è anche naturale che sia.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">E’ ben poca cosa senza il suo indio, paracadutato in Spagna da un piccolo paese centro americano dove mai ti immagineresti che possa nascere un talento simile.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Nell’intervallo della partita, però, accade qualcosa:Magico ha deciso di presentarsi allo stadio.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Ancora pieno di sonno, e forse di alcol, entra negli spogliatoi e l’allenatore decide di mandarlo in campo.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Il risultato è un incubo.<br />
Per il Barcellona, però.</span></p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">Due goal, due assist</span></strong> <span style="font-size: medium;">e una serie di giocate al limite del paranormale, il tutto davanti a sua maestà Diego Armando Maradona.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">La partita finisce</span><strong><span style="font-size: medium;"> 4-3</span></strong><span style="font-size: medium;"> per il Cadice, fra il tripudio di un pubblico che è convinto che il suo paradiso sia in quello stadio, e il suo Dio sia quell’indio al quale tutto va perdonato.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Perché anche la follia, a volte, è arte.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Il PSG lo cerca, ma lui lo dribbla come gli avversari sul campo.</span></p>
<p><em><span style="font-size: medium;"><i>«E che ci vado a fare a Parigi? È una città troppo grande, non conosco la lingua»</i></span></em></p>
<h2 class="western"><span style="font-size: medium;">TOURNEE IN USA, BIONDA NEL LETTO</span></h2>
<p><span style="font-size: medium;">Il Barcellona se lo porta a fare una tournee negli USA.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Vorrebbe acquistarlo, ma prima vuole provarne non tanto le doti tecniche, quelle indiscusse, ma i limiti caratteriali, che lo sono altrettanto.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Gonzalez gioca una serie di partite a fianco del mito argentino Maradona, a quello olandese Cruijff e ad altri campionissimi.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Li oscura tutti, il pubblico ha occhi solo per lui.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">E il Barcellona decide di acquistarlo, p</span><span style="font-size: medium;">revedendo una gran coppia con l’asso argentino.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Pare che Magico sia ok anche dal punto di vista caratteriale,in verità i dirigenti blaugrana hanno fatto però i conti senza il destino, che si rivela attraverso il suono di un allarme antincendio (che poi si rivelerà fasullo) che scatta nell’albergo che ospita i blaugrana.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Tutti i clienti, compresi giocatori del Barca, evacuano immediatamente l’albergo.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Tutti tranne uno. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Indovinate un po’ chi!</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Lo vanno a cercare e lo trovano, nella sua stanza, naturalmente a letto, meno naturalmente in compagnia di una procace bionda.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Alle rimostranze dei dirigenti lui fa spallucce.</span></p>
<p><em><span style="font-size: medium;"><i>«Non avevo ancora finito con lei».</i></span></em></p>
<p><span style="font-size: medium;">E’ troppo, anche per il club blaugrana, e così lo rispedisce a Cadice per la felicità del Magico, dei tifosi e delle tifose.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Un po’ meno per quella della dirigenza che già pregustava un ricco bottino per la sua cessione.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Forse, conoscendo la sua poca propensione per la vita da professionista, potremmo pensare che Magico l’abbia fatto appositamente per non lasciare la sua Andalusia, le chitarre, i colori e il flamenco, i paesaggi lunari e le spiagge.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Una città , Cadice, che ha il grande pregio, agli occhi di Magico, di aver istituzionalizzato la <i>siesta diurna</i></span></p>
<h2 class="western"><span style="font-size: medium;">EL MAGO OGGI, LA VITA COMA UNA CORSA IN TAXI</span></h2>
<p><span style="font-size: medium;">Lo cedono al Valladolid ma lui proprio non ci si trova e ritorna al Cadice dove rimane fino al 1991, in tempo per allungare la lunga scia di magie in campo e fuori, di goal e di donne, di rabone e dormite nel suo campo preferito, il letto.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">E mica sempre solo lì.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Non è leggenda quella volta che lo trovarono a dormire dentro un disco-club del centro, accovacciato all’interno della consolle del Dj, compromesso dall’alcol. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Niente di strano se solo si fosse capaci di entrare nella psicologia del personaggio:si era messo semplicemente d’accordo con il proprietario del locale, uno dei tanti che per lui non era un mistero, per dormire fra giradischi e sgabelli nel caso in cui non fosse stato in grado di raggiungere casa. </span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Fa ritorno in patria, mettendosi al servizio del Club Deportivo FAS, squadra di Santa Ana, la seconda città dello stato.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Giocherà fino al 1999, </span><strong><span style="font-size: medium;">ritirandosi infine a 41 anni suonati</span></strong><span style="font-size: medium;">.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Qualche anno dopo, nel 2006, il consiglio comunale di El Salvador approva una delibera secondo la quale lo stadio Flor Blanca di San Salvador </span><strong><span style="font-size: medium;">viene rinominato Estadio Nacional Jorge Mágico González.</span></strong></p>
<p><span style="font-size: medium;">Ma lui è El Mago, il Magico, e il suo repertorio di magie, e follie, non può finire di stupire.<br />
Così che, ancora oggi, se vi venisse voglia di fare turismo nel piccolo paese centro americano, potreste trovarvelo di fronte, diventare suoi clienti facendovi scorrazzare per le strade de El Salvador e facendovi raccontare la sua storia.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Infatti, terminato di dribblare gli avversari in campo, Gonzales dribbla il caotico traffico del suo paese.</span></p>
<p><strong><span style="font-size: medium;">Si è infatti iscritto ad una compagnia ed è diventato un tassista</span></strong><span style="font-size: medium;">.</span></p>
<p><span style="font-size: medium;"><i>«Al di là dei tradimenti degli uomini/È magia, è magia, è magia»</i></span><span style="font-size: medium;"><br />
(Rotolando verso sud &#8211; Negrita)</span></p>
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