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	<title>PensoLibero.it &#187; Superga</title>
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		<title>DA GIGI MERONI A GIGI MERONI</title>
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		<pubDate>Mon, 04 May 2020 20:46:09 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Passione Calcio]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>«Il Fato è un cacciatore paziente. Certe coincidenze sono scritte in anticipo, come cecchini acquattati con un occhio nel mirino e un dito sul grilletto, in attesa del momento adatto.» (Arturo Pérez-Reverte) La storia del Torino Calcio, di quella gloriosa maglia granata color sangue, potrebbe essere racchiusa in questo aforismo. E in un nome e &#8230; <a href="http://www.pensolibero.it/2020/05/04/da-gigi-meroni-a-gigi-meroni/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">DA GIGI MERONI A GIGI MERONI</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>«<em>Il Fato è un cacciatore paziente. Certe coincidenze sono scritte in anticipo, come cecchini acquattati con un occhio nel mirino e un dito sul grilletto, in attesa del momento adatto</em>.»<br />
(Arturo Pérez-Reverte)</p>
<p>La storia del Torino Calcio, di quella gloriosa maglia granata color sangue, potrebbe essere racchiusa in questo aforismo. E in un nome e cognome: Gigi Meroni</p>
<p><span id="more-4016"></span></p>
<p>Più volte i tifosi del Torino, e in generale quelli di tutta Italia che amano il calcio al di là di colori e tifo, si sono trovati a piangere per i loro eroi.</p>
<p>Superga, Gigi Meroni, Giorgio Ferrini. per citarne alcune, di tragedie, quelle più dolorose.</p>
<p>Il Torino, più ancora della Juventus, è rappresentativo di una città, Torino per l&#8217;appunto, da sempre legata alle leggende che riguardano culti esoterici e misteri tanto da meritarsi l’appellativo di <strong>città magica</strong>.</p>
<p>Una città dove magia bianca e magia nera si mescolavano agli squilli di una tromba suonata da un omino, un capostazione, Bormida, che era solito caricare la squadra nei momenti di difficoltà: quando lui suonava, Valentino Mazzola si rimboccava le maniche e il Torino &#8220;matava&#8221; gli avversari.</p>
<p>Come per magia, per l&#8217;appunto</p>
<p>Squilli che i nostalgici tifosi del Toro ancora sentono risuonare , in quelle giornate di maggio tanto amare ai loro animi.</p>
<p>E forse c&#8217;è qualcosa di vero, se intrecci queste considerazioni alla storia, tragica, che sembra permeare l&#8217; esistenza di questa squadra.</p>
<p>Sembra quasi esserci un filo invisibile ma quasi fisicamente percettibile, che lega tragedie e passione, colore della maglia e sangue versato.</p>
<p>Un filo invisibile tenuto stretto solo dalla forza del destino.</p>
<p>Quel destino che, come affermava Pérez-Reverte, sembra essere un cecchino acquattato in attesa del proiettile giusto al momento giusto.</p>
<p>Nel caso della doppia tragedia di Superga e quella di Gigi Meroni, ad esempio.</p>
<p>Ricordiamo brevemente la prima, anche se è nota ai più, oramai.</p>
<p>La <b>tragedia di Superga</b> fu un incidente aereo avvenuto il 4 maggio 1949.</p>
<p>Alle ore 17:03, il Fiat G212 della compagnia aerea ALI, siglato I-ELCE, con a bordo l&#8217;intera squadra del Grande Torino, di ritorno da un amichevole a Lisbona con il Benfica, si schiantò contro il muraglione del terrapieno posteriore della Basilica di Superga, che sorge sulla collina torinese ; le vittime furono 31 .</p>
<p>Praticamente l&#8217;intera squadra del Torino Calcio, quella conosciuta e passata al mito come gli Invincibili, vincitrice di cinque scudetti consecutivi dalla stagione 1942-43 alla stagione 1948-49 e che costituiva la quasi totalità della Nazionale italiana.</p>
<p>Nell&#8217;incidente morirono anche i dirigenti della squadra e gli accompagnatori, tre noti giornalisti sportivi italiani e l&#8217;equipaggio.</p>
<p>Appunto, l&#8217;equipaggio.</p>
<p>Ed è qui che il Fato si dimostra cacciatore paziente, cecchino impietoso in attesa della sua vittima.</p>
<p>Deve solo aspettare e pazientare, certo che quell&#8217;occasione si presenterà, se sei una squadra che si chiama Torino, che ha i colori accesi del sangue, che è il simbolo di una città magica e misteriosa.</p>
