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	<title>PensoLibero.it &#187; Jorge Carrascosa</title>
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		<title>Jorge Carrascosa,fuga dalla vittoria</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jan 2017 19:15:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Passione Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Jorge Carrascosa]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Alzi la mano chi ha sentito parlare di Jorge Carrascosa. Quando parliamo dei mondiali di Argentina del 1978, rammentiamo Mario Kempes, l&#8217;Olanda el calcio totale priva di Cruijff, la coppa alzata da Daniel Passarella, e persino la mancata convocazione di un giovanissimo Diego Armando Maradona. Pochi conoscono Jorge Carrascosa, chiamato &#8220;el lobo &#8220;, &#8221; il &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2017/01/15/jorge-carrascosafuga-dalla-vittoria/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Jorge Carrascosa,fuga dalla vittoria</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Alzi la mano chi ha sentito parlare di <strong>Jorge Carrascosa</strong>.</p>
<p>Quando parliamo dei mondiali di <strong>Argentina del 1978</strong>, rammentiamo <strong>Mario Kempe</strong>s, l&#8217;<strong>Olanda</strong> el calcio totale priva di <strong>Cruijff</strong>, la coppa alzata da <strong>Daniel Passarella</strong>, e persino la mancata convocazione di un giovanissimo <strong>Diego Armando Maradona</strong>.<br />
Pochi conoscono <strong>Jorge Carrascosa</strong>, chiamato <em>&#8220;el lobo &#8220;,</em> <em>&#8221; il lupo&#8221;</em>, e la sua storia.<br />
La quale è una di quelle che va raccontata.<br />
<span id="more-3137"></span></p>
<h3><em>Date!</em></h3>
<p><strong>24 Marzo 1976</strong>: il giorno del <strong>sanguinario golpe</strong> di <strong>Videla</strong> in Argentina.<br />
<strong>24 marzo 2016</strong>: il giorno della morte di <strong>Johan Cruijff,</strong> il poeta del calcio.</p>
<p>In mezzo a questi quarant’anni ,che separono queste due date, c’è lui, Jorge Carrascosa, terzino destro tutto grinta e anima dell’ Huracan.<br />
E capitano della “albiceleste”,la nazionale di calcio argentina, della quale vestirà per una trentina di volta i colori.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2017/01/carrascosa.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3138" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2017/01/carrascosa-251x300.jpg" alt="carrascosa" width="251" height="300" /></a></p>
<p>Un sottile filo, rosso come il sangue che verrà versato in quegli anni della dittatura argentina, unisce queste due date, e i loro protagonisti, Videla, Carrascosa e Cruijff.</p>
<p>Perché, leggenda vuole, che il mitico olandese non abbia partecipato ai mondiali in Argentina, nel 1978, proprio per protesta contro il regime sanguinario dei militari guidati da <strong>Jorge Rafael Videla</strong>, responsabile di crimini contro l&#8217;umanità, culminati con l’orrore dei <strong><em>“desaparecidos”</em></strong> e delle <em><strong>“morti volanti”</strong></em>.</p>
<p>Alla kermesse argentina, per identico motivo, non parteciperà nemmeno un altro protagonista della finale del mondiale precedente, <strong>Paul Breitner</strong>, detto il <em>“maoista”</em> per la sua fede politica, centrocampista capellone della <strong>Germania</strong> campione del mondo quattro anni prima.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2017/01/inside4.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3150" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2017/01/inside4-216x300.jpg" alt="inside4" width="216" height="300" /></a></p>
<p>E , soprattutto non parteciperà lui, Jorge Carrascosa, forse il meno conosciuto, ma colui che avrebbe dovuto alzare quella coppa, all’<strong>Estadio Monumental di Buenos Aires</strong>, davanti a più di 71 mila spettatori.</p>
<p>Lui, non <strong>Daniel Passerella</strong>, se per una volta l’uomo non si fosse anteposto al calciatore.</p>
