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	<title>PensoLibero.it &#187; Ezio Vendrame</title>
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		<title>EZIO VENDRAME, L&#8217;HIPPIE DEL CALCIO</title>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2020 21:56:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Passione Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Ezio Vendrame]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>«Il mondo del calcio oggi non esiste: è finto, acrilico. Al mondo ci sono stati solo tre giocatori di calcio: Maradona, Zigoni e Meroni. In questo rigoroso ordine, non alfabetico» A profferire queste parole fu Ezio Vendrame, poeta, pensatore, musicista, tombeur de femme e , quando ne aveva voglia, anarchico calciatore dai piedi fatati. Ezio &#8230; <a href="https://www.pensolibero.it/2020/05/14/ezio-vendrame-lhippie-del-calcio-2/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">EZIO VENDRAME, L&#8217;HIPPIE DEL CALCIO</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><i>«Il mondo del calcio oggi non esiste: è finto, acrilico. Al mondo ci sono stati solo tre giocatori di calcio: Maradona, Zigoni e Meroni. In questo rigoroso ordine, non alfabetico</i>»</p>
<p>A profferire queste parole fu Ezio Vendrame, poeta, pensatore, musicista, tombeur de femme e , quando ne aveva voglia, anarchico calciatore dai piedi fatati.<span id="more-4314"></span></p>
<p>Ezio se ne è andato il 4 aprile 2020, in pieno periodo di coronavirus.</p>
<p>Se ne è andato perché non è riuscito a dribblare, il gesto che nel calcio gli piaceva di più, il suo ultimo avversario, il tumore.</p>
<p>E&#8217; cresciuto a 6 anni in un orfanotrofio, lasciato lì dai suoi genitori divorziati che non potevano “permettersi” di accudirlo.</p>
<p>Un ambiente da “Sleepers”, come lo racconta lui.</p>
<p>La disciplina dei preti che gestiscono l’orfanotrofio è una sottile linea di confine tra il fanatismo religioso e il sadismo puro.</p>
<p>Non di rado a Ezio e altri ragazzini, non propriamente docili, viene imposto, per punizione, di camminare al guinzaglio, come un cane da passeggio.</p>
<p>Come stupirsi se Ezio, in questo contesto, cresce del tutto anarchico e insofferente a qualsiasi forma di disciplina.</p>
<p>«<i>Io sono di tipo randagio, di quelli che si uccidono da soli</i>»</p>
<p>Potrebbe prendere, arrivato in maggiore età e libero oramai da quell&#8217;incubo, cattive vie.</p>
<p>Ne trova due che lo salvano. O lo dannano, se messe insieme, fate voi: il calcio e le donne.</p>
<p>Incominciamo dal calcio.</p>
<p><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2020/05/index14.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4315" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2020/05/index14-300x139.jpg" alt="index" width="300" height="139" /></a></p>
<p>Ezio è stato tante cose, forse il più grande talento inespresso italiano.</p>
<p>Di lui l&#8217;allora presidente della Juventus, Giampiero Boniperti, affermava che fosse simile a Kempes.</p>
<p>Di fatto, con la sua aria scanzonata, i suoi atteggiamenti anticonformistici da hippy, i capelli lunghi e la schiettezza nelle parole, pur non lasciando tracce indelebili nel calcio, seppe accattivarsi le simpatie di tutti i tifosi.</p>
<p>Quando decideva di giocare, il suo era calcio dispensato per regalare emozioni.</p>
<p>Tant&#8217;è che qualcuno ci morì pure: accadde quando giocava in serie C nel Padova, e lui sapeva che la partita con la Cremonese era &#8220;aggiustata&#8221; su un pareggio alla &#8220;volemose bene&#8221; .</p>
<p>La gente sbadigliava sugli spalti e lui confessò «<i>vedevo gli sbadigli della gente e mi venne una vampata di vergogna</i><i>»</i></p>
<p>Allora lui prese palla nella metà campo avversaria, dribblò tutti e si diresse verso la SUA di porta.</p>
<p>Arrivato lì dribblò anche il suo portiere, fece finta di tirare il pallone fuori e invece lo fermò sulla linea di porta e ritornò indietro «<i>Così l&#8217;emozione è salva, bisogna vivacizzare il pomeriggio</i>».</p>
<p>Uno spettatore sulla tribuna fu colpito di infarto e morì.</p>
<p>Ezio non si scompose più di tanto « <em>Beh, se è debole di cuore non deve venire quando gioco io a calcio”</em></p>
<p>Altre volte decideva di «<i>punire quel pubblico di ingrati&#8230; fanculo i sette milioni, viva le 44.000 lire</i>» e quindi di vincere le partite da solo.</p>
<p>Successe in una partita sempre con il Padova, ma stavolta avversaria era l&#8217;Udinese.</p>
<p>I 7 milioni era la somma che gli offrì l&#8217;Udinese per “non giocarla” quella partita (« <i>Accettai, altre volte mi capitava di giocare male&#8230;e gratis!»</i>), le 44mila lire il premio vittoria del Padova.</p>
<p>Lui entra dentro il campo e il pubblico friulano incomincia a fischiarlo.</p>