<p>E qui passiamo alla seconda tragedia.</p>
<p>E&#8217; il 15 ottobre 1967; Luigi Meroni, astro nascente del Torino e del calcio italiano, colui che riaccende la passione dei tifosi dopo il buio del post Superga, dopo la partita con la Sampdoria non può ritornare a casa, poiché non ha le chiavi.</p>
<p>Decide di prendere un aperitivo col compagno di squadra Poletti, aspettando il ritorno della compagna con la quale conviveva.</p>
<p>Insieme a Poletti si dirige quindi verso corso Re Umberto, percorrendo a piedi parte della carreggiata.</p>
<p>Si fermano in mezzo alla strada, aspettando il momento buono per completare l&#8217;attraversamento. Vedendo sopraggiungere un&#8217;automobile, decidono di scansarla facendo un passo indietro.</p>
<p>Dalla parte opposta, però, sopraggiunge una Fiat 124,</p>
<p>Poletti viene colpito di striscio; Gigi Meroni, investito alla gamba sinistra, viene sbalzato in aria dall&#8217;impatto, cade a terra nell&#8217;altra corsia e viene travolto da una altra auto che sopraggiunge in quel momento.</p>
<p>Stavolta viene centrato in pieno e trascinato per 50 metri.</p>
<p>Meroni viene portato all&#8217;ospedale Mauriziano da un passante; le sue condizioni sono disperate, ha gambe e bacino fratturati e con un grave trauma cranico</p>
<p>Gigi muore poche ore dopo, alle 22.40.</p>
<p>E qui il  cacciatore paziente, sotto forma di  Fato inesorabile, ha sparato il suo colpo.</p>
<p>Invisibile ai più ( ringrazio l&#8217;amico Elvio Esposito per avermi fatto conoscere questa storia), quel proiettile traccia il filo invisibile che lega queste due tragedie, Superga e Meroni, alla storia di questa squadra, il Torino.</p>
<p>Quel filo invisibile si intreccia attraverso un incredibile caso di omonimia.</p>
<p>Quello esistente fra Luigi Meroni, detto Gigi, astro nascente e idolo dei tifosi granata, e Pierluigi Meroni, detto Gigi, primo pilota dell&#8217;aereo che si schianterà su Superga.</p>
<p>Due Meroni, due Gigi, due tragedie, una comune squadra: il Torino.</p>
<p>Unica differenza: il nome del pilota cadrà nell&#8217;oblio, quello del calciatore rimarrà nel mito.</p>
<p>A tradire il Meroni pilota fu l’altimetro guasto e la fittissima nebbia che lo fece volare a quota pericolsamente bassa, fino allo schianto.</p>
<p>A tradire il Meroni calciatore non c&#8217;è la nebbia, la pioggia, ma c&#8217;è il buio.</p>
<p>E quella sua innata voglia di andare controcorrente, magari attraversando laddov<em>e non ci sono le strisce pedonali, dove non si poteva. E si ferma proprio in mezzo, sulla linea di mezzeria, incontrando il suo destino, che gli arriva alle spalle, mentre invece stava cercando di evitarlo intuendolo, erroneamente, davanti. </em></p>
<p>Due tragedie con lo stesso cognome (nemmeno tanto diffuso in Piemonte, ma entrambi, guarda caso, lombardi), lo stesso diminutivo, che volano sulle ali entrambe.</p>
<p>Quelle fisiche di un aereo per il pilota Meroni, quelle simboliche del suo soprannome, “la farfalla”, per il Meroni calciatore.</p>
<p>Due tragedie che hanno unito un paese, non essendoci maglia o tifo che tenesse innanzi a simili dolori.</p>
<p>Due cognomi uguali, due nomi simili, due tragedie per una squadra magica in una città magica.</p>
<p>Vuoi davvero pensare che il Fato non sia un cacciatore paziente, un cecchino infallibile solo fermo in attesa del colpo giusto al momento giusto?</p>
<p>A proposito, parlando di coincidenze: il giovane tifoso del Toro alla guida dell&#8217;auto che per prima travolgerà Meroni, si chiama Attilio Romero.</p>
<p>Quel giovane diventerà presidente del Torino Calcio, rimanendone tale fino al fallimento che decretò una altra tragedia per la squadra e i suoi tifosi, ovvero l&#8217;esclusione dalla serie A.</p>
<p>Se non vi piace il Fato come cacciatore in una città magica, con una squadra magica dai colori del sangue, allora tenetevi quest&#8217;altra:</p>
<p>«<em>Il fato non si accontenta di una semplice calamità</em>» (Publilio Sirio)</p>
<p>(di Antonio Mattera, www.pensolibero.it)</p>
<h4 class="western"></h4>
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