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	<title>PensoLibero.it &#187; Agostino Di Bartolomei</title>
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		<title>DI BARTOLOMEI, UN PALLONE E UNA PISTOLA</title>
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		<pubDate>Thu, 21 May 2020 23:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Passione Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Agostino Di Bartolomei]]></category>
		<category><![CDATA[AS Roma]]></category>
		<category><![CDATA[suicidio]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>IL CAPITANO. &#8220;Ci vorrebbe attenzione verso l&#8217;errore oggi saresti qui/ se ci fosse più amore per il campione oggi saresti qui)/ Ricordati di me mio capitano cancella la pistola dalla mano/ tradimento e perdono fanno nascere un uomo)/ora rinasci tu quel sorriso sgomento /anche se hai vinto non mi tormenta più&#8243; (Tradimento e Perdono, Antonello &#8230; <a href="http://www.pensolibero.it/2020/05/22/di-bartolomei-un-pallone-e-una-pistola/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">DI BARTOLOMEI, UN PALLONE E UNA PISTOLA</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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				<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="clearfix "><p><span style="color: #000000;"><em>IL CAPITANO.</em></span><br />
<span style="color: #000000;"><em>&#8220;</em>Ci vorrebbe attenzione verso l&#8217;errore oggi saresti qui/</span><br />
<span style="color: #000000;">se ci fosse più amore per il campione oggi saresti qui)/</span><br />
<span style="color: #000000;">Ricordati di me mio capitano</span><br />
<span style="color: #000000;">cancella la pistola dalla mano/</span><br />
<span style="color: #000000;">tradimento e perdono fanno nascere un uomo)/ora rinasci tu</span><br />
<span style="color: #000000;">quel sorriso sgomento /anche se hai vinto non mi tormenta più&#8243;</span><br />
<span style="color: #000000;"><em>(Tradimento e Perdono, Antonello Venditti)</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Quella pistola Agostino Di Bartolomei l&#8217;aveva con se da anni.</em></span></p></blockquote>
<p><span style="color: #000000;"><span id="more-3853"></span></span></p>
<blockquote class="clearfix "><p><span style="color: #000000;"><em>Sono gli anni&#8217;70, Agostino si affaccia al grande calcio.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>L&#8217;esordio pochi giorni dopo, il 22 aprile 1973 , il suo diciottesimo compleanno con la Roma di Trebiciani.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Il primo gol in serie A contro il Bologna, nella prima giornata del campionato 1973-74, sotto la guida di Nils Liedholm che diventerà il suo mentore.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Tranne una parentesi al Lanerossi Vicenza la sua strada è segnata da giallorosso della Capitale.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Con i capitolini Di Bartolomei giocherà 308 gare (di cui 146 con la fascia al braccio), segnando 66 gol, vincendo un Campionato e 3 Coppe Italia.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Passerà al Milan, quella stessa squadra che aveva rifiutato da bambino,e, come per un destino perverso, segnerà alla Roma.</em></span><br />
<span style="color: #000000;"><em>Non è un ipocrita, gioisce e i tifosi, ma anche i suoi ex compagni, della Roma non lo perdonano.</em></span><br />
<span style="color: #000000;"><em>Non comprendono che quella gioia rabbiosa nasconde il dolore di essere stato costretto a lasciare quei colori, quella divisa, quei tifosi e quella città, e quella squadra, la sua, per sempre.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Roma, in quegli anni &#8217;70, di boom economico e di contraddizioni sociali, non è una città facile.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Sono anni difficili in tutta Italia, anni di piombo, un crescendo di delitti, rapine e sequestri, intimazioni e minacce.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Il clima è teso in tutto il Paese.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Agostino <strong>Di Bartolomei,</strong> futuro capitano e bandiera della Roma, la <strong>Roma</strong>, confesserà di girare armato, in seguito ad alcune minacce.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Lui, Ago, ha un carattere schivo e riservato, forse troppo, sembra più un impiegato che un calciatore.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Tanto riservato e poco propenso a cose fuori dal normale che a 13 anni rifiuta la possibilità di lasciare Roma e trasferirsi a Milano, sponda rossonera.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Ecco perché stona quella maledetta scelta di acquistare una pistola.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Forse è solo l&#8217;ennesima volta che il destino si incrocia con il calcio.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>MAGGIO</em></span><br />