<h3><em>I mondiali della vergogna</em></h3>
<p>Quelli in Argentina sono i Mondiali fortissimamente voluti dalla giunta militare di <strong>Videla, Massera, Agosti, Astiz</strong> e degli altri amici golpisti.<br />
E gentilmente la <strong>FIFA</strong> glieli aveva concessi.<br />
E bisogna anche vincerli, logico!<br />
Altrimenti a cosa sarebbero serviti?</p>
<figure id="attachment_3139" style="width: 300px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2017/01/Videla-insieme-al-comando-militare.jpg"><img class="size-medium wp-image-3139" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2017/01/Videla-insieme-al-comando-militare-300x188.jpg" alt="Videla e la giunta militare" width="300" height="188" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Videla e la giunta militare</figcaption></figure>
<p>Non si respira un aria salubre, nella terra delle <strong>pampas</strong>, in quei giorni.</p>
<p>Le mamme e le nonne dei desaparecidos si ritrovano in <strong>Plaza del Mayo</strong>, muniti di foto dei congiunti scomparsi, figli, nipoti, mariti, sorelle, fratelli.<br />
I militari, per intimidirle, assoldano anche gruppi di hooligans tra i tifosi più violenti dei barrios.</p>
<p>Protestano mentre i loro cari vengono catturati, torturati, e uccisi.<br />
Di notte, voli aerei scaricano dal cielo, sull’ Atlantico, il loro carico umano di prigionieri, dopo averli narcotizzati.<br />
Le chiameranno le <em><strong>“morti volanti”</strong></em>.</p>
<p>Bisogna apparire belli e vincenti.<br />
Interi quartieri malfamati della periferia di<strong> Baires</strong> vengono rasi al suolo e gli abitanti deportati nella provincia di <strong>Catamarca</strong>.<br />
A <strong>Rosario</strong>, lungo il viale principale, viene eretto un muro con immagini dipinte di case belle ed accoglienti per nascondere quelle vere, povere, fatiscenti e malsane.</p>
<p>Vengono arrestate più di <strong>200</strong> persone al giorno per evitare che parlino con i giornalisti stranieri.<br />
I giornali si censurano da soli.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2017/01/ArgentinaBoycott.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3145" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2017/01/ArgentinaBoycott-300x158.jpg" alt="ArgentinaBoycott" width="300" height="158" /></a></p>
<p>Il tutto in uno stato ipnotico di trepida attesa per l’evento pallonaro.<br />
L’<strong>Argentina</strong> di <strong>Cesar Luis Menotti</strong>, detto <em><strong>“el flaco”,</strong></em> arriverà, sospinta da tanta classe e da non pochi aiuti, come la <strong><em>“marmelada peruviana”</em></strong>, sino alla fine.</p>
<p>In quelle due ore della finale contro l’Olanda, si interrompono pure le torture all’<strong>Esma, la Scuola Meccanica dell’Esercito</strong> che distava un chilometro in linea d’aria dal terreno di gioco.</p>
<p>C’è tutto un paese in trepida attesa.<br />
Tutto tranne una persona, forse.<br />
<strong>Jorge Carrascosa.</strong></p>
<h3><em><strong>El Lobo Carrascosa<br />
</strong></em></h3>
<p>Jorge Carrascosa nasce a <strong>Valentin Alsina</strong> (Buenos Aires) il 15 agosto  del 1948.<br />
Incomincia a giocare nel <strong>Banfield</strong> dove esordisce in prima squadra a 19 anni.</p>
<p>Un paio di stagioni dopo arriva il trasferimento al <strong>Rosario Central</strong> con il quale “El Lobo”, “ il lupo”, così viene chiamato, vince il <strong>Campionato Nacional nel 1971.</strong></p>
<figure id="attachment_3140" style="width: 300px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2017/01/Carrascosa-con-lHuracan-campione-argentino.jpg"><img class="size-medium wp-image-3140" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2017/01/Carrascosa-con-lHuracan-campione-argentino-300x178.jpg" alt="Carrascosa con l'Huracan campione argentino" width="300" height="178" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Carrascosa con l&#8217;Huracan campione argentino</figcaption></figure>
