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	<title>Commenti a: La notte dei fuochi</title>
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		<title>Di: maria grazia bielli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[maria grazia bielli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jan 2016 20:46:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ricordo bene questo periodo. Ero bambina e mio padre faceva il macchinista delle FF:SS. Gli fu chiesto di andare in trasferta a Bolzano. Era una trasferta speciale, pagata benissimo, il doppio dello stipendio. Doveva essere per un solo mese, invece furono due mesi (non trovavano personale disposto ad andare). Il suo lavoro era quello di guidare il treno, ma avrebbe dovuto fare in più un altro servizio.....Controllare una volta arrivato il convoglio a destinazione e prima della partenza, i luoghi dove potessero essere nascosti ordigni. Quindi, controllare le carrozze, le retine porta valige, i bagni, tutti i luoghi dove ipoteticamente potevano trovarsi oggetti sospetti. Nei due mesi, ne trovarono solo uno, era stato lasciato dentro una valigia piccola appoggiato su una retina sopra il sedile passeggero. Fu tentato di prenderla perché altre volte nei suoi viaggi era capitato di trovare oggetti lasciati incustoditi, dimenticati da passeggeri. Non lo fece, chiamò gli agenti della Polfer che si preoccuparono di allontanare tutti i passeggeri, anche quelli a terra e gli artificieri recuperarono la valigetta. Nessuno alla stazione seppe mai nulla, forse per non mettere in allarme la popolazione. Non tornò mai a casa in quei mesi. Al ritorno ci raccontò perché fosse partito e quello che aveva fatto. Non aveva detto nulla a noi di famiglia, aveva giustificato la trasferta per motivi di convenienza economica, in quel periodo effettivamente i soldi in casa scarseggiavano. Ecco, perché ricordo bene quei momenti. Da allora seguivamo i fatti leggendo giornali, la televisione dava pochissime notizie in merito! Quel periodo è stato dimenticato, come tante cose brutte a volte è meglio....dimenticare!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordo bene questo periodo. Ero bambina e mio padre faceva il macchinista delle FF:SS. Gli fu chiesto di andare in trasferta a Bolzano. Era una trasferta speciale, pagata benissimo, il doppio dello stipendio. Doveva essere per un solo mese, invece furono due mesi (non trovavano personale disposto ad andare). Il suo lavoro era quello di guidare il treno, ma avrebbe dovuto fare in più un altro servizio&#8230;..Controllare una volta arrivato il convoglio a destinazione e prima della partenza, i luoghi dove potessero essere nascosti ordigni. Quindi, controllare le carrozze, le retine porta valige, i bagni, tutti i luoghi dove ipoteticamente potevano trovarsi oggetti sospetti. Nei due mesi, ne trovarono solo uno, era stato lasciato dentro una valigia piccola appoggiato su una retina sopra il sedile passeggero. Fu tentato di prenderla perché altre volte nei suoi viaggi era capitato di trovare oggetti lasciati incustoditi, dimenticati da passeggeri. Non lo fece, chiamò gli agenti della Polfer che si preoccuparono di allontanare tutti i passeggeri, anche quelli a terra e gli artificieri recuperarono la valigetta. Nessuno alla stazione seppe mai nulla, forse per non mettere in allarme la popolazione. Non tornò mai a casa in quei mesi. Al ritorno ci raccontò perché fosse partito e quello che aveva fatto. Non aveva detto nulla a noi di famiglia, aveva giustificato la trasferta per motivi di convenienza economica, in quel periodo effettivamente i soldi in casa scarseggiavano. Ecco, perché ricordo bene quei momenti. Da allora seguivamo i fatti leggendo giornali, la televisione dava pochissime notizie in merito! Quel periodo è stato dimenticato, come tante cose brutte a volte è meglio&#8230;.dimenticare!</p>
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