<span style="color: #000000;"><em>Mese strano per chi tifa Roma.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Puoi passare dalla gioa di uno scudetto vinto dopo 41 anni di attesa allo sconcerto di perderne un altro contro l&#8217;ultima in classifica in casa.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Puoi passare dall&#8217;esaltazione dell&#8217;impresa di raggiungere una finale di Coppa Campioni alla disperazione per averla persa all&#8217;ultimo rigore.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Puoi essere raggiunto dalla notizia di uno sparo, lontano da te chilometri, che ti rimbomba dentro come se avessi potuto ascoltare, più&#8242; delle parole dell&#8217;annuncio dato ai telegiornali, il botto stesso del colpo sparato.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Un colpo secco al cuore di migliaia di tifosi, giallorossi o meno.</em></span><br />
<span style="color: #000000;"><em>Quelle notizie che non vorresti mai ascoltare, fossero di un Di Bartolomei, di uno Scirea, o di un Facchetti.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Tutti Capitani con la C maiuscola.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Perché quella consonante maiuscola te la meriti solo se seguita da da una vocale altrettanto maiuscola.</em></span><br />
<span style="color: #000000;"><em>La U di uomo.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Di Bartolomei, Scirea, Facchetti, ma anche non capitani come Dino Zoff e Rva “Rombo di tuono” (che abbiamo, fortunatamente a, ancora con noi), sono i regali che ci dona il mondo del calcio, prima su i rettangoli verdi, poi nella vita.</em></span><br />
<span style="color: #000000;"><em>Fanno da contraltare a tatuaggi, piercing, creste dai mille colori, veline e auto sfasciate di chi vive questo mondo solo negli eccessi e non come un lavoro come gli altri, pero più remunerato quindi con più responsabilità.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Poche ma intense gioie, dicevamo, in maggio per chi tifa Roma.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Tremendi e cocenti dolori.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Agostino è uno di questi.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Ago ha vinto tante partite.</em></span><br />
<span style="color: #000000;"><em>E ne ha perse altre, dolorosissime, come quella con il Liverpool, quella maledetta sera del 30 maggio 1984, dove lui, il Capitano, il suo dovere lo fece fino in fondo.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Una ferita al cuore mai rimarginata, anche perché foriera di un addio, non privo di polemiche, a quei colori che aveva tanto amato.</em></span><br />
<span style="color: #000000;"><em>Non è un caso, capendo l&#8217;uomo Di Bartolomei, prima che il calciatore. che l’ ultima sua partita giocata, quella più importante con la vita, l’abbia persa un altro 30 maggio, dieci anni dopo.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Ed è forse destino chi tifa giallorosso, di chi ama quei colori del sole e del cuore, che il proprio, di cuore, si fermi lo stesso giorno, con dieci anni di differenza.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Un rigore sbagliato e un colpo di pistola hanno più cose in comune di quanto si creda: disperazioni diverse ma unite.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Forse Agostino avrà preso la pistola, l&#8217;avrà puntata al cuore, nell&#8217;identica maniera di come scese in campo quella maledetta sera contro il Liverpool: senza alcun segno di emozione, non una smorfia, non un sorriso, non un cenno.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Niente.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Solo un colpo secco a quel cuore già ferito.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Una finale di Coppa Campioni e i tuoi ultimi istanti di vita vissuti allo stesso modo: perché questo era Agostino.</em></span><br />
<span style="color: #000000;"><em>Per me che ho vissuto gli anni di Di Bartolomei, prima nella Rometta mediocre, poi Capitano in quella splendida capace di vincere un campionato e sfidare un colosso, allora, come il Liverpool sino all’ultimo rigore, non sarà un improvvido colpo di pistola a diminuirne la considerazione.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Anzi, in quel proiettile al cuore c’è, insieme, tutta la grandezza d’animo e la solitudine dell’uomo.</em></span><br />