<p>Decide di vendicarsi e così la partita la vince da solo, segna una doppietta, il secondo gol direttamente su calcio d&#8217;angolo e dopo avvertito, a gesti, i tifosi che avrebbe segnato in quel modo!</p>
<p>Ezio ha tutto, dribbling, tocco di palla, fantasia sfrenata, quella capacità di pochi si decidere l&#8217;andamento delle partite.</p>
<p>Nel bene e nel male.</p>
<p>Come a Vicenza, nell&#8217;allora Lanerossi Vicenza, dove diviene ben presto un idolo: dei tifosi e delle signore in tribune.</p>
<p><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2020/05/vendrame-2-2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4316" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2020/05/vendrame-2-2-300x169.jpg" alt="vendrame-2-2" width="300" height="169" /></a></p>
<p>Già, le donne, l&#8217;altra sua ancora di salvezza, o di perdizione.</p>
<p>Perché per Ezio, dalla disciplina truce dell&#8217;orfanotrofio alle donne, passando per il calcio, è sempre tutto su una sottile linea di confine: salvezza o perdizione, bene o male, bianco o nero.</p>
<p>E lui, che ai diktat proprio non riesce a sottostare, cade sempre più nel nero.</p>
<p>Salta gli allenamenti, non fa proprio una vita da atleta, decidere di vivere la vita «<i>così come è, perché ne ho una sola e voglio giocarmela come dico io».</i></p>
<p>E così decide, come in occasione della partita contro l&#8217;Inter di Mazzola e Facchetti, nel 1972, di crearsi un proprio rito a suo uso e consumo.</p>
<p><em>“La notte precedente la partita la passai in compagnia di una “passeggiatrice brasiliana”.</em><br />
<em>Portò fortuna e da allora divenne quasi un rito ! Niente mi rilassava di più il giorno prima di una partita …”</em> ricordava divertito Vendrame.</p>
<p>E come dargli torto! In quella partita l&#8217;allenatore dell&#8217;Inter, Invernizzi, è costretto a cambiare tre volte marcatura su Vendrame.</p>
<p>Quel giorno Ezio è imprendibile, persino Facchetti, un gigante del nostro calcio, deve inchinarsi a lui.</p>
<p>Tre anni di pazzie, goliardate e un solo gol a Vicenza, ma il ricordo indelebile di una classe cristallina, di giocate dentro e fuori dal campo impensabili.</p>
<p><em>“Ho portato a letto centinaia di donne ! ma giuro … le ho AMATE tutte quante. Non ho mai fatto l’amore senza sentimento”</em> affermerà sempre, assolutamente convinto, il nostro Ezio.</p>
<p>Comunque sia, quegli anni a Vicenza gli permettono di staccare il biglietto per il Napoli di Vinicio, che crede di poter addomesticare questo cavallo di razza.</p>
<p>Errore. Lo capisce Vinicio, lo sa già Vendrame.</p>
<p>Così è lo stesso Vendrame a dire all&#8217;allenatore brasiliano «S<i>e mi mandi in tribuna, io godo come se facessi sesso</i>».</p>
<p><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2020/05/6482.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-4317" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2020/05/6482-300x161.png" alt="6482" width="300" height="161" /></a></p>
<p>Il ruolino parla di sole 3 presenze e nessun gol e da lì una lenta discesa nelle serie inferiori, a dispensare emozioni tra i tifosi e tra le loro signore, sempre in bilico tra l&#8217;essere angelo per gli altri o demonio per se stesso.</p>
<p>«<em><i>Perché a me piaceva da matti giocare al calcio. Quello che non mi piaceva era fare il calciatore»</i></em></p>
<p>Si ritira dal calcio giocato, prova a fare l&#8217;allenatore dei ragazzini, che lo adorano per quel suo fare anticonformista, da fratello maggiore.</p>
<p>Il suo consiglio è semplice, ai giovani, «<em><i>Ragazzi miei, la prima cosa che dovete fare è buttare nel cesso le vostre Playstation e rinchiudetevi in quel cesso con un bel giornaletto di quelli giusti. Quando uscite innamoratevi appena potete di una bella figliola. </i></em><em><i>Perché il sesso fai da te è bello, ma quello con una coetanea è molto meglio!</i></em><i>»</i></p>
<p>Logico che a qualche genitore non vada giù, tanto da voler pagare di tasca sua la società pur di levarlo dalle palle.</p>
<p>«<i>So che certi genitori mi detestano, infatti il mio sogno è allenare una squadra di orfani</i>»</p>
<p>Scopre così la pittura, la poesia, scrive libri, suona, in pieno stile hippy.</p>
<p>Non torna più a Casarsa, il paese natio, quello che l&#8217;ha odiato e lui odia di ricambio.</p>
<p>«<i>Pier Paolo Pasolini era anche lui di Casarsa. Non era sopportato e ci è ritornato solo orizzontale. Così ci ritornerò io</i>»</p>
<p>Una promessa mantenuta il 4 aprile 2020, come quel gol annunciato da calcio d&#8217;angolo, in un percorso fatto a ritroso come su quel campo dove dribblò tutti gli avversari per depositare la palla sulla linea della sua porta.</p>
<p>Ezio è cresciuto in un orfanotrofio, è morto in un monolocale di campagna :«<em>Sono in affitto, della proprietà privata non mi importa niente</em>».</p>
<p>Già, proprio da Ezio Vendrame.</p>
<p>&nbsp;</p>
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