<p>L’anno prima ha già esordito in Nazionale e il suo gioco ruvido ma tenace, di grande spessore agonistico e di capacità di grande concentrazione per tutti i 90 minuti ha già attirato l’attenzione dei tecnici della Nazionale argentina.</p>
<p>Nel 1973 Cesar Menotti lo porta all’<strong>Huracan</strong> e Carrascosa diventa pietra miliare di quella meravigliosa squadra che vince dando spettacolo il <strong>Metropolitano del 1973</strong>.</p>
<p>Con lui, in quella squadra ci sono fra gli altri il suo grande amico <strong>René Houseman, Carlos Babington, Miguel Angel Brindisi</strong> che con Carrascosa faranno parte della spedizione ai Mondiali di Germania del 1974.</p>
<figure id="attachment_3141" style="width: 300px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2017/01/Carrascosa-capitano-dellArgentina.jpg"><img class="size-medium wp-image-3141" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2017/01/Carrascosa-capitano-dellArgentina-300x229.jpg" alt="Carrascosa capitano dell'Argentina" width="300" height="229" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Carrascosa capitano dell&#8217;Argentina</figcaption></figure>
<p>E proprio di quella manifestazione, Carrascosa, non avrà un buon ricordo.<br />
Anni dopo, ammetterà che la federazione argentina pagò un premio in denaro alla Polonia, già qualificata, per rendere la vita dura all’Italia, nello stesso girone con Haiti, Polonia e Argentina per l’appunto.</p>
<p><em>&#8220;Questo non era più il mio calcio”</em> dirà Carrascosa diversi anni dopo in una delle sue rarissime interviste “<em>se un incentivo economico è lo stimolo per giocare meglio a questo meraviglioso sport vuol dire che c’è qualcosa che non va”.</em></p>
<h3><em>24 marzo 1976</em></h3>
<p>La Nazionale Argentina è impegnata in un tour all’estero e proprio quel giorno deve disputare una partita amichevole contro la nazionale polacca.<br />
Il suo capitano è Carrascosa.</p>
<p>Ma è in quel giorno che Videla prende il controllo del paese.<br />
C’è caos, nel ritiro dell’albiceleste, come in tutto il paese.<br />
Le voci che arrivano dalla Patria natia sono confuse e contraddittorie.<br />
C’è grande timore nei giocatori per le famiglie a casa.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2017/01/9c80f44edb80f5fc1d09d8a4582ba5d4.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3142" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2017/01/9c80f44edb80f5fc1d09d8a4582ba5d4-205x300.jpg" alt="9c80f44edb80f5fc1d09d8a4582ba5d4" width="205" height="300" /></a></p>
<p><strong>Carrascosa, Tarantini, Kempes</strong> e lo stesso selezionatore <strong>Menotti</strong>, sono uomini di sinistra, quindi apertamente contro il regime militare, potenziali sovversivi e oppositori al regime.</p>
<p>La squadra vorrebbe rientrare immediatamente in Argentina ma arriva una telefonata di Videla <em>“Voi pensate a giocare e a vincere. Anche questo è un segnale importante che dobbiamo dare al Paese”</em></p>
<p>Quella partita sarà l’unica trasmissione televisiva di quel giorno oltre ai continui comunicati della Giunta appena insediatasi.</p>
<p>E’ in quel momento che Carrascosa decide che se l’Argentina vuole alzare la coppa al cielo, dovrà farlo senza di lui.<br />
Tutto avrebbe sopportato, tranne l’infamia di dover ricevere il trofeo dalle mani di un assassino come Videla.</p>
<figure id="attachment_3148" style="width: 300px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2017/01/Passerella-riceve-la-coppa-dalle-mani-di-Videla.jpg"><img class="size-medium wp-image-3148" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2017/01/Passerella-riceve-la-coppa-dalle-mani-di-Videla-300x182.jpg" alt="Passerella riceve la coppa dalle mani di Videla" width="300" height="182" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Passerella riceve la coppa dalle mani di Videla</figcaption></figure>
<h3><em>Il gran rifiuto</em></h3>
<p>Menotti lo vorrebbe convocare, naturalmente, e crede di convincerlo con queste parole<em> “Lobo, sei il mio capitano e voglio che sia tu ad alzare al cielo la Coppa”.</em></p>