<span style="color: #000000;"><em>Lasciato solo e abbandonato da quel mondo che ha amato.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Da quella Roma dalla quale si è sentito tradito nonostante i tifosi gli concedessero l&#8217;onore delle armi con lo striscione meraviglioso che solo chi ti ama e che hai amato può dedicarti: ««Ti hanno tolto la Roma ma non la tua curva».</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Perché nessuno, irriconoscente come solo il mondo del calcio sa essere, gli riaprirà quella porta.</em></span><br />
<span style="color: #000000;"><em>Forse lui lo sa, inconsciamente, da quando lascia Roma e la Roma.</em></span><br />
<span style="color: #000000;"><em>E, forse, da allora, tutti noi, dirigenti, compagni, tifosi abbiamo, indifferenti, incominciato ad armare la sua mano, lasciandolo solo.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Quando ti viene a mancare il tuo mondo, cosa altro ti resta per colmare quel vuoto se non, a volte, la cupa disperazione?</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Non è questo, inffatti, che arma la mano dell&#8217;imprenditore suicida dei giorni nostri?</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Di Ago porterò nel mio cuore sempre il suo volto calmo e sorridente, i suoi atteggiamenti pacati ma decisi, quel suo essere leader silenzioso al quale bastava lo sguardo per farsi capire.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>Ricorderò il suo rispetto per l’avversario, vinto o vittorioso.</em></span><br />
<span style="color: #000000;"><em>Ricorderò i trofei da lui alzati con quel suo sorriso fanciullesco appena accennato, la gioia, non esternata smodatamente, ma espressa con luce diversa in quegli occhi malinconici per natura.</em></span><br />
<span style="color: #000000;"><em>Un qualcosa che ti faceva pensare che il Di Bartolomei bambino non fosse mai uscito dall’anima del Di Bartolomei campione affermato.</em></span><br />
<span style="color: #000000;"><em>Ricorderò l&#8217;Agostino uomo e il Di Bartolomei calciatore, un meraviglioso tutt&#8217;uno.</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em>“Il suicidio dimostra che ci sono nella vita mali più grandi della morte” (Francesco Orestano, filosofo)</em></span></p></blockquote>
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		<title>Auguri, Ago!</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Apr 2018 10:40:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pensolibero.it]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Oggi, se fosse ancora tra noi,avrebbe compiuto 63 anni, Il mio Capitano Il Capitano, quello con la C maiuscola. Perché quella consonante maiuscola te la meriti solo se seguita da da una vocale altrettanto maiuscola. La U di uomo. E Agostino era un Uomo prima che un calciatore, come tanti altri Capitani, che oggi non &#8230; <a href="http://www.pensolibero.it/2018/04/08/auguri-ago/" class="more-link">Continua la lettura di <span class="screen-reader-text">Auguri, Ago!</span> <span class="meta-nav">&#8594;</span></a></p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, se fosse ancora tra noi,avrebbe compiuto 63 anni, Il mio Capitano<br />
Il Capitano, quello con la C maiuscola.<br />
Perché quella consonante maiuscola te la meriti solo se seguita da da una vocale altrettanto maiuscola.<br />
La U di uomo.<span id="more-3641"></span><br />
E Agostino era un Uomo prima che un calciatore, come tanti altri Capitani, che oggi non ci sono più : Scirea, Facchetti, Bulgarelli, Astori per esempio.<br />
Oppure Mondonico, che non è stato un Capitano, ma un Uomo si.<br />
Oppure sono ancora, fortunatamente, tra noi, come Dino Zoff e Gigi &#8220;Rombo di Tuono&#8221; Riva.<br />
Sono i regali che ci dona il mondo del calcio, prima su i rettangoli verdi, poi nella vita.<br />
Fanno da contraltare a tatuaggi, piercing, creste dai milli colori, veline e auto sfasciate di chi vive questo mondo solo negli eccessi e non come un lavoro come gli altri, pero più remunerato quindi con più responsabilità.<br />
Per me che ho vissuto gli anni di Di Bartolomei, prima nella Rometta mediocre, poi Capitano in quella splendida capace di vincere un campionato e sfidare un colosso, allora, come il Liverpool sino all&#8217;ultimo rigore, non sarà un improvvido colpo di pistola a diminuirne la considerazione.</p>
<p><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2018/04/30412368_10213536006166993_3020651339741088868_n.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3643" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2018/04/30412368_10213536006166993_3020651339741088868_n-268x300.jpg" alt="30412368_10213536006166993_3020651339741088868_n" width="268" height="300" /></a></p>
<p>Anzi, in quel proiettile al cuore c&#8217;è, insieme, tutta la grandezza d&#8217;animo e la solitudine dell&#8217;uomo.<br />
Lasciato solo e abbandonato da quel mondo che ha amato.<br />