<p>Ad un mese circa dall’ufficializzazione dei 22 convocati Carrascosa comunica a Menotti, con cui ha un rapporto di amicizia e stima, la sua decisione; non giocherà i Mondiali organizzati dal suo Paese e forse i primi, nella storia, dove l’Argentina ha realistiche possibilità di vittoria.<br />
Non vuole essere “manipolato” e “usato” dalla propaganda dei Generali.<a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2017/01/a.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3144" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2017/01/a-300x169.jpg" alt="a" width="300" height="169" /></a></p>
<p>Menotti lo chiama il giorno prima di diramare le convocazioni, per cercare di convincerlo.</p>
<p>Carrascosa gli rispone semplicemente <em>&#8220;E&#8217; una decisione presa da mesi, come vuoi che cambi idea in un minuto?&#8221;</em></p>
<p>Non solo, al termine della stagione successiva, si ritirerà, a soli 31 anni, dal calcio lasciando anche la sua fascia da capitano nel suo amato Huracan (nonostante avesse ancora due anni di contratto)</p>
<p><em>“Fu un atto di coscienza. L’uomo conta più dello sportivo anche se devo ammettere che non aveva idea dei rischi che potevo correre. Ma fu una decisione spontanea e per me del tutto naturale. Della quale non mi sono mai pentito.”</em></p>
<h3><em>24 marzo 2016</em></h3>
<p>Ecco, in questa data si chiude il cerchio che va da Cruijff a Carrascosa, passando per Videla e quei mondiali in Argentina.</p>
<p>Il 24 marzo 2016, viene a mancare Johan Cruijff, l’altro capitano, quello dell’Olanda, che avrebbe dovuto giocare quella finale e contendere a Carrascosa quella coppa impregnata anche di sangue.</p>
<figure id="attachment_3146" style="width: 300px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2017/01/Carrascosa-oggi.jpg"><img class="size-medium wp-image-3146" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2017/01/Carrascosa-oggi-300x190.jpg" alt="Carrascosa oggi" width="300" height="190" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Carrascosa oggi</figcaption></figure>
<p>Che data quel 24 marzo! Il golpe, e nello stesso giorno, la morte di Cruijff<br />
<em>“Mi è spiaciuto tanto. Era una persona con dei bei colori. Ho avuto la fortuna di giocare con lui,</em><br />
<em> 3 partite in Brasile con la selezione del Resto del Mondo”</em> dice Carrascosa</p>
<h3><em>Il pensiero di Carrascosa</em></h3>
<p>Anni dopo, in una delle poche interviste che rilascerà, Carrascosa, in poche frasi spiega il suo essere uomo al di là del calciatore.</p>
<p><em>“E’ vero che il calcio non è più quello di quando iniziai da ragazzo. Ma purtroppo neanche la vita è più così. Come puoi sentirti bene se mentre mangi un panino con il prosciutto crudo viene un bimbo a chiederti qualche pesos perché ha fame ?</em><br />
<em> Non solo non ho giocato i Mondiali del 1978 ma non avrei neppure giocato quelli del 1982mentre l’Argentina era in guerra con l’Inghilterra per le Malvinas, se avessi continuato a giocare e mi avrebbero convocato.. Posso pensare di giocare a calcio mentre ho un parente, un amico, un vicino di casa che stanno morendo su un campo di battaglia ?”</em></p>
<figure id="attachment_3149" style="width: 194px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2017/01/Carrascosa-e-Maradona.jpg"><img class="size-medium wp-image-3149" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2017/01/Carrascosa-e-Maradona-194x300.jpg" alt="Carrascosa e Maradona" width="194" height="300" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Carrascosa e Maradona</figcaption></figure>
<h3><em>Un calciatore, un uomo, un granello di sabbia</em></h3>
<p>Poteva essere un eroe, un monumento vivente, una leggenda del calcio argentino e mondiale.<br />
Ha scelto di essere solo un uomo.<br />
Un granello di sabbia.</p>
<p>Come ama dire lui.<br />
<em>“Del golpe dico solo questo: credo che ognuno di noi possa fare qualcosa per rendere questo mondo migliore. E io, il mio granello di sabbia l’ho messo».</em></p>
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