Pensateci bene: quante similitudini con l&#8217;imprenditore suicida che ha vissuto una vita per sua azienda e i suoi dipendenti, e ora abbandonato dallo Stato, incapace di guardare negli occhi quegli uomini al quale non può assicurare un futuro.<br />
Quando ti viene a mancare il tuo mondo, cosa altro ti resta per colmare quel vuoto se non, a volte, la cupa disperazione?<br />
Ago ha vinto tante partite.<br />
E ne ha perse altre, dolorosissime, come quella con il Liverpool, quella maledetta sera del 30 maggio 1984.</p>
<figure id="attachment_3644" style="width: 264px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2018/04/Di-Bartolomei-e-Souness.jpg"><img class="size-full wp-image-3644" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2018/04/Di-Bartolomei-e-Souness.jpg" alt="Di Bartolomei e Souness" width="264" height="191" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Di Bartolomei e Souness</figcaption></figure>
<p>Una ferita al cuore mai rimarginata, anche perché foriera di un addio, non privo di polemiche, a quei colori che aveva tanto amato.<br />
E non fu un caso che l&#8217; ultima sua partita persa, quella più importante con la vita, l&#8217;abbia persa un altro 30 maggio, dieci anni dopo.<br />
Già, dieci come il numero della sua maglia.<br />
Un colpo secco a quel cuore già ferito.<br />
Di Ago porterò nel mio cuore sempre il suo volto calmo e sorridente, i suoi atteggiamenti pacati ma decisi, quel suo essere leader silenzioso al quale bastava lo sguardo per farsi capire.<br />
Ricorderò i trofei da lui alzati con quel suo sorriso fanciullesco appena accennato, la gioia, non esternata smodatamente, ma espressa con luce diversa in quegli occhi malinconici per natura.<br />
Un qualcosa che ti faceva pensare che il Di Bartolomei bambino non fosse mai uscito dall&#8217; anima del Di Bartolomei campione affermato.<br />
Ricorderò il suo rispetto per l&#8217;avversario, vinto o vittorioso.<br />
Ricorderò la sua orgogliosa risposta, nei fatti ma sempre silenziosa, a chi offendeva i colori giallorossi.<br />
Come all&#8217;allenatore del Dundee, in quella magnifica giornata di aprile, che valse una finale di Coppa Campioni.<br />
Si gioca a Roma, all&#8217;Olimpico, in un soleggiato pomeriggio di aprile.<br />
All&#8217; andata i giallorossi hanno perso 0 a2 in Scozia, subendo anche pesanti insulti dall&#8217; allenatore del Dundee.</p>
<figure id="attachment_3645" style="width: 300px;" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2018/04/Di-Bartolomei-batte-il-rigore-con-il-Dundee.jpg"><img class="size-medium wp-image-3645" src="http://www.pensolibero.it/public/wp-content/uploads/2018/04/Di-Bartolomei-batte-il-rigore-con-il-Dundee-300x203.jpg" alt="Di Bartolomei batte il rigore con il Dundee" width="300" height="203" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Di Bartolomei batte il rigore con il Dundee</figcaption></figure>
<p>Nella partita di ritorno serve un 3 a 0 ai giallorossi per ribaltare la situazione e guadagnarsi la finale.<br />
Pruzzo, il bomber, con due reti pareggia la situazione e, a 30 minuti dalla fine, guadagna un rigore.<br />
<a href="https://www.youtube.com/watch?v=qj8-3rT0J9Y" target="_blank">Ago va sul dischetto,</a> il solito missile, il solito gol.<br />
La Roma è ora in vantaggio di un gol sul computo generale.<br />
Chiunque perderebbe tempo, c&#8217;è ancora un eternità da giocare e una rete avversaria potrebbe rovinare quel magnifico pomeriggio.<br />
Chiunque, non Agostino.<br />
Che non ha dimenticato gli insulti, le offese.<br />
Ha appena segnato il gol che potrebbe valere la qualificazione e, invece di perdere tempo, preleva il pallone dal fondo della rete, lo porta velocemente a centrocampo e invita gli scozzesi a riprendere il gioco.<br />
Un segnale, anzi due.<br />
Ai suoi ragazzi: siamo più forti.<br />
Agli avversari: non vi temiamo, fateci vedere quanto valete oltre a offendere.<br />
Passerà al Milan e, come per un destino perverso, segnerà alla Roma.<br />
Non è un ipocrita, gioisce e i tifosi, ma anche i suoi ex compagni, della Roma non lo perdonano.<br />
Non comprendono che quella gioia rabbiosa nasconde il dolore di essere stato costretto a lasciare quei colori, quella divisa, quei tifosi e quella città, e quella squadra, la sua, per sempre.<br />
Perché nessuno, irriconoscente come solo il mondo del calcio sa essere, gli riaprirà quella porta.<br />
Forse lui lo sa, incosciamente, da quando lascia Roma e la Roma.<br />
E, forse, da allora tutti noi, dirigenti, compagni, tifosi abbiamo, incosciamente, incominciato ad armare la sua mano, lasciandolo solo.<br />
Questo era Agostino Di Bartolomei, il Capitano, il mio Capitano.<br />
E l&#8217;Uomo.</p